Torino Social Impact / Il futuro dell’impatto sale sul palco: 15 startup a ogr torino il 14 luglio

Il futuro dell’impatto sale sul palco: 15 startup a OGR Torino il 14 luglio

La 4ª edizione di Impact Deal si conclude con il suo Demo Day: un pomeriggio di pitch, insight e networking in uno degli hub di innovazione più vivaci di Torino.


Quindici startup saliranno sul palco per presentare i risultati del loro percorso di accelerazione: le collaborazioni avviate, le Proof of Concept sviluppate e le prossime tappe. Le loro soluzioni spaziano dall’AI for good all’energia e al clima, dall’agrifood e dalla salute alla mobilità e alle infrastrutture, accomunate tutte dall’impegno per un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Il programma

Impact Deal è fondato da Fondazione CRT e OGR Torino, operativamente gestito dal Consorzio TOP-IX con il supporto scientifico di ISI Foundation. Attraverso una rete di partner Data Club ed Ecosystem, tra cui Torino Social Impact, il programma opera a livello europeo per accelerare startup, scaleup, PMI e organizzazioni non profit con la missione di generare un cambiamento significativo.

Partecipa il 14 luglio

OGR Torino, Binario 3 | 16:00 – 19:00

L’evento è aperto a chiunque voglia incontrare gli innovatori che stanno trasformando il futuro. A seguire, un aperitivo di networking per entrare in contatto con le startup, gli investitori e i partner presenti.

Scopri le 15 startup in programma

Registrati all’evento

Per organizzare un incontro introduttivo con una delle startup prima del Demo Day, è possibile contattare il team di Impact Deal (impactdeal@top-ix.org).

26 giugno 2026 – Workshop “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”

Il prossimo 26 giugno 2026, dalle 10.00 alle 13.00, nell’ambito del progetto europeo DO Impact, i partner italiani Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e Tiresia Polimi , organizzano il workshop online “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”, un appuntamento dedicato alle organizzazioni dell’economia sociale interessate a rafforzare le proprie competenze nell’utilizzo e nella comunicazione dei dati.


Il workshop offrirà un’introduzione ai principi fondamentali della visualizzazione dei dati, approfondendone i fondamenti teorici, l’evoluzione storica e le principali fasi del processo progettuale. Attraverso l’analisi di casi studio e momenti di confronto, i partecipanti potranno esplorare il ruolo della data visualisation come strumento per interpretare la complessità e raccontare l’impatto in modo più efficace.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a un’attività pratica sull’utilizzo di RAWGraphs, piattaforma open source per la creazione di visualizzazioni dati. I partecipanti avranno l’opportunità di sperimentare le principali fasi del processo di visualizzazione, dalla lettura di un dataset alla scelta del modello visivo più appropriato, fino alla realizzazione di una rappresentazione grafica.

Il workshop sarà condotto da Elena Aversa, ricercatrice post-doc e docente di Information Design presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il DensityDesign Lab. La sua attività di ricerca si concentra sulle visualizzazioni informative fuorvianti e sulle loro implicazioni comunicative, con particolare attenzione alle metodologie partecipative di valutazione e di Data, Media and Information Literacy (DMIL).

L’iniziativa rientra nel percorso di capacity building del progetto europeo DO Impact, che supporta le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo di competenze digitali e data-driven per ampliare il proprio impatto sociale.

  • Data: 26 giugno 2026
  • Orario: 10.00 – 13.00
  • Modalità: Online su Zoom

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EUDR 2026: trasformare la compliance in opportunità

La deadline dell’EUDR sono ormai definite: 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese. Prepararsi non significa solo conoscere la norma: significa capire il proprio ruolo nella filiera, raccogliere i dati corretti e costruire un processo di compliance tracciabile, operativo e difendibile.


In questo webinar, Francesca Leonelli e Mario Burrascano di UOMOeAMBIENTE insieme a Gianluca Mazza di Feelera accompagneranno le aziende in un percorso pratico tra novità normative, semplificazioni 2026 e strumenti operativi per gestire la compliance EUDR.

Che tu sia un sustainability manager, un responsabile compliance, acquisti, qualità o supply chain, questo incontro ti aiuterà a orientarti tra:

  • cosa richiede davvero l’EUDR
  • le ultime semplificazioni e aggiornamenti normativi
  • i ruoli e gli obblighi lungo la supply chain
  • i dati necessari per la compliance
  • gli strumenti digitali per gestire tracciabilità, documenti e flussi informativi
  • i passi da compiere nei prossimi mesi

Perché l’EUDR non è solo una dichiarazione da compilare: è un nuovo modo di governare prodotti, fornitori e dati lungo la filiera.

Appuntamento online su LinkedIn, giovedì 18 giugno 2026, alle 16.30.

Iscriviti subito

Innovazione Cooperativa e Impatto Sociale: al via Foncooper 2026 per la crescita del territorio

La Regione Piemonte, in collaborazione con Finpiemonte, ha dato il via a Foncooper 2026, un fondo rotativo strategico da 4,2 milioni di euro dedicato al rafforzamento del sistema cooperativo regionale.



Questa iniziativa rappresenta un tassello concreto per rafforzare un ecosistema dove l’innovazione economica e il valore sociale procedono di pari passo, offrendo alle cooperative piemontesi gli strumenti necessari per essere protagoniste di una transizione inclusiva e sostenibile.
Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questa misura rappresenta un’opportunità fondamentale per integrare strumenti finanziari agevolati con obiettivi di impatto sociale, ambientale e occupazionale.

Un pilastro per l’imprenditorialità a impatto: i Workers BuyOut

Foncooper si conferma il principale strumento pubblico a sostegno dei Workers BuyOut (WBO), le imprese rigenerate dai lavoratori che rilevano aziende in crisi o ne garantiscono la continuità produttiva.

In un’ottica di impact investing, il bando favorisce queste operazioni con deroghe specifiche, come l’accesso al credito anche per le cooperative di nuova costituzione che non abbiano ancora depositato i primi due bilanci, premiando la capacità dei lavoratori di salvaguardare l’occupazione e il saper fare territoriale.

Sostenibilità e Transizione Ecologica

In linea con le sfide dell’ecosistema per l’imprenditorialità sociale, il bando sostiene investimenti non solo produttivi, ma orientati alla sostenibilità ambientale. Sono infatti ammissibili progetti volti al:
  • Miglioramento delle performance climatico-ambientale
  • Contributo alla bioeconomia circolare e alla gestione efficiente delle risorse naturali
  • Efficientamento energetico e riduzione delle emissioni

Caratteristiche del finanziamento

L’agevolazione è pensata come una forma di capitale “paziente” per la cooperazione, con caratteristiche tecniche altamente competitive:

  • Copertura: Fino al 70% delle spese ammissibili
  • Importo massimo: Fino a 2 milioni di euro per progetto
  • Tasso agevolato: Pari al 25% del tasso di riferimento europeo
  • Durata: Fino a 8 anni per beni mobili o 12 anni per investimenti immobiliari e impianti fissi

Soggetti Beneficiari

La misura si rivolge alle cooperative PMI piemontesi (escluse quelle di abitazione) operanti in diversi settori, inclusa la produzione primaria, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Per essere ammissibili, le cooperative devono rispettare i requisiti di mutualità prevalente o possedere i requisiti mutualistici previsti dal Codice Civile, sottolineando l’identità sociale della forma cooperativa.

Come partecipare

Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente alle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e resterà attivo fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La procedura è a sportello, con valutazione delle istanze secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte.

Maggiori informazioni

Italgas e I3P lanciano una nuova call for startup per il futuro delle reti energetiche

Il Gruppo Italgas e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) presentano una nuova iniziativa, intitolata “Shaping the Future of Energy Networks”, per esplorare l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare soluzioni e tecnologie avanzate in grado di continuare a contribuire alla trasformazione digitale delle infrastrutture energetiche.


L’innovazione tecnologica sviluppata dai team di ricerca e dalle giovani imprese è infatti un importante fattore abilitante per l’ulteriore evoluzione delle grandi infrastrutture. La nuova call lanciata da Italgas e I3P, nell’ambito del programma di open innovation “Ideas 4 Italgas” avviato nel 2020, mira a individuare proposte progettuali in grado di contribuire al rafforzamento della resilienza, dell’intelligenza e della sicurezza delle reti gas e acqua, nonché alla transizione verso sistemi energetici a zero o basse emissioni, favorendo la digitalizzazione, l’efficienza operativa, l’integrazione di gas rinnovabili e i modelli di decarbonizzazione sostenibili nel lungo periodo.

Le opportunità dell’iniziativa

I migliori progetti candidati avranno l’opportunità di entrare in contatto con Italgas e con le società controllate del Gruppo, nonché di ricevere una serie di possibili vantaggi e supporto per il loro ulteriore sviluppo sul mercato.

La partecipazione all’iniziativa offre, infatti, la possibilità di ottenere risorse da Italgas per sviluppare un Proof-of-Concept (PoC), ovvero una prima applicazione concreta finalizzata a verificare sul campo la fattibilità e l’efficacia della soluzione proposta; ma anche di usufruire della Mentorship di Italgas, per approfondire la possibile integrazione del prodotto o servizio nei processi aziendali, nonché di entrare in uno dei percorsi di incubazione in I3P volti ad affinare le conoscenze e competenze imprenditoriali necessarie alla maturazione del progetto, supportare la ricerca di finanziamenti esterni e favorire il networking.

L’obiettivo finale è accompagnare le soluzioni più promettenti versouna progressiva adozione su larga scala all’interno del Gruppo Italgas, favorendone la validazione nel settore.

A chi è rivolta la call

La call si concentra su due principali ambiti di interesse. Il primo è quello delle “Resilient Grid”, soluzioni per rendere le reti di distribuzione gas e acqua più intelligenti, sicure e resilienti rispetto agli eventi esterni e auto-adattive rispetto alle condizioni operative, attraverso l’impiego sia di tecnologie digitali – come intelligenza artificiale (AI) e sensoristica avanzata – sia di nuove metodologie di costruzione.

Il secondo ambito, “Energy Transition”, comprende l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, abilitando lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione.

L’iniziativa è rivolta ai gruppi di lavoro e alle società costituite. Per poter essere ammessi, i progetti candidati devono trovarsi in uno di tre stadi di maturità:

  • Idea”, in grado di tradursi in prototipo entro il 2027;
  • MVP”, ovvero prototipo in grado di aprire nuovi segmenti e opportunità di mercato;
  • Products on the market”, cioè prodotti e servizi già commercializzati o pronti al lancio.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita: le candidature dei progetti, in italiano oppure in inglese, vanno inviate sul sito web di Ideas 4 Italgas entro la data limite di venerdì 31 luglio 2026. Tutte le application raccolte verranno valutate entro il mese di ottobre e a novembre si terrà a Torino l’evento finale di premiazione dei vincitori.

La collaborazione tra Italgas e I3P

Negli ultimi anni il nostro Gruppo ha vissuto una profonda trasformazione, fondata sulla digitalizzazione degli asset, sull’innovazione tecnologica e, naturalmente, su un impegno concreto a servizio della transizione energetica”, ha dichiarato Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer di Italgas. “In questo contesto l’Open Innovation si è affermata non solo come un abilitatore di sviluppo, ma come volano strategico capace di accelerare il cambiamento e generare valore. Con questa nuova call rafforziamo ulteriormente questo approccio, aprendo ancora una volta il confronto con l’ecosistema esterno per intercettare nuove idee, competenze e soluzioni in grado di contribuire alla crescita sostenibile del Gruppo Italgas.

Siamo molto lieti di avere l’opportunità di collaborare nuovamente con il gruppo Italgas, una realtà internazionale che ha posizionato l’evoluzione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità al centro della propria visione strategica”, ha commentato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Anche quest’anno, come già nel 2021 e nel 2024, l’iniziativa di open innovation di Italgas e I3P offrirà alle startup e ai team di innovatori un’occasione concreta di confronto diretto con un grande player di settore, possibilità di sperimentazione congiunta e di crescita imprenditoriale, con l’accompagnamento esperto degli specialisti dell’incubatore.

Al via la XXII edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta

È aperta l’edizione 2026 di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, la Business Plan Competition che promuove la nascita di startup innovative nei territori piemontesi e valdostani.


Giunta alla sua XXII edizionee promossa da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino, la competizione si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano dedicato alle nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza.

Le due Fasi dell’iniziativa

La competizione si articola in due fasi operative. La Fase I è il Concorso delle Idee, che premia le migliori idee imprenditoriali con servizi gratuiti di supporto e consulenza erogati dagli Incubatori di impresa, finalizzati alla stesura del Business Plan. I partecipanti potranno inoltre accedere a workshop tecnici e immersivi dedicati ai temi della neutralità climatica e della mobilità urbana sostenibile, promossi in collaborazione con Città di Torino5T, con il supporto tecnico-scientifico del Politecnico di Torino, nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino.

Sarà inoltre possibile usufruire dei servizi gratuiti di orientamento e accompagnamento erogati dagli esperti di Invitalia, Partner Ufficiale del Premio Nazionale per l’Innovazione, per la presentazione delle domande di agevolazione dedicate alla creazione d’impresa.

Per partecipare alla Fase I c’è tempo fino al 16 giugno 2026, compilando la candidatura sul sito ufficiale del concorso www.startcup-piemonte-vda.it. I team che supereranno la fase di selezione saranno contattati direttamente dagli incubatori promotori per avviare il percorso di consulenza.

La Fase II, ovvero la Business Plan Competition, prenderà il via il 17 giugno e terminerà il 28 luglio 2026, dando accesso alla selezione finale e ai premi in denaro e servizi. Per partecipare è necessario presentare un Business Plan che descriva un progetto imprenditoriale innovativo tramite la piattaforma ufficiale del concorso.

È possibile partecipare a una sola o a entrambe le fasi, gratuitamente, presentando un’idea di impresa oppure un progetto imprenditoriale che, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, siano frutto del lavoro di un singolo o di un gruppo di individui e finalizzati alla nascita di una startup innovativa.

A chi è rivolta la competizione

Sono ammessi, individualmente o in gruppo, aspiranti imprenditori maggiorenni, universitari e strutturati di atenei e centri di ricerca (studenti universitari, laureati, dottorandi o PhD di ricerca, assegnisti o borsisti di ricerca, professori e ricercatori), oltre ai titolari di imprese costituite dopo il 1° ottobre 2025 oppure avviate operativamente da tale data.

Durante il processo di candidatura online, i proponenti dovranno individuare un Incubatore di riferimento, scegliendo tra I3P2i3T oppure le Pépinières d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin in caso di candidatura al Premio Valle d’Aosta.

Ad essere ammessi alla competizione sono idee e progetti imprenditoriali che fanno riferimento alle seguenti categorie di gara:

  • Life Sciences, per prodotti e/o servizi innovativi finalizzati a migliorare la salute delle persone;
  • ICT, per prodotti e/o servizi innovativi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, dei nuovi media, della cybersecurity, del cloud computing e delle tecnologie AI/LLM;
  • Cleantech & Energy, per prodotti e/o servizi orientati al miglioramento della sostenibilità ambientale e della gestione dell’energia;
  • Industrial, per prodotti e/o servizi innovativi per la produzione industriale dal punto di vista tecnologico o di mercato;
  • Turismo e Industria Culturale e Creativa, per prodotti e/o servizi innovativi rivolti al settore turistico, culturale e creativo.

Il comitato organizzativo di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, composto dai due incubatori piemontesi, ha sottolineato come l’iniziativa continui a svolgere un ruolo di attivazione concreta delle idee imprenditoriali ad alto contenuto innovativo: “La competition si conferma uno strumento operativo per far emergere progettualità che nascono nei contesti accademici e di ricerca, accompagnandole in un percorso di validazione e sviluppo. Andiamo oltre la dimensione competitiva: Start Cup rappresenta un dispositivo di raccordo tra competenze scientifiche, mercato e territorio, contribuendo a rafforzare la capacità del sistema regionale di trasformare conoscenza in impresa. Il valore che riconosciamo è nella collaborazione tra attori diversi e nella valorizzazione delle competenze diffuse, elementi che rendono il processo di innovazione più strutturato e continuativo”.

Montepremi totale: oltre 60.000 euro

La fase finale della competizione si concluderà entro il 30 ottobre 2026 con l’evento di premiazione ospitato a Torino. I migliori progetti imprenditoriali partecipanti alla Business Plan Competition (Fase II) riceveranno premi e menzioni speciali attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli Enti Promotori e dai Sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro, erogato in denaro e servizi offerti dai partner dell’iniziativa.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: 7.500 euro al primo classificato, 5.000 euro al secondo e 2.500 euro al terzo. Ai primi sei progetti sarà inoltre garantita la partecipazione al Premio Nazionale per l’Innovazione 2026 – che si svolgerà a Bari di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre – con quota di iscrizione del valore di 1.000 euro versata dagli organizzatori della competizione.

Grazie al supporto di Sponsor e Partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • Il Premio Fondazione CRC di 10.000 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • Il Premio Valle d’Aosta di 7.500 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • Il Premio Città del Futuro e Sostenibilità, promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici destinati a massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • Tre premi “Tech for Climate & Mobility” in servizi, destinati a progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile, offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino;
  • Il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano, del valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, destinato al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste inoltre quattro menzioni speciali: “Imprenditoria Femminile”, “Social Innovation”, “Open Innovation / Spin Off Industriali” e “Climate Change”.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo, è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso.

Open Day I3P 2026

Hai un’idea innovativa nel cassetto e ti stai chiedendo da dove partire per realizzarla? Partecipa all’Open Day di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, che si terrà nel pomeriggio di giovedì 11 giugno 2026. L’evento sarà l’occasione di conoscere più da vicino come funziona il mondo dell’imprenditoria innovativa ed entrare in contatto diretto con I3P, incubatore di livello internazionale che da oltre 25 anni supporta la nascita e lo sviluppo delle startup con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita.


L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire informazioni e indicazioni utili a chi cerca un punto di partenza per un percorso imprenditoriale: potrai ascoltare le esperienze dirette di una startup innovativa incubata in I3P, Theia Sense, e ricevere i suggerimenti concreti dei Business Analyst dell’incubatore, con la presentazione delle migliori opportunità per mettere in campo la tua idea.

L’Open Day I3P 2026 sarà anche l’occasione di approfondire la 22° edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, il concorso regionale che mette in palio premi in denaro e servizi per le migliori nuove proposte di startup. Inoltre, il concorso offre l’opportunità di usufruire di servizi gratuiti di orientamento e consulenza nell’ambito dei progetti CTE NEXT 2.0 e Living Lab ToMove della Città di Torino, nonché di scoprire come beneficiare dei servizi di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Al termine dell’evento, una volta concluse le presentazioni sul palco, per i partecipanti si apriranno gli incontri gratuiti one-to-one con i tutor dell’Incubatore, in cui potersi confrontare e ricevere indicazioni pratiche sui primi passi da compiere per un’avventura imprenditoriale di successo.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 11 giugno alle ore 15:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

Per partecipare all’Open Day I3P 2026 è necessario iscriversi gratuitamente su Eventbrite: registrati all’evento entro le ore 13:00 di martedì 9 giugno! Nel caso in cui non riuscissi a presenziare ma avessi comunque piacere di incontrare i tutor I3P per confrontarti sulla tua idea d’impresa in una data successiva, contatta l’incubatore e sarà possibile organizzare un appuntamento dedicato.

Programma

  • Ore 15:00 | Accoglienza dei partecipanti
  • Ore 15:10 | Saluti di benvenuto – Giuseppe Scellato, Presidente di I3P
  • Ore 15:15 | Presentazione dell’incubatore e delle sue attività nell’ecosistema startup – Enrico Ghia, Responsabile Operativo di I3P
  • Ore 15:30 | Punti di partenza per lanciare la tua idea innovativa: Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 e i servizi offerti dai partner del concorso – Martina Fiorin, Senior Consultant & Acceleration Programs Project Manager di I3P
  • Ore 15:50 | Testimonianza di una startup incubata in I3P – Alberto Rovera, Co-Founder & CEO di Theia Sense
  • Ore 16:00 | Conclusione dell’evento e apertura degli incontri one-to-one con i tutor I3P per sottoporre la propria idea d’impresa e valutarne le potenzialità

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile scrivere all’indirizzo email eventi@i3p.it, mentre per rimanere aggiornati sulle novità di I3P è possibile seguirne i canali social, come LinkedInFacebookInstagram YouTube, oppure iscriversi alla sua newsletter email settimanale gratuita.

Competenze nel Terzo Settore. Il nuovo Report 2026 dell’Osservatorio Job4Good

È pubblicata la settima edizione del Report annuale dell’Osservatorio Job4Good, Competenze nel Terzo Settore 2026. La ricerca analizza il triennio 2023–2025 attraverso 5.275 posizioni di lavoro pubblicate sulla piattaforma da 1.057 organizzazioni del nonprofit italiano, per un totale di 9.049 menzioni professionali. La metodologia si basa su dati comportamentali — ciò che gli enti scrivono negli annunci quando assumono — e non su questionari di percezione: una scelta che permette di leggere la domanda reale del settore.


Cinque dati emergono dal triennio:

1. Fundraising e Project Management guidano il 2025. Il Fundraising è la prima area per peso con il 12,20% delle menzioni e una crescita continua nel triennio (11,55% nel 2023, 11,84% nel 2024, 12,20% nel 2025). Il Project Management è la seconda area con il 11,69% e registra la crescita più netta del periodo: +2,01 punti percentuali nel solo 2025. Insieme valgono quasi un quarto delle menzioni del 2025.

2. La cooperazione internazionale perde il primato. L’area “Cooperante”, prima per peso nel 2023 con il 13,17%, scende al 7,33% nel 2025. Il dato non indica una contrazione del settore ma una ricomposizione interna della domanda: meno profili sul campo, più figure di coordinamento e rendicontazione.

3. Competenze emergenti: ESG quadruplica, l’IT entra per la prima volta. La Sostenibilità ed ESG passa dallo 0,20% del 2023 allo 0,83% del 2025. L’IT, area inesistente nel 2023, raggiunge lo 0,73% nel 2025. Quote ancora contenute in valore assoluto, ma rilevanti come indicatore di una domanda di competenze che il settore prima non poneva.

4. Le forme contrattuali si regolarizzano, la stabilità no. Nel triennio il tempo determinato cresce dal 28,5% al 35,6%, il co.co.co. scende dal 27,5% al 19,8%, ma il tempo indeterminato resta la quota più piccola del settore: si muove da 7,5% a 7,6% in tre anni. Le forme contrattuali atipiche cedono spazio a forme più strutturate, ma la stabilità di fondo non si sposta.

5. Trasparenza retributiva: cresce, ma resta minoritaria. Nel 2025 il 27,5% delle posizioni include un’informazione economica, contro il 20% del 2023. Il 12,4% delle offerte dichiara esplicitamente la RAL. Il 72,5% resta senza alcuna indicazione economica, a pochi giorni dall’entrata in vigore in Italia della Direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva.

Sul piano territoriale, il Report fotografa una geografia molto concentrata della domanda di lavoro nel Terzo Settore: Milano vale il 36,27% delle posizioni, Roma il 21,10%, Torino il 5,40%, terza piazza italiana del comparto. Il Nord-Ovest concentra complessivamente il 49,9% della domanda.

L’Osservatorio Job4Good è il monitoraggio longitudinale che la piattaforma dedica al mercato del lavoro nel nonprofit italiano. Nato nel 2018, è oggi alla settima edizione e rappresenta una delle poche fonti italiane che leggono il Terzo Settore attraverso i dati della domanda di lavoro, anno dopo anno.

Job4Good è la piattaforma verticale italiana per il lavoro nel Terzo Settore. Startup innovativa e Società Benefit con sede legale a Torino, è parte dell’ecosistema Torino Social Impact dal quale ha contribuito a far emergere il tema della professionalizzazione del lavoro nel nonprofit come questione strategica per il territorio.

Consulta il report

 

Quando Italia e Svezia si incontrarono nel nome dell’economia sociale: la storia di Reves

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Trent’anni fa, dall’incontro tra amministrazioni locali e organizzazioni dell’economia sociale in Italia e Svezia, nasceva REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy. Oggi la rete rappresenta uno dei principali punti di riferimento europei per la promozione di modelli di sviluppo fondati sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese sociali e comunità. Un percorso che continua a rafforzarsi anche attraverso l’ingresso di nuovi territori: nell’ultima Assemblea generale, infatti, è stata approvata l’adesione della Città Metropolitana di Torino, che si aggiunge a Torino Social Impact, membro della rete dal 2019.

L’articolo ripercorre le origini di questa esperienza, raccontando come una visione condivisa tra territori diversi abbia dato vita a un percorso capace di incidere sulle politiche pubbliche europee e di rafforzare il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione territoriale, partecipazione e innovazione sociale.

Articolo di Daria Capitani.

Leggilo su VITA

Bench-Mark | Ep. 108 – Paratissima

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, cultura e creatività non sono elementi accessori dello sviluppo territoriale, ma strumenti capaci di generare inclusione, opportunità e impatto sociale.

In questo nuovo episodio di Bench-Mark incontriamo Cecilia Di Blasi, General Manager di PRS Impresa Sociale, e Matteo Scavetta, Project Manager di PRS, la realtà che gestisce Paratissima.

Nata nel 2005 come manifestazione dedicata agli artisti emergenti, Paratissima si è evoluta negli anni in una piattaforma culturale capace di accompagnare la crescita professionale di artisti e operatori culturali, attivare reti tra soggetti pubblici e privati e contribuire alla rigenerazione dei territori attraverso la cultura.

Un dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea, sulle opportunità per le nuove generazioni creative e sulla capacità della cultura di produrre valore sociale oltre i confini della città.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Lavoratori del sociale, fare senza non si può.

Il 4 giugno a Torino, VITA porta al centro del dibattito pubblico la grande fuga dal lavoro sociale, con un confronto a partire dal nuovo numero del magazine, Social worker, senza di loro perdiamo tutti, e dal Manifesto del lavoro sociale, promosso insieme a 75 grandi organizzazioni della società civile. L’appuntamento è fissato per le 18 all’Housing Giulia via F. Cigna 14/L, Torino.


C’è una crisi silenziosa che attraversa il welfare italiano: è sempre più difficile trovare e mantenere in organico figure come educatrici ed educatori, assistenti sociali, operatrici e operatori sociosanitari, operatori a bassa soglia, psicologhe e psicologi, professioniste e professionisti della cura, infermiere e infermieri, oss. Non per scelta, ma per esaurimento di energie, di riconoscimento, di prospettive. Chi resta, con fatica e talvolta rabbia, continua a essere un supporto decisivo per comunità, famiglie fragili, servizi pubblici e privati. Ma per quanto ancora?

Se “sociale” significa tenere insieme ciò che rischia di rompersi: comunità, relazioni, servizi, soggetti fragili, significa anche creare un sistema economico che merita di essere conosciuto e sostenuto ben oltre i confini di chi ci lavora dentro. Eppure proprio chi ogni giorno rende possibile tutto questo oggi è sempre più sotto pressione: figure poco riconosciute e sempre più difficili da trattenere.

Lo racconta il direttore Stefano Arduini, nel suo editoriale, del numero di maggio diVITA magazine – in cui trovare tutti i numeri del fenomeno e un’approfondita inchiesta sulla crisi del lavoro sociale −, dal titolo Social worker, senza di loro perdiamo tutti: «I soggetti dell’economia sociale nascono con una vocazione precisa: generare sviluppo sociale e sviluppo economico. Si dice “sociale” perché la ricchezza che producono non appartiene a un individuo, ma diventa patrimonio condiviso, valore che resta a disposizione di una comunità e delle generazioni future».

Da questa consapevolezza è nato il Manifesto del lavoro sociale, promosso da VITA insieme a 75 grandi realtà del Terzo settore e della società civile, pubblicato nel numero del magazine con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito chi ogni giorno, con competenza e responsabilità, rende possibile il patto civile che tiene insieme le nostre comunità. Il Manifesto parte da una convinzione semplice: difendere chi si prende cura significa difendere il benessere della società civile. Un documento che chiede di riconoscere il lavoro sociale come un lavoro qualificato, non solo vocazionale o solo femminile; di garantire condizioni economiche più eque a chi opera nei servizi di cura; di considerare finalmente il welfare non come un costo da comprimere, ma come uno degli investimenti più strategici per il futuro del Paese: «Alla radice di questo modello c’è un’istanza di giustizia sociale che non è mai venuta meno, con tutti i suoi alti e bassi. Una giustizia che non è un concetto astratto, ma si sostanzia di interventi nel reale: prende avvio dai problemi delle persone, propone soluzioni, le mette in opera, tessendo e ricostruendo legami sociali» – dichiara Stefano Arduini, direttore di VITA – «Lo fa attraverso una pratica democratica di partecipazione, mettendo al centro non l’individuo isolato, ma le persone e le relazioni tra esse. L’aggettivo “sociale” non è un cappello valoriale messo sopra i bilanci: è la cifra che dichiara una visione del mondo, della politica e della stessa economia. È il modo in cui si decide cosa fare, come farlo, con chi, e perché».

Per portare questa riflessione in una dimensione pubblica e collettiva, VITA ha scelto Torino, città che negli ultimi anni ha saputo costruire esperienze significative sui temi dell’innovazione e dell’economia sociale, del welfare di prossimità e della rigenerazione urbana. Ma al contempo la città capoluogo di una regione in forte stress sul fronte della spesa sociale e della tenuta dei servizi.

L’appuntamento è fissato per il 4 giugno alle ore 18.00 presso l’Housing Giulia di via F. Cigna 14/L, Torino, spazio di comunità e dell’abitare sociale, che ospiterà un confronto tra istituzioni, fondazioni, organizzazioni sociali e protagonisti del numero di VITA. Non mancheranno, tra gli ospiti, rappresentanti della città di Torino, della Regione Piemonte, del Terzo settore. Saranno presenti, tra gli altri: Michela Favaro, vice sindaca di Torino; Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact; Roberta Delbosco, Responsabile dell’Area Welfare e Territorio-Cura, Fondazione Cassa di Risparmio Torino; Giusi Biaggi, presidente del consorzio nazionale Cgm; Alessia Minuz, presidente cooperativa sociale Koinè; Alice Caimi, assistente sociale e divulgatrice e Maria Gigantino, program manager della cooperativa sociale Giuliano Accomazzi.

L’evento dal titolo Lavoratori del sociale, fare senza non si può è a ingresso libero ed è possibile partecipare registrandosi al link dedicato.

IAAD. CAREER DAYS 2026

Anche quest’anno IAAD. organizza i CAREER DAYS, l’evento dedicato a tutte le realtà professionali, ideato per offrire l’occasione di incontrare i profili dei nostri giovani talenti diplomati dell’Anno Accademico 2025-2026.


I CAREER DAYS 2026 si terranno nelle giornate di Martedì 14, Mercoledì 15 e Giovedì 16 e Venerdì 17 Luglio, in modalità da remoto.

L’evento vedrà il coinvolgimento di 250 persone neodiplomate e 250 aziende, per un totale di 2500 colloqui.

Gli incontri conoscitivi saranno organizzati in slot da 3 ore, si terranno in modalità Job Speed Date e avranno la durata di 15 minuti ciascuno, in cui gli studentə si potranno presentare e presentare il loro CV e il loro Portfolio.

Per adesioni, compilare il form al seguente link, entro Venerdì 29 Maggio 2026.

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Partnership & Career Service alla seguente e-mail: partnership1@iaad.it.

L’adesione a questa iniziativa è gratuita e non prevede nessuna quota di iscrizione.

Comunicazione e AI per il Terzo Settore: corso gratuito online

Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito “Comunicazione e AI per il Terzo Settore”, rivolto a chi gestisce a livello operativo la comunicazione e i canali digitali negli Enti del Terzo Settore piemontesi.


Il percorso, curato da Forestae, propone un approccio pratico all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro quotidiani: dalla pianificazione dei contenuti all’automazione delle attività, dalla narrazione dei progetti alla valutazione delle campagne digitali.

Il corso è pensato per social media manager, digital content creator, operatori della comunicazione e del fundraising, addetti stampa e progettisti. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per costruire una comunicazione digitale più efficiente, coerente e sostenibile, capace di rafforzare l’impatto sociale e le attività di fundraising.

Le lezioni si svolgeranno online per una durata complessiva di 12 ore. La certificazione è disponibile con la frequenza dell’80% del corso.

Calendario del corso:

  • 11 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 18 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 25 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 2 luglio 2026 – 9.30 / 12.30

Il corso è gratuito e disponibile per tutte le persone collaboratrici e dipendenti degli ETS piemontesi, comprese persone volontarie e partecipanti al Servizio Civile.

Per maggiori informazioni e iscrizioni

La formazione è erogata da Forestae e rientra nel progetto Digital Regional Network, un progetto finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale, nell’ambito del bando Digitale Sociale 2024. Il progetto è implementato da Fablab Torino, Forum Terzo Settore Piemonte, Consorzio ONG Piemontesi, ARCI Servizio Civile Piemonte in collaborazione con Forestae Srl, Forwardto e Mapping Change, con il coordinamento di C.I.F.A. ETS.

REVES Network Days 2026: Torino porta a Östersund il confronto sulle strategie territoriali per l’economia sociale

Dal 27 al 29 maggio 2026, la città di Östersund ospiterà i REVES Days 2026, l’appuntamento annuale della rete europea REVES Network, organizzato in collaborazione con la Regione Jämtland Härjedalen e dedicato quest’anno anche al 30° anniversario della rete.


L’iniziativa riunirà amministrazioni locali e regionali, organizzazioni dell’economia sociale, università, istituzioni europee e attori della società civile provenienti da diversi Paesi europei, per confrontarsi sul ruolo dell’economia sociale nella trasformazione dei territori e nella costruzione di modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili.

Il programma prevede panel tematici, visite sul campo, focus group e momenti di networking dedicati alle politiche territoriali, all’innovazione sociale e alla cooperazione europea.

All’interno del programma, Torino Social Impact prenderà parte al panel “The challenges of developing the social economy in metropolitan areas as a solution to tensions exacerbated by population concentration”, dedicato alle strategie territoriali per l’economia sociale insieme a rappresentanti delle città di Amburgo e Östersund.

Nel corso dell’incontro, Sonia Cambursano — Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino — approfondirà il percorso che ha portato alla costruzione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, sottolineando il valore di sviluppare una strategia condivisa anche in un territorio già caratterizzato da un ecosistema consolidato di economia sociale.

Successivamente, Raffaella Scalisi — Senior Advisor di Torino Social Impact — interverrà sul tema delle partnership territoriali come infrastruttura strategica per rendere efficaci le politiche di economia sociale nel lungo periodo, mentre Giovanni Ferrero — rappresentante della Città di Torino — porterà una riflessione sul coinvolgimento dell’economia sociale nella costruzione di visioni territoriali per le aree periferiche e periurbane.

Torino Social Impact è membro della rete REVES, all’interno della quale collabora con altri territori ed ecosistemi sul tema dell’economia sociale, e la  partecipazione ai REVES Days rappresenta un’importante occasione di confronto europeo sui modelli di governance collaborativa e sulle pratiche territoriali capaci di connettere sviluppo economico, innovazione sociale e partecipazione delle comunità.

Il social procurement al centro del confronto tra enti pubblici del territorio

Come possono gli appalti pubblici generare non solo beni e servizi, ma anche inclusione lavorativa, sviluppo territoriale e valore sociale? È questa la domanda che ha guidato, mercoledì 20 maggio, l’incontro dedicato al Public Social Procurement, promosso nell’ambito del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e ospitato nella Sala Panoramica della Città Metropolitana di Torino.


L’appuntamento ha riunito responsabili degli appalti, dirigenti e funzionari di amministrazioni pubbliche, enti e società partecipate dell’area metropolitana per avviare un confronto operativo su strumenti, opportunità e sfide legate all’integrazione di criteri di impatto sociale nelle procedure di acquisto pubblico.

L’incontro è stato anche il terzo Stakeholders Meeting del progetto europeo PROSECO – Interreg Europe, di cui Torino Social Impact è partner insieme alla Città di Torino, rappresentando un’importante occasione di scambio tra livello locale ed esperienze europee.

Ad aprire i lavori sono stati Sonia Cambursano, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino e Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario della Città di Torino, che hanno sottolineato il ruolo crescente delle amministrazioni pubbliche nel promuovere sviluppo economico e inclusione attraverso le proprie politiche di acquisto.

A seguire, Giulia Rossi, in rappresentanza di Torino Social Impact e Research Fellow del Dipartimento di Management, Economics and Industrial Engineering del Politecnico di Milano, ha offerto un inquadramento del social procurement come leva strategica sia dal punto di vista finanziario sia delle politiche pubbliche.

Le esperienze del territorio

La seconda parte del pomeriggio è stato dedicato ad alcune esperienze già in corso sul territorio.

La Città Metropolitana di Torino ha presentato il percorso che porterà all’adozione di una propria strategia di social procurement, illustrando come gli appalti possano diventare uno strumento concreto per perseguire obiettivi di inclusione sociale e sviluppo economico territoriale. La Direttrice Generale, Monica Sciajno, ha condiviso come l’Ente stia lavorando per l’adozione di un proprio Regolamento sul tema e come intenda accompagnare anche i comuni più piccoli del territorio metropolitano in questo percorso, nel suo doppio ruolo di Centrale Committenza a favore degli enti del territorio metropolitano e di Soggetto Aggregatore .

La Città di Torino, con gli interventi di Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario e Adele Settimo, Dirigente Divisione Contratti e Appalti, ha invece condiviso l’esperienza del Regolamento n. 307, uno strumento di politica attiva del lavoro che promuove l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità attraverso gli appalti pubblici. Nato nel 2005 e aggiornato nel 2024, il regolamento rappresenta un esempio concreto di come sia possibile integrare obiettivi sociali nelle procedure di affidamento, coniugando l’acquisizione di beni e servizi con la creazione di opportunità occupazionali per le fasce più fragili della popolazione.

Un workshop per mettere a fuoco sfide e opportunità

Nel pomeriggio, 40 partecipanti in rappresentanza di enti pubblici, amministrazioni e società partecipate si sono confrontati in tavoli di lavoro dedicati a Comuni, società partecipate e altri enti pubblici.

Erano presenti rappresentanti della Città Metropolitana di Torino, della Città di Torino, del Comune di Strambino, della Camera di commercio di Torino, dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino, di Turismo Torino e Provincia, SCR Piemonte, CinqueT, GTT e Agenzia Piemonte Lavoro.

Il confronto si è concentrato su due grandi temi.

Da un lato, gli aspetti organizzativi necessari per rendere il social procurement una pratica stabile all’interno delle amministrazioni: governance, competenze, regolamenti interni, autonomia decisionale e caratteristiche degli appalti gestiti.

Dall’altro, le opportunità e le criticità che gli enti incontrano nell’introduzione di strumenti come appalti riservati, clausole sociali e criteri premiali. I partecipanti hanno discusso dei settori con maggiore potenziale di impatto sociale, delle difficoltà amministrative e organizzative ancora presenti e delle condizioni necessarie per sperimentare nuove pratiche in modo efficace.

Dai risultati emersi ai prossimi passi

A chiudere la giornata è stato il professor Sergio Foà, che ha raccolto e sistematizzato gli spunti emersi durante il confronto.

Tre, in particolare, le dimensioni da presidiare lungo il ciclo di vita dell’appalto. La prima riguarda la progettazione, che richiede una conoscenza approfondita del mercato e degli operatori dell’economia sociale, oltre a un dialogo costante tra i diversi uffici dell’ente. La seconda riguarda la procedura di gara, fase nella quale occorre individuare caso per caso gli strumenti più adatti agli obiettivi perseguiti. Infine, la fase di esecuzione, in cui diventa fondamentale verificare che gli impegni sociali assunti vengano effettivamente realizzati e monitorati.

Tra le priorità condivise dai partecipanti sono emerse la necessità di rafforzare il coordinamento tra enti, investire nella formazione del personale e creare occasioni strutturate di scambio e apprendimento reciproco, valorizzando anche le buone pratiche sviluppate a livello europeo.

Un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi e che rappresenta un tassello importante del percorso verso gli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, con l’ambizione di rendere la spesa pubblica uno strumento sempre più capace di generare valore economico e impatto sociale per il territorio.

Il Futuro della tua Impresa è in Europa: partecipa ad Erasmus for Young Entrepreneurs!

Codex Società Cooperativa conferma il suo ruolo di primo piano come Centro di Contatto Locale per il programma Erasmus for Young Entrepreneurs (EYE) attraverso il consorzio EPIC. Siamo pronti ad accompagnarti in questa nuova avventura, che ha preso ufficialmente il via a febbraio 2025 e proseguirà fino al 31 gennaio 2028.


EYE offre a chi aspira a fare impresa e ai nuovi talenti del business l’opportunità unica di imparare i segreti del mestiere fianco a fianco con figure professionali già affermate che guidano PMI in altri Paesi europei.

Il cuore del programma è la collaborazione basata sulla reciprocità:

  • Esperienza sul campo: Trascorrerai un periodo che va da 1 a 6 mesi lavorando insieme a chi ha già un’esperienza consolidata nel tuo settore. Se gestisci un’impresa da più di 3 anni, potrai essere tu a ospitare un nuovo talento.
  • Supporto Economico: Il soggiorno all’estero è cofinanziato dalla Commissione Europea, permettendoti di concentrarti solo sulla tua crescita.
  • Scambio di Valore: Mentre impari a gestire un’azienda, chi ti ospita riceve nuove idee e una ventata di innovazione per la propria attività.

In questi anni Codex ha supportato numerose persone nel trasformare i propri sogni in realtà, favorendo scambi che spaziano dai settori più tradizionali alle tecnologie più innovative.

Contattata eye@codex.it per scoprire come partecipare e dare il via al tuo scambio internazionale.

FUTURE WEEK Torino – “Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit”

“Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit” è il titolo della giornata che, dalle ore 11:00 alle 19:00 di lunedì 25 maggio 2026, animerà gli spazi della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS. L’iniziativa, realizzata nell’ambito della Future Week Torino – il format itinerante dedicato ai temi del futuro – è frutto della collaborazione con l’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM) e l’Associazione Italiana Innovatori APS.


Quattro sessioni tematiche, talk, presentazioni di libri, esperienze interattive, momenti di networking e una conferenza musicale compongono un programma denso e articolato, pensato per mettere a confronto visioni, modelli e pratiche del mondo profit e non profit nel segno della trasformazione digitale e dell’AI.

“La Future Week è un’occasione unica per far dialogare mondi spesso distanti tra loro. Innovazione tecnologica e impatto sociale non sono in contraddizione e possono, anzi devono, diventare un’unica visione di futuro.”  —  Carlo Majorino, Presidente Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS.

Informazioni incontro

Lunedì 25 maggio 2026,  11:00 – 19:00

Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Corso Trento 13, Torino

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Scopri il programma completo

Prenota il tuo biglietto

Tutoraggi e formazione per ETS del Piemonte

Per tutto il mese di maggio e giugno sono disponibili ore gratuite di tutoraggio e formazione rivolte agli Enti del Terzo Settore del Piemonte, nell’ambito del progetto Digital Regional Network, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale e dedicato al rafforzamento delle competenze digitali nel settore sociale.


L’iniziativa prevede due linee di intervento complementari. Da un lato, le sessioni di tutoraggio curate dall’associazione Forwardto – Dare senso al futuro, dedicate al potenziamento delle soft skills e allo sviluppo di competenze di leadership trasformativa a supporto dei processi di transizione digitale. Dall’altro, moduli formativi aggiuntivi erogati da Forestae, focalizzati sul rafforzamento delle competenze di comunicazione.

Le attività sono gratuite per tutti gli ETS del Piemonte e si inseriscono all’interno del progetto promosso da CIFA – For People in qualità di capofila, in collaborazione con Forum del Terzo Settore, COP e ASC Piemonte.

Visualizza i corsi

Per iscriversi è possibile scrivere a: digitalesociale@cifaong.it oppure compilare il form dedicato.

Le attività rappresentano un’opportunità concreta di aggiornamento e rafforzamento delle competenze digitali e comunicative a supporto dell’innovazione sociale sul territorio piemontese.

La Comunità di pratica OP4Impact definisce il percorso 2026

Martedì 12 maggio, si è tenuto il secondo incontro della Comunità di pratica OP4Impact 2026,  il percorso indirizzato e sviluppato da Torino Social Impact e Cottino Social Impact Campus insieme insieme  ai quattro Ordini professionali — Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, Ordine degli Avvocati di Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo — per accompagnare le professioni in una riflessione condivisa sul proprio ruolo nell’economia sociale. 


L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico e co-progettazione dedicato alla definizione del percorso 2026 della Comunità di pratica, con l’obiettivo di tradurre il lavoro avviato nei mesi precedenti in una prima infrastruttura concreta di capacity building e diffusione  interprofessionale sui temi dell’impatto.

Come ha sottolineato Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus, in apertura dei lavori: «La Comunità di pratica OP4Impact nasce dall’incontro tra professioni e reti differenti, parte di ecosistemi diversi e  interconnessi. L’obiettivo è comprendere quale contributo strategico e operativo possono offrire all’interno dell’economia sociale».

A partire da questa visione, OP4Impact si configura come uno spazio di peer-to-peer e transformative learning by practice, orientato a rafforzare competenze e capacità di innovazione degli Ordini coinvolti, promuovendo una lettura integrata dell’economia sociale applicata alle professioni.

Il percorso 2026, si concretizza attraverso la realizzazione di un percorso di impact capacity building, quale format composto da quattro workshop — uno introduttivo e tre basati su casi studio — finalizzati a consolidare competenze e visioni condivise.

Al centro del primo workshop introduttivo è emersa una riflessione strutturale sul concetto di impatto, inteso come insieme degli effetti e dei cambiamenti sociali, ambientali ed economici generati nel lungo periodo da un’organizzazione sulla comunità.

L’impatto è stato così definito non come semplice esercizio di misurazione o rendicontazione, ma come motore di pianificazione strategica fondato sui tre principi guida di intenzionalità, misurabilità e addizionalità. 

Particolare rilievo è stato dato alla necessità di concepire l’organizzazione come sistema aperto, interconnesso e orientato alla creazione di valore multidimensionale per e con tutti gli stakeholder.

In questo quadro, pianificare l’impatto significa progettare cambiamento in modo intenzionale, condiviso e coerente, attraverso processi di collaborazione, governance partecipativa  e apprendimento continuo. Un approccio che supera logiche individuali o settoriali, per collocare le professioni dentro una dimensione ecosistemica, capace di leggere e accompagnare la complessità contemporanea.

L’incontro ha così posto le basi metodologiche per i prossimi appuntamenti della Comunità di pratica, che proseguiranno con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per leggere, progettare e valorizzare l’impatto, contribuendo a rafforzare il ruolo strategico delle professioni nell’evoluzione dell’economia sociale.

TOUCH Capacity LAB: concluso il percorso di capacity building del progetto europeo

Si è concluso il 14 maggio 2026 il percorso di capacity building del progetto TOUCH, realizzato per rafforzare le competenze delle organizzazioni impegnate nell’integrazione lavorativa dei giovani NEET, con un focus specifico sulla valutazione dell’impatto sociale e sui modelli finanziari outcome based.


Avviato il 19 marzo 2026, il programma TOUCH Capacity LAB ha coinvolto 25 organizzazioni in un percorso articolato in un kick-off meeting e 8 moduli formativi, pensati per favorire apprendimento, confronto e sperimentazione pratica.

L’ultima sessione in presenza si è svolta presso Cottino Social Impact Campus, riunendo partecipanti, docenti e partner per il modulo conclusivo del programma.

Nel corso del percorso, 11 esperti hanno guidato i partecipanti attraverso lezioni frontali, gruppi di lavoro, momenti di peer exchange ed esercitazioni pratiche, offrendo strumenti concreti per rafforzare la capacità di generare e sostenere impatto nel lungo periodo.

Il programma, progettato e realizzato da Cottino Social Impact Campus e Human Foundation, ha approfondito temi chiave quali:

  • Modulo 1 – Visione, Leadership e Governance
  • Modulo 2 – Misurazione e rendicontazione dell’impatto sociale
  • Modulo 3 – Innovazione sociale e progettazione orientata all’impatto
  • Modulo 4 – Alfabetizzazione finanziaria, pianificazione strategica e gestione finanziaria
  • Modulo 5 – Gestione orientata ai risultati e adattamento organizzativo
  • Modulo 6 – Risk management e sostenibilità di medio lungo periodo
  • Modulo 7 – Competenze digitali e tecnologiche a supporto della finanza e dell’impatto
  • Modulo 8 – Comunicazione in ottica outcome based

Il TOUCH Capacity LAB si chiude così come un’importante esperienza di crescita condivisa, capace di creare connessioni, stimolare nuove progettualità e rafforzare le competenze delle organizzazioni partecipanti.

Un ringraziamento speciale va a tutte le organizzazioni coinvolte, ai relatori e ai partner che hanno contribuito al successo di questo percorso, rendendolo un’occasione di confronto e apprendimento ricca di valore.

Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione

La Fondazione per l’architettura / Torino promuove nel 2026 il ciclo Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione, un programma culturale dedicato alla rilettura critica di alcune figure chiave della cultura architettonica torinese.


L’iniziativa propone un percorso articolato tra conferenze pubbliche e visite guidate, con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria progettuale con il dibattito contemporaneo, attraverso la valorizzazione di archivi professionali, opere costruite e testimonianze dirette.

Al centro del programma quattro architetti protagonisti — Elio Luzi, Ada Bursi, Pietro Derossi e Andrea Bruno — appartenenti a generazioni e contesti differenti, attraverso i quali vengono affrontati alcuni temi oggi centrali per la disciplina: conservazione e digitalizzazione degli archivi di architettura, rapporto tra progetto e trasformazione dei luoghi, pratiche contemporanee di restauro e riuso, ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, nonché il riconoscimento del contributo delle pioniere dell’architettura.

Il ciclo si struttura secondo tre livelli di lettura — Memoria, Critica e Innovazione — che guidano ogni appuntamento, offrendo una chiave interpretativa trasversale tra storia e contemporaneità.

Il programma prevede otto appuntamenti tra maggio e ottobre 2026, ospitati in alcune sedi culturali della città, tra cui Ultraspazio, Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Castello di Rivoli, e in luoghi significativi per la storia dell’architettura torinese.

«L’architetto è un visionario, un viaggiatore curioso e attento osservatore del mondo. Con questo ciclo vorremmo far conoscere anche ai più giovani il valore di questi grandi maestri dell’architettura, il loro modo di guardare la città e di interpretare il progetto come responsabilità culturale. Ogni appuntamento di questa roadmap permetterà di entrare direttamente nelle case, negli studi e nei progetti di alcuni dei più grandi architetti italiani. Accostare la memoria del passato a nuove tecnologie e interpretazioni è una modalità che rientra tra gli obiettivi della Fondazione, quello di  promuovere l’utilizzo di nuovi linguaggi».Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di commercio di Torino.

Programma 2026

#1 ELIO LUZI

Conferenza
Ultraspazio
26 maggio 2026, ore 18.00

Visita guidata
Casa Curtatone, Torino
28 maggio 2026, ore 16.00 e 17.00

#2 ADA BURSI

Conferenza
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
9 giugno 2026, ore 18.00

Visita guidata
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
12 giugno 2026, ore 16.30

#3 PIETRO DEROSSI

Conferenza
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
29 settembre 2026, ore 18.00

Visita guidata
Scuola dell’infanzia Chagall, Torino
3 ottobre 2026, ore 11.00 e 12.00

#4 ANDREA BRUNO

Conferenza + visita
Castello di Rivoli
10 ottobre 2026, ore 10.30

Visita guidata
UBA Studio, Torino
13 ottobre 2026, ore 16.00

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI
https://www.fondazioneperlarchitettura.it/maestri-del-progetto/

Mappa della Prossimità – Itinerari nei quartieri Aurora e Barriera

In occasione della Biennale della Prossimità, il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta costruendo un itinerario condiviso della prossimità nei quartieri Aurora e Barriera, fatto di luoghi, relazioni e pratiche che ogni giorno tengono vivi i territori.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta cercando associazioni, presìdi sociali, spazi di incontro, realtà culturali e luoghi di ristoro con una vocazione comunitaria disponibili a far parte di questo racconto collettivo.

Durante i giorni della Biennale della Prossimità piccoli gruppi attraverseranno il quartiere a piedi incontrando questi luoghi, ascoltando le loro storie e scoprendo le pratiche di prossimità che li animano.

Il Consorzio Sociale Abele lavoro sta inoltre raccogliendo disponibilità per brevi interviste audio: le voci dei luoghi diventeranno storie ascoltabili tramite QR code e potranno contribuire a una piccola installazione urbana che resterà anche oltre i giorni della Biennale.

La call rimarrà aperta fino al 25 maggio.

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Crisi energetica e imprese: giovedì 21 maggio il primo Morning coffee A3i

A3i inaugura un nuovo format online dedicato ai temi che stanno ridefinendo sostenibilità, efficienza e competitività aziendale.


Giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, prende il via il primo Morning coffee A3i, il nuovo appuntamento online promosso dalla rete d’impresa nata da Amapola e 3i Efficientamento Energetico.

Il format è semplice: 20 minuti, live su LinkedIn, per iniziare la giornata con una conversazione agile tra esperti, dedicata ai temi che impattano sempre di più sulle scelte delle imprese. Non un webinar tradizionale, ma uno spazio breve e concreto per orientarsi tra scenari, rischi e strumenti operativi.

Energia geopolitica e margini: cosa devono fare le imprese ora

Il primo incontro sarà dedicato alla crisi energetica e alle sue conseguenze sulla competitività aziendale. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati e la pressione sui costi riportano l’energia al centro delle strategie industriali.

Per le imprese, infatti, il tema non riguarda più solo il prezzo dell’energia. Riguarda la continuità operativa, la capacità di pianificare, la protezione dei margini e la possibilità di competere in un contesto in cui la volatilità è diventata un fattore strutturale.

Il dialogo tra sostenibilità ed efficienza operativa

A confrontarsi saranno Giulia Devani, Presidente A3i e responsabile reporting di Amapola, e Gianluca Gualco, Partner 3i Efficientamento Energetico ed Energy Manager.

Il dialogo metterà insieme due prospettive complementari: da un lato la sostenibilità come leva strategica e di rendicontazione; dall’altro l’efficienza energetica come ambito operativo, misurabile e direttamente collegato ai costi aziendali.

È proprio questo il senso di A3i: integrare competenze ESG ed energetiche per aiutare le imprese a trasformare la sostenibilità in scelte concrete, coerenti e applicabili.

Quali strumenti hanno oggi le aziende?

Durante il Morning coffee si parlerà di efficientamento energetico, autoproduzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, contratti PPA, strumenti di copertura del rischio prezzo ed Energy Release 2.0. Il punto non sarà indicare una soluzione valida per tutte le imprese, ma capire come costruire un mix coerente con consumi, profilo produttivo, capacità di investimento e orizzonte strategico.

Perché partecipare

Il Morning coffee A3i nasce per offrire alle aziende una lettura sintetica, aggiornata e accessibile dei temi che stanno cambiando il mercato. In questo primo appuntamento, la domanda di partenza sarà molto concreta: come possono le imprese affrontare la nuova pressione sui costi energetici senza limitarsi a rincorrere l’emergenza?

L’appuntamento è per giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, live su LinkedIn.

Iscrizione qui

Futuro del lavoro: AI o umani? Con Lego Serious Play

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo e il senso stesso del lavoro, ma non sostituisce ciò che ci rende davvero efficaci: le competenze umane, “materia prima” insostituibile.


Empatia, intuizione, pensiero critico, etica e la capacita’ di cambiare diventano sempre più centrali per collaborare con la tecnologia senza perdere direzione, identità e senso e per ridisegnare il significato del lavoro nella nostra vita e nelle organizzazioni.

In questo workshop esperienziale useremo LEGO® SERIOUS PLAY® per esplorare quali competenze umane dobbiamo rimettere al centro delle organizzazioni per collaborare con la tecnologia senza perdere l’identità e lo scopo. Un laboratorio per chi vuole interrogarsi su come affrontare un mondo del lavoro “AI-augmented” mantenendo il cuore umano.

Programma

Lunedì 25 maggio | Ore 9:45 – 13:00
Open Incet, Piazza Teresa Noce 17

09:45 — Benvenuto e introduzione Open Incet e FaciliTO Community

10:15 — Inizio lavori workshop LSP

12:30 — Condivisione risultati

13:00 — Conclusione

Future Week Torino: il Futuro è forbito?

Dal 25 al 31 maggio, arriva a Torino la Future Week, la settimana di eventi diffusi sull’innovazione in cui realtà pubbliche e private con un’idea o un progetto innovativo da raccontare, trovano il contesto, le relazioni e le occasioni giuste per condividerli. Anche Giardino forbito aderisce all’iniziativa.


Programma

Lunedì 25 maggio ore 12 – Inaugurazione mostra “Riders” di Marina Tabacco

Apre la settimana un momento dedicato all’arte contemporanea con l’inaugurazione della mostra “Riders” di Marina Tabacco che si collega alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini. Un’esposizione che indaga il movimento, il viaggio e le dinamiche urbane attraverso uno sguardo visivo intenso e attuale, capace di dialogare con il contesto cittadino e di approfondire anche le criticità legate a questo nuovo mondo del lavoro.

Martedì 26 maggio ore 14.30 – Presentazione Sportello Affido Città di Torino

Presentazione dello sportello dedicato all’importante tema delle adozioni e degli affidi a cura degli uffici Casa Affido della Città di Torino. Con Cinzia Scanavacca.

Mercoledì 27 maggio ore 14.30 – Torneo di burraco

Un appuntamento conviviale all’insegna del gioco e della socialità. Il torneo di burraco invita appassionati e curiosi a condividere un pomeriggio leggero e partecipato, dove strategia e divertimento si intrecciano in un’atmosfera accogliente.

Giovedì 28 maggio ore 16.00 – Oratorio San Salvario

Un momento che richiama lo spirito dell’oratorio come spazio di incontro e comunità. Un’occasione informale e aperta per ritrovarsi, condividere tempo e relazioni, riscoprendo il valore dello stare insieme in modo semplice e autentico.

Venerdì 29 maggio ore 19.00 – Mindful Wine Tasting

Non una semplice degustazione, né un aperitivo tradizionale, ma un vero cambio di prospettiva. In occasione della Future Week Torino, Giardino forbito propone la Mindful Wine Tasting, un’esperienza che restituisce profondità al gesto del bere, trasformandolo in ascolto, presenza e relazione.

In un tempo in cui il vino è spesso consumato rapidamente, questa pratica invita a rallentare e a entrare in uno spazio sospeso, dove il vino non si spiega ma si attraversa. Il percorso si apre con una degustazione bendata: il primo incontro con il vino avviene senza etichette né aspettative, lasciando emergere percezioni autentiche e immediate. I sensi si riattivano, il linguaggio tecnico si dissolve e il vino diventa esperienza diretta, da vivere più che da interpretare.

Protagonisti della degustazione saranno vini naturali, biologici e biodinamici di Buganza Radici e Filari, espressione del territorio tra Langhe, Roero e Barolo: vini vivi, non standardizzati, capaci di raccontare una storia attraverso le loro trasformazioni.

La Mindful Wine Tasting è un metodo strutturato che integra neuroscienze, mindfulness e cultura del vino. Ideato da Marta Indra di Giulio, nasce da una ricerca accademica sviluppata tra l’Università di San Diego e La Sapienza, con l’obiettivo di indagare come cambia la percezione quando si porta attenzione piena all’esperienza.

Accanto a lei, Emanuele Buganza, vignaiolo, attore e marionettista attivo in produzioni RAI e internazionali. Insieme animano Cascina Bauci, uno spazio esperienziale in cui vino, arte contemporanea e pratiche sensoriali si incontrano, dando vita a un approccio innovativo e partecipativo.

Un appuntamento pensato per chi desidera rallentare, riscoprire il vino senza filtri e vivere un’esperienza che coinvolge il corpo e la percezione, oltre il semplice atto del degustare.

Sabato 30 maggio ore 18.00 – Swing con Carma Studio Dance Torino

La musica e il movimento diventano protagonisti con una serata dedicata allo swing, guidata dai ballerini di Carma Studio Dance Torino. Un momento dinamico e coinvolgente, aperto a tutti, per lasciarsi trasportare dal ritmo e dall’energia della danza.

Domenica 31 maggio ore 17.30 – Wine & Yoga

La settimana si conclude con un’esperienza che unisce benessere e piacere sensoriale. Wine & Yoga propone una pratica dolce e rigenerante attraverso una degustazione consapevole, per ritrovare equilibrio tra corpo e mente in un contesto rilassato e curato.

Ipermedia, quando la comunicazione sociale passa da video, fotografia e audio immersivo

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Questo nuovo approfondimento è dedicato a Ipermedia, impresa cooperativa sociale che unisce video, fotografia, audio immersivo e progettazione narrativa per sviluppare contenuti e percorsi di comunicazione d’impatto.

Dai progetti culturali come Culture Sounds ed Ecomuseo Lou Lindal, fino al lavoro con Ri-Scatti e il terzo settore, l’articolo esplora — attraverso la testimonianza di Federico Bernini, Amedeo Francesco Novelli e Marco Liuni — come i linguaggi audiovisivi e innovazione possano diventare strumenti di inclusione, partecipazione e valorizzazione di realtà spesso invisibili.

Leggi l’articolo su Futura News

Torino ospita il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE

Un focus sulle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale.


Mercoledì 27 maggio, dalle ore 14.00 alle 16.30, presso il Centro Studi Sereno Regis di Torino, si terrà il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE, finanziato nell’ambito dell’Azione Chiave 2 del Programma Erasmus Plus.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e competenze dei professionisti della formazione, supportandoli nello sviluppo della competenza di agency negli adulti a rischio di esclusione socio-occupazionale. Il progetto pone al centro la capacità delle persone di diventare protagoniste attive dei propri percorsi di crescita personale e professionale, valorizzando autonomia, consapevolezza e capacità decisionale.

L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto tra operatori della formazione, professionisti del settore educativo e partecipanti al progetto, attraverso momenti di approfondimento dedicati alle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale e alle competenze necessarie per accompagnarne il cambiamento.

Programma dell’incontro

14.00 – 14.15
Registrazione dei partecipanti

14.15 – 14.30
Presentazione e stato dell’arte del progetto DIDACTIVE – Germano Nervo
14.30 – 14.45
Lavorare con gli adulti: fragilità, resistenze e possibilità di cambiamento – Partecipanti LTTA

14.45 – 15.15
La competenza di agency nei processi di transizione professionale – Valeria Zaffalon

15.15 – 15.45
Le competenze degli operatori per sostenere lo sviluppo dell’agency negli adulti – Elisa Vignolo

15.45 – 16.00
Spazio alle domande e conclusioni

Per partecipare è richiesta la conferma di presenza scrivendo a: servizio.internazionale@enaip.piemonte.it

Didactive è coordinato da Enaip Piemonte (Italia) e si avvale della collaborazione dei seguenti partner: Cap Ulysse di Bordeaux (Francia), die.Berater di Vienna (Austria), Hellenic Open University di Patrasso (Grecia), PUČKO OTVORENO UČILIŠTE di Varazdin (Croazia), Pressure Line di Rotterdam (Paesi Bassi).

Geografie emotive di quartiere: Borgo Vittoria raccontato in un progetto di Urban Lab ed Enaip Piemonte

Attraverso una camminata fotografica in Borgo Vittoria, gli studenti di Enaip Torino hanno provato a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere. Non cercando immagini perfette, ma immagini vere. Significative. Hanno esplorato il loro rapporto con il quartiere, scoperto angoli nascosti, colto tracce di vita quotidiana: una panchina vissuta, una finestra che racconta, un segno di cura o di abbandono. Piccole cose che, insieme, costruiscono una storia più grande.


Lo hanno fatto grazie al progetto Geografie emotive di quartiere, di Urban Lab Torino ed Enaip Piemonte insieme all’illustratrice Francesca Chessa. Da questo percorso sono nati tre collage collettivi: uno sguardo plurale, autentico e personale su Borgo Vittoria.

Vi invitiamo a scoprire questo racconto fatto di immagini, prospettive e emozioni

mercoledì 27 maggio
ore 17.00
Cascina Fossata

Programma

h.17. 00 – Introduzione e saluti

  • Alessandro Tempia Valenta (Urban Lab)
  • Fabio Belci- Direttore Enaip Torino
  • Francesca Chessa- illustratrice

h. 17. 30 – Tavola rotonda “Raccontare Borgo Vittoria”
Modera: Alessandro Tempia Valenta (Urban Lab)

  • Lorenzo Scarabattoli- tutor Enaip Torino
  • I protagonisti: studenti e studentesse del corso di informatica di Enaip Torino
  • Francesca Chessa, illustratrice

h. 18.30 – aperitivo
Ingresso fino ad esaurimento posti.

Breaking Jail 2026: a Torino cultura, lavoro e inclusione costruiscono nuove connessioni tra carcere e società

Dall’8 al 10 ottobre 2026 Torino ospiterà Breaking Jail 2026, promosso dall’associazione DEA – Dialogo, Eventi, Azione, che nasce per valorizzare i percorsi formativi, creativi e professionali sviluppati all’interno degli istituti penitenziari, creando un punto concreto da “dentro” e “fuori”.


Dopo la prima edizione del 2025, realizzata a Torino presso Green Pea, Breaking Jail evolve da iniziativa pilota a piattaforma culturale e sociale stabile, pensata per mettere in relazione istituzioni, cooperative, associazioni, imprese, mondo della formazione e cittadini. L’obiettivo è contribuire a superare lo stigma legato alla detenzione, rendendo visibili competenze, progettualità e storie di riscatto che spesso restano ai margini del racconto pubblico.

Il progetto si fonda su una visione chiara: formazione, lavoro, cultura e creatività possono diventare strumenti reali di reinserimento, responsabilizzazione e prevenzione dell’illegalità. In questa prospettiva, Breaking Jail non si limita a sensibilizzare il pubblico, ma intende attivare relazioni, opportunità e collaborazioni capaci di generare impatto nel tempo.

L’edizione 2026 si svilupperà attraverso una doppia dimensione, pubblica e professionale:

  • da un lato l’area B2C, ai Giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice a Torino, sarà aperta alla cittadinanza e ospiterà esposizioni, talk, workshop, performance artistiche e contenuti esperienziali dedicati ai percorsi realizzati in ambito penitenziario. Al suo interno troveranno spazio manufatti, prodotti e progetti nati nei laboratori degli istituti di pena e delle realtà sociali coinvolte, insieme alla mostra fotografica a cura di Paolo Ranzani;
  • dall’altro, l’area B2B dedicata al confronto tra sistema produttivo, istituzioni e attori sociali. Talk tecnici, panel e momenti di networking approfondiranno strumenti normativi, incentivi all’assunzione, modelli di reinserimento e possibili forme di collaborazione tra imprese e percorsi di inclusione socio-professionale

L’iniziativa è uno strumento misurabile: in continuità con il Report di Impatto Sociale 2025, l’edizione 2026 prevede la relazione di un nuovo report finale, pensato per restituire i risultati raggiunti, le reti attiate, la partecipazione generate e le ricadute sociali e territoriali prodotte dell’iniziativa.

Attraverso un linguaggio accessibile, inclusivo e aperto alla città, Breaking Jail vuole offrire a Torino un’occasione di confronto e partecipazione sul tema della seconda opportunità, dimostrando come dialogo tra istituzioni, imprese terzo settore e comunità possa trasformarsi in un modello concreto di innovazione sociale.

Il percorso di Breaking Jail è aperto a istituzioni, imprese, enti del terzo settore, realtà formative, cittadini e a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla costruzione di nuove opportunità di inclusione.

Per informazioni, proposte di collaborazione o manifestazioni di interesse: info@dea.torino.it

Il canale vendita come esperienza integrata

Il canale di vendita non è più soltanto il luogo della transazione, ma uno spazio strategico in cui si intrecciano esperienza, servizio, relazione e impatto sul territorio. Questa sfida propone di riprogettare l’esperienza di acquisto partendo da un caso reale, per poi estendere il ragionamento a tutte le aziende che operano attraverso distributori, commercio e retail, in dialogo tra canali fisici e digitali.


In linea con le sfide promosse da Open Incet, il workshop si colloca all’incrocio tra innovazione dei modelli di business, impatto sociale e transizione ecologica, interrogandosi su come il canale vendita possa diventare una leva concreta per generare valore economico locale, migliorare la qualità delle relazioni e favorire cambiamenti nei comportamenti di consumo.

I partecipanti saranno chiamati a immaginare servizi e modelli di vendita innovativi, trasformando il canale commerciale da semplice funzione operativa a piattaforma di innovazione e cambiamento.

Programma

Lunedì 25 maggio | Ore 14:30 – 18:30
Open Incet, Piazza Teresa Noce 17

14:30 – Benvenuto

14:45 – Presentazione progetti Open Incet e FGB

15:15 – Presentazione Business Design Italia, caso del workshop e apertura tavoli lavoro

18:30 – Chiusura lavori e conclusioni

Organizzato da Associazione Italiana dei Business Designer – Business Design Italia in collaborazione con Open Incet  e Fondazione Giacomo Brodolini all’interno della Torino Future Week.

Future Homes Europe: al via la call internazionale under 35 per ripensare l’abitare contemporaneo

È aperta Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a progettiste e progettisti under 35, promossa nell’ambito del Festival di Architettura 2026 “Chi abiterà le case vuote?”, in programma a Torino il 7, 8 e 9 luglio presso l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo.


L’iniziativa invita giovani professionisti e professioniste provenienti da tutta Europa a confrontarsi con le sfide dell’abitare contemporaneo, sviluppando visioni progettuali innovative che integrino accessibilità, sostenibilità, adattabilità e innovazione.

Ripensare la casa come infrastruttura sociale

In un contesto segnato da crescente mobilità, aumento dei costi abitativi e trasformazioni climatiche e sociali, il concetto di casa sta evolvendo profondamente. L’abitare non è più solo una questione economica, ma un tema complesso che coinvolge dimensioni sociali, culturali e ambientali.

Future Homes Europe si inserisce in questo scenario, in linea con l’European Affordable Housing Plan 2025 della Commissione Europea, che promuove un approccio integrato per migliorare l’accesso alla casa attraverso politiche più eque e sostenibili.

Obiettivi della call

La call mira a:

  • stimolare nuove idee progettuali per l’abitare accessibile e sostenibile
  • esplorare modelli abitativi flessibili e adattabili ai cambiamenti sociali
  • contribuire al dibattito europeo sul futuro dell’housing
  • valorizzare il ruolo della progettazione come strumento di innovazione sociale

Modalità di partecipazione

La partecipazione è aperta a candidati under 35 di qualsiasi nazionalità. I partecipanti sono invitati a presentare proposte progettuali, visioni e scenari per il futuro dell’abitare in Europa.

Scadenza per la presentazione delle candidature:

Venerdì 29 maggio 2026
Ore 12.00

Tutti i dettagli relativi alle modalità di partecipazione, agli elaborati richiesti e alle tempistiche sono disponibili nel bando ufficiale.

Promotori e partner

La call è promossa dalla Fondazione per l’architettura / Torino, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e con la partecipazione di IREN. L’iniziativa si inserisce nel programma del Festival di Architettura 2026.

Cura e prossimità: prosegue la Comunità di pratica per costruire una Torino più compassionevole

Martedì 5 maggio si è svolto il secondo incontro della Comunità di pratica Cura e Prossimità di Torino Social Impact, ospitato negli spazi di Casa FARO e co-organizzato insieme a Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con l’intento di esplorare l’esperienza della malattia in relazione ad altre forme di vulnerabilità, come povertà, isolamento ed esclusione sociale.


Ad aprire i lavori è stata Lorena Di Maria per Torino Social Impact, che ha inquadrato la nascita della Comunità di Pratica all’interno della missione più ampia del progetto Compassionate City: promuovere un percorso condiviso che coinvolge le organizzazioni del territorio intorno al tema della solidarietà, con l’obiettivo di costruire comunità e acuire l’attenzione per le diverse forme di fragilità. All’intersezione con l’esperienza della malattia, il percorso intende guardare anche alle altre forme di vulnerabilità e fragilità, come povertà, isolamento, emarginazione, malattia mentale e disuguaglianza, contribuendo a costruire una città compassionevole.

Nel suo intervento, Marina Sozzi di Fondazione FARO ha introdotto una visione della salute non limitata all’assenza di malattia, ma intesa come insieme di condizioni che permettono alle persone di realizzare bisogni, aspirazioni e qualità della vita.

In questa prospettiva, la città compassionevole si configura come un modello capace di sostenere le fragilità e le loro intersezioni, affrontando due sfide centrali: da un lato, le disuguaglianze nell’aspettativa di vita, nell’accesso alla cura e nelle esperienze del morire; dall’altro, la necessità di promuovere un cambiamento culturale che riconosca la cura non come questione esclusivamente sanitaria, ma come responsabilità condivisa tra cittadini, istituzioni e territorio.

Successivamente, Alessandra Gianfrate di Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha  illustrato la fase laboratoriale, presentando i criteri per l’individuazione collettiva di un quartiere pilota su cui avviare una prima sperimentazione concreta. Tra i parametri condivisi: presenza di fragilità visibili, risorse territoriali attive, accessibilità, disponibilità di spazi fisici, diversità della popolazione e fattibilità politico-istituzionale.

Durante l’attività le organizzazioni hanno dialogato a partire dalle proprie competenze e conoscenze, confrontandosi su servizi e progettualità prioritarie da avviare nell’ambito del percorso Compassionate City, considerando i bisogni specifici sul territorio.

L’incontro ha così posto le basi per un percorso che punta a definire linee guida replicabili e modelli di intervento capaci di tradurre il paradigma della Compassionate City in azioni concrete, a partire dai quartieri e dalle reti territoriali.

La Comunità di pratica Cura e prossimità proseguirà nei prossimi mesi come spazio di ricerca, ascolto e co-progettazione, contribuendo a costruire una città capace di fare della cura un’infrastruttura sociale condivisa.

16, 17 maggio — Metro di Cultura

METRO di CULTURA – La cultura corre sul filo della metro è un progetto ideato dall’associazione Giardino forbito ETS che si svolgerà il 16 e 17 maggio 2026 a Torino, in concomitanza con il Salone Internazionale del Libro, l’evento San Salvario ha un cuore verde e le attività del Gazebo forbito Sambuy.

Il 13 Maggio, ore 12.00, si terrà la conferenza stampa al Gazebo dei Giardini Sambuy, Piazza Carlo Felice.


La Metro Linea 1 e il Bus Star diventano infrastrutture culturali e ambientali che collegano le aree urbane dell’anello Porta Nuova – Giardini Sambuy e San Salvario – a Lingotto Fiere, con l’attivazione di Green Point nelle hall metro Porta Nuova, Marconi e Lingotto, con l’obiettivo di integrare sostenibilità ambientale e accesso culturale. Un progetto che incentiva concretamente la mobilità sostenibile diffondendo contemporaneamente cultura negli spazi urbani.

Un percorso dunque diffuso tra verde, libri, arte e mobilità sostenibile che integra in un’unica proposta Off del Salone la programmazione del Gazebo forbito Sambuy e quella della ormai storica manifestazione San Salvario ha un cuore verde, ideata an or sono dalle valorose Donne per la difesa della società civile con l’obiettivo di trasformare il viale centrale di Corso Marconi in un grande giardino urbano dedicato al verde, alla cultura, all’arte, alla partecipazione civica e alle buone pratiche ambientali. L’edizione 2026 è dunque particolarmente significativa perché si inserisce nel programma del Salone Off del Salone Internazionale del Libro e del progetto “Metro di cultura”, costruendo un percorso diffuso che coinvolgerà il quartiere di San Salvario, i Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice, la Linea 1 della Metropolitana, con le fermate Porta Nuova, Marconi e Lingotto e la Linea del minibus Star quali fili conduttori e trait d’union tra i diversi luoghi della città.

San Salvario ha il cuore verde

Con San Salvario ha un cuore verde, sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, il tratto pedonale da Largo Marconi a via Madama Cristina torna a essere uno spazio di incontro e condivisione aperto alla cittadinanza, mettendo in evidenza il ruolo strategico dello storico asse urbano che collega Porta Nuova al Parco del Valentino e al Po. Quest’anno il format si arricchisce di una forte anima letteraria: gli stand delle eccellenze vivaistiche diventeranno luoghi di dialogo, dove scrittori e scrittrici incontreranno il pubblico tra lezioni botaniche dei maestri giardinieri, firma copie e conversazioni dedicate ai temi dell’ambiente, della società, della memoria, della contemporaneità e dell’impegno civile. Nel contempo lo scrittore Sebastiano Mondadori farà le veci di padrone di casa del Gazebo forbito Sambuy incontrando gli scrittori, le scrittrici e gli artisti invitati durante le due giornate.

Grazie al contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e a un’importante e capillare distribuzione di 3000 titoli di viaggio omaggio, il pubblico sarà così invitato a partecipare – recandosi con i mezzi pubblici – oltre che al vivo del programma del Salone del Libro al Lingotto anche alle tante attività previste in queste aree ma anche negli spazi sotterranei della Metro dove avranno luogo reading, performance, azioni artistiche in movimento con attività di sensibilizzazione sia culturale che ambientale, passando anche per i Green Point allestiti nelle hall della Metro in collaborazione con Piantala e Aspesi fermate del minibus Star, accompagneranno appassionati lettori e non lungo un itinerario cittadino dove il viaggio diventa parte integrante dell’esperienza culturale. Su Corso Marconi allo Sportello botanico letterario di Marco Mapelli si alterneranno gli incontri con Carlo Grande, Stefania Doglioli e Elena Miglietti, Roberta Masinari, Mario Bianco e Anna Borgna, Rosita Rijtano, Riccardo Levi, Anna Mastromarino ed Enrico Pandiani, ospitati negli stand dei vivaisti in una formula che unisce incontro letterario e racconto botanico. I libri saranno disponibili anche presso lo stand della Libreria Trebisonda, storico partner della manifestazione.

Ai Giardini Sambuy, il Gazebo forbito Sambuy sarà presidiato dallo scrittore Sebastiano Mondadori che accoglierà autori, autrici, editori e artisti attorno ai temi della natura e della letteratura, dell’ambiente, della transizione ecologica e sociale. Tra gli appuntamenti in programma gli incontri coordinati da Sebastiano Mondadori con Chiara Mattea e Chiara Priante, Giovanna Zucca e Alessia Zavatti, Chiara Stangalino e Raffaella Brusaglino, oltre agli approfondimenti dedicati alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini.

Il cartellone prevede anche performance e momenti spettacolari diffusi: il reading “Pollici verdi” di e con David Zonta, con musiche dal vivo di Davide Tosches e il coro Cantabile in coro diretto dal Maestro Giorgio Guiot, entrambi presso la Chiesa di San Salvario. La performance itinerante “Parole disubbidienti” di Giulia VolaRoyi Wang tra metro e minibus Star, “Parole di donna” scelte da Alessia Donadio e recitate da giovani attrici che, con le Meló Coton e altri artisti di strada, sussurreranno melodie e poesia muovendosi sui vagoni della Metro1. In chiusura, domenica sera, la performance narrativa “Avete anche voi visto camminare le aquile?” con Linda Messerklinger e Gianluigi Ricuperati renderà l’ultima corsa della metropolitana un gesto poetico sonoro e collettivo con un omaggio all’amicizia letteraria tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato.

Completano il programma passeggiate nel quartiere, visite guidate e attività interculturali, tra cui l’itinerario verso il lungo Po, alla scoperta del patrimonio Mab UNESCO e, con la comunità giapponese e l’Associazione Sakura, ritrovarsi ai ciliegi donati a Torino dalla città di Nagoya e proseguire verso l’Orto Botanico e la mostra “Riflessi d’acqua: tra arte e natura” dell’artista Aldo Salucci.

Con questa nuova edizione, Giardino forbito ETS conferma la propria vocazione a rigenerare lo spazio pubblico attraverso progetti multidisciplinari capaci di unire verde, sostenibilità, cultura e cittadinanza attiva. Fondata nel 2013, l’associazione opera per trasformare aree urbane ed extraurbane in luoghi polifunzionali e condivisi, promuovendo pratiche di benessere collettivo, transizione ecologica e relazione tra le persone.

Metro di cultura – Speciale Salone del Libro Off e San Salvario ha un cuore verde 2026 – Speciale Salone Off si realizzano con il patrocinio della Città di Torino, il contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e della Circoscrizione 8, l’assistenza tecnica di GTT, la collaborazione di Piantala, Libreria Trebisonda e Aspesi, oltre che alla sinergia con i partner culturali e territoriali della rete Giardino forbito.

19 Maggio — Space start-up ecosystems: Luxembourg meets Turin

Nel pomeriggio di martedì 19 maggio 2026, i rappresentanti della Luxembourg Space Agency e un’ampia delegazione di aziende spaziali nazionali visiteranno Torino per incontrare l’ecosistema startup di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e del suo programma di incubazione ESA BIC Turin.


La Luxembourg Space Agency (LSA) è stata fondata nel 2018 e oggi sostiene sia le nuove imprese del settore spaziale sia quelle già esistenti, sviluppa le risorse umane, facilita l’accesso ai finanziamenti e fornisce supporto alla ricerca accademica: la sua missione è quella di sviluppare il comparto spaziale lussemburghese mettendo in contatto le aziende con imprese di altri settori, aiutando le startup a muovere i primi passi e le aziende consolidate a crescere ulteriormente. L’agenzia rappresenta inoltre il Lussemburgo nel contesto dell’European Space Agency (ESA), nonché nei programmi legati allo spazio dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.

Durante l’evento, organizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e che si terrà in lingua inglese, la delegazione lussemburghese presenterà una panoramica della propria realtà, le iniziative più recenti e le potenziali opportunità di collaborazione, mentre un gruppo di startup italiane supportate da ESA BIC Turin illustrerà i propri progetti tecnologici nel campo spaziale.

L’incontro tra i due ecosistemi costituirà un evento di rilevanza internazionale, offrendo agli imprenditori e agli appassionati di spazio un’occasione unica per scambiare conoscenze, idee, visioni e contatti nel settore della Space Economy.

Come partecipare

L’evento si terrà martedì 19 maggio 2026, dalle ore 14:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

14:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

14:15 | Saluti di benvenuto e presentazioni

  • Marc Serres, CEO di Luxembourg Space Agency, ed Estelle Badie, Manager International Affairs di Luxembourg Space Agency
  • Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, Coordinatore di ESA BIC Turin e Professore Ordinario del Politecnico di Torino

14:30 | Introduzione – Ludovico Del Carretto, Consultant di I3P ed ESA BIC Turin

14:40 | Sessione di pitch delle aziende e startup spaziali partecipanti

  • AdwaisEO – François Régis Martin-Lauzer, CEO
  • Amphinicy Technologies – Frane Milos, CEO, ed Eugenia Agalliu, Product Manager
  • Clearspace Today – Sabrina Andiappane, Managing Director
  • HITEC – Yves Leiner, Chief Systems Engineer, e Mathieu Estève, Ground Segment Manager
  • Ispace Europe – Francesco Ventre, Business Development Specialist, e Charlotte Nassey, Senior Government Affairs Lead
  • Orbitare – Luis Munoz, Director
  • Redwire Space – François Leproux, Project Manager
  • RSS-Hydro – Paolo Tamagnone, Head of R&D
  • Spacebackend – Yoav Landsman, COO
  • Deplotic – Matteo Melchiorre, Head of R&D
  • Ecosmic – Gaia Roncalli, CPO
  • Evolunar – Riccardo Barbieri, Propulsion Engineer
  • Hipparcos – Gabriella Caporaletti, CEO
  • Kurs Orbital – Volodymyr Usov, CEO
  • ORiS – Anna Mauro, CTO
  • Synchropal – Ibrahim Osmani, CEO

16:00 | Incontri B2B & networking

17:00 | Conclusioni

15 Maggio — Forest Bathing: un evento di formazione sullo stress management

Il 15 maggio, una mattinata di formazione in presenza nel parco delle Alpi Marittime a Pian delle Gorre (Chiusa Pesio, CN).


Se sei un responsabile HR o titolare di azienda, prenotati per partecipare gratuitamente ad una mattinata di formazione sullo stress management nel bellissimo Parco del Marguereis.

Insieme a specialisti della formazione e guide naturalistiche, esperte di forest bathing, vedremo come l’immersione in un ambiente naturale aiuta a ridurre “rumore cognitivio” facilitando attenzione, respiro e downshift fisiologico.

In contesti di lavoro complessi e ad alta intensità, stress e sovraccarico possono accumularsi e incidere in modo significativo su performance, sicurezza e qualità delle relazioni.

Le esperienze e i percorsi che WECO propone aiutano a riconoscere i segnali precoci dello stress, interrompere meccanismi automatici e costruire strategie di recupero e autoregolazione trasferibili nella quotidianità lavorativa.

Iscrizioni

Accademia di Arti Boreali – Il programma di Corsi, workshop e masterclass per il 2026 a Borealis

Kaninchen-Haus è lieta di annunciare la nascita dell’Accademia di Arti Boreali. Un atelier aperto nel cuore del quartiere Aurora: corsi, laboratori e masterclass tenuti da artiste e artisti del territorio e non solo.


Borealis Art School nasce all’interno di Borealis, lo spazio culturale diffuso di Kaninchen-Haus APS nel quartiere Aurora di Torino: oltre 700 mq dedicati all’arte, alla residenza, alla formazione e alla comunità.

La proposta formativa volutamente eterogenea: musica, fotografia, cucito, teatro, danza, scrittura, erboristica, arti visive. Docenti selezionati/e per la qualità della loro pratica, uniti/e dalla convinzione che l’apprendimento creativo sia un atto collettivo e trasformativo.

I corsi e i workshop sono rivolti a professionisti/e, amatori/trici o entrambi/e.

In ogni attività, una parte dei posti sarà gratuita per persone appartenenti a fasce vulnerabili, perché crediamo che l’accesso alla cultura e alla formazione debba essere il più possibile aperto e inclusivo e che l’arte e la conoscenza siano il principale strumento di cittadinanza.

Clicca qui per scoprire i corsi ed iscriverti.

Appuntamento al Salone del Libro di Torino con “Il pendolo dell’algoritmo”

Amapola partecipa all’evento di Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, per la presentazione del volume di FrancoAngeli.


Venerdì 15 maggio, dalle 18.15 alle 19.15, Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Lingotto, Galleria Visitatori, Sala Avorio, con un incontro dedicato al volume “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale”, pubblicato da FrancoAngeli e curato da Ruben Razzante, fondatore della Community e Professore di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma.

Presente all’incontro anche Amapola, con il partner Sergio Vazzoler, che interverrà all’appuntamento insieme a Razzante, Mario di Giulio, Partner di Pavia e Ansaldo, e Maria Chiara Vola, Head of AI di Synergie Italia. L’incontro, realizzato in collaborazione con FrancoAngeli, si inserisce anche nel percorso celebrativo per i 70 anni della casa editrice. I posti sono disponibili senza prenotazione.

Una community per l’innovazione responsabile

Polisophia è una piattaforma di dialogo multidisciplinare che riunisce imprese, istituzioni, professioni, mondo accademico e società civile per interrogarsi sulle traiettorie dello sviluppo tecnologico e contribuire a orientarlo verso il bene comune. Al centro del primo anno di lavoro della Community, il tema dell’Intelligenza Artificiale: un cambiamento culturale, economico e sociale che sta già trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e costruiamo relazioni. Per questo, oggi più che mai, servono spazi di confronto capaci di tenere insieme competenze diverse, responsabilità pubblica e attenzione all’impatto sulle persone.

Un volume per leggere l’AI da più prospettive

Il pendolo dell’algoritmo rappresenta il primo lavoro collettivo nato all’interno di Polisophia e propone una lettura plurale dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è superare visioni frammentate o puramente tecniche, per mettere a fuoco le implicazioni culturali, giuridiche, economiche e sociali dell’AI.

Questo approccio appare particolarmente rilevante in una fase in cui l’innovazione tecnologica accelera e richiede nuove forme di governance, nuove competenze e una maggiore consapevolezza collettiva. Parlare di AI significa infatti interrogarsi non solo sugli strumenti disponibili, ma anche sui criteri con cui vengono progettati, adottati e regolati.

Innovazione, relazioni e impatto

L’appuntamento torinese del 15 maggio sarà quindi un’occasione per riflettere sull’AI a partire da una domanda centrale: come possiamo governare il cambiamento tecnologico senza perdere di vista la qualità delle relazioni, la tutela dei diritti e l’impatto sulle persone?

In questa direzione, il confronto promosso da Polisophia si intreccia con alcuni temi chiave per Torino Social Impact: l’innovazione come processo collettivo, la responsabilità come criterio di sviluppo, la costruzione di alleanze tra soggetti diversi e la capacità di generare valore sociale oltre che economico.

Il Salone del Libro diventa così uno spazio ideale per portare il dibattito sull’Intelligenza Artificiale fuori dai soli ambiti tecnici e dentro una conversazione più ampia, culturale e civica. Perché il futuro dell’innovazione non dipende solo dagli strumenti che sapremo sviluppare, ma anche dalle domande che saremo capaci di porci insieme.

La città che risuona: quando lo spazio urbano diventa aula con Heimat Academy

C’è un’idea di educazione che non accetta di restare chiusa tra quattro mura. È un’idea che preferisce scendere in strada, abitare le piazze e trasformare il rumore del traffico in un battito condiviso. È il cuore pulsante di Heimat Academy, l’anima educativa di Heimat Srl, che ha deciso di guardare alla città non solo come a una mappa di strade, ma come a un immenso laboratorio a cielo aperto per bambini, bambine e adolescenti.


Ma cosa significa, in concreto, fare “educazione informale” tra i palazzi e i parchi?

Il corpo: il primo (e unico) strumento necessario

Il segreto di Heimat Academy sta in una pratica tanto antica quanto immediata: la body percussion. Qui non servono spartiti complessi, né strumenti costosi: il corpo diventa tamburo, cassa e ritmo.

È una scelta pedagogica potente perché azzera le distanze. In un cerchio di body percussion non esistono barriere linguistiche: se c’è il ritmo, c’è comunicazione. È un linguaggio universale che permette a chiunque di partecipare istantaneamente, trasformando l’individuo in parte di un’armonia collettiva.

Esplorazioni urbane e “passeggiate musicali”

L’approccio di Heimat non si limita al gesto musicale, ma diventa un modo nuovo di abitare il territorio. I laboratori sono vere e proprie immersioni urbane:

  • Passeggiate musicali: per allenare l’orecchio a riscoprire i suoni nascosti e l’identità sonora della propria città.

  • Workshop partecipativi: spazi dove il gioco e l’ascolto si fondono per abbattere i muri della timidezza.

  • Attività di gruppo: per imparare che la relazione con l’altr* è la nota fondamentale di ogni convivenza civile.

Un’estate a ritmo di gioco: l’appuntamento al Parco del Valentino

Il 2026 segna un capitolo speciale in questo racconto. Heimat Academy entra nel palinsesto de La Bella Stagione — l’iniziativa promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo — con il progetto: “La città è un gioco (di suoni)”.

L’appuntamento è tra i viali e il verde del Parco del Valentino. Qui, i gruppi dei centri estivi non saranno semplici spettatori, ma protagonisti di un’esperienza che trasforma l’incontro casuale in cittadinanza attiva.
È un modo per dire ai più giovani che lo spazio pubblico appartiene a loro e che hanno il potere di riempirlo di significato, di creatività e, naturalmente, di musica.

Vuoi attivare un progetto con Heimat Academy?

Crediamo fermamente che le idee migliori nascano dall’incontro tra le persone e dalla condivisione di visioni comuni. Se lavori in una scuola, in un ente culturale o in una realtà del territorio e pensi che insieme possa nascere qualcosa di significativo per la tua comunità, non esitare a scriverci.

Contattaci: heimat.torino@gmail.com

Insieme possiamo continuare a rafforzare il dialogo tra cultura, educazione e territorio, promuovendo modelli di partecipazione che facciano davvero la differenza.

Dalle PR alla GEO: metodi e strumenti per posizionarsi sui media

Per chi si cimenta nella creazione e nello sviluppo di una nuova impresa innovativa, prima o poi arriva – talvolta con rapidità inattesa – la necessità o l’occasione di confrontarsi con il mondo dei media, interagendo con canali di comunicazione e attori del settore per proporre contenuti, ricevere spazi, valutare coinvolgimenti o gestire richieste di approfondimento. In poche parole, per essere presenti sulla scena pubblica e per esserlo al proprio meglio, dando la giusta visibilità alle prospettive del progetto e del team che lo sta realizzando.


Con l’obiettivo di supportare startupper e innovatori su questo fronte operativo, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e l’agenzia di comunicazione Press Play hanno organizzato un workshop di formazione interattiva in materia di posizionamento imprenditoriale sui media. Nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà di I3P a Torino, gli esperti di Press Play – Alessandro Tibaldeschi, CEO dell’agenzia, e Cecilia Bricchi, PR Director – guideranno le giovani imprese in un’esplorazione delle strategie di posizionamento nel panorama mediale odierno.

Tra i temi in scaletta: chi sono i giornalisti e con quali criteri definiscono cosa costituisce una notizia, come si compone un comunicato stampa e qual è il suo destino, in che modo ci si può preparare per un’intervista e come si valorizza un messaggio, quali sono le best practice della comunicazione non verbale, che opportunità offre la Generative Engine Optimization (GEO) nell’era dell’AI e come adottarla a vantaggio della propria impresa.

L’evento fa parte di “Learn & Jump”, la serie di workshop e masterclass organizzati da I3P per offrire occasioni di incontro con realtà d’eccellenza, formazione specialistica avanzata e confronto tematico su più verticali al proprio network di startup e PMI innovative.

Come partecipare

Il workshop si terrà mercoledì 13 maggio 2026, dalle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 17:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 17:10 | Saluti di benvenuto – Lorenzo Valle, Senior Communications Manager di I3P

Ore 17:15 | Il rapporto con i media: chi sono i giornalisti e come si costruisce una notizia – Alessandro Tibaldeschi, CEO di Press Play

Ore 17:45 | Il posizionamento strategico e le nuove opportunità della GEO – Cecilia Bricchi, PR Director di Press Play

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Relatori

Alessandro Tibaldeschi è un imprenditore ed esperto di comunicazione, fondatore e CEO dell’agenzia di PR Press Play, con sedi a Milano, Roma e Madrid. Si occupa di consulenza strategica, crisis management e Inbound & GEO PR per startup e multinazionali; la sua attività si concentra su settori come green economy, innovazione e lifestyle.

Cecilia Bricchi è PR Director dell’agenzia di pubbliche relazioni Press Play, dove guida e supervisiona i team PR delle tre practice Corporate & Tech, Lifestyle, Green. Con un’esperienza maturata in agenzie internazionali, si occupa di strategia PR, media e influencer relations e brand reputation, coordinando progetti di comunicazione su misura e percorsi di posizionamento volti a generare visibilità e valore reputazionale.

Needle Festival 2026

In Canavese arriva la prima edizione del Needle Festival: un evento solidale nato con un duplice obiettivo. Da un lato poter valorizzare il territorio canavesano creando uno spazio di incontro, condivisione e partecipazione, dall’altra creare un’occasione dover poter parlare di cooperazione internazionale, e più nello specifico di Sud Sudan.


In due giornate si alternano concerti dal vivo, talk su temi globali e attività sportive, affiancati da momenti conviviali con aperitivi e cena.

Venerdì 15 maggio si apre con una cena preparata direttamente dalla pro loco di Barone Canavese. La serata prosegue con l’opening live degli Ask The Dust e culmina con il concerto della Nick Mantovan Band, spaziando nelle diverse sfaccettature della storia del rock and roll.

Sabato 16 maggio il programma si amplia con una proposta variegata che intreccia momenti di confronto e attività sportive. La giornata inizia con talk di approfondimento su temi internazionali, tra cui il ruolo della Cina in Africa e le dinamiche legate a guerre, clima e migrazioni con focus sul Sud Sudan.

La mattinata termina con una pranzo solidale organizzato dall’associazione Lunelaut: una realtà piemontese che vuole accompagnare persone affette da autismo o da altre disabilità verso una vita soddisfacente e dotata di senso. Avremo quindi modo di assaggiare le loro creazioni e la loro pasta fresca. Il pomeriggio prosegue con la terza edizione dell’Hill Trail Canavese con due percorsi: uno dedicato ad una corsa di circa 12 km e una camminata di circa 5 km. La giornata si conclude con momenti di socialità, cena condivisa e il concerto finale dei Bolena.

I proventi dell’evento saranno destinati a sostenere i progetti solidali dell’associazione Needle a favore del Sud Sudan, promuovendo consapevolezza e impegno concreto.

@associazione.needle

@needlefestival

È aperta la call per partecipare alla Scuola di Montagna 2026

La Scuola di Montagna delle Alte Valli torna con la sua quinta edizione e compie un passo nuovo: per la prima volta diventa transfrontaliera, con tre residenze tra Italia e Francia previste tra il 2026 e il 2027.


L’iniziativa nasce per accompagnare chi vuole costruire un progetto di vita e lavoro nelle Terre Alte e si inserisce nel progetto europeo “HV2030 VIVERE – Vivere nelle Alte Valli”, finanziato dal Programma Interreg ALCOTRA. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuovi abitanti e rafforzare l’accesso ai servizi nei territori alpini al confine tra Piemonte, Savoia e Hautes-Alpes.

Negli ultimi anni la Scuola ha già coinvolto oltre 80 partecipanti nelle valli della Città Metropolitana di Torino. Con questa nuova edizione, il progetto si amplia, mettendo in relazione territori e comunità su scala transfrontaliera.

La prima residenza si terrà dal 12 al 14 giugno 2026 tra Val Chisone e Val Germanasca. Si tratta di tre giornate immersive dedicate a persone, gruppi e famiglie interessate a trasferirsi o a consolidare la propria presenza in montagna.

Il programma combina formazione, confronto e scoperta diretta del territorio, affrontando quattro ambiti chiave:

  • il contesto transfrontaliero e le sue opportunità
  • l’abitare, tra mercato immobiliare e incentivi
  • il lavoro, tra impresa, occupazione e smart working
  • i servizi e la comunità, fondamentali per un inserimento sostenibile

Accanto ai contenuti, la Scuola propone un format esperienziale fatto di incontri con esperti e attori locali, laboratori pratici, visite sul campo e momenti di scambio tra partecipanti e comunità.

La partecipazione è gratuita (con vitto e alloggio inclusi) e riservata a un massimo di 20 persone selezionate tramite candidatura. Possono partecipare maggiorenni residenti in Italia o in Francia, motivati a sviluppare un progetto di vita, abitativo o lavorativo nel territorio delle Alte Valli.

La progettazione e realizzazione della residenza sono curate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, secondo il modello Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta, all’interno di un partenariato transfrontaliero guidato dal G.A.L. Escartons e Valli Valdesi.

Le candidature sono aperte fino al 17 maggio 2026 al seguente link.


L’iniziativa è il frutto di un partenariato transfrontaliero, guidato dal capofila GAL Escartons e Valli Valdesi, che unisce:

Italia: Città Metropolitana di Torino, Unione montana Alta Valle Susa.

Francia: Communauté de communes du Briançonnais, Communauté de communes Haute Maurienne Vanoise, Communauté de communes Maurienne Galibier, Communauté de communes Porte de Maurienne, Syndicat du Pays de Maurienne, Communauté de communes du Pays des Écrins.

L’organizzazione e la realizzazione della residenza formativa sono affidate a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale secondo il modello di intervento Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta

Roots2Routes: L’imprenditorialità inclusiva che rigenera le aree rurali tra Italia e Spagna

Refugee Restart lancia una call aperta per candidati e mentor nell’ambito del progetto europeo Roots2Routes. Un’opportunità per trasformare il background migratorio in valore economico e sociale per il territorio.


Nell’attuale scenario economico, l’inclusione è un motore di innovazione sostenibile. Con questa visione, Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia l’avvio di Roots2Routes, un ambizioso programma Erasmus Plus dedicato a chi desidera fare impresa oltre le barriere.

Una risposta concreta ai bisogni dell’ecosistema

Roots2Routes è un programma di incubazione di 5 mesi, completamente gratuito e multilingue, progettato per donne e persone con background migratorio. L’obiettivo è duplice: abbattere gli ostacoli strutturali all’autoimprenditorialità e favorire la rigenerazione delle aree rurali, territori ricchi di potenziale ma spesso ai margini dei flussi di investimento tradizionali.

Il percorso offre:

  • Formazione d’avanguardia: Accesso a strumenti di incubazione digitale basati sull’Intelligenza Artificiale.

  • Competenze pratiche: Masterclass con professionisti del settore.

  • Mentoring su misura: Un accompagnamento individuale per validare il modello di business.

L’appello

Per generare un impatto reale e sistemico, Roots2Routes cerca la collaborazione attiva delle organizzazioni dell’ecosistema Innovazione Sociale. L’invito è rivolto a chiunque desideri contribuire alla diffusione dell’iniziativa in due direzioni:

  1. Scouting di Talenti: Segnalare aspiranti imprenditori/trici che hanno un’idea di business o una startup in fase early-stage da sviluppare in contesti rurali.

  2. Ricerca di Mentor: Coinvolgere manager, imprenditori e professionisti disposti a condividere il proprio know-how per guidare i progetti verso la sostenibilità economica.

Come partecipare

La call per candidati e mentor è aperta fino al 15 maggio. Tutte le realtà interessate sono invitate ad attivare i propri canali (newsletter, social, sportelli informativi) affinchè questa opportunità raggiunga chi può trasformarla in valore per la collettività.

Roots2Routes è un ponte tra il talento individuale e lo sviluppo dei territori. Crediamo che l’imprenditoria migrante sia una leva fondamentale per l’Agenda 2030 e per la resilienza delle nostre aree rurali.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Per candidature: https://forms.gle/6TPryMftKmGF8nk36

Per prenotare una Info Session, contattaci: info@refugeerestart.com

Insieme, possiamo trasformare le radici del passato nelle rotte del futuro.

Roots2Routes: Il talento non ha confini, l’impresa rigenera il territorio

Di fronte alle sfide demografiche e all’abbandono delle aree rurali, Refugee Restart lancia un programma di incubazione transnazionale con l’obiettivo di trasformare il potenziale di migranti e donne in motori di innovazione economica tra Italia e Spagna.


In un momento storico in cui l’inclusione sociale e la rivitalizzazione dei territori marginali sono al centro dell’agenda europea, nasce una nuova opportunità per chi crede che l’autoimprenditorialità sia la chiave del riscatto. Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia il lancio di Roots2Routes, un programma di formazione imprenditoriale gratuito che punta a scardinare le barriere sistemiche che troppo spesso frenano il talento di rifugiati, migranti e donne.

L’imprenditorialità come leva di impatto

Finanziato dal fondo europeo Erasmus Plus, Roots2Routes è un ecosistema di rigenerazione. Il focus è chiaro: trasformare il potenziale inespresso in realtà economiche concrete, con un’attenzione particolare alle aree rurali di Italia e Spagna, territori che chiedono a gran voce nuova linfa e idee innovative per contrastare lo spopolamento.

L’inclusione economica è il pilastro su cui poggiano comunità più forti e resilienti. Roots2Routes crea ponti, non solo tra culture, ma tra territori dimenticati e mercati globali.

Un percorso High-Tech e Human-Touch

Il programma si distingue per un approccio ibrido che unisce le frontiere dell’intelligenza artificiale al valore insostituibile della relazione umana. Ai partecipanti viene offerto un percorso di 5 mesi, completamente gratuito, digitale e multilingue, che comprende:

  • Masterclass d’eccellenza: Sessioni con leader del settore per acquisire competenze tecniche di alto livello.

  • Mentoring Personalizzato: Un affiancamento costante per garantire che nessuna visione resti isolata.

  • AI-Powered Incubation: L’accesso a una piattaforma d’avanguardia assistita da intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo del business plan e dei prototipi.

Fare rete per generare valore

Il successo di Roots2Routes dipende anche dalla capacità dell’ecosistema internazionale di fare rete. Refugee Restart invita la propria community a diffondere l’opportunità

  1. Sei un aspirante imprenditore o imprenditrice?  Candidati ora e dai forma alla tua visione.

  2. Sei un professionista? Metti a disposizione la tua esperienza. Diventa un Mentor e accompagna un team verso il successo.

  3. Sei parte di un ente o una rete? Condividi questo articolo: una segnalazione può cambiare la traiettoria di vita di una persona e il futuro di un territorio.

Info e Scadenze

Le candidature sono aperte fino al 15 Maggio.

Area Ex Scotti: pubblicato l’avviso per scegliere il gestore

Sarà un Ente del Terzo Settore a gestire il nuovo polo pubblico dove si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile. 


Un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative, capace di produrre valore per il territorio e di favorire l’aggregazione giovanile e la partecipazione dei cittadini: questo è il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, la caserma in disuso oggetto di un importante e complesso intervento di rigenerazione urbana finanziato tramite il PNRR (5 milioni e 500mila euro di contributo ministeriale e 400mila euro di risorse comunali), che a breve sarà restituito alla città di Chieri quale polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale.

È stato pubblicato l’Avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti (una superficie coperta di circa 1.900 mq. dei complessivi 5.500 mq. dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa 15.000 mq.): l’Avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore (ETS), anche in forma aggregata (ATS-Associazione Temporanea di Scopo), purché in possesso di una consolidata competenza in materia di progettazione e fundraising, nonché di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo settore così individuato saranno assegnati in gestione solo alcuni degli spazi riqualificati, ovvero:

  • il bar/ristorante, che sarà aperto alla cittadinanza;
  • la piazza coperta, destinata ad attività informali e iniziative;
  • la sala polifunzionale, per attività di pubblico spettacolo, conferenze, iniziative pubbliche e attività comunitarie (con 220 posti a sedere oppure 368 in piedi);
  • il desk informativo;
  • un locale a disposizione, per eventuale ampliamento al fine della sostenibilità della gestione.

Il Gestore sarà tenuto a garantire la piena valorizzazione degli spazi, la custodia, la pulizia e il mantenimento del decoro degli stessi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Inoltre, si dovrà fare carico dell’apertura e della chiusura dei locali della “Piazza delle Associazioni” (ovvero gli spazi che ospiteranno le associazioni chieresi e che saranno assegnati attraverso un apposito bando) e della valorizzazione e cura dell’area verde esterna. Il Gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento o miglioramento degli spazi assegnati. Gli spazi saranno assegnati a titolo gratuito, senza il pagamento di un canone/corrispettivo, ma non verranno erogati contributi economici ordinari per la gestione corrente; inoltre, è previsto un contributo di 150mila euro in conto capitale per sostenere l’investimento iniziale di completamento e allestimento dei locali.

In sede di approvazione della variazione del Bilancio comunale sono stati stanziati 580mila euro per la sistemazione dell’area verde esterna.

L’Amministrazione comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso  promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata; di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile; di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata; di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo, mediante l’integrazione tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Questo il cronoprogramma: il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 4 giugno; la consegna del cantiere è prevista entro il mese di giugno; una Commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute; l’Amministrazione comunale avvierà con l’Ente selezionato il percorso di co-progettazione al fine di predisporre il progetto definitivo; infine, sarà stipulata una convenzione per regolare i rapporti tra l’Amministrazione e l’Ente gestore. L’avvio della gestione è previsto entro 6/7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi di allestimento degli spazi assegnati.

Sarà istituita una Cabina di Regia, composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Ente gestore, con il compito di monitorare l’attuazione del progetto, valutare gli esiti delle attività svolte, individuare eventuali criticità, condividere azioni correttive e di miglioramento, al fine di garantire la coerenza del progetto rispetto agli obiettivi e ai bisogni del territorio.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 24:00 del 04/06/2026, mediante invio tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo del Comune protocollo.chieri@pcert.it.

La domanda dovrà essere trasmessa con oggetto: “AVVISO PUBBLICO PER CO-PROGETTAZIONE AREA EX CASERMA SCOTTI – CANDIDATURA PROGETTO PRELIMINARE”

L’Avviso completo e la relativa documentazione sono disponibili sul portale gare del Comune di Chieri.

VITA lancia il “Manifesto del Lavoro Sociale”

VITA ha pubblicato il Manifesto del Lavoro Sociale, un documento collettivo costruito insieme alle 75 organizzazioni del suo Comitato Editoriale, tra cui Torino Social Impact, che mette al centro il valore strutturale del lavoro sociale per la tenuta delle comunità.


Il Manifesto nasce da un’assunzione di fondo netta: il lavoro sociale non è un ambito residuale del welfare, ma una componente strutturale della coesione sociale. Senza le persone che ogni giorno operano nei servizi sociali, educativi e di prossimità, a perdere stabilità non sono solo i sistemi di supporto, ma le comunità nel loro insieme.

Il documento propone quindi una lettura condivisa e politica del ruolo dei social worker, mettendo in evidenza il valore pubblico del loro lavoro e la necessità di riconoscerne pienamente la funzione dentro le trasformazioni sociali in corso.

All’interno di questo percorso, Torino Social Impact ha partecipato alla costruzione del documento insieme alle altre realtà del Comitato Editoriale, contribuendo a rafforzare una visione comune sul ruolo strategico del lavoro sociale nei territori.

A partire dalla pubblicazione del Manifesto, VITA apre inoltre uno spazio di raccolta di storie ed esperienze dirette, con l’obiettivo di dare voce a chi opera quotidianamente nel lavoro sociale e alle ragioni che portano a riconoscerne il valore.

Condividi la tua esperienza

È possibile inviare un contributo a vita@vita.it, scrivendo un breve testo sulla propria esperienza come lavoratrice o lavoratore sociale e sulle motivazioni dell’adesione al Manifesto (indicando nell’oggetto “lavoro sociale”). In alternativa, è possibile inviare un vocale tramite Instagram a @vitanonprofit.

Leggi la news su VITA

Scarica il Manifesto

Bench-Mark | Ep. 107 – Nuova Collaborazione

Più di un rapporto di lavoro domestico su due, in Italia, è ancora irregolare.

Un dato che non racconta solo la fragilità di un settore fondamentale, ma anche la complessità di un ambito in cui si intrecciano cura, lavoro, cultura e sostenibilità economica.

Nonostante dal 1974 esista un Contratto Collettivo Nazionale che disciplina il comparto, la regolarizzazione continua infatti a rappresentare una sfida culturale, economica e politica.

In una società che invecchia e in cui il lavoro di cura assume un ruolo sempre più centrale per il benessere delle famiglie e della collettività, interrogarsi su come costruire condizioni più regolari, eque e sostenibili diventa sempre più urgente.

A partire da questa prospettiva, Filippo Breccia, Vicepresidente di Nuova Collaborazione — la più antica associazione dei datori di lavoro domestico in Italia, nata a Torino — riflette sulle criticità del settore e sulle possibili leve di cambiamento.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bench-Mark | Ep. 106 – Fashion Team

Non sempre il percorso verso l’economia dell’impatto nasce da una scelta immediata o da una definizione chiara fin dall’inizio. A volte significa riconoscere, lungo il tempo, che alcune pratiche e sensibilità erano già presenti e trasformarle in una visione più consapevole.

È il caso di Fashion Team, azienda con oltre trent’anni di storia che negli anni ha intrapreso un percorso di crescente consapevolezza, approfondendo questi temi fino a diventare Società Benefit.

Abbiamo incontrato Roberto Maglietti, Fondatore e Presidente di Fashion Team, in Piazza Bodoni, vicino alla sede torinese dell’azienda, per farci raccontare l’evoluzione di un brand che ha saputo rileggere la propria storia alla luce di nuove responsabilità sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bando Regionale per Piani integrati di welfare per la vita e il lavoro

Medi Care Lab sta costruendo una rete territoriale tra PMI piemontesi per garantire servizi reali per i propri dipendenti tra cui: assistenza domiciliare per familiari in difficoltà e non autosufficienti, servizi di sanità integrativa, supporto alla genitorialità e sistemi di welfare in particolare.


L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di’ lavoro, supportare i dipendenti e in particolare le donne al fine di evitare l’abbandono del lavoro, migliorare la competitività delle imprese e creare un modello di riferimento individuando risorse finanziarie pubbliche.

Il progetto si limiterà a poche aziende, sensibili al tema e disponibili a realizzare gli obiettivi comuni.

Se la tua azienda vuole partecipare o vuoi saperne di più, scrivi a: info@medicarelab.it | www.medicarelab.it

Collegio Universitario Einaudi – Bando Ammissioni a.a. 2026/27 – Scadenza 30 giugno 2026

È aperto l’iter di partecipazione al bando di ammissione per l’a.a. 2026/27 al Collegio Einaudi per 165 posti studio per studentesse e studenti.


Presso il Collegio Einaudi, l’esperienza di studio è arricchita da un ambiente accogliente e confortevole. Ogni studente avrà garantita l’ospitalità in camera singola, dotata di bagno privato, e avrà a disposizione ampi spazi comuni come sale studio, sala musica e palestra in un ambiente ideale per il proprio percorso accademico.

Oltre all’esperienza accademica universitaria, gli studenti potranno beneficiare di una formazione parallela che arricchisce il percorso di studio. Questa formazione aggiuntiva mira a sviluppare competenze trasversali e offrire opportunità di crescita personale e professionale.

Il bando di ammissione rimarrà aperto fino al 30 giugno 2026.

Per ulteriori informazioni sul processo di ammissione e per presentare la vostra candidatura, visitate il sito web del Collegio Einaudi.

Accedi alla pagina Ammissioni 2026/27

Date di apertura e chiusura dei diversi iter di ammissione

Ammissione: Per iscrivendɜ al 1°, 2° e 3° anno di un corso di laurea di I livello/ciclo unico, iscrivendɜ al 1° anno di un corso di laurea magistrale o master di I livello e studentɜ internazionali. Periodo di candidatura: 1 aprile 2026 – 30 giugno 2027

Ammissione Post-laurea: Per iscrittɜ a corsi di dottorato di ricerca e corsi di Master di II livello, corsi di perfezionamento e scuole di specializzazione. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 31 gennaio 2027

Ammissione Exchange students: for foreign students taking part to mobility programs or internship. Studenti e studentesse internazionali (UE e Extra-UE) partecipanti a progetti di mobilità/tirocinio. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 28 febbraio 2027

15 maggio — Cosmesi naturale al ritmo delle stagioni

Presentazione del libro”Cosmesi spontanea al ritmo delle stagioni” di Patrizia Poggiali e laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali
A cura di Patrizia Poggiali, esperta di cosmesi naturale e Francesco Marchetti, area marketing Altromercato.


Patrizia Poggiali è co-fondatrice e responsabile R&D di Gala, azienda che produce anche la linea di cosmetici naturali Natyr Altromercato. È docente di cosmesi naturale ed eco-sostenibile e autrice del manuale dal quale estrapolerà, insieme a Francesco Marchetti di Altromercato, sfiziose ricette di autoproduzione di cosmetici 100% naturali, ispirati ai gusti e ai profumi delle stagioni e con materie prime Fair Trade.

Il laboratorio è gratuito previa prenotazione.

Registrati

Per informazioni: sanmarino@mondo-nuovo.it | 011 3249540 (anche WhatsApp)

9 maggio — Aperisfilata con l’autrice

Un evento sulla moda etica a 360°.


Incontreremo Audrey Millet, autrice del libro “La trama del lusso”, che denuncia le profonde ingiustizie e le connessioni tra industria della moda, immigrazione e criminalità, mettendo in luce le crepe di un modello economico che punta al profitto a tutti i costi.

Modera la dott. Mariangela Rossetto in collaborazione con Pierluigi D’Ortona.

Durante l’evento prenderà vita una suggestiva sfilata di moda equa e solidale, con la presentazione dei capi On Earth che uniscono stile, qualità e rispetto per il pianeta.

A seguire, aperitivo conviviale.

L’evento è libero e gratuito ma i posti sono limitati.

Registrati

Per info: info@mondo-nuovo.it / tel. 0114546910

Raccolta dati e misurazione d’impatto: strumenti e pratiche — 4° workshop locale di DO Impact

Il 15 aprile 2026 il Circolo dei Lettori di Torino ha ospitato il quarto workshop locale italiano del progetto europeo DO Impact, dedicato a rafforzare le organizzazioni dell’economia sociale attraverso la trasformazione digitale e l’uso strategico dei dati. 


L’incontro, promosso dai partner italiani del progetto, Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e TIRESIA – Politecnico di Milano e organizzato all’interno della rassegna Frontiers di Biennale Tecnologia, ha affrontato i temi della misurazione e della valutazione dell’impatto sociale, offrendo ai partecipanti la possibilità di ragionare sul tema, prima a livello teorico e poi nella pratica. 

La mattinata si è aperta con il keynote di Tommaso Tropeano (TIRESIA), che ha inquadrato la “Rivoluzione dell’Impatto” come risposta alle grandi sfide globali, dalla crisi climatica alla crescita delle disuguaglianze. Tropeano ha sottolineato anche come, di fronte a queste sfide, la misurazione debba evolvere da semplice strumento di rendicontazione (measure to prove) a leva manageriale per migliorare il valore generato (measure to improve

Successivamente, Claudio Di Benedetto (Triadi) si è occupato di presentare le sfide pratiche della misurazione, guidando i partecipanti attraverso la catena del valore sociale: dagli input e attività, fino alla distinzione cruciale tra output (prodotti immediati) e outcomes (cambiamenti reali sui beneficiari), per giungere infine all’impatto di lungo periodo sul territorio .

Il workshop si è poi concluso con il laboratorio guidato da Caterina Rosini (Cottino Social Impact Campus). Al centro dell’intervento, la Teoria del Cambiamento (ToC), definita come “bussola” o “faro” per tracciare i nessi logici tra azioni e risultati desiderati. Durante l’esercitazione pratica, i partecipanti hanno applicato le conoscenze acquisite nel corso della mattina a scenari reali, lasciando loro l’opportunità di interrogarsi su strategie e indicatori più appropriati per condurre una misurazione e valutazione dell’impatto sociale.Il percorso di DO Impact proseguirà ora con i prossimi appuntamenti a Milano, previsti per il 4 e 5 maggio 2026, nei quali verranno esplorati temi come l’etica dell’IA, la sovranità digitale e i modelli collaborativi di condivisione dati.

Per maggiori informazioni sui prossimi workshop italiani e per iscriversi, potete visitare il sito.

Accessibilità e intersezionalità: pratiche di comunicazione consapevole

Martedì 21 aprile si è svolto l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione di Torino Social Impact, dedicato al tema  della comunicazione accessibile e intersezionale.


L’appuntamento, ospitato negli spazi di Fondazione Time2 e co-organizzato insieme a Fondazione Time2 e Forword, ha rappresentato un momento di confronto e co-progettazione tra organizzazioni dell’ecosistema, con l’obiettivo di condividere approcci e strumenti per una comunicazione ampia e accessibile, più , consapevole e capace di valorizzare le pluralità.

Dopo i saluti introduttivi a cura di Lorena Di Maria per Torino Social Impact, Monica Cerutti ha aperto i lavori proponendo una riflessione sui concetti di accessibilità e intersezionalità, spesso ricondotti a dimensioni esclusivamente tecniche, ma in realtà centrali nella costruzione di narrazioni più eque. In questo senso, è stata evidenziata la necessità di superare logiche di “integrazione”, intesa come inclusione all’interno di un gruppo maggioritario, per adottare invece prospettive che riconoscano e valorizzino la complessità delle diverse identità.

L’intersezionalità è stata affrontata come chiave di lettura capace di restituire la molteplicità delle esperienze individuali, In questo quadro, è stata sottolineata l’importanza di evitare narrazioni semplificanti, come quelle che riducono le persone a vittime da salvare o a figure eroiche, a favore di rappresentazioni più aderenti alla realtà.

Il confronto ha posto l’accento sul ruolo della comunicazione come leva di cambiamento, richiamando la necessità di coinvolgere attivamente i soggetti rappresentati, e adottare un linguaggio consapevole, progettato per la diversità. Un approccio fondato su un sistema di valori che include equità, rispetto, responsabilità e ascolto.

A seguire, Sara Meloni e Chiara Basile hanno  presentato l’esperienza dello spazio OPEN di Fondazione Time2, concepito come ambiente accessibile e aperto alla pluralità. Tra le pratiche condivise, l’introduzione di modalità di presentazione che includono la descrizione della propria presenza fisica nello spazio, con l’obiettivo di rendere più accessibile l’interazione e favorire una relazione più consapevole tra le persone.

È stata inoltre proposta la “ruota del privilegio/potere” come strumento di riflessione per leggere la complessità delle identità e delle posizioni sociali, sottolineando come queste possano essere in parte date e in parte mutevoli nel corso della vita.

Un ulteriore contributo è stato offerto da Marta Bressello di Forword, che ha approfondito il tema dell’accessibilità digitale e del quadro normativo di riferimento, richiamando la Legge Stanca come principale riferimento italiano in materia di accessibilità informatica.

L’intervento ha evidenziato come rendere accessibili i contenuti audiovisivi significhi ampliare concretamente il pubblico, attraverso pratiche progettuali consapevoli: dalla descrizione delle immagini per chi non può vederle, alla corretta strutturazione semantica dei contenuti per garantirne la fruizione tramite screen reader. È stato sottolineato come questi strumenti leggano i contenuti in base alla loro struttura interna e non alla resa visiva, rendendo essenziale un’organizzazione chiara di titoli, testi, immagini e didascalie.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli elementi grafici e ai contenuti digitali: dall’uso del Camel Case negli hashtag per facilitarne la lettura, all’inserimento di sottotitoli nei contenuti audiovisivi, fino alla progettazione di contenuti accessibili fin dalla loro ideazione.

Nel dibattito finale è emersa l’importanza del bilancio sociale come strumento di dialogo tra organizzazioni e stakeholder. È stata sottolineata la necessità di selezionare e rendere accessibili le informazioni più rilevanti in base ai diversi pubblici, superando l’idea di un documento unico e indistinto.

Un tema centrale ha riguardato la dimensione etica della rendicontazione: il bilancio sociale non deve configurarsi come mero adempimento formale o strumento reputazionale, ma come espressione coerente della missione organizzativa, evitando il rischio di pratiche come il disability washing.

In conclusione, è emersa una visione condivisa dell’accessibilità come processo dinamico e situato, da costruire attraverso scelte consapevoli, linguaggi adeguati e il coinvolgimento attivo degli stakeholder. Come emerso nel confronto, è necessario costruire l’accessibilità, non vederla come dato assoluto.

Changemaking: mappe e futuri possibili per l’Italia che cambia

A dieci anni dalla prima mappatura, Ashoka presenta la nuova Mappatura del changemaking in Italia, realizzata insieme all’Università di Torino e a Forwardto.


Il lavoro restituisce un sistema in evoluzione, caratterizzato da una crescente interconnessione tra organizzazioni e individui impegnati nella generazione di impatto sociale.

I risultati saranno al centro di un evento a Torino che, a partire dai principali insight emersi, metterà a confronto attori dell’ecosistema su traiettorie future, sfide condivise e opportunità di collaborazione.

L’incontro prevede anche sessioni partecipative e momenti di networking.

23 aprile 2026, ore 17.00 – Lombroso 16, Torino.

Iscriviti qui

Formazione, lavoro e comunità: quando un corso diventa una seconda possibilità

Sempre più spesso, chi resta ai margini del mercato del lavoro non lo fa per mancanza di volontà, ma per assenza di occasioni reali in grado di fornire una seconda opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.


È in questo contesto che nasce il corso di Giardinaggio Urbano promosso da Orienta che ha coinvolto alcuni ex detenuti della città per fornirgli nuove competenze pratiche e nuove occasioni lavorative.

Si tratta infatti di un’iniziativa che ha saputo coniugare inclusione, competenze e impatto concreto sul territorio. Una seconda occasione costruita su competenze pratiche, accompagnamento e fiducia.

Il corso, realizzato in collaborazione con l’impresa a vocazione sociale Ridaje e finanziato dal fondo Forma.Temp, si è concluso lasciando un segno non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per la comunità circostante.

Da un lato, infatti, i partecipanti hanno acquisito competenze professionali spendibili, utili soprattutto a rimettersi al centro di un progetto di vita e di lavoro. Dall’altro, è stato e sarà fondamentale per la comunità torinese, in quanto si tratta di un investimento sul benessere urbano, sulla cura degli spazi comuni e su un’idea di sviluppo che non esclude, ma integra. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di prendersi cura di luoghi condivisi, trasformandoli in occasioni di incontro e rigenerazione. Ed è proprio qui che la formazione incontra la cittadinanza attiva e diventa uno strumento di coesione sociale.

Il vero plus, poi, è il passaggio dalla formazione all’inserimento lavorativo poiché, al termine del percorso, i partecipanti hanno iniziato un’attività lavorativa con Orienta, occupandosi della cura del verde per alcune aziende. Un risultato non scontato, che dimostra come la formazione possa essere efficace solo quando è pensata fin dall’inizio come parte di un progetto occupazionale più ampio.

Il ruolo di Orienta: oltre l’intermediazione

Per Orienta, l’organizzazione di questo corso conferma una visione che va oltre il semplice incontro tra domanda e offerta di lavoro. Investire in percorsi formativi inclusivi significa assumersi una responsabilità più ampia che accompagna le persone nei momenti di transizione, ne valorizza il potenziale e costruisce opportunità che abbiano effetti duraturi.

L’iniziativa dimostra come l’inclusione, quando è concreta, non resti confinata nei principi, ma si traduca in processi strutturati, collaborazioni territoriali e risultati misurabili. È un modello che invita a riflettere su come la formazione professionale possa diventare uno strumento di politica sociale attiva, capace di generare valore economico e umano allo stesso tempo.

Buongiorno Polo – Welfare aziendale: lavoro, benessere e competitività nei piani finanziati dalla Regione Piemonte (Webinar, 27 aprile)

Il 27 aprile partecipa al webinar “Buongiorno Polo” sui Piani integrati di welfare e vita e il lavoro della Regione Piemonte, una misura da 8.000.000 € che sostiene progetti di welfare aziendale e territoriale finalizzati a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro, rafforzando al contempo il benessere organizzativo e la competitività delle imprese.


Il Bando finanzia progetti proposti da raggruppamenti di imprese in forma di associazioni temporanee composte da almeno due piccole e medie imprese piemontesi.

Il webinar offrirà un inquadramento strategico sul tema del welfare come leva di innovazione organizzativa e un approfondimento operativo sulle modalità di partecipazione al bando, con il supporto di soggetti esperti a livello territoriale.

Agenda

  • 10:00 – Login e Welcome speech – Marco Martinotti, Polo ICT
  • 10:10 – Focus su progetto DO Impact – Silvana Sanfeliu Giaimo, Fondazione Piemonte Innova
  • 10:15 – Piani integrati di welfare e vita e il lavoro – Alessandra Brogliatto, Consorzio Il Nodo
  • 10:50 – Q&A
  • 11:00 – Fine webinar

Registrati all’evento

Innovare la tradizione – Giornata del Made in Italy

Il 23 aprile 2026 a Torino, Neosyn e Fondazione LINKS promuovono Innovare la tradizione, un evento dedicato al dialogo tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di esplorare come patrimonio culturale, design e saper fare possano diventare leve competitive a livello globale.


L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale delle attività promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per la valorizzazione dell’eccellenza produttiva e dell’ingegno italiano.

Attraverso il confronto tra imprese, creativi e professionisti, l’evento approfondisce il ruolo strategico di settori chiave quali Food & Beverage, Fashion & Design, Cultura e Innovazione, mettendo in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie di sviluppo.

La giornata prevede talk, momenti di networking e un’area espositiva, con la moderazione di MyOrango e la partecipazione di realtà come Canto I, Plastiz, Panacea, Associazione Cuochi Torino e SODAMORE.

Informazioni

  • Data: 23 aprile 2026
  • Orario: 15:00 – 18:00
  • Luogo: Fondazione LINKS, Torino
  • Format: talk, area espositiva, networking
  • Ingresso: gratuito su registrazione

Registrazioni e dettagli disponibili a questo link

Fiorile – Orti & Fiori in mostra 2026: Speciale Rosa

Il 9 e 10 maggio torna a Moncalieri Fiorile – Orti & Fiori in mostra, giunto alla XII edizione, con uno speciale dedicato alla rosa. Per il 2026, la manifestazione cambia sede e si sposta nel cuore storico della città, animando Piazza Vittorio Emanuele II con un allestimento scenografico dedicato al mondo del verde, della cultura e dell’artigianato.


L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi legati al Premio della Rosa Principessa Maria Letizia di Savoia e al Premio Rosa d’Oro, rafforzando il dialogo tra natura, cultura e identità territoriale.

Un mercato d’eccellenza tra natura e cultura

In collaborazione con il Mercato della Terra Slow Food, Fiorile propone una mostra mercato che unisce:

  • vivaisti specializzati
  • produttori agricoli e presìdi Slow Food
  • artigiani e designer

Tra i protagonisti, le rose antiche del Maestro di Giardino Maurizio Feletig, insieme a una selezione di eccellenze del territorio.

L’evento si configura come uno spazio di racconto della stagionalità e della biodiversità, attraverso un programma che intreccia:

  • incontri con esperti
  • attività didattiche
  • workshop e laboratori
  • musica e letture

Un progetto tra sostenibilità e territorio

Fiorile si inserisce nel percorso di valorizzazione del territorio promosso da Moncalieri Città nel Verde e contribuisce alla narrazione del sistema delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese, riconosciuto Riserva MAB UNESCO nel 2016.

Un format che unisce politiche ambientali e culturali, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, buone pratiche e partecipazione attiva.

Dichiara l’Assessora Antonella Parigi:

“Il Premio della rosa e Fiorile sono due momenti importanti della programmazione culturale di Moncalieri. In particolare quest’anno abbiamo voluto dare risalto al Premio della rosa, che ci permette di creare un legame fondamentale con la storia, il castello di Moncalieri e il territorio con la sua tradizione florovivaistica. La Principessa Maria Letizia di Savoia rappresenta una figura d’ispirazione straordinaria capace di trasformare il passato in patrimonio del futuro. Proprio per questo abbiamo aggiunto una sezione al Premio della rosa, Il Premio della rosa d’oro, dedicato a una donna che nella contemporaneità si sia dedicata a sostenere altre donne”.

Le principali attività

Tra i momenti più significativi del programma:

  • Incontri e presentazioni editoriali dedicate al verde, al territorio e alla sostenibilità
  • Laboratori e attività per bambini e famiglie, con focus su biodiversità e impollinatori
  • Workshop tematici, tra cui corsi floreali e ricamo creativo
  • Reading e performance, tra cui ANIMA_L / narrazioni vegetali a cura di Linda Messerklinger
  • Degustazioni e slow drink, con cocktail botanici e prodotti locali
  • Musica dal vivo, con interventi di Anton Gerasymov e Rania Khazour

La novità 2026: attività outdoor al Bosco del Re

Tra le principali novità dell’edizione, il coinvolgimento del Bosco del Re, dove sarà allestito uno Sport Camp a cura di Agricampus del Cammino delle Colline Torinesi.

Durante il weekend saranno proposte:

  • passeggiate immersive
  • lezioni di Nordic Walking
  • percorsi di escursionismo
  • tiro con l’arco

Focus: didattica e sostenibilità

Ampio spazio sarà dedicato alla divulgazione ambientale, con attività curate da realtà come Beesù e gli Impollinatori Metropolitani.

Tra i laboratori:

  • “Al profumo di rosa”, per la creazione di cialde in cera d’api
  • attività educative sugli ecosistemi e il ruolo delle api

Esperienze tra gusto e convivialità

Il programma include momenti dedicati al cibo e alla cultura del gusto:

  • pause degustative in collaborazione con La Cadrega e Slow Food
  • slow drink, con cocktail botanici guidati da Marco Gramaglia e Roberto Sambo
  • aperitivo botanico “Flower Gin” presso il Giardino delle Rose

Programma

Sabato 9 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 10:30 – Inaugurazione Sport Camp (Bosco del Re)
  • 11:00 – Corso pratico “Mamma ti faccio un mazzo così di rose”
  • 11:30 – Presentazione libro La fatica non fa rumore – Gabriele Scapola
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Anton Gerasymov
  • 13:00 – Pausa degustativa (La Cadrega e Slow Food)
  • 14:30 – Incontro “Roseti e giardini storici”
  • 15:30 – Laboratorio Beesù “Al profumo di rosa”
  • 16:00 – Slow drink: cocktail botanici
  • 17:00 – Reading ANIMA_L – Linda Messerklinger
  • 18:00 – Aperitivo botanico “Flower Gin”

Domenica 10 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 11:00 – Corso pratico floreale
  • 11:30 – Presentazione guida Superga e i suoi sentieri – Claudio Baldi
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Rania Khazour
  • 13:00 – Pausa degustativa
  • 15:30 – Corso di ricamo creativo
  • 18:00 – Saluti di chiusura

Una festa per la città

Fiorile si conferma un appuntamento dedicato alla comunità, capace di coinvolgere adulti e bambini in un’esperienza che unisce creatività, natura e cultura.

Un evento che valorizza il territorio e le sue eccellenze, promuovendo una visione sostenibile e condivisa dello spazio urbano.

San Salvario ha un cuore verde

Torna a Torino “San Salvario ha un cuore verde”, la manifestazione che trasforma il viale centrale del quartiere in un giardino urbano dedicato a sostenibilità, cultura e partecipazione. L’edizione 2026 si presenta in una veste speciale, inserendosi nel programma OFF del Salone Internazionale del Libro.


Sabato 16 e domenica 17 maggio, dalle 10 alle 19, l’iniziativa si svilupperà lungo un asse urbano che collega Piazza Carlo Felice, Corso Marconi e Lingotto, con un filo conduttore simbolico e fisico: la Metropolitana 1, che unisce le diverse sedi dell’evento (Porta Nuova, Marconi, Lingotto).

Sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, associazioni, vivaisti, artigiani e produttori sostenibili daranno vita a uno spazio condiviso dove ambiente, arte e letteratura si incontrano. Il percorso pedonale — da via Nizza a via Madama Cristina — valorizza il ruolo storico del viale come connessione tra la stazione Porta Nuova, il Parco del Valentino e il fiume Po.

Tra le principali novità dell’edizione 2026, il dialogo tra botanica e letteratura: gli stand dei vivaisti ospiteranno scrittori e scrittrici per incontri, presentazioni e firmacopie, creando occasioni di scambio tra saperi e pubblici diversi.

Il programma include:

  • incontri con autori e autrici del Salone OFF
  • workshop e attività didattiche per adulti e bambini
  • performance artistiche e reading
  • passeggiate letterarie nel quartiere
  • installazioni e lezioni botaniche

Accanto alla mostra mercato di piante, prodotti agricoli e artigianali, saranno presenti numerose associazioni del Terzo Settore impegnate su temi ambientali, culturali e sociali, contribuendo a rafforzare il carattere inclusivo e partecipativo dell’iniziativa.

Tra i luoghi coinvolti:

  • i Giardini Sambuy, con il Gazebo Forbito dedicato a incontri editoriali
  • Corso Marconi, cuore della manifestazione
  • la Metro Linea 1, che ospiterà performance e interventi artistici itineranti

L’evento promuove anche la mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con GTT e alla presenza di Green Point nelle principali fermate, oltre a servizi come il minibus Star.

San Salvario ha un cuore verde si conferma così un progetto di rigenerazione urbana e culturale, capace di attivare comunità, valorizzare lo spazio pubblico e intrecciare sostenibilità ambientale e produzione culturale.

Maggiori informazioni

Associazione Giardino forbito ETS

L’associazione Giardino forbito ETS, costituita nel 2015, è un format ideato per rigenerare gli spazi urbani ed extraurbani con strumenti innovativi e di impatto, individuare e trasformare in spazi/serre polifunzionali luoghi abbandonati o in degrado con proposte culturali e multidisciplinari, accompagnare alla transizione ecologica e ambientale, al pensiero circolare e sostenibile. Gli anni di attività hanno così creato una comunità attorno ai temi della consapevolezza e delle buone pratiche, un sistema volto allo scambio di esperienze e reciprocità. L’obiettivo di Giardino forbito è coniugare il verde, la sostenibilità e la cultura tramite la realizzazione di contesti polifunzionali, multidisciplinari e interculturali nel cuore delle città. Un progetto di benessere collettivo studiato per riqualificare aree urbane ed extraurbane con allestimenti adattati al contesto e che generino sinergia con le realtà circostanti già esistenti.

Via Baltea, dove le differenze costruiscono comunità

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza della cooperativa Sumisura e del community hub di via Baltea 3, uno spazio nato nel cuore di Barriera di Milano per promuovere accessibilità, partecipazione attiva e costruzione di comunità.

Un modello che intreccia rigenerazione urbana, inclusione sociale ed economia circolare solidale, mettendo al centro le persone, le relazioni e la valorizzazione delle differenze come leva per generare nuove forme di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Futura News

A Torino il Bootcamp di Good Loop: AI per il Terzo Settore

Il 16 aprile si terrà a Torino, negli spazi di ESCP Business School – Turin Campus (via Andrea Doria 27), il Bootcamp di Good Loop, evento realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e dedicato alle organizzazioni del Terzo Settore interessate a comprendere e sperimentare le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Good Loop è il programma nazionale di formazione gratuito promosso da Cariplo Factory, erogato in modalità prevalentemente online e realizzato con l’obiettivo di accompagnare le organizzazioni in un percorso che unisce visione strategica e applicazione concreta delle tecnologie AI.

Il Bootcamp di Torino sarà l’occasione per incontrare dal vivo promotori del progetto, esperti sul tema e altre realtà partecipanti. Il programma prevede:

  • 13:30 – 14:00 | Registrazione e welcome coffee
  • 14:00 – 17:30 | Bootcamp Good Loop: sessione dedicata a scoprire, attraverso esempi concreti, come l’Intelligenza Artificiale può trasformare il Terzo Settore. Si parlerà di impatto sociale, regole e rischi legati all’AI, agenti creati con Microsoft Copilot Studio e principi etici per un uso responsabile della tecnologia.

L’evento si propone quindi come uno spazio di apprendimento e networking per chi vuole capire come l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento concreto per rafforzare l’impatto delle organizzazioni sociali.

Scarica il programma completo

La partecipazione al Bootcamp è gratuita, ma i posti sono limitati: l’iscrizione viene considerata come pre-adesione in lista d’attesa.

Registrati qui

Per maggiori informazioni e per iscriversi al percorso formativo completo di Good Loop è possibile visitare la pagina: https://cariplofactory.it/progetto/good-loop/

Good Loop è un’iniziativa di Cariplo Factory insieme a Fondazione Cariplo, realizzata con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Microsoft e Fondo per la Repubblica Digitale.

5-7 maggio — Torna a Torino il Festival di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale

Torna a Torino, dal 5 al 7 maggio, il Festival della Vita Indipendente di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale. Ingresso gratuito. 


Dopo il successo della prima edizione del 2025, Prima Persona Plurale, il primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente, torna a Torino dal 5 al 7 maggio 2026. Il festival, ideato e promosso da Fondazione Time2, si svolgerà tra gli spazi del Polo del ’900 e di Open, spazio aperto di diversità (Corso Stati Uniti 62b), con incontri, laboratori, momenti artistici e occasioni di confronto aperti a tutti.

Il festival mette al centro il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, inteso come libertà di scegliere dove vivere, lavorare, partecipare alla vita sociale e culturale, e costruire relazioni. La seconda edizione coincide con la Giornata Europea della Vita Indipendente (5 maggio) e celebra i 20 anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, sottolineando l’importanza di sistemi capaci di sostenere percorsi di vita personalizzati basati sull’autodeterminazione.

La storia al centro

La nuova edizione di Prima Persona Plurale: Festival della Vita Indipendente mette al centro la storia di Piero Defilippi e Roberto Tarditi. Due persone che hanno vissuto 24 e 35 anni al Cottolengo di Torino, senza possibilità di scelta.
La loro vicenda racconta un percorso di emancipazione e vita indipendente, in un’epoca in cui il diritto di decidere dove, come e con chi vivere non era ancora riconosciuto.

La storia è raccolta nel libro “Anni senza vita al Cottolengo. Il racconto e le proposte di due ex ricoverati”, in uscita per Mimesis Edizioni in occasione del festival. Pubblicato per la prima volta nel 2020 a nome di Claudia De Figueiredo ed Emilia De Rienzo, il volume viene riedito nel 2026 a nome di Piero Defilippi e Roberto Tarditi e a cura di Ciro Tarantino e Samuele Pigoni.

L’incontro sarà guidato da Samuele Pigoni, Segretario Generale di Fondazione Time2.

Partecipano all’incontro: Francesco Tresso, Assessore alla cura della città, sevizio anagrafici e protezione civile della Città di Torino, amico e testimone del percorso di vita di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Maria Grazia Breda, Presidente Fondazione Promozione Sociale APS, testimone del percorso di emancipazione di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Ciro Tarantino,Professore di Sociologia del diritto presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa; Elisa Costantino, Attivista e ricercatrice con disabilità, membro del comitato scientifico del Festival.

Seguirà il recital ispirato alla loro storia, diretto da Barbara Altissimo, artista, regista e direttrice di Liberamenteunico, ed Emanuela Currao.

Conversazioni in cerchio e laboratori

Al cuore del festival ci sono le conversazioni in cerchio: non incontri frontali, ma partecipativi e orizzontali, in cui ogni voce ha lo stesso valore.

Sei cerchi esploreranno temi fondamentali della vita indipendente: tempo, lavoro, scelta, abitare, potere e futuro. Tra gli ospiti: Fabrizio Acanfora, Valentina Perniciaro, Valentina Tomirotti,

Il programma artistico e partecipativo prevede laboratori di fanzine, danza narrativa e LIS, ceramica e coro in LIS, intrecciando espressione individuale e riflessione collettiva.

Una nuova immagine guida

La seconda edizione presenta anche una nuova identità grafica a cura di Stefano Dorigo, che accompagna il racconto del festival.  L’immagine guida evoca la storia di Tarditi e Defilippi: un’illustrazione su fondo arancione in cui due persone in sedia a ruote si protendono verso una porta aperta. Le figure hanno forme semplificate e colori vivaci (blu, giallo, arancione). Dalla porta entrano elementi naturali e due rondini, e sembra rappresentare un passaggio verso uno spazio luminoso, colorato e vivace.

Partecipazione e accessibilità

Tutti gli eventi sono gratuiti e accessibili a persone con e senza disabilità.

Gli spazi di Open garantiscono accessibilità per chi ha ridotta mobilità; tutti gli incontri prevedono traduzione in LIS e la serata inaugurale sarà trasmessa in streaming con sottotitoli in tempo reale.


Con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino e Città metropolitana di Torino. Con il sostegno di AON. In collaborazione con Hangar Piemonte, la rete del bando Cambiamenti e la Libreria Binaria Centro Commensale.

Programma completo sul sito

Società Benefit: tra identità e impatto

Giovedì 9 aprile, presso il Circolo dei lettori di Torino, si è tenuto l’evento “Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale”. L’iniziativa è inserita nel programma nazionale di informazione e formazione promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Unioncamere e Si.Camera, che ha puntato ad accompagnare imprese e professionistə nel percorso di costituzione o trasformazione verso Società Benefit.


Sessione del mattino

La mattinata è stata dedicata ad approfondire dati, pratiche territoriali e strumenti per la misurazione dell’impatto, con la moderazione di Irene Maddio-Rocco (Torino Social Impact).

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Simona De Giorgio (Coordinamento Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino e Torino Social Impact), Miura Fanello (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Marilina Labia (Responsabile Area Assistenza tecnica per la Pubblica Amministrazione Si.Camera). Un focus particolare è stato posto sul supporto alle Società Benefit dal punto di vista istituzionale e attraverso la Benefit Competition.

Quest’ultima rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama italiano, essendo la prima competizione nazionale specificamente dedicata alle Società Benefit del nostro Paese. Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’iniziativa nasce dalla volontà di dare visibilità e riconoscimento alle migliori esperienze imprenditoriali che hanno abbracciato il modello delle società benefit, dimostrando come sia possibile coniugare successo economico e impatto sociale positivo.

Successivamente, Claudia Sanesi (Segretario Generale della Camera di commercio di Brindisi- Taranto) è intervenuta nel panel “Il fenomeno delle società benefit: numeri e pratiche territoriali”, offrendo una panoramica dei dati e dell’evoluzione del modello Benefit, dalla prima normativa Benefit — che risale a 10 anni fa — a oggi. Ha raccontato come il modello si è evoluto e quali sono i dati dell’Osservatorio della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, a livello nazionale e locale.

Emiliano Giovine (Responsabile del team ESG & Legal Impact presso lo studio RPLT e Direttore Scientifico del pillar Legal Impact presso Cottino Social Impact Campus) ha poi approfondito e illustrato l’efficacia della misurazione di impatto per le SB, oltre che come obbligo di legge, con un intervento dal titolo “La misurazione d’impatto per le Società Benefit”.

Successivamente, il panel “Fit4benefit: un percorso di allenamento all’essere Società Benefit”, ha coinvolto le quattro Società Benefit che hanno co-progettato con Torino Social Impact la Comunità di pratica delle Società Benefit Fit4benefit e che vi hanno preso parte attivamente fin dal principio. Tra queste, Emanuela De Sabato (Futura Law Firm SB), Alice Umbrella (BDFL Torino STP SB), Micol Burighel (Amapola SB) e Nadia Lambiase (Mercato Circolare SB) hanno condiviso alcune riflessioni sulle caratteristiche che oggi contraddistinguono le Società Benefit del network torinese, sulle principali sfide per chi sceglie questo modello e su ciò che ancora manca per sostenerne la crescita. Hanno inoltre approfondito in che modo il lavoro in un ecosistema possa facilitare il percorso verso modelli di impresa più sostenibili e come, concretamente, ci si “alleni” a essere una Società Benefit.

L’ultimo panel ha infine presentato i lavori della Comunità di pratica del pomeriggio, con un focus sulla relazione tra Torino Social Impact, Unione Industriali e la cornice del Salone della CSR in cui l’incontro si è realizzato. Una collaborazione che ha voluto suggellare l’importanza del lavorare insieme.

Come ha raccontato Lorena Di Maria (Torino Social Impact): “Il significato di questa collaborazione parte da un intento condiviso: unire le forze per fare meglio insieme, mettere in comune reti e competenze, fare in modo che quanto emerge dalla Comunità di pratica — conoscenze, strumenti e soluzioni — non resti confinato agli incontri, ma diventi patrimonio condiviso, aprendo nuove traiettorie di apprendimento”.

Rossella Sobrero ha inoltre illustrato il tema del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, intitolato quest’anno “Andare oltre”, affermando che “la sostenibilità deve essere trasformativa, se non genera un cambiamento non è trasformativa. Essere sostenibili deve essere un piacere, deve essere desiderabile. La sostenibilità si fa sui territori, quindi bisogna far star bene le persone e le imprese, condividere con l’ecosistema”.

Sessione del pomeriggio

Nel pomeriggio si sono tenuti i lavori della Comunità di pratica Società Benefit, nel suo terzo appuntamento del 2026, dal titolo “Comunicare benefit tra identità, valore e impatto”, realizzato in collaborazione con il Salone della CSR e dell’innovazione sociale e l’Unione Industriali Torino.

L’obiettivo è stato interrogarsi su che cosa significhi comunicare bene oggi, approfondendo, attraverso una parte teorica e formativa, come valorizzare in modo credibile e consapevole l’impegno sociale e ambientale dell’impresa.

Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone della CSR, ha inizialmente curato un momento formativo dedicato alla comunicazione come leva per promuovere i valori dell’organizzazione. Nel suo intervento ha approfondito il concetto di brand activism, presentando alcuni esempi emblematici di comunicazione efficace della sostenibilità, tra cui Patagonia, Almo Nature, Banca Etica, NaturaSì. Ha poi affrontato il passaggio dal green marketing al greenwashing, richiamando casi storici e mettendo in luce le diverse sfumature del washing, oltre a fornire indicazioni su come comunicare la sostenibilità evitando questo rischio.

Come ha illustrato, la sostenibilità è sempre più un fattore di competitività e, in particolare per le Società Benefit, rappresenta un driver strategico, una scelta che per essere efficace deve essere comunicata in modo sincero, autentico, misurato. Ogni impresa, anche se non è Benefit, per essere accettata come attore sociale deve definire il proprio purpose, il perché più profondo, la ragione per cui un’organizzazione esiste. Un purpose chiaro fornisce le basi su cui costruire il come (la cultura organizzativa, l’esperienza e il know-how) e il cosa (prodotti o servizi offerti). Chiarire lo scopo sociale aiuta a definire il percorso verso il successo sostenibile e migliora gli asset intangibili dell’organizzazione.

Un focus è stato dedicato anche alla crescente attenzione verso la “S” di Esg, oggi sempre più centrale: oggi si chiede alle imprese non solo di ridurre l’impatto ambientale ma anche di investire nella dimensione sociale. Un impegno che riguarda la relazione con i dipendenti e, più in generale, il contributo per il miglioramento della vita delle persone. Crescono i patti di comunità tra imprese, istituzioni, ETS per realizzare iniziative che rafforzano la coesione sociale e l’inclusione.

Successivamente si è svolta l’attività laboratoriale, a cura di Micol Burighel (Responsabile comunicazione Amapola) e Anna Filippucci (Executive Account Area Reporting Amapola). Per l’occasione, abbiamo lavorato su come costruire una comunicazione chiara e credibile del proprio essere benefit, individuando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolare il proprio messaggio.

Ogni gruppo ha lavorato come un piccolo team di comunicazione, incaricato di accompagnare l’azienda assegnata nel racconto della propria identità di Società Benefit. L’obiettivo è stato definire dei messaggi chiave capaci di comunicare in modo chiaro, credibile ed efficace cosa significasse, per quell’azienda, essere Benefit, indicando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolarli. Non inventare slogan pubblicitari, ma costruire messaggi solidi, coerenti e concretamente utilizzabili.

Nel suo complesso, l’incontro ha testimoniato l’importanza di costruire un percorso sinergico tra livello nazionale e dimensione locale, capace di rafforzare e diffondere la cultura Benefit attraverso strumenti, visioni e pratiche condivise.

Società benefit, esercizi per allenarsi all’impatto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


A partire dall’incontro del 9 aprile sulle Società Benefit, ospitato presso la Fondazione Circolo dei lettori di Torino, Daria Capitani evidenzia un doppio movimento: da un lato la crescita e il consolidamento del modello, dall’altro la crescente necessità di rafforzare strumenti di misurazione e pratiche di comunicazione.

Due dimensioni sempre più centrali per rendere il modello più solido e il suo valore più leggibile e condiviso.

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VIVICITTÀ 2026

Dopo le quasi 1000 persone dell’edizione precedente, torna a Torino anche nel 2026, VIVICITTÀ.


Da 42 anni la “corsa più grande del mondo” continua ad essere la grande protagonista dello sport per tutti e tutte abbracciando in un’unica, originale formula, atletə professionistə e sportivə della domenica con la competitiva di 10km oltre alla passeggiata ludico motoria in tante città italiane ed estere, partenza per tuttə allo stesso orario, unica classifica in base ai tempi compensati.

Ogni anno ci sono i temi e i principi sui quali la UISP è fondata: la pace, i diritti umani, il rispetto ambientale, l’uguaglianza sociale, la solidarietà tra i popoli. Perché la libertà (di correre) non sia un privilegio di poche persone.

Dopo anni la parte competitiva dei 10km a Torino ha lasciato spazio alla camminata ludico motoria  di 4,7 Km.

Quest’anno il ritrovo sarà dalle 8:30 con partenza alle 9:30 dal controviale di Via Nizza 395 di fronte alla Scuola Re Umberto I per arrivare fino al Parco Colonnetti presso Casa nel Parco.

È richiesta la prenotazione presso la piattaforma Eventbrite

La maglietta esclusiva dell’edizione è gratuita per tuttə.

Workshop Creative Europe

Lunedì 30 marzo si è svolto il tredicesimo workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, una giornata di capacity building ospitata presso Relife Student Housing e dedicata all’approfondimento dei progetti di piccola scala nell’ambito della call di cooperazione del bando Creative Europe.


L’incontro si è aperto con l’intervento di Jacopo Bottacchi, che il flusso di accompagnamento dell’HUB Progetti Europei, delineando le opportunità offerte dal percorso.

Dentro la call: strumenti e criteri

A seguire, Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale ha guidato i partecipanti in un approfondimento tecnico sulla call Creative Europe, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili. L’intervento ha fornito indicazioni operative fondamentali per gli enti interessati a candidarsi, con particolare attenzione ai criteri di ammissibilità, alla costruzione del partenariato e al budget disponibile.

Un focus specifico è stato dedicato ai criteri di valutazione – rilevanza, qualità del progetto, project management e disseminazione – elementi chiave per comprendere come strutturare una proposta competitiva in un contesto altamente selettivo. Nel 2025, infatti, su 1.029 proposte presentate per i progetti di piccola scala, solo 88 sono state finanziate, con punteggi ben superiori alla soglia minima: un dato che evidenzia la necessità di costruire progettualità solide, chiare e distintive.

Progettare consapevolmente: DOs and DON’Ts

L’intervento di Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi ha offerto una prospettiva concreta sul processo di progettazione, attraverso una panoramica dei principali “DOs and DON’Ts” della call.

Tra le indicazioni emerse, l’importanza di partire da un problema chiaro, scegliere un unico obiettivo progettuale e costruire attività semplici e coerenti, soprattutto per gli enti alla prima esperienza. Per le organizzazioni più esperte, invece, risulta centrale lavorare sul posizionamento strategico, differenziare la proposta e puntare a un impatto misurabile e competitivo.

Sono stati inoltre evidenziati alcuni elementi che rendono un progetto solido: la coerenza tra obiettivi e attività, la chiarezza dei ruoli all’interno del partenariato, la definizione precisa dei target e la capacità di generare benefici concreti e allineati alle priorità europee, come sostenibilità, inclusione e transizione digitale.

Parallelamente, sono stati analizzati gli errori più frequenti, tra cui la costruzione di progetti troppo complessi, la mancanza di un chiaro valore aggiunto europeo, l’assenza di una strategia di disseminazione efficace e la difficoltà nel definire un impatto misurabile.

Progetti coerenti = progetti competitivi

Un elemento trasversale emerso nel corso della mattinata è il ruolo centrale della coerenza: tra obiettivi, attività, risultati e impatto. Un progetto competitivo è prima di tutto leggibile, lineare e ben strutturato, con una logica chiara che accompagna ogni fase della progettazione.

Prima della candidatura, è fondamentale verificare alcuni aspetti chiave: la chiarezza dell’obiettivo, la qualità della cooperazione tra partner, la misurabilità dell’impatto e la solidità della struttura progettuale.

In un contesto altamente competitivo, infatti, non è sufficiente essere ammissibili: è necessario distinguersi. E, come emerso durante il workshop, “se deve essere spiegato, è troppo complesso”.

Il laboratorio di accelerazione dell’idea

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata alla parte laboratoriale, in cui lə partecipantə hanno svolto un’attività di accelerazione dell’idea guidati da Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale e Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi. Attraverso una riflessione guidata e partendo dall’obiettivo trasversale prescelto – “Circolazione transnazionale di opere e artisti” o “Innovazione” – hanno delineato la loro idea progettuale partendo dall’individuazione dei problemi e dei bisogni, dei beneficiari, dei risultati ottenibili e delle attività. Supportati dallo staff dell’HUB Progetti Europei, lə partecipantə hanno raccolto le idee necessarie per costruire un abstract efficace, e per cominciare a tradurre le loro idee in una proposta progettuale di successo.

Alla giornata hanno preso parte numerose organizzazioni interessate ad approfondire le opportunità offerte dal programma Creative Europe. Le realtà che intendono proseguire nel percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze.


L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e supportato da Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

 

OGR Startup Booster Party

Un evento delle OGR Torino in collaborazione con Talent Garden, con selezione musicale a cura di Recall.


OGR Startup Booster torna per una nuova edizione: il programma di soft landing delle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, realizzato in collaborazione con Talent Garden per supportare l’ingresso di startup nazionali e internazionali nell’ecosistema torinese.

Per segnare l’inizio di questo percorso, una serata dedicata alla community dell’innovazione: founder, team, professionisti e partner si incontrano in un contesto informale pensato per attivare connessioni e favorire lo scambio.

La serata si sviluppa tra momenti di networking, musica e scoperta degli spazi. La selezione musicale è a cura di Recall, progetto che unisce musica e arti visive e che connette community internazionali, con in consolle HolyU. Durante l’evento sarà inoltre possibile partecipare a un campus tour guidato delle OGR Tech, per conoscere da vicino l’hub e le realtà che lo abitano.

È previsto uno Startup Special Treat: le startup che si registrano con il proprio team riceveranno una consumazione offerta.

VITAMINA W – La dose quotidiana per un’organizzazione in salute

Proprio come il nostro corpo ha bisogno ogni giorno di una combinazione di vitamine per funzionare al meglio, anche le organizzazioni hanno i loro deficit nascosti: di energia, di senso, di equilibrio. E quando mancano, i sintomi arrivano puntuali: burnout, disengagement, turnover, produttività ai minimi.


La buona notizia? Esiste un integratore strategico: si chiama Vitamina W.

Un complesso multivitaminico che comprende Wellbeing, Welfare eWork-life balance, tre principi attivi che, combinati correttamente, trasformano il benessere da benefit collaterale a leva competitiva. Come ogni schema di integrazione efficace, non basta assumerne uno solo: servono la giusta dose, il giusto mix e la costanza nel tempo.

Sei voci, un solo obiettivo: diagnosticare i deficit nascosti delle organizzazioni e costruire insieme il protocollo terapeutico per trasformare il benessere da iniziativa accessoria a leva strategica per engagement, retention e crescita.

Intervengono:

  • Mario Burrascano – CEO e co-founder di Uomo e Ambiente, porta un contributo sui temi ESG e sull’integrazione del work-life balance nelle politiche aziendali.
  • Chiara De Francesco – ESG & HR Senior Specialist in Uomo e Ambiente, con un focus su psicologia del lavoro, benessere organizzativo e supporto alla definizione di politiche interne efficaci.
  • Giovanni Scansani – Co-founder di Bonoos, approfondisce il tema del welfare integrato e delle opportunità offerte dalla combinazione tra strumenti aziendali e bonus pubblici.
  • Martina Tombari – Founder e CEO di Walà, porta l’esperienza di modelli di welfare territoriale scalabili e orientati alla creazione di valore per persone, imprese e comunità.
  • Filippo Poletti – Giornalista, autore e LinkedIn Top Voice, offre uno sguardo sui trend del lavoro, sulla leadership e sull’evoluzione delle aspettative delle persone nelle organizzazioni.
  • Vittorio Gianotti – CEO e Co-founder Tereso, interviene sul ruolo dell’educazione finanziaria come leva di benessere personale, consapevolezza e serenità economica.

A moderare l’incontro sarà: Beatrice Bettini, ESG Senior Specialist di Uomo e Ambiente.

Unisciti a noi: confronteremo esperienze, visioni e approcci complementari per capire come integrare il benessere nel DNA strategico della tua organizzazione.

Iscriviti ora e partecipa al nostro webinar gratuito

12 aprile — Mercato della Biodiversità Googreen

Mercato della Biodiversità Googreen, Domenica 12 aprile 2026, ore 10.00 – 18.00, Giardini Sambuy – Piazza Carlo Felice, Torino


Primavera ai Giardini Sambuy: torna il Mercato Googreen tra biodiversità, libri, teatro e laboratori

La primavera torna a colorare i Giardini Sambuy e, con essa, torna anche il Mercato della Biodiversità Googreen, in programma domenica 12 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 18.

Tra profumi, fioriture e nuove stagionalità, il mercato mensile promosso da Giardino forbito rinnova il suo invito a vivere lo spazio pubblico come luogo di incontro, scoperta e comunità. Anche per questa edizione, i Giardini Sambuy ospiteranno produttori selezionati, eccellenze del territorio, artigiani, momenti culturali e attività per adulti e bambini, nel segno della sostenibilità, della biodiversità e della partecipazione.

Il Mercato Googreen rappresenta da anni un presidio vivo nel centro cittadino: un’esperienza che unisce qualità, cultura e relazioni, valorizzando le produzioni agricole e artigianali legate ai temi della stagionalità, della cura del territorio e del consumo consapevole.

Il programma della giornata

Ore 11.00 – nei Giardini, “Domenica in cerchio” con Maria Baffert gruppo integrato dell’Associazione Baldanza

Un appuntamento dedicato alla danza popolare, organizzato da Maria Baffert, per condividere musica, movimento e tradizione in uno spazio aperto e partecipato.

Ore 11.30 – nel Gazebo, Presentazione libri con Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino

La mattinata prosegue con la presentazione di tre opere che, con linguaggi diversi ma profondamente autentici, raccontano temi universali come la rinascita, la montagna, l’affetto e la memoria.

  • “Cherì, il dono che ha riacceso la vita” narra la storia di Lodovico Marchisio e del legame con la cagnolina Cherì, simbolo di una nuova luce dopo il dolore e testimonianza del potere trasformativo dell’amore.
  • “Monti, specchio di luce”, nato dall’amicizia tra Giorgio Bonino e Lodovico Marchisio, è un’opera corale dedicata alla montagna come luogo di poesia, bellezza e rinascita interiore.
  • In “Il cielo sopra gli sguardi”, Giorgio Bonino traccia invece un percorso poetico tra quotidiano e infinito: versi brevi e luminosi attraversati da paesaggi naturali – acqua, vento, colline e notti illuminate – che diventano spazio di memoria, lutto e gratitudine.

L’incontro vedrà la presenza degli autori Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino, accompagnati da Roberta Maffiodo, coautrice, fotografa e cantante autodidatta, che concluderà l’intervento con un momento musicale.

Lodovico Marchisio, scrittore, giornalista e Alpinista emerito del Club Alpino Italiano di Torino, ha pubblicato oltre 30 libri. A 79 anni continua la sua attività alpinistica nonostante la malattia di Parkinson, portando la propria testimonianza in incontri e conferenze. È membro del Club 4000 e socio accademico del GISM.

Giorgio Bonino, operatore museale e autore di otto volumi, compone poesie che spaziano tra guerra, amore e attualità, partecipando attivamente a letture pubbliche ed eventi culturali.

Roberta Maffiodo, fotografa e cantante autodidatta, è coautrice delle opere presentate e collabora con Lodovico Marchisio anche in ambito giornalistico.

Ore 15.00 – nei Giardini, Laboratorio Beesù con Monica Fissore

Laboratorio con cera d’api legato alla primavera, a cura di Monica Fissore, per avvicinare il pubblico al mondo delle api, della natura e della creatività manuale attraverso un’attività esperienziale e stagionale.

Dalle ore 15.30 – nei Giardini, Rassegna Sussurri: arte di strada “a tu per tu”

  • Poesiaagettone: Arianna Abis, naturalista e cantastorie, ecologista e aspirante pagliaccia
  • Pasquale Domitelli presenta Pascal clown: Un clown e una valigia in un giardino, forse aspettano un treno? Forse una persona? Un momento di attesa che si trasforma in un gioco condiviso con il pubblico.
  • Silvia Borello: Attrice, danzatrice e clown, “Partire è un po’ fiorire: piccole storie per piccoli incontri”

Ore 16.00 nel Gazebo, narrazione comica con Poesiaagettone

Poesiaagettone presenta una narrazione coinvolgente con kamishibai intorno alla famosa leggenda siciliana La leggenda di Colapesce – una antichissima leggenda popolare siciliana, raccolta e trascritta da Italo Calvino nel 1956 per Fiabe Italiane.

Un mercato che fa vivere la città

Nel contesto dei Giardini Sambuy, il Mercato Googreen continua a essere molto più di un mercato: è un luogo di rigenerazione urbana, presidio culturale e spazio di socialità, capace di mettere in relazione cittadini, visitatori, produttori e realtà associative.

La giornata del 12 aprile sarà dunque un’occasione per accogliere la primavera nel cuore di Torino, tra qualità, racconti, arti performative e buone pratiche.

Aperte le candidature per la V edizione di IP Labs

In un mercato che evolve rapidamente, l’impatto sociale e ambientale non è più solo una questione di compliance o reputazione, ma una vera e propria leva di innovazione strategica.


Dopo il successo delle edizioni precedenti, torna Impact Prototypes Labs: un programma, realizzato dal Cottino Social Impact Campus, in cui imprese profit, organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese e giovani talenti co-progettano soluzioni reali, sviluppando competenze, linguaggi e strumenti per governare il cambiamento.

A chi si rivolge?

Alle imprese profit e alle organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato, lavorando insieme al Cottino Social Impact Campus e a studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

Perché partecipare alla V edizione?

IP Labs è un percorso che prevede 20h di formazione esclusiva per le organizzazioni e di sviluppo progettuale in team multidisciplinari, composti da tutor, esperti e 2-4 studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino.

Candidarsi significa accedere a benefici concreti per l’evoluzione della propria organizzazione:

  • Rafforzare la propria identità e posizionamento sul mercato e nella filiera, grazie all’impatto.
  • Ricevere supporto specifico in pianificazione e misurazione dell’impatto da esperti in impact innovation e business strategy.
  • Confrontarsi con menti giovani e nuove competenze per innovare prodotti, servizi o processi.
  • Sviluppare un’innovazione che permette di generare impatto senza rinunciare alla profittabilità economica.

Un impatto misurato e reale

La valutazione di impatto di IP Labs conferma il valore trasformativo, culturale e strategico del programma per le organizzazioni:

  • il 100% ha aumentato le competenze sull’impatto sociale
  • Il 92% ha adottato l’impatto come elemento trasformativo del proprio business
  • l’84% ha introdotto cambiamenti concreti nei processi interni legati alla sostenibilità e all’impatto 
  • Il 60% ha implementato i progetti sviluppati nelle quattro edizioni.

La call è aperta a tutte le imprese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato.

Le candidature terminano il 15 maggio.

Scopri il programma e candidati

 

Fondazione Faro, per aggiungere vita ai giorni

Riparte il nostro viaggio nell’impatto sociale: torna la rubrica realizzata con Futura News – la testata del Master in Giornalismo di Torino, che racconta l’ecosistema di Torino Social Impact attraverso lo sguardo di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza di Fondazione FARO: una realtà che da oltre 40 anni si occupa di cure palliative, accompagnando pazienti e famiglie con un approccio che mette al centro la qualità della vita, la dignità della persona e il supporto alla comunità.

Un modello che integra assistenza sanitaria, cura domiciliare e sostegno ai caregiver, contribuendo a generare valore sociale anche per il sistema pubblico.

Leggi l’articolo di Anna Mulassano su Futura News

Il vero impatto dell’economia sociale è liberare l’immaginazione

Riprende la collaborazione con Vita.it, che segna l’inizio di un nuovo percorso di approfondimento dedicato alle storie di impatto.


Il primo contributo apre un ciclo di contenuti orientati a esplorare prospettive capaci di ridefinire il ruolo dell’economia sociale e dell’innovazione nel contesto contemporaneo.

Al centro, l’idea di un vero e proprio “esercizio di immaginazione collettiva, per pensare il mondo a testa in giù”, come sottolineato da Mario Calderini nel corso dell’intervista. Una chiave di lettura che invita a ribaltare paradigmi consolidati, mettendo al centro nuove forme di valore e modelli di sviluppo più inclusivi.

Leggi l’articolo di Daria Capitani su VITA

La strada verso il futuro. Startup e tecnologie per la mobilità sostenibile

Che cos’è la mobilità sostenibile? Nei termini utilizzati dall’Unione Europea, è l’insieme delle modalità di spostamento, individuale e pubblico, e di gestione delle relative infrastrutture orientato all’obiettivo di garantire che i sistemi di trasporto corrispondano al meglio ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzando al contempo le loro ripercussioni negative.


La necessità di trovare nuove soluzioni per una mobilità più sostenibile da ogni punto di vista è oggi avvertita tanto dai cittadini quanto dalle istituzioni. Per arrivare al raggiungimento degli obiettivi strategici in merito, definiti a livello nazionale e comunitario sull’orizzonte temporale dei prossimi anni, gli interventi di amministrazione pubblica devono essere affiancati dal sostegno del mondo industriale, dall’avanzamento della ricerca scientifica proveniente anche dall’ambito accademico, da iniziative lungimiranti di corporate governance e dall’inventiva tecnologica delle startup innovative, sempre più protagoniste del processo di disruption in molti campi di interesse collettivo.

Nell’ambito della Biennale Tecnologia 2026 promossa dal Politecnico di Torino, per riunire le diverse tipologie di attori coinvolti nella definizione del futuro della mobilità e offrire una panoramica sui recenti casi di successo nella collaborazione tra giovani imprese e grandi stakeholder del settore dei trasporti, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e Iveco Group hanno organizzato per venerdì 17 aprile un evento aperto di esplorazione della tematica e presentazione di case history in cui l’innovazione tecnologica ha risposto positivamente non solo alla domanda di mercato, ma anche all’esigenza di individuare una prospettiva percorribile per l’evoluzione digitale del settore.

Durante l’incontro verrà inoltre approfondita l’iniziativa Beyond Lab, la nuova piattaforma di open innovation lanciata da Iveco Group e I3P con l’obiettivo di mettere in contatto startup, PMI e partner di mercato per sperimentare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’industria dei trasporti.

L’appuntamento in I3P darà occasione di approfondire i progetti tecnologici di quattro giovani imprese innovative cresciute nell’incubatore e oggi attive nel settore mobility:

  • ALBA Robot offre una mobilità autonoma senza soluzione di continuità, alimentando il futuro digitale degli spazi interni e pedonali, a livello internazionale;
  • Point Zero si pone la missione di rivoluzionare il settore automobilistico e ridurre in modo significativo l’impronta di carbonio complessiva delle automobili;
  • Reefilla crea soluzioni di energy storage e power generation mobili basate su batterie second life, con cui portare energia ovunque per un futuro a zero emissioni;
  • Volta Structural Energy trasforma le strutture in fonti di energia, superando la necessità delle batterie dedicate nei veicoli su strada, in mare, in cielo e nello spazio.

Come partecipare

L’evento si terrà venerdì 17 aprile 2026, dalle ore 16:30 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 16:30 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 16:45 | Saluti introduttivi

  • Andrea Gerini, Head of Open Innovation di Iveco Group
  • Giuseppe Scellato, Presidente di I3P

Ore 17:00 | Proof of Concept. Trasformare i progetti innovativi in realtà

  • Giorgio Strata, Open Innovation Manager di Iveco Group

Ore 17:15 | Open Innovation e mobilità sostenibile: tavola rotonda con quattro startup

  • Lorenzo Sabaini, Product Manager di ALBA Robot
  • Giovanni Imberti, Co-Founder & CEO di Point Zero
  • Marco Bevilacqua, Co-Founder & CEO di Reefilla
  • Tommaso Randolfi, Co-Founder & CEO di Volta Structural Energy

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Mostra Torino 4×4. Fotografie di una nuova era

4 fotografi e 4 realtà impegnate nel sociale in un racconto visivo che unisce fotografia, comunicazione e futuro.


Un progetto fotografico che unisce arte, comunicazione e impegno sociale per raccontare la città attraverso le sue realtà “4×4″: sistemi capaci di distribuire la forza a tutti gli elementi, anche su “terreni difficili”.

Torino 4×4 – immagini di una nuova era, è un progetto di Fondazione Boscolo e CAMERA Torino, ideato da Piazzasanmarco.com, curato da Marco Rubiola a Francois Hebel.

La mostra è ospitata dal 2 aprile al 2 giugno, nella corte di Palazzo Carignano.

 

MOVE: 30 borse per un tirocinio di 16 settimane in Europa

Una valigia, un contratto di tirocinio e quattro mesi per metterti alla prova in un altro Paese europeo.


Con MOVE – Mobility Opportunities and Visions for Europe questa possibilità diventa concreta.

Il progetto, promosso da Enaip Piemonte e finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Programma FSE+ 2021-2027, mette a disposizione 30 borse di mobilità per un tirocinio formativo di 16 settimane, in programma tra agosto e dicembre 2026.

Non si tratta solo di un periodo all’estero, ma di un’esperienza professionale strutturata, seguita e certificata, pensata per rafforzare competenze tecniche, linguistiche e trasversali direttamente sul campo.

Candidati qui

Dove si può andare

Le destinazioni previste sono:

  • Francia (6 borse)
  • Irlanda (6 borse)
  • Malta (6 borse)
  • Spagna (6 borse)
  • Svezia (6 borse)

I tirocini saranno attivati in diversi ambiti – tra cui marketing e comunicazione, turistico-alberghiero, servizi alla persona, informatica gestionale, commerciale e terzo settore – in coerenza con il percorso formativo o le esperienze già maturate.

È richiesto un livello linguistico minimo B1 nella lingua del Paese scelto. Nel caso della Svezia è richiesta la conoscenza della lingua inglese, livello B1.

A chi è rivolto

MOVE è destinato a:

  • giovani e adulti tra i 18 e i 35 anni
  • disoccupati o inoccupati
  • residenti o domiciliati in Piemonte
  • disponibili al lavoro

Le borse disponibili sono 30: un numero limitato che rende la selezione particolarmente significativa.

Cosa comprende la borsa di mobilità

La mobilità include:

  • viaggio A/R
  • alloggio
  • vitto in mezza pensione
  • tutoraggio in Italia e nel Paese ospitante
  • monitoraggio costante del percorso
  • certificazione finale dell’esperienza (Europass Mobility)

È previsto un deposito cauzionale di 500 euro, che sarà restituito in toto al termine dell’esperienza.

Perché partire

Un tirocinio all’estero significa lavorare in un team internazionale, utilizzare ogni giorno la lingua in un contesto reale, confrontarsi con metodi organizzativi diversi e ampliare la propria rete di contatti professionali.

È un investimento su di sé: rafforza il curriculum con un’esperienza internazionale certificata, sviluppa autonomia e capacità di adattamento e aumenta le opportunità occupazionali future. Vivere e lavorare per quattro mesi in un altro Paese europeo permette di rientrare con competenze più solide e una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.

Quando candidarsi

  • Apertura bando: 4 marzo 2026
  • Chiusura bando: 19 aprile 2026 – ore 24.00
  • Periodo di mobilità: agosto – dicembre 2026

Candidati qui

Per informazioni:
Ufficio Servizio Internazionale – Corso Vigevano 46, Torino
servizio.internazionale@enaip.piemonte.it
011. 217.98.51

Bench-Mark | Ep. 105 – Holding Moda

La contaminazione è una leva per portare l’economia d’impatto nei settori più tradizionali.

È quello che accade tra Torino e Milano, dove Holding Moda accompagna le imprese della moda verso nuove traiettorie di sviluppo.

Ne parliamo con Elena Ricciuti, Sustainability Specialist di HIND e HModa, che racconta come l’incontro tra memoria e innovazione possa rafforzare le filiere, sostenere la crescita locale e aprire nuove prospettive di internazionalizzazione.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale

Giovedì 9 aprile 2026, presso il Circolo dei lettori di Torino, si terrà l’evento “Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale”, un momento di approfondimento dedicato alle imprese e ai professionisti interessati al modello delle Società Benefit.


L’iniziativa si inserisce nel programma nazionale di informazione e formazione promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Unioncamere e Si.Camera, e si realizza in collaborazione con il Salone della CSR e dell’innovazione sociale.

L’obiettivo è accompagnare le organizzazioni nei percorsi di costituzione o trasformazione in Società Benefit, offrendo strumenti, dati e testimonianze utili a comprendere le opportunità legate a questo modello.

Durante la mattinata verranno presentati:

  • dati e pratiche territoriali sul fenomeno delle Società Benefit

  • strumenti per la misurazione dell’impatto

  • esperienze concrete attraverso il percorso Fit4benefit

La giornata proseguirà nel pomeriggio con una comunità di pratica dedicata alla comunicazione del valore benefit, tra identità aziendale e impatto sociale.

Registrati qui

Dove e quando

Circolo dei lettori, Torino
Giovedì 9 aprile 2026
10.00 – 13.00 | evento pubblico
14.00 – 17.00 | comunità di pratica

Programma

Ore 10.00 – Saluti istituzionali e introduzione ai lavori

  • Simona De Giorgio, Coordinamento Comitato per l’imprenditorialità sociale ​Camera di commercio di Torino e Torino Social Impact
  • Misura Fanello, Ministero delle Imprese e del Made in Italy
  • Marilina Labia, Responsabile Area Assistenza tecnica per la Pubblica Amministrazione Si.Camera

Ore 10.30 – Il fenomeno delle società benefit: numeri e pratiche territoriali

  • Claudia Sanesi, Segretario Generale Camera di commercio Brindisi-Taranto

Ore 11.00 – La misurazione d’impatto per le Società Benefit

  • Emiliano Giovine, Responsabile del team ESG & Legal Impact presso lo studio RPLT e Direttore Scientifico del pillar Legal Impact presso Cottino Social Impact Campus

Ore 11.40 – Fit4benefit: un percorso di allenamento all’essere Società Benefit

  • Emanuela De Sabato, Futura Law Firm SB
  • Federica Fugiglando, BDFL Torino STP SB
  • Micol Burighel, Amapola SB
  • Nadia Lambiase, Mercato Circolare SB

Ore 12.40 – Dalla teoria alla pratica: il Salone della CSR incontra la Comunità di pratica Società Benefit

  • Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR
  • Lorena Di Maria, Torino Social Impact
  • Gianluigi Monti, Unione Industriali Torino
Ore 13.00 – Chiusura

Ore 14.00-17-00 – Il Salone della CSR incontra la Comunità di pratica Società Benefit: comunicare benefit tra identità, valore e impatto

  • Con Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e Amapola SB

A-PEER-ITIVO: L’aperitivo che connette e fa crescere! – 25 marzo 2026 – @CLHUB – TORINO

Mercoledì 25 marzo 2026 torna a Torino A-PEER-ITIVO, il format ideato da MyOrango che trasforma un momento informale come l’aperitivo in un’occasione di confronto, apprendimento e scambio tra professionisti.


L’iniziativa si svolgerà presso Coworking Cafè – CLHUB (Via Silvio Pellico 12, Torino) e sarà dedicata a chi desidera confrontarsi con altri professionisti, condividere esperienze e acquisire nuove prospettive sul proprio lavoro.

A-PEER-ITIVO si basa su un approccio di peer-to-peer learning: i partecipanti si siedono ai Peer-to-Peer Table, tavoli tematici facilitati da professionisti della community MyOrango, dove il confronto diretto tra pari diventa occasione di apprendimento e contaminazione di idee.

I tavoli tematici della serata

Durante l’incontro saranno attivi due Peer-to-Peer Table dedicati a temi centrali per lo sviluppo professionale e organizzativo.

“Io faccio… (ma cosa fai davvero?)”
Con Agnese Gervasi, Co-Founder di EXEEN, Strategy & Business Designer, Innovation Manager e Startup Mentor.

Il tavolo sarà dedicato alla progettazione della propria attività professionale. Partendo da un esercizio sul Business Model You, i partecipanti esploreranno come far emergere il proprio capitale professionale e trasformarlo negli elementi chiave di un modello di business personale.

“Qualità e consapevolezza: comprendere ciò che conta”
Con Luca Pecorella, Founder di WULP, coach, consulente ed engineer.

Il confronto partirà dal concetto di qualità, analizzando come non dipenda solo dalla buona esecuzione delle attività ma anche dalla capacità di comprendere aspettative, bisogni e criteri di soddisfazione degli stakeholder. Attraverso esempi concreti e momenti di dialogo, i partecipanti esploreranno il ruolo della comunicazione nel chiarire e condividere tali aspettative.

Il programma

18.00 – Accoglienza
18.15 – 18.30 – Introduzione alla serata
18.30 – 19.30 – Peer-to-Peer Table e restituzione finale
19.30 – Aperitivo e networking informale

Un format per favorire scambio e connessioni

A-PEER-ITIVO nasce con l’obiettivo di creare spazi di confronto tra pari, dove professionisti e imprenditori possano condividere esperienze, strumenti e prospettive in modo informale ma strutturato.

Attraverso il dialogo e il networking, l’iniziativa favorisce la creazione di connessioni professionali e nuove opportunità di collaborazione all’interno dell’ecosistema locale.

Cos’è MyOrango

MyOrango è una community di professionisti e imprese che promuove incontri, scambio di idee e nuove opportunità attraverso eventi e momenti di confronto.

Accanto alle attività di community, MyOrango sviluppa anche attività di consulenza strategica e organizzativa, affiancando PMI e organizzazioni del Terzo Settore su temi come strategia, organizzazione e lettura dei numeri.

L’obiettivo è aumentare la capacità di agire di aziende e professionisti, trasformando visione e complessità in scelte concrete.

Per partecipare è possibile registrarsi online: i posti sono limitati.

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Violenza di genere: un nuovo paper racconta il ruolo delle imprese nel suo contrasto

In Italia sono 6,4 milioni le donne ad aver subìto violenza fisica o sessuale. Nell’Ue il costo stimato della violenza è 366 miliardi l’anno. E nei luoghi di lavoro le molestie restano diffuse e sottostimate. Ecco perché le organizzazioni possono fare la differenza.


La violenza di genere continua a essere un fenomeno strutturale e trasversale. In Italia la quota di donne ad aver sperimentato nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale resta attorno al 30%: 6,4 milioni di persone. La stessa percentuale, circa un terzo, si riflette in ambito europeo, secondo le ultime stime dell’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali (FRA). Più della metà delle violenze fisiche sulle donne è commessa da partner attuali o ex, e i dati segnalano una crescita del fenomeno tra le generazioni più giovani. C’è poi un dato che rivela le dinamiche di possesso e gli squilibri di potere alla base del fenomeno: oltre il 60% degli omicidi femminili nel mondo avviene in ambito domestico, mentre per gli uomini la quota scende intorno al 12%.

L’impatto è anche economico. Nell’Unione europea il costo complessivo della violenza di genere è stimato in circa 366 miliardi di euro l’anno: perdita di produttività, spese sanitarie e sociali, costi giudiziari e sostegni alle vittime.

Il tema riguarda direttamente anche le organizzazioni. In Europa il 31% delle lavoratrici dichiara di aver subìto molestie sessuali sul lavoro nel corso della vita; nella fascia 18-29 anni la quota sale al 42%. Eppure, qui si rivela una contraddizione nella percezione del fenomeno: il 75% delle lavoratrici ritiene che le molestie siano rare o poco comuni. In Italia, la survey L.E.I. di Fondazione Libellula indica che quasi 7 lavoratrici su 10 hanno ricevuto commenti sessisti e osservazioni estetiche; oltre il 35% contatti fisici indesiderati; oltre il 35% avances esplicite non volute; tra dirigenti e imprenditrici, più della metà dichiara molestie fisiche.

Un nuovo paper che raccoglie dati e buone pratiche delle organizzazioni

È partendo da questa cornice che nasce il paper curato da Amapola con Fondazione Libellula e Università di Torino, presentato a Torino giovedì 5 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne: una raccolta di dati italiani, europei e globali e un affondo sugli strumenti che imprese e organizzazioni possono attivare per prevenire e contrastare la violenza, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Il documento include 23 casi studio e mette in evidenza leve ricorrenti: formazione, lavoro su linguaggio e bias, policy strutturate (anche in connessione con la certificazione per la parità di genere), canali di ascolto e segnalazione, misure di supporto a chi vive violenza, reti con territorio e centri antiviolenza.

«Imprese e organizzazioni toccano la vita di moltissime persone: possono attivare un cambiamento reale», ha spiegato Micol Burighel, responsabile comunicazione e parità di genere di Amapola. «Alcune hanno già iniziato ad agire con progetti di varia natura, che prevengono e contrastano la violenza in tutte le sue forme, dalle più diffuse ed embrionali (linguaggio sessista, stereotipi, bias) alle più gravi, come molestie e violenze psicologiche, sessuali e fisiche».

Durante la mattinata, Monica Cerutti, segretaria generale di UN Women Italy, ha proposto una chiave di lettura che ha attraversato il confronto: «Quando parliamo di violenza di genere, parliamo spesso di emergenza, dobbiamo invece iniziare a parlare di architettura del potere. Perché la violenza non è solo un comportamento individuale: è il risultato di un’architettura sociale ed economica squilibrata. E ciò che è progettato, può essere riprogettato». Nel dibattito è emersa anche la necessità di coinvolgere gli uomini senza semplificazioni, anche grazie al contributo dell’associazione Il Cerchio degli uomini: ripensare modelli del maschile, superare la cultura del controllo e del dominio, legittimare vulnerabilità ed empatia, promuovere corresponsabilità nella cura.

La mattinata ha alternato presentazione del paper, interventi delle istituzioni patrocinanti l’evento (Città metropolitana, Camera di commercio, Unione Industriali, Torino Social Impact), tavola rotonda con imprese e associazioni (tra cui CSI Piemonte, Edison, Roquette Italia, Lidl Italia, il Centro antiviolenza Me.dea e altre realtà) e un momento di lavoro partecipato con il pubblico, che confluirà in un nuovo paper.

Per Giovanni Rubino, Direttore Personale, Organizzazione e Digital Campus del CSI Piemonte «La cultura organizzativa del Consorzio, che da sempre è stata caratterizzata dalla inclusività e dal rispetto della parità di genere, è stata ulteriormente rafforzata con l’elaborazione  del  Gender Equality Plan con cui abbiamo coordinato tutte le azioni relative all’equilibrio tra vita privata e lavorativa, l’uguaglianza di genere nei processi di reclutamento e carriera, la presenza femminile nella formazione, la presenza femminile  nei ruoli decisionali e il contrasto alle violenze di genere. Con il nostro CSI Digital Campus abbiamo inoltre sviluppato un dettagliato piano formativo: dal programma WOM X, che ha sensibilizzato tutto il personale su bias cognitivi, linguaggio inclusivo e micro-aggressioni, alle esperienze immersive dell’Empathy Lab che hanno permesso di comprendere in prima persona le discriminazioni vissute dalle persone più vulnerabili. Questo approccio integrato che combina policy strutturate, formazione diffusa e strumenti di monitoraggio ha quindi contribuito ad incrementare la consapevolezza del nostro personale sul valore dell’inclusione e del rispetto. Il nostro impegno proseguirà nei prossimi anni attraverso un nuovo piano strategico triennale legato alla certificazione UNI PdR 125/2022, la progettazione di ulteriori percorsi formativi e iniziative di avvicinamento alle discipline STEM rivolte a studenti e studentesse. Tutte queste azioni si inseriscono nella stessa direzione: continuare a lavorare con responsabilità affinché la parità di genere sia un impegno reale e quotidiano, capace di generare valore per le persone e per l’organizzazione».

Filomena Lamanna, DE&I Project Leader di Edison ha raccontato il lavoro fatto in azienda a partire dal linguaggio: «In Edison ci siamo messi in discussione per incidere sulla cultura organizzativa in modo autentico e partecipato, sviluppando consapevolezze e riflessioni sulle parole che scegliamo, sui comportamenti che normalizziamo e sugli impatti che questi hanno su colleghi e colleghe. È un percorso di responsabilità sociale che aiuta a riconoscere le microaggressioni per prevenire la violenza di genere. Siamo convinti che intervenire sul linguaggio sia necessario per trasformare la pratica quotidiana sia in azienda che nelle comunità che abitiamo».

Leggi il report

Partner e sostenitori dell’iniziativa 

Evento ospitato dal CSI Piemonte al CSI Next. Iniziativa promossa da Amapola Società Benefit e realizzata in attuazione della Misura 6.1 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana di Torino e del suo territorio. Patrocini: Città Metropolitana di Torino, Torino Social Impact, Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino, Comitato per l’imprenditoria femminile Torino. Partner scientifici: Fondazione Libellula, Università di Torino, UniToGO, CIRSDe. Sostengono il progetto: CSI Piemonte, Edison, Lidl Italia, Roquette Italia. Partner tecnico: Dotwords.

Iveco Group e I3P presentano la nuova piattaforma Beyond Lab

Iveco Group, leader mondiale del settore automotive nei segmenti dei veicoli commerciali e speciali, del powertrain e dei servizi finanziari correlati, ha annunciato il lancio della sua nuova piattaforma di Open InnovationBeyond Lab, volta a mettere in contatto startup, innovatori e partner di mercato per sperimentare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’industria dei trasporti.


La piattaforma è stata progettata e sviluppata in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino. Fondato nel 1999, l’incubatore pubblico I3P sostiene creazione e sviluppo di startup innovative ad alta intensità tecnologica e potenziale di crescita, anche attraverso progetti di Open Innovation e iniziative in partnership con leader internazionali come Iveco Group. La piattaforma nasce con una prospettiva globale e si rivolge alle startup tecnologiche attive nei diversi ecosistemi dell’innovazione a livello mondiale.

Beyond Lab rappresenta un nuovo concetto di laboratorio digitale, concepito per promuovere la collaborazione tra Iveco Group e giovani imprese innovative con progetti disruptive. Presentare un progetto su Beyond Lab e collaborare con il Gruppo offre l‘opportunità unica di fare la differenza nel settore dei trasporti, insieme a un leader globale attivo in oltre 160 paesi. Ogni startup interessata può presentare la propria soluzione innovativa: le candidature selezionate saranno guidate attraverso un percorso di co-creazione per esplorare come il team di Beyond Lab possa integrare la tecnologia proposta nei prodotti o servizi di Iveco Group. Sulla piattaforma verranno lanciate periodicamente delle nuove sfide tematiche, centrate sulle esigenze reali dei singoli brand del Gruppo o sugli obiettivi di innovazione dell’intera azienda.

La prima call for startup della piattaforma Beyond Lab è già online: la sfida tematica Innovative materials & design approaches for sustainable mobility è alla ricerca di startup che offrano soluzioni avanzate in materia di innovazione dei materiali, degli strumenti di progettazione (compresi software e strumenti basati sull’intelligenza artificiale), delle tecnologie di produzione e dei modelli di business applicabili ai marchi industriali di Iveco Group. Le candidature possono essere presentate fino al 20 aprile 2026 sul sito web di Beyond Lab.

Negli ultimi anni, Iveco Group ha adottato un approccio sempre più integrato all’innovazione con l’obiettivo di svolgere un ruolo attivo nell’arena globale dell’Open Innovation, espandendo la propria rete oltre le università per includere realtà nuove e innovative come le startup high-tech. Questo tipo di partnership ha un duplice scopo: accelerare l’evoluzione tecnologica e migliorare la sostenibilità dei prodotti del Gruppo, al fine di rimanere sempre un passo avanti in un settore in cui la tecnologia avanza rapidamente e la concorrenza è agguerrita, nonché sostenere lo sviluppo di ecosistemi di startup nelle comunità locali in cui il Gruppo opera, generando benefici per tutti.

Marco Liccardo, Chief Technology & Digital Officer di Iveco Group, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di sostenere lo sviluppo degli ecosistemi delle startup, promuovendo le idee rivoluzionarie che ridefiniranno il futuro della mobilità sostenibile. La collaborazione con I3P su Beyond Lab accelererà il nostro approccio all’Open Innovation, creando una piattaforma strutturata per tecnologie innovative e innovazioni di livello industriale”.

Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, ha commentato: “Siamo onorati di lanciare un progetto di Open Innovation così ambizioso e di lungo termine con Iveco Group. La nuova piattaforma Beyond Lab diventerà un punto di riferimento per chi ha idee di valore e per coloro che sono in grado di trasformarle in realtà. I3P è pronta a catalizzare questo processo grazie a più di 25 anni di esperienza nel supportare sia le startup nella loro crescita, sia le grandi aziende nella loro evoluzione verso il futuro”.

Nasce un Seal of Excellence per valorizzare i progetti accompagnati dall’HUB

Il Seal of Excellence è una nuova iniziativa promossa da Torino Social Impact nell’ambito dell’HUB Progetti per l’Economia Sociale, in collaborazione con Weco Impresa Sociale e con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo.


L’iniziativa nasce per valorizzare i progetti accompagnati dall’HUB che, pur avendo ottenuto una valutazione positiva da parte della Commissione europea, non sono stati finanziati per esaurimento delle risorse disponibili. Si tratta di proposte con un’elevata qualità progettuale e una forte rilevanza strategica per l’ecosistema dell’economia sociale, che meritano di essere sostenute e sviluppate ulteriormente.

Il Seal of Excellence si ispira al modello di riconoscimento attribuito dalla Commissione europea e mira a rafforzare la coerenza strategica tra le proposte sostenute e:

  • le politiche e i piani locali;
  • le priorità dell’economia sociale, in termini di innovazione, inclusione e impatto;
  • la sostenibilità economica, sociale e ambientale degli interventi proposti.

Un riconoscimento di qualità per progetti ad alto impatto

All’interno dell’HUB, il Seal of Excellence si configura come la sperimentazione di un’attività di valorizzazione e sostegno rivolta ai progetti ad alto impatto sociale sviluppati dagli enti dell’ecosistema. È un riconoscimento di qualità attribuito alle iniziative che hanno beneficiato dell’accompagnamento dell’HUB, partecipando a programmi europei e ricevendo una valutazione positiva, pur senza risultare finanziate.

Attraverso questo strumento, Torino Social Impact intende rafforzare il collegamento tra progettazione europea e opportunità di finanziamento territoriale, riconoscendo il valore delle competenze sviluppate e riducendo la dispersione di risorse, know-how e investimenti che spesso deriva dalla mancata assegnazione dei fondi europei.

Contributo e criteri di ammissibilità

La sperimentazione per l’anno 2026 prevede un contributo di 100.000 euro totali.

Possono candidarsi le organizzazioni partner di Torino Social Impact con progetti che soddisfino i seguenti criteri:

  • il progetto è stato accompagnato dall’HUB su una call europea;
  • il progetto è stato formalmente presentato e ha ricevuto un esito negativo oppure una posizione in lista di riserva;
  • il progetto ha raggiunto una soglia elevata di qualità, verificabile tramite il punteggio della valutazione europea.

Il soggetto proponente, in rappresentanza dell’intero partenariato, dovrà inoltre:

  • autorizzare la condivisione integrale del progetto con l’HUB, la Cabina di Regia e la Commissione di Valutazione;
  • accettare le regole relative alla proprietà intellettuale, all’utilizzo dei contenuti e alle modalità di comunicazione del Seal;
  • confermare la disponibilità della partnership europea a implementare o ridefinire il progetto, anche in termini di budget, per tutto o parte del partenariato;
  • garantire, in caso di finanziamento, la corretta gestione dell’intero budget di progetto, assumendo un ruolo di coordinamento amministrativo e finanziario e fungendo da raccordo operativo per l’intero partenariato.

Un contributo per rafforzare lo sviluppo territoriale ad impatto sociale

I progetti vincitori, selezionati da una Commissione di Valutazione nominata su mandato della Cabina di Regia dell’HUB potranno presentare la richiesta di contributo attraverso la piattaforma ROL della Fondazione Compagnia di San Paolo.

L’iniziativa intende attivare un effetto moltiplicatore sull’ecosistema: trasformare progettualità già validate a livello europeo in interventi concreti sul territorio, rafforzare le reti di partenariato internazionale, consolidare competenze e attrarre nuove opportunità di investimento.

Sostenendo progetti ad alto potenziale di innovazione e impatto, il Seal contribuisce a rendere il territorio più dinamico, competitivo e capace di rispondere alle sfide sociali contemporanee con soluzioni sostenibili, inclusive e orientate al lungo periodo.

Scopri Rural Connect: un progetto Erasmus+ di NATworking

È online il questionario del progetto europeo Rural Connect_Empowering Territorial Leaders for Cross-Community Development, dedicato a chi lavora nell’attivazione di comunità e nei processi di sviluppo locale nelle aree rurali e montane.


L’obiettivo è raccogliere bisogni e sfide dei territori per costruire strumenti e percorsi formativi realmente utili.

Compilare il questionario significa anche partecipare alla selezione per una formazione internazionale residenziale di 3 giorni in Italia (settembre 2026), con spese di viaggio, vitto e alloggio coperte dal progetto Erasmus+.

Il questionario richiede pochi minuti ed è aperto fino al 16 marzo 2026.

Il progetto Erasmus+ è coordinato da NATworking APS e sviluppato con WAZO coop (Spagna) e VIBE Madeira (Portogallo).

Compila il questionario qui

Scopri Rural Connect

Finance for impact: Banca del Piemonte attiva 30 milioni per l’ecosistema territoriale

Banca del Piemonte offre il proprio contributo all’ecosistema dell’impatto sociale attivando, insieme al Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), nuove linee di garanzia per oltre 30 milioni di euro a supporto di imprese, startup e organizzazioni impegnate nello sviluppo sostenibile del territorio.


L’iniziativa, sostenuta dal programma InvestEU, rafforza gli strumenti di impact finance disponibili nel Nord‑Ovest e favorisce l’accesso al credito per realtà che generano innovazione, inclusione e transizione ecologica. Un’opportunità che si inserisce nel percorso di crescita dell’economia sociale e dell’imprenditorialità a impatto, ambiti centrali per il posizionamento competitivo di Torino e del Piemonte.

Un sostegno mirato a innovazione, sostenibilità e valore sociale

Le garanzie attivate agevolano investimenti dedicati a:

  • transizione digitale e ambientale,
  • innovazione responsabile,
  • iniziative a carattere sociale e comunitario,
  • progetti imprenditoriali con ricadute positive sul tessuto locale.

L’obiettivo è facilitare la nascita e il consolidamento di attività che contribuiscono al benessere delle comunità e alla rigenerazione dei territori, rafforzando un’economia orientata all’impatto.

Per Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte, l’accordo rappresenta «un impegno concreto per promuovere una crescita sostenibile e inclusiva, accompagnando le imprese nella duplice transizione digitale e ambientale».

Marco Marrone, Chief Investment Officer del FEI, sottolinea come «le garanzie sostenute da InvestEU contribuiranno a rendere più accessibili investimenti strategici per il futuro delle realtà del Nord‑Ovest».

Con questa operazione, Banca del Piemonte consolida un ruolo attivo nelle dinamiche di sviluppo locale, affiancando attori pubblici, privati e del Terzo Settore nella costruzione di un’economia più resiliente, innovativa e generativa.

Le nuove risorse contribuiscono a rafforzare un ambiente favorevole alla crescita di imprese e progetti ad impatto, in linea con la visione di Torino Social Impact: un ambiente in cui competitività e coesione sociale procedono insieme.

L’innovazione AI e le nuove prospettive per il settore hospitality

Come può l’intelligenza artificiale (AI) migliorare il lavoro e la redditività nel settore dell’hospitality, ad oggi una delle aree trainanti dell’economia territoriale della provincia di Cuneo? In quali modi i più recenti strumenti tecnologici introdotti sul mercato, anche da parte di startup innovative, possono diventare una reale leva di sviluppo, ottimizzazione ed evoluzione per le imprese della categoria HoReCa?


Sarà questo l’argomento al centro del nuovo workshop gratuito organizzato da Fondazione CRC, in collaborazione con l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P), che coinvolgerà giovani imprenditori e imprenditrici, aziende consolidate, associazioni di settore e appassionati di tecnologia in un momento di dialogo, per mettere a fattor comune esperienze e necessità concrete, trend tecnologici in crescita e visioni di business al passo con i tempi.

L’iniziativa vuole offrire un tavolo di confronto ai protagonisti del comparto hotellerie e ristorazione, alle startup emergenti con nuove soluzioni nel campo e agli attori dell’ecosistema cuneese dell’innovazione, offrendo benefici di formazione a tutti i partecipanti. Le startup avranno la possibilità di confrontarsi su processi, tecnologie e strategie imprenditoriali con le aziende del settore che operano sul territorio da molti anni, mentre queste ultime potranno stimolare la propria capacità di innovare le metodologie di lavoro e gli strumenti quotidiani. Nel complesso, l’incontro intende favorire il trasferimento di conoscenze e la diffusione della cultura dell’Open Innovation, essenziale per stimolare la competitività del tessuto economico nell’ambito dell’hospitality e oltre.

L’iniziativa fa parte del progetto GrandUP! Tech, promosso da Fondazione CRC in collaborazione con I3P per sostenere lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione e la nascita di nuove imprese sul territorio cuneese. Il progetto è realizzato nell’ambito del Protocollo d’intesa per l’Innovazione e la digitalizzazione delle imprese della provincia di Cuneo firmato da Fondazione CRC e Camera di Commercio di Cuneo insieme alle principali associazioni di categoria del territorio, tra cui ColdirettiConfagricolturaConfartigianatoConfcommercioConfindustria Legacoop Piemonte.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 12 marzo 2026, dalle ore 18:30, in presenza a Cuneo presso la Sala Meeting dello Spazio Incontri di Fondazione CRC, in via Roma 15.

L’incontro è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati ed è richiesta la registrazione.

Iscriviti su Eventbrite

Torino ospita il FARCLIMATE Forum: innovazione territoriale e resilienza climatica al centro del confronto europeo

L’8 e 9 aprile Torino diventa punto di riferimento europeo per il confronto su resilienza climatica, innovazione territoriale e sperimentazione partecipata. Presso il Community Hub DORADO (Lungo Dora Firenze 27) si terrà il FARClimate Forum, 5° General Assembly del progetto Horizon Europe – Research and Innovation Action (HORIZON-MISS-2022-CLIMA-01-04).


L’evento è organizzato e ospitato da Green Growth Generation (GGG), partner del consorzio europeo, impegnato nello sviluppo delle attività del progetto e nella valorizzazione delle pratiche territoriali legate alla transizione ecologica.

Il Forum riunirà a Torino partner europei del progetto FARClimate, ricercatori, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile e stakeholder provenienti da diversi Paesi europei. Le due giornate saranno dedicate al dialogo tra ricerca, politiche pubbliche e pratiche territoriali, con l’obiettivo di condividere soluzioni concrete per rafforzare la resilienza climatica nei contesti agricoli e forestali urbani e periurbani.

Al centro del progetto vi sono i Living Labs, laboratori territoriali in cui istituzioni, imprese, comunità locali e centri di ricerca co-progettano e testano soluzioni innovative per affrontare gli impatti del cambiamento climatico.

Oltre alle sessioni di lavoro tra partner europei, il programma prevede visite sul campo ad alcune realtà torinesi particolarmente significative per innovazione urbana, rigenerazione e pratiche sostenibili. Un’occasione per ancorare il confronto internazionale a esperienze concrete del territorio e valorizzare modelli replicabili anche in altri contesti europei.

Il FARClimate Forum rappresenta infatti un momento strategico per mettere in luce l’ecosistema torinese attivo sui temi dell’impatto e della transizione climatica, rafforzando il dialogo tra attori locali e reti internazionali.

L’evento è rivolto principalmente ad addetti ai lavori e stakeholder attivi nei campi dell’innovazione territoriale, della sostenibilità e delle politiche climatiche.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere a communication@greengrowthgeneration.com

Compila il form per partecipare

Marzo ai Giardini Sambuy

1 Marzo – Ritrova il libro

In occasione dell’omaggio a Gianna Baltaro, nel centenario della nascita, i Giardini Sambuy ospitano l’iniziativa “Il Libro Ritrovato in Giallo”, realizzata in collaborazione con Golem Edizioni e CasaMalta – L’indirizzo delle Idee.

La casa editrice Golem sarà presente con uno stand dedicato e una speciale “caccia al tesoro” tra i banchi, invitando il pubblico a cercare dieci copie simboliche dell’autrice, in un gioco culturale pensato per celebrare la regina italiana del giallo.

Giardino forbito accoglie e sostiene l’iniziativa all’interno della propria programmazione, valorizzando la rete di realtà culturali coinvolte e i partner presenti nelle locandine ufficiali. Poiché la domenica è dedicata al format “Ritrova il Libro”, l’appuntamento si arricchisce di un momento originale che unisce cultura e benessere: insieme agli insegnanti della palestra GinnicLife, si terrà un allenamento simbolico in cui i vocabolari diventeranno pesi, trasformando il sapere in energia e il libro in strumento di movimento. Un’occasione che intreccia memoria, gioco, editoria, sport e partecipazione, nello spirito che anima le attività di Giardino forbito ai Giardini Sambuy.


4 Marzo – Il mercoledì del gioco

Ogni mercoledì dalle ore 11.00 il Gazebo dei Giardini Sambuy ospita “Il Mercoledì del Gioco”, appuntamento fisso dedicato agli amanti dei giochi da tavolo e della strategia.

Un momento aperto alla cittadinanza per incontrarsi, giocare e condividere, tra scacchi, burraco, bridge e altre attività guidate da appassionati e maestri del territorio.


7 – 8 Marzo – Leggere le donne & Mercato della Biodiversità Googreen

In attesa dello sbocciare della primavera, i Giardini Sambuy dedicano il 7 e 8 marzo due giornate di cultura, riflessione e narrazione per celebrare il valore, la forza e il pensiero delle donne. All’interno di questo percorso nasce LEGGERE LE DONNE, uno spazio che mette al centro la parola scritta e la scena teatrale come strumenti di consapevolezza e trasformazione.

7 Marzo, 11:30 — Omaggio a Carla Lonzi

“Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome”. Preview dello spettacolo in scena al Teatro Sociale G. Busca di Alba (CN). Un momento dedicato a una delle figure più incisive del pensiero femminista italiano, attraverso una narrazione intensa e contemporanea con Monica Martinelli, Alessia Donadio e Luana Doni.

Interverrà all’incontro Maria Teresa Silvestrini, storica ed esperta di femminismo torinese. Laureata in Storia moderna, ha dedicato i suoi studi alla storia politica delle donne e al contesto piemontese tra Settecento e Novecento, affiancando alla ricerca un costante impegno civile e istituzionale. Già consigliera comunale di Torino e componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, è oggi docente di Scienze Umane e Filosofia e attiva nella ricerca e nell’associazionismo culturale sul territorio.

8 Marzo, 11.30 — Mercato della Biodiversità Googreen

Incontro con Emilio Jona, autore di “Quattro Donne”, Neri Pozza editore.

Una presentazione letteraria che attraversa storie femminili profonde e potenti, restituendo dignità e centralità a esperienze di vita capaci di parlare al presente.

“Leggere le Donne” è dunque un percorso nato per ascoltare, leggere, approfondire e celebrare le donne non solo come simbolo, ma come presenza viva e generatrice di cambiamento non solo letterario ma presente anche nelle storie e nelle radici profonde delle produttrici del Mercato Googreen, nelle danze popolari proposte da Maria Baffert, nella poesia a gettone di Arianna Abis, nei laboratori di Monica Fissore – Beesù e di Francesca Speca.

Domenica 8 marzo anche il Mercato della Biodiversità Googreen mette al centro il valore, la forza e il contributo delle donne nella società, nella cultura e nella cura del territorio. Un’edizione speciale che intreccia biodiversità e consapevolezza, rendendo omaggio alle donne che ogni giorno custodiscono saperi, guidano imprese agricole, promuovono cultura, educano, innovano e costruiscono comunità. L’8 marzo diventa così non solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione concreta per riconoscere il ruolo fondamentale della donna nella rigenerazione sociale e ambientale. Accanto alla presenza dei produttori e delle realtà impegnate nella sostenibilità, la giornata sarà accompagnata da una programmazione culturale dedicata, capace di coinvolgere pubblici di tutte le età tra danza, narrazione, laboratori e incontri letterari.


Programmazione

In Giardino

10:00Apertura Mercato

11:00-12:00 “Domeniche in cerchio”. Danze popolari dal mondo per tutti, con la conduzione di Maria Baffert e la partecipazione del gruppo integrato dell’associazione Baldanza.

dalle 15:00Rassegna Sussurri suoni e storie a tu per tu in giardino con Arianna di Poesiaagettone e Silvia Borello Clown

15:30 — Laboratorio Beesù

18:00 — Chiusura Mercato

Nel Gazebo forbito Sambuy

11:00 —  Lab bimbi

11:30 —  Presentazione letteraria con Emilio Jona, autore di “Quattro Donne”

16:00 —  Poesiaagettone presenta della serie “le vere storie”: La “VERA” leggenda della bell’ALDA. Narrazione comica tra un burattino e una cantastorie intorno alla famosa leggenda piemontese.

Al via l’XI edizione del Premio Eccellenza Formazione

È aperto il bando dell’XI Edizione della più prestigiosa iniziativa di AIF – Associazione Italiana Formatori, tesa a diffondere le buone pratiche inerenti i percorsi di apprendimento e valorizzazione del capitale umano e dello sviluppo organizzativo.


È possibile candidare il proprio progetto formativo al Premio Eccellenza Formazione entro il 5 maggio 2026.

La Cerimonia di Premiazione è in programma il 29 giugno 2026 presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) e, anche per questa edizione, sarà realizzato uno Speciale cartaceo e digitale edito dall’associazione con tutti i progetti partecipanti.

Per partecipanti e sponsor il Premio rappresenta una grande opportunità di visibilità a livello nazionale.

Maggiori informazioni

Agenzia Zip: premioaif@zip-progetti.it | 0115611726

Torino Compassionate City

È stata presentata la nuova Comunità di Pratica di Torino Social Impact dedicata a cura e prossimità, un percorso nato dal confronto tra i partner e dalla co-progettazione con Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.


Una persona in cura trascorre il 95% del tempo con la propria comunità e solo il 5% con il personale sanitario. È in questa proporzione che si misura la responsabilità collettiva.

Nasce da qui la nuova Comunità di pratica di Torino Social Impact dedicata alla cura e alla prossimità, promossa insieme a Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo.

L’obiettivo di questa nuova Comunità è contribuire al dialogo che promuove un cambio di prospettiva: guardare alla malattia non come evento isolato, ma come esperienza all’intersezione di altre esperienze di fragilità, che attraversa povertà, isolamento sociale, fragilità educativa, salute mentale. 

Il paradigma della Compassionate City

Marina Sozzi — Responsabile Ufficio Culturale della Fondazione FARO — ha illustrato il senso dell’iniziativa partendo dall’esperienza delle cure palliative, che per definizione adottano uno sguardo ampio sulla cura: dimensione clinica, ma anche psicologica, sociale e spirituale.

La malattia, ha ricordato, non riguarda solo il paziente ma l’intero nucleo familiare e la comunità. Una persona in cura trascorre circa il 5% del tempo con operatori sanitari e il 95% con familiari, amici e reti informali. È in questo spazio che si gioca la qualità della vita.

Il movimento delle Compassionate Cities, diffuso nei Paesi anglosassoni, estende il concetto di “città sana” promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità negli anni ’80, includendo esplicitamente malattia grave, fine vita e lutto come dimensioni da non rimuovere dalle politiche urbane. Torino si candida a essere la prima grande città italiana a strutturare un percorso in questa direzione.

La città compassionevole è concepita come laboratorio: mappare risorse esistenti, individuare bisogni non coperti, progettare risposte condivise e misurarne l’impatto sociale attraverso una reportistica rigorosa. Il processo sarà partecipativo, con il coinvolgimento dell’esperta Iolanda Romano.

Alessandra Gianfrate — Responsabile Rapporti Istituzionali della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro — ha sottolineato come, in quarant’anni di sostegno alle attività di cura e ricerca oncologica a Candiolo, l’incontro quotidiano con i pazienti abbia reso evidente la dimensione profondamente comunitaria della malattia. L’esperienza maturata sul campo dimostra infatti che la cura non è un atto esclusivamente sanitario, ma un processo che coinvolge famiglie, relazioni e reti di prossimità, che diventano una vera e propria infrastruttura sociale imprescindibile.

Il confronto con la rete

All’incontro hanno partecipato 26 realtà della rete TSI. Attraverso una sessione di confronto guidata, i partecipanti hanno condiviso motivazioni e pratiche già attive a sostegno della fragilità.

Dal dibattito è emersa una forte convergenza: creare spazi strutturati di dialogo e scambio di competenze è già una pratica di cura urbana.

Bench-Mark | Ep. 104 – Consorzio Sociale Abele Lavoro

In un tempo in cui la geopolitica internazionale alimenta incertezza e rende difficile guardare lontano, occuparsi di lavoro significa dare forma concreta a un’idea di futuro.

Il Consorzio Sociale Abele Lavoro opera dal 1998 nell’ambito dell’inclusione sociolavorativa, accompagnando ogni anno circa 2.000 persone in percorsi di inserimento e autonomia. Restituire dignità, partecipazione e identità significa rafforzare l’intero tessuto sociale: una persona reinserita non è un costo per la collettività, ma una risorsa.

Ne abbiamo parlato con il Presidente Massimo D’Amico.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Formazione e Lavoro: via al bando Master Mësté 2026

Oltre 600 candidature per 62 borse di studio del valore complessivo di circa 340 mila euro e circa l’80% dei borsisti assunti dalle aziende in cui hanno svolto il tirocinio. Sono i numeri delle precedenti quattro edizioni di Master Mëstè, il progetto ideato dalla Fondazione Cecilia Gilardi per formare una nuova generazione di artigiani e favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro.


Sulla scia di questo successo viene lanciata la V edizione del bando Master Mëstè, che dal 19 febbraio al 5 maggio 2026 si apre alle candidature per 14 borse di studio del valore di 5.400 euro ciascuna, destinate a giovani dai 18 ai 35 anni inoccupati o disoccupati, per un percorso formativo completo. Il percorso prevede una formazione in aula di 40 ore, seguita da un tirocinio di sei mesi a tempo pieno presso una delle aziende ospitanti, di cui 12 in Piemonte, 1 in Liguria e 1 in Lombardia.

Inoltre, dalla scorsa edizione è stata stipulata una convenzione con Agenzia Piemonte Lavoro per fornire ai candidati strumenti pratici e supporto alla stesura del curriculum vitae e alla preparazione ottimale del colloquio di lavoro.

Diverse le specializzazioni dell’artigianato inserite nel progetto: sartoria, tessitura, moda e design, falegnameria e restauro del legno, creazioni in vetro e oreficeria, pasticceria e cioccolateria, cosmesi, meccanica di precisione e set design.

I borsisti selezionati possono scegliere di svolgere l’esperienza di lavoro, retribuita 900€/mese, in una delle realtà d’eccellenza artigiana aderenti: Born in Berlin, Drogo Gioielli, Miroglio & C., Tappezzerie Druetta, Trakatan, Vibel Group, Woodex, Chiara Ferraris Art & Glass Fusing, Distilleria La Cava, Lavoratti, Laboratorio Cosmopolita.

Per informazioni dettagliate sul bando e invio candidature clicca qui.

Raccontare l’impatto sui social: strategia, media e contenuti

L’incontro della Comunità di Pratica Comunicazione tenutosi a febbraio è stato dedicato a “Raccontare l’impatto sui social: strategia, media e contenuti”, un momento di confronto sul ruolo dei social media non solo come strumenti di comunicazione, ma come leve capaci di generare impatto, coinvolgere gli stakeholder e costruire narrazioni condivise.


L’appuntamento ha coinvolto 16 organizzazioni e si è svolto negli spazi di Dorado, progetto di placemaking curato e realizzato da Stratosferica: un ex magazzino trasformato in spazio culturale, dove la rigenerazione urbana incontra l’innovazione sociale.

L’incontro è stato co-organizzato con Forestae e IAAD, partner di Torino Social Impact, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo. In questa cornice, il contributo teorico e il laboratorio pratico hanno rappresentato un’occasione per sperimentare modalità efficaci di narrazione digitale e presidiare la comunicazione in modo coerente e continuativo.

Per l’occasione, Beppe Quaglia di IAAD ha offerto un contributo teorico a partire dal concetto di narratività, esplorando cosa raccontiamo, a chi raccontiamo e come raccontiamo. Raccontare l’impatto significa innanzitutto avere piena consapevolezza di ciò che l’organizzazione realizza, così da coprire in modo ampio e coerente le attività portate avanti. Ci siamo confrontati sull’importanza di chiederci, ancora prima di avviare un’attività, come la si vorrà raccontare: quali elementi valorizzare, quali evidenze raccogliere, quali contenuti produrre. La comunicazione non arriva dopo, ma va pensata fin dall’inizio come parte integrante dell’azione.

Ci siamo inoltre soffermati sui destinatari dell’impatto — committenti, finanziatori, partner — e su come la narratività debba dialogare con questi interlocutori.

Successivamente, Ludovico Spagnolo e Arianna Gaia di Forestae hanno approfondito il ruolo dei social media come strumenti che, negli ultimi anni, hanno dimostrato un grande potenziale per le organizzazioni, entrando in modo sempre più strutturato nelle strategie di comunicazione.

Attraverso un’attività laboratoriale, abbiamo approfondito come utilizzare i social in ottica di impatto, riflettendo su come comunicare efficacemente con il pubblico e coinvolgere gli stakeholder.

Durante il laboratorio, i gruppi di lavoro si sono presentati raccontando chi sono, di cosa si occupano e quale impatto genera la loro organizzazione. A partire da casi studio, ci siamo concentrati sull’individuazione dell’impatto ricercato e generato e sulle categorie di stakeholder coinvolti. Sono emerse idee di contenuto per valorizzare l’impatto agli occhi degli stakeholder selezionati, coinvolgerli e generare impatto attraverso i social.

Un’occasione preziosa per confrontarci su come comunicare l’impatto e, al tempo stesso, generare impatto attraverso la comunicazione.

OP4Impact: il secondo incontro 2026 rafforza il percorso di co-progettazione

Giovedì 19 febbraio, presso il Cottino Social Impact Campus, si è svolto il secondo incontro dell’anno della Comunità di pratica Op4Impact.


L’appuntamento si inserisce nel percorso di co-progettazione OP4Impact 2026, che coinvolge i quattro Ordini professionali membri della Comunità: l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo. Il processo è accompagnato e facilitato da Caterina Soldi del Cottino Social Impact Campus.

Innovazione e trasformazione sono le direttrici che guidano il lavoro del gruppo. L’incontro è stato dedicato a una riflessione sul ruolo della Comunità di pratica in relazione all’economia sociale, al Piano Metropolitano e al contributo che i professionisti possono offrire in coerenza con i principi e gli obiettivi strategici delineati nel Manifesto Op4Impact. Un momento per avanzare nel percorso di definizione del valore aggiunto della Comunità e della sua capacità di tradurlo in pratiche operative.

Nel corso dell’incontro è intervenuto Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact e Advisor Scientifico del Cottino Social Impact Campus, che ha approfondito il framework dell’economia sociale in una prospettiva nazionale e internazionale.

L’intervento ha offerto una panoramica del contesto europeo e italiano, con riferimento ai principali sviluppi politici e normativi, evidenziando il ruolo dell’Italia come uno degli ecosistemi più rilevanti nel panorama europeo. L’economia sociale è stata inquadrata come un insieme eterogeneo di attori che, attraverso modalità differenti, cooperano nella produzione congiunta di valore economico e sociale.

A seguire, guidati da Caterina Soldi, i partecipanti hanno preso parte a un’attività laboratoriale articolata in sottogruppi, finalizzata a esplorare come gli Ordini professionali possano accompagnare le organizzazioni nei processi di innovazione sociale e a individuare le principali leve strategiche e le domande emergenti provenienti dall’economia sociale.

I leader internazionali dell’economia sociale si sono riuniti a Torino per rafforzare il ruolo dell’impact economy in Italia e in Europa

Si è svolto oggi, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi di Torino, il forum “Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice”, promosso dalla Camera di commercio di Torino, da Torino Social Impact e dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO), in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale.


L’evento è stato preceduto, nella serata del 19 febbraio, dall’illuminazione della Mole Antonelliana in arancione, con le grafiche della campagna Business, Social, One Vision, ideata da Marco Rubiola, per promuovere una narrazione capace di valorizzare il carattere innovativo degli argomenti al centro del forum e per affermare il messaggio chiave dell’iniziativa: impresa e impatto sociale non sono mondi separati, ma parti di un’unica visione di futuro.

A Torino si sono date appuntamento alcune delle principali voci istituzionali, europee e internazionali dell’economia sociale, confermando il ruolo crescente di questo modello come leva strategica per coniugare competitività economica, sostenibilità e giustizia sociale. Il forum si è affermato come un importante momento di confronto sul contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella costruzione di economie più inclusive, resilienti e orientate ai diritti umani e civili.

In una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, segnata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal rafforzamento delle politiche europee e globali, il forum ha offerto uno spazio di riflessione sulle opportunità e sulle sfide emergenti in un contesto internazionale caratterizzato da trasformazioni geopolitiche e cambiamenti nelle priorità strategiche dell’Unione Europea.

Al centro del dibattito, il ruolo dell’economia sociale come motore di innovazione e competitività, capace di integrare obiettivi economici e sociali, di contribuire a una politica di transizione più giusta e di giocare il ruolo di vera e propria infrastruttura democratica in un momento segnato da incertezze e nuove pressioni geopolitiche.

L’economia sociale rappresenta oggi una componente strutturale e in costante espansione del sistema economico europeo. Nei Paesi dell’Unione Europea, questo comparto genera un fatturato complessivo pari a circa 912,9 miliardi di euro, contribuendo per il 6,5% al PIL dell’UE e coinvolgendo 13,6 milioni di occupati distribuiti in circa 4,3 milioni di organizzazioni.

Le attività si concentrano principalmente nei servizi sociali, nella sanità, nell’istruzione, nella finanza etica e nell’agricoltura, ambiti in cui l’obiettivo economico si integra con finalità sociali e collettive. Negli ultimi quindici anni il settore ha registrato una crescita media annua compresa tra il 2% e il 2,5%, confermando la propria capacità di espansione e resilienza anche in contesti economici complessi (OECD 2025; Commissione europea 2024, 2025; Social Economy Europe).

In Italia, l’economia sociale assume un ruolo altrettanto significativo, con un valore aggiunto lordo stimato in 52,6 miliardi di euro, pari a circa il 3,5–4,0% del PIL nazionale. Il settore impiega tra 1,53 e 1,9 milioni di lavoratori retribuiti e comprende un numero di organizzazioni attive compreso tra 360.000 e 450.000 unità. Anche nel contesto italiano, i principali ambiti di intervento includono i servizi sociali, la sanità, l’istruzione, la finanza mutualistica, l’agricoltura e le attività legate alla tutela ambientale. I dati evidenziano inoltre una dinamica di crescita rilevante nel lungo periodo: tra il 2011 e il 2021 il valore aggiunto è aumentato del 25%, mentre l’occupazione è cresciuta del 13,8%, a conferma del rafforzamento progressivo del settore e della sua crescente incidenza nel sistema economico nazionale (Euricse 2023; Terzjus 2024; Unioncamere 2024).

A livello territoriale, il Piemonte rappresenta una delle regioni italiane più dinamiche in questo ambito. Nel 2024, il valore economico complessivo dell’economia sociale regionale è stimato intorno ai 5 miliardi di euro, pari a circa il 4,5–5% del PIL regionale, con un numero di occupati compreso tra 110.000 e 120.000 persone. Le cooperative sociali attive sono circa 950 e generano un fatturato complessivo di circa 1,8 miliardi di euro. I principali settori di attività includono il welfare, la sanità, l’educazione, l’agricoltura, la tutela ambientale e i progetti di rigenerazione urbana.

All’interno di questo contesto, la città di Torino si configura come uno dei principali poli dell’economia sociale a livello nazionale. Il valore economico complessivo del settore è stimato in circa 3,1 miliardi di euro, corrispondente al 4,8–5,0% del PIL metropolitano, con circa 70.000 addetti. Le cooperative sociali attive sono 448 e generano un fatturato di circa 1,13 miliardi di euro. Considerando l’insieme delle cooperative e delle cooperative sociali, il fatturato complessivo raggiunge circa 2,8 miliardi di euro, con oltre 42.000 addetti coinvolti. I principali ambiti di attività a Torino comprendono il welfare, la cultura, l’economia circolare, la finanza d’impatto e l’innovazione sociale, confermando il ruolo della città come laboratorio avanzato di sperimentazione e sviluppo di modelli economici orientati all’impatto sociale (Euricse; Unioncamere Piemonte; RUNTS; Legacoop).

Nell’area metropolitana torinese, se consideriamo il perimetro allargato dell’economia sociale che, oltre alle Imprese sociali e cooperative sociali (549), alle Società di mutuo soccorso (43), alle Associazioni di promozione sociale (2307), alle Organizzazioni di volontariato (1399), agli altri enti del terzo settore (621) agli Enti filantropici (32), include anche quei nuovi modelli di impresa che integrano elementi di impatto sociale come le società benefit (256) e le startup a vocazione sociale (26), contiamo un numero totale di oltre 5200 soggetti operanti, che sale a quasi 5900 se consideriamo anche le società cooperative (657).

Nel complesso, questi dati evidenziano come l’economia sociale costituisca un settore rilevante non solo per la sua dimensione economica, ma anche per la sua capacità di generare occupazione, promuovere coesione sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile a livello europeo, nazionale e locale.

Il forum è stato aperto dagli interventi delle istituzioni territoriali impegnate per l’economia sociale, in particolare: Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino, Chiara Foglietta, Vicesindaca con deleghe all’Innovazione, transizione digitale, clima e mobilità, Città di Torino, Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Silvio Magliano, Consigliere della Regione Piemonte.

Successivamente, dopo il discorso di apertura di Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact, il dibattito ha visto la partecipazione di relatrici e relatori di primo piano, tra cui Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale; Silvia Roggiani e Lorenzo Malagola, Deputati; Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea; Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe; Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro; Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities dell’OCSE; Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani; Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE; Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà; Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa del Governo della Spagna; Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe; e Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO.

Inoltre, sono state illustrate alcune iniziative e rapporti come il Documento Programmatico Congiunto per promuovere un’economia dei diritti umani attraverso l’economia sociale e solidale della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale (UNTFSSE), del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani e della Coalizione mondiale per la giustizia sociale e l’economia sociale, il Rapporto dell’OECD-OCSE intitolato “Social Economy in Europe Contributing to Competitiveness and Prosperity” e il Rapporto Economia Sociale 2025: Evidenze, Sfide e Traiettorie per l’Italia pubblicato dall’Euricse.

L’elevato livello dei contributi e la dimensione internazionale del confronto hanno rappresentato un ulteriore riconoscimento del posizionamento di Torino come uno dei principali ecosistemi europei dell’economia sociale e dell’impact economy.

A questo proposito, Massimiliano Cipolletta, Presidente della camera di Commercio, principale ente promotore di Torino Social Impact e dell’iniziativa, ha dichiarato:

“La presenza a Torino dei leader mondiali dell’economia sociale è un riconoscimento del lavoro di posizionamento svolto in questi anni dalla Camera di commercio di Torino per promuovere il nostro territorio come un modello in cui competitività e coesione sociale crescono insieme, non sono alternativi ma interdipendenti. Siamo orgogliosi di aver agito come pionieri, guidando questo percorso sin dal 2005 con la nascita dell’Osservatorio per l’Economia Civile presso l’ente camerale. Questo impegno è proseguito poi con il Comitato Imprenditorialità Sociale nel 2016 e la nascita di Torino Social Impact, piattaforma generativa di progetti fortemente innovativi, fino a consolidarsi, insiemealla Città Metropolitana, nella recente approvazione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030”.

La città si distingue infatti per la presenza di un sistema dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni pubbliche, attori privati, finanza a impatto, filantropia e centri di ricerca, impegnati nella promozione di modelli economici sostenibili e inclusivi.

In questo contesto opera Torino Social Impact, piattaforma nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio di Torino e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca.

L’ecosistema ha contribuito allo sviluppo di iniziative innovative come la Borsa dell’Impatto Sociale e all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, rafforzando il ruolo del territorio come laboratorio di innovazione sociale.

Torino conferma inoltre la propria vocazione internazionale grazie alla presenza, dal 1964, del Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO), impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nello sviluppo delle competenze per la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.

Il forum si inserisce nel percorso avviato con la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision, lanciata da Torino Social Impact nel 2025 per promuovere una visione integrata dell’economia, capace di unire mondo profit e non profit e di valorizzare il ruolo dell’impact economy come modello per il futuro.

Il successo dell’evento conferma la centralità di questa visione e rafforza l’impegno degli attori coinvolti nel promuovere l’economia sociale come pilastro strategico per uno sviluppo equo e sostenibile.

I3P Startup Academy 2026

L’iniziativa è orientata a offrire un punto di partenza e le conoscenze fondamentali per costruire un nuovo progetto imprenditoriale basato su una soluzione tecnologica: alle tre edizioni precedenti dell’iniziativa hanno partecipato oltre 140 aspiranti imprenditori e imprenditrici, che hanno poi dato vita a più di 15 progetti di business. 


Da dove si comincia per trasformare un’idea in un business di successo? Quali step occorre seguire per fondare una startup innovativa? Come si compone un team con cui affrontare la sfida di un progetto d’impresa basato sulla tecnologia? Sono alcune tra le principali domande che si pongono tutti coloro che si affacciano per la prima volta al mondo dell’imprenditoria innovativa, e a cui darà risposta l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) nella quarta edizione di I3P Startup Academy.

Il percorso formativo di quest’anno, come sempre gratuito, si articolerà in sette appuntamenti in programma da marzo a giugno 2026.

Le candidature online per partecipare all’Academy sono già aperte e si chiuderanno martedì 10 marzo 2026, con una pre-selezione iniziale sulla base del rispetto dei requisiti per la partecipazione e un secondo step conoscitivo prima della selezione finale. Il percorso prevede un massimo di 40 posti disponibili in totale.

Come creare una startup

L’obiettivo del percorso offerto da I3P è supportare gli aspiranti startupper nella loro fase più early, aiutandoli a dare una forma concreta a un’idea innovativa, conoscere altri profili con cui poter assemblare un team dalle competenze complementari e avviare il processo di customer discovery, con focus sulle tecniche di validazione del progetto imprenditoriale e di esame del mercato a cui questo si potrebbe potenzialmente rivolgere.

Il corso sarà articolato in 7 workshop in presenza e seguirà una modalità interattiva: ogni sessione sarà basata su pillole di preparazione teorica, business game e momenti di confronto con ospiti esperti – tra cui founder di startup e scaleup, investitori e mentor di settore – che racconteranno in modo pratico come nasce una storia imprenditoriale di successo.

Anche quest’anno, infatti, l’incubatore intende dare vita a un clima dinamico e appassionante, che favorisca la collaborazione dei partecipanti, l’acquisizione dei concetti base dell’approccio lean startup e la possibilità di conoscere nuovi possibili co-founder con cui plasmare le imprese innovative di domani.

I destinatari dell’iniziativa

Il percorso della I3P Startup Academy 2026 è rivolto alle persone dai 18 ai 40 anni. Possono partecipare sia team già formati – da un massimo di 3 persone – con una prima idea per una futura impresa innovativa, sia singoli individui che ancora non hanno un progetto specifico, ma che vorrebbero mettersi in gioco aggregandosi a gruppi esistenti o crearne di nuovi. In particolare, il target ideale dell’iniziativa è quello dei professionisti, neolaureati e studenti con un forte spirito imprenditoriale, preferibilmente con un background nel mondo della ricerca oppure con precedenti esperienze come manager o come startupper.

Una delle finalità peculiari del percorso è mettere in contatto persone con competenze diverse, per integrare i gruppi di lavoro già esistenti o in alternativa per dare vita a formazioni inedite. Per riuscire in questo intento occorre che i partecipanti desiderino realmente dialogare e discutere – tanto con tutor e mentor, quanto tra loro – e che siano quindi disposti a condividere le proprie idee e abilità con gli altri aspiranti startupper.

L’iniziativa dell’Academy, inoltre, si pone l’obiettivo di offrire pari opportunità di incontro, formazione e consulenza a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso di creazione di una startup, con particolare attenzione all’imprenditoria femminile e al supporto dei team composti da donne founder, per favorire il loro aumento nel mondo dell’innovazione. Aspiranti imprenditrici, l’incubatore I3P non vede l’ora di conoscervi e accompagnare le vostre idee innovative verso il successo!

Il programma del percorso

Gli incontri della I3P Startup Academy si svolgeranno di sabato mattina, dalle 09:00 alle 13:00, in sette date già fissate: 28 marzo11 aprile18 aprile9 maggio16 maggio30 maggio6 giugno 2026. Tutti gli incontri si terranno esclusivamente in presenza, in location alternate come la sede di I3P e gli spazi di due enti partner dell’iniziativa: Feat. House, il social business club di Feat. Ventures, e OGR Tech, l’hub dell’innovazione e della tecnologia delle OGR Torino. La partecipazione all’Academy è interamente gratuita.

In fase di candidatura, agli interessati viene richiesta la disponibilità a seguire l’intero percorso con costanza e dedizione, arrivando a costruire un progetto imprenditoriale da presentare all’incontro conclusivo, in maniera da poter trarre il meglio dal ciclo di workshop e mettere a frutto l’opportunità che offre. Tra una sessione e l’altra, inoltre, sarà richiesto ai partecipanti di svolgere delle attività finalizzate a testare e validare la propria idea d’impresa: ciò significa che nelle settimane dell’Academy gli aspiranti startupper dovranno investire il proprio tempo per applicare i concetti, le nozioni e gli spunti acquisiti durante gli appuntamenti del percorso.

Per candidarsi a partecipare a I3P Startup Academy 2026 occorre compilare l’apposito form online entro al massimo martedì 10 marzo, ma è bene farlo prima possibile perché il secondo step di valutazione andrà completato entro i giorni immediatamente successivi. Le candidature accolte verranno confermate entro il 19 marzo, in tempo utile per il primo workshop di sabato 28 marzo.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sui dettagli del programma è possibile scrivere all’indirizzo e-mail dedicato academy@i3p.it.

Un’opportunità unica per i giovani changemaker: GenC x TTTECH | Future Ready. Together.

Un weekend di confronto, co-creazione e networking per immaginare insieme come la tecnologia possa essere davvero al servizio delle persone.


Hai tra i 14 e i 24 anni e ti appassionano tecnologia, innovazione digitale e intelligenza artificiale? Vuoi confrontarti con giovani da tutta Europa su come costruire un futuro più umano, sostenibile e inclusivo?

GenC x TTTECH | Future Ready. Together. è l’iniziativa promossa da Ashoka in collaborazione con TTTech che riunirà 30 giovani europei per un’esperienza internazionale a Bressanone (Bolzano) nell’ottobre 2026.

Scopri tutti i dettagli e candidati ora visitando la pagina ufficiale dell’iniziativa.

Il Social Impact Prize: l’opportunità per le startup che vogliono cambiare il sistema

L’iniziativa è rivolta a realtà con un MVP o in fase di prima validazione, che affrontano le cause profonde delle sfide sociali con modelli sostenibili e scalabili. Non si tratta solo di un riconoscimento economico, ma di un vero percorso di crescita.


Ashoka Italia insieme a a|cube, lancia il Social Impact Prize, un premio dedicato a startup early-stage e team imprenditoriali che sviluppano soluzioni innovative capaci di generare impatto sociale e ambientale sistemico nel bacino del Mediterraneo.

Cosa offre il Prize

  • Grant non diluitivo da 20.00 €
  • Programma di capacity building e mentoring personalizzato
  • Accesso al network internazionale di Ashoka
  • Visibilità europea e opportunità di connessione con investitori

Fino a 20 startup accederanno al percorso di formazione; tra queste, fino a 5 finaliste parteciperanno all’evento internazionale conclusivo, dove verrà selezionato il progetto vincitore.

Se stai costruendo un’impresa che punta a trasformare il sistema, questa è l’occasione per accelerare il tuo impatto.

Scopri tutti i dettagli e candidati visitando il sito ufficiale della call.

Capitali per l’innovazione e la crescita: presentazione del nuovo modello Basket Bond Piemonte

Martedì 24 febbraio 2026, dalle 9.00 alle 11.30, presso la Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, si terrà l’evento “Capitali per l’innovazione e la crescita – Il nuovo modello Basket Bond Piemonte e il progetto FI4INN”.


L’iniziativa conferma l’impegno congiunto delle istituzioni regionali e degli operatori finanziari nel creare nuove opportunità di crescita per il sistema imprenditoriale piemontese. Al centro dell’incontro la presentazione del nuovo modello Basket Bond Piemonte agli stakeholders, un’iniziativa strategica pensata per facilitare l’accesso delle PMI al mercato dei capitali, in sinergia con gli strumenti regionali di finanza innovativa a supporto delle imprese.

Dopo l’accoglienza dei partecipanti, i saluti istituzionali saranno affidati a Michele Vietti, Presidente di Finpiemonte S.p.A.Elena Chiorino, Vicepresidente della Regione Piemonte, e Andrea Tronzano, Assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Piemonte.

A seguire, Mario Alparone, Direttore Generale di Finpiemonte S.p.A., illustrerà il nuovo modello Basket Bond Piemonte e il progetto FI4INN. Il programma prevede inoltre approfondimenti sul ruolo di Mediocredito Centrale, con l’intervento di Lorenzo Coletta, e sulla struttura tecnica del modello, a cura di Enrico Duranti, Presidente ADB – Corporate Advisory e Matteo Bertolini, Direttore Operativo Sinloc Investimenti SGR.

L’incontro si concluderà con un focus sul supporto della Regione Piemonte agli strumenti di finanza innovativa, affidato a Paolo Furno, Responsabile Promozione dello sviluppo economico e accesso al credito per le imprese – Competitività del Sistema Regionale.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione su Eventbrite.

Bench-Mark | Ep. 103 – Essenzialmente Formazione

Se l’economia d’impatto vuole generare cambiamento reale, deve partire anche dal lavoro.

È da qui che nasce Essenzialmente Formazione, partner dell’ecosistema Torino Social Impact che costruisce percorsi su misura per aziende, lavoratori e persone in cerca di nuove opportunità.

Dall’apprendistato alla consulenza manageriale, ogni attività è pensata per accompagnare crescita e trasformazione.

Ce lo racconta Isabella Obialero, Amministratrice Delegata.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

5 marzo 2026 — Torino ospita «CONTRO»: imprese e organizzazioni insieme contro la violenza di genere

Un evento pubblico e partecipativo per costruire contesti di lavoro più sicuri e comunità più giuste organizzato da Amapola.


La violenza di genere non è un’emergenza isolata, ma un fenomeno sistemico che attraversa la società, si annida nei linguaggi e nei comportamenti quotidiani. Da questa consapevolezza nasce “CONTRO”, l’evento culturale e partecipativo promosso da Amapola Società Benefit che il 5 marzo 2026 porterà a Torino una riflessione urgente sul ruolo delle organizzazioni nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio dellaCittà Metropolitana di Torino, di Torino Social Impact, dell’Unione Industriali di Torinoe della Camera di Commercio di Torino, ed è realizzata in collaborazione con l’Università di Torino, insieme a UniToGO e CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere, e con Fondazione Libellula in qualità di partner scientifici.

L’evento è sostenuto dal CSI Piemontee da Roquette Italia.

Partner tecnico con l’interpretariato LIS: Dotwords.

L’analisi e raccolta delle pratiche aziendali

I luoghi di lavoro non sono solo spazi produttivi: sono ambienti relazionali, culturali, sociali. Per questo motivo, le imprese possono e devono avere un ruolo attivo nel contrasto alla violenza di genere, promuovendo modelli equi, relazioni rispettose e politiche concrete di prevenzione. Possono essere punti di riferimento per le persone che le vivono ogni giorno e nodi strategici nel tessuto delle comunità.

Elemento distintivo del progetto “CONTRO”  è la realizzazione di un’analisi e raccolta strutturata delle policy e delle iniziative aziendali che affrontano la violenza di genere all’interno dei contesti organizzativi. Un lavoro che darà forma a un white paper costruito in collaborazione con le imprese, pensato per raccogliere esperienze, approcci e strumenti operativi già esistenti e individuare linee guida e traiettorie di sviluppo condivise.

Il documento sarà presentato proprio durante l’evento del 5 marzo e costituirà la base per un confronto a più voci tra professioniste e professionisti del mondo del lavoro, della ricerca e delle istituzioni, con l’obiettivo di dare concretezza a un impegno collettivo su un tema ancora troppo spesso relegato alla sfera privata.

Un evento partecipativo per costruire alleanze

La giornata si articolerà in una mattinata di lavori (ore 9:00–13:00) ospitata dal CSI Piemonte presso CSI Next (Corso Unione Sovietica, 216) aperta al pubblico, con interventi di esperte ed esperti, presentazione dei dati della ricerca, una tavola rotonda tematica e una sessione partecipata di design thinking, seguiti da un momento di networking informale.

“CONTRO” intende attivare un confronto tra pari e incoraggiare forme di alleanza concreta tra aziende, istituzioni e comunità, per immaginare e realizzare contesti professionali basati sul rispetto, sull’equità e sulla prevenzione.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un crescente interesse verso la sostenibilità sociale e la cultura della responsabilità, offrendo a chi partecipa una cornice di approfondimento qualificata, occasioni di dialogo interdisciplinare e l’opportunità di contribuire a una narrazione diversa e trasformativa su un tema ancora troppo sottovalutato nei contesti organizzativi.

Una sfida culturale condivisa

«Pensiamo che il contrasto alla violenza di genere passi anche dalla capacità di trasformare dati e testimonianze in strumenti di cambiamento» spiega Micol Burighel, Responsabile comunicazione di Amapola Società Benefit. «“CONTRO” non intende fotografare solo l’esistente, ma si propone di costruire visioni possibili: nuovi modelli di leadership, politiche inclusive, ambienti di lavoro che sappiano riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza, visibile e invisibile. Il tutto con solidi partner istituzionali e scientifici e un approccio partecipativo e di condivisione delle conoscenze e delle esperienze».

L’evento rappresenta un’opportunità per rafforzare un’alleanza ampia e trasversale tra attori pubblici e privati, in un momento in cui il posizionamento delle imprese sui temi della giustizia sociale e dell’equità di genere non è più rimandabile, né sul piano valoriale né su quello strategico.


Informazioni aggiornate sul programma, l’agenda e le modalità di partecipazione sono disponibili e sin aggiornamento sulla pagina dedicata.

IMPACT DEAL torna: guidare innovazione, crescita e impatto misurabile

Nato per sostenere organizzazioni che coniugano innovazione tecnologica e impatto sociale e ambientale misurabile, Impact Deal offre un percorso di crescita unico che combina accesso esclusivo ai dati, mentorship personalizzata, partnership strategiche e opportunità di investimento.


Il kick-off della quarta edizione di Impact Deal si terrà alle OGR Torino il 12 e 13 febbraio, con la partecipazione delle 30 startup selezionate per la prima fase del programma (qui il link alla lista). Nei prossimi due mesi, le startup prenderanno parte a un percorso di training e mentoring volto a definire i loro bisogni di sviluppo e a individuare possibili sinergie con i membri del Data Club. L’obiettivo finale di questa fase sarà selezionare le 15 startup che accederanno alla seconda fase del programma.

Promosso da Fondazione CRT e OGR Torino, gestito dal Consorzio TOP-IX con la supervisione scientifica della Fondazione ISI, il programma si colloca all’incrocio tra tecnologia, impatto e open innovation, consolidandosi come piattaforma di riferimento per l’innovazione data-driven.

Una piattaforma europea dove i dati incontrano l’impatto

Giunto alla sua quarta edizione, Impact Deal si conferma un punto di riferimento per l’accelerazione di imprese ad impatto basata sui dati. Attraverso il Data Club, una rete di aziende e istituzioni che mettono a disposizione dataset reali, testbed e opportunità di proof of concept (PoC), i partecipanti possono sviluppare e scalare soluzioni innovative capaci di rispondere alle grandi sfide globali.

Quest’anno il Data Club si arricchisce della partecipazione di 12 corporate partner che metteranno a disposizione i propri dati per accelerare lo sviluppo delle startup coinvolte nel programma.

Cos’è Impact Deal

Impact Deal è un programma europeo di accelerazione data-driven dedicato a imprese ad impatto sociale e ambientale. Supporta startup, scaleup e organizzazioni non profit ad alto potenziale che uniscono innovazione e impatto misurabile, offrendo accesso a dati strategici, mentorship su misura e partnership industriali per favorire la crescita e amplificare l’impatto, in coerenza con gli SDGs delle Nazioni Unite.