25 Settembre 2026 — OP4Impact va a Terra Madre!

Venerdì 25 settembre 2026, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026, si terrà l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate”, presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. 


Sarà un’occasione di confronto sul significato di “nutrire il futuro” attraverso nuove visioni per il territorio orientate al bene comune e all’impatto sociale, a partire dal Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

L’evento è promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus che da tre anni condividono il percorso della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, uno spazio di confronto tra competenze diverse per costruire un approccio interprofessionale rivolto all’economia sociale.  

L’incontro lancerà il progetto “ Professionisti pro Economia Sociale 2030”, nato in OP4Impact con la volontà senza precedenti di creare un ciclo di sei seminari formativi accreditati dagli Ordini per affrontare insieme le potenzialità dell’economia sociale nella complementarietà delle competenze professionali. 

Dove e quando

Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino
Via Carlo Alberto 59, 10123, Torino

Venerdì 25 settembre 2026
15.00 – 17.00

Programma

h 15.00 — Saluti introduttivi 

  • Salvatore Regalbuto, Presidente Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino
  •  Marta Messa, Segretario Generale Fondazione Slowfood ETS 

h 15.30 — Nutrire il futuro di nuove visioni integrate 

  • Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia Serena Milano, Direttrice Slow Food Italia 

h 16.00 — Professionisti Pro Economia Sociale L’esperienza OP4Impact: Manifesto, obiettivi strategici e nuovi progetti per la città 

Apertura e moderazione incontro: 

  • Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus – Coordinamento OP4Impact

Intervengono:

  • Davide Barberis, Dottore Commercialista – Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Luca Furfaro, Segretario Generale – Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro di Torino 
  • Luigi Gili, Avvocato – Ordine degli Avvocati di Torino 
  • Alessandro Scilabra, Presidente – Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo 

h 16.45 — Q&A e conclusioni 

Iscrizioni

L’evento si rivolge ai professionisti degli Ordini promotori e alla cittadinanza interessata.

Per informazioni e iscrizioni all’evento, è possibile contattare la Segreteria dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino: segreteria@odcec.torino.it

Benefit Competition: aperte le candidature per la quarta tappa a Padova

C’è tempo fino al 14 settembre 2026 per candidarsi alla quarta tappa della Benefit Competition, la prima competizione nazionale dedicata alle Società Benefit italiane e alle imprese che intendono intraprendere questo percorso.


Prosegue il percorso della Benefit Competition, l’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per valorizzare e mettere in rete le aziende impegnate a coniugare competitività, responsabilità d’impresa e impatto positivo sui territori.

La quarta tappa è in programma il 16 ottobre 2026 a Padova, presso lo SMACT Competence Center, ed è organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova nell’ambito della City Vision Week.

Maggiori informazioni sulla Benefit Competition

L’appuntamento è dedicato alle imprese che hanno sviluppato progetti e iniziative capaci di generare, insieme al profitto, benefici concreti per le comunità, l’ambiente e i territori in cui operano. Possono partecipare le Società Benefit già costituite e con sede legale in Italia, ma anche le imprese che stanno valutando di adottare questa forma giuridica e che intendono avviare un percorso coerente con i principi dell’impresa responsabile e sostenibile.

La Benefit Competition si sviluppa attraverso un percorso nazionale articolato in tappe territoriali. Per ogni appuntamento, una fase di candidatura permette di selezionare le imprese finaliste, che avranno l’opportunità di presentare i propri progetti durante un evento in presenza, davanti a una giuria qualificata e a una platea composta da istituzioni, imprese, stakeholder locali ed esperti del settore.

La tappa di Padova si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il modello benefit. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle Società Benefit, aggiornati al 30 giugno 2026, in Italia si contano 5.968 Società Benefit, con una crescita del 15,64% su base annua e un valore della produzione complessivo pari a oltre 71 miliardi di euro. Il Piemonte rappresenta il 7,07% delle Società Benefit a livello nazionale.

Per Torino Social Impact, la diffusione del modello benefit rappresenta un ambito di lavoro centrale per rafforzare la cultura dell’impatto, promuovere modelli d’impresa orientati al beneficio comune e accompagnare l’evoluzione dell’economia sociale anche attraverso occasioni di confronto, networking e valorizzazione delle esperienze più innovative.

Le candidature per la quarta tappa della Benefit Competition sono aperte fino al 14 settembre 2026.

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DO Impact: si chiude il percorso di capacity building italiano

Mercoledì 22 luglio si è concluso il percorso di capacity building locale del progetto europeo DO Impact (Digital and Data-Driven Opportunities to strengthen the Social Economy Impact ),  finanziato dal Consiglio europeo per l’innovazione e dall’Agenzia esecutiva per le PMI (EISMEA) nell’ambito della call SMP-COSME-2023-SEED-01. 


Dalla collaborazione tra Fondazione Piemonte Innova (coordinatore di progetto), Torino Social Impact e Tiresia – Politecnico di Milano sono nati otto workshop dedicati alle piccole e medie imprese dell’economia sociale che, tra settembre 2025 e luglio 2026, hanno coinvolto 376 partecipanti.

Il percorso italiano nasce come estensione, a livello locale, del learning journey transnazionale, realizzato congiuntamente dal partenariato europeo di DO Impact e rivolto alle organizzazioni di supporto all’economia sociale.

L’obiettivo dichiarato era duplice: da un lato fornire alle organizzazioni gli strumenti per comprendere il ruolo della digitalizzazione, delle strategie sui dati e delle pratiche etiche del loro utilizzo, per guidare un cambiamento positivo nel settore sociale; dall’altro offrire competenze pratiche, immediatamente spendibili, per misurare l’impatto sociale, adottare l’intelligenza artificiale in modo responsabile e costruire ecosistemi di dati collaborativi. Ogni sessione ha affrontato un tema diverso, con livelli di complessità crescente, partendo dalle competenze di base fondamentali fino alle applicazioni più avanzate di intelligenza artificiale, alla visualizzazione e allo storytelling dei dati.

Il primo appuntamento, tenutosi il 22 settembre 2025 a Torino, ha posto le basi dell’intero percorso. Il secondo workshop, il giorno seguente, ha spostato il focus sul tema dei dati come asset strategico per lo sviluppo delle organizzazioni, superando la visione della data-collection come adempimento burocratico, ma considerando i dati come una leva strategica per l’attività quotidiana.

Il terzo appuntamento – organizzato il 26 marzo 2026 – è stato occasione di networking tra startup tecnologiche e organizzazioni dell’economia sociale, mentre il quarto workshop, svoltosi il 17 aprile 2026 nell’ambito di Biennale Tecnologia, ha permesso ai partecipanti di riflettere e mettersi alla prova con la misurazione dell’impatto sociale.

Il percorso di capacity building si è poi spostato a Milano, con due appuntamenti consecutivi, il 4 e 5 maggio 2026, dedicati nello specifico ad uno dei temi più dibattuti in questi mesi, quello dell’intelligenza artificiale. Il quinto workshop ha esplorato applicazioni concrete e rischi etici dell’IA generativa, mentre il sesto appuntamento è stato dedicato al ruolo dell’economia sociale all’interno della rivoluzione digitale che stiamo vivendo.

Il learning journey italiano si è poi concluso con due sessioni online, pensate per tradurre l’intero bagaglio di competenze acquisite in strumenti di comunicazione efficace. Il 26 giugno 2026, il settimo workshop ha affrontato il tema della visualizzazione dei dati, mentre l’ultimo workshop, tenutosi il 22 luglio, ha chiuso il cerchio illustrando casi pratici di narrazione efficace dell’impatto sociale.

Il percorso ha dimostrato l’importanza di fornire strumenti concreti e pratici, il valore delle testimonianze dirette ma anche un interesse crescente – workshop dopo workshop – verso l’intelligenza artificiale, sempre più presente nella vita quotidiana dei partecipanti. Nei prossimi mesi, pubblicheremo un documento di sintesi sui principali temi, riflessioni e approfondimenti emersi dai workshop, rendendo la conoscenza generata attraverso il progetto europeo un patrimonio condiviso per l’intero ecosistema.

Il ciclo di workshop italiano ha rappresentato un tassello importante non solo di DO Impact, ma più in generale della strategia “Tech4Good” di Torino Social Impact. Mentre l’esperienza volge al termine, stiamo già lavorando a nuovi progetti , per continuare a rafforzare le competenze delle organizzazioni dell’economia sociale, rendendole più preparate ad affrontare le trasformazioni tecnologiche del contesto attuale.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti sul progetto, è possibile consultare la pagina LinkedIn – Do Impact 

Partner

Fondazione Piemonte Innova (capofila) (Italia)
Diesis Network (Europa)
Cluster Digital de Catalunya (Spagna)
Taula d’entitats del Tercer Sector Social (Spagna)
Social Entrepreneurship Association of Latvia
(Lettonia)
Lithuania Social Business Association (Lituania)
Politecnico di Milano – Tiresia (Italia)
Coompanion Gothenburg (Svezia)
Torino per la Finanza e l’Innovazione Sociale – Torino Social Impact (Italia)

Al via i COTES presso le Camere di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte ed Alessandria–Asti

Nell’ambito del progetto per la costituzione degli Osservatori territoriali e dei Comitati Territoriali per l’Economia Sociale – COTES -, sostenuto da Fondazione CRT promosso da Fondazione Terzjus con Unioncamere Piemonte, le Camere di commercio piemontesi e la Camera Valdostana/Chambre Valdôtaine, sono appena stati istituiti due nuovi COTES presso le Camere di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e Alessandria-Asti.


I 2 Cotes, che presto si insedieranno ed entreranno nella fase operativa, si aggiungono alle due realtà di eccellenza attive da anni in Piemonte: presso la Camera di commercio di Torino dal 2017 l’ecosistema ad impatto sociale Torino Social Impact, espressione del Comitato per l’imprenditoria sociale, e in Camera di commercio di Cuneo il Comitato per l’imprenditoria sociale e il Microcredito.

In dirittura d’arrivo dopo l’estate il Comitato della Valle d’Aosta, al quale si sta lavorando in coerenza con le specificità del territorio valdostano.

Il lavoro svolto in questi mesi in Piemonte si propone di diventare un modello di riferimento a livello nazionale, a pochi giorni dall’informativa portata all’attenzione del Consiglio dei ministri sul Piano Nazionale per l’Economia Sociale, che di fatto segna l’avvio di una strategia organica per un settore sempre più rilevante nel sistema economico e sociale, frutto del lavoro portato avanti negli ultimi due anni, anche tramite la consultazione pubblica del Piano, dal ministero dell’Economia e delle finanze — sotto la guida del sottosegretario Mef Lucia Albano.

L’economia sociale si conferma una leva decisiva per rafforzare coesione, inclusione e sviluppo locale. Piemonte e Valle d’Aosta, grazie al lavoro congiunto tra istituzioni, sistema camerale, Fondazione Terzjus e Fondazione CRT, si candidano a diventare un laboratorio territoriale avanzato per l’attuazione delle politiche nazionali ed europee dedicate al settore: un’infrastruttura capace di trasformare le buone pratiche locali in politiche di sviluppo durature e promuovere azioni coerenti con gli obiettivi nazionali in un contesto di crescente attenzione istituzionale, confermata anche dal recente deposito in Consiglio regionale del Piemonte di due proposte di legge dedicate all’economia sociale.

I COTES nascono con l’obiettivo di costruire strumenti permanenti di conoscenza, confronto e programmazione territoriale, capaci di sostenere lo sviluppo dell’economia sociale, rafforzare l’innovazione e generare buona occupazione, nonché dare all’economia sociale strumenti stabili di programmazione e dialogo con le istituzioni creando, attraverso il sistema camerale, un ponte tra profit e non profit, tra imprese e Enti del Terzo settore.

Nasce la SHE7 SPT Cup – Il primo torneo di calcio a 7 femminile a Torino

La She7 SPT Cup porta a Torino un nuovo campionato amatoriale di calcio a 7 femminile, promosso da ASD San Paolo Torino e ConVoglio ODV per ampliare le occasioni di pratica sportiva e creare uno spazio in cui competizione e partecipazione possano convivere.


La She7 SPT Cup nasce dalla volontà di costruire una nuova opportunità continuativa per chi vuole praticare calcio femminile in un contesto amatoriale organizzato e accessibile. Accanto alla dimensione sportiva, il progetto punta a creare occasioni di incontro tra squadre e persone che condividono la stessa passione. Il campo diventa così anche uno spazio di relazione, capace di rafforzare la presenza dello sport femminile sul territorio torinese. La competizione mantiene una propria identità agonistica, con una classifica e una fase finale. Sono previsti inoltre riconoscimenti individuali legati alle prestazioni sportive e al fair play.

Zeus Sport accompagna la prima edizione come sponsor tecnico offrendo il 30% di sconto ad ogni iscritt*.

Le iscrizioni alla prima edizione sono aperte fino al 23 settembre 2026.

Il campionato prende il via nel mese di ottobre 2026 presso l’impianto sportivo Agostino Iocola di Via Tirreno 303, nella Circoscrizione 2 di Torino. Il format prevede un girone con gare di andata e ritorno, seguito da una fase finale a eliminazione diretta.

Per informazioni e iscrizioni è possibile compilare il modulo online, contattare la pagina Instagram @she7_spt_cup oppure scrivere via WhatsApp al +39 351 431 5237.

Amapola entra nel top 1% EcoVadis con la medaglia Platinum

Dalla Silver al massimo riconoscimento in un anno. Il risultato accompagna una fase di crescita del team e di ampliamento delle competenze attraverso nuove società, reti e partnership


Amapola Società Benefit ha ottenuto la medaglia Platinum EcoVadis, il massimo riconoscimento previsto dal rating internazionale di sostenibilità aziendale. La valutazione colloca la società di consulenza specializzata in sostenibilità nel top 1% delle imprese analizzate a livello globale.

Il riconoscimento segna un doppio avanzamento nel percorso intrapreso da Amapola: dopo la medaglia Bronze ottenuta nel 2024 e la Silver nel 2025, la società ha raggiunto direttamente il livello Platinum, superando la fascia Gold. La medaglia Platinum arriva in una fase di consolidamento e sviluppo: fondata nel 2009 e diventata Società Benefit nel 2021, negli ultimi cinque anni la società ha raddoppiato il proprio team. Nel 2026 il gruppo si è ulteriormente rafforzato con l’ingresso di due nuovi colleghi. Nel quadriennio 2021-2024 il fatturato è cresciuto del 95%, con un tasso medio annuo del 25%.

Politiche, processi e nuovi indicatori

Il passaggio alla medaglia Platinum è il risultato del lavoro condotto da Amapola nell’ultimo anno per rendere il proprio sistema interno di sostenibilità più strutturato, misurabile e verificabile. EcoVadis valuta le organizzazioni in quattro ambiti: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. L’analisi prende in considerazione le politiche adottate, le misure concretamente attuate e gli strumenti utilizzati per monitorare e rendicontare i risultati.

A partire dagli esiti della precedente valutazione EcoVadis, la società ha aggiornato e ampliato le politiche aziendali, definito con maggiore precisione processi, responsabilità e modalità di attuazione e introdotto nuovi KPI collegati alle diverse misure adottate.

«Il passaggio dalla Silver alla Platinum in un solo anno testimonia il valore di un lavoro fondato su metodo, responsabilità e miglioramento continuo», commenta Luca Valpreda, founder di Amapola. «Abbiamo affrontato la valutazione EcoVadis come uno strumento per mettere alla prova il nostro sistema interno. Rafforzare politiche e processi e misurare in maniera più puntuale i risultati significa rendere coerente il nostro modo di operare con ciò che proponiamo ogni giorno alle organizzazioni che affianchiamo. È un’esperienza che arricchisce anche il nostro lavoro di consulenza, perché ci permette di condividere con i clienti strumenti che abbiamo applicato e verificato direttamente».

Un percorso di crescita e ampliamento delle competenze

La crescita ha riguardato anche il perimetro delle competenze e delle collaborazioni. Nel 2025 Amapola ha costituito insieme a 3i Efficientamento Energetico la rete d’impresa A3i, un hub integrato dedicato a sostenibilità, innovazione, compliance, comunicazione e stakeholder engagement.

Nel 2026 la società è inoltre entrata tra i soci fondatori di Apiens, nuova realtà specializzata nel biomonitoraggio ambientale con le api, e ha avviato una partnership con Sloweb dedicata al digitale sostenibile. Esperienze diverse e complementari che rafforzano la capacità di Amapola di presidiare in modo integrato i temi ESG e gli ambiti connessi alla transizione sostenibile.

«La crescita di questi anni non si misura soltanto attraverso i risultati economici o l’ampliamento del gruppo», prosegue Valpreda. «Si esprime anche nella capacità di costruire alleanze e mettere in relazione competenze diverse. La sostenibilità oggi richiede letture integrate: dati ambientali, innovazione, compliance, trasformazione digitale, aspetti sociali, comunicazione e coinvolgimento degli stakeholder devono dialogare. Le reti e le nuove iniziative a cui partecipiamo nascono per offrire alle organizzazioni risposte sempre più solide e complete, senza perdere la specializzazione e la concretezza che hanno caratterizzato il nostro percorso fin dall’inizio».

La medaglia Platinum rappresenta per Amapola una conferma della solidità del lavoro svolto e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. La valutazione consentirà alla società di continuare a verificare l’efficacia delle proprie politiche, affinare gli strumenti di monitoraggio e trasformare progressivamente obiettivi e impegni in risultati misurabili.

Bench-Mark | Ep. 112 – MyOrango

Il lavoro non coincide più soltanto con una mansione, un contratto o una postazione. Sempre più, diventa uno spazio in cui cercare senso, relazioni e possibilità di espressione.

In questo episodio di Bench-Mark, Luca Rivoira, CEO & Co-founder di MyOrango, racconta la visione alla base della community generativa che mette in relazione freelance, professionisti, aziende e organizzazioni per favorire innovazione, crescita e sviluppo del potenziale individuale.

Attraverso i Social Working Day e altre occasioni di connessione, MyOrango lavora per creare relazioni autentiche, far circolare competenze ed esperienze diverse e generare nuove opportunità a partire dalla condivisione.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Salute metabolica in azienda: la collaborazione tra Dally e Marcopolo nell’ecosistema di Torino Social Impact

Dally Therapeutics e Marcopolo, entrambe parte dell’ecosistema di Torino Social Impact, hanno organizzato presso Toolbox Coworking a Torino uno Screening Day dedicato alla salute metabolica e alla prevenzione del diabete di tipo 2, coinvolgendo i collaboratori dell’agenzia in un momento concreto di attenzione alla salute, integrato nella giornata lavorativa. 


Per Marcopolo è stata l’occasione di offrire al proprio team un momento dedicato alla salute, senza uscire dalla routine lavorativa. Per Dally, una conferma del proprio servizio di welfare aziendale: un modo di approcciare salute e prevenzione che supera la dimensione medicalizzante e costosa, rendendo accessibili attività di screening, sensibilizzazione e accompagnamento digitale sui temi della salute e dei sani stili di vita. 

Ogni partecipante ha svolto un’attività individuale con il supporto di un operatore sanitario attraverso Dally Screening, dispositivo medico software certificato: in pochi minuti, il servizio raccoglie parametri e informazioni rilevanti e restituisce una fotografia chiara del profilo di rischio metabolico. È seguito un momento individuale di restituzione dei risultati, per approfondire quanto emerso e ricevere indicazioni sui possibili passi successivi, fino a piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane. 

I risultati sono restituiti individualmente via email alla singola persona e all’azienda sono condivisi solo dati aggregati e anonimi, non riconducibili ai singoli partecipanti, utili per orientare eventuali future iniziative di welfare e promozione della salute. 

È un approccio diverso dal classico esame medico: l’obiettivo non è dire alle persone cosa fare o cosa evitare, ma offrire uno spazio semplice e non giudicante per conoscersi meglio. Molti partecipanti hanno colto l’occasione per fare domande e riflettere sulle proprie abitudini legate ad alimentazione, attività fisica e stile di vita: un confronto che è stato uno degli aspetti più preziosi della giornata, capace di generare conoscenza e consapevolezza. Portare la prevenzione in azienda significa anche raggiungere chi, nella quotidianità, tende a rimandare controlli e momenti di cura di sé. 

Marcopolo ha scelto di dare spazio a un tema spesso poco visibile, ma sempre più rilevante per il benessere delle persone e delle organizzazioni. 

Crediamo che la prevenzione debba arrivare nei luoghi in cui le persone vivono, lavorano e costruiscono le proprie abitudini quotidiane”, commenta Emanuele Abbate, co-founder di Dally Therapeutics. “L’esperienza con Marcopolo conferma che le aziende possono avere un ruolo concreto nel promuovere consapevolezza e salute.

Abbiamo scelto di dedicare una giornata alla salute del team perché è un tema che normalmente resta fuori dall’agenda aziendale. Con Dally il format ci ha convinto per la sua semplicità: uno screening individuale, in ufficio, senza complicazioni organizzative. Per riuscire ad attivare iniziative di welfare aziendale, è fondamentale partire dai dati e coinvolgere il team“, commenta Rossana Bazzano, Strategy & Partnership Executive di Marcopolo.

La collaborazione tra Dally e Marcopolo racconta bene il valore dell’ecosistema di Torino Social Impact: far incontrare realtà diverse, attive sullo stesso territorio, per costruire progetti concreti capaci di unire innovazione, benessere e impatto sociale.

Il peso invisibile del digitale: la sfida di renderlo sobrio, pulito e giusto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Che cosa significa sostenibilità digitale? E quanto ne siamo consapevoli?

Sono alcune delle domande che Sloweb, partner di Torino Social Impact, rivolge alle organizzazioni della rete attraverso un questionario dedicato. Il percorso nasce per approfondire il tema della sostenibilità digitale e comprendere come le tecnologie incidano non solo sul piano ambientale, ma anche su quello sociale e di governance.

A partire dalle risposte raccolte e da una prima analisi dei siti web delle realtà aderenti, Sloweb propone un cambio di prospettiva: guardare oltre l’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali, per interrogarsi sulla cultura che ne orienta la gestione. L’obiettivo è aprire una conversazione condivisa, riconoscere le pratiche già attive e individuare nuovi spazi di miglioramento, accompagnando l’ecosistema verso un digitale più sobrio, pulito e giusto.

Leggi l’intervista di Daria Capitani Pietro Jarre su VITA

Un nuovo punto di riferimento per l’inclusione lavorativa a Torino: Orienta acquisisce Abile Job

Il futuro del lavoro passa dalla capacità di valorizzare ogni talento. È con questa visione che Abile Job, realtà torinese specializzata nell’inserimento lavorativo delle categorie protette, entra a far parte del Gruppo Orienta, una delle principali Agenzie per il Lavoro in Italia e prima del settore ad aver assunto lo status di Società Benefit. 


L’operazione nasce dall’incontro tra due organizzazioni che condividono gli stessi valori: centralità della persona, inclusione, pari opportunità e attenzione alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i servizi dedicati all’inserimento professionale delle persone con disabilità e supportare le aziende nella costruzione di ambienti di lavoro sempre più inclusivi. 

Per il territorio torinese e piemontese si apre così una nuova fase di sviluppo, nella quale l’esperienza maturata da Abile Job nell’inclusione lavorativa potrà contare sulla solidità, sulla rete e sulle competenze di un gruppo che opera da oltre trent’anni nel settore delle risorse umane. 

 Un impatto importante per le aziende torinesi 

Per le imprese, l’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta significa poter contare su un partner ancora più strutturato e specializzato nella gestione del collocamento mirato e dei processi di recruiting delle categorie protette. 

Le aziende potranno accedere a competenze consolidate nella ricerca e selezione di profili qualificati, nella consulenza normativa e nella progettazione di percorsi di inserimento efficaci e sostenibili. Un supporto che va oltre il semplice adempimento degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 e che aiuta le organizzazioni a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita, innovazione e competitività.  

Inoltre, le aziende potranno accedere a percorsi di formazione, consulenza e sensibilizzazione sui temi della Diversity & Inclusion, progettati per supportare manager e team nella costruzione di ambienti di lavoro più accoglienti, accessibili e inclusivi. Un approccio che favorisce la diffusione di una cultura aziendale orientata al rispetto delle differenze, alla valorizzazione delle competenze e al benessere delle persone. 

 Nuove opportunità per candidati e categorie protette 

L’operazione rappresenta una buona notizia anche per candidati e lavoratori del territorio. Grazie alla sinergia tra Abile Job e Orienta, le persone appartenenti alle categorie protette potranno beneficiare di maggiori opportunità professionali, di una rete più ampia di aziende e di servizi dedicati all’orientamento, alla formazione e all’accompagnamento al lavoro. 

Negli anni, Abile Job ha sviluppato un modello innovativo focalizzato sull’ascolto delle esigenze della persona e sulla valorizzazione delle competenze, contribuendo a favorire l’incontro tra talenti e imprese. Oltre 500 persone hanno partecipato ai percorsi sviluppati dalla società, con centinaia di inserimenti lavorativi realizzati direttamente o attraverso aziende partner. 

 Un impegno condiviso per il lavoro inclusivo 

L’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta rappresenta molto più di un’acquisizione. È l’unione di esperienze, competenze e valori che hanno un obiettivo comune: creare un mercato del lavoro più accessibile, inclusivo e capace di riconoscere il valore delle persone. 

Per le aziende di Torino e del Piemonte significa poter contare su un interlocutore sempre più qualificato nella gestione delle politiche di inclusione. Per i candidati significa accedere a nuove opportunità professionali e a percorsi costruiti attorno alle proprie capacità e aspirazioni. 

Una nuova fase di crescita che guarda al futuro del lavoro mettendo al centro ciò che conta davvero: il talento. 

Aperte le iscrizioni alla biennale della prossimità Torino 1-3 ottobre 2026

La Biennale della Prossimità 2026 si terrà a Torino dall’1 al 3 ottobre 2026 e avrà come tema “Pratiche di democrazia profonda”.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro partecipa al percorso della Biennale come promotore nazionale e realtà del Comitato Locale di Torino, contribuendo alla costruzione di uno spazio di confronto dedicato a prossimità, democrazie e politiche.

È online il Programma 2026, costruito attraverso il lavoro del Comitato Locale di Torino, della Comunità di Pratiche, dei promotori nazionali e delle realtà coinvolte nel percorso. Il programma attraversa prossimità, democrazie e politiche attraverso panel, macro-panel, talk, laboratori, percorsi urbani, momenti artistici e conviviali.

Consulta il Programma 2026

Sono aperte anche le iscrizioni tramite Prossimatch, lo strumento digitale della Biennale pensato per iscriversi, orientarsi nel programma, rendersi visibili, conoscere le altre persone e organizzazioni partecipanti e facilitare incontri e connessioni durante le giornate torinesi.

Iscriviti 

Vi aspettiamo numerosi, contiamo di incontrarci lì e di praticare prossimità.

Bench-Mark | Ep. 111 – AIDA

Come si costruisce una formazione efficace in un comparto storicamente percepito come maschile? E quali ricadute può avere una maggiore consapevolezza anche sul piano economico?

In questo nuovo episodio di Bench-MarkCaterina Ansaldi, coach professionista e membro di AIDA – Associazione Italiana Donne per l’Automotive, racconta perché formare sulla parità di genere significa lavorare sulle persone, sulle organizzazioni e sui modelli culturali che attraversano il settore.

Nata a Torino nel 2024, AIDA promuove un automotive più equo, inclusivo e sostenibile, attraverso mentoring, formazione, orientamento e collaborazione con le aziende.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Sloweb APS a Terra Madre Salone del Gusto

Sloweb, pioniere dell’etica digitale, è un’Associazione di Promozione Sociale fondata nel 2017 a Torino che promuove l’uso responsabile degli strumenti digitali. Ha avviato con Slow Food una stretta collaborazione che unisce i due movimenti in un impegno comune: promuovere un utilizzo del digitale che sia sobrio, pulito e giusto a partire dal settore agroalimentare.


Il primo appuntamento pubblico della collaborazione è Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, dove Sloweb sarà protagonista con cinque giorni di eventi dedicati al digitale sostenibile. L’evento si svolgerà al Cinema Centrale, in Via Carlo Alberto 27 a Torino, ed è intitolato Rallenta il tuo ritmo digitale. Ritrova il gusto di navigare. Esprime l’idea di riprendere il controllo, anche nel digitale, delle proprie scelte: a casa, a scuola, in azienda, nelle comunità.

Il programma completo è consultabile qui e i biglietti gratuiti per iscriversi tramite la piattaforma Eventbrite qui.

L’iniziativa di Sloweb, organizzata in collaborazione con CSI Piemonte, Frontiere, Piano D, Smart Flow, il supporto di Banco Azzoaglio, Doinnovation, Studio Planeta, Seeweb e il contributo della Camera di commercio di Torino, prevede una Rassegna cinematografica, spettacoli e Slowlesson.

Tra le molte proposte, il 25 settembre è in calendario un momento di formazione per le aziende, dove verrà inoltre presentato un nuovo progetto di ecosistema che nasce con l’intento di guidare le circa 450 realtà aderenti a Torino Social Impact verso una piena consapevolezza della gestione digitale sostenibile. Tra i primi passi effettuati, è stata realizzata una fotografia condivisa di come l’ecosistema TSI stia affrontando le sfide ambientali, sociali e di governance legate all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il 26 e il 27 settembre sono previsti il Digital Ethics Forum, con esperti e studiosi internazionali, e l’Osservatorio del consumo digitale responsabile con la partecipazione di aziende del Nord-Ovest; il 28 settembre, infine, si parlerà di Patti digitali, ovvero degli accordi tra famiglie che aiutano le comunità a gestire in modo responsabile dispositivi e servizi digitali.

Verranno lanciate Le Ricette di Sloweb per un digitale più sano (ovvero dieci suggerimenti pratici per un uso del digitale più consapevole) distribuite in formato HTML e su cartoline per il pubblico. Tra le prime iniziative sinergiche tra Slow Food e Sloweb spicca l’adeguamento del sito di Terra Madre a basso consumo energetico e ad alta efficienza di servizio.

«Sloweb e Slow Food nascono dallo stesso territorio piemontese e intendono impegnarsi anche in campo digitale nella direzione della libertà di scelta, di uno stile di vita più buono, pulito e giusto con la divulgazione di pratiche di gestione sobria, pulita e giusta di dati, servizi e prodotti digitali», spiega Pietro Jarre, founder di Sloweb. «Slow Food ha dimostrato con l’intuizione dell’indimenticato Carlin Petrini che è possibile costruire un movimento mondiale partendo dalla concretezza delle pratiche quotidiane – aggiunge Maurizio Bulgarini, attuale presidente di Sloweb –. Noi facciamo lo stesso con il digitale. Questa collaborazione ci offre la rete e la legittimazione per agire su ampia scala. E siamo pronti».

Parte RiTessiAMO, un progetto finanziato dalla Città di Torino

Il 9 luglio è stata pubblicata la graduatoria definitiva che annuncia i 16 progetti selezionati per il bando della Città di TorinoCultura e Imprenditorialità incardinate nell’Economia Circolare e nel Tessuto Urbano”, nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027. 


Tra i progetti vincitori c’è anche RiTessiAMO, incentrato sul settore tessile. Il partenariato ideatore del progetto è composto da tre realtà del territorio che vantano una lunga esperienza nell’economia circolare in campo tessile-moda: la startup innovativa a vocazione sociale Atelier Riforma (come capofila), l’ente no-profit ODV Società di San Vincenzo De Paoli, con il suo emporio solidale ABITO, e l’azienda DBT Fibre, nella sua specifica divisione dedicata al riciclo, Closeoop.

RiTessiAMO è un progetto di economia circolare che vuole dare una nuova vita ai prodotti tessili usati e ridurre gli sprechi nel settore della moda. Ha due obiettivi principali:

  1. attivare l’intero ecosistema cittadino — aziende, artigianə, enti, cittadinə — attorno a una gestione sostenibile dei prodotti tessili
  2. trasformare una realtà no-profit torinese impegnata nella raccolta solidale di abiti in un modello operativo a scarto minimo. 

Il progetto partirà dalla creazione, presso Abito, di un sistema organizzato per selezionare i prodotti tessili che non possono essere donati, ma che sono invece idonei al riciclo. Con il supporto di Atelier Riforma e delle sue tecnologie, i materiali verranno suddivisi per fibra e colore e privati degli elementi che ne ostacolano il riciclo. Il materiale selezionato sarà poi inviato a DBT Fibre, a Biella, dove verrà riciclato in nuove fibre da re-immettere sul mercato.

Parallelamente, Abito e Atelier Riforma attiveranno un servizio gratuito per il recupero e la gestione circolare dei prodotti tessili dismessi da aziende ed enti del territorio. I materiali raccolti saranno in parte destinati a una rete di artigianə locali per attività di riuso e upcycling e in parte valorizzati attraverso strumenti digitali dedicati. Il progetto rafforzerà inoltre la sartoria di Abito, ampliando le attività di riparazione e trasformazione dei capi e organizzando corsi e laboratori gratuiti aperti alla cittadinanza.

Un’altra componente centrale sarà la sensibilizzazione sul consumo responsabile nella moda, attraverso incontri nelle scuole, eventi, workshop e campagne informative. Saranno proposte attività di formazione e consulenza gratuite anche ad aziende, professionistə e studenti del settore moda, con l’obiettivo di diffondere pratiche di eco-design e una gestione più sostenibile dei tessili.

“Si tratta di un progetto realmente pionieristico: non risultano esperienze analoghe in cui un ente no-profit dedito alla raccolta solidale di abiti disponga di tecnologie avanzate (come un lettore a spettroscopia NIR per l’identificazione delle fibre e una tecnologia di Intelligenza Artificiale per la digitalizzazione e messa in vendita automatica dei capi su un marketplace) unite a uno staff con volontari formati per preparare al riciclo fiber-to-fiber i tessili non idonei al riutilizzo. Una simile dotazione è stata finora prerogativa di grandi operatori industriali” – Elisa Valenti, coordinatrice di Abito.

Oggi gli abiti usati raccolti tramite donazioni o raccolta stradale vengono valorizzati principalmente attraverso il riutilizzo. Tuttavia, una quota sempre maggiore non è adatta a essere riutilizzata a causa della scarsa qualità dei capi, legata soprattutto alla diffusione del fast fashion. Questi materiali finiscono quindi in processi di recupero a basso valore, come la produzione di stracci e imbottiture, oppure vengono smaltiti o inceneriti. 

“Il riciclo fiber-to-fiber, che permette di rigenerare nuove fibre a partire dai rifiuti tessili è ancora poco diffuso, soprattutto sui tessili post-consumo, perché richiede materiali accuratamente selezionati per composizione e colore e la rimozione di elementi come bottoni e zip. Per questo motivo, oggi meno dell’1% dei tessili viene effettivamente riciclato in nuove fibre” – Federico De Martini, CEO di DBT Fibre.

Inoltre, le attività di selezione e preparazione dei tessili sono articolate e manuali e perciò vengono spesso svolte all’estero, con una filiera poco efficiente sia dal punto di vista economico che ambientale. Per questo l’Unione Europea sta promuovendo lo sviluppo di sistemi di raccolta, selezione e riciclo più locali e circolari, capaci di ridurre sprechi, costi e impatti ambientali.

“Valorizzando competenze territoriali, il modello circolare di RiTessiAMO sarà quasi a km 0 (raccolta, cernita, disassemblaggio, riciclo e filatura entro 80 km): in una filiera altamente globalizzata (e opaca) come quella del tessile post-consumo, questo è un obiettivo ambiziosissimo, che costruisce per Torino e il Piemonte un caso di best practice internazionale” Elena Ferrero, CEO di Atelier Riforma.

Il progetto avrà un budget complessivo di poco meno di 125.000 € e si articolerà su 10 mesi (da settembre 2026 fino a giugno 2027).

Le attività pianificate nell’ambito di RiTessiAMO sono state annunciate il 2 luglio in un talk durante la Torino Fashion Week 2026, appuntamento internazionale annuale dedicato al settore moda che si svolge nel capoluogo piemontese.

DO Impact: la Final Conference

Il pomeriggio del 7 luglio si è svolta a Bruxelles la Final Conference del progetto europeo DO Impact, seguita, l’8 luglio, dall’Ottavo Transnational Workshop. Due appuntamenti che hanno riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori e innovatori per riflettere sul ruolo dei dati, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale nel rafforzare l’economia sociale europea e costruire un ecosistema più collaborativo, inclusivo e resiliente.


A conclusione di un percorso durato due anni, il progetto DO Impact ha riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori, innovatori digitali e policy maker per riflettere sulle sfide e sulle opportunità della trasformazione digitale, mettendo al centro una domanda chiave: come possono dati, intelligenza artificiale e tecnologie digitali essere orientati al bene comune?

La Final Conference, ospitata presso il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC), si è aperta con i saluti di Gianluca Pastorelli, Executive President di Diesis Network, e di Philip von Brockdorff, Vicepresidente del Gruppo Lavoratori dell’EESC. A seguire, il keynote di Giuseppe Guerini, Presidente di Cooperatives Europe, ha sottolineato come la trasformazione digitale non sia un processo inevitabile, ma una traiettoria che può essere guidata affinché generi valore per la collettività.

Nel corso del pomeriggio, il panel Digital and Data-Driven Transformation as a Driver of Social Impact in Europe ha approfondito il ruolo delle infrastrutture digitali interoperabili, della governance dei dati e della cooperazione europea nello sviluppo di ecosistemi digitali capaci di sostenere l’economia sociale. Il confronto, moderato da Gianluca Pastorelli, ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, di Social Economy Europe e di ECAS – European Citizen Action Service, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione tra organizzazioni e allineare le strategie di digitalizzazione alle priorità europee.

Un secondo momento di confronto è stato dedicato al rapporto tra democrazia, partecipazione e intelligenza artificiale attraverso il panel Small Voices, Big Systems: Keeping Democracy Human in the Age of AI. La discussione ha posto l’attenzione sul ruolo dei cittadini e della società civile nella progettazione e nella governance delle tecnologie digitali, sottolineando come il futuro digitale dell’Europa dipenda non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire infrastrutture aperte, inclusive e orientate ai bisogni delle persone.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alla costruzione di un ecosistema europeo dei dati per l’economia sociale. Il confronto ha evidenziato come sovranità digitale, interoperabilità, governance condivisa e investimenti coordinati rappresentino elementi fondamentali per consentire ai dati di generare valore pubblico e impatto sociale.

L’8 luglio, in occasione dell’Ottavo Transnational Workshop Forward Planning with Data: Opportunities and Synergies  il focus si è spostato sulle esperienze concrete delle organizzazioni europee che stanno affrontando percorsi di trasformazione digitale. Attraverso testimonianze provenienti da diversi Paesi, i partecipanti hanno condiviso strumenti, sfide e risultati, mostrando come i dati possano diventare una risorsa strategica per migliorare la governance organizzativa, supportare decisioni più consapevoli e aumentare l’impatto sociale.

Nel corso della giornata si è svolto anche il workshop dedicato al Digital and Data Action Plan (DDAP), uno dei principali risultati del progetto. I partecipanti hanno lavorato in gruppi per definire roadmap operative sui temi della governance dei dati, delle infrastrutture condivise, della collaborazione tra organizzazioni e della trasformazione digitale. Il DDAP costituirà uno strumento pratico per accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo delle proprie capacità digitali nei prossimi anni.

Uno spazio specifico è stato inoltre dedicato al confronto tra diversi progetti europei attivi sui temi della digitalizzazione dell’economia sociale. Il dialogo ha evidenziato come il valore dei progetti europei non risieda esclusivamente negli strumenti o nei risultati prodotti, ma soprattutto nelle reti di collaborazione, nello scambio di conoscenze e nelle comunità di pratica che continuano a generare impatto anche oltre la conclusione delle singole iniziative.

La due giorni si è conclusa con un workshop di riflessione finale, durante il quale i partner hanno ripercorso il percorso di apprendimento sviluppato in questi due anni, valutandone metodologie, risultati e prospettive future.

La Final Conference del 7 luglio e l’Ottavo Transnational Workshop dell’8 luglio hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso europeo durato due anni, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione. Il messaggio emerso dalle due giornate è chiaro: la trasformazione digitale dell’economia sociale è un processo continuo, che richiede competenze, collaborazione e sperimentazione condivisa. Più che l’adozione di nuove tecnologie, ciò che farà la differenza sarà la capacità di costruire ecosistemi aperti, valorizzare i dati come bene comune e rafforzare le connessioni tra organizzazioni, territori e istituzioni.

Tra gli appuntamenti del percorso che DO Impact ha sviluppato negli ultimi mesi, il  25 giugno si è tenuto il quinto European Deep Dive, dedicato alla partecipazione digitale e alla governance aperta. L’evento ha approfondito il contributo di piattaforme open source come Consul Democracy e presentato il percorso italiano di capacity building promosso da Fondazione Piemonte Innova, Torino Social Impact e TIRESIA e ha rappresentato un’occasione per valorizzare il ruolo dei dati, della partecipazione e delle competenze digitali come leve per rafforzare l’impatto sociale delle organizzazioni.

Con la conclusione di DO Impact termina il progetto, ma prosegue il patrimonio di relazioni, conoscenze e strumenti costruito in questi due anni. Le esperienze condivise durante i Deep Dive, i workshop transnazionali e locali continueranno infatti a sostenere lo sviluppo di un’economia sociale europea sempre più digitale, resiliente e orientata all’impatto.

23.07.26 – Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro

Nell’ambito del progetto europeo SKALE2CT, giovedì 23 luglio 2026, dalle 14.00 alle 15.00, si terrà online lo Stakeholder Meeting “Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro”, organizzato dal Dipartimento Sviluppo economico, territoriale e sociale della Città metropolitana di Torino.


Nel mese di giugno 2026, la Città Metropolitana di Torino ha approvato la nuova scheda di misura InnoSocialMetro, che pone le basi per la formulazione della nuova edizione del bando, un’importante opportunità per sostenere iniziative e progettualità imprenditoriali nell’ambito dell’economia sociale sul territorio metropolitano.

L’incontro sarà volto a presentare le principali novità del futuro bando InnoSocialMetro e consentirà ai partecipanti di confrontarsi direttamente con i referenti della misura, al fine di approfondire contenuti e prossimi passaggi previsti.

Lo Stakeholder Meeting sarà anche un momento di dialogo e networking tra organizzazioni, enti, imprese e altri attori del territorio, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove collaborazioni e rafforzare le reti locali.

La partecipazione all’evento è aperta a tutti i soggetti interessati, previa registrazione al seguente link.

Agenda

OP4Impact: il secondo incontro di impact capacity building

Giovedì 2 luglio si è riunita al  Cottino Social Impact Campus la Comunità di pratica OP4IMPACT, composta dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino, dall’Ordine degli Avvocati di Torino, dal Consiglio Notarile di Torino e Pinerolo e dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino. 


La Comunità di pratica si è ritrovata per il secondo incontro di impact capacity building: un’occasione per ascoltare, recepire le visioni e i bisogni dell’economia sociale, interpretandoli nel proprio ruolo di professionisti con competenze complementari e distintive di grande valore aggiunto per la crescita di questo paradigma. L’obiettivo del percorso è rispondere alle istanze dell’economia sociale e continuare a costruire insieme, in una logica interordinistica, approcci e azioni capaci di generare un impatto concreto.

L’incontro ha avuto al centro l’analisi di un caso studio, attraverso la testimonianza della Cooperativa Animazione Valdocco, partner di TSI. Per l’occasione sono intervenuti Elisa Profico e Matteo Gagino, che hanno illustrato il Piano Strategico 2026–2029: un piano nato da un percorso partecipato che ha coinvolto soci e stakeholder a partire dai bisogni rilevati, traducendoli in obiettivi, risultati misurabili e azioni concrete per orientare alcune priorità strategiche dei prossimi quattro anni.

Elisa Profico ha sottolineato: «Come Cooperativa ci siamo resi conto che tutta questa bellezza che ci arricchisce all’interno deve essere accessibile anche all’esterno in modo più fruibile. Parlare di impatto è uno dei pochi modi che abbiamo per far capire il valore che produciamo a chi ci guarda dall’esterno».

Tra i temi emersi come centrali: 

  • Presidiare il mercato: rafforzare la presenza nel mercato pubblico e nella co-progettazione, garantendo sostenibilità economica, qualità dei servizi e capacità di innovare le risposte ai bisogni emergenti.
  • Generare valore sociale: aumentare l’impatto sociale sul territorio, promuovendo progetti, reti e iniziative che contribuiscono a comunità inclusive, coese e orientate al benessere collettivo.
  • Governance diffusa: semplificare e distribuire i processi decisionali, aumentando l’autonomia delle UDS, valorizzando i quadri intermedi e coinvolgendo di più i soci nelle scelte strategiche.
  • Rigenerare il lavoro associato: rafforzare il lavoro e la capacità di attrarre e sviluppare  i giovani e loro competenze 
  • Innovazione digitale e AI: sviluppare strumenti, competenze e processi che migliorino efficienza, la gestione dei dati e la qualità dei servizi.

Caterina Soldi ha successivamente ricondotto i temi osservati dai professionisti ai principi dell’impatto e all’importanza di radicarli in una visione strategica che si dota di metodologie, strumenti, approcci per generare impatto sociale tra tangibile e intangibile. Ha inoltre evidenziato il ruolo della misurazione dell’impatto come strumento di apprendimento, orientamento strategico e supporto alle decisioni, offrendo una panoramica sulla teoria del cambiamento come metodo utile a leggere il nesso tra bisogni, azioni, risultati attesi e trasformazioni generate.

Nella successiva attività laboratoriale, i quattro Ordini professionali sono stati invitati a individuare possibili traiettorie di supporto alle organizzazioni dell’economia sociale, a partire dalle rispettive competenze tecniche e dai temi osservati nel caso studio. Dal confronto sono emersi spunti e riflessioni utili a rafforzare la capacità dei professionisti di leggere le istanze delle organizzazioni dell’economia sociale e di accompagnarle con strumenti e competenze adeguate.

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

Torino Social Impact diventa full member ed entra a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, rete europea composta da oltre 80 partner attivi in 30 Paesi e impegnata nel rafforzamento dell’economia sociale, dell’innovazione sociale e dei modelli di sviluppo orientati all’impatto.


L’ingresso è avvenuto in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis, che si è tenuta l’8 luglio 2026 a Bruxelles con la partecipazione delle organizzazioni della rete.

La nomina nel Comitato Esecutivo dell’advisor strategica di TSI Raffaella Scalisi rappresenta un nuovo passo nel percorso di consolidamento della dimensione europea di Torino Social Impact e rafforza il ruolo dell’ecosistema torinese all’interno di uno dei principali network internazionali dedicati alla social economy.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e attori dell’economia sociale provenienti da diversi Paesi europei e internazionali, con l’obiettivo di promuovere modelli economici più inclusivi, democratici e sostenibili. Con oltre 80 partner in 30 Paesi, la rete rappresenta uno spazio di confronto e cooperazione strategica sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del lavoro sviluppato in questi anni per posizionare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, attraverso il coinvolgimento di imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

La partecipazione al Comitato Esecutivo permetterà di contribuire in modo ancora più diretto alle strategie della rete, in coerenza con le priorità definite dall’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network: rafforzare la crescita e l’impatto della rete, promuovere la collaborazione tra membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e sostenere una governance interna sempre più trasparente, aperta e orientata alla partecipazione. In particolare, Torino Social Impact si occuperà di sviluppare e rafforzare i temi delle partnership profit-non profit e della finanza di impatto.

Questo nuovo ruolo si inserisce in un percorso già avviato di collaborazione europea, che vede Torino Social Impact impegnata in progetti, reti e iniziative internazionali dedicate al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta quindi un’opportunità per portare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo più ampio e, allo stesso tempo, per rafforzare connessioni, progettualità e alleanze utili allo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Programma CERV: il workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale

Diritti, uguaglianza, cittadinanza attiva e valori democratici sono al centro del programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, uno degli strumenti dell’Unione Europea per sostenere società più aperte, eque e inclusive.

A questo programma l’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale ha dedicato il workshop che si è tenuto giovedì 2 luglio presso Vol.TO – Volontariato Torino ETS, con l’obiettivo di approfondire opportunità, strumenti e buone pratiche per la progettazione europea su questi temi.


L’incontro, aperto dai saluti della Direttrice di Vol.TO Maida Caria, ha visto la partecipazione di 16 organizzazioni partner di Torino Social Impact.

Dopo la presentazione delle attività dell’HUB Progetti Europei, del percorso di accompagnamento e delle opportunità dedicate alle organizzazioni partner, Alessia Ibba di Torino Social Impact ha introdotto l’intervento tecnico di Maria Chiara Pizzorno di Weco Impresa Sociale.

Il workshop ha offerto un approfondimento sul programma CERV, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili, con particolare attenzione alla sua finalità principale: promuovere e tutelare i diritti e i valori dell’Unione Europea, contribuendo allo sviluppo di società aperte, democratiche, eque e inclusive.

In linea con l’approccio peer-to-peer dell’HUB, ampio spazio è stato dedicato al racconto di esperienze progettuali nate all’interno dell’ecosistema locale.

Davide Prette di Vol.TO ha presentato EnviRights, progetto sviluppato nell’ambito della call CERV-CHAR-LITI-CIVIC grazie all’accompagnamento dell’HUB Progetti Europei. Approvato a marzo 2025, avviato a giugno 2025 e attivo fino a maggio 2027, il progetto è dedicato alla promozione e tutela della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, con un focus specifico sull’attivismo ambientale.

L’obiettivo di EnviRights è rafforzare consapevolezza, resilienza e capacità di risposta delle persone attive nei movimenti ambientali, promuovendo al tempo stesso un dialogo più costruttivo tra attivistə, autorità pubbliche, media e decisori politici, anche per contrastare narrazioni denigratorie o criminalizzanti nei confronti dell’attivismo climatico pacifico.

A seguire, Valeria Vacchiano della Città di Torino ha presentato B.RIGHT SPACES – Better rights in better civic space, progetto recentemente concluso di cui la Città di Torino è stata partner. L’iniziativa ha lavorato per rafforzare la capacità collettiva delle autorità pubbliche locali e delle organizzazioni territoriali nel sostenere, promuovere e proteggere gli spazi civici locali, riconosciuti come presidi fondamentali per la tutela dei valori democratici e dei diritti delle persone.

Tra i risultati del progetto, particolare attenzione è stata dedicata alla costruzione di una definizione condivisa di spazio civico, allo sviluppo del concetto di partenariato pubblico-comunitario e all’utilizzo della partecipazione come strumento di co-produzione delle politiche pubbliche. È emerso inoltre il valore aggiunto del partenariato europeo, capace di generare relazioni così significative da costituire, a loro volta, un vero e proprio spazio civico transeuropeo.

La seconda parte del workshop è stata dedicata alle call attualmente aperte e in uscita: 

  • CERV-2026-DAPHNE, per il contrasto alla violenza di genere e contro altri gruppi vulnerabili; 
  • CERV-2026-REMEMBRANCE, dedicata alla memoria europea;
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CHARTER, per la promozione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CIVIC, per la promozione e il rafforzamento degli spazi civici.

Oltre alle specificità di ciascuna call, Maria Chiara Pizzorno ha condiviso alcuni suggerimenti trasversali utili alla progettazione: conoscere il quadro strategico e normativo di riferimento, mantenere coerenza rispetto al topic scelto, promuovere lo scambio intergenerazionale, coinvolgere i target group non solo come beneficiari ma anche come testimoni, e integrare in modo consapevole l’approccio intersezionale e il gender mainstreaming.

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata a un laboratorio di europrogettazione, durante il quale le organizzazioni partecipanti, supportate dallo staff dell’HUB Progetti Europei, hanno lavorato alla costruzione di un abstract efficace e alla traduzione delle proprie idee in prime ipotesi progettuali.

In questa fase la Fondazione CRT ha presentato ProjectFinder, un nuovo strumento realizzato tramite EUknow.it: una mappa interattiva per scoprire i progetti europei e chi li realizza, facilitando la creazione di partnership europee.

Le realtà interessate a proseguire il percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze europee.

L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro

L’intelligenza artificiale sta cambiando la comunicazione. Ma sta migliorando la qualità della nostra comunicazione, oppure sta semplicemente rendendo più veloce la produzione di contenuti?

È a partire da queste domande che si è avviato l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione, che si è tenuto il 30 giugno presso gli spazi di CasArcobaleno, presidio e polo integrato di servizi di interesse pubblico rivolti alla popolazione LGBTQIA+ e alla cittadinanza tutta.


L’incontro è stato dedicato al tema AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro: un’occasione di confronto su come l’intelligenza artificiale stia trasformando linguaggi, pratiche e processi comunicativi, approfondendo opportunità e criticità legate al suo utilizzo nei contesti professionali e organizzativi, con un’ottica people first.

Come introdotto da Monica Cerutti, alla guida della Comunità di pratica, un cambiamento che non riguarda soltanto la velocità o l’automazione della produzione di contenuti, ma il modo in cui costruiamo significati, fiducia, relazioni e rappresentazioni. L’AI può generare testi, immagini e output complessi, ma sono le persone a costruire relazioni. Per questo il concetto di human in the loop non riguarda il rifiuto della tecnologia, ma la responsabilità di chi progetta, sceglie, interpreta e comunica.

L’intelligenza artificiale, infatti, non possiede valori, esperienza o conoscenza profonda dei contesti: apprende dai dati, e i dati possono riflettere stereotipi, squilibri, assenze e discriminazioni. In questa prospettiva, ogni parola, immagine e scelta comunicativa continua ad avere un peso. L’AI tende a riprodurre ciò che è statisticamente più frequente; le persone possono invece scegliere ciò che è culturalmente più giusto, costruendo rappresentazioni più inclusive e consapevoli.

L’incontro è stato co-progettato con Collettivo Freeco, realtà di freelancing collaborativo che promuove autodeterminazione, pluralità, sostenibilità ed etica lavorativa per le persone libere professioniste. Allegra Caputo di Collettivo Freeco ha esplorato esempi concreti e spunti operativi per un uso consapevole dell’AI, approfondendo anche come questi strumenti possano supportare processi, servizi e progettualità capaci di generare impatto sul tessuto sociale.

La riflessione ha toccato alcuni aspetti centrali: la qualità degli input, secondo il principio garbage in, garbage out; l’attenzione ai dati sensibili e alla loro anonimizzazione; il rischio di sovraccarico cognitivo legato all’uso simultaneo di troppi strumenti; e la necessità di non usare l’AI solo per confermare le proprie idee, ma anche per far emergere criticità, alternative e punti ciechi.

Tra gli esempi presentati anche Afroféminas GPT, esperimento sviluppato da Antoniette Torres Soler a partire da testi del pensiero nero e decoloniale, un caso che mostra come anche la progettazione dei sistemi di AI possa essere orientata da scelte culturali, politiche ed etiche precise.

A seguire, si è aperto un momento di confronto tra le persone partecipanti, che hanno condiviso riflessioni, esperienze e punti di vista a partire dagli stimoli emersi durante l’incontro.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla testimonianza di SynDiag, realtà fem-tech italiana che sviluppa dispositivi medici con AI. Nata per potenziare la diagnosi precoce del tumore ovarico, l’azienda mette la propria tecnologia al servizio dell’innovazione nella salute femminile.

A intervenire è stata Sabrina Scarpati, Sales & Business Development Manager, che ha illustrato il caso di OvAi Focus, dispositivo medico software marcato CE in cloud che supporta la refertazione attraverso l’elaborazione di video e immagini ecografiche. Il dispositivo si fonda su tre pilastri: 

  1. Digitalizzazione,
  2. Intelligenza artificiale
  3. Telemedicina

L’obiettivo è migliorare l’accesso all’esame ecografico ginecologico, la qualità della diagnosi e la tempestività di risposta nei casi complessi.

Un caso applicativo già avviato riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia, dove il modello contribuisce a migliorare la qualità e completezza dei referti, ottimizzare la gestione ambulatoriale e rendere più efficiente il percorso della paziente.

In chiusura, è stata presentata anche l’iniziativa Mind the Health Gap, laboratorio digitale promosso da SynDiag e Idem – Mind The Gap, dedicato al tema della salute femminile come leva di parità di genere nei luoghi di lavoro.

L’incontro ha confermato come l’intelligenza artificiale non possa essere affrontata solo come questione tecnica. È una questione culturale, organizzativa, etica e democratica. La sfida non è semplicemente usare meglio l’AI, ma capire come possa rafforzare la capacità delle persone di comprendere, partecipare e costruire comunità.

Bench-Mark | Ep. 110 – RPLT

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, incontriamo Emiliano Giovine e Giuseppe Taffari, avvocati di RPLT, studio legale e tributario nato dalla fusione tra RP Legal & Tax e LT Legalitax.

Con oltre 200 professionisti, più di 25 aree di pratica, 6 uffici in Italia e 5 desk internazionali, RPLT accompagna imprese, fondi, enti e amministrazioni in Italia e all’estero, offrendo consulenza legale e fiscale in una prospettiva full service.

Nel dialogo, il ruolo delle competenze professionali emerge come parte integrante dello sviluppo di ecosistemi capaci di generare valore, sostenere l’innovazione e accompagnare organizzazioni e territori nelle trasformazioni economiche e sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Riapre lo sportello per l’efficientamento produttivo delle imprese piemontesi

La Regione Piemonte, attraverso Finpiemonte, conferma il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione del sistema produttivo locale verso modelli più sostenibili e sicuri. Nell’ambito del Programma Regionale FESR 21-27, il 7 luglio ha riaperto ufficialmente lo sportello dedicato alla Linea b) “Efficientamento produttivo”, uno strumento strategico per le imprese che intendono coniugare competitività economica e impatto positivo sul territorio.


Investire nella sostenibilità e nella sicurezza

La misura punta a sostenere programmi organici di investimento volti a trasformare i processi produttivi in ottica di economia circolare e protezione ambientale.

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per promuovere un’innovazione che non sia solo tecnologica, ma anche sociale, finanziando interventi che mirano a:

  • Ridurre l’impatto ambientale: attraverso la diversificazione della produzione e l’adozione di modelli per la riduzione dei rifiuti e l’uso efficiente delle risorse
  • Innalzare la sicurezza sul lavoro: premiando i progetti che elevano i livelli di protezione dei lavoratori al di sopra degli standard obbligatori di legge
  • Favorire la decarbonizzazione: con una specifica componente “green” dedicata alla protezione del clima e dell’ambiente

Le agevolazioni: un mix di finanza agevolata e contributi

L’agevolazione è strutturata per coprire fino al 100% dei costi ammissibili (con investimenti compresi tra 50.000 e 3.000.000 di euro) attraverso uno strumento finanziario combinato:

  • Finanziamento agevolato: composto per il 70% da fondi regionali a tasso zero e per il 30% da fondi bancari
  • Contributo a fondo perduto: riservato alle PMI, con percentuali che variano in base alla dimensione d’impresa e alla tipologia di progetto

Un elemento di particolare interesse per le imprese orientate all’impatto è il sistema di premialità. Sono infatti previste maggiorazioni del contributo a fondo perduto per le aziende in possesso di Rating di legalità, certificazioni della parità di genere o del Rating ESG, valorizzando così l’impegno etico e sociale delle realtà piemontesi.

Requisiti e modalità di partecipazione

La misura si rivolge a PMI e Mid-cap con sede operativa in Piemonte.
È importante sottolineare che tutti i progetti devono rispettare il principio DNSH (“non arrecare danno significativo all’ambiente”) e dimostrare un chiaro effetto di incentivazione, venendo presentati prima dell’avvio dei lavori.

Le domande potranno essere inviate a partire dalle ore 9:00 del 7 luglio 2026 esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte. Lo sportello resterà aperto fino al 29 ottobre 2028, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Maggiori informazioni 

Il team di Amapola cresce con due nuovi ingressi

Nuove competenze entrano in Amapola, la Società Benefit specializzata in consulenza di sostenibilità: Alessandro Porro si unisce al team Reporting come Junior Account, mentre Elisa Marenco entra nel team commerciale, dove seguirà strategie di sviluppo e strumenti di marketing.


Le due nuove professionalità si inseriscono in aree molto rilevanti per l’evoluzione della società di consulenza attiva dal 2009. Da un lato il reporting ESG, un ambito centrale per accompagnare imprese, enti e organizzazioni del terzo settore in percorsi di rendicontazione strutturati, che sempre di più si allarga toccando normative, processi, strategia. Dall’altro lo sviluppo commerciale di Amapola, che sostiene la crescita della società attraverso l’ascolto del mercato, la costruzione di nuove relazioni e la valorizzazione delle competenze interne.

Alessandro Porro nel team Reporting

Alessandro Porro entra nel gruppo di lavoro guidato da Giulia Devani, tra i componenti del Consiglio direttivo di Amapola, portando con sé un background economico-aziendale e competenze focalizzate sulla sostenibilità. Dopo la laurea in Economia Aziendale, Alessandro ha approfondito questi temi con un master specialistico, orientando il proprio percorso professionale verso il reporting ESG.

Una prima esperienza in ambito contabile gli ha permesso di sviluppare familiarità con la lettura dei dati economico-finanziari, che oggi integra con l’analisi delle performance ambientali e sociali e con gli aspetti di governance. Un approccio utile in un ambito in forte evoluzione, dove la rendicontazione non è più soltanto restituzione di dati, ma processo di lettura, organizzazione e interpretazione delle informazioni rilevanti per la strategia di sostenibilità.

In Amapola, Alessandro contribuirà ai progetti del team nelle attività di analisi, raccolta e interpretazione dei dati per i bilanci e per processi correlati, come quelli delle certificazioni, e nella redazione e valorizzazione dei contenuti.

Elisa Marenco nel team commerciale

Elisa Marenco entra nel team commerciale di Amapola, sotto il coordinamento della partner Elena Mancino, per occuparsi di strategie di sviluppo commerciale e strumenti di marketing. Il suo percorso professionale unisce comunicazione, brand management, vendite, digitale e fundraising: competenze che rafforzano un’area dedicata allo sviluppo della società e alla costruzione di nuove opportunità di relazione con il mercato.

Laureata in Scienze Politiche, con un master in Economia e Organizzazione Aziendale alla SAA, Elisa ha iniziato la propria attività professionale nell’ufficio Press and Global Communication di Slow Food. Ha poi maturato una lunga esperienza in Martini & Rossi, Gruppo Bacardi, ricoprendo diversi ruoli tra cui brand manager, web specialist e responsabile vendite per il canale e-commerce. Dopo un passaggio in Paglieri nell’ambito della comunicazione digitale, prima dell’ingresso in Amapola ha lavorato presso la Fondazione Uspidalet di Alessandria, occupandosi anche di fundraising.

In Amapola porterà il proprio contributo allo sviluppo commerciale, al presidio degli strumenti di marketing e al rafforzamento delle attività orientate alla crescita della società.

Crescere dentro un mercato in evoluzione

«Gli ingressi di Alessandro ed Elisa rispondono a esigenze molto concrete», commenta Luca Valpreda, Founder e Managing partner di Amapola. «Da un lato rafforziamo un team Reporting sempre più impegnato su processi complessi; dall’altro consolidiamo l’area commerciale, che sostiene lo sviluppo della società e la relazione con il mercato. La sostenibilità, nonostante una narrazione che talvolta evidenzia rallentamenti o stanchezza, è un tema cruciale per imprese e organizzazioni: nuove normative, contrasto al greenwashing, filiere coinvolte, crisi climatica, energia e tensioni sociali chiedono competenze solide, ascolto e capacità di accompagnare il cambiamento. Per questo per noi rimane centrale investire nella crescita del nostro team».

Con questi due nuovi ingressi, Amapola prosegue il proprio percorso di consolidamento, rafforzando sia le competenze dedicate ai progetti per i clienti sia le funzioni interne a supporto dello sviluppo della società.

L’opera-memoriale “5,7 km di grida nel silenzio” arriva a Torino

Dal 4 al 10 luglio allo Spazio Pat un monumentale nastro tessile lungo 5,7 km per commemorare oltre 20.000 bambini palestinesi uccisi a Gaza.


Dopo le tappe di Fusignano, Parma, Rosignano Monferrato e Milano, il progetto “5,7 km di grida nel silenzio”, un’opera collettiva nata per trasformare il dolore in memoria e la memoria in testimonianza civile, approda a Torino dal 4 al 10 luglio 2026, presso Spazio Pat (Via Germanasca 27).

L’iniziativa, ideata e curata da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara, nasce per commemorare gli oltre 20.000 bambine e bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza. Attraverso un’opera tessile di grande impatto visivo ed emotivo, il progetto intende restituire dignità e visibilità a vite spezzate dalla guerra.

Lanciata nel settembre 2025 attraverso la call “Artisti tessili per Gaza”, l’iniziativa ha coinvolto associazioni, collettivi e singoli partecipanti in un processo creativo che ha trasformato ago e filo in strumenti di memoria, cura e solidarietà.

L’opera consiste in un nastro di stoffa lungo 5 chilometri e 700 metri, realizzato grazie al contributo di oltre 400 gruppi di persone provenienti da tutta Italia. Su migliaia di pannelli tessili, artisti, artigiani e cittadini hanno ricamato, scritto o dipinto i nomi delle giovani vittime, successivamente cuciti insieme in un unico memoriale.

“5,7 km di grida nel silenzio” è un’esperienza collettiva che invita alla riflessione sui valori della vita, dell’identità e della memoria. 

L’esposizione torinese è curata da Marina Gualandris con il supporto di alcune realtà cittadine attive sulla causa, tra cui Atelier Riforma.

Durante l’opening (sabato 4 luglio alle ore 19.00) sono previsti momenti di partecipazione pubblica, tra cui letture di Naim Abu Saif, autore di “L’ultimo respiro di Gaza” (2025), banchetti di artisti locali indipendenti (come Laboratorio POI, Atelier Riforma, Laboratorio Zanna Dura), l’intervento del collettivo BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) Torino e un rinfresco realizzato grazie alla recupera di eccedenze alimentari da parte del Kontiki.

L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto all’associazione Gazzella Onlus che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione di bambini palestinesi feriti da armi da guerra. L’installazione sarà visitabile su prenotazione alla pagina Instagram di @spaziopat o via mail a spaziopatpat@gmail.com .

Il progetto si inserisce in un più ampio movimento internazionale di solidarietà civile e promozione dei diritti umani. L’obiettivo delle promotrici è continuare a portare il memoriale nelle piazze e negli spazi culturali italiani, affinché questi nomi possano continuare a essere ricordati.

L’intenzione finale è affidare l’opera a un museo, una fondazione o a un’istituzione permanente che ne garantisca la conservazione e la funzione commemorativa nel tempo.

Futura Law Firm pubblica la sua quinta Relazione Benefit

Per la quinta volta dalla sua costituzione, avvenuta nel febbraio 2021, Futura Law Firm Starl Società Benefit ha pubblicato la sua nuova Relazione Benefit, allegata al bilancio e disponibile sul sito dello studio.


Per questa edizione, Futura Law Firm ha scelto di integrare l’utilizzo del B Impact Assessment, sia nella versione precedente sia in quella aggiornata, con i Voluntary Standard raccomandati dalla Commissione Europea, rafforzando il lavoro di misurazione e rendicontazione dell’impatto.

Il documento rendiconta obiettivi, azioni e risultati legati alle finalità di beneficio comune, offrendo uno strumento di trasparenza e approfondimento sul percorso intrapreso dalla società.

Futura Law Firm contribuisce inoltre all’organizzazione della Comunità di Pratica Società Benefit, promossa da Torino Social Impact: un percorso di peer learning e networking dedicato alle Società Benefit e alle organizzazioni interessate a questo modello, giunta alla sua terza edizione.

Leggi la Relazione Benefit

Planet Foundamentals — La nuova call per impact startup e, da quest’anno, per imprese sociali

Planet Foundamentals | Soluzioni sistemiche per un mondo che cambia è il programma di SocialFare che — dopo undici anni di attività, 17 edizioni e 148 startup accelerate su quasi tremila candidature — apre per la prima volta le candidature anche alle imprese sociali in forma di Srl o Cooperativa accanto alle startup ad impatto, con una call senza scadenza fissa.


Un programma che diventa multitarget

Fino ad oggi Planet Foundamentals era rivolto esclusivamente a startup a impatto con prototipo validato o prodotto già sul mercato. Dal 2026, accanto a questo target, possono candidarsi anche le imprese sociali:  due tipologie di organizzazioni distinte, che condivideranno però lo stesso percorso e lo stesso obiettivo, costruire resilienza sistemica — economica, sociale e ambientale.

L’ampliamento è reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, che finanzia il programma nella sua nuova dimensione trasversale, mentre SocialFare Seed continua a gestire gli investimenti dedicati alle startup, con ticket fino a 150.000 euro in equity.

Perché ora, perché così

Il contesto in cui operano oggi le organizzazioni a impatto è profondamente cambiato: conflitti, crisi climatica, accelerazione tecnologica e fragilità socio-economica crescente rendono insostenibile qualsiasi modello che dipenda da finanziamenti episodici o da un’unica fonte di entrate. Planet Foundamentals rinasce proprio per rispondere a questa pressione, accompagnando le organizzazioni a ripensarsi strutturalmente, non in risposta a un’emergenza ma come postura strategica di lungo periodo.

Le sfide tematiche

Il programma 2026 si concentra su sei aree di intervento, raggruppate in due grandi filoni:

  1. Sfide sociali: Digital Health, Inclusione e benessere, Educazione & Cultura.
  2. Sfide ambientali: Transizione energetica, Mobilità, Economia circolare.

Cosa offre il percorso

Le organizzazioni selezionate accedono a un percorso che combina advisory e mentorship con esperti tematici, sessioni su impact strategy, business modeling, financial planning e fundraising, oltre all’accesso a una rete di impact investor e a strumenti finanziari ibridi. Per le startup è disponibile anche la possibilità di ricevere un investimento seed tramite SocialFare Seed.

Il programma può contare su un ecosistema di partner consolidato: Invitalia, Generaimprese, ManagerNoProfit, Confcooperative Piemonte Nord, Legacoop Sociali Piemonte e Social Hub Genova.

Una call rolling, senza scadenza

Una delle novità operative più rilevanti è la struttura della call: non c’è una deadline fissa. Le candidature rimangono aperte in modo continuativo, permettendo a ciascuna organizzazione di presentarsi nel momento più adatto al proprio percorso di sviluppo.

Il track record di SocialFare

Dall’edizione inaugurale del 2015 — quando il programma si chiamava ancora FOUNDAMENTA e raccolse oltre 100 candidature al suo primo lancio — ad oggi, il percorso ha accompagnato 148 startup su 2.924 candidature totali. SocialFare Seed, attivo dal 2017 come primo veicolo italiano di seed investment dedicato all’impatto sociale, ha sostenuto 35 startup con investimenti in equity. Nell’ultima edizione sono state accelerate e investite DatAIMed (AI per la medicina evidence-based), Envify (ESG reporting per PMI) e Weply (marketplace circolare per attrezzatura outdoor usata).

Nel 2025, SocialFare ha ricevuto una menzione nella classifica Europe’s Leading Startup Hubs del Financial Times, che premia i migliori acceleratori e incubatori del continente.

Maggiori informazioni e candidature

Progetto IMPULSO: al via la call per imprese sociali e cooperative

Quante imprese sociali e cooperative hanno un’offerta di qualità, prodotti, servizi, competenze reali, ma faticano a farsi spazio nelle filiere delle grandi aziende? Non per mancanza di valore, ma per mancanza degli strumenti giusti: il linguaggio, la struttura, la capacità di presentarsi come partner e non solo come fornitori.


IMPULSO è un programma di formazione e mentoring promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e ELIS Innovation Hub, che nasce per rafforzare la collaborazione tra imprese sociali e mondo corporate, accompagnando le organizzazioni in percorsi di crescita, posizionamento e dialogo con il mercato B2B.

Attraverso formazione, networking, accompagnamento e sperimentazione, il progetto favorisce la costruzione di partnership più strutturate, sostenibili e orientate al valore condiviso, contribuendo a ridurre le distanze culturali, organizzative e operative che ancora oggi limitano l’incontro tra for profit e for purpose.

In questa prospettiva, IMPULSO contribuisce alla costruzione di catene di fornitura sostenibili, filiere del valore più generative e modelli innovativi di collaborazione tra enti for profit, imprese sociali e attori dell’ecosistema.

È rivolto a imprese sociali e cooperative con sede in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e un’offerta B2B già definita.

Il 2 luglio, ore 14:30–15:30, ci sarà un webinar online gratuito per conoscere il programma.

Iscriviti al webinar

Pubblicato il Report 2026 del HUB Progetti Europei per l’economia sociale

9,4 milioni attratti a livello europeo di cui oltre 2,7 milioni di euro di ricadute sul territorio Torino consolida il proprio ruolo di laboratorio europeo dell’innovazione sociale grazie all’HUB promosso nell’ambito dell’ecosistema Torino Social Impact.


Oltre 100 organizzazioni coinvolte, 44 candidature europee sviluppate, 15 progetti finanziati dalla Commissione Europea, 9,4 milioni di euro intercettati a livello europeo e oltre 2,7 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio. Sono questi alcuni dei risultati raggiunti dall’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, l’iniziativa sviluppata nel 2023 da Torino Social Impact in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, che si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’ecosistema torinese di accedere ai finanziamenti europei e contribuire allo sviluppo dell’economia sociale.

L’HUB rappresenta oggi un punto di riferimento territoriale per enti del Terzo Settore, imprese sociali, cooperative, e organizzazioni impegnate nella generazione di impatto sociale, offrendo strumenti, competenze e accompagnamento qualificato nella progettazione europea.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle più recenti politiche europee a sostegno dell’economia sociale, dal Social Economy Action Plan alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sullo sviluppo delle condizioni quadro per l’economia sociale, fino ai percorsi di attuazione avviati a livello nazionale e locale.

«L’obiettivo dell’HUB non è soltanto favorire la partecipazione ai bandi europei, ma costruire una capacità progettuale condivisa e duratura, in grado di generare nuove opportunità, relazioni internazionali e risorse per il territorio», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Attraverso workshop, attività di capacity building, percorsi di accompagnamento personalizzati e una metodologia basata sul peer learning, l’HUB ha realizzato 62 ore di apprendimento condiviso e supportato la crescita delle competenze progettuali dell’ecosistema Torino Social Impact.

Un elemento distintivo dell’iniziativa è il roster di europrogettisti, una comunità composta da 70 professionisti provenienti da tutta Europa e specializzati nei principali programmi europei. Il roster costituisce non solo uno strumento operativo a supporto delle candidature, ma anche uno spazio permanente di collaborazione e scambio tra progettisti e organizzazioni.

L’attività dell’HUB ha inoltre favorito la costruzione di una rete internazionale composta da 84 partner provenienti da 17 Paesi europei, contribuendo ad ampliare la dimensione europea dell’ecosistema torinese.

A guidarne lo sviluppo è una Cabina di Regia istituita nel 2024 e composta da cinque istituzioni strategiche del territorio: Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino, nella cornice di Torino Social Impact.

Tra gli strumenti innovativi promossi dall’HUB figura anche il “Seal of Excellence”, iniziativa sostenuta da Fondazione Compagnia di San Paolo che valorizza progetti di elevata qualità progettuale non finanziati dalla Commissione Europea per esaurimento delle risorse disponibili, evitando così la dispersione di competenze e idee ad alto potenziale.

I risultati ottenuti confermano il ruolo crescente dell’economia sociale come motore di innovazione e sviluppo territoriale e rafforzano il posizionamento di Torino come laboratorio europeo di sperimentazione e collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore.

Guardando al futuro, l’HUB sarà chiamato ad accompagnare le organizzazioni verso programmi europei sempre più complessi e strategici, continuando al tempo stesso a rendere accessibili le opportunità europee anche alle realtà di piccole e medie dimensioni. Una sfida che si intreccia con il nuovo ciclo di programmazione europea, la crescente attenzione alla misurazione dell’impatto e le trasformazioni tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo il panorama europeo.

Scopri il report

Torino verso Net Zero: le imprese co-protagoniste del Climate City Contract

Lunedì 15 giugno, negli spazi di Urban Lab Torino, si è tenuto l’incontro della Comunità di pratica Economia Circolare, dal titolo “From Impact to Net Zero: il ruolo dell’economia sociale e circolare nella transizione climatica”.


L’appuntamento — organizzato insieme alla Città di Torino, NetZeroCities e Fondazione Piemonte Innova — ha approfondito le strategie del Comune per accompagnare il territorio verso la neutralità climatica, con un focus sul ruolo che imprese, enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e startup possono assumere come co-protagonisti di una trasformazione sistemica, territoriale e condivisa.

Al centro dell’incontro il Climate City Contract, lo strumento attraverso cui Torino partecipa alla Missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030, promossa dalla Commissione Europea per sostenere 100 città pilota nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.

Il piano della città parte da un anno base, il 2019, e da un obiettivo molto preciso: ridurre dell’85,2% le emissioni di CO2 entro il 2030, intervenendo su un volume complessivo di 2.396.907 tonnellate. Il percorso si articola in 31 azioni strategiche, di cui 27 dedicate alla riduzione diretta delle emissioni e 4 all’assorbimento.

Le azioni prioritarie sono organizzate intorno ad alcune macro-aree: edifici ed energia, mobilità e trasporti, rifiuti ed economia circolare, infrastrutture verdi e nature-based solutions. Tra i progetti già avviati rientrano EfficienTO, il piano di efficientamento energetico degli immobili comunali sviluppato in partenariato pubblico-privato con Iren; lo Sportello CACER, a supporto delle Comunità Energetiche Rinnovabili; la realizzazione della Linea 2 della metropolitana; il rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale con nuovi autobus elettrici; gli interventi su parchi, boschi collinari, sponde fluviali e alberate urbane.

Una parte dell’incontro è stata dedicata al ruolo dell’economia circolare, con particolare attenzione alle opportunità per le organizzazioni del territorio di contribuire alla riduzione delle emissioni attraverso modelli di riuso, riciclo, eco-progettazione e gestione più efficiente delle risorse.

Il Climate City Contract non è un bando, né un obbligo normativo o una certificazione burocratica. È un impegno volontario, concreto e verificabile, aperto alle realtà che realizzano progetti sul territorio del Comune di Torino: azioni già realizzate a partire dal 2019, attività in corso o interventi da attuare entro il 2030.

In questo percorso, Fondazione Piemonte Innova cura il processo di labelling e la gestione delle opportunità di partecipazione al Climate City Contract, supportando le realtà interessate nelle diverse modalità di adesione.

Le organizzazioni possono aderire attraverso due livelli di coinvolgimento, collegati al marchio Torino Green Light Member, per chi realizza azioni di riduzione delle emissioni anche quando l’impatto non è ancora direttamente quantificato secondo metodologie standard; Partner, per chi presenta azioni già quantificate o quantificabili attraverso dati tecnici utili alla valutazione.

I dati raccolti saranno inseriti nella piattaforma CLICC, sviluppata dal Politecnico di Torino e abilitata dall’Energy Center, e dovranno essere completi, coerenti e verificabili. Accanto agli interventi più infrastrutturali, vengono valorizzate anche azioni come software di ottimizzazione energetica, attività di formazione e informazione ambientale rivolte a dipendenti, cittadinanza e pubblici di riferimento.

Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni casi di studio, pensati come esempi concreti di come l’economia circolare possa essere applicata in contesti diversi: dall’installazione di erogatori di acqua filtrata per ridurre l’uso di plastica, al noleggio operativo di dispositivi ricondizionati per diminuire i rifiuti elettronici, fino al recupero e alla redistribuzione del cibo avanzato dagli eventi attraverso accordi tra realtà del terzo settore e distributori locali.

La giornata si è conclusa con il workshop Simula il tuo Climate City Action”, durante il quale le organizzazioni partecipanti, divise in tavoli di lavoro, hanno sperimentato la costruzione di possibili progetti pilota. La simulazione ha ricalcato i passaggi della candidatura reale: descrizione tecnica dell’azione, individuazione della macro-area di riferimento, definizione di tempi e investimenti, analisi dei co-benefici e valutazione dell’impatto atteso.

Dalla restituzione finale sono emersi alcuni ambiti di lavoro particolarmente rilevanti per il territorio, tra cui verde urbano, riuso, efficientamento energetico e innovazione tecnologica. Un confronto che ha confermato il potenziale della Comunità di pratica come spazio di apprendimento e attivazione collettiva, capace di mettere in dialogo imprese, istituzioni e realtà dell’economia sociale per contribuire in modo concreto alla transizione climatica della città.

PLACEMAKING IN FARINI, il progetto di crowdfunding per migliorare Corso Farini

Stratosferica, impresa sociale torinese che si occupa di promuovere e divulgare la cultura urbana, lancia PLACEMAKING IN FARINI, una nuova campagna di crowdfunding per promuovere la cura dello spazio pubblico nell’area di Corso Farini.


Un progetto di attivazione civica che mette al centro l’area verde situata tra il Campus Luigi Einaudi e i vecchi gasometri, per sensibilizzare sull’importanza del placemaking e del verde urbano attraverso laboratori e attività educative, come il Workshop di Autocostruzione di Arredi Urbani, rivolto a studenti e giovani under 35 e il Workshop di Urban Gardening, pensato per bambini dai 6 ai 13 anni di età.

Un’iniziativa realizzata grazie a +Risorse, il crowdfunding della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, alla quale si può contribuire visitando la pagina del progetto presente sulla piattaforma Eppela.

C’è tempo fino alle ore 15 di martedì 28 luglio per sostenere il progetto, anche una piccola donazione può contribuire a ridare valore a questo spazio e generare nuove forme di partecipazione.

Summer Academy 2026: una settimana per esplorare il legame tra sostenibilità ambientale e inclusione sociale

Dal 6 al 10 luglio 2026 torna la Summer Academy di Abito, un percorso formativo gratuito rivolto a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni che desiderano approfondire i temi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione sociale e del volontariato attraverso un approccio pratico e partecipativo.


L’iniziativa si svolgerà presso Abito, l’emporio solidale della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, e offrirà ai partecipanti l’opportunità di riflettere sul legame tra le sfide ambientali e quelle sociali che caratterizzano il nostro tempo.

Nel corso della settimana saranno proposti workshop, simulazioni, laboratori e attività di gruppo dedicati alla moda sostenibile, alla comunicazione interculturale, alle diverse forme di esclusione sociale e al lavoro di squadra. I partecipanti approfondiranno inoltre il funzionamento dell’industria tessile, tra i settori a maggiore impatto ambientale a livello globale, esplorando pratiche e soluzioni legate al riuso, all’upcycling e al riciclo.

Una parte significativa del percorso sarà dedicata all’esperienza diretta all’interno dell’emporio sociale Abito. I giovani potranno conoscere da vicino un modello che coniuga sostenibilità e contrasto alla povertà attraverso la raccolta, la selezione e la redistribuzione gratuita di vestiti e beni di prima necessità a persone e famiglie in difficoltà economica.

La Summer Academy rappresenta un’occasione per acquisire nuove competenze, confrontarsi con coetanei provenienti da percorsi differenti e sperimentare forme concrete di cittadinanza attiva, mettendo in relazione temi spesso percepiti come separati ma profondamente interconnessi: ambiente, consumo responsabile, inclusione e solidarietà.

La partecipazione è gratuita.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 giugno 2026 alle ore 13.00.

Per informazioni: amministrazione@progettoabito.org

Abito è Società di San Vicenzo De Paoli: vestiti che costruiscono comunità

Abito è una realtà della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, un’organizzazione di volontariato attiva nel territorio da 176 anni. Il Consiglio Centrale di Torino opera attraverso 602 soci e 304 volontari presenti sul territorio e suddivisi in 52 gruppi (chiamati conferenze); concretamente offre ascolto e accompagnamento, aiuti alimentari e sostegni economici a quanti sono nel bisogno. La visita a domicilio aiuta a creare relazioni personali, ridona dignità e facilita la rimozione delle cause per un autentico contrasto alla povertà ed emarginazione sociale. Nel 2025 ha aiutato 6756 persone (2696 famiglie), erogando € 962.425,04 e distribuendo 33.266 “pacchi” alimentari.

Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026, aperta la Fase 2: il Concorso dei Business Plan

Giunto quest’anno alla sua ventiduesima edizione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta è il concorso per l’imprenditoria innovativa di domani, finalizzato a favorire e sostenere la nascita di startup innovative ad alto contenuto di conoscenza per promuovere lo sviluppo economico del territorio piemontese e valdostano. Completata la Fase 1 dell’iniziativa, il “Concorso delle Idee“, la competizione 2026 è entrata nella sua Fase 2, il “Concorso dei Business Plan“.


L’iniziativa è promossa da tre atenei piemontesi – Politecnico di TorinoUniversità degli studi di TorinoUniversità del Piemonte Orientale – e organizzata da due incubatori universitari: I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino. La competizione si svolge nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano per le nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza, organizzato annualmente da PNICube, la rete nazionale degli incubatori universitari e delle Start Cup Competition.

Il concorso è gratuito e si rivolge a tutti gli aspiranti imprenditori maggiorenni: chiunque può partecipare alla Business Plan Competition, sia in forma individuale sia in team, anche senza aver preso parte alla fase precedente, inviando entro il 28 luglio 2026 un progetto imprenditoriale innovativo in una delle cinque categorie di gara: Cleantech & Energy, ICT, Industrial, Life Sciences, Turismo e Industria Culturale e Creativa.

I premi in palio

La competizione Start Cup Piemonte Valle d’Aosta costituisce un’opportunità unica per trasformare studi e ricerche in progetti d’impresa, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, ed entrare nel network degli incubatori di imprese innovative. I vincitori riceveranno infatti sostegno per la nascita delle startup, supporto nella definizione della loro strategia, accompagnamento sul mercato attraverso il contatto con i primi clienti e l’introduzione a investitori e banche per il reperimento di capitali.

In seguito alla chiusura delle candidature allo scoccare di mercoledì 29 luglio, e dopo le fasi intermedie di valutazione delle applicazioni raccolte, entro il mese di ottobre 2026 saranno decretati i migliori progetti di startup partecipanti alla Business Plan Competition che riceveranno premi di valore economico, oltre a menzioni speciali, attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli enti promotori e sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro e sarà erogato in denaro e servizi offerti da diversi partner.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: al primo classificato andrà un premio di 7.500 euro, al secondo di 5.000 euro e al terzo di 2.500 euro.

Ai primi sei progetti in classifica sarà inoltre riconosciuto il premio di 1.000 euro ciascuno per l’iscrizione all’edizione 2026 del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la “coppa dei campioni” tra i progetti di impresa vincitori delle Start Cup regionali, che quest’anno si svolgerà a Bari nelle due giornate di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre.

Grazie agli sponsor e partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • il Premio Fondazione CRC, di 10.000 euro, è destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • il Premio Valle d’Aosta, di 7.500 euro, è rivolto al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • il Premio Città del Futuro e Sostenibilità promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici, sarà consegnato a un massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • tre premi “Tech for Climate & Mobility”, in servizi offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino, saranno assegnati ad altrettanti progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile;
  • il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano per un valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, andrà al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste anche quattro menzioni speciali, trasversali rispetto alle categorie di premiazione:

  • “Imprenditoria Femminile”, per il miglior progetto d’impresa sviluppato da un team a maggioranza femminile;
  • Social Innovation”, per il miglior progetto di innovazione sociale, che propone soluzioni innovative in uno dei campi previsti dall’articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo 155/2006 sull’impresa sociale;
  • Open Innovation / Spin Off Industriali”, dedicata al miglior progetto riguardante prodotti e/o servizi innovativi derivanti da attività di ricerca condotta in collaborazione tra un’impresa e un ateneo piemontese;
  • Climate Change”, per il miglior progetto di impresa ad impatto sul cambiamento climatico in grado di integrare innovazione, tecnologia, protezione e valorizzazione delle risorse naturali, al fine di generare crescita economica e tutela dell’ambiente.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso, mentre per rimanere aggiornati su tutte le novità della competizione è possibile iscriversi alla newsletter email tramite il form disponibile al fondo di ogni pagina del sito, oppure seguire Start Cup Piemonte Valle d’Aosta sui suoi canali social ufficiali: LinkedIn e Facebook.

Iveco Group Beyond Lab, una nuova sfida per startup: “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”

Dopo il successo della prima call for startup, è stata ora aperta una seconda challenge intitolata “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”. Le candidature alla sfida possono essere presentate dall’8 giugno fino al 17 luglio 2026.


Nel marzo 2026, Iveco Group e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) hanno presentato una nuova piattaforma di open innovationBeyond Lab, con l’obiettivo di entrare in contatto con startup e PMI innovative per valorizzare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee audaci in soluzioni concrete per il settore dei trasporti.

Il focus della nuova sfida

Il settore manifatturiero sta attraversando una profonda trasformazione grazie alla crescente maturità delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) e Computer Vision. Queste soluzioni consentono di monitorare in modo continuo e oggettivo le attività degli operatori, i processi produttivi e le condizioni delle postazioni di lavoro, favorendo la realizzazione di fabbriche più sicure, efficienti e orientate verso l’ottenimento di dati.

I recenti progressi nell’analisi posturale basata sulla computer vision dimostrano come l’IA possa supportare l’identificazione dei rischi ergonomici con maggiore accuratezza, adattandosi efficacemente a contesti industriali dinamici. Ciò contribuisce sia al miglioramento della sicurezza e del benessere dei lavoratori sia all’ottimizzazione delle prestazioni operative.

Parallelamente, gli sviluppi negli algoritmi di pose estimation e di motion classification hanno incrementato significativamente l’accuratezza e la rapidità delle analisi sui tempi e sui metodi, rendendo possibile una valutazione automatizzata e affidabile di attività manuali anche particolarmente complesse.

Inoltre, le soluzioni di monitoraggio continuo basate sull’IA offrono una visibilità prolungata sui pattern di movimento, sui colli di bottiglia produttivi e sulle inefficienze di layout. Queste informazioni supportano concretamente i percorsi di miglioramento continuo, contribuendo all’aumento della produttività e dell’efficienza operativa degli impianti industriali.

Le esigenze di innovazione

Attraverso Beyond Lab, Iveco Group sta cercando startup e PMI innovative che offrono soluzioni basate su IA e Computer Vision per supportare tre aree prioritarie all’interno del suo ambiente produttivo:

  • Monitoraggio dell’ergonomia e della sicurezza. Soluzioni che consentono il monitoraggio continuo della postura e dell’ergonomia dei lavoratori, l’individuazione di movimenti a rischio (ad esempio, iperestensione del polso, flessioni scorrette), la misurazione di indicatori ergonomici conformi agli standard industriali.
  • Analisi dei tempi e dei metodi. Soluzioni che automatizzano la misurazione dei tempi di esecuzione (MTM), gli studi sui tempi e l’analisi del lavoro, utilizzano la stima della postura, la classificazione del movimento e il monitoraggio delle attività, forniscono una misurazione oggettiva, ripetibile e in tempo reale dei processi.
  • Ispezione di qualità e controllo di processo. Soluzioni tra cui computer vision per il rilevamento di difetti durante il processo produttivo o nelle sue fasi finali, classificazione tramite intelligenza artificiale e rilevamento di anomalie su componenti o unità assemblate, ispezione senza sensori tramite telecamere e analisi delle immagini, strumenti a supporto di strategie di qualità predittiva e preventiva.

Un’opportunità per fare la differenza

L’applicazione di un progetto su Beyond Lab e la collaborazione con Iveco Group offrono l’opportunità unica di fare la differenza nel settore dei trasporti, con un leader globale attivo in oltre 160 paesi del mondo.

I candidati che sottoporranno le soluzioni più promettenti avranno l’opportunità di presentare le loro proposte. Successivamente, i progetti selezionati saranno guidati attraverso un percorso di co-creazione per esplorare come il team di Beyond Lab possa concretamente integrare la tecnologia proposta nei prodotti o servizi del Gruppo.

La nuova sfida “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing” è online e aperta alle candidature: le proposte progettuali devono essere presentate entro il 17 luglio 2026 sul sito web di Beyond Lab. Dopo la data di scadenza, Iveco Group valuterà ciascuna proposta con il supporto di I3P.

Bench-Mark | Ep. 109 – Fondazione Don Mario Operti

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, intervistiamo Antonio Sansone, Segretario Generale della Fondazione Don Mario Operti, nata per volontà dell’Arcidiocesi di Torino e attiva nella città e sul territorio piemontese a sostegno delle persone in difficoltà.

La Fondazione sviluppa percorsi di inserimento lavorativo, abitare temporaneo, accesso al credito, formazione, accoglienza umanitaria e contrasto alla povertà educativa.

Ne è un esempio il progetto sviluppato con il Gruppo Torinese Trasporti: un percorso di selezione, formazione e sostegno economico per il conseguimento della patente da autista, che ha portato a 60 assunzioni a tempo indeterminato.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Digital News Report Italia 2026: informare per ricostruire fiducia

Presentata il 16 giugno la nuova edizione del report realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino. Torino Social Impact ha contribuito con un focus sul giornalismo come infrastruttura democratica nell’era dell’impact economy.


È disponibile il Digital News Report Italia 2026, realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino per approfondire, nel contesto italiano, le tendenze emerse dal Digital News Report del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford.

La terza edizione del report restituisce una fotografia complessa dell’ecosistema informativo italiano. Interesse e fiducia nelle notizie continuano a indebolirsi: il 34% del pubblico italiano si dichiara molto o estremamente interessato alle notizie, mentre la fiducia si ferma al 32%. Allo stesso tempo, la consultazione resta frequente: il 57% accede all’informazione giornalistica più volte al giorno.

La chiave di lettura proposta dal report è quindi il passaggio da una crisi dell’attenzione a una crisi della relazione. Il pubblico non è scomparso: è più distante, più selettivo e più mediato da piattaforme, algoritmi, creatori di contenuti e strumenti di intelligenza artificiale. Per le testate, la sfida non riguarda solo la presenza nei nuovi ambienti digitali, ma la capacità di rendere riconoscibile il proprio valore anche quando il primo contatto con la notizia avviene altrove.

Tra le novità dell’edizione 2026 emerge il tema dei newsfluencer: il 36% delle persone intervistate dichiara di aver fruito notizie da creator o influencer nella settimana precedente alla compilazione del questionario. Un dato che segnala una domanda di informazione più chiara, diretta e coinvolgente, ma anche la necessità di presidiare il confine tra giornalismo, intrattenimento e contenuti generati dentro logiche di piattaforma.

Anche il fronte dei pagamenti racconta una trasformazione rilevante. La disponibilità economica a sostenere le notizie resta limitata, ma tra chi paga cresce il peso degli abbonamenti continuativi e delle motivazioni legate alla relazione con un progetto giornalistico percepito come credibile. Non si tratta soltanto di acquistare un prodotto informativo, ma di riconoscere valore a un soggetto di cui ci si fida.

Torino Social Impact ha contribuito al report con il focus “Giornalismo e impatto: l’informazione come infrastruttura democratica – Informare per ricostruire fiducia”. Raffaella Scalisi, Senior Advisor di TSI, ha proposto una riflessione sul ruolo dell’informazione come leva di partecipazione democratica, media literacy e ricostruzione della fiducia, a partire dal dialogo tra giornalismo, impact economy ed economia sociale.

In questa prospettiva, avvicinare giornalismo e realtà radicate nei territori — imprese sociali, enti del terzo settore, organizzazioni ibride, reti territoriali — può generare un impatto su più livelli: portare attenzione su risposte trasformative alle sfide sociali, rendere più completa e costruttiva la narrazione delle marginalità, includere nel dibattito pubblico soggetti normalmente esclusi e rafforzare la capacità delle persone di orientarsi nell’attuale universo mediatico.

Il contributo si inserisce in un percorso già avviato tra Torino Social Impact e il Master, consolidato con l’Impact Journalism Spring Lab, il laboratorio di alta formazione e confronto professionale dedicato al giornalismo d’impatto realizzato a Torino nel maggio 2025.

Il report completo è disponibile sul sito del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino

Leggi il Digital News Report Italia 2026

Sostenibilità che passa dal digitale: Amapola sostiene Sloweb APS

Amapola rafforza il proprio impegno per un uso responsabile delle tecnologie insieme all’associazione che promuove cultura, consapevolezza e partecipazione nell’utilizzo del web, della AI e degli strumenti informatici.


In un tempo in cui l’intelligenza artificiale sta portando una vera e propria rivoluzione nel lavoro, nelle relazioni, nell’accesso alla conoscenza e nei processi decisionali, il digitale deve essere sostenibile. Per rispondere a questo quadro sempre più urgente, Amapola Società Benefit diventa sostenitrice di Sloweb APS, associazione impegnata nella diffusione di un uso responsabile degli strumenti informatici, del web e delle applicazioni Internet.

La riflessione sull’impatto delle tecnologie è entrata con forza anche nel dibattito pubblico e sociale, fino a essere richiamata da una recente Enciclica dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e persona umana. In questo contesto, la nuova collaborazione nasce dalla volontà di contribuire alla crescita di una cultura della sostenibilità capace di includere la dimensione digitale. Un ambito che tocca ogni impresa, ogni istituzione e ogni comunità: dalla sicurezza dei dati al tecnostress, dai consumi energetici dei data center all’accessibilità dei servizi, dalle implicazioni sull’evoluzione delle professioni alle domande etiche poste dall’intelligenza artificiale.

Due percorsi complementari

Amapola è una società di consulenza specializzata in sostenibilità che dal 2009 accompagna imprese e organizzazioni nella costruzione di strategie e progetti capaci di rendere la sostenibilità concreta, comprensibile e condivisa con gli stakeholder. Diventata Società Benefit nel 2021, con i suoi obiettivi di beneficio comune intende contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità su tutti i fronti.

Sloweb APS promuove un uso responsabile, consapevole e partecipativo del digitale, dello sviluppo software e delle infrastrutture IT. Attraverso attività di divulgazione, sensibilizzazione, formazione, advisory e pubblicazioni, l’associazione rappresenta un punto di riferimento in Italia per chi intende interrogarsi sugli impatti ambientali, sociali ed etici delle tecnologie.

L’azione delle due realtà è complementare: Amapola porta la propria esperienza nei percorsi ESG, nella comunicazione responsabile e nello stakeholder engagement; Sloweb contribuisce con competenze specifiche sul digitale sostenibile e con una rete di professionisti impegnati a diffondere pratiche più consapevoli nell’utilizzo e nello sviluppo delle tecnologie.

Il digitale è materiale

Parlare di sostenibilità digitale significa riconoscere che anche ciò che appare immateriale ha un peso concreto. Come riporta Sloweb, il settore ICT è responsabile di quasi il 4% delle emissioni globali di CO₂, mentre data center e reti è previsto che arrivino ad assorbire fino al 10% della domanda globale di elettricità. Ma l’impatto del digitale non è solo ambientale: riguarda l’accessibilità, se in Italia il 60% dei siti web non rispetta i requisiti minimi per le persone ipovedenti; il benessere, con circa il 40% dei lavoratori digitali che soffre di tecnostress; la sicurezza e la governance dei dati, in uno scenario europeo che tra il 2025 e il 2026 ha registrato in media 443 data breach notificati al giorno.

La sostenibilità digitale introduce quindi il principio di responsabilità nella produzione, nella gestione e nell’uso delle tecnologie, considerando hardware, software, servizi informatici e pratiche quotidiane. Un approccio che guarda alle tre dimensioni ESG: ambientale, con attenzione a emissioni, circolarità ed e-waste; sociale, con focus su accessibilità, equità e benessere; di governance, rispetto a sovranità digitale, sicurezza, privacy ed etica.

Tecnologia, persone e bene comune

«L’intelligenza artificiale sta portando nel presente una domanda che non possiamo più rimandare: quale idea di progresso vogliamo costruire?» dichiara Luca Valpreda, founder di Amapola. «La sostenibilità non può fermarsi ai processi produttivi, all’energia o alle materie prime. Riguarda oggi moltissimo il modo in cui usiamo dati, piattaforme, algoritmi e strumenti digitali. Sostenere Sloweb significa dare forza a un approccio che unisce responsabilità, senso critico e attenzione alle persone. Perché il digitale, che occupa una parte imprescindibile delle nostre vite, sia davvero sostenibile, deve restare comprensibile, governabile e orientato al bene comune».

«L’utilizzo delle tecnologie digitali è strategico ed essenziale ormai in qualsiasi attività pubblica o privata, non solo nel settore dell’innovazione e della tecnologia ma in tutte le aree di business» afferma Pietro Jarre, tra i fondatori di Sloweb APS. «Deve essere compreso, progettato e governato da chi fa impresa con consapevolezza ed esaminato come un capitolo già significativo, ma destinato a essere sempre più cruciale, nelle politiche di sostenibilità. L’intelligenza artificiale non ha fatto che accelerare e amplificare l’impatto. Per questo come Sloweb APS promuoviamo la sostenibilità digitale e crediamo nell’opportunità delle collaborazioni con società esperte in sostenibilità per rendere concreta la nostra filosofia. Siamo certi che l’attenzione pubblica su questo fronte crescerà molto nei prossimi anni».

Dalla consapevolezza all’azione

Il sostegno di Amapola a Sloweb APS si traduce nella volontà di contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità digitale capace di parlare alle imprese, alle istituzioni, alle comunità e alle persone. Una cultura che non separa innovazione e responsabilità, ma le tiene insieme: dalla consapevolezza sull’impronta ambientale delle tecnologie alla promozione di comportamenti digitali più sobri e accessibili, dalla governance dei dati alla formazione sull’uso etico e produttivo dell’AI.

In questa prospettiva, il dialogo tra Amapola e Sloweb potrà diventare anche supporto concreto per le organizzazioni che vogliono valutare il proprio livello di maturità digitale, definire policy e linee guida, formare le persone, ridurre gli impatti ambientali dei propri strumenti e integrare la responsabilità digitale nelle strategie ESG. Un percorso che parte dalla cultura e dalla sensibilizzazione e arriva all’operatività, senza perdere di vista il punto centrale: tenere nella giusta considerazione l’impatto delle tecnologie digitali su tutte le dimensioni della sostenibilità.

Il Valentino diventa un’orchestra a cielo aperto: se la città si impara a ritmo di “body percussion”

Immaginate un parco che smette di essere solo un prato e diventa un’aula senza pareti. Immaginate il battito delle mani che si fa musica, i piedi che scandiscono il tempo sulla terra e la città che si trasforma in una mappa da scoprire giocando.


Nasce da queste suggestioni La città è un gioco (di suoni), il progetto ideato da Heimat Academy e selezionato all’interno de La Bella Stagione 2026 – il piano per l’estate della Fondazione Compagnia di San Paolo che unisce scuole, istituzioni e realtà del territorio per offrire ai più giovani un’estate di inclusione e socialità. L’idea di fondo è semplice quanto potente: usare il ritmo come bussola per esplorare lo spazio urbano.

Oltre il solito centro estivo: il corpo come strumento

I primi e le prime a sperimentare questo approccio sono stati i bambini e le bambine dell’Oratorio Natale del Signore, che hanno invaso i viali del Parco del Valentino. Niente banchi o lezioni frontali. Qui si fa body percussion: il corpo diventa il primo strumento musicale a disposizione. Attraverso giochi di movimento, esercizi di pulsazione e sessioni di ascolto, i ragazzi e le ragazze tra i 6 e i 13 anni imparano a sintonizzarsi tra loro e con l’ambiente circostante. Ma non si tratta solo di fare musica. C’è un lavoro profondo di riscoperta del territorio che è iniziato mesi fa, ben prima che i ragazzi arrivassero al parco. Gli educatori di Heimat Academy hanno mappato il Valentino palmo a palmo, cercando scorci insoliti, passaggi nascosti e dettagli capaci di accendere la curiosità dei più piccoli. Camminare, orientarsi, ascoltare il silenzio e il rumore della città: l’esplorazione urbana non è il palcoscenico dell’attività, ma la materia prima dell’apprendimento.

Lo stupore delle piccole cose

I primi appuntamenti hanno già regalato momenti impressi negli occhi dei partecipanti e delle partecipanti: l’incontro ravvicinato con i cavalli che frequentano il parco, il passaggio lento delle barche sul Po, la scoperta di angoli verdi che gli adulti di solito attraversano di corsa, persi nei loro pensieri. È la conferma che l’educazione più autentica passa spesso dalla capacità di guardare con occhi nuovi ciò che diamo per scontato.

Il progetto, completamente gratuito, andrà avanti per tutta l’estate, accogliendo gruppi da centri estivi, associazioni e oratori torinesi. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, ogni partecipante riceverà inoltre una tessera Junior per continuare l’esplorazione culturale anche oltre i confini del parco.

In un’epoca in cui lo spazio pubblico è spesso vissuto in modo passivo, La città è un gioco dimostra che basta un cambio di prospettiva — e un buon ritmo — per trasformare una mattinata d’estate in un esercizio di cittadinanza attiva e creatività condivisa.

Nasce il primo Community Land Trust: case fuori dal mercato speculativo nel quartiere Aurora

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Cosa succede quando la casa viene sottratta alla logica della rendita e torna a essere un bene d’uso, accessibile e radicato nel territorio?

Il nuovo articolo di Visione Futura, la rubrica realizzata insieme a Futura News, racconta il primo Community Land Trust italiano: un modello abitativo innovativo che sta prendendo forma nel quartiere Aurora di Torino, in corso Giulio Cesare 34.

Al centro del progetto c’è CLT Terreno Comune, fondazione di partecipazione nata nel 2024 insieme alla Fondazione di Comunità Porta Palazzo, all’impresa sociale CO-ABITARE e al Comitato di Cittadini CLT Corso Giulio 34. L’obiettivo è sperimentare una nuova forma di accesso alla casa, basata sulla proprietà collettiva del suolo e sulla vendita degli appartamenti a prezzi calmierati, destinati a rimanere tali nel tempo.

Attraverso la testimonianza di Karl Kraehmer, presidente di CLT Terreno Comune, l’articolo esplora il funzionamento del modello, le sue origini nei movimenti per i diritti civili degli Stati Uniti e il suo potenziale come strumento per contrastare la gentrificazione, promuovere governance partecipata e rafforzare il legame tra abitanti, quartiere e interesse pubblico.

Articolo di Alexandra Onofreiasa.

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Non è (solo) l’AI a fare la differenza: Enaip Piemonte porta a Torino il confronto sulle competenze del futuro

Giovedì 18 giugno 2026, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, Enaip Piemonte organizza un evento gratuito dedicato a HR manager, imprenditori e decision maker delle PMI piemontesi, per riflettere insieme su come affrontare il cambiamento generato dall’intelligenza artificiale senza perdere di vista le persone.


Le aziende che crescono oggi non sono necessariamente le più grandi o le più tecnologicamente avanzate. Sono quelle che riescono ad adattarsi più velocemente, integrando l’innovazione senza smarrire la qualità dei processi e il valore delle persone che li animano.

È da questa consapevolezza che nasce “Non è (solo) l’AI a fare la differenza”, l’evento organizzato da Enaip Piemonte ETS che si terrà giovedì 18 giugno 2026, dalle 14:15 alle 18:00, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, in via Porta Palatina 19 a Torino.

Un momento di confronto per le PMI piemontesi

La domanda che molte imprese si pongono è semplice da formulare ma complessa da affrontare: come si fa a integrare l’innovazione tecnologica mantenendo al centro le persone e la qualità del lavoro?

L’evento di Enaip Piemonte nasce per offrire uno spazio di confronto su questo tema, attraverso interventi di esperti, case history aziendali e momenti di networking dedicati a chi, ogni giorno, si occupa di guidare la crescita delle organizzazioni.

I temi al centro della giornata

Durante il pomeriggio verranno affrontati alcuni dei nodi più attuali per chi si occupa di risorse umane, formazione e organizzazione aziendale:

  • come integrare l’AI nei processi aziendali in modo sostenibile ed efficace
  • quali competenze stanno diventando strategiche per le funzioni HR e per l’organizzazione nel suo complesso
  • come ridurre attriti, inefficienze e dispersione del know-how all’interno delle aziende
  • quali rischi culturali ed etici emergono con l’adozione massiva dell’intelligenza artificiale
  • strumenti e roadmap operative per accompagnare il cambiamento in modo efficace

Il filo conduttore dell’intero pomeriggio sarà una consapevolezza condivisa: la vera sfida non è introdurre l’AI in azienda, ma far evolvere persone, processi e cultura organizzativa alla stessa velocità della tecnologia.

Il programma

I lavori si apriranno alle 14:15 con l’accettazione e la registrazione, seguiti alle 14:45 dall’apertura ufficiale a cura di Matteo Faggioni, Direttore di Enaip Piemonte ETS.

A seguire, un dialogo con Giovanni Bocchieri, Direttore Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Piemonte, e Raffaele Saccà, del Comitato di Direzione Strategia e Sviluppo Business di Fondimpresa, che apriranno un confronto istituzionale e strategico sul tema delle competenze e dello sviluppo del territorio.

A chi è rivolto

L’evento è pensato per chi, all’interno della propria organizzazione, si trova a gestire i temi della crescita delle persone e dell’innovazione. In particolare, è indicato per:

  • HR Manager
  • Learning & Development Manager
  • HR Specialist nell’area formazione
  • Imprenditori e titolari di PMI
  • Responsabili organizzazione e innovazione
  • Decision maker coinvolti nello sviluppo delle competenze aziendali

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, ma con accesso riservato previa registrazione. Per garantire un confronto di qualità, le richieste di partecipazione saranno soggette a verifica e conferma da parte dell’organizzazione: dopo l’iscrizione, ogni partecipante riceverà una comunicazione via email relativa allo stato del proprio accredito e alle modalità di accesso.

I posti disponibili sono limitati e numerose aziende piemontesi hanno già confermato la propria presenza. Le richieste di partecipazione saranno accolte fino alle ore 13:00 di mercoledì 17 giugno 2026.

Per registrarsi è possibile consultare la pagina dell’evento su Eventbrite:  Non è (solo) l’AI a fare la differenza – Iscrizioni

VANNI dona un’opera d’arte al reparto di Oculistica dell’Ospedale Maurizio di Torino

L’opera d’arte “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice del premio “Gli occhi e la visione” edizione 2025, è stata donata al reparto di Oculistica dell’Ospedale Mauriziano di Torino, a beneficio dei pazienti in attesa di cure.


Si è celebrata il 10 giugno la consegna all’Ospedale Mauriziano dell’opera “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice della terza edizione del premio “Gli occhi e la visione”, un concorso nato dalla collaborazione tra l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino ed il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli studi di Torino, promosso e sostenuto da VANNI S.r.l. SB.

Artisti e scienziati insieme per un progetto d’arte:  il premio ha coinvolto allievi selezionati del corso di Cromatologia dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (Prof.ssa Viola Barovero). I giovani artisti sono stati invitati a progettare un’opera d’arte dedicata al tema della luce, della visione, del colore, a seguito di una lezione introduttiva, transdisciplinare, alla materia che si è svolta in collaborazione con il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli Studi di Torino (Prof. Silvio Maffioletti, Dott.ssa Claudia Colandrea).

Un’occasione di incontro, trasversale, originale ed inedito, sul tema della visione, che mette nella stessa aula futuri artisti e futuri optometristi, coniugando il punto di vista propriamente optometrico/ scientifico con quello artistico, per dargli corpo e espressione in un’opera d’arte, pensata per essere donato a un luogo torinese di cura, quest’anno lo storico Ospedale Mauriziano.

Il momento di “svelamento” dell’opera ha rivestito un particolare significato per via della sua collocazione all’ingresso del reparto di Oculistica, un luogo di passaggio per le persone in attesa di essere visitate, e dei loro familiari/caregiver. Un pubblico attento e sensibile al tema della vista, che ci sollecita a riflettere sul valore curativo dell’arte in contesti ospedalieri.

VANNI sostiene da 15 anni giovani artisti emergenti e promuove, con questo progetto dedicato ai temi della vista e degli occhi, l’idea di un benessere visivo che va oltre l’indossare occhiali di qualità e durevoli, per allargare lo sguardo al beneficio che l’arte può portare in contesti non usuali.

Società Benefit e sviluppo territoriale: esperienze a confronto al Festival Blue di Genova

L’11 giugno, nell’ambito del Genova Blue District, si è tenuta a Genova la conferenza “Verso una blue economy rigenerativa: il ruolo delle Società Benefit”, al quale Torino Social Impact ha preso parte nel panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori”.


L’appuntamento, organizzato in collaborazione con SiCamera, Camera di commercio di Genova, Comune di Genova e Genova Blue District, rientra nel programma di eventi di informazione e formazione per accompagnare imprese e professionisti nel percorso di costituzione e gestione di una Società Benefit, avviato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Unioncamere e al sistema camerale. 

L’evento si è inserito nella cornice del Festival Blue: un appuntamento dedicato ai temi del clima, del mare e della biodiversità. Un festival plurale, pensato per raccogliere voci, punti di vista ed esperienze diverse, raccontando le preoccupazioni legate alla crisi climatica ma anche le soluzioni in campo, attraverso workshop, documentari, laboratori, gaming, incontri con startup innovative, conferenze, talk e occasioni di scambio e attivismo. 

La conferenza, in particolare, ha rappresentato un’occasione concreta per capire come le Società Benefit possano diventare un motore di sviluppo sostenibile per i nostri territori, le nostre imprese e le nostre comunità.

Dopo i saluti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Genova Blue District, la mattinata si è aperta con un inquadramento dedicato al modello Benefit. Lucia Tacchino, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Genova, ha approfondito gli aspetti legati alla normativa, mentre Monica Onori, funzionaria di Si.Camera – Sistema Camerale Servizi, ha presentato l’andamento del fenomeno a livello nazionale.

A seguire, il panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori” ha proposto alcune esperienze e progettualità territoriali.

Giuseppe Colasurdo di NATIVA Srl Società Benefit — prima Società Benefit in Europa — ha presentato alcuni dati relativi alle Società Benefit, evidenziando risultati che fanno emergere performance più solide per le Società Benefit rispetto alle imprese non benefit, sia sul piano economico sia su quello organizzativo. I dati mostrano risultati superiori in termini di fatturato, internazionalizzazione e brevetti o remunerazione media per lavoratore, confermando un modello d’impresa capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e organizzativo. 

Inoltre, ha illustrato il progetto Roma impresa comune, portato avanti dall’Assessorato Attività Produttive e Pari Opportunità del Comune di Roma Capitale e attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, in collaborazione con NATIVA. Un progetto virtuoso, che in questi anni ha permesso di aumentare del 15% il numero delle Società Benefit sul territorio romano.  

Successivamente, per Torino Social Impact, Lorena Di Maria ha raccontato l’esperienza delle Comunità di pratica, quali percorsi di confronto e apprendimento che coinvolgono le organizzazioni partner della rete, con l’obiettivo di creare engagement, rafforzare la collaborazione reciproca e il networking tra i soggetti dell’ecosistema, oltre che sviluppare progetti strategici per rafforzare il posizionamento del brand collettivo Torino Social Impact. 

In particolare, è stata portata ad esempio l’esperienza virtuosa della Comunità di Pratica delle Società Benefit, che ha preso avvio nel 2022 e ha portato significativi risultati in termini di peer learning e networking tra partner, con l’adesione di oltre 70 aziende nella rete.

Successivamente, Raffaella Bruzzone, per la Camera di commercio di Genova, ha illustrato progetti e iniziative del territorio a supporto della sostenibilità. Per l’occasione è stata citata la partecipazione alla rete Enterprise Europe Network, creata dalla Commissione Europea per supportare la crescita delle micro, piccole e medie imprese. La rete, composta da circa 450 punti di contatto, è attiva in 58 Paesi ed offre un sistema integrato di servizi volti ad aiutare le PMI ed altri soggetti economici ad internazionalizzarsi, sviluppare il proprio potenziale di innovazione e di sostenibilità e di orientarsi sulle forme di finanziamento disponibili. 

La mattinata è proseguita con il panel L’impresa visionaria è quella che ha un piano B: B come Benefit e come Blue Economy, dedicato alle esperienze di imprese virtuose, attive tra sostenibilità e Blue Economy. Per l’occasione sono intervenute la Fondazione Capellino /Almo Nature Benefit S.p.A., JAMIN Underwaterwines S.R.L. Società Benefit, OUTBE S.R.L. Società Benefit, Maiscadoras S.R.L. Società Benefit, Fenice Nautica S.R.L. S.A.P.A. Società Benefit e Grendi Holding S.p.A. Società Benefit.

L’incontro si è infine concluso con la cerimonia di premiazione delle imprese testimonial, valorizzando esperienze imprenditoriali capaci di integrare finalità di beneficio comune, attenzione all’ambiente e sviluppo sostenibile dei territori. 

Un’occasione, nel complesso, per rafforzare il confronto a livello nazionale tra istituzioni, imprese e territori, promuovendo la diffusione di modelli capaci di coniugare competitività, sostenibilità e impatto positivo.

Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore

Giovedì 11 giugno si è svolto il terzo appuntamento del 2026 della Comunità di pratica Società Benefit, dal titolo “Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore”. 


Ospitato negli spazi di Vol.To, l’incontro ha riunito imprese e professionisti in un pomeriggio di confronto e co-progettazione dedicato alla Relazione annuale di impatto, non solo un adempimento normativo, ma uno strumento strategico per monitorare, raccontare e orientare il percorso di generazione di valore delle organizzazioni.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Comunità di pratica Società Benefit, realizzata in collaborazione con Unione Industriali Torino e co-progettato insieme alle Società Benefit Amapola, BDFL Torino, Futura Law Firm e Mercato Circolare, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti introduttivi di Torino Social Impact a cura di Simona De Giorgio, Alice Umbrella di BDFL Torino ha offerto un inquadramento del modello delle Società Benefit e della Relazione annuale di impatto, richiamando il quadro normativo introdotto dalla Legge 208/2015.

Come evidenziato durante l’intervento, la Relazione Benefit rappresenta al tempo stesso uno strumento di comunicazione, trasparenza e pianificazione strategica. La normativa definisce infatti i contenuti da rendicontare – obiettivi e azioni realizzate, valutazione dell’impatto generato e obiettivi futuri – lasciando però alle imprese ampia libertà nella costruzione della narrazione e nella restituzione dei risultati. In questo senso, la Relazione diventa anche uno spazio di apprendimento organizzativo, nel quale raccontare con trasparenza non solo i risultati raggiunti, ma anche gli obiettivi non conseguiti e le azioni correttive intraprese.

L’intervento ha inoltre presentato alcuni dati della più recente Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, che evidenziano come queste imprese registrino performance superiori rispetto alle aziende tradizionali sotto diversi profili: crescita del fatturato, capacità di innovazione, internazionalizzazione, qualità del lavoro e inclusività della governance.

Successivamente, Sara Ferraiolo di WAMI ha approfondito le principali novità introdotte dai nuovi Standard B Corp V2, illustrando l’evoluzione del sistema di certificazione e il crescente allineamento con il contesto normativo europeo in materia di sostenibilità e contrasto al greenwashing.

Tra gli elementi di maggiore rilevanza emersi durante l’incontro, il superamento del modello basato esclusivamente sul punteggio complessivo a favore di requisiti minimi obbligatori da soddisfare in tutte le aree di valutazione applicabili. Un cambiamento che richiede alle organizzazioni una maggiore capacità di raccolta delle evidenze, tracciabilità documentale e presidio dei processi interni.

I nuovi standard si articolano attorno a sette pilastri fondamentali:

  1. governance orientata agli stakeholder;
  2. azione climatica;
  3. giustizia ed equità;
  4. qualità del lavoro;
  5. diritti umani;
  6. tutela ambientale ed economia circolare;
  7. advocacy e azione collettiva. 

Un approccio che riflette una crescente attenzione verso la misurazione rigorosa dell’impatto e la credibilità delle dichiarazioni aziendali.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi della Relazione d’impatto di WAMI, presentata come caso studio per condividere strumenti, metodologie e buone pratiche utili alla redazione del documento. Per molte delle organizzazioni presenti, in particolare per quelle alle prime esperienze con la Relazione Benefit, il confronto con un caso concreto ha rappresentato un’occasione preziosa per comprendere come tradurre i requisiti normativi in una narrazione chiara, coerente e capace di generare valore.

La giornata si è conclusa con un’attività laboratoriale che ha coinvolto direttamente i partecipanti nella costruzione di risposte a tre sfide tipiche della rendicontazione d’impatto: valorizzare i risultati raggiunti, comunicare con trasparenza il mancato conseguimento di alcuni obiettivi e progettare nuove azioni di beneficio comune accompagnate da indicatori di monitoraggio.

La restituzione finale ha evidenziato la ricchezza di approcci presenti all’interno della Comunità di pratica. Alcuni gruppi hanno privilegiato una lettura fortemente orientata ai dati e ai KPI, mentre altri hanno posto l’accento sugli aspetti qualitativi, relazionali e di ascolto delle persone. Un confronto che ha confermato il valore della Comunità come spazio di apprendimento tra pari, capace di mettere in dialogo competenze, linguaggi e prospettive differenti per rendere l’impatto sempre più misurabile, credibile e generativo.

Il futuro dell’impatto sale sul palco: 15 startup a OGR Torino il 14 luglio

La 4ª edizione di Impact Deal si conclude con il suo Demo Day: un pomeriggio di pitch, insight e networking in uno degli hub di innovazione più vivaci di Torino.


Quindici startup saliranno sul palco per presentare i risultati del loro percorso di accelerazione: le collaborazioni avviate, le Proof of Concept sviluppate e le prossime tappe. Le loro soluzioni spaziano dall’AI for good all’energia e al clima, dall’agrifood e dalla salute alla mobilità e alle infrastrutture, accomunate tutte dall’impegno per un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Il programma

Impact Deal è fondato da Fondazione CRT e OGR Torino, operativamente gestito dal Consorzio TOP-IX con il supporto scientifico di ISI Foundation. Attraverso una rete di partner Data Club ed Ecosystem, tra cui Torino Social Impact, il programma opera a livello europeo per accelerare startup, scaleup, PMI e organizzazioni non profit con la missione di generare un cambiamento significativo.

Partecipa il 14 luglio

OGR Torino, Binario 3 | 16:00 – 19:00

L’evento è aperto a chiunque voglia incontrare gli innovatori che stanno trasformando il futuro. A seguire, un aperitivo di networking per entrare in contatto con le startup, gli investitori e i partner presenti.

Scopri le 15 startup in programma

Registrati all’evento

Per organizzare un incontro introduttivo con una delle startup prima del Demo Day, è possibile contattare il team di Impact Deal (impactdeal@top-ix.org).

26 giugno 2026 – Workshop “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”

Il prossimo 26 giugno 2026, dalle 10.00 alle 13.00, nell’ambito del progetto europeo DO Impact, i partner italiani Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e Tiresia Polimi , organizzano il workshop online “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”, un appuntamento dedicato alle organizzazioni dell’economia sociale interessate a rafforzare le proprie competenze nell’utilizzo e nella comunicazione dei dati.


Il workshop offrirà un’introduzione ai principi fondamentali della visualizzazione dei dati, approfondendone i fondamenti teorici, l’evoluzione storica e le principali fasi del processo progettuale. Attraverso l’analisi di casi studio e momenti di confronto, i partecipanti potranno esplorare il ruolo della data visualisation come strumento per interpretare la complessità e raccontare l’impatto in modo più efficace.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a un’attività pratica sull’utilizzo di RAWGraphs, piattaforma open source per la creazione di visualizzazioni dati. I partecipanti avranno l’opportunità di sperimentare le principali fasi del processo di visualizzazione, dalla lettura di un dataset alla scelta del modello visivo più appropriato, fino alla realizzazione di una rappresentazione grafica.

Il workshop sarà condotto da Elena Aversa, ricercatrice post-doc e docente di Information Design presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il DensityDesign Lab. La sua attività di ricerca si concentra sulle visualizzazioni informative fuorvianti e sulle loro implicazioni comunicative, con particolare attenzione alle metodologie partecipative di valutazione e di Data, Media and Information Literacy (DMIL).

L’iniziativa rientra nel percorso di capacity building del progetto europeo DO Impact, che supporta le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo di competenze digitali e data-driven per ampliare il proprio impatto sociale.

  • Data: 26 giugno 2026
  • Orario: 10.00 – 13.00
  • Modalità: Online su Zoom

Consulta l’agenda

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EUDR 2026: trasformare la compliance in opportunità

La deadline dell’EUDR sono ormai definite: 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese. Prepararsi non significa solo conoscere la norma: significa capire il proprio ruolo nella filiera, raccogliere i dati corretti e costruire un processo di compliance tracciabile, operativo e difendibile.


In questo webinar, Francesca Leonelli e Mario Burrascano di UOMOeAMBIENTE insieme a Gianluca Mazza di Feelera accompagneranno le aziende in un percorso pratico tra novità normative, semplificazioni 2026 e strumenti operativi per gestire la compliance EUDR.

Che tu sia un sustainability manager, un responsabile compliance, acquisti, qualità o supply chain, questo incontro ti aiuterà a orientarti tra:

  • cosa richiede davvero l’EUDR
  • le ultime semplificazioni e aggiornamenti normativi
  • i ruoli e gli obblighi lungo la supply chain
  • i dati necessari per la compliance
  • gli strumenti digitali per gestire tracciabilità, documenti e flussi informativi
  • i passi da compiere nei prossimi mesi

Perché l’EUDR non è solo una dichiarazione da compilare: è un nuovo modo di governare prodotti, fornitori e dati lungo la filiera.

Appuntamento online su LinkedIn, giovedì 18 giugno 2026, alle 16.30.

Iscriviti subito

Innovazione Cooperativa e Impatto Sociale: al via Foncooper 2026 per la crescita del territorio

La Regione Piemonte, in collaborazione con Finpiemonte, ha dato il via a Foncooper 2026, un fondo rotativo strategico da 4,2 milioni di euro dedicato al rafforzamento del sistema cooperativo regionale.



Questa iniziativa rappresenta un tassello concreto per rafforzare un ecosistema dove l’innovazione economica e il valore sociale procedono di pari passo, offrendo alle cooperative piemontesi gli strumenti necessari per essere protagoniste di una transizione inclusiva e sostenibile.
Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questa misura rappresenta un’opportunità fondamentale per integrare strumenti finanziari agevolati con obiettivi di impatto sociale, ambientale e occupazionale.

Un pilastro per l’imprenditorialità a impatto: i Workers BuyOut

Foncooper si conferma il principale strumento pubblico a sostegno dei Workers BuyOut (WBO), le imprese rigenerate dai lavoratori che rilevano aziende in crisi o ne garantiscono la continuità produttiva.

In un’ottica di impact investing, il bando favorisce queste operazioni con deroghe specifiche, come l’accesso al credito anche per le cooperative di nuova costituzione che non abbiano ancora depositato i primi due bilanci, premiando la capacità dei lavoratori di salvaguardare l’occupazione e il saper fare territoriale.

Sostenibilità e Transizione Ecologica

In linea con le sfide dell’ecosistema per l’imprenditorialità sociale, il bando sostiene investimenti non solo produttivi, ma orientati alla sostenibilità ambientale. Sono infatti ammissibili progetti volti al:
  • Miglioramento delle performance climatico-ambientale
  • Contributo alla bioeconomia circolare e alla gestione efficiente delle risorse naturali
  • Efficientamento energetico e riduzione delle emissioni

Caratteristiche del finanziamento

L’agevolazione è pensata come una forma di capitale “paziente” per la cooperazione, con caratteristiche tecniche altamente competitive:

  • Copertura: Fino al 70% delle spese ammissibili
  • Importo massimo: Fino a 2 milioni di euro per progetto
  • Tasso agevolato: Pari al 25% del tasso di riferimento europeo
  • Durata: Fino a 8 anni per beni mobili o 12 anni per investimenti immobiliari e impianti fissi

Soggetti Beneficiari

La misura si rivolge alle cooperative PMI piemontesi (escluse quelle di abitazione) operanti in diversi settori, inclusa la produzione primaria, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Per essere ammissibili, le cooperative devono rispettare i requisiti di mutualità prevalente o possedere i requisiti mutualistici previsti dal Codice Civile, sottolineando l’identità sociale della forma cooperativa.

Come partecipare

Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente alle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e resterà attivo fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La procedura è a sportello, con valutazione delle istanze secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte.

Maggiori informazioni

Italgas e I3P lanciano una nuova call for startup per il futuro delle reti energetiche

Il Gruppo Italgas e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) presentano una nuova iniziativa, intitolata “Shaping the Future of Energy Networks”, per esplorare l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare soluzioni e tecnologie avanzate in grado di continuare a contribuire alla trasformazione digitale delle infrastrutture energetiche.


L’innovazione tecnologica sviluppata dai team di ricerca e dalle giovani imprese è infatti un importante fattore abilitante per l’ulteriore evoluzione delle grandi infrastrutture. La nuova call lanciata da Italgas e I3P, nell’ambito del programma di open innovation “Ideas 4 Italgas” avviato nel 2020, mira a individuare proposte progettuali in grado di contribuire al rafforzamento della resilienza, dell’intelligenza e della sicurezza delle reti gas e acqua, nonché alla transizione verso sistemi energetici a zero o basse emissioni, favorendo la digitalizzazione, l’efficienza operativa, l’integrazione di gas rinnovabili e i modelli di decarbonizzazione sostenibili nel lungo periodo.

Le opportunità dell’iniziativa

I migliori progetti candidati avranno l’opportunità di entrare in contatto con Italgas e con le società controllate del Gruppo, nonché di ricevere una serie di possibili vantaggi e supporto per il loro ulteriore sviluppo sul mercato.

La partecipazione all’iniziativa offre, infatti, la possibilità di ottenere risorse da Italgas per sviluppare un Proof-of-Concept (PoC), ovvero una prima applicazione concreta finalizzata a verificare sul campo la fattibilità e l’efficacia della soluzione proposta; ma anche di usufruire della Mentorship di Italgas, per approfondire la possibile integrazione del prodotto o servizio nei processi aziendali, nonché di entrare in uno dei percorsi di incubazione in I3P volti ad affinare le conoscenze e competenze imprenditoriali necessarie alla maturazione del progetto, supportare la ricerca di finanziamenti esterni e favorire il networking.

L’obiettivo finale è accompagnare le soluzioni più promettenti versouna progressiva adozione su larga scala all’interno del Gruppo Italgas, favorendone la validazione nel settore.

A chi è rivolta la call

La call si concentra su due principali ambiti di interesse. Il primo è quello delle “Resilient Grid”, soluzioni per rendere le reti di distribuzione gas e acqua più intelligenti, sicure e resilienti rispetto agli eventi esterni e auto-adattive rispetto alle condizioni operative, attraverso l’impiego sia di tecnologie digitali – come intelligenza artificiale (AI) e sensoristica avanzata – sia di nuove metodologie di costruzione.

Il secondo ambito, “Energy Transition”, comprende l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, abilitando lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione.

L’iniziativa è rivolta ai gruppi di lavoro e alle società costituite. Per poter essere ammessi, i progetti candidati devono trovarsi in uno di tre stadi di maturità:

  • Idea”, in grado di tradursi in prototipo entro il 2027;
  • MVP”, ovvero prototipo in grado di aprire nuovi segmenti e opportunità di mercato;
  • Products on the market”, cioè prodotti e servizi già commercializzati o pronti al lancio.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita: le candidature dei progetti, in italiano oppure in inglese, vanno inviate sul sito web di Ideas 4 Italgas entro la data limite di venerdì 31 luglio 2026. Tutte le application raccolte verranno valutate entro il mese di ottobre e a novembre si terrà a Torino l’evento finale di premiazione dei vincitori.

La collaborazione tra Italgas e I3P

Negli ultimi anni il nostro Gruppo ha vissuto una profonda trasformazione, fondata sulla digitalizzazione degli asset, sull’innovazione tecnologica e, naturalmente, su un impegno concreto a servizio della transizione energetica”, ha dichiarato Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer di Italgas. “In questo contesto l’Open Innovation si è affermata non solo come un abilitatore di sviluppo, ma come volano strategico capace di accelerare il cambiamento e generare valore. Con questa nuova call rafforziamo ulteriormente questo approccio, aprendo ancora una volta il confronto con l’ecosistema esterno per intercettare nuove idee, competenze e soluzioni in grado di contribuire alla crescita sostenibile del Gruppo Italgas.

Siamo molto lieti di avere l’opportunità di collaborare nuovamente con il gruppo Italgas, una realtà internazionale che ha posizionato l’evoluzione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità al centro della propria visione strategica”, ha commentato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Anche quest’anno, come già nel 2021 e nel 2024, l’iniziativa di open innovation di Italgas e I3P offrirà alle startup e ai team di innovatori un’occasione concreta di confronto diretto con un grande player di settore, possibilità di sperimentazione congiunta e di crescita imprenditoriale, con l’accompagnamento esperto degli specialisti dell’incubatore.

Al via la XXII edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta

È aperta l’edizione 2026 di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, la Business Plan Competition che promuove la nascita di startup innovative nei territori piemontesi e valdostani.


Giunta alla sua XXII edizionee promossa da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino, la competizione si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano dedicato alle nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza.

Le due Fasi dell’iniziativa

La competizione si articola in due fasi operative. La Fase I è il Concorso delle Idee, che premia le migliori idee imprenditoriali con servizi gratuiti di supporto e consulenza erogati dagli Incubatori di impresa, finalizzati alla stesura del Business Plan. I partecipanti potranno inoltre accedere a workshop tecnici e immersivi dedicati ai temi della neutralità climatica e della mobilità urbana sostenibile, promossi in collaborazione con Città di Torino5T, con il supporto tecnico-scientifico del Politecnico di Torino, nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino.

Sarà inoltre possibile usufruire dei servizi gratuiti di orientamento e accompagnamento erogati dagli esperti di Invitalia, Partner Ufficiale del Premio Nazionale per l’Innovazione, per la presentazione delle domande di agevolazione dedicate alla creazione d’impresa.

Per partecipare alla Fase I c’è tempo fino al 16 giugno 2026, compilando la candidatura sul sito ufficiale del concorso www.startcup-piemonte-vda.it. I team che supereranno la fase di selezione saranno contattati direttamente dagli incubatori promotori per avviare il percorso di consulenza.

La Fase II, ovvero la Business Plan Competition, prenderà il via il 17 giugno e terminerà il 28 luglio 2026, dando accesso alla selezione finale e ai premi in denaro e servizi. Per partecipare è necessario presentare un Business Plan che descriva un progetto imprenditoriale innovativo tramite la piattaforma ufficiale del concorso.

È possibile partecipare a una sola o a entrambe le fasi, gratuitamente, presentando un’idea di impresa oppure un progetto imprenditoriale che, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, siano frutto del lavoro di un singolo o di un gruppo di individui e finalizzati alla nascita di una startup innovativa.

A chi è rivolta la competizione

Sono ammessi, individualmente o in gruppo, aspiranti imprenditori maggiorenni, universitari e strutturati di atenei e centri di ricerca (studenti universitari, laureati, dottorandi o PhD di ricerca, assegnisti o borsisti di ricerca, professori e ricercatori), oltre ai titolari di imprese costituite dopo il 1° ottobre 2025 oppure avviate operativamente da tale data.

Durante il processo di candidatura online, i proponenti dovranno individuare un Incubatore di riferimento, scegliendo tra I3P2i3T oppure le Pépinières d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin in caso di candidatura al Premio Valle d’Aosta.

Ad essere ammessi alla competizione sono idee e progetti imprenditoriali che fanno riferimento alle seguenti categorie di gara:

  • Life Sciences, per prodotti e/o servizi innovativi finalizzati a migliorare la salute delle persone;
  • ICT, per prodotti e/o servizi innovativi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, dei nuovi media, della cybersecurity, del cloud computing e delle tecnologie AI/LLM;
  • Cleantech & Energy, per prodotti e/o servizi orientati al miglioramento della sostenibilità ambientale e della gestione dell’energia;
  • Industrial, per prodotti e/o servizi innovativi per la produzione industriale dal punto di vista tecnologico o di mercato;
  • Turismo e Industria Culturale e Creativa, per prodotti e/o servizi innovativi rivolti al settore turistico, culturale e creativo.

Il comitato organizzativo di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, composto dai due incubatori piemontesi, ha sottolineato come l’iniziativa continui a svolgere un ruolo di attivazione concreta delle idee imprenditoriali ad alto contenuto innovativo: “La competition si conferma uno strumento operativo per far emergere progettualità che nascono nei contesti accademici e di ricerca, accompagnandole in un percorso di validazione e sviluppo. Andiamo oltre la dimensione competitiva: Start Cup rappresenta un dispositivo di raccordo tra competenze scientifiche, mercato e territorio, contribuendo a rafforzare la capacità del sistema regionale di trasformare conoscenza in impresa. Il valore che riconosciamo è nella collaborazione tra attori diversi e nella valorizzazione delle competenze diffuse, elementi che rendono il processo di innovazione più strutturato e continuativo”.

Montepremi totale: oltre 60.000 euro

La fase finale della competizione si concluderà entro il 30 ottobre 2026 con l’evento di premiazione ospitato a Torino. I migliori progetti imprenditoriali partecipanti alla Business Plan Competition (Fase II) riceveranno premi e menzioni speciali attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli Enti Promotori e dai Sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro, erogato in denaro e servizi offerti dai partner dell’iniziativa.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: 7.500 euro al primo classificato, 5.000 euro al secondo e 2.500 euro al terzo. Ai primi sei progetti sarà inoltre garantita la partecipazione al Premio Nazionale per l’Innovazione 2026 – che si svolgerà a Bari di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre – con quota di iscrizione del valore di 1.000 euro versata dagli organizzatori della competizione.

Grazie al supporto di Sponsor e Partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • Il Premio Fondazione CRC di 10.000 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • Il Premio Valle d’Aosta di 7.500 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • Il Premio Città del Futuro e Sostenibilità, promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici destinati a massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • Tre premi “Tech for Climate & Mobility” in servizi, destinati a progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile, offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino;
  • Il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano, del valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, destinato al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste inoltre quattro menzioni speciali: “Imprenditoria Femminile”, “Social Innovation”, “Open Innovation / Spin Off Industriali” e “Climate Change”.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo, è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso.

Open Day I3P 2026

Hai un’idea innovativa nel cassetto e ti stai chiedendo da dove partire per realizzarla? Partecipa all’Open Day di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, che si terrà nel pomeriggio di giovedì 11 giugno 2026. L’evento sarà l’occasione di conoscere più da vicino come funziona il mondo dell’imprenditoria innovativa ed entrare in contatto diretto con I3P, incubatore di livello internazionale che da oltre 25 anni supporta la nascita e lo sviluppo delle startup con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita.


L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire informazioni e indicazioni utili a chi cerca un punto di partenza per un percorso imprenditoriale: potrai ascoltare le esperienze dirette di una startup innovativa incubata in I3P, Theia Sense, e ricevere i suggerimenti concreti dei Business Analyst dell’incubatore, con la presentazione delle migliori opportunità per mettere in campo la tua idea.

L’Open Day I3P 2026 sarà anche l’occasione di approfondire la 22° edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, il concorso regionale che mette in palio premi in denaro e servizi per le migliori nuove proposte di startup. Inoltre, il concorso offre l’opportunità di usufruire di servizi gratuiti di orientamento e consulenza nell’ambito dei progetti CTE NEXT 2.0 e Living Lab ToMove della Città di Torino, nonché di scoprire come beneficiare dei servizi di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Al termine dell’evento, una volta concluse le presentazioni sul palco, per i partecipanti si apriranno gli incontri gratuiti one-to-one con i tutor dell’Incubatore, in cui potersi confrontare e ricevere indicazioni pratiche sui primi passi da compiere per un’avventura imprenditoriale di successo.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 11 giugno alle ore 15:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

Per partecipare all’Open Day I3P 2026 è necessario iscriversi gratuitamente su Eventbrite: registrati all’evento entro le ore 13:00 di martedì 9 giugno! Nel caso in cui non riuscissi a presenziare ma avessi comunque piacere di incontrare i tutor I3P per confrontarti sulla tua idea d’impresa in una data successiva, contatta l’incubatore e sarà possibile organizzare un appuntamento dedicato.

Programma

  • Ore 15:00 | Accoglienza dei partecipanti
  • Ore 15:10 | Saluti di benvenuto – Giuseppe Scellato, Presidente di I3P
  • Ore 15:15 | Presentazione dell’incubatore e delle sue attività nell’ecosistema startup – Enrico Ghia, Responsabile Operativo di I3P
  • Ore 15:30 | Punti di partenza per lanciare la tua idea innovativa: Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 e i servizi offerti dai partner del concorso – Martina Fiorin, Senior Consultant & Acceleration Programs Project Manager di I3P
  • Ore 15:50 | Testimonianza di una startup incubata in I3P – Alberto Rovera, Co-Founder & CEO di Theia Sense
  • Ore 16:00 | Conclusione dell’evento e apertura degli incontri one-to-one con i tutor I3P per sottoporre la propria idea d’impresa e valutarne le potenzialità

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile scrivere all’indirizzo email eventi@i3p.it, mentre per rimanere aggiornati sulle novità di I3P è possibile seguirne i canali social, come LinkedInFacebookInstagram YouTube, oppure iscriversi alla sua newsletter email settimanale gratuita.

Competenze nel Terzo Settore. Il nuovo Report 2026 dell’Osservatorio Job4Good

È pubblicata la settima edizione del Report annuale dell’Osservatorio Job4Good, Competenze nel Terzo Settore 2026. La ricerca analizza il triennio 2023–2025 attraverso 5.275 posizioni di lavoro pubblicate sulla piattaforma da 1.057 organizzazioni del nonprofit italiano, per un totale di 9.049 menzioni professionali. La metodologia si basa su dati comportamentali — ciò che gli enti scrivono negli annunci quando assumono — e non su questionari di percezione: una scelta che permette di leggere la domanda reale del settore.


Cinque dati emergono dal triennio:

1. Fundraising e Project Management guidano il 2025. Il Fundraising è la prima area per peso con il 12,20% delle menzioni e una crescita continua nel triennio (11,55% nel 2023, 11,84% nel 2024, 12,20% nel 2025). Il Project Management è la seconda area con il 11,69% e registra la crescita più netta del periodo: +2,01 punti percentuali nel solo 2025. Insieme valgono quasi un quarto delle menzioni del 2025.

2. La cooperazione internazionale perde il primato. L’area “Cooperante”, prima per peso nel 2023 con il 13,17%, scende al 7,33% nel 2025. Il dato non indica una contrazione del settore ma una ricomposizione interna della domanda: meno profili sul campo, più figure di coordinamento e rendicontazione.

3. Competenze emergenti: ESG quadruplica, l’IT entra per la prima volta. La Sostenibilità ed ESG passa dallo 0,20% del 2023 allo 0,83% del 2025. L’IT, area inesistente nel 2023, raggiunge lo 0,73% nel 2025. Quote ancora contenute in valore assoluto, ma rilevanti come indicatore di una domanda di competenze che il settore prima non poneva.

4. Le forme contrattuali si regolarizzano, la stabilità no. Nel triennio il tempo determinato cresce dal 28,5% al 35,6%, il co.co.co. scende dal 27,5% al 19,8%, ma il tempo indeterminato resta la quota più piccola del settore: si muove da 7,5% a 7,6% in tre anni. Le forme contrattuali atipiche cedono spazio a forme più strutturate, ma la stabilità di fondo non si sposta.

5. Trasparenza retributiva: cresce, ma resta minoritaria. Nel 2025 il 27,5% delle posizioni include un’informazione economica, contro il 20% del 2023. Il 12,4% delle offerte dichiara esplicitamente la RAL. Il 72,5% resta senza alcuna indicazione economica, a pochi giorni dall’entrata in vigore in Italia della Direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva.

Sul piano territoriale, il Report fotografa una geografia molto concentrata della domanda di lavoro nel Terzo Settore: Milano vale il 36,27% delle posizioni, Roma il 21,10%, Torino il 5,40%, terza piazza italiana del comparto. Il Nord-Ovest concentra complessivamente il 49,9% della domanda.

L’Osservatorio Job4Good è il monitoraggio longitudinale che la piattaforma dedica al mercato del lavoro nel nonprofit italiano. Nato nel 2018, è oggi alla settima edizione e rappresenta una delle poche fonti italiane che leggono il Terzo Settore attraverso i dati della domanda di lavoro, anno dopo anno.

Job4Good è la piattaforma verticale italiana per il lavoro nel Terzo Settore. Startup innovativa e Società Benefit con sede legale a Torino, è parte dell’ecosistema Torino Social Impact dal quale ha contribuito a far emergere il tema della professionalizzazione del lavoro nel nonprofit come questione strategica per il territorio.

Consulta il report

 

Quando Italia e Svezia si incontrarono nel nome dell’economia sociale: la storia di Reves

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Trent’anni fa, dall’incontro tra amministrazioni locali e organizzazioni dell’economia sociale in Italia e Svezia, nasceva REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy. Oggi la rete rappresenta uno dei principali punti di riferimento europei per la promozione di modelli di sviluppo fondati sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese sociali e comunità. Un percorso che continua a rafforzarsi anche attraverso l’ingresso di nuovi territori: nell’ultima Assemblea generale, infatti, è stata approvata l’adesione della Città Metropolitana di Torino, che si aggiunge a Torino Social Impact, membro della rete dal 2019.

L’articolo ripercorre le origini di questa esperienza, raccontando come una visione condivisa tra territori diversi abbia dato vita a un percorso capace di incidere sulle politiche pubbliche europee e di rafforzare il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione territoriale, partecipazione e innovazione sociale.

Articolo di Daria Capitani.

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Bench-Mark | Ep. 108 – Paratissima

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, cultura e creatività non sono elementi accessori dello sviluppo territoriale, ma strumenti capaci di generare inclusione, opportunità e impatto sociale.

In questo nuovo episodio di Bench-Mark incontriamo Cecilia Di Blasi, General Manager di PRS Impresa Sociale, e Matteo Scavetta, Project Manager di PRS, la realtà che gestisce Paratissima.

Nata nel 2005 come manifestazione dedicata agli artisti emergenti, Paratissima si è evoluta negli anni in una piattaforma culturale capace di accompagnare la crescita professionale di artisti e operatori culturali, attivare reti tra soggetti pubblici e privati e contribuire alla rigenerazione dei territori attraverso la cultura.

Un dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea, sulle opportunità per le nuove generazioni creative e sulla capacità della cultura di produrre valore sociale oltre i confini della città.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Lavoratori del sociale, fare senza non si può.

Il 4 giugno a Torino, VITA porta al centro del dibattito pubblico la grande fuga dal lavoro sociale, con un confronto a partire dal nuovo numero del magazine, Social worker, senza di loro perdiamo tutti, e dal Manifesto del lavoro sociale, promosso insieme a 75 grandi organizzazioni della società civile. L’appuntamento è fissato per le 18 all’Housing Giulia via F. Cigna 14/L, Torino.


C’è una crisi silenziosa che attraversa il welfare italiano: è sempre più difficile trovare e mantenere in organico figure come educatrici ed educatori, assistenti sociali, operatrici e operatori sociosanitari, operatori a bassa soglia, psicologhe e psicologi, professioniste e professionisti della cura, infermiere e infermieri, oss. Non per scelta, ma per esaurimento di energie, di riconoscimento, di prospettive. Chi resta, con fatica e talvolta rabbia, continua a essere un supporto decisivo per comunità, famiglie fragili, servizi pubblici e privati. Ma per quanto ancora?

Se “sociale” significa tenere insieme ciò che rischia di rompersi: comunità, relazioni, servizi, soggetti fragili, significa anche creare un sistema economico che merita di essere conosciuto e sostenuto ben oltre i confini di chi ci lavora dentro. Eppure proprio chi ogni giorno rende possibile tutto questo oggi è sempre più sotto pressione: figure poco riconosciute e sempre più difficili da trattenere.

Lo racconta il direttore Stefano Arduini, nel suo editoriale, del numero di maggio diVITA magazine – in cui trovare tutti i numeri del fenomeno e un’approfondita inchiesta sulla crisi del lavoro sociale −, dal titolo Social worker, senza di loro perdiamo tutti: «I soggetti dell’economia sociale nascono con una vocazione precisa: generare sviluppo sociale e sviluppo economico. Si dice “sociale” perché la ricchezza che producono non appartiene a un individuo, ma diventa patrimonio condiviso, valore che resta a disposizione di una comunità e delle generazioni future».

Da questa consapevolezza è nato il Manifesto del lavoro sociale, promosso da VITA insieme a 75 grandi realtà del Terzo settore e della società civile, pubblicato nel numero del magazine con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito chi ogni giorno, con competenza e responsabilità, rende possibile il patto civile che tiene insieme le nostre comunità. Il Manifesto parte da una convinzione semplice: difendere chi si prende cura significa difendere il benessere della società civile. Un documento che chiede di riconoscere il lavoro sociale come un lavoro qualificato, non solo vocazionale o solo femminile; di garantire condizioni economiche più eque a chi opera nei servizi di cura; di considerare finalmente il welfare non come un costo da comprimere, ma come uno degli investimenti più strategici per il futuro del Paese: «Alla radice di questo modello c’è un’istanza di giustizia sociale che non è mai venuta meno, con tutti i suoi alti e bassi. Una giustizia che non è un concetto astratto, ma si sostanzia di interventi nel reale: prende avvio dai problemi delle persone, propone soluzioni, le mette in opera, tessendo e ricostruendo legami sociali» – dichiara Stefano Arduini, direttore di VITA – «Lo fa attraverso una pratica democratica di partecipazione, mettendo al centro non l’individuo isolato, ma le persone e le relazioni tra esse. L’aggettivo “sociale” non è un cappello valoriale messo sopra i bilanci: è la cifra che dichiara una visione del mondo, della politica e della stessa economia. È il modo in cui si decide cosa fare, come farlo, con chi, e perché».

Per portare questa riflessione in una dimensione pubblica e collettiva, VITA ha scelto Torino, città che negli ultimi anni ha saputo costruire esperienze significative sui temi dell’innovazione e dell’economia sociale, del welfare di prossimità e della rigenerazione urbana. Ma al contempo la città capoluogo di una regione in forte stress sul fronte della spesa sociale e della tenuta dei servizi.

L’appuntamento è fissato per il 4 giugno alle ore 18.00 presso l’Housing Giulia di via F. Cigna 14/L, Torino, spazio di comunità e dell’abitare sociale, che ospiterà un confronto tra istituzioni, fondazioni, organizzazioni sociali e protagonisti del numero di VITA. Non mancheranno, tra gli ospiti, rappresentanti della città di Torino, della Regione Piemonte, del Terzo settore. Saranno presenti, tra gli altri: Michela Favaro, vice sindaca di Torino; Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact; Roberta Delbosco, Responsabile dell’Area Welfare e Territorio-Cura, Fondazione Cassa di Risparmio Torino; Giusi Biaggi, presidente del consorzio nazionale Cgm; Alessia Minuz, presidente cooperativa sociale Koinè; Alice Caimi, assistente sociale e divulgatrice e Maria Gigantino, program manager della cooperativa sociale Giuliano Accomazzi.

L’evento dal titolo Lavoratori del sociale, fare senza non si può è a ingresso libero ed è possibile partecipare registrandosi al link dedicato.

IAAD. CAREER DAYS 2026

Anche quest’anno IAAD. organizza i CAREER DAYS, l’evento dedicato a tutte le realtà professionali, ideato per offrire l’occasione di incontrare i profili dei nostri giovani talenti diplomati dell’Anno Accademico 2025-2026.


I CAREER DAYS 2026 si terranno nelle giornate di Martedì 14, Mercoledì 15 e Giovedì 16 e Venerdì 17 Luglio, in modalità da remoto.

L’evento vedrà il coinvolgimento di 250 persone neodiplomate e 250 aziende, per un totale di 2500 colloqui.

Gli incontri conoscitivi saranno organizzati in slot da 3 ore, si terranno in modalità Job Speed Date e avranno la durata di 15 minuti ciascuno, in cui gli studentə si potranno presentare e presentare il loro CV e il loro Portfolio.

Per adesioni, compilare il form al seguente link, entro Venerdì 29 Maggio 2026.

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Partnership & Career Service alla seguente e-mail: partnership1@iaad.it.

L’adesione a questa iniziativa è gratuita e non prevede nessuna quota di iscrizione.

Comunicazione e AI per il Terzo Settore: corso gratuito online

Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito “Comunicazione e AI per il Terzo Settore”, rivolto a chi gestisce a livello operativo la comunicazione e i canali digitali negli Enti del Terzo Settore piemontesi.


Il percorso, curato da Forestae, propone un approccio pratico all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro quotidiani: dalla pianificazione dei contenuti all’automazione delle attività, dalla narrazione dei progetti alla valutazione delle campagne digitali.

Il corso è pensato per social media manager, digital content creator, operatori della comunicazione e del fundraising, addetti stampa e progettisti. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per costruire una comunicazione digitale più efficiente, coerente e sostenibile, capace di rafforzare l’impatto sociale e le attività di fundraising.

Le lezioni si svolgeranno online per una durata complessiva di 12 ore. La certificazione è disponibile con la frequenza dell’80% del corso.

Calendario del corso:

  • 11 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 18 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 25 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 2 luglio 2026 – 9.30 / 12.30

Il corso è gratuito e disponibile per tutte le persone collaboratrici e dipendenti degli ETS piemontesi, comprese persone volontarie e partecipanti al Servizio Civile.

Per maggiori informazioni e iscrizioni

La formazione è erogata da Forestae e rientra nel progetto Digital Regional Network, un progetto finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale, nell’ambito del bando Digitale Sociale 2024. Il progetto è implementato da Fablab Torino, Forum Terzo Settore Piemonte, Consorzio ONG Piemontesi, ARCI Servizio Civile Piemonte in collaborazione con Forestae Srl, Forwardto e Mapping Change, con il coordinamento di C.I.F.A. ETS.

REVES Network Days 2026: Torino porta a Östersund il confronto sulle strategie territoriali per l’economia sociale

Dal 27 al 29 maggio 2026, la città di Östersund ospiterà i REVES Days 2026, l’appuntamento annuale della rete europea REVES Network, organizzato in collaborazione con la Regione Jämtland Härjedalen e dedicato quest’anno anche al 30° anniversario della rete.


L’iniziativa riunirà amministrazioni locali e regionali, organizzazioni dell’economia sociale, università, istituzioni europee e attori della società civile provenienti da diversi Paesi europei, per confrontarsi sul ruolo dell’economia sociale nella trasformazione dei territori e nella costruzione di modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili.

Il programma prevede panel tematici, visite sul campo, focus group e momenti di networking dedicati alle politiche territoriali, all’innovazione sociale e alla cooperazione europea.

All’interno del programma, Torino Social Impact prenderà parte al panel “The challenges of developing the social economy in metropolitan areas as a solution to tensions exacerbated by population concentration”, dedicato alle strategie territoriali per l’economia sociale insieme a rappresentanti delle città di Amburgo e Östersund.

Nel corso dell’incontro, Sonia Cambursano — Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino — approfondirà il percorso che ha portato alla costruzione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, sottolineando il valore di sviluppare una strategia condivisa anche in un territorio già caratterizzato da un ecosistema consolidato di economia sociale.

Successivamente, Raffaella Scalisi — Senior Advisor di Torino Social Impact — interverrà sul tema delle partnership territoriali come infrastruttura strategica per rendere efficaci le politiche di economia sociale nel lungo periodo, mentre Giovanni Ferrero — rappresentante della Città di Torino — porterà una riflessione sul coinvolgimento dell’economia sociale nella costruzione di visioni territoriali per le aree periferiche e periurbane.

Torino Social Impact è membro della rete REVES, all’interno della quale collabora con altri territori ed ecosistemi sul tema dell’economia sociale, e la  partecipazione ai REVES Days rappresenta un’importante occasione di confronto europeo sui modelli di governance collaborativa e sulle pratiche territoriali capaci di connettere sviluppo economico, innovazione sociale e partecipazione delle comunità.

Il social procurement al centro del confronto tra enti pubblici del territorio

Come possono gli appalti pubblici generare non solo beni e servizi, ma anche inclusione lavorativa, sviluppo territoriale e valore sociale? È questa la domanda che ha guidato, mercoledì 20 maggio, l’incontro dedicato al Public Social Procurement, promosso nell’ambito del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e ospitato nella Sala Panoramica della Città Metropolitana di Torino.


L’appuntamento ha riunito responsabili degli appalti, dirigenti e funzionari di amministrazioni pubbliche, enti e società partecipate dell’area metropolitana per avviare un confronto operativo su strumenti, opportunità e sfide legate all’integrazione di criteri di impatto sociale nelle procedure di acquisto pubblico.

L’incontro è stato anche il terzo Stakeholders Meeting del progetto europeo PROSECO – Interreg Europe, di cui Torino Social Impact è partner insieme alla Città di Torino, rappresentando un’importante occasione di scambio tra livello locale ed esperienze europee.

Ad aprire i lavori sono stati Sonia Cambursano, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino e Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario della Città di Torino, che hanno sottolineato il ruolo crescente delle amministrazioni pubbliche nel promuovere sviluppo economico e inclusione attraverso le proprie politiche di acquisto.

A seguire, Giulia Rossi, in rappresentanza di Torino Social Impact e Research Fellow del Dipartimento di Management, Economics and Industrial Engineering del Politecnico di Milano, ha offerto un inquadramento del social procurement come leva strategica sia dal punto di vista finanziario sia delle politiche pubbliche.

Le esperienze del territorio

La seconda parte del pomeriggio è stato dedicato ad alcune esperienze già in corso sul territorio.

La Città Metropolitana di Torino ha presentato il percorso che porterà all’adozione di una propria strategia di social procurement, illustrando come gli appalti possano diventare uno strumento concreto per perseguire obiettivi di inclusione sociale e sviluppo economico territoriale. La Direttrice Generale, Monica Sciajno, ha condiviso come l’Ente stia lavorando per l’adozione di un proprio Regolamento sul tema e come intenda accompagnare anche i comuni più piccoli del territorio metropolitano in questo percorso, nel suo doppio ruolo di Centrale Committenza a favore degli enti del territorio metropolitano e di Soggetto Aggregatore .

La Città di Torino, con gli interventi di Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario e Adele Settimo, Dirigente Divisione Contratti e Appalti, ha invece condiviso l’esperienza del Regolamento n. 307, uno strumento di politica attiva del lavoro che promuove l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità attraverso gli appalti pubblici. Nato nel 2005 e aggiornato nel 2024, il regolamento rappresenta un esempio concreto di come sia possibile integrare obiettivi sociali nelle procedure di affidamento, coniugando l’acquisizione di beni e servizi con la creazione di opportunità occupazionali per le fasce più fragili della popolazione.

Un workshop per mettere a fuoco sfide e opportunità

Nel pomeriggio, 40 partecipanti in rappresentanza di enti pubblici, amministrazioni e società partecipate si sono confrontati in tavoli di lavoro dedicati a Comuni, società partecipate e altri enti pubblici.

Erano presenti rappresentanti della Città Metropolitana di Torino, della Città di Torino, del Comune di Strambino, della Camera di commercio di Torino, dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino, di Turismo Torino e Provincia, SCR Piemonte, CinqueT, GTT e Agenzia Piemonte Lavoro.

Il confronto si è concentrato su due grandi temi.

Da un lato, gli aspetti organizzativi necessari per rendere il social procurement una pratica stabile all’interno delle amministrazioni: governance, competenze, regolamenti interni, autonomia decisionale e caratteristiche degli appalti gestiti.

Dall’altro, le opportunità e le criticità che gli enti incontrano nell’introduzione di strumenti come appalti riservati, clausole sociali e criteri premiali. I partecipanti hanno discusso dei settori con maggiore potenziale di impatto sociale, delle difficoltà amministrative e organizzative ancora presenti e delle condizioni necessarie per sperimentare nuove pratiche in modo efficace.

Dai risultati emersi ai prossimi passi

A chiudere la giornata è stato il professor Sergio Foà, che ha raccolto e sistematizzato gli spunti emersi durante il confronto.

Tre, in particolare, le dimensioni da presidiare lungo il ciclo di vita dell’appalto. La prima riguarda la progettazione, che richiede una conoscenza approfondita del mercato e degli operatori dell’economia sociale, oltre a un dialogo costante tra i diversi uffici dell’ente. La seconda riguarda la procedura di gara, fase nella quale occorre individuare caso per caso gli strumenti più adatti agli obiettivi perseguiti. Infine, la fase di esecuzione, in cui diventa fondamentale verificare che gli impegni sociali assunti vengano effettivamente realizzati e monitorati.

Tra le priorità condivise dai partecipanti sono emerse la necessità di rafforzare il coordinamento tra enti, investire nella formazione del personale e creare occasioni strutturate di scambio e apprendimento reciproco, valorizzando anche le buone pratiche sviluppate a livello europeo.

Un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi e che rappresenta un tassello importante del percorso verso gli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, con l’ambizione di rendere la spesa pubblica uno strumento sempre più capace di generare valore economico e impatto sociale per il territorio.

Il Futuro della tua Impresa è in Europa: partecipa ad Erasmus for Young Entrepreneurs!

Codex Società Cooperativa conferma il suo ruolo di primo piano come Centro di Contatto Locale per il programma Erasmus for Young Entrepreneurs (EYE) attraverso il consorzio EPIC. Siamo pronti ad accompagnarti in questa nuova avventura, che ha preso ufficialmente il via a febbraio 2025 e proseguirà fino al 31 gennaio 2028.


EYE offre a chi aspira a fare impresa e ai nuovi talenti del business l’opportunità unica di imparare i segreti del mestiere fianco a fianco con figure professionali già affermate che guidano PMI in altri Paesi europei.

Il cuore del programma è la collaborazione basata sulla reciprocità:

  • Esperienza sul campo: Trascorrerai un periodo che va da 1 a 6 mesi lavorando insieme a chi ha già un’esperienza consolidata nel tuo settore. Se gestisci un’impresa da più di 3 anni, potrai essere tu a ospitare un nuovo talento.
  • Supporto Economico: Il soggiorno all’estero è cofinanziato dalla Commissione Europea, permettendoti di concentrarti solo sulla tua crescita.
  • Scambio di Valore: Mentre impari a gestire un’azienda, chi ti ospita riceve nuove idee e una ventata di innovazione per la propria attività.

In questi anni Codex ha supportato numerose persone nel trasformare i propri sogni in realtà, favorendo scambi che spaziano dai settori più tradizionali alle tecnologie più innovative.

Contattata eye@codex.it per scoprire come partecipare e dare il via al tuo scambio internazionale.

FUTURE WEEK Torino – “Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit”

“Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit” è il titolo della giornata che, dalle ore 11:00 alle 19:00 di lunedì 25 maggio 2026, animerà gli spazi della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS. L’iniziativa, realizzata nell’ambito della Future Week Torino – il format itinerante dedicato ai temi del futuro – è frutto della collaborazione con l’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM) e l’Associazione Italiana Innovatori APS.


Quattro sessioni tematiche, talk, presentazioni di libri, esperienze interattive, momenti di networking e una conferenza musicale compongono un programma denso e articolato, pensato per mettere a confronto visioni, modelli e pratiche del mondo profit e non profit nel segno della trasformazione digitale e dell’AI.

“La Future Week è un’occasione unica per far dialogare mondi spesso distanti tra loro. Innovazione tecnologica e impatto sociale non sono in contraddizione e possono, anzi devono, diventare un’unica visione di futuro.”  —  Carlo Majorino, Presidente Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS.

Informazioni incontro

Lunedì 25 maggio 2026,  11:00 – 19:00

Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Corso Trento 13, Torino

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Scopri il programma completo

Prenota il tuo biglietto

Tutoraggi e formazione per ETS del Piemonte

Per tutto il mese di maggio e giugno sono disponibili ore gratuite di tutoraggio e formazione rivolte agli Enti del Terzo Settore del Piemonte, nell’ambito del progetto Digital Regional Network, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale e dedicato al rafforzamento delle competenze digitali nel settore sociale.


L’iniziativa prevede due linee di intervento complementari. Da un lato, le sessioni di tutoraggio curate dall’associazione Forwardto – Dare senso al futuro, dedicate al potenziamento delle soft skills e allo sviluppo di competenze di leadership trasformativa a supporto dei processi di transizione digitale. Dall’altro, moduli formativi aggiuntivi erogati da Forestae, focalizzati sul rafforzamento delle competenze di comunicazione.

Le attività sono gratuite per tutti gli ETS del Piemonte e si inseriscono all’interno del progetto promosso da CIFA – For People in qualità di capofila, in collaborazione con Forum del Terzo Settore, COP e ASC Piemonte.

Visualizza i corsi

Per iscriversi è possibile scrivere a: digitalesociale@cifaong.it oppure compilare il form dedicato.

Le attività rappresentano un’opportunità concreta di aggiornamento e rafforzamento delle competenze digitali e comunicative a supporto dell’innovazione sociale sul territorio piemontese.

La Comunità di pratica OP4Impact definisce il percorso 2026

Martedì 12 maggio, si è tenuto il secondo incontro della Comunità di pratica OP4Impact 2026,  il percorso indirizzato e sviluppato da Torino Social Impact e Cottino Social Impact Campus insieme insieme  ai quattro Ordini professionali — Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, Ordine degli Avvocati di Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo — per accompagnare le professioni in una riflessione condivisa sul proprio ruolo nell’economia sociale. 


L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico e co-progettazione dedicato alla definizione del percorso 2026 della Comunità di pratica, con l’obiettivo di tradurre il lavoro avviato nei mesi precedenti in una prima infrastruttura concreta di capacity building e diffusione  interprofessionale sui temi dell’impatto.

Come ha sottolineato Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus, in apertura dei lavori: «La Comunità di pratica OP4Impact nasce dall’incontro tra professioni e reti differenti, parte di ecosistemi diversi e  interconnessi. L’obiettivo è comprendere quale contributo strategico e operativo possono offrire all’interno dell’economia sociale».

A partire da questa visione, OP4Impact si configura come uno spazio di peer-to-peer e transformative learning by practice, orientato a rafforzare competenze e capacità di innovazione degli Ordini coinvolti, promuovendo una lettura integrata dell’economia sociale applicata alle professioni.

Il percorso 2026, si concretizza attraverso la realizzazione di un percorso di impact capacity building, quale format composto da quattro workshop — uno introduttivo e tre basati su casi studio — finalizzati a consolidare competenze e visioni condivise.

Al centro del primo workshop introduttivo è emersa una riflessione strutturale sul concetto di impatto, inteso come insieme degli effetti e dei cambiamenti sociali, ambientali ed economici generati nel lungo periodo da un’organizzazione sulla comunità.

L’impatto è stato così definito non come semplice esercizio di misurazione o rendicontazione, ma come motore di pianificazione strategica fondato sui tre principi guida di intenzionalità, misurabilità e addizionalità. 

Particolare rilievo è stato dato alla necessità di concepire l’organizzazione come sistema aperto, interconnesso e orientato alla creazione di valore multidimensionale per e con tutti gli stakeholder.

In questo quadro, pianificare l’impatto significa progettare cambiamento in modo intenzionale, condiviso e coerente, attraverso processi di collaborazione, governance partecipativa  e apprendimento continuo. Un approccio che supera logiche individuali o settoriali, per collocare le professioni dentro una dimensione ecosistemica, capace di leggere e accompagnare la complessità contemporanea.

L’incontro ha così posto le basi metodologiche per i prossimi appuntamenti della Comunità di pratica, che proseguiranno con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per leggere, progettare e valorizzare l’impatto, contribuendo a rafforzare il ruolo strategico delle professioni nell’evoluzione dell’economia sociale.

TOUCH Capacity LAB: concluso il percorso di capacity building del progetto europeo

Si è concluso il 14 maggio 2026 il percorso di capacity building del progetto TOUCH, realizzato per rafforzare le competenze delle organizzazioni impegnate nell’integrazione lavorativa dei giovani NEET, con un focus specifico sulla valutazione dell’impatto sociale e sui modelli finanziari outcome based.


Avviato il 19 marzo 2026, il programma TOUCH Capacity LAB ha coinvolto 25 organizzazioni in un percorso articolato in un kick-off meeting e 8 moduli formativi, pensati per favorire apprendimento, confronto e sperimentazione pratica.

L’ultima sessione in presenza si è svolta presso Cottino Social Impact Campus, riunendo partecipanti, docenti e partner per il modulo conclusivo del programma.

Nel corso del percorso, 11 esperti hanno guidato i partecipanti attraverso lezioni frontali, gruppi di lavoro, momenti di peer exchange ed esercitazioni pratiche, offrendo strumenti concreti per rafforzare la capacità di generare e sostenere impatto nel lungo periodo.

Il programma, progettato e realizzato da Cottino Social Impact Campus e Human Foundation, ha approfondito temi chiave quali:

  • Modulo 1 – Visione, Leadership e Governance
  • Modulo 2 – Misurazione e rendicontazione dell’impatto sociale
  • Modulo 3 – Innovazione sociale e progettazione orientata all’impatto
  • Modulo 4 – Alfabetizzazione finanziaria, pianificazione strategica e gestione finanziaria
  • Modulo 5 – Gestione orientata ai risultati e adattamento organizzativo
  • Modulo 6 – Risk management e sostenibilità di medio lungo periodo
  • Modulo 7 – Competenze digitali e tecnologiche a supporto della finanza e dell’impatto
  • Modulo 8 – Comunicazione in ottica outcome based

Il TOUCH Capacity LAB si chiude così come un’importante esperienza di crescita condivisa, capace di creare connessioni, stimolare nuove progettualità e rafforzare le competenze delle organizzazioni partecipanti.

Un ringraziamento speciale va a tutte le organizzazioni coinvolte, ai relatori e ai partner che hanno contribuito al successo di questo percorso, rendendolo un’occasione di confronto e apprendimento ricca di valore.

Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione

La Fondazione per l’architettura / Torino promuove nel 2026 il ciclo Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione, un programma culturale dedicato alla rilettura critica di alcune figure chiave della cultura architettonica torinese.


L’iniziativa propone un percorso articolato tra conferenze pubbliche e visite guidate, con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria progettuale con il dibattito contemporaneo, attraverso la valorizzazione di archivi professionali, opere costruite e testimonianze dirette.

Al centro del programma quattro architetti protagonisti — Elio Luzi, Ada Bursi, Pietro Derossi e Andrea Bruno — appartenenti a generazioni e contesti differenti, attraverso i quali vengono affrontati alcuni temi oggi centrali per la disciplina: conservazione e digitalizzazione degli archivi di architettura, rapporto tra progetto e trasformazione dei luoghi, pratiche contemporanee di restauro e riuso, ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, nonché il riconoscimento del contributo delle pioniere dell’architettura.

Il ciclo si struttura secondo tre livelli di lettura — Memoria, Critica e Innovazione — che guidano ogni appuntamento, offrendo una chiave interpretativa trasversale tra storia e contemporaneità.

Il programma prevede otto appuntamenti tra maggio e ottobre 2026, ospitati in alcune sedi culturali della città, tra cui Ultraspazio, Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Castello di Rivoli, e in luoghi significativi per la storia dell’architettura torinese.

«L’architetto è un visionario, un viaggiatore curioso e attento osservatore del mondo. Con questo ciclo vorremmo far conoscere anche ai più giovani il valore di questi grandi maestri dell’architettura, il loro modo di guardare la città e di interpretare il progetto come responsabilità culturale. Ogni appuntamento di questa roadmap permetterà di entrare direttamente nelle case, negli studi e nei progetti di alcuni dei più grandi architetti italiani. Accostare la memoria del passato a nuove tecnologie e interpretazioni è una modalità che rientra tra gli obiettivi della Fondazione, quello di  promuovere l’utilizzo di nuovi linguaggi».Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di commercio di Torino.

Programma 2026

#1 ELIO LUZI

Conferenza
Ultraspazio
26 maggio 2026, ore 18.00

Visita guidata
Casa Curtatone, Torino
28 maggio 2026, ore 16.00 e 17.00

#2 ADA BURSI

Conferenza
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
9 giugno 2026, ore 18.00

Visita guidata
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
12 giugno 2026, ore 16.30

#3 PIETRO DEROSSI

Conferenza
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
29 settembre 2026, ore 18.00

Visita guidata
Scuola dell’infanzia Chagall, Torino
3 ottobre 2026, ore 11.00 e 12.00

#4 ANDREA BRUNO

Conferenza + visita
Castello di Rivoli
10 ottobre 2026, ore 10.30

Visita guidata
UBA Studio, Torino
13 ottobre 2026, ore 16.00

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI
https://www.fondazioneperlarchitettura.it/maestri-del-progetto/

Mappa della Prossimità – Itinerari nei quartieri Aurora e Barriera

In occasione della Biennale della Prossimità, il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta costruendo un itinerario condiviso della prossimità nei quartieri Aurora e Barriera, fatto di luoghi, relazioni e pratiche che ogni giorno tengono vivi i territori.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta cercando associazioni, presìdi sociali, spazi di incontro, realtà culturali e luoghi di ristoro con una vocazione comunitaria disponibili a far parte di questo racconto collettivo.

Durante i giorni della Biennale della Prossimità piccoli gruppi attraverseranno il quartiere a piedi incontrando questi luoghi, ascoltando le loro storie e scoprendo le pratiche di prossimità che li animano.

Il Consorzio Sociale Abele lavoro sta inoltre raccogliendo disponibilità per brevi interviste audio: le voci dei luoghi diventeranno storie ascoltabili tramite QR code e potranno contribuire a una piccola installazione urbana che resterà anche oltre i giorni della Biennale.

La call rimarrà aperta fino al 25 maggio.

Compila il form

Crisi energetica e imprese: giovedì 21 maggio il primo Morning coffee A3i

A3i inaugura un nuovo format online dedicato ai temi che stanno ridefinendo sostenibilità, efficienza e competitività aziendale.


Giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, prende il via il primo Morning coffee A3i, il nuovo appuntamento online promosso dalla rete d’impresa nata da Amapola e 3i Efficientamento Energetico.

Il format è semplice: 20 minuti, live su LinkedIn, per iniziare la giornata con una conversazione agile tra esperti, dedicata ai temi che impattano sempre di più sulle scelte delle imprese. Non un webinar tradizionale, ma uno spazio breve e concreto per orientarsi tra scenari, rischi e strumenti operativi.

Energia geopolitica e margini: cosa devono fare le imprese ora

Il primo incontro sarà dedicato alla crisi energetica e alle sue conseguenze sulla competitività aziendale. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati e la pressione sui costi riportano l’energia al centro delle strategie industriali.

Per le imprese, infatti, il tema non riguarda più solo il prezzo dell’energia. Riguarda la continuità operativa, la capacità di pianificare, la protezione dei margini e la possibilità di competere in un contesto in cui la volatilità è diventata un fattore strutturale.

Il dialogo tra sostenibilità ed efficienza operativa

A confrontarsi saranno Giulia Devani, Presidente A3i e responsabile reporting di Amapola, e Gianluca Gualco, Partner 3i Efficientamento Energetico ed Energy Manager.

Il dialogo metterà insieme due prospettive complementari: da un lato la sostenibilità come leva strategica e di rendicontazione; dall’altro l’efficienza energetica come ambito operativo, misurabile e direttamente collegato ai costi aziendali.

È proprio questo il senso di A3i: integrare competenze ESG ed energetiche per aiutare le imprese a trasformare la sostenibilità in scelte concrete, coerenti e applicabili.

Quali strumenti hanno oggi le aziende?

Durante il Morning coffee si parlerà di efficientamento energetico, autoproduzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, contratti PPA, strumenti di copertura del rischio prezzo ed Energy Release 2.0. Il punto non sarà indicare una soluzione valida per tutte le imprese, ma capire come costruire un mix coerente con consumi, profilo produttivo, capacità di investimento e orizzonte strategico.

Perché partecipare

Il Morning coffee A3i nasce per offrire alle aziende una lettura sintetica, aggiornata e accessibile dei temi che stanno cambiando il mercato. In questo primo appuntamento, la domanda di partenza sarà molto concreta: come possono le imprese affrontare la nuova pressione sui costi energetici senza limitarsi a rincorrere l’emergenza?

L’appuntamento è per giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, live su LinkedIn.

Iscrizione qui

Futuro del lavoro: AI o umani? Con Lego Serious Play

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo e il senso stesso del lavoro, ma non sostituisce ciò che ci rende davvero efficaci: le competenze umane, “materia prima” insostituibile.


Empatia, intuizione, pensiero critico, etica e la capacita’ di cambiare diventano sempre più centrali per collaborare con la tecnologia senza perdere direzione, identità e senso e per ridisegnare il significato del lavoro nella nostra vita e nelle organizzazioni.

In questo workshop esperienziale useremo LEGO® SERIOUS PLAY® per esplorare quali competenze umane dobbiamo rimettere al centro delle organizzazioni per collaborare con la tecnologia senza perdere l’identità e lo scopo. Un laboratorio per chi vuole interrogarsi su come affrontare un mondo del lavoro “AI-augmented” mantenendo il cuore umano.

Programma

Lunedì 25 maggio | Ore 9:45 – 13:00
Open Incet, Piazza Teresa Noce 17

09:45 — Benvenuto e introduzione Open Incet e FaciliTO Community

10:15 — Inizio lavori workshop LSP

12:30 — Condivisione risultati

13:00 — Conclusione

Future Week Torino: il Futuro è forbito?

Dal 25 al 31 maggio, arriva a Torino la Future Week, la settimana di eventi diffusi sull’innovazione in cui realtà pubbliche e private con un’idea o un progetto innovativo da raccontare, trovano il contesto, le relazioni e le occasioni giuste per condividerli. Anche Giardino forbito aderisce all’iniziativa.


Programma

Lunedì 25 maggio ore 12 – Inaugurazione mostra “Riders” di Marina Tabacco

Apre la settimana un momento dedicato all’arte contemporanea con l’inaugurazione della mostra “Riders” di Marina Tabacco che si collega alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini. Un’esposizione che indaga il movimento, il viaggio e le dinamiche urbane attraverso uno sguardo visivo intenso e attuale, capace di dialogare con il contesto cittadino e di approfondire anche le criticità legate a questo nuovo mondo del lavoro.

Martedì 26 maggio ore 14.30 – Presentazione Sportello Affido Città di Torino

Presentazione dello sportello dedicato all’importante tema delle adozioni e degli affidi a cura degli uffici Casa Affido della Città di Torino. Con Cinzia Scanavacca.

Mercoledì 27 maggio ore 14.30 – Torneo di burraco

Un appuntamento conviviale all’insegna del gioco e della socialità. Il torneo di burraco invita appassionati e curiosi a condividere un pomeriggio leggero e partecipato, dove strategia e divertimento si intrecciano in un’atmosfera accogliente.

Giovedì 28 maggio ore 16.00 – Oratorio San Salvario

Un momento che richiama lo spirito dell’oratorio come spazio di incontro e comunità. Un’occasione informale e aperta per ritrovarsi, condividere tempo e relazioni, riscoprendo il valore dello stare insieme in modo semplice e autentico.

Venerdì 29 maggio ore 19.00 – Mindful Wine Tasting

Non una semplice degustazione, né un aperitivo tradizionale, ma un vero cambio di prospettiva. In occasione della Future Week Torino, Giardino forbito propone la Mindful Wine Tasting, un’esperienza che restituisce profondità al gesto del bere, trasformandolo in ascolto, presenza e relazione.

In un tempo in cui il vino è spesso consumato rapidamente, questa pratica invita a rallentare e a entrare in uno spazio sospeso, dove il vino non si spiega ma si attraversa. Il percorso si apre con una degustazione bendata: il primo incontro con il vino avviene senza etichette né aspettative, lasciando emergere percezioni autentiche e immediate. I sensi si riattivano, il linguaggio tecnico si dissolve e il vino diventa esperienza diretta, da vivere più che da interpretare.

Protagonisti della degustazione saranno vini naturali, biologici e biodinamici di Buganza Radici e Filari, espressione del territorio tra Langhe, Roero e Barolo: vini vivi, non standardizzati, capaci di raccontare una storia attraverso le loro trasformazioni.

La Mindful Wine Tasting è un metodo strutturato che integra neuroscienze, mindfulness e cultura del vino. Ideato da Marta Indra di Giulio, nasce da una ricerca accademica sviluppata tra l’Università di San Diego e La Sapienza, con l’obiettivo di indagare come cambia la percezione quando si porta attenzione piena all’esperienza.

Accanto a lei, Emanuele Buganza, vignaiolo, attore e marionettista attivo in produzioni RAI e internazionali. Insieme animano Cascina Bauci, uno spazio esperienziale in cui vino, arte contemporanea e pratiche sensoriali si incontrano, dando vita a un approccio innovativo e partecipativo.

Un appuntamento pensato per chi desidera rallentare, riscoprire il vino senza filtri e vivere un’esperienza che coinvolge il corpo e la percezione, oltre il semplice atto del degustare.

Sabato 30 maggio ore 18.00 – Swing con Carma Studio Dance Torino

La musica e il movimento diventano protagonisti con una serata dedicata allo swing, guidata dai ballerini di Carma Studio Dance Torino. Un momento dinamico e coinvolgente, aperto a tutti, per lasciarsi trasportare dal ritmo e dall’energia della danza.

Domenica 31 maggio ore 17.30 – Wine & Yoga

La settimana si conclude con un’esperienza che unisce benessere e piacere sensoriale. Wine & Yoga propone una pratica dolce e rigenerante attraverso una degustazione consapevole, per ritrovare equilibrio tra corpo e mente in un contesto rilassato e curato.

Ipermedia, quando la comunicazione sociale passa da video, fotografia e audio immersivo

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Questo nuovo approfondimento è dedicato a Ipermedia, impresa cooperativa sociale che unisce video, fotografia, audio immersivo e progettazione narrativa per sviluppare contenuti e percorsi di comunicazione d’impatto.

Dai progetti culturali come Culture Sounds ed Ecomuseo Lou Lindal, fino al lavoro con Ri-Scatti e il terzo settore, l’articolo esplora — attraverso la testimonianza di Federico Bernini, Amedeo Francesco Novelli e Marco Liuni — come i linguaggi audiovisivi e innovazione possano diventare strumenti di inclusione, partecipazione e valorizzazione di realtà spesso invisibili.

Leggi l’articolo su Futura News

Torino ospita il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE

Un focus sulle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale.


Mercoledì 27 maggio, dalle ore 14.00 alle 16.30, presso il Centro Studi Sereno Regis di Torino, si terrà il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE, finanziato nell’ambito dell’Azione Chiave 2 del Programma Erasmus Plus.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e competenze dei professionisti della formazione, supportandoli nello sviluppo della competenza di agency negli adulti a rischio di esclusione socio-occupazionale. Il progetto pone al centro la capacità delle persone di diventare protagoniste attive dei propri percorsi di crescita personale e professionale, valorizzando autonomia, consapevolezza e capacità decisionale.

L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto tra operatori della formazione, professionisti del settore educativo e partecipanti al progetto, attraverso momenti di approfondimento dedicati alle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale e alle competenze necessarie per accompagnarne il cambiamento.

Programma dell’incontro

14.00 – 14.15
Registrazione dei partecipanti

14.15 – 14.30
Presentazione e stato dell’arte del progetto DIDACTIVE – Germano Nervo
14.30 – 14.45
Lavorare con gli adulti: fragilità, resistenze e possibilità di cambiamento – Partecipanti LTTA

14.45 – 15.15
La competenza di agency nei processi di transizione professionale – Valeria Zaffalon

15.15 – 15.45
Le competenze degli operatori per sostenere lo sviluppo dell’agency negli adulti – Elisa Vignolo

15.45 – 16.00
Spazio alle domande e conclusioni

Per partecipare è richiesta la conferma di presenza scrivendo a: servizio.internazionale@enaip.piemonte.it

Didactive è coordinato da Enaip Piemonte (Italia) e si avvale della collaborazione dei seguenti partner: Cap Ulysse di Bordeaux (Francia), die.Berater di Vienna (Austria), Hellenic Open University di Patrasso (Grecia), PUČKO OTVORENO UČILIŠTE di Varazdin (Croazia), Pressure Line di Rotterdam (Paesi Bassi).

Geografie emotive di quartiere: Borgo Vittoria raccontato in un progetto di Urban Lab ed Enaip Piemonte

Attraverso una camminata fotografica in Borgo Vittoria, gli studenti di Enaip Torino hanno provato a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere. Non cercando immagini perfette, ma immagini vere. Significative. Hanno esplorato il loro rapporto con il quartiere, scoperto angoli nascosti, colto tracce di vita quotidiana: una panchina vissuta, una finestra che racconta, un segno di cura o di abbandono. Piccole cose che, insieme, costruiscono una storia più grande.


Lo hanno fatto grazie al progetto Geografie emotive di quartiere, di Urban Lab Torino ed Enaip Piemonte insieme all’illustratrice Francesca Chessa. Da questo percorso sono nati tre collage collettivi: uno sguardo plurale, autentico e personale su Borgo Vittoria.

Vi invitiamo a scoprire questo racconto fatto di immagini, prospettive e emozioni

mercoledì 27 maggio
ore 17.00
Cascina Fossata

Programma

h.17. 00 – Introduzione e saluti

  • Alessandro Tempia Valenta (Urban Lab)
  • Fabio Belci- Direttore Enaip Torino
  • Francesca Chessa- illustratrice

h. 17. 30 – Tavola rotonda “Raccontare Borgo Vittoria”
Modera: Alessandro Tempia Valenta (Urban Lab)

  • Lorenzo Scarabattoli- tutor Enaip Torino
  • I protagonisti: studenti e studentesse del corso di informatica di Enaip Torino
  • Francesca Chessa, illustratrice

h. 18.30 – aperitivo
Ingresso fino ad esaurimento posti.

Breaking Jail 2026: a Torino cultura, lavoro e inclusione costruiscono nuove connessioni tra carcere e società

Dall’1 al 3 ottobre 2026 Torino ospiterà Breaking Jail 2026, promosso dall’associazione DEA – Dialogo, Eventi, Azione, che nasce per valorizzare i percorsi formativi, creativi e professionali sviluppati all’interno degli istituti penitenziari, creando un punto concreto da “dentro” e “fuori”.


Dopo la prima edizione del 2025, realizzata a Torino presso Green Pea, Breaking Jail evolve da iniziativa pilota a piattaforma culturale e sociale stabile, pensata per mettere in relazione istituzioni, cooperative, associazioni, imprese, mondo della formazione e cittadini. L’obiettivo è contribuire a superare lo stigma legato alla detenzione, rendendo visibili competenze, progettualità e storie di riscatto che spesso restano ai margini del racconto pubblico.

Il progetto si fonda su una visione chiara: formazione, lavoro, cultura e creatività possono diventare strumenti reali di reinserimento, responsabilizzazione e prevenzione dell’illegalità. In questa prospettiva, Breaking Jail non si limita a sensibilizzare il pubblico, ma intende attivare relazioni, opportunità e collaborazioni capaci di generare impatto nel tempo.

L’edizione 2026 si svilupperà attraverso una doppia dimensione, pubblica e professionale:

  • da un lato l’area B2C, ai Giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice a Torino, sarà aperta alla cittadinanza e ospiterà esposizioni, talk, workshop, performance artistiche e contenuti esperienziali dedicati ai percorsi realizzati in ambito penitenziario. Al suo interno troveranno spazio manufatti, prodotti e progetti nati nei laboratori degli istituti di pena e delle realtà sociali coinvolte, insieme alla mostra fotografica a cura di Paolo Ranzani;
  • dall’altro, l’area B2B dedicata al confronto tra sistema produttivo, istituzioni e attori sociali. Talk tecnici, panel e momenti di networking approfondiranno strumenti normativi, incentivi all’assunzione, modelli di reinserimento e possibili forme di collaborazione tra imprese e percorsi di inclusione socio-professionale

L’iniziativa è uno strumento misurabile: in continuità con il Report di Impatto Sociale 2025, l’edizione 2026 prevede la relazione di un nuovo report finale, pensato per restituire i risultati raggiunti, le reti attiate, la partecipazione generate e le ricadute sociali e territoriali prodotte dell’iniziativa.

Attraverso un linguaggio accessibile, inclusivo e aperto alla città, Breaking Jail vuole offrire a Torino un’occasione di confronto e partecipazione sul tema della seconda opportunità, dimostrando come dialogo tra istituzioni, imprese terzo settore e comunità possa trasformarsi in un modello concreto di innovazione sociale.

Il percorso di Breaking Jail è aperto a istituzioni, imprese, enti del terzo settore, realtà formative, cittadini e a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla costruzione di nuove opportunità di inclusione.

Per informazioni, proposte di collaborazione o manifestazioni di interesse: info@dea.torino.it

Il canale vendita come esperienza integrata

Il canale di vendita non è più soltanto il luogo della transazione, ma uno spazio strategico in cui si intrecciano esperienza, servizio, relazione e impatto sul territorio. Questa sfida propone di riprogettare l’esperienza di acquisto partendo da un caso reale, per poi estendere il ragionamento a tutte le aziende che operano attraverso distributori, commercio e retail, in dialogo tra canali fisici e digitali.


In linea con le sfide promosse da Open Incet, il workshop si colloca all’incrocio tra innovazione dei modelli di business, impatto sociale e transizione ecologica, interrogandosi su come il canale vendita possa diventare una leva concreta per generare valore economico locale, migliorare la qualità delle relazioni e favorire cambiamenti nei comportamenti di consumo.

I partecipanti saranno chiamati a immaginare servizi e modelli di vendita innovativi, trasformando il canale commerciale da semplice funzione operativa a piattaforma di innovazione e cambiamento.

Programma

Lunedì 25 maggio | Ore 14:30 – 18:30
Open Incet, Piazza Teresa Noce 17

14:30 – Benvenuto

14:45 – Presentazione progetti Open Incet e FGB

15:15 – Presentazione Business Design Italia, caso del workshop e apertura tavoli lavoro

18:30 – Chiusura lavori e conclusioni

Organizzato da Associazione Italiana dei Business Designer – Business Design Italia in collaborazione con Open Incet  e Fondazione Giacomo Brodolini all’interno della Torino Future Week.

Future Homes Europe: al via la call internazionale under 35 per ripensare l’abitare contemporaneo

È aperta Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a progettiste e progettisti under 35, promossa nell’ambito del Festival di Architettura 2026 “Chi abiterà le case vuote?”, in programma a Torino il 7, 8 e 9 luglio presso l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo.


L’iniziativa invita giovani professionisti e professioniste provenienti da tutta Europa a confrontarsi con le sfide dell’abitare contemporaneo, sviluppando visioni progettuali innovative che integrino accessibilità, sostenibilità, adattabilità e innovazione.

Ripensare la casa come infrastruttura sociale

In un contesto segnato da crescente mobilità, aumento dei costi abitativi e trasformazioni climatiche e sociali, il concetto di casa sta evolvendo profondamente. L’abitare non è più solo una questione economica, ma un tema complesso che coinvolge dimensioni sociali, culturali e ambientali.

Future Homes Europe si inserisce in questo scenario, in linea con l’European Affordable Housing Plan 2025 della Commissione Europea, che promuove un approccio integrato per migliorare l’accesso alla casa attraverso politiche più eque e sostenibili.

Obiettivi della call

La call mira a:

  • stimolare nuove idee progettuali per l’abitare accessibile e sostenibile
  • esplorare modelli abitativi flessibili e adattabili ai cambiamenti sociali
  • contribuire al dibattito europeo sul futuro dell’housing
  • valorizzare il ruolo della progettazione come strumento di innovazione sociale

Modalità di partecipazione

La partecipazione è aperta a candidati under 35 di qualsiasi nazionalità. I partecipanti sono invitati a presentare proposte progettuali, visioni e scenari per il futuro dell’abitare in Europa.

Scadenza per la presentazione delle candidature:

Venerdì 29 maggio 2026
Ore 12.00

Tutti i dettagli relativi alle modalità di partecipazione, agli elaborati richiesti e alle tempistiche sono disponibili nel bando ufficiale.

Promotori e partner

La call è promossa dalla Fondazione per l’architettura / Torino, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e con la partecipazione di IREN. L’iniziativa si inserisce nel programma del Festival di Architettura 2026.

Cura e prossimità: prosegue la Comunità di pratica per costruire una Torino più compassionevole

Martedì 5 maggio si è svolto il secondo incontro della Comunità di pratica Cura e Prossimità di Torino Social Impact, ospitato negli spazi di Casa FARO e co-organizzato insieme a Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con l’intento di esplorare l’esperienza della malattia in relazione ad altre forme di vulnerabilità, come povertà, isolamento ed esclusione sociale.


Ad aprire i lavori è stata Lorena Di Maria per Torino Social Impact, che ha inquadrato la nascita della Comunità di Pratica all’interno della missione più ampia del progetto Compassionate City: promuovere un percorso condiviso che coinvolge le organizzazioni del territorio intorno al tema della solidarietà, con l’obiettivo di costruire comunità e acuire l’attenzione per le diverse forme di fragilità. All’intersezione con l’esperienza della malattia, il percorso intende guardare anche alle altre forme di vulnerabilità e fragilità, come povertà, isolamento, emarginazione, malattia mentale e disuguaglianza, contribuendo a costruire una città compassionevole.

Nel suo intervento, Marina Sozzi di Fondazione FARO ha introdotto una visione della salute non limitata all’assenza di malattia, ma intesa come insieme di condizioni che permettono alle persone di realizzare bisogni, aspirazioni e qualità della vita.

In questa prospettiva, la città compassionevole si configura come un modello capace di sostenere le fragilità e le loro intersezioni, affrontando due sfide centrali: da un lato, le disuguaglianze nell’aspettativa di vita, nell’accesso alla cura e nelle esperienze del morire; dall’altro, la necessità di promuovere un cambiamento culturale che riconosca la cura non come questione esclusivamente sanitaria, ma come responsabilità condivisa tra cittadini, istituzioni e territorio.

Successivamente, Alessandra Gianfrate di Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha  illustrato la fase laboratoriale, presentando i criteri per l’individuazione collettiva di un quartiere pilota su cui avviare una prima sperimentazione concreta. Tra i parametri condivisi: presenza di fragilità visibili, risorse territoriali attive, accessibilità, disponibilità di spazi fisici, diversità della popolazione e fattibilità politico-istituzionale.

Durante l’attività le organizzazioni hanno dialogato a partire dalle proprie competenze e conoscenze, confrontandosi su servizi e progettualità prioritarie da avviare nell’ambito del percorso Compassionate City, considerando i bisogni specifici sul territorio.

L’incontro ha così posto le basi per un percorso che punta a definire linee guida replicabili e modelli di intervento capaci di tradurre il paradigma della Compassionate City in azioni concrete, a partire dai quartieri e dalle reti territoriali.

La Comunità di pratica Cura e prossimità proseguirà nei prossimi mesi come spazio di ricerca, ascolto e co-progettazione, contribuendo a costruire una città capace di fare della cura un’infrastruttura sociale condivisa.

16, 17 maggio — Metro di Cultura

METRO di CULTURA – La cultura corre sul filo della metro è un progetto ideato dall’associazione Giardino forbito ETS che si svolgerà il 16 e 17 maggio 2026 a Torino, in concomitanza con il Salone Internazionale del Libro, l’evento San Salvario ha un cuore verde e le attività del Gazebo forbito Sambuy.

Il 13 Maggio, ore 12.00, si terrà la conferenza stampa al Gazebo dei Giardini Sambuy, Piazza Carlo Felice.


La Metro Linea 1 e il Bus Star diventano infrastrutture culturali e ambientali che collegano le aree urbane dell’anello Porta Nuova – Giardini Sambuy e San Salvario – a Lingotto Fiere, con l’attivazione di Green Point nelle hall metro Porta Nuova, Marconi e Lingotto, con l’obiettivo di integrare sostenibilità ambientale e accesso culturale. Un progetto che incentiva concretamente la mobilità sostenibile diffondendo contemporaneamente cultura negli spazi urbani.

Un percorso dunque diffuso tra verde, libri, arte e mobilità sostenibile che integra in un’unica proposta Off del Salone la programmazione del Gazebo forbito Sambuy e quella della ormai storica manifestazione San Salvario ha un cuore verde, ideata an or sono dalle valorose Donne per la difesa della società civile con l’obiettivo di trasformare il viale centrale di Corso Marconi in un grande giardino urbano dedicato al verde, alla cultura, all’arte, alla partecipazione civica e alle buone pratiche ambientali. L’edizione 2026 è dunque particolarmente significativa perché si inserisce nel programma del Salone Off del Salone Internazionale del Libro e del progetto “Metro di cultura”, costruendo un percorso diffuso che coinvolgerà il quartiere di San Salvario, i Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice, la Linea 1 della Metropolitana, con le fermate Porta Nuova, Marconi e Lingotto e la Linea del minibus Star quali fili conduttori e trait d’union tra i diversi luoghi della città.

San Salvario ha il cuore verde

Con San Salvario ha un cuore verde, sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, il tratto pedonale da Largo Marconi a via Madama Cristina torna a essere uno spazio di incontro e condivisione aperto alla cittadinanza, mettendo in evidenza il ruolo strategico dello storico asse urbano che collega Porta Nuova al Parco del Valentino e al Po. Quest’anno il format si arricchisce di una forte anima letteraria: gli stand delle eccellenze vivaistiche diventeranno luoghi di dialogo, dove scrittori e scrittrici incontreranno il pubblico tra lezioni botaniche dei maestri giardinieri, firma copie e conversazioni dedicate ai temi dell’ambiente, della società, della memoria, della contemporaneità e dell’impegno civile. Nel contempo lo scrittore Sebastiano Mondadori farà le veci di padrone di casa del Gazebo forbito Sambuy incontrando gli scrittori, le scrittrici e gli artisti invitati durante le due giornate.

Grazie al contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e a un’importante e capillare distribuzione di 3000 titoli di viaggio omaggio, il pubblico sarà così invitato a partecipare – recandosi con i mezzi pubblici – oltre che al vivo del programma del Salone del Libro al Lingotto anche alle tante attività previste in queste aree ma anche negli spazi sotterranei della Metro dove avranno luogo reading, performance, azioni artistiche in movimento con attività di sensibilizzazione sia culturale che ambientale, passando anche per i Green Point allestiti nelle hall della Metro in collaborazione con Piantala e Aspesi fermate del minibus Star, accompagneranno appassionati lettori e non lungo un itinerario cittadino dove il viaggio diventa parte integrante dell’esperienza culturale. Su Corso Marconi allo Sportello botanico letterario di Marco Mapelli si alterneranno gli incontri con Carlo Grande, Stefania Doglioli e Elena Miglietti, Roberta Masinari, Mario Bianco e Anna Borgna, Rosita Rijtano, Riccardo Levi, Anna Mastromarino ed Enrico Pandiani, ospitati negli stand dei vivaisti in una formula che unisce incontro letterario e racconto botanico. I libri saranno disponibili anche presso lo stand della Libreria Trebisonda, storico partner della manifestazione.

Ai Giardini Sambuy, il Gazebo forbito Sambuy sarà presidiato dallo scrittore Sebastiano Mondadori che accoglierà autori, autrici, editori e artisti attorno ai temi della natura e della letteratura, dell’ambiente, della transizione ecologica e sociale. Tra gli appuntamenti in programma gli incontri coordinati da Sebastiano Mondadori con Chiara Mattea e Chiara Priante, Giovanna Zucca e Alessia Zavatti, Chiara Stangalino e Raffaella Brusaglino, oltre agli approfondimenti dedicati alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini.

Il cartellone prevede anche performance e momenti spettacolari diffusi: il reading “Pollici verdi” di e con David Zonta, con musiche dal vivo di Davide Tosches e il coro Cantabile in coro diretto dal Maestro Giorgio Guiot, entrambi presso la Chiesa di San Salvario. La performance itinerante “Parole disubbidienti” di Giulia VolaRoyi Wang tra metro e minibus Star, “Parole di donna” scelte da Alessia Donadio e recitate da giovani attrici che, con le Meló Coton e altri artisti di strada, sussurreranno melodie e poesia muovendosi sui vagoni della Metro1. In chiusura, domenica sera, la performance narrativa “Avete anche voi visto camminare le aquile?” con Linda Messerklinger e Gianluigi Ricuperati renderà l’ultima corsa della metropolitana un gesto poetico sonoro e collettivo con un omaggio all’amicizia letteraria tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato.

Completano il programma passeggiate nel quartiere, visite guidate e attività interculturali, tra cui l’itinerario verso il lungo Po, alla scoperta del patrimonio Mab UNESCO e, con la comunità giapponese e l’Associazione Sakura, ritrovarsi ai ciliegi donati a Torino dalla città di Nagoya e proseguire verso l’Orto Botanico e la mostra “Riflessi d’acqua: tra arte e natura” dell’artista Aldo Salucci.

Con questa nuova edizione, Giardino forbito ETS conferma la propria vocazione a rigenerare lo spazio pubblico attraverso progetti multidisciplinari capaci di unire verde, sostenibilità, cultura e cittadinanza attiva. Fondata nel 2013, l’associazione opera per trasformare aree urbane ed extraurbane in luoghi polifunzionali e condivisi, promuovendo pratiche di benessere collettivo, transizione ecologica e relazione tra le persone.

Metro di cultura – Speciale Salone del Libro Off e San Salvario ha un cuore verde 2026 – Speciale Salone Off si realizzano con il patrocinio della Città di Torino, il contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e della Circoscrizione 8, l’assistenza tecnica di GTT, la collaborazione di Piantala, Libreria Trebisonda e Aspesi, oltre che alla sinergia con i partner culturali e territoriali della rete Giardino forbito.

19 Maggio — Space start-up ecosystems: Luxembourg meets Turin

Nel pomeriggio di martedì 19 maggio 2026, i rappresentanti della Luxembourg Space Agency e un’ampia delegazione di aziende spaziali nazionali visiteranno Torino per incontrare l’ecosistema startup di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e del suo programma di incubazione ESA BIC Turin.


La Luxembourg Space Agency (LSA) è stata fondata nel 2018 e oggi sostiene sia le nuove imprese del settore spaziale sia quelle già esistenti, sviluppa le risorse umane, facilita l’accesso ai finanziamenti e fornisce supporto alla ricerca accademica: la sua missione è quella di sviluppare il comparto spaziale lussemburghese mettendo in contatto le aziende con imprese di altri settori, aiutando le startup a muovere i primi passi e le aziende consolidate a crescere ulteriormente. L’agenzia rappresenta inoltre il Lussemburgo nel contesto dell’European Space Agency (ESA), nonché nei programmi legati allo spazio dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.

Durante l’evento, organizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e che si terrà in lingua inglese, la delegazione lussemburghese presenterà una panoramica della propria realtà, le iniziative più recenti e le potenziali opportunità di collaborazione, mentre un gruppo di startup italiane supportate da ESA BIC Turin illustrerà i propri progetti tecnologici nel campo spaziale.

L’incontro tra i due ecosistemi costituirà un evento di rilevanza internazionale, offrendo agli imprenditori e agli appassionati di spazio un’occasione unica per scambiare conoscenze, idee, visioni e contatti nel settore della Space Economy.

Come partecipare

L’evento si terrà martedì 19 maggio 2026, dalle ore 14:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

14:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

14:15 | Saluti di benvenuto e presentazioni

  • Marc Serres, CEO di Luxembourg Space Agency, ed Estelle Badie, Manager International Affairs di Luxembourg Space Agency
  • Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, Coordinatore di ESA BIC Turin e Professore Ordinario del Politecnico di Torino

14:30 | Introduzione – Ludovico Del Carretto, Consultant di I3P ed ESA BIC Turin

14:40 | Sessione di pitch delle aziende e startup spaziali partecipanti

  • AdwaisEO – François Régis Martin-Lauzer, CEO
  • Amphinicy Technologies – Frane Milos, CEO, ed Eugenia Agalliu, Product Manager
  • Clearspace Today – Sabrina Andiappane, Managing Director
  • HITEC – Yves Leiner, Chief Systems Engineer, e Mathieu Estève, Ground Segment Manager
  • Ispace Europe – Francesco Ventre, Business Development Specialist, e Charlotte Nassey, Senior Government Affairs Lead
  • Orbitare – Luis Munoz, Director
  • Redwire Space – François Leproux, Project Manager
  • RSS-Hydro – Paolo Tamagnone, Head of R&D
  • Spacebackend – Yoav Landsman, COO
  • Deplotic – Matteo Melchiorre, Head of R&D
  • Ecosmic – Gaia Roncalli, CPO
  • Evolunar – Riccardo Barbieri, Propulsion Engineer
  • Hipparcos – Gabriella Caporaletti, CEO
  • Kurs Orbital – Volodymyr Usov, CEO
  • ORiS – Anna Mauro, CTO
  • Synchropal – Ibrahim Osmani, CEO

16:00 | Incontri B2B & networking

17:00 | Conclusioni

15 Maggio — Forest Bathing: un evento di formazione sullo stress management

Il 15 maggio, una mattinata di formazione in presenza nel parco delle Alpi Marittime a Pian delle Gorre (Chiusa Pesio, CN).


Se sei un responsabile HR o titolare di azienda, prenotati per partecipare gratuitamente ad una mattinata di formazione sullo stress management nel bellissimo Parco del Marguereis.

Insieme a specialisti della formazione e guide naturalistiche, esperte di forest bathing, vedremo come l’immersione in un ambiente naturale aiuta a ridurre “rumore cognitivio” facilitando attenzione, respiro e downshift fisiologico.

In contesti di lavoro complessi e ad alta intensità, stress e sovraccarico possono accumularsi e incidere in modo significativo su performance, sicurezza e qualità delle relazioni.

Le esperienze e i percorsi che WECO propone aiutano a riconoscere i segnali precoci dello stress, interrompere meccanismi automatici e costruire strategie di recupero e autoregolazione trasferibili nella quotidianità lavorativa.

Iscrizioni

Accademia di Arti Boreali – Il programma di Corsi, workshop e masterclass per il 2026 a Borealis

Kaninchen-Haus è lieta di annunciare la nascita dell’Accademia di Arti Boreali. Un atelier aperto nel cuore del quartiere Aurora: corsi, laboratori e masterclass tenuti da artiste e artisti del territorio e non solo.


Borealis Art School nasce all’interno di Borealis, lo spazio culturale diffuso di Kaninchen-Haus APS nel quartiere Aurora di Torino: oltre 700 mq dedicati all’arte, alla residenza, alla formazione e alla comunità.

La proposta formativa volutamente eterogenea: musica, fotografia, cucito, teatro, danza, scrittura, erboristica, arti visive. Docenti selezionati/e per la qualità della loro pratica, uniti/e dalla convinzione che l’apprendimento creativo sia un atto collettivo e trasformativo.

I corsi e i workshop sono rivolti a professionisti/e, amatori/trici o entrambi/e.

In ogni attività, una parte dei posti sarà gratuita per persone appartenenti a fasce vulnerabili, perché crediamo che l’accesso alla cultura e alla formazione debba essere il più possibile aperto e inclusivo e che l’arte e la conoscenza siano il principale strumento di cittadinanza.

Clicca qui per scoprire i corsi ed iscriverti.

Appuntamento al Salone del Libro di Torino con “Il pendolo dell’algoritmo”

Amapola partecipa all’evento di Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, per la presentazione del volume di FrancoAngeli.


Venerdì 15 maggio, dalle 18.15 alle 19.15, Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Lingotto, Galleria Visitatori, Sala Avorio, con un incontro dedicato al volume “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale”, pubblicato da FrancoAngeli e curato da Ruben Razzante, fondatore della Community e Professore di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma.

Presente all’incontro anche Amapola, con il partner Sergio Vazzoler, che interverrà all’appuntamento insieme a Razzante, Mario di Giulio, Partner di Pavia e Ansaldo, e Maria Chiara Vola, Head of AI di Synergie Italia. L’incontro, realizzato in collaborazione con FrancoAngeli, si inserisce anche nel percorso celebrativo per i 70 anni della casa editrice. I posti sono disponibili senza prenotazione.

Una community per l’innovazione responsabile

Polisophia è una piattaforma di dialogo multidisciplinare che riunisce imprese, istituzioni, professioni, mondo accademico e società civile per interrogarsi sulle traiettorie dello sviluppo tecnologico e contribuire a orientarlo verso il bene comune. Al centro del primo anno di lavoro della Community, il tema dell’Intelligenza Artificiale: un cambiamento culturale, economico e sociale che sta già trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e costruiamo relazioni. Per questo, oggi più che mai, servono spazi di confronto capaci di tenere insieme competenze diverse, responsabilità pubblica e attenzione all’impatto sulle persone.

Un volume per leggere l’AI da più prospettive

Il pendolo dell’algoritmo rappresenta il primo lavoro collettivo nato all’interno di Polisophia e propone una lettura plurale dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è superare visioni frammentate o puramente tecniche, per mettere a fuoco le implicazioni culturali, giuridiche, economiche e sociali dell’AI.

Questo approccio appare particolarmente rilevante in una fase in cui l’innovazione tecnologica accelera e richiede nuove forme di governance, nuove competenze e una maggiore consapevolezza collettiva. Parlare di AI significa infatti interrogarsi non solo sugli strumenti disponibili, ma anche sui criteri con cui vengono progettati, adottati e regolati.

Innovazione, relazioni e impatto

L’appuntamento torinese del 15 maggio sarà quindi un’occasione per riflettere sull’AI a partire da una domanda centrale: come possiamo governare il cambiamento tecnologico senza perdere di vista la qualità delle relazioni, la tutela dei diritti e l’impatto sulle persone?

In questa direzione, il confronto promosso da Polisophia si intreccia con alcuni temi chiave per Torino Social Impact: l’innovazione come processo collettivo, la responsabilità come criterio di sviluppo, la costruzione di alleanze tra soggetti diversi e la capacità di generare valore sociale oltre che economico.

Il Salone del Libro diventa così uno spazio ideale per portare il dibattito sull’Intelligenza Artificiale fuori dai soli ambiti tecnici e dentro una conversazione più ampia, culturale e civica. Perché il futuro dell’innovazione non dipende solo dagli strumenti che sapremo sviluppare, ma anche dalle domande che saremo capaci di porci insieme.

La città che risuona: quando lo spazio urbano diventa aula con Heimat Academy

C’è un’idea di educazione che non accetta di restare chiusa tra quattro mura. È un’idea che preferisce scendere in strada, abitare le piazze e trasformare il rumore del traffico in un battito condiviso. È il cuore pulsante di Heimat Academy, l’anima educativa di Heimat Srl, che ha deciso di guardare alla città non solo come a una mappa di strade, ma come a un immenso laboratorio a cielo aperto per bambini, bambine e adolescenti.


Ma cosa significa, in concreto, fare “educazione informale” tra i palazzi e i parchi?

Il corpo: il primo (e unico) strumento necessario

Il segreto di Heimat Academy sta in una pratica tanto antica quanto immediata: la body percussion. Qui non servono spartiti complessi, né strumenti costosi: il corpo diventa tamburo, cassa e ritmo.

È una scelta pedagogica potente perché azzera le distanze. In un cerchio di body percussion non esistono barriere linguistiche: se c’è il ritmo, c’è comunicazione. È un linguaggio universale che permette a chiunque di partecipare istantaneamente, trasformando l’individuo in parte di un’armonia collettiva.

Esplorazioni urbane e “passeggiate musicali”

L’approccio di Heimat non si limita al gesto musicale, ma diventa un modo nuovo di abitare il territorio. I laboratori sono vere e proprie immersioni urbane:

  • Passeggiate musicali: per allenare l’orecchio a riscoprire i suoni nascosti e l’identità sonora della propria città.

  • Workshop partecipativi: spazi dove il gioco e l’ascolto si fondono per abbattere i muri della timidezza.

  • Attività di gruppo: per imparare che la relazione con l’altr* è la nota fondamentale di ogni convivenza civile.

Un’estate a ritmo di gioco: l’appuntamento al Parco del Valentino

Il 2026 segna un capitolo speciale in questo racconto. Heimat Academy entra nel palinsesto de La Bella Stagione — l’iniziativa promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo — con il progetto: “La città è un gioco (di suoni)”.

L’appuntamento è tra i viali e il verde del Parco del Valentino. Qui, i gruppi dei centri estivi non saranno semplici spettatori, ma protagonisti di un’esperienza che trasforma l’incontro casuale in cittadinanza attiva.
È un modo per dire ai più giovani che lo spazio pubblico appartiene a loro e che hanno il potere di riempirlo di significato, di creatività e, naturalmente, di musica.

Vuoi attivare un progetto con Heimat Academy?

Crediamo fermamente che le idee migliori nascano dall’incontro tra le persone e dalla condivisione di visioni comuni. Se lavori in una scuola, in un ente culturale o in una realtà del territorio e pensi che insieme possa nascere qualcosa di significativo per la tua comunità, non esitare a scriverci.

Contattaci: heimat.torino@gmail.com

Insieme possiamo continuare a rafforzare il dialogo tra cultura, educazione e territorio, promuovendo modelli di partecipazione che facciano davvero la differenza.

Dalle PR alla GEO: metodi e strumenti per posizionarsi sui media

Per chi si cimenta nella creazione e nello sviluppo di una nuova impresa innovativa, prima o poi arriva – talvolta con rapidità inattesa – la necessità o l’occasione di confrontarsi con il mondo dei media, interagendo con canali di comunicazione e attori del settore per proporre contenuti, ricevere spazi, valutare coinvolgimenti o gestire richieste di approfondimento. In poche parole, per essere presenti sulla scena pubblica e per esserlo al proprio meglio, dando la giusta visibilità alle prospettive del progetto e del team che lo sta realizzando.


Con l’obiettivo di supportare startupper e innovatori su questo fronte operativo, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e l’agenzia di comunicazione Press Play hanno organizzato un workshop di formazione interattiva in materia di posizionamento imprenditoriale sui media. Nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà di I3P a Torino, gli esperti di Press Play – Alessandro Tibaldeschi, CEO dell’agenzia, e Cecilia Bricchi, PR Director – guideranno le giovani imprese in un’esplorazione delle strategie di posizionamento nel panorama mediale odierno.

Tra i temi in scaletta: chi sono i giornalisti e con quali criteri definiscono cosa costituisce una notizia, come si compone un comunicato stampa e qual è il suo destino, in che modo ci si può preparare per un’intervista e come si valorizza un messaggio, quali sono le best practice della comunicazione non verbale, che opportunità offre la Generative Engine Optimization (GEO) nell’era dell’AI e come adottarla a vantaggio della propria impresa.

L’evento fa parte di “Learn & Jump”, la serie di workshop e masterclass organizzati da I3P per offrire occasioni di incontro con realtà d’eccellenza, formazione specialistica avanzata e confronto tematico su più verticali al proprio network di startup e PMI innovative.

Come partecipare

Il workshop si terrà mercoledì 13 maggio 2026, dalle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 17:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 17:10 | Saluti di benvenuto – Lorenzo Valle, Senior Communications Manager di I3P

Ore 17:15 | Il rapporto con i media: chi sono i giornalisti e come si costruisce una notizia – Alessandro Tibaldeschi, CEO di Press Play

Ore 17:45 | Il posizionamento strategico e le nuove opportunità della GEO – Cecilia Bricchi, PR Director di Press Play

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Relatori

Alessandro Tibaldeschi è un imprenditore ed esperto di comunicazione, fondatore e CEO dell’agenzia di PR Press Play, con sedi a Milano, Roma e Madrid. Si occupa di consulenza strategica, crisis management e Inbound & GEO PR per startup e multinazionali; la sua attività si concentra su settori come green economy, innovazione e lifestyle.

Cecilia Bricchi è PR Director dell’agenzia di pubbliche relazioni Press Play, dove guida e supervisiona i team PR delle tre practice Corporate & Tech, Lifestyle, Green. Con un’esperienza maturata in agenzie internazionali, si occupa di strategia PR, media e influencer relations e brand reputation, coordinando progetti di comunicazione su misura e percorsi di posizionamento volti a generare visibilità e valore reputazionale.

Needle Festival 2026

In Canavese arriva la prima edizione del Needle Festival: un evento solidale nato con un duplice obiettivo. Da un lato poter valorizzare il territorio canavesano creando uno spazio di incontro, condivisione e partecipazione, dall’altra creare un’occasione dover poter parlare di cooperazione internazionale, e più nello specifico di Sud Sudan.


In due giornate si alternano concerti dal vivo, talk su temi globali e attività sportive, affiancati da momenti conviviali con aperitivi e cena.

Venerdì 15 maggio si apre con una cena preparata direttamente dalla pro loco di Barone Canavese. La serata prosegue con l’opening live degli Ask The Dust e culmina con il concerto della Nick Mantovan Band, spaziando nelle diverse sfaccettature della storia del rock and roll.

Sabato 16 maggio il programma si amplia con una proposta variegata che intreccia momenti di confronto e attività sportive. La giornata inizia con talk di approfondimento su temi internazionali, tra cui il ruolo della Cina in Africa e le dinamiche legate a guerre, clima e migrazioni con focus sul Sud Sudan.

La mattinata termina con una pranzo solidale organizzato dall’associazione Lunelaut: una realtà piemontese che vuole accompagnare persone affette da autismo o da altre disabilità verso una vita soddisfacente e dotata di senso. Avremo quindi modo di assaggiare le loro creazioni e la loro pasta fresca. Il pomeriggio prosegue con la terza edizione dell’Hill Trail Canavese con due percorsi: uno dedicato ad una corsa di circa 12 km e una camminata di circa 5 km. La giornata si conclude con momenti di socialità, cena condivisa e il concerto finale dei Bolena.

I proventi dell’evento saranno destinati a sostenere i progetti solidali dell’associazione Needle a favore del Sud Sudan, promuovendo consapevolezza e impegno concreto.

@associazione.needle

@needlefestival

È aperta la call per partecipare alla Scuola di Montagna 2026

La Scuola di Montagna delle Alte Valli torna con la sua quinta edizione e compie un passo nuovo: per la prima volta diventa transfrontaliera, con tre residenze tra Italia e Francia previste tra il 2026 e il 2027.


L’iniziativa nasce per accompagnare chi vuole costruire un progetto di vita e lavoro nelle Terre Alte e si inserisce nel progetto europeo “HV2030 VIVERE – Vivere nelle Alte Valli”, finanziato dal Programma Interreg ALCOTRA. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuovi abitanti e rafforzare l’accesso ai servizi nei territori alpini al confine tra Piemonte, Savoia e Hautes-Alpes.

Negli ultimi anni la Scuola ha già coinvolto oltre 80 partecipanti nelle valli della Città Metropolitana di Torino. Con questa nuova edizione, il progetto si amplia, mettendo in relazione territori e comunità su scala transfrontaliera.

La prima residenza si terrà dal 12 al 14 giugno 2026 tra Val Chisone e Val Germanasca. Si tratta di tre giornate immersive dedicate a persone, gruppi e famiglie interessate a trasferirsi o a consolidare la propria presenza in montagna.

Il programma combina formazione, confronto e scoperta diretta del territorio, affrontando quattro ambiti chiave:

  • il contesto transfrontaliero e le sue opportunità
  • l’abitare, tra mercato immobiliare e incentivi
  • il lavoro, tra impresa, occupazione e smart working
  • i servizi e la comunità, fondamentali per un inserimento sostenibile

Accanto ai contenuti, la Scuola propone un format esperienziale fatto di incontri con esperti e attori locali, laboratori pratici, visite sul campo e momenti di scambio tra partecipanti e comunità.

La partecipazione è gratuita (con vitto e alloggio inclusi) e riservata a un massimo di 20 persone selezionate tramite candidatura. Possono partecipare maggiorenni residenti in Italia o in Francia, motivati a sviluppare un progetto di vita, abitativo o lavorativo nel territorio delle Alte Valli.

La progettazione e realizzazione della residenza sono curate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, secondo il modello Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta, all’interno di un partenariato transfrontaliero guidato dal G.A.L. Escartons e Valli Valdesi.

Le candidature sono aperte fino al 17 maggio 2026 al seguente link.


L’iniziativa è il frutto di un partenariato transfrontaliero, guidato dal capofila GAL Escartons e Valli Valdesi, che unisce:

Italia: Città Metropolitana di Torino, Unione montana Alta Valle Susa.

Francia: Communauté de communes du Briançonnais, Communauté de communes Haute Maurienne Vanoise, Communauté de communes Maurienne Galibier, Communauté de communes Porte de Maurienne, Syndicat du Pays de Maurienne, Communauté de communes du Pays des Écrins.

L’organizzazione e la realizzazione della residenza formativa sono affidate a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale secondo il modello di intervento Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta

Roots2Routes: L’imprenditorialità inclusiva che rigenera le aree rurali tra Italia e Spagna

Refugee Restart lancia una call aperta per candidati e mentor nell’ambito del progetto europeo Roots2Routes. Un’opportunità per trasformare il background migratorio in valore economico e sociale per il territorio.


Nell’attuale scenario economico, l’inclusione è un motore di innovazione sostenibile. Con questa visione, Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia l’avvio di Roots2Routes, un ambizioso programma Erasmus Plus dedicato a chi desidera fare impresa oltre le barriere.

Una risposta concreta ai bisogni dell’ecosistema

Roots2Routes è un programma di incubazione di 5 mesi, completamente gratuito e multilingue, progettato per donne e persone con background migratorio. L’obiettivo è duplice: abbattere gli ostacoli strutturali all’autoimprenditorialità e favorire la rigenerazione delle aree rurali, territori ricchi di potenziale ma spesso ai margini dei flussi di investimento tradizionali.

Il percorso offre:

  • Formazione d’avanguardia: Accesso a strumenti di incubazione digitale basati sull’Intelligenza Artificiale.

  • Competenze pratiche: Masterclass con professionisti del settore.

  • Mentoring su misura: Un accompagnamento individuale per validare il modello di business.

L’appello

Per generare un impatto reale e sistemico, Roots2Routes cerca la collaborazione attiva delle organizzazioni dell’ecosistema Innovazione Sociale. L’invito è rivolto a chiunque desideri contribuire alla diffusione dell’iniziativa in due direzioni:

  1. Scouting di Talenti: Segnalare aspiranti imprenditori/trici che hanno un’idea di business o una startup in fase early-stage da sviluppare in contesti rurali.

  2. Ricerca di Mentor: Coinvolgere manager, imprenditori e professionisti disposti a condividere il proprio know-how per guidare i progetti verso la sostenibilità economica.

Come partecipare

La call per candidati e mentor è aperta fino al 15 maggio. Tutte le realtà interessate sono invitate ad attivare i propri canali (newsletter, social, sportelli informativi) affinchè questa opportunità raggiunga chi può trasformarla in valore per la collettività.

Roots2Routes è un ponte tra il talento individuale e lo sviluppo dei territori. Crediamo che l’imprenditoria migrante sia una leva fondamentale per l’Agenda 2030 e per la resilienza delle nostre aree rurali.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Per candidature: https://forms.gle/6TPryMftKmGF8nk36

Per prenotare una Info Session, contattaci: info@refugeerestart.com

Insieme, possiamo trasformare le radici del passato nelle rotte del futuro.

Roots2Routes: Il talento non ha confini, l’impresa rigenera il territorio

Di fronte alle sfide demografiche e all’abbandono delle aree rurali, Refugee Restart lancia un programma di incubazione transnazionale con l’obiettivo di trasformare il potenziale di migranti e donne in motori di innovazione economica tra Italia e Spagna.


In un momento storico in cui l’inclusione sociale e la rivitalizzazione dei territori marginali sono al centro dell’agenda europea, nasce una nuova opportunità per chi crede che l’autoimprenditorialità sia la chiave del riscatto. Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia il lancio di Roots2Routes, un programma di formazione imprenditoriale gratuito che punta a scardinare le barriere sistemiche che troppo spesso frenano il talento di rifugiati, migranti e donne.

L’imprenditorialità come leva di impatto

Finanziato dal fondo europeo Erasmus Plus, Roots2Routes è un ecosistema di rigenerazione. Il focus è chiaro: trasformare il potenziale inespresso in realtà economiche concrete, con un’attenzione particolare alle aree rurali di Italia e Spagna, territori che chiedono a gran voce nuova linfa e idee innovative per contrastare lo spopolamento.

L’inclusione economica è il pilastro su cui poggiano comunità più forti e resilienti. Roots2Routes crea ponti, non solo tra culture, ma tra territori dimenticati e mercati globali.

Un percorso High-Tech e Human-Touch

Il programma si distingue per un approccio ibrido che unisce le frontiere dell’intelligenza artificiale al valore insostituibile della relazione umana. Ai partecipanti viene offerto un percorso di 5 mesi, completamente gratuito, digitale e multilingue, che comprende:

  • Masterclass d’eccellenza: Sessioni con leader del settore per acquisire competenze tecniche di alto livello.

  • Mentoring Personalizzato: Un affiancamento costante per garantire che nessuna visione resti isolata.

  • AI-Powered Incubation: L’accesso a una piattaforma d’avanguardia assistita da intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo del business plan e dei prototipi.

Fare rete per generare valore

Il successo di Roots2Routes dipende anche dalla capacità dell’ecosistema internazionale di fare rete. Refugee Restart invita la propria community a diffondere l’opportunità

  1. Sei un aspirante imprenditore o imprenditrice?  Candidati ora e dai forma alla tua visione.

  2. Sei un professionista? Metti a disposizione la tua esperienza. Diventa un Mentor e accompagna un team verso il successo.

  3. Sei parte di un ente o una rete? Condividi questo articolo: una segnalazione può cambiare la traiettoria di vita di una persona e il futuro di un territorio.

Info e Scadenze

Le candidature sono aperte fino al 15 Maggio.

Area Ex Scotti: pubblicato l’avviso per scegliere il gestore

Sarà un Ente del Terzo Settore a gestire il nuovo polo pubblico dove si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile. 


Un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative, capace di produrre valore per il territorio e di favorire l’aggregazione giovanile e la partecipazione dei cittadini: questo è il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, la caserma in disuso oggetto di un importante e complesso intervento di rigenerazione urbana finanziato tramite il PNRR (5 milioni e 500mila euro di contributo ministeriale e 400mila euro di risorse comunali), che a breve sarà restituito alla città di Chieri quale polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale.

È stato pubblicato l’Avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti (una superficie coperta di circa 1.900 mq. dei complessivi 5.500 mq. dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa 15.000 mq.): l’Avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore (ETS), anche in forma aggregata (ATS-Associazione Temporanea di Scopo), purché in possesso di una consolidata competenza in materia di progettazione e fundraising, nonché di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo settore così individuato saranno assegnati in gestione solo alcuni degli spazi riqualificati, ovvero:

  • il bar/ristorante, che sarà aperto alla cittadinanza;
  • la piazza coperta, destinata ad attività informali e iniziative;
  • la sala polifunzionale, per attività di pubblico spettacolo, conferenze, iniziative pubbliche e attività comunitarie (con 220 posti a sedere oppure 368 in piedi);
  • il desk informativo;
  • un locale a disposizione, per eventuale ampliamento al fine della sostenibilità della gestione.

Il Gestore sarà tenuto a garantire la piena valorizzazione degli spazi, la custodia, la pulizia e il mantenimento del decoro degli stessi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Inoltre, si dovrà fare carico dell’apertura e della chiusura dei locali della “Piazza delle Associazioni” (ovvero gli spazi che ospiteranno le associazioni chieresi e che saranno assegnati attraverso un apposito bando) e della valorizzazione e cura dell’area verde esterna. Il Gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento o miglioramento degli spazi assegnati. Gli spazi saranno assegnati a titolo gratuito, senza il pagamento di un canone/corrispettivo, ma non verranno erogati contributi economici ordinari per la gestione corrente; inoltre, è previsto un contributo di 150mila euro in conto capitale per sostenere l’investimento iniziale di completamento e allestimento dei locali.

In sede di approvazione della variazione del Bilancio comunale sono stati stanziati 580mila euro per la sistemazione dell’area verde esterna.

L’Amministrazione comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso  promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata; di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile; di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata; di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo, mediante l’integrazione tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Questo il cronoprogramma: il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 4 giugno; la consegna del cantiere è prevista entro il mese di giugno; una Commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute; l’Amministrazione comunale avvierà con l’Ente selezionato il percorso di co-progettazione al fine di predisporre il progetto definitivo; infine, sarà stipulata una convenzione per regolare i rapporti tra l’Amministrazione e l’Ente gestore. L’avvio della gestione è previsto entro 6/7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi di allestimento degli spazi assegnati.

Sarà istituita una Cabina di Regia, composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Ente gestore, con il compito di monitorare l’attuazione del progetto, valutare gli esiti delle attività svolte, individuare eventuali criticità, condividere azioni correttive e di miglioramento, al fine di garantire la coerenza del progetto rispetto agli obiettivi e ai bisogni del territorio.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 24:00 del 04/06/2026, mediante invio tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo del Comune protocollo.chieri@pcert.it.

La domanda dovrà essere trasmessa con oggetto: “AVVISO PUBBLICO PER CO-PROGETTAZIONE AREA EX CASERMA SCOTTI – CANDIDATURA PROGETTO PRELIMINARE”

L’Avviso completo e la relativa documentazione sono disponibili sul portale gare del Comune di Chieri.

VITA lancia il “Manifesto del Lavoro Sociale”

VITA ha pubblicato il Manifesto del Lavoro Sociale, un documento collettivo costruito insieme alle 75 organizzazioni del suo Comitato Editoriale, tra cui Torino Social Impact, che mette al centro il valore strutturale del lavoro sociale per la tenuta delle comunità.


Il Manifesto nasce da un’assunzione di fondo netta: il lavoro sociale non è un ambito residuale del welfare, ma una componente strutturale della coesione sociale. Senza le persone che ogni giorno operano nei servizi sociali, educativi e di prossimità, a perdere stabilità non sono solo i sistemi di supporto, ma le comunità nel loro insieme.

Il documento propone quindi una lettura condivisa e politica del ruolo dei social worker, mettendo in evidenza il valore pubblico del loro lavoro e la necessità di riconoscerne pienamente la funzione dentro le trasformazioni sociali in corso.

All’interno di questo percorso, Torino Social Impact ha partecipato alla costruzione del documento insieme alle altre realtà del Comitato Editoriale, contribuendo a rafforzare una visione comune sul ruolo strategico del lavoro sociale nei territori.

A partire dalla pubblicazione del Manifesto, VITA apre inoltre uno spazio di raccolta di storie ed esperienze dirette, con l’obiettivo di dare voce a chi opera quotidianamente nel lavoro sociale e alle ragioni che portano a riconoscerne il valore.

Condividi la tua esperienza

È possibile inviare un contributo a vita@vita.it, scrivendo un breve testo sulla propria esperienza come lavoratrice o lavoratore sociale e sulle motivazioni dell’adesione al Manifesto (indicando nell’oggetto “lavoro sociale”). In alternativa, è possibile inviare un vocale tramite Instagram a @vitanonprofit.

Leggi la news su VITA

Scarica il Manifesto

Bench-Mark | Ep. 107 – Nuova Collaborazione

Più di un rapporto di lavoro domestico su due, in Italia, è ancora irregolare.

Un dato che non racconta solo la fragilità di un settore fondamentale, ma anche la complessità di un ambito in cui si intrecciano cura, lavoro, cultura e sostenibilità economica.

Nonostante dal 1974 esista un Contratto Collettivo Nazionale che disciplina il comparto, la regolarizzazione continua infatti a rappresentare una sfida culturale, economica e politica.

In una società che invecchia e in cui il lavoro di cura assume un ruolo sempre più centrale per il benessere delle famiglie e della collettività, interrogarsi su come costruire condizioni più regolari, eque e sostenibili diventa sempre più urgente.

A partire da questa prospettiva, Filippo Breccia, Vicepresidente di Nuova Collaborazione — la più antica associazione dei datori di lavoro domestico in Italia, nata a Torino — riflette sulle criticità del settore e sulle possibili leve di cambiamento.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bench-Mark | Ep. 106 – Fashion Team

Non sempre il percorso verso l’economia dell’impatto nasce da una scelta immediata o da una definizione chiara fin dall’inizio. A volte significa riconoscere, lungo il tempo, che alcune pratiche e sensibilità erano già presenti e trasformarle in una visione più consapevole.

È il caso di Fashion Team, azienda con oltre trent’anni di storia che negli anni ha intrapreso un percorso di crescente consapevolezza, approfondendo questi temi fino a diventare Società Benefit.

Abbiamo incontrato Roberto Maglietti, Fondatore e Presidente di Fashion Team, in Piazza Bodoni, vicino alla sede torinese dell’azienda, per farci raccontare l’evoluzione di un brand che ha saputo rileggere la propria storia alla luce di nuove responsabilità sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bando Regionale per Piani integrati di welfare per la vita e il lavoro

Medi Care Lab sta costruendo una rete territoriale tra PMI piemontesi per garantire servizi reali per i propri dipendenti tra cui: assistenza domiciliare per familiari in difficoltà e non autosufficienti, servizi di sanità integrativa, supporto alla genitorialità e sistemi di welfare in particolare.


L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di’ lavoro, supportare i dipendenti e in particolare le donne al fine di evitare l’abbandono del lavoro, migliorare la competitività delle imprese e creare un modello di riferimento individuando risorse finanziarie pubbliche.

Il progetto si limiterà a poche aziende, sensibili al tema e disponibili a realizzare gli obiettivi comuni.

Se la tua azienda vuole partecipare o vuoi saperne di più, scrivi a: info@medicarelab.it | www.medicarelab.it

Collegio Universitario Einaudi – Bando Ammissioni a.a. 2026/27 – Scadenza 30 giugno 2026

È aperto l’iter di partecipazione al bando di ammissione per l’a.a. 2026/27 al Collegio Einaudi per 165 posti studio per studentesse e studenti.


Presso il Collegio Einaudi, l’esperienza di studio è arricchita da un ambiente accogliente e confortevole. Ogni studente avrà garantita l’ospitalità in camera singola, dotata di bagno privato, e avrà a disposizione ampi spazi comuni come sale studio, sala musica e palestra in un ambiente ideale per il proprio percorso accademico.

Oltre all’esperienza accademica universitaria, gli studenti potranno beneficiare di una formazione parallela che arricchisce il percorso di studio. Questa formazione aggiuntiva mira a sviluppare competenze trasversali e offrire opportunità di crescita personale e professionale.

Il bando di ammissione rimarrà aperto fino al 30 giugno 2026.

Per ulteriori informazioni sul processo di ammissione e per presentare la vostra candidatura, visitate il sito web del Collegio Einaudi.

Accedi alla pagina Ammissioni 2026/27

Date di apertura e chiusura dei diversi iter di ammissione

Ammissione: Per iscrivendɜ al 1°, 2° e 3° anno di un corso di laurea di I livello/ciclo unico, iscrivendɜ al 1° anno di un corso di laurea magistrale o master di I livello e studentɜ internazionali. Periodo di candidatura: 1 aprile 2026 – 30 giugno 2027

Ammissione Post-laurea: Per iscrittɜ a corsi di dottorato di ricerca e corsi di Master di II livello, corsi di perfezionamento e scuole di specializzazione. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 31 gennaio 2027

Ammissione Exchange students: for foreign students taking part to mobility programs or internship. Studenti e studentesse internazionali (UE e Extra-UE) partecipanti a progetti di mobilità/tirocinio. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 28 febbraio 2027

15 maggio — Cosmesi naturale al ritmo delle stagioni

Presentazione del libro”Cosmesi spontanea al ritmo delle stagioni” di Patrizia Poggiali e laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali
A cura di Patrizia Poggiali, esperta di cosmesi naturale e Francesco Marchetti, area marketing Altromercato.


Patrizia Poggiali è co-fondatrice e responsabile R&D di Gala, azienda che produce anche la linea di cosmetici naturali Natyr Altromercato. È docente di cosmesi naturale ed eco-sostenibile e autrice del manuale dal quale estrapolerà, insieme a Francesco Marchetti di Altromercato, sfiziose ricette di autoproduzione di cosmetici 100% naturali, ispirati ai gusti e ai profumi delle stagioni e con materie prime Fair Trade.

Il laboratorio è gratuito previa prenotazione.

Registrati

Per informazioni: sanmarino@mondo-nuovo.it | 011 3249540 (anche WhatsApp)

9 maggio — Aperisfilata con l’autrice

Un evento sulla moda etica a 360°.


Incontreremo Audrey Millet, autrice del libro “La trama del lusso”, che denuncia le profonde ingiustizie e le connessioni tra industria della moda, immigrazione e criminalità, mettendo in luce le crepe di un modello economico che punta al profitto a tutti i costi.

Modera la dott. Mariangela Rossetto in collaborazione con Pierluigi D’Ortona.

Durante l’evento prenderà vita una suggestiva sfilata di moda equa e solidale, con la presentazione dei capi On Earth che uniscono stile, qualità e rispetto per il pianeta.

A seguire, aperitivo conviviale.

L’evento è libero e gratuito ma i posti sono limitati.

Registrati

Per info: info@mondo-nuovo.it / tel. 0114546910

Raccolta dati e misurazione d’impatto: strumenti e pratiche — 4° workshop locale di DO Impact

Il 15 aprile 2026 il Circolo dei Lettori di Torino ha ospitato il quarto workshop locale italiano del progetto europeo DO Impact, dedicato a rafforzare le organizzazioni dell’economia sociale attraverso la trasformazione digitale e l’uso strategico dei dati. 


L’incontro, promosso dai partner italiani del progetto, Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e TIRESIA – Politecnico di Milano e organizzato all’interno della rassegna Frontiers di Biennale Tecnologia, ha affrontato i temi della misurazione e della valutazione dell’impatto sociale, offrendo ai partecipanti la possibilità di ragionare sul tema, prima a livello teorico e poi nella pratica. 

La mattinata si è aperta con il keynote di Tommaso Tropeano (TIRESIA), che ha inquadrato la “Rivoluzione dell’Impatto” come risposta alle grandi sfide globali, dalla crisi climatica alla crescita delle disuguaglianze. Tropeano ha sottolineato anche come, di fronte a queste sfide, la misurazione debba evolvere da semplice strumento di rendicontazione (measure to prove) a leva manageriale per migliorare il valore generato (measure to improve

Successivamente, Claudio Di Benedetto (Triadi) si è occupato di presentare le sfide pratiche della misurazione, guidando i partecipanti attraverso la catena del valore sociale: dagli input e attività, fino alla distinzione cruciale tra output (prodotti immediati) e outcomes (cambiamenti reali sui beneficiari), per giungere infine all’impatto di lungo periodo sul territorio .

Il workshop si è poi concluso con il laboratorio guidato da Caterina Rosini (Cottino Social Impact Campus). Al centro dell’intervento, la Teoria del Cambiamento (ToC), definita come “bussola” o “faro” per tracciare i nessi logici tra azioni e risultati desiderati. Durante l’esercitazione pratica, i partecipanti hanno applicato le conoscenze acquisite nel corso della mattina a scenari reali, lasciando loro l’opportunità di interrogarsi su strategie e indicatori più appropriati per condurre una misurazione e valutazione dell’impatto sociale.Il percorso di DO Impact proseguirà ora con i prossimi appuntamenti a Milano, previsti per il 4 e 5 maggio 2026, nei quali verranno esplorati temi come l’etica dell’IA, la sovranità digitale e i modelli collaborativi di condivisione dati.

Per maggiori informazioni sui prossimi workshop italiani e per iscriversi, potete visitare il sito.

Accessibilità e intersezionalità: pratiche di comunicazione consapevole

Martedì 21 aprile si è svolto l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione di Torino Social Impact, dedicato al tema  della comunicazione accessibile e intersezionale.


L’appuntamento, ospitato negli spazi di Fondazione Time2 e co-organizzato insieme a Fondazione Time2 e Forword, ha rappresentato un momento di confronto e co-progettazione tra organizzazioni dell’ecosistema, con l’obiettivo di condividere approcci e strumenti per una comunicazione ampia e accessibile, più , consapevole e capace di valorizzare le pluralità.

Dopo i saluti introduttivi a cura di Lorena Di Maria per Torino Social Impact, Monica Cerutti ha aperto i lavori proponendo una riflessione sui concetti di accessibilità e intersezionalità, spesso ricondotti a dimensioni esclusivamente tecniche, ma in realtà centrali nella costruzione di narrazioni più eque. In questo senso, è stata evidenziata la necessità di superare logiche di “integrazione”, intesa come inclusione all’interno di un gruppo maggioritario, per adottare invece prospettive che riconoscano e valorizzino la complessità delle diverse identità.

L’intersezionalità è stata affrontata come chiave di lettura capace di restituire la molteplicità delle esperienze individuali, In questo quadro, è stata sottolineata l’importanza di evitare narrazioni semplificanti, come quelle che riducono le persone a vittime da salvare o a figure eroiche, a favore di rappresentazioni più aderenti alla realtà.

Il confronto ha posto l’accento sul ruolo della comunicazione come leva di cambiamento, richiamando la necessità di coinvolgere attivamente i soggetti rappresentati, e adottare un linguaggio consapevole, progettato per la diversità. Un approccio fondato su un sistema di valori che include equità, rispetto, responsabilità e ascolto.

A seguire, Sara Meloni e Chiara Basile hanno  presentato l’esperienza dello spazio OPEN di Fondazione Time2, concepito come ambiente accessibile e aperto alla pluralità. Tra le pratiche condivise, l’introduzione di modalità di presentazione che includono la descrizione della propria presenza fisica nello spazio, con l’obiettivo di rendere più accessibile l’interazione e favorire una relazione più consapevole tra le persone.

È stata inoltre proposta la “ruota del privilegio/potere” come strumento di riflessione per leggere la complessità delle identità e delle posizioni sociali, sottolineando come queste possano essere in parte date e in parte mutevoli nel corso della vita.

Un ulteriore contributo è stato offerto da Marta Bressello di Forword, che ha approfondito il tema dell’accessibilità digitale e del quadro normativo di riferimento, richiamando la Legge Stanca come principale riferimento italiano in materia di accessibilità informatica.

L’intervento ha evidenziato come rendere accessibili i contenuti audiovisivi significhi ampliare concretamente il pubblico, attraverso pratiche progettuali consapevoli: dalla descrizione delle immagini per chi non può vederle, alla corretta strutturazione semantica dei contenuti per garantirne la fruizione tramite screen reader. È stato sottolineato come questi strumenti leggano i contenuti in base alla loro struttura interna e non alla resa visiva, rendendo essenziale un’organizzazione chiara di titoli, testi, immagini e didascalie.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli elementi grafici e ai contenuti digitali: dall’uso del Camel Case negli hashtag per facilitarne la lettura, all’inserimento di sottotitoli nei contenuti audiovisivi, fino alla progettazione di contenuti accessibili fin dalla loro ideazione.

Nel dibattito finale è emersa l’importanza del bilancio sociale come strumento di dialogo tra organizzazioni e stakeholder. È stata sottolineata la necessità di selezionare e rendere accessibili le informazioni più rilevanti in base ai diversi pubblici, superando l’idea di un documento unico e indistinto.

Un tema centrale ha riguardato la dimensione etica della rendicontazione: il bilancio sociale non deve configurarsi come mero adempimento formale o strumento reputazionale, ma come espressione coerente della missione organizzativa, evitando il rischio di pratiche come il disability washing.

In conclusione, è emersa una visione condivisa dell’accessibilità come processo dinamico e situato, da costruire attraverso scelte consapevoli, linguaggi adeguati e il coinvolgimento attivo degli stakeholder. Come emerso nel confronto, è necessario costruire l’accessibilità, non vederla come dato assoluto.

Changemaking: mappe e futuri possibili per l’Italia che cambia

A dieci anni dalla prima mappatura, Ashoka presenta la nuova Mappatura del changemaking in Italia, realizzata insieme all’Università di Torino e a Forwardto.


Il lavoro restituisce un sistema in evoluzione, caratterizzato da una crescente interconnessione tra organizzazioni e individui impegnati nella generazione di impatto sociale.

I risultati saranno al centro di un evento a Torino che, a partire dai principali insight emersi, metterà a confronto attori dell’ecosistema su traiettorie future, sfide condivise e opportunità di collaborazione.

L’incontro prevede anche sessioni partecipative e momenti di networking.

23 aprile 2026, ore 17.00 – Lombroso 16, Torino.

Iscriviti qui

Formazione, lavoro e comunità: quando un corso diventa una seconda possibilità

Sempre più spesso, chi resta ai margini del mercato del lavoro non lo fa per mancanza di volontà, ma per assenza di occasioni reali in grado di fornire una seconda opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.


È in questo contesto che nasce il corso di Giardinaggio Urbano promosso da Orienta che ha coinvolto alcuni ex detenuti della città per fornirgli nuove competenze pratiche e nuove occasioni lavorative.

Si tratta infatti di un’iniziativa che ha saputo coniugare inclusione, competenze e impatto concreto sul territorio. Una seconda occasione costruita su competenze pratiche, accompagnamento e fiducia.

Il corso, realizzato in collaborazione con l’impresa a vocazione sociale Ridaje e finanziato dal fondo Forma.Temp, si è concluso lasciando un segno non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per la comunità circostante.

Da un lato, infatti, i partecipanti hanno acquisito competenze professionali spendibili, utili soprattutto a rimettersi al centro di un progetto di vita e di lavoro. Dall’altro, è stato e sarà fondamentale per la comunità torinese, in quanto si tratta di un investimento sul benessere urbano, sulla cura degli spazi comuni e su un’idea di sviluppo che non esclude, ma integra. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di prendersi cura di luoghi condivisi, trasformandoli in occasioni di incontro e rigenerazione. Ed è proprio qui che la formazione incontra la cittadinanza attiva e diventa uno strumento di coesione sociale.

Il vero plus, poi, è il passaggio dalla formazione all’inserimento lavorativo poiché, al termine del percorso, i partecipanti hanno iniziato un’attività lavorativa con Orienta, occupandosi della cura del verde per alcune aziende. Un risultato non scontato, che dimostra come la formazione possa essere efficace solo quando è pensata fin dall’inizio come parte di un progetto occupazionale più ampio.

Il ruolo di Orienta: oltre l’intermediazione

Per Orienta, l’organizzazione di questo corso conferma una visione che va oltre il semplice incontro tra domanda e offerta di lavoro. Investire in percorsi formativi inclusivi significa assumersi una responsabilità più ampia che accompagna le persone nei momenti di transizione, ne valorizza il potenziale e costruisce opportunità che abbiano effetti duraturi.

L’iniziativa dimostra come l’inclusione, quando è concreta, non resti confinata nei principi, ma si traduca in processi strutturati, collaborazioni territoriali e risultati misurabili. È un modello che invita a riflettere su come la formazione professionale possa diventare uno strumento di politica sociale attiva, capace di generare valore economico e umano allo stesso tempo.

Buongiorno Polo – Welfare aziendale: lavoro, benessere e competitività nei piani finanziati dalla Regione Piemonte (Webinar, 27 aprile)

Il 27 aprile partecipa al webinar “Buongiorno Polo” sui Piani integrati di welfare e vita e il lavoro della Regione Piemonte, una misura da 8.000.000 € che sostiene progetti di welfare aziendale e territoriale finalizzati a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro, rafforzando al contempo il benessere organizzativo e la competitività delle imprese.


Il Bando finanzia progetti proposti da raggruppamenti di imprese in forma di associazioni temporanee composte da almeno due piccole e medie imprese piemontesi.

Il webinar offrirà un inquadramento strategico sul tema del welfare come leva di innovazione organizzativa e un approfondimento operativo sulle modalità di partecipazione al bando, con il supporto di soggetti esperti a livello territoriale.

Agenda

  • 10:00 – Login e Welcome speech – Marco Martinotti, Polo ICT
  • 10:10 – Focus su progetto DO Impact – Silvana Sanfeliu Giaimo, Fondazione Piemonte Innova
  • 10:15 – Piani integrati di welfare e vita e il lavoro – Alessandra Brogliatto, Consorzio Il Nodo
  • 10:50 – Q&A
  • 11:00 – Fine webinar

Registrati all’evento

Innovare la tradizione – Giornata del Made in Italy

Il 23 aprile 2026 a Torino, Neosyn e Fondazione LINKS promuovono Innovare la tradizione, un evento dedicato al dialogo tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di esplorare come patrimonio culturale, design e saper fare possano diventare leve competitive a livello globale.


L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale delle attività promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per la valorizzazione dell’eccellenza produttiva e dell’ingegno italiano.

Attraverso il confronto tra imprese, creativi e professionisti, l’evento approfondisce il ruolo strategico di settori chiave quali Food & Beverage, Fashion & Design, Cultura e Innovazione, mettendo in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie di sviluppo.

La giornata prevede talk, momenti di networking e un’area espositiva, con la moderazione di MyOrango e la partecipazione di realtà come Canto I, Plastiz, Panacea, Associazione Cuochi Torino e SODAMORE.

Informazioni

  • Data: 23 aprile 2026
  • Orario: 15:00 – 18:00
  • Luogo: Fondazione LINKS, Torino
  • Format: talk, area espositiva, networking
  • Ingresso: gratuito su registrazione

Registrazioni e dettagli disponibili a questo link

Fiorile – Orti & Fiori in mostra 2026: Speciale Rosa

Il 9 e 10 maggio torna a Moncalieri Fiorile – Orti & Fiori in mostra, giunto alla XII edizione, con uno speciale dedicato alla rosa. Per il 2026, la manifestazione cambia sede e si sposta nel cuore storico della città, animando Piazza Vittorio Emanuele II con un allestimento scenografico dedicato al mondo del verde, della cultura e dell’artigianato.


L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi legati al Premio della Rosa Principessa Maria Letizia di Savoia e al Premio Rosa d’Oro, rafforzando il dialogo tra natura, cultura e identità territoriale.

Un mercato d’eccellenza tra natura e cultura

In collaborazione con il Mercato della Terra Slow Food, Fiorile propone una mostra mercato che unisce:

  • vivaisti specializzati
  • produttori agricoli e presìdi Slow Food
  • artigiani e designer

Tra i protagonisti, le rose antiche del Maestro di Giardino Maurizio Feletig, insieme a una selezione di eccellenze del territorio.

L’evento si configura come uno spazio di racconto della stagionalità e della biodiversità, attraverso un programma che intreccia:

  • incontri con esperti
  • attività didattiche
  • workshop e laboratori
  • musica e letture

Un progetto tra sostenibilità e territorio

Fiorile si inserisce nel percorso di valorizzazione del territorio promosso da Moncalieri Città nel Verde e contribuisce alla narrazione del sistema delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese, riconosciuto Riserva MAB UNESCO nel 2016.

Un format che unisce politiche ambientali e culturali, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, buone pratiche e partecipazione attiva.

Dichiara l’Assessora Antonella Parigi:

“Il Premio della rosa e Fiorile sono due momenti importanti della programmazione culturale di Moncalieri. In particolare quest’anno abbiamo voluto dare risalto al Premio della rosa, che ci permette di creare un legame fondamentale con la storia, il castello di Moncalieri e il territorio con la sua tradizione florovivaistica. La Principessa Maria Letizia di Savoia rappresenta una figura d’ispirazione straordinaria capace di trasformare il passato in patrimonio del futuro. Proprio per questo abbiamo aggiunto una sezione al Premio della rosa, Il Premio della rosa d’oro, dedicato a una donna che nella contemporaneità si sia dedicata a sostenere altre donne”.

Le principali attività

Tra i momenti più significativi del programma:

  • Incontri e presentazioni editoriali dedicate al verde, al territorio e alla sostenibilità
  • Laboratori e attività per bambini e famiglie, con focus su biodiversità e impollinatori
  • Workshop tematici, tra cui corsi floreali e ricamo creativo
  • Reading e performance, tra cui ANIMA_L / narrazioni vegetali a cura di Linda Messerklinger
  • Degustazioni e slow drink, con cocktail botanici e prodotti locali
  • Musica dal vivo, con interventi di Anton Gerasymov e Rania Khazour

La novità 2026: attività outdoor al Bosco del Re

Tra le principali novità dell’edizione, il coinvolgimento del Bosco del Re, dove sarà allestito uno Sport Camp a cura di Agricampus del Cammino delle Colline Torinesi.

Durante il weekend saranno proposte:

  • passeggiate immersive
  • lezioni di Nordic Walking
  • percorsi di escursionismo
  • tiro con l’arco

Focus: didattica e sostenibilità

Ampio spazio sarà dedicato alla divulgazione ambientale, con attività curate da realtà come Beesù e gli Impollinatori Metropolitani.

Tra i laboratori:

  • “Al profumo di rosa”, per la creazione di cialde in cera d’api
  • attività educative sugli ecosistemi e il ruolo delle api

Esperienze tra gusto e convivialità

Il programma include momenti dedicati al cibo e alla cultura del gusto:

  • pause degustative in collaborazione con La Cadrega e Slow Food
  • slow drink, con cocktail botanici guidati da Marco Gramaglia e Roberto Sambo
  • aperitivo botanico “Flower Gin” presso il Giardino delle Rose

Programma

Sabato 9 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 10:30 – Inaugurazione Sport Camp (Bosco del Re)
  • 11:00 – Corso pratico “Mamma ti faccio un mazzo così di rose”
  • 11:30 – Presentazione libro La fatica non fa rumore – Gabriele Scapola
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Anton Gerasymov
  • 13:00 – Pausa degustativa (La Cadrega e Slow Food)
  • 14:30 – Incontro “Roseti e giardini storici”
  • 15:30 – Laboratorio Beesù “Al profumo di rosa”
  • 16:00 – Slow drink: cocktail botanici
  • 17:00 – Reading ANIMA_L – Linda Messerklinger
  • 18:00 – Aperitivo botanico “Flower Gin”

Domenica 10 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 11:00 – Corso pratico floreale
  • 11:30 – Presentazione guida Superga e i suoi sentieri – Claudio Baldi
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Rania Khazour
  • 13:00 – Pausa degustativa
  • 15:30 – Corso di ricamo creativo
  • 18:00 – Saluti di chiusura

Una festa per la città

Fiorile si conferma un appuntamento dedicato alla comunità, capace di coinvolgere adulti e bambini in un’esperienza che unisce creatività, natura e cultura.

Un evento che valorizza il territorio e le sue eccellenze, promuovendo una visione sostenibile e condivisa dello spazio urbano.