Torino Social Impact / Cura e prossimità: prosegue la comunità di pratica per costruire una torino più compassionevole

Cura e prossimità: prosegue la Comunità di pratica per costruire una Torino più compassionevole

Martedì 5 maggio si è svolto il secondo incontro della Comunità di pratica Cura e Prossimità di Torino Social Impact, ospitato negli spazi di Casa FARO e co-organizzato insieme a Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con l’intento di esplorare l’esperienza della malattia in relazione ad altre forme di vulnerabilità, come povertà, isolamento ed esclusione sociale.


Ad aprire i lavori è stata Lorena Di Maria per Torino Social Impact, che ha inquadrato la nascita della Comunità di Pratica all’interno della missione più ampia del progetto Compassionate City: promuovere un percorso condiviso che coinvolge le organizzazioni del territorio intorno al tema della solidarietà, con l’obiettivo di costruire comunità e acuire l’attenzione per le diverse forme di fragilità. All’intersezione con l’esperienza della malattia, il percorso intende guardare anche alle altre forme di vulnerabilità e fragilità, come povertà, isolamento, emarginazione, malattia mentale e disuguaglianza, contribuendo a costruire una città compassionevole.

Nel suo intervento, Marina Sozzi di Fondazione FARO ha introdotto una visione della salute non limitata all’assenza di malattia, ma intesa come insieme di condizioni che permettono alle persone di realizzare bisogni, aspirazioni e qualità della vita.

In questa prospettiva, la città compassionevole si configura come un modello capace di sostenere le fragilità e le loro intersezioni, affrontando due sfide centrali: da un lato, le disuguaglianze nell’aspettativa di vita, nell’accesso alla cura e nelle esperienze del morire; dall’altro, la necessità di promuovere un cambiamento culturale che riconosca la cura non come questione esclusivamente sanitaria, ma come responsabilità condivisa tra cittadini, istituzioni e territorio.

Successivamente, Alessandra Gianfrate di Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha  illustrato la fase laboratoriale, presentando i criteri per l’individuazione collettiva di un quartiere pilota su cui avviare una prima sperimentazione concreta. Tra i parametri condivisi: presenza di fragilità visibili, risorse territoriali attive, accessibilità, disponibilità di spazi fisici, diversità della popolazione e fattibilità politico-istituzionale.

Durante l’attività le organizzazioni hanno dialogato a partire dalle proprie competenze e conoscenze, confrontandosi su servizi e progettualità prioritarie da avviare nell’ambito del percorso Compassionate City, considerando i bisogni specifici sul territorio.

L’incontro ha così posto le basi per un percorso che punta a definire linee guida replicabili e modelli di intervento capaci di tradurre il paradigma della Compassionate City in azioni concrete, a partire dai quartieri e dalle reti territoriali.

La Comunità di pratica Cura e prossimità proseguirà nei prossimi mesi come spazio di ricerca, ascolto e co-progettazione, contribuendo a costruire una città capace di fare della cura un’infrastruttura sociale condivisa.

16, 17 maggio — Metro di Cultura

METRO di CULTURA – La cultura corre sul filo della metro è un progetto ideato dall’associazione Giardino forbito ETS che si svolgerà il 16 e 17 maggio 2026 a Torino, in concomitanza con il Salone Internazionale del Libro, l’evento San Salvario ha un cuore verde e le attività del Gazebo forbito Sambuy.

Il 13 Maggio, ore 12.00, si terrà la conferenza stampa al Gazebo dei Giardini Sambuy, Piazza Carlo Felice.


La Metro Linea 1 e il Bus Star diventano infrastrutture culturali e ambientali che collegano le aree urbane dell’anello Porta Nuova – Giardini Sambuy e San Salvario – a Lingotto Fiere, con l’attivazione di Green Point nelle hall metro Porta Nuova, Marconi e Lingotto, con l’obiettivo di integrare sostenibilità ambientale e accesso culturale. Un progetto che incentiva concretamente la mobilità sostenibile diffondendo contemporaneamente cultura negli spazi urbani.

Un percorso dunque diffuso tra verde, libri, arte e mobilità sostenibile che integra in un’unica proposta Off del Salone la programmazione del Gazebo forbito Sambuy e quella della ormai storica manifestazione San Salvario ha un cuore verde, ideata an or sono dalle valorose Donne per la difesa della società civile con l’obiettivo di trasformare il viale centrale di Corso Marconi in un grande giardino urbano dedicato al verde, alla cultura, all’arte, alla partecipazione civica e alle buone pratiche ambientali. L’edizione 2026 è dunque particolarmente significativa perché si inserisce nel programma del Salone Off del Salone Internazionale del Libro e del progetto “Metro di cultura”, costruendo un percorso diffuso che coinvolgerà il quartiere di San Salvario, i Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice, la Linea 1 della Metropolitana, con le fermate Porta Nuova, Marconi e Lingotto e la Linea del minibus Star quali fili conduttori e trait d’union tra i diversi luoghi della città.

San Salvario ha il cuore verde

Con San Salvario ha un cuore verde, sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, il tratto pedonale da Largo Marconi a via Madama Cristina torna a essere uno spazio di incontro e condivisione aperto alla cittadinanza, mettendo in evidenza il ruolo strategico dello storico asse urbano che collega Porta Nuova al Parco del Valentino e al Po. Quest’anno il format si arricchisce di una forte anima letteraria: gli stand delle eccellenze vivaistiche diventeranno luoghi di dialogo, dove scrittori e scrittrici incontreranno il pubblico tra lezioni botaniche dei maestri giardinieri, firma copie e conversazioni dedicate ai temi dell’ambiente, della società, della memoria, della contemporaneità e dell’impegno civile. Nel contempo lo scrittore Sebastiano Mondadori farà le veci di padrone di casa del Gazebo forbito Sambuy incontrando gli scrittori, le scrittrici e gli artisti invitati durante le due giornate.

Grazie al contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e a un’importante e capillare distribuzione di 3000 titoli di viaggio omaggio, il pubblico sarà così invitato a partecipare – recandosi con i mezzi pubblici – oltre che al vivo del programma del Salone del Libro al Lingotto anche alle tante attività previste in queste aree ma anche negli spazi sotterranei della Metro dove avranno luogo reading, performance, azioni artistiche in movimento con attività di sensibilizzazione sia culturale che ambientale, passando anche per i Green Point allestiti nelle hall della Metro in collaborazione con Piantala e Aspesi fermate del minibus Star, accompagneranno appassionati lettori e non lungo un itinerario cittadino dove il viaggio diventa parte integrante dell’esperienza culturale. Su Corso Marconi allo Sportello botanico letterario di Marco Mapelli si alterneranno gli incontri con Carlo Grande, Stefania Doglioli e Elena Miglietti, Roberta Masinari, Mario Bianco e Anna Borgna, Rosita Rijtano, Riccardo Levi, Anna Mastromarino ed Enrico Pandiani, ospitati negli stand dei vivaisti in una formula che unisce incontro letterario e racconto botanico. I libri saranno disponibili anche presso lo stand della Libreria Trebisonda, storico partner della manifestazione.

Ai Giardini Sambuy, il Gazebo forbito Sambuy sarà presidiato dallo scrittore Sebastiano Mondadori che accoglierà autori, autrici, editori e artisti attorno ai temi della natura e della letteratura, dell’ambiente, della transizione ecologica e sociale. Tra gli appuntamenti in programma gli incontri coordinati da Sebastiano Mondadori con Chiara Mattea e Chiara Priante, Giovanna Zucca e Alessia Zavatti, Chiara Stangalino e Raffaella Brusaglino, oltre agli approfondimenti dedicati alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini.

Il cartellone prevede anche performance e momenti spettacolari diffusi: il reading “Pollici verdi” di e con David Zonta, con musiche dal vivo di Davide Tosches e il coro Cantabile in coro diretto dal Maestro Giorgio Guiot, entrambi presso la Chiesa di San Salvario. La performance itinerante “Parole disubbidienti” di Giulia VolaRoyi Wang tra metro e minibus Star, “Parole di donna” scelte da Alessia Donadio e recitate da giovani attrici che, con le Meló Coton e altri artisti di strada, sussurreranno melodie e poesia muovendosi sui vagoni della Metro1. In chiusura, domenica sera, la performance narrativa “Avete anche voi visto camminare le aquile?” con Linda Messerklinger e Gianluigi Ricuperati renderà l’ultima corsa della metropolitana un gesto poetico sonoro e collettivo con un omaggio all’amicizia letteraria tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato.

Completano il programma passeggiate nel quartiere, visite guidate e attività interculturali, tra cui l’itinerario verso il lungo Po, alla scoperta del patrimonio Mab UNESCO e, con la comunità giapponese e l’Associazione Sakura, ritrovarsi ai ciliegi donati a Torino dalla città di Nagoya e proseguire verso l’Orto Botanico e la mostra “Riflessi d’acqua: tra arte e natura” dell’artista Aldo Salucci.

Con questa nuova edizione, Giardino forbito ETS conferma la propria vocazione a rigenerare lo spazio pubblico attraverso progetti multidisciplinari capaci di unire verde, sostenibilità, cultura e cittadinanza attiva. Fondata nel 2013, l’associazione opera per trasformare aree urbane ed extraurbane in luoghi polifunzionali e condivisi, promuovendo pratiche di benessere collettivo, transizione ecologica e relazione tra le persone.

Metro di cultura – Speciale Salone del Libro Off e San Salvario ha un cuore verde 2026 – Speciale Salone Off si realizzano con il patrocinio della Città di Torino, il contributo del Comitato Territoriale Iren di Torino e della Circoscrizione 8, l’assistenza tecnica di GTT, la collaborazione di Piantala, Libreria Trebisonda e Aspesi, oltre che alla sinergia con i partner culturali e territoriali della rete Giardino forbito.

19 Maggio — Space start-up ecosystems: Luxembourg meets Turin

Nel pomeriggio di martedì 19 maggio 2026, i rappresentanti della Luxembourg Space Agency e un’ampia delegazione di aziende spaziali nazionali visiteranno Torino per incontrare l’ecosistema startup di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e del suo programma di incubazione ESA BIC Turin.


La Luxembourg Space Agency (LSA) è stata fondata nel 2018 e oggi sostiene sia le nuove imprese del settore spaziale sia quelle già esistenti, sviluppa le risorse umane, facilita l’accesso ai finanziamenti e fornisce supporto alla ricerca accademica: la sua missione è quella di sviluppare il comparto spaziale lussemburghese mettendo in contatto le aziende con imprese di altri settori, aiutando le startup a muovere i primi passi e le aziende consolidate a crescere ulteriormente. L’agenzia rappresenta inoltre il Lussemburgo nel contesto dell’European Space Agency (ESA), nonché nei programmi legati allo spazio dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.

Durante l’evento, organizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e che si terrà in lingua inglese, la delegazione lussemburghese presenterà una panoramica della propria realtà, le iniziative più recenti e le potenziali opportunità di collaborazione, mentre un gruppo di startup italiane supportate da ESA BIC Turin illustrerà i propri progetti tecnologici nel campo spaziale.

L’incontro tra i due ecosistemi costituirà un evento di rilevanza internazionale, offrendo agli imprenditori e agli appassionati di spazio un’occasione unica per scambiare conoscenze, idee, visioni e contatti nel settore della Space Economy.

Come partecipare

L’evento si terrà martedì 19 maggio 2026, dalle ore 14:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

14:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

14:15 | Saluti di benvenuto e presentazioni

  • Marc Serres, CEO di Luxembourg Space Agency, ed Estelle Badie, Manager International Affairs di Luxembourg Space Agency
  • Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, Coordinatore di ESA BIC Turin e Professore Ordinario del Politecnico di Torino

14:30 | Introduzione – Ludovico Del Carretto, Consultant di I3P ed ESA BIC Turin

14:40 | Sessione di pitch delle aziende e startup spaziali partecipanti

  • AdwaisEO – François Régis Martin-Lauzer, CEO
  • Amphinicy Technologies – Frane Milos, CEO, ed Eugenia Agalliu, Product Manager
  • Clearspace Today – Sabrina Andiappane, Managing Director
  • HITEC – Yves Leiner, Chief Systems Engineer, e Mathieu Estève, Ground Segment Manager
  • Ispace Europe – Francesco Ventre, Business Development Specialist, e Charlotte Nassey, Senior Government Affairs Lead
  • Orbitare – Luis Munoz, Director
  • Redwire Space – François Leproux, Project Manager
  • RSS-Hydro – Paolo Tamagnone, Head of R&D
  • Spacebackend – Yoav Landsman, COO
  • Deplotic – Matteo Melchiorre, Head of R&D
  • Ecosmic – Gaia Roncalli, CPO
  • Evolunar – Riccardo Barbieri, Propulsion Engineer
  • Hipparcos – Gabriella Caporaletti, CEO
  • Kurs Orbital – Volodymyr Usov, CEO
  • ORiS – Anna Mauro, CTO
  • Synchropal – Ibrahim Osmani, CEO

16:00 | Incontri B2B & networking

17:00 | Conclusioni

15 Maggio — Forest Bathing: un evento di formazione sullo stress management

Il 15 maggio, una mattinata di formazione in presenza nel parco delle Alpi Marittime a Pian delle Gorre (Chiusa Pesio, CN).


Se sei un responsabile HR o titolare di azienda, prenotati per partecipare gratuitamente ad una mattinata di formazione sullo stress management nel bellissimo Parco del Marguereis.

Insieme a specialisti della formazione e guide naturalistiche, esperte di forest bathing, vedremo come l’immersione in un ambiente naturale aiuta a ridurre “rumore cognitivio” facilitando attenzione, respiro e downshift fisiologico.

In contesti di lavoro complessi e ad alta intensità, stress e sovraccarico possono accumularsi e incidere in modo significativo su performance, sicurezza e qualità delle relazioni.

Le esperienze e i percorsi che WECO propone aiutano a riconoscere i segnali precoci dello stress, interrompere meccanismi automatici e costruire strategie di recupero e autoregolazione trasferibili nella quotidianità lavorativa.

Iscrizioni

Accademia di Arti Boreali – Il programma di Corsi, workshop e masterclass per il 2026 a Borealis

Kaninchen-Haus è lieta di annunciare la nascita dell’Accademia di Arti Boreali. Un atelier aperto nel cuore del quartiere Aurora: corsi, laboratori e masterclass tenuti da artiste e artisti del territorio e non solo.


Borealis Art School nasce all’interno di Borealis, lo spazio culturale diffuso di Kaninchen-Haus APS nel quartiere Aurora di Torino: oltre 700 mq dedicati all’arte, alla residenza, alla formazione e alla comunità.

La proposta formativa volutamente eterogenea: musica, fotografia, cucito, teatro, danza, scrittura, erboristica, arti visive. Docenti selezionati/e per la qualità della loro pratica, uniti/e dalla convinzione che l’apprendimento creativo sia un atto collettivo e trasformativo.

I corsi e i workshop sono rivolti a professionisti/e, amatori/trici o entrambi/e.

In ogni attività, una parte dei posti sarà gratuita per persone appartenenti a fasce vulnerabili, perché crediamo che l’accesso alla cultura e alla formazione debba essere il più possibile aperto e inclusivo e che l’arte e la conoscenza siano il principale strumento di cittadinanza.

Clicca qui per scoprire i corsi ed iscriverti.

Appuntamento al Salone del Libro di Torino con “Il pendolo dell’algoritmo”

Amapola partecipa all’evento di Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, per la presentazione del volume di FrancoAngeli.


Venerdì 15 maggio, dalle 18.15 alle 19.15, Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Lingotto, Galleria Visitatori, Sala Avorio, con un incontro dedicato al volume “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale”, pubblicato da FrancoAngeli e curato da Ruben Razzante, fondatore della Community e Professore di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma.

Presente all’incontro anche Amapola, con il partner Sergio Vazzoler, che interverrà all’appuntamento insieme a Razzante, Mario di Giulio, Partner di Pavia e Ansaldo, e Maria Chiara Vola, Head of AI di Synergie Italia. L’incontro, realizzato in collaborazione con FrancoAngeli, si inserisce anche nel percorso celebrativo per i 70 anni della casa editrice. I posti sono disponibili senza prenotazione.

Una community per l’innovazione responsabile

Polisophia è una piattaforma di dialogo multidisciplinare che riunisce imprese, istituzioni, professioni, mondo accademico e società civile per interrogarsi sulle traiettorie dello sviluppo tecnologico e contribuire a orientarlo verso il bene comune. Al centro del primo anno di lavoro della Community, il tema dell’Intelligenza Artificiale: un cambiamento culturale, economico e sociale che sta già trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e costruiamo relazioni. Per questo, oggi più che mai, servono spazi di confronto capaci di tenere insieme competenze diverse, responsabilità pubblica e attenzione all’impatto sulle persone.

Un volume per leggere l’AI da più prospettive

Il pendolo dell’algoritmo rappresenta il primo lavoro collettivo nato all’interno di Polisophia e propone una lettura plurale dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è superare visioni frammentate o puramente tecniche, per mettere a fuoco le implicazioni culturali, giuridiche, economiche e sociali dell’AI.

Questo approccio appare particolarmente rilevante in una fase in cui l’innovazione tecnologica accelera e richiede nuove forme di governance, nuove competenze e una maggiore consapevolezza collettiva. Parlare di AI significa infatti interrogarsi non solo sugli strumenti disponibili, ma anche sui criteri con cui vengono progettati, adottati e regolati.

Innovazione, relazioni e impatto

L’appuntamento torinese del 15 maggio sarà quindi un’occasione per riflettere sull’AI a partire da una domanda centrale: come possiamo governare il cambiamento tecnologico senza perdere di vista la qualità delle relazioni, la tutela dei diritti e l’impatto sulle persone?

In questa direzione, il confronto promosso da Polisophia si intreccia con alcuni temi chiave per Torino Social Impact: l’innovazione come processo collettivo, la responsabilità come criterio di sviluppo, la costruzione di alleanze tra soggetti diversi e la capacità di generare valore sociale oltre che economico.

Il Salone del Libro diventa così uno spazio ideale per portare il dibattito sull’Intelligenza Artificiale fuori dai soli ambiti tecnici e dentro una conversazione più ampia, culturale e civica. Perché il futuro dell’innovazione non dipende solo dagli strumenti che sapremo sviluppare, ma anche dalle domande che saremo capaci di porci insieme.

La città che risuona: quando lo spazio urbano diventa aula con Heimat Academy

C’è un’idea di educazione che non accetta di restare chiusa tra quattro mura. È un’idea che preferisce scendere in strada, abitare le piazze e trasformare il rumore del traffico in un battito condiviso. È il cuore pulsante di Heimat Academy, l’anima educativa di Heimat Srl, che ha deciso di guardare alla città non solo come a una mappa di strade, ma come a un immenso laboratorio a cielo aperto per bambini, bambine e adolescenti.


Ma cosa significa, in concreto, fare “educazione informale” tra i palazzi e i parchi?

Il corpo: il primo (e unico) strumento necessario

Il segreto di Heimat Academy sta in una pratica tanto antica quanto immediata: la body percussion. Qui non servono spartiti complessi, né strumenti costosi: il corpo diventa tamburo, cassa e ritmo.

È una scelta pedagogica potente perché azzera le distanze. In un cerchio di body percussion non esistono barriere linguistiche: se c’è il ritmo, c’è comunicazione. È un linguaggio universale che permette a chiunque di partecipare istantaneamente, trasformando l’individuo in parte di un’armonia collettiva.

Esplorazioni urbane e “passeggiate musicali”

L’approccio di Heimat non si limita al gesto musicale, ma diventa un modo nuovo di abitare il territorio. I laboratori sono vere e proprie immersioni urbane:

  • Passeggiate musicali: per allenare l’orecchio a riscoprire i suoni nascosti e l’identità sonora della propria città.

  • Workshop partecipativi: spazi dove il gioco e l’ascolto si fondono per abbattere i muri della timidezza.

  • Attività di gruppo: per imparare che la relazione con l’altr* è la nota fondamentale di ogni convivenza civile.

Un’estate a ritmo di gioco: l’appuntamento al Parco del Valentino

Il 2026 segna un capitolo speciale in questo racconto. Heimat Academy entra nel palinsesto de La Bella Stagione — l’iniziativa promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo — con il progetto: “La città è un gioco (di suoni)”.

L’appuntamento è tra i viali e il verde del Parco del Valentino. Qui, i gruppi dei centri estivi non saranno semplici spettatori, ma protagonisti di un’esperienza che trasforma l’incontro casuale in cittadinanza attiva.
È un modo per dire ai più giovani che lo spazio pubblico appartiene a loro e che hanno il potere di riempirlo di significato, di creatività e, naturalmente, di musica.

Vuoi attivare un progetto con Heimat Academy?

Crediamo fermamente che le idee migliori nascano dall’incontro tra le persone e dalla condivisione di visioni comuni. Se lavori in una scuola, in un ente culturale o in una realtà del territorio e pensi che insieme possa nascere qualcosa di significativo per la tua comunità, non esitare a scriverci.

Contattaci: heimat.torino@gmail.com

Insieme possiamo continuare a rafforzare il dialogo tra cultura, educazione e territorio, promuovendo modelli di partecipazione che facciano davvero la differenza.

Dalle PR alla GEO: metodi e strumenti per posizionarsi sui media

Per chi si cimenta nella creazione e nello sviluppo di una nuova impresa innovativa, prima o poi arriva – talvolta con rapidità inattesa – la necessità o l’occasione di confrontarsi con il mondo dei media, interagendo con canali di comunicazione e attori del settore per proporre contenuti, ricevere spazi, valutare coinvolgimenti o gestire richieste di approfondimento. In poche parole, per essere presenti sulla scena pubblica e per esserlo al proprio meglio, dando la giusta visibilità alle prospettive del progetto e del team che lo sta realizzando.


Con l’obiettivo di supportare startupper e innovatori su questo fronte operativo, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e l’agenzia di comunicazione Press Play hanno organizzato un workshop di formazione interattiva in materia di posizionamento imprenditoriale sui media. Nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà di I3P a Torino, gli esperti di Press Play – Alessandro Tibaldeschi, CEO dell’agenzia, e Cecilia Bricchi, PR Director – guideranno le giovani imprese in un’esplorazione delle strategie di posizionamento nel panorama mediale odierno.

Tra i temi in scaletta: chi sono i giornalisti e con quali criteri definiscono cosa costituisce una notizia, come si compone un comunicato stampa e qual è il suo destino, in che modo ci si può preparare per un’intervista e come si valorizza un messaggio, quali sono le best practice della comunicazione non verbale, che opportunità offre la Generative Engine Optimization (GEO) nell’era dell’AI e come adottarla a vantaggio della propria impresa.

L’evento fa parte di “Learn & Jump”, la serie di workshop e masterclass organizzati da I3P per offrire occasioni di incontro con realtà d’eccellenza, formazione specialistica avanzata e confronto tematico su più verticali al proprio network di startup e PMI innovative.

Come partecipare

Il workshop si terrà mercoledì 13 maggio 2026, dalle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 17:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 17:10 | Saluti di benvenuto – Lorenzo Valle, Senior Communications Manager di I3P

Ore 17:15 | Il rapporto con i media: chi sono i giornalisti e come si costruisce una notizia – Alessandro Tibaldeschi, CEO di Press Play

Ore 17:45 | Il posizionamento strategico e le nuove opportunità della GEO – Cecilia Bricchi, PR Director di Press Play

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Relatori

Alessandro Tibaldeschi è un imprenditore ed esperto di comunicazione, fondatore e CEO dell’agenzia di PR Press Play, con sedi a Milano, Roma e Madrid. Si occupa di consulenza strategica, crisis management e Inbound & GEO PR per startup e multinazionali; la sua attività si concentra su settori come green economy, innovazione e lifestyle.

Cecilia Bricchi è PR Director dell’agenzia di pubbliche relazioni Press Play, dove guida e supervisiona i team PR delle tre practice Corporate & Tech, Lifestyle, Green. Con un’esperienza maturata in agenzie internazionali, si occupa di strategia PR, media e influencer relations e brand reputation, coordinando progetti di comunicazione su misura e percorsi di posizionamento volti a generare visibilità e valore reputazionale.

Needle Festival 2026

In Canavese arriva la prima edizione del Needle Festival: un evento solidale nato con un duplice obiettivo. Da un lato poter valorizzare il territorio canavesano creando uno spazio di incontro, condivisione e partecipazione, dall’altra creare un’occasione dover poter parlare di cooperazione internazionale, e più nello specifico di Sud Sudan.


In due giornate si alternano concerti dal vivo, talk su temi globali e attività sportive, affiancati da momenti conviviali con aperitivi e cena.

Venerdì 15 maggio si apre con una cena preparata direttamente dalla pro loco di Barone Canavese. La serata prosegue con l’opening live degli Ask The Dust e culmina con il concerto della Nick Mantovan Band, spaziando nelle diverse sfaccettature della storia del rock and roll.

Sabato 16 maggio il programma si amplia con una proposta variegata che intreccia momenti di confronto e attività sportive. La giornata inizia con talk di approfondimento su temi internazionali, tra cui il ruolo della Cina in Africa e le dinamiche legate a guerre, clima e migrazioni con focus sul Sud Sudan.

La mattinata termina con una pranzo solidale organizzato dall’associazione Lunelaut: una realtà piemontese che vuole accompagnare persone affette da autismo o da altre disabilità verso una vita soddisfacente e dotata di senso. Avremo quindi modo di assaggiare le loro creazioni e la loro pasta fresca. Il pomeriggio prosegue con la terza edizione dell’Hill Trail Canavese con due percorsi: uno dedicato ad una corsa di circa 12 km e una camminata di circa 5 km. La giornata si conclude con momenti di socialità, cena condivisa e il concerto finale dei Bolena.

I proventi dell’evento saranno destinati a sostenere i progetti solidali dell’associazione Needle a favore del Sud Sudan, promuovendo consapevolezza e impegno concreto.

@associazione.needle

@needlefestival

È aperta la call per partecipare alla Scuola di Montagna 2026

La Scuola di Montagna delle Alte Valli torna con la sua quinta edizione e compie un passo nuovo: per la prima volta diventa transfrontaliera, con tre residenze tra Italia e Francia previste tra il 2026 e il 2027.


L’iniziativa nasce per accompagnare chi vuole costruire un progetto di vita e lavoro nelle Terre Alte e si inserisce nel progetto europeo “HV2030 VIVERE – Vivere nelle Alte Valli”, finanziato dal Programma Interreg ALCOTRA. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuovi abitanti e rafforzare l’accesso ai servizi nei territori alpini al confine tra Piemonte, Savoia e Hautes-Alpes.

Negli ultimi anni la Scuola ha già coinvolto oltre 80 partecipanti nelle valli della Città Metropolitana di Torino. Con questa nuova edizione, il progetto si amplia, mettendo in relazione territori e comunità su scala transfrontaliera.

La prima residenza si terrà dal 12 al 14 giugno 2026 tra Val Chisone e Val Germanasca. Si tratta di tre giornate immersive dedicate a persone, gruppi e famiglie interessate a trasferirsi o a consolidare la propria presenza in montagna.

Il programma combina formazione, confronto e scoperta diretta del territorio, affrontando quattro ambiti chiave:

  • il contesto transfrontaliero e le sue opportunità
  • l’abitare, tra mercato immobiliare e incentivi
  • il lavoro, tra impresa, occupazione e smart working
  • i servizi e la comunità, fondamentali per un inserimento sostenibile

Accanto ai contenuti, la Scuola propone un format esperienziale fatto di incontri con esperti e attori locali, laboratori pratici, visite sul campo e momenti di scambio tra partecipanti e comunità.

La partecipazione è gratuita (con vitto e alloggio inclusi) e riservata a un massimo di 20 persone selezionate tramite candidatura. Possono partecipare maggiorenni residenti in Italia o in Francia, motivati a sviluppare un progetto di vita, abitativo o lavorativo nel territorio delle Alte Valli.

La progettazione e realizzazione della residenza sono curate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, secondo il modello Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta, all’interno di un partenariato transfrontaliero guidato dal G.A.L. Escartons e Valli Valdesi.

Le candidature sono aperte fino al 17 maggio 2026 al seguente link.


L’iniziativa è il frutto di un partenariato transfrontaliero, guidato dal capofila GAL Escartons e Valli Valdesi, che unisce:

Italia: Città Metropolitana di Torino, Unione montana Alta Valle Susa.

Francia: Communauté de communes du Briançonnais, Communauté de communes Haute Maurienne Vanoise, Communauté de communes Maurienne Galibier, Communauté de communes Porte de Maurienne, Syndicat du Pays de Maurienne, Communauté de communes du Pays des Écrins.

L’organizzazione e la realizzazione della residenza formativa sono affidate a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale secondo il modello di intervento Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta

Roots2Routes: L’imprenditorialità inclusiva che rigenera le aree rurali tra Italia e Spagna

Refugee Restart lancia una call aperta per candidati e mentor nell’ambito del progetto europeo Roots2Routes. Un’opportunità per trasformare il background migratorio in valore economico e sociale per il territorio.


Nell’attuale scenario economico, l’inclusione è un motore di innovazione sostenibile. Con questa visione, Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia l’avvio di Roots2Routes, un ambizioso programma Erasmus Plus dedicato a chi desidera fare impresa oltre le barriere.

Una risposta concreta ai bisogni dell’ecosistema

Roots2Routes è un programma di incubazione di 5 mesi, completamente gratuito e multilingue, progettato per donne e persone con background migratorio. L’obiettivo è duplice: abbattere gli ostacoli strutturali all’autoimprenditorialità e favorire la rigenerazione delle aree rurali, territori ricchi di potenziale ma spesso ai margini dei flussi di investimento tradizionali.

Il percorso offre:

  • Formazione d’avanguardia: Accesso a strumenti di incubazione digitale basati sull’Intelligenza Artificiale.

  • Competenze pratiche: Masterclass con professionisti del settore.

  • Mentoring su misura: Un accompagnamento individuale per validare il modello di business.

L’appello

Per generare un impatto reale e sistemico, Roots2Routes cerca la collaborazione attiva delle organizzazioni dell’ecosistema Innovazione Sociale. L’invito è rivolto a chiunque desideri contribuire alla diffusione dell’iniziativa in due direzioni:

  1. Scouting di Talenti: Segnalare aspiranti imprenditori/trici che hanno un’idea di business o una startup in fase early-stage da sviluppare in contesti rurali.

  2. Ricerca di Mentor: Coinvolgere manager, imprenditori e professionisti disposti a condividere il proprio know-how per guidare i progetti verso la sostenibilità economica.

Come partecipare

La call per candidati e mentor è aperta fino al 15 maggio. Tutte le realtà interessate sono invitate ad attivare i propri canali (newsletter, social, sportelli informativi) affinchè questa opportunità raggiunga chi può trasformarla in valore per la collettività.

Roots2Routes è un ponte tra il talento individuale e lo sviluppo dei territori. Crediamo che l’imprenditoria migrante sia una leva fondamentale per l’Agenda 2030 e per la resilienza delle nostre aree rurali.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Per candidature: https://forms.gle/6TPryMftKmGF8nk36

Per prenotare una Info Session, contattaci: info@refugeerestart.com

Insieme, possiamo trasformare le radici del passato nelle rotte del futuro.

Roots2Routes: Il talento non ha confini, l’impresa rigenera il territorio

Di fronte alle sfide demografiche e all’abbandono delle aree rurali, Refugee Restart lancia un programma di incubazione transnazionale con l’obiettivo di trasformare il potenziale di migranti e donne in motori di innovazione economica tra Italia e Spagna.


In un momento storico in cui l’inclusione sociale e la rivitalizzazione dei territori marginali sono al centro dell’agenda europea, nasce una nuova opportunità per chi crede che l’autoimprenditorialità sia la chiave del riscatto. Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia il lancio di Roots2Routes, un programma di formazione imprenditoriale gratuito che punta a scardinare le barriere sistemiche che troppo spesso frenano il talento di rifugiati, migranti e donne.

L’imprenditorialità come leva di impatto

Finanziato dal fondo europeo Erasmus Plus, Roots2Routes è un ecosistema di rigenerazione. Il focus è chiaro: trasformare il potenziale inespresso in realtà economiche concrete, con un’attenzione particolare alle aree rurali di Italia e Spagna, territori che chiedono a gran voce nuova linfa e idee innovative per contrastare lo spopolamento.

L’inclusione economica è il pilastro su cui poggiano comunità più forti e resilienti. Roots2Routes crea ponti, non solo tra culture, ma tra territori dimenticati e mercati globali.

Un percorso High-Tech e Human-Touch

Il programma si distingue per un approccio ibrido che unisce le frontiere dell’intelligenza artificiale al valore insostituibile della relazione umana. Ai partecipanti viene offerto un percorso di 5 mesi, completamente gratuito, digitale e multilingue, che comprende:

  • Masterclass d’eccellenza: Sessioni con leader del settore per acquisire competenze tecniche di alto livello.

  • Mentoring Personalizzato: Un affiancamento costante per garantire che nessuna visione resti isolata.

  • AI-Powered Incubation: L’accesso a una piattaforma d’avanguardia assistita da intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo del business plan e dei prototipi.

Fare rete per generare valore

Il successo di Roots2Routes dipende anche dalla capacità dell’ecosistema internazionale di fare rete. Refugee Restart invita la propria community a diffondere l’opportunità

  1. Sei un aspirante imprenditore o imprenditrice?  Candidati ora e dai forma alla tua visione.

  2. Sei un professionista? Metti a disposizione la tua esperienza. Diventa un Mentor e accompagna un team verso il successo.

  3. Sei parte di un ente o una rete? Condividi questo articolo: una segnalazione può cambiare la traiettoria di vita di una persona e il futuro di un territorio.

Info e Scadenze

Le candidature sono aperte fino al 15 Maggio.

Area Ex Scotti: pubblicato l’avviso per scegliere il gestore

Sarà un Ente del Terzo Settore a gestire il nuovo polo pubblico dove si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile. 


Un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative, capace di produrre valore per il territorio e di favorire l’aggregazione giovanile e la partecipazione dei cittadini: questo è il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, la caserma in disuso oggetto di un importante e complesso intervento di rigenerazione urbana finanziato tramite il PNRR (5 milioni e 500mila euro di contributo ministeriale e 400mila euro di risorse comunali), che a breve sarà restituito alla città di Chieri quale polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale.

È stato pubblicato in questi giorni l’Avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti (una superficie coperta di circa 1.900 mq. dei complessivi 5.500 mq. dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa 15.000 mq.): l’Avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore (ETS), anche in forma aggregata (ATS-Associazione Temporanea di Scopo), purché in possesso di una consolidata competenza in materia di progettazione e fundraising, nonché di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo settore così individuato saranno assegnati in gestione solo alcuni degli spazi riqualificati, ovvero:

  • il bar/ristorante, che sarà aperto alla cittadinanza;
  • la piazza coperta, destinata ad attività informali e iniziative;
  • la sala polifunzionale, per attività di pubblico spettacolo, conferenze, iniziative pubbliche e attività comunitarie (con 220 posti a sedere oppure 368 in piedi);
  • il desk informativo;
  • un locale a disposizione, per eventuale ampliamento al fine della sostenibilità della gestione.

Il Gestore sarà tenuto a garantire la piena valorizzazione degli spazi, la custodia, la pulizia e il mantenimento del decoro degli stessi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Inoltre, si dovrà fare carico dell’apertura e della chiusura dei locali della “Piazza delle Associazioni” (ovvero gli spazi che ospiteranno le associazioni chieresi e che saranno assegnati attraverso un apposito bando) e della valorizzazione e cura dell’area verde esterna. Il Gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento o miglioramento degli spazi assegnati. Gli spazi saranno assegnati a titolo gratuito, senza il pagamento di un canone/corrispettivo, ma non verranno erogati contributi economici ordinari per la gestione corrente; inoltre, è previsto un contributo di 150mila euro in conto capitale per sostenere l’investimento iniziale di completamento e allestimento dei locali.

In sede di approvazione della variazione del Bilancio comunale sono stati stanziati 580mila euro per la sistemazione dell’area verde esterna.

L’Amministrazione comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso  promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata; di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile; di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata; di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo, mediante l’integrazione tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Questo il cronoprogramma: il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 4 giugno; la consegna del cantiere è prevista entro il mese di giugno; una Commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute; l’Amministrazione comunale avvierà con l’Ente selezionato il percorso di co-progettazione al fine di predisporre il progetto definitivo; infine, sarà stipulata una convenzione per regolare i rapporti tra l’Amministrazione e l’Ente gestore. L’avvio della gestione è previsto entro 6/7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi di allestimento degli spazi assegnati.

Sarà istituita una Cabina di Regia, composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Ente gestore, con il compito di monitorare l’attuazione del progetto, valutare gli esiti delle attività svolte, individuare eventuali criticità, condividere azioni correttive e di miglioramento, al fine di garantire la coerenza del progetto rispetto agli obiettivi e ai bisogni del territorio.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 24:00 del 04/06/2026, mediante invio tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo del Comune protocollo.chieri@pcert.it.

La domanda dovrà essere trasmessa con oggetto: “AVVISO PUBBLICO PER CO-PROGETTAZIONE AREA EX CASERMA SCOTTI – CANDIDATURA PROGETTO PRELIMINARE”

L’Avviso completo e la relativa documentazione sono disponibili sul portale gare del Comune di Chieri.

VITA lancia il “Manifesto del Lavoro Sociale”

VITA ha pubblicato il Manifesto del Lavoro Sociale, un documento collettivo costruito insieme alle 75 organizzazioni del suo Comitato Editoriale, tra cui Torino Social Impact, che mette al centro il valore strutturale del lavoro sociale per la tenuta delle comunità.


Il Manifesto nasce da un’assunzione di fondo netta: il lavoro sociale non è un ambito residuale del welfare, ma una componente strutturale della coesione sociale. Senza le persone che ogni giorno operano nei servizi sociali, educativi e di prossimità, a perdere stabilità non sono solo i sistemi di supporto, ma le comunità nel loro insieme.

Il documento propone quindi una lettura condivisa e politica del ruolo dei social worker, mettendo in evidenza il valore pubblico del loro lavoro e la necessità di riconoscerne pienamente la funzione dentro le trasformazioni sociali in corso.

All’interno di questo percorso, Torino Social Impact ha partecipato alla costruzione del documento insieme alle altre realtà del Comitato Editoriale, contribuendo a rafforzare una visione comune sul ruolo strategico del lavoro sociale nei territori.

A partire dalla pubblicazione del Manifesto, VITA apre inoltre uno spazio di raccolta di storie ed esperienze dirette, con l’obiettivo di dare voce a chi opera quotidianamente nel lavoro sociale e alle ragioni che portano a riconoscerne il valore.

Condividi la tua esperienza

È possibile inviare un contributo a vita@vita.it, scrivendo un breve testo sulla propria esperienza come lavoratrice o lavoratore sociale e sulle motivazioni dell’adesione al Manifesto (indicando nell’oggetto “lavoro sociale”). In alternativa, è possibile inviare un vocale tramite Instagram a @vitanonprofit.

Leggi la news su VITA

Scarica il Manifesto

Bench-Mark | Ep. 107 – Nuova Collaborazione

Più di un rapporto di lavoro domestico su due, in Italia, è ancora irregolare.

Un dato che non racconta solo la fragilità di un settore fondamentale, ma anche la complessità di un ambito in cui si intrecciano cura, lavoro, cultura e sostenibilità economica.

Nonostante dal 1974 esista un Contratto Collettivo Nazionale che disciplina il comparto, la regolarizzazione continua infatti a rappresentare una sfida culturale, economica e politica.

In una società che invecchia e in cui il lavoro di cura assume un ruolo sempre più centrale per il benessere delle famiglie e della collettività, interrogarsi su come costruire condizioni più regolari, eque e sostenibili diventa sempre più urgente.

A partire da questa prospettiva, Filippo Breccia, Vicepresidente di Nuova Collaborazione — la più antica associazione dei datori di lavoro domestico in Italia, nata a Torino — riflette sulle criticità del settore e sulle possibili leve di cambiamento.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bench-Mark | Ep. 106 – Fashion Team

Non sempre il percorso verso l’economia dell’impatto nasce da una scelta immediata o da una definizione chiara fin dall’inizio. A volte significa riconoscere, lungo il tempo, che alcune pratiche e sensibilità erano già presenti e trasformarle in una visione più consapevole.

È il caso di Fashion Team, azienda con oltre trent’anni di storia che negli anni ha intrapreso un percorso di crescente consapevolezza, approfondendo questi temi fino a diventare Società Benefit.

Abbiamo incontrato Roberto Maglietti, Fondatore e Presidente di Fashion Team, in Piazza Bodoni, vicino alla sede torinese dell’azienda, per farci raccontare l’evoluzione di un brand che ha saputo rileggere la propria storia alla luce di nuove responsabilità sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Bando Regionale per Piani integrati di welfare per la vita e il lavoro

Medi Care Lab sta costruendo una rete territoriale tra PMI piemontesi per garantire servizi reali per i propri dipendenti tra cui: assistenza domiciliare per familiari in difficoltà e non autosufficienti, servizi di sanità integrativa, supporto alla genitorialità e sistemi di welfare in particolare.


L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di’ lavoro, supportare i dipendenti e in particolare le donne al fine di evitare l’abbandono del lavoro, migliorare la competitività delle imprese e creare un modello di riferimento individuando risorse finanziarie pubbliche.

Il progetto si limiterà a poche aziende, sensibili al tema e disponibili a realizzare gli obiettivi comuni.

Se la tua azienda vuole partecipare o vuoi saperne di più, scrivi a: info@medicarelab.it | www.medicarelab.it

Collegio Universitario Einaudi – Bando Ammissioni a.a. 2026/27 – Scadenza 30 giugno 2026

È aperto l’iter di partecipazione al bando di ammissione per l’a.a. 2026/27 al Collegio Einaudi per 165 posti studio per studentesse e studenti.


Presso il Collegio Einaudi, l’esperienza di studio è arricchita da un ambiente accogliente e confortevole. Ogni studente avrà garantita l’ospitalità in camera singola, dotata di bagno privato, e avrà a disposizione ampi spazi comuni come sale studio, sala musica e palestra in un ambiente ideale per il proprio percorso accademico.

Oltre all’esperienza accademica universitaria, gli studenti potranno beneficiare di una formazione parallela che arricchisce il percorso di studio. Questa formazione aggiuntiva mira a sviluppare competenze trasversali e offrire opportunità di crescita personale e professionale.

Il bando di ammissione rimarrà aperto fino al 30 giugno 2026.

Per ulteriori informazioni sul processo di ammissione e per presentare la vostra candidatura, visitate il sito web del Collegio Einaudi.

Accedi alla pagina Ammissioni 2026/27

Date di apertura e chiusura dei diversi iter di ammissione

Ammissione: Per iscrivendɜ al 1°, 2° e 3° anno di un corso di laurea di I livello/ciclo unico, iscrivendɜ al 1° anno di un corso di laurea magistrale o master di I livello e studentɜ internazionali. Periodo di candidatura: 1 aprile 2026 – 30 giugno 2027

Ammissione Post-laurea: Per iscrittɜ a corsi di dottorato di ricerca e corsi di Master di II livello, corsi di perfezionamento e scuole di specializzazione. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 31 gennaio 2027

Ammissione Exchange students: for foreign students taking part to mobility programs or internship. Studenti e studentesse internazionali (UE e Extra-UE) partecipanti a progetti di mobilità/tirocinio. Periodo di candidatura: 1 luglio 2026 – 28 febbraio 2027

15 maggio — Cosmesi naturale al ritmo delle stagioni

Presentazione del libro”Cosmesi spontanea al ritmo delle stagioni” di Patrizia Poggiali e laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali
A cura di Patrizia Poggiali, esperta di cosmesi naturale e Francesco Marchetti, area marketing Altromercato.


Patrizia Poggiali è co-fondatrice e responsabile R&D di Gala, azienda che produce anche la linea di cosmetici naturali Natyr Altromercato. È docente di cosmesi naturale ed eco-sostenibile e autrice del manuale dal quale estrapolerà, insieme a Francesco Marchetti di Altromercato, sfiziose ricette di autoproduzione di cosmetici 100% naturali, ispirati ai gusti e ai profumi delle stagioni e con materie prime Fair Trade.

Il laboratorio è gratuito previa prenotazione.

Registrati

Per informazioni: sanmarino@mondo-nuovo.it | 011 3249540 (anche WhatsApp)

9 maggio — Aperisfilata con l’autrice

Un evento sulla moda etica a 360°.


Incontreremo Audrey Millet, autrice del libro “La trama del lusso”, che denuncia le profonde ingiustizie e le connessioni tra industria della moda, immigrazione e criminalità, mettendo in luce le crepe di un modello economico che punta al profitto a tutti i costi.

Modera la dott. Mariangela Rossetto in collaborazione con Pierluigi D’Ortona.

Durante l’evento prenderà vita una suggestiva sfilata di moda equa e solidale, con la presentazione dei capi On Earth che uniscono stile, qualità e rispetto per il pianeta.

A seguire, aperitivo conviviale.

L’evento è libero e gratuito ma i posti sono limitati.

Registrati

Per info: info@mondo-nuovo.it / tel. 0114546910

Raccolta dati e misurazione d’impatto: strumenti e pratiche — 4° workshop locale di DO Impact

Il 15 aprile 2026 il Circolo dei Lettori di Torino ha ospitato il quarto workshop locale italiano del progetto europeo DO Impact, dedicato a rafforzare le organizzazioni dell’economia sociale attraverso la trasformazione digitale e l’uso strategico dei dati. 


L’incontro, promosso dai partner italiani del progetto, Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e TIRESIA – Politecnico di Milano e organizzato all’interno della rassegna Frontiers di Biennale Tecnologia, ha affrontato i temi della misurazione e della valutazione dell’impatto sociale, offrendo ai partecipanti la possibilità di ragionare sul tema, prima a livello teorico e poi nella pratica. 

La mattinata si è aperta con il keynote di Tommaso Tropeano (TIRESIA), che ha inquadrato la “Rivoluzione dell’Impatto” come risposta alle grandi sfide globali, dalla crisi climatica alla crescita delle disuguaglianze. Tropeano ha sottolineato anche come, di fronte a queste sfide, la misurazione debba evolvere da semplice strumento di rendicontazione (measure to prove) a leva manageriale per migliorare il valore generato (measure to improve

Successivamente, Claudio Di Benedetto (Triadi) si è occupato di presentare le sfide pratiche della misurazione, guidando i partecipanti attraverso la catena del valore sociale: dagli input e attività, fino alla distinzione cruciale tra output (prodotti immediati) e outcomes (cambiamenti reali sui beneficiari), per giungere infine all’impatto di lungo periodo sul territorio .

Il workshop si è poi concluso con il laboratorio guidato da Caterina Rosini (Cottino Social Impact Campus). Al centro dell’intervento, la Teoria del Cambiamento (ToC), definita come “bussola” o “faro” per tracciare i nessi logici tra azioni e risultati desiderati. Durante l’esercitazione pratica, i partecipanti hanno applicato le conoscenze acquisite nel corso della mattina a scenari reali, lasciando loro l’opportunità di interrogarsi su strategie e indicatori più appropriati per condurre una misurazione e valutazione dell’impatto sociale.Il percorso di DO Impact proseguirà ora con i prossimi appuntamenti a Milano, previsti per il 4 e 5 maggio 2026, nei quali verranno esplorati temi come l’etica dell’IA, la sovranità digitale e i modelli collaborativi di condivisione dati.

Per maggiori informazioni sui prossimi workshop italiani e per iscriversi, potete visitare il sito.

Accessibilità e intersezionalità: pratiche di comunicazione consapevole

Martedì 21 aprile si è svolto l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione di Torino Social Impact, dedicato al tema  della comunicazione accessibile e intersezionale.


L’appuntamento, ospitato negli spazi di Fondazione Time2 e co-organizzato insieme a Fondazione Time2 e Forword, ha rappresentato un momento di confronto e co-progettazione tra organizzazioni dell’ecosistema, con l’obiettivo di condividere approcci e strumenti per una comunicazione ampia e accessibile, più , consapevole e capace di valorizzare le pluralità.

Dopo i saluti introduttivi a cura di Lorena Di Maria per Torino Social Impact, Monica Cerutti ha aperto i lavori proponendo una riflessione sui concetti di accessibilità e intersezionalità, spesso ricondotti a dimensioni esclusivamente tecniche, ma in realtà centrali nella costruzione di narrazioni più eque. In questo senso, è stata evidenziata la necessità di superare logiche di “integrazione”, intesa come inclusione all’interno di un gruppo maggioritario, per adottare invece prospettive che riconoscano e valorizzino la complessità delle diverse identità.

L’intersezionalità è stata affrontata come chiave di lettura capace di restituire la molteplicità delle esperienze individuali, In questo quadro, è stata sottolineata l’importanza di evitare narrazioni semplificanti, come quelle che riducono le persone a vittime da salvare o a figure eroiche, a favore di rappresentazioni più aderenti alla realtà.

Il confronto ha posto l’accento sul ruolo della comunicazione come leva di cambiamento, richiamando la necessità di coinvolgere attivamente i soggetti rappresentati, e adottare un linguaggio consapevole, progettato per la diversità. Un approccio fondato su un sistema di valori che include equità, rispetto, responsabilità e ascolto.

A seguire, Sara Meloni e Chiara Basile hanno  presentato l’esperienza dello spazio OPEN di Fondazione Time2, concepito come ambiente accessibile e aperto alla pluralità. Tra le pratiche condivise, l’introduzione di modalità di presentazione che includono la descrizione della propria presenza fisica nello spazio, con l’obiettivo di rendere più accessibile l’interazione e favorire una relazione più consapevole tra le persone.

È stata inoltre proposta la “ruota del privilegio/potere” come strumento di riflessione per leggere la complessità delle identità e delle posizioni sociali, sottolineando come queste possano essere in parte date e in parte mutevoli nel corso della vita.

Un ulteriore contributo è stato offerto da Marta Bressello di Forword, che ha approfondito il tema dell’accessibilità digitale e del quadro normativo di riferimento, richiamando la Legge Stanca come principale riferimento italiano in materia di accessibilità informatica.

L’intervento ha evidenziato come rendere accessibili i contenuti audiovisivi significhi ampliare concretamente il pubblico, attraverso pratiche progettuali consapevoli: dalla descrizione delle immagini per chi non può vederle, alla corretta strutturazione semantica dei contenuti per garantirne la fruizione tramite screen reader. È stato sottolineato come questi strumenti leggano i contenuti in base alla loro struttura interna e non alla resa visiva, rendendo essenziale un’organizzazione chiara di titoli, testi, immagini e didascalie.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli elementi grafici e ai contenuti digitali: dall’uso del Camel Case negli hashtag per facilitarne la lettura, all’inserimento di sottotitoli nei contenuti audiovisivi, fino alla progettazione di contenuti accessibili fin dalla loro ideazione.

Nel dibattito finale è emersa l’importanza del bilancio sociale come strumento di dialogo tra organizzazioni e stakeholder. È stata sottolineata la necessità di selezionare e rendere accessibili le informazioni più rilevanti in base ai diversi pubblici, superando l’idea di un documento unico e indistinto.

Un tema centrale ha riguardato la dimensione etica della rendicontazione: il bilancio sociale non deve configurarsi come mero adempimento formale o strumento reputazionale, ma come espressione coerente della missione organizzativa, evitando il rischio di pratiche come il disability washing.

In conclusione, è emersa una visione condivisa dell’accessibilità come processo dinamico e situato, da costruire attraverso scelte consapevoli, linguaggi adeguati e il coinvolgimento attivo degli stakeholder. Come emerso nel confronto, è necessario costruire l’accessibilità, non vederla come dato assoluto.

Changemaking: mappe e futuri possibili per l’Italia che cambia

A dieci anni dalla prima mappatura, Ashoka presenta la nuova Mappatura del changemaking in Italia, realizzata insieme all’Università di Torino e a Forwardto.


Il lavoro restituisce un sistema in evoluzione, caratterizzato da una crescente interconnessione tra organizzazioni e individui impegnati nella generazione di impatto sociale.

I risultati saranno al centro di un evento a Torino che, a partire dai principali insight emersi, metterà a confronto attori dell’ecosistema su traiettorie future, sfide condivise e opportunità di collaborazione.

L’incontro prevede anche sessioni partecipative e momenti di networking.

23 aprile 2026, ore 17.00 – Lombroso 16, Torino.

Iscriviti qui

Formazione, lavoro e comunità: quando un corso diventa una seconda possibilità

Sempre più spesso, chi resta ai margini del mercato del lavoro non lo fa per mancanza di volontà, ma per assenza di occasioni reali in grado di fornire una seconda opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.


È in questo contesto che nasce il corso di Giardinaggio Urbano promosso da Orienta che ha coinvolto alcuni ex detenuti della città per fornirgli nuove competenze pratiche e nuove occasioni lavorative.

Si tratta infatti di un’iniziativa che ha saputo coniugare inclusione, competenze e impatto concreto sul territorio. Una seconda occasione costruita su competenze pratiche, accompagnamento e fiducia.

Il corso, realizzato in collaborazione con l’impresa a vocazione sociale Ridaje e finanziato dal fondo Forma.Temp, si è concluso lasciando un segno non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per la comunità circostante.

Da un lato, infatti, i partecipanti hanno acquisito competenze professionali spendibili, utili soprattutto a rimettersi al centro di un progetto di vita e di lavoro. Dall’altro, è stato e sarà fondamentale per la comunità torinese, in quanto si tratta di un investimento sul benessere urbano, sulla cura degli spazi comuni e su un’idea di sviluppo che non esclude, ma integra. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di prendersi cura di luoghi condivisi, trasformandoli in occasioni di incontro e rigenerazione. Ed è proprio qui che la formazione incontra la cittadinanza attiva e diventa uno strumento di coesione sociale.

Il vero plus, poi, è il passaggio dalla formazione all’inserimento lavorativo poiché, al termine del percorso, i partecipanti hanno iniziato un’attività lavorativa con Orienta, occupandosi della cura del verde per alcune aziende. Un risultato non scontato, che dimostra come la formazione possa essere efficace solo quando è pensata fin dall’inizio come parte di un progetto occupazionale più ampio.

Il ruolo di Orienta: oltre l’intermediazione

Per Orienta, l’organizzazione di questo corso conferma una visione che va oltre il semplice incontro tra domanda e offerta di lavoro. Investire in percorsi formativi inclusivi significa assumersi una responsabilità più ampia che accompagna le persone nei momenti di transizione, ne valorizza il potenziale e costruisce opportunità che abbiano effetti duraturi.

L’iniziativa dimostra come l’inclusione, quando è concreta, non resti confinata nei principi, ma si traduca in processi strutturati, collaborazioni territoriali e risultati misurabili. È un modello che invita a riflettere su come la formazione professionale possa diventare uno strumento di politica sociale attiva, capace di generare valore economico e umano allo stesso tempo.

Buongiorno Polo – Welfare aziendale: lavoro, benessere e competitività nei piani finanziati dalla Regione Piemonte (Webinar, 27 aprile)

Il 27 aprile partecipa al webinar “Buongiorno Polo” sui Piani integrati di welfare e vita e il lavoro della Regione Piemonte, una misura da 8.000.000 € che sostiene progetti di welfare aziendale e territoriale finalizzati a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro, rafforzando al contempo il benessere organizzativo e la competitività delle imprese.


Il Bando finanzia progetti proposti da raggruppamenti di imprese in forma di associazioni temporanee composte da almeno due piccole e medie imprese piemontesi.

Il webinar offrirà un inquadramento strategico sul tema del welfare come leva di innovazione organizzativa e un approfondimento operativo sulle modalità di partecipazione al bando, con il supporto di soggetti esperti a livello territoriale.

Agenda

  • 10:00 – Login e Welcome speech – Marco Martinotti, Polo ICT
  • 10:10 – Focus su progetto DO Impact – Silvana Sanfeliu Giaimo, Fondazione Piemonte Innova
  • 10:15 – Piani integrati di welfare e vita e il lavoro – Alessandra Brogliatto, Consorzio Il Nodo
  • 10:50 – Q&A
  • 11:00 – Fine webinar

Registrati all’evento

Innovare la tradizione – Giornata del Made in Italy

Il 23 aprile 2026 a Torino, Neosyn e Fondazione LINKS promuovono Innovare la tradizione, un evento dedicato al dialogo tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di esplorare come patrimonio culturale, design e saper fare possano diventare leve competitive a livello globale.


L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale delle attività promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per la valorizzazione dell’eccellenza produttiva e dell’ingegno italiano.

Attraverso il confronto tra imprese, creativi e professionisti, l’evento approfondisce il ruolo strategico di settori chiave quali Food & Beverage, Fashion & Design, Cultura e Innovazione, mettendo in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie di sviluppo.

La giornata prevede talk, momenti di networking e un’area espositiva, con la moderazione di MyOrango e la partecipazione di realtà come Canto I, Plastiz, Panacea, Associazione Cuochi Torino e SODAMORE.

Informazioni

  • Data: 23 aprile 2026
  • Orario: 15:00 – 18:00
  • Luogo: Fondazione LINKS, Torino
  • Format: talk, area espositiva, networking
  • Ingresso: gratuito su registrazione

Registrazioni e dettagli disponibili a questo link

Fiorile – Orti & Fiori in mostra 2026: Speciale Rosa

Il 9 e 10 maggio torna a Moncalieri Fiorile – Orti & Fiori in mostra, giunto alla XII edizione, con uno speciale dedicato alla rosa. Per il 2026, la manifestazione cambia sede e si sposta nel cuore storico della città, animando Piazza Vittorio Emanuele II con un allestimento scenografico dedicato al mondo del verde, della cultura e dell’artigianato.


L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi legati al Premio della Rosa Principessa Maria Letizia di Savoia e al Premio Rosa d’Oro, rafforzando il dialogo tra natura, cultura e identità territoriale.

Un mercato d’eccellenza tra natura e cultura

In collaborazione con il Mercato della Terra Slow Food, Fiorile propone una mostra mercato che unisce:

  • vivaisti specializzati
  • produttori agricoli e presìdi Slow Food
  • artigiani e designer

Tra i protagonisti, le rose antiche del Maestro di Giardino Maurizio Feletig, insieme a una selezione di eccellenze del territorio.

L’evento si configura come uno spazio di racconto della stagionalità e della biodiversità, attraverso un programma che intreccia:

  • incontri con esperti
  • attività didattiche
  • workshop e laboratori
  • musica e letture

Un progetto tra sostenibilità e territorio

Fiorile si inserisce nel percorso di valorizzazione del territorio promosso da Moncalieri Città nel Verde e contribuisce alla narrazione del sistema delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese, riconosciuto Riserva MAB UNESCO nel 2016.

Un format che unisce politiche ambientali e culturali, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, buone pratiche e partecipazione attiva.

Dichiara l’Assessora Antonella Parigi:

“Il Premio della rosa e Fiorile sono due momenti importanti della programmazione culturale di Moncalieri. In particolare quest’anno abbiamo voluto dare risalto al Premio della rosa, che ci permette di creare un legame fondamentale con la storia, il castello di Moncalieri e il territorio con la sua tradizione florovivaistica. La Principessa Maria Letizia di Savoia rappresenta una figura d’ispirazione straordinaria capace di trasformare il passato in patrimonio del futuro. Proprio per questo abbiamo aggiunto una sezione al Premio della rosa, Il Premio della rosa d’oro, dedicato a una donna che nella contemporaneità si sia dedicata a sostenere altre donne”.

Le principali attività

Tra i momenti più significativi del programma:

  • Incontri e presentazioni editoriali dedicate al verde, al territorio e alla sostenibilità
  • Laboratori e attività per bambini e famiglie, con focus su biodiversità e impollinatori
  • Workshop tematici, tra cui corsi floreali e ricamo creativo
  • Reading e performance, tra cui ANIMA_L / narrazioni vegetali a cura di Linda Messerklinger
  • Degustazioni e slow drink, con cocktail botanici e prodotti locali
  • Musica dal vivo, con interventi di Anton Gerasymov e Rania Khazour

La novità 2026: attività outdoor al Bosco del Re

Tra le principali novità dell’edizione, il coinvolgimento del Bosco del Re, dove sarà allestito uno Sport Camp a cura di Agricampus del Cammino delle Colline Torinesi.

Durante il weekend saranno proposte:

  • passeggiate immersive
  • lezioni di Nordic Walking
  • percorsi di escursionismo
  • tiro con l’arco

Focus: didattica e sostenibilità

Ampio spazio sarà dedicato alla divulgazione ambientale, con attività curate da realtà come Beesù e gli Impollinatori Metropolitani.

Tra i laboratori:

  • “Al profumo di rosa”, per la creazione di cialde in cera d’api
  • attività educative sugli ecosistemi e il ruolo delle api

Esperienze tra gusto e convivialità

Il programma include momenti dedicati al cibo e alla cultura del gusto:

  • pause degustative in collaborazione con La Cadrega e Slow Food
  • slow drink, con cocktail botanici guidati da Marco Gramaglia e Roberto Sambo
  • aperitivo botanico “Flower Gin” presso il Giardino delle Rose

Programma

Sabato 9 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 10:30 – Inaugurazione Sport Camp (Bosco del Re)
  • 11:00 – Corso pratico “Mamma ti faccio un mazzo così di rose”
  • 11:30 – Presentazione libro La fatica non fa rumore – Gabriele Scapola
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Anton Gerasymov
  • 13:00 – Pausa degustativa (La Cadrega e Slow Food)
  • 14:30 – Incontro “Roseti e giardini storici”
  • 15:30 – Laboratorio Beesù “Al profumo di rosa”
  • 16:00 – Slow drink: cocktail botanici
  • 17:00 – Reading ANIMA_L – Linda Messerklinger
  • 18:00 – Aperitivo botanico “Flower Gin”

Domenica 10 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 11:00 – Corso pratico floreale
  • 11:30 – Presentazione guida Superga e i suoi sentieri – Claudio Baldi
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Rania Khazour
  • 13:00 – Pausa degustativa
  • 15:30 – Corso di ricamo creativo
  • 18:00 – Saluti di chiusura

Una festa per la città

Fiorile si conferma un appuntamento dedicato alla comunità, capace di coinvolgere adulti e bambini in un’esperienza che unisce creatività, natura e cultura.

Un evento che valorizza il territorio e le sue eccellenze, promuovendo una visione sostenibile e condivisa dello spazio urbano.

San Salvario ha un cuore verde

Torna a Torino “San Salvario ha un cuore verde”, la manifestazione che trasforma il viale centrale del quartiere in un giardino urbano dedicato a sostenibilità, cultura e partecipazione. L’edizione 2026 si presenta in una veste speciale, inserendosi nel programma OFF del Salone Internazionale del Libro.


Sabato 16 e domenica 17 maggio, dalle 10 alle 19, l’iniziativa si svilupperà lungo un asse urbano che collega Piazza Carlo Felice, Corso Marconi e Lingotto, con un filo conduttore simbolico e fisico: la Metropolitana 1, che unisce le diverse sedi dell’evento (Porta Nuova, Marconi, Lingotto).

Sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, associazioni, vivaisti, artigiani e produttori sostenibili daranno vita a uno spazio condiviso dove ambiente, arte e letteratura si incontrano. Il percorso pedonale — da via Nizza a via Madama Cristina — valorizza il ruolo storico del viale come connessione tra la stazione Porta Nuova, il Parco del Valentino e il fiume Po.

Tra le principali novità dell’edizione 2026, il dialogo tra botanica e letteratura: gli stand dei vivaisti ospiteranno scrittori e scrittrici per incontri, presentazioni e firmacopie, creando occasioni di scambio tra saperi e pubblici diversi.

Il programma include:

  • incontri con autori e autrici del Salone OFF
  • workshop e attività didattiche per adulti e bambini
  • performance artistiche e reading
  • passeggiate letterarie nel quartiere
  • installazioni e lezioni botaniche

Accanto alla mostra mercato di piante, prodotti agricoli e artigianali, saranno presenti numerose associazioni del Terzo Settore impegnate su temi ambientali, culturali e sociali, contribuendo a rafforzare il carattere inclusivo e partecipativo dell’iniziativa.

Tra i luoghi coinvolti:

  • i Giardini Sambuy, con il Gazebo Forbito dedicato a incontri editoriali
  • Corso Marconi, cuore della manifestazione
  • la Metro Linea 1, che ospiterà performance e interventi artistici itineranti

L’evento promuove anche la mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con GTT e alla presenza di Green Point nelle principali fermate, oltre a servizi come il minibus Star.

San Salvario ha un cuore verde si conferma così un progetto di rigenerazione urbana e culturale, capace di attivare comunità, valorizzare lo spazio pubblico e intrecciare sostenibilità ambientale e produzione culturale.

Maggiori informazioni

Associazione Giardino forbito ETS

L’associazione Giardino forbito ETS, costituita nel 2015, è un format ideato per rigenerare gli spazi urbani ed extraurbani con strumenti innovativi e di impatto, individuare e trasformare in spazi/serre polifunzionali luoghi abbandonati o in degrado con proposte culturali e multidisciplinari, accompagnare alla transizione ecologica e ambientale, al pensiero circolare e sostenibile. Gli anni di attività hanno così creato una comunità attorno ai temi della consapevolezza e delle buone pratiche, un sistema volto allo scambio di esperienze e reciprocità. L’obiettivo di Giardino forbito è coniugare il verde, la sostenibilità e la cultura tramite la realizzazione di contesti polifunzionali, multidisciplinari e interculturali nel cuore delle città. Un progetto di benessere collettivo studiato per riqualificare aree urbane ed extraurbane con allestimenti adattati al contesto e che generino sinergia con le realtà circostanti già esistenti.

Via Baltea, dove le differenze costruiscono comunità

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza della cooperativa Sumisura e del community hub di via Baltea 3, uno spazio nato nel cuore di Barriera di Milano per promuovere accessibilità, partecipazione attiva e costruzione di comunità.

Un modello che intreccia rigenerazione urbana, inclusione sociale ed economia circolare solidale, mettendo al centro le persone, le relazioni e la valorizzazione delle differenze come leva per generare nuove forme di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Futura News

A Torino il Bootcamp di Good Loop: AI per il Terzo Settore

Il 16 aprile si terrà a Torino, negli spazi di ESCP Business School – Turin Campus (via Andrea Doria 27), il Bootcamp di Good Loop, evento realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e dedicato alle organizzazioni del Terzo Settore interessate a comprendere e sperimentare le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Good Loop è il programma nazionale di formazione gratuito promosso da Cariplo Factory, erogato in modalità prevalentemente online e realizzato con l’obiettivo di accompagnare le organizzazioni in un percorso che unisce visione strategica e applicazione concreta delle tecnologie AI.

Il Bootcamp di Torino sarà l’occasione per incontrare dal vivo promotori del progetto, esperti sul tema e altre realtà partecipanti. Il programma prevede:

  • 13:30 – 14:00 | Registrazione e welcome coffee
  • 14:00 – 17:30 | Bootcamp Good Loop: sessione dedicata a scoprire, attraverso esempi concreti, come l’Intelligenza Artificiale può trasformare il Terzo Settore. Si parlerà di impatto sociale, regole e rischi legati all’AI, agenti creati con Microsoft Copilot Studio e principi etici per un uso responsabile della tecnologia.

L’evento si propone quindi come uno spazio di apprendimento e networking per chi vuole capire come l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento concreto per rafforzare l’impatto delle organizzazioni sociali.

Scarica il programma completo

La partecipazione al Bootcamp è gratuita, ma i posti sono limitati: l’iscrizione viene considerata come pre-adesione in lista d’attesa.

Registrati qui

Per maggiori informazioni e per iscriversi al percorso formativo completo di Good Loop è possibile visitare la pagina: https://cariplofactory.it/progetto/good-loop/

Good Loop è un’iniziativa di Cariplo Factory insieme a Fondazione Cariplo, realizzata con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Microsoft e Fondo per la Repubblica Digitale.

5-7 maggio — Torna a Torino il Festival di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale

Torna a Torino, dal 5 al 7 maggio, il Festival della Vita Indipendente di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale. Ingresso gratuito. 


Dopo il successo della prima edizione del 2025, Prima Persona Plurale, il primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente, torna a Torino dal 5 al 7 maggio 2026. Il festival, ideato e promosso da Fondazione Time2, si svolgerà tra gli spazi del Polo del ’900 e di Open, spazio aperto di diversità (Corso Stati Uniti 62b), con incontri, laboratori, momenti artistici e occasioni di confronto aperti a tutti.

Il festival mette al centro il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, inteso come libertà di scegliere dove vivere, lavorare, partecipare alla vita sociale e culturale, e costruire relazioni. La seconda edizione coincide con la Giornata Europea della Vita Indipendente (5 maggio) e celebra i 20 anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, sottolineando l’importanza di sistemi capaci di sostenere percorsi di vita personalizzati basati sull’autodeterminazione.

La storia al centro

La nuova edizione di Prima Persona Plurale: Festival della Vita Indipendente mette al centro la storia di Piero Defilippi e Roberto Tarditi. Due persone che hanno vissuto 24 e 35 anni al Cottolengo di Torino, senza possibilità di scelta.
La loro vicenda racconta un percorso di emancipazione e vita indipendente, in un’epoca in cui il diritto di decidere dove, come e con chi vivere non era ancora riconosciuto.

La storia è raccolta nel libro “Anni senza vita al Cottolengo. Il racconto e le proposte di due ex ricoverati”, in uscita per Mimesis Edizioni in occasione del festival. Pubblicato per la prima volta nel 2020 a nome di Claudia De Figueiredo ed Emilia De Rienzo, il volume viene riedito nel 2026 a nome di Piero Defilippi e Roberto Tarditi e a cura di Ciro Tarantino e Samuele Pigoni.

L’incontro sarà guidato da Samuele Pigoni, Segretario Generale di Fondazione Time2.

Partecipano all’incontro: Francesco Tresso, Assessore alla cura della città, sevizio anagrafici e protezione civile della Città di Torino, amico e testimone del percorso di vita di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Maria Grazia Breda, Presidente Fondazione Promozione Sociale APS, testimone del percorso di emancipazione di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Ciro Tarantino,Professore di Sociologia del diritto presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa; Elisa Costantino, Attivista e ricercatrice con disabilità, membro del comitato scientifico del Festival.

Seguirà il recital ispirato alla loro storia, diretto da Barbara Altissimo, artista, regista e direttrice di Liberamenteunico, ed Emanuela Currao.

Conversazioni in cerchio e laboratori

Al cuore del festival ci sono le conversazioni in cerchio: non incontri frontali, ma partecipativi e orizzontali, in cui ogni voce ha lo stesso valore.

Sei cerchi esploreranno temi fondamentali della vita indipendente: tempo, lavoro, scelta, abitare, potere e futuro. Tra gli ospiti: Fabrizio Acanfora, Valentina Perniciaro, Valentina Tomirotti,

Il programma artistico e partecipativo prevede laboratori di fanzine, danza narrativa e LIS, ceramica e coro in LIS, intrecciando espressione individuale e riflessione collettiva.

Una nuova immagine guida

La seconda edizione presenta anche una nuova identità grafica a cura di Stefano Dorigo, che accompagna il racconto del festival.  L’immagine guida evoca la storia di Tarditi e Defilippi: un’illustrazione su fondo arancione in cui due persone in sedia a ruote si protendono verso una porta aperta. Le figure hanno forme semplificate e colori vivaci (blu, giallo, arancione). Dalla porta entrano elementi naturali e due rondini, e sembra rappresentare un passaggio verso uno spazio luminoso, colorato e vivace.

Partecipazione e accessibilità

Tutti gli eventi sono gratuiti e accessibili a persone con e senza disabilità.

Gli spazi di Open garantiscono accessibilità per chi ha ridotta mobilità; tutti gli incontri prevedono traduzione in LIS e la serata inaugurale sarà trasmessa in streaming con sottotitoli in tempo reale.


Con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino e Città metropolitana di Torino. Con il sostegno di AON. In collaborazione con Hangar Piemonte, la rete del bando Cambiamenti e la Libreria Binaria Centro Commensale.

Programma completo sul sito

Società Benefit: tra identità e impatto

Giovedì 9 aprile, presso il Circolo dei lettori di Torino, si è tenuto l’evento “Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale”. L’iniziativa è inserita nel programma nazionale di informazione e formazione promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Unioncamere e Si.Camera, che ha puntato ad accompagnare imprese e professionistə nel percorso di costituzione o trasformazione verso Società Benefit.


Sessione del mattino

La mattinata è stata dedicata ad approfondire dati, pratiche territoriali e strumenti per la misurazione dell’impatto, con la moderazione di Irene Maddio-Rocco (Torino Social Impact).

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Simona De Giorgio (Coordinamento Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino e Torino Social Impact), Miura Fanello (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Marilina Labia (Responsabile Area Assistenza tecnica per la Pubblica Amministrazione Si.Camera). Un focus particolare è stato posto sul supporto alle Società Benefit dal punto di vista istituzionale e attraverso la Benefit Competition.

Quest’ultima rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama italiano, essendo la prima competizione nazionale specificamente dedicata alle Società Benefit del nostro Paese. Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’iniziativa nasce dalla volontà di dare visibilità e riconoscimento alle migliori esperienze imprenditoriali che hanno abbracciato il modello delle società benefit, dimostrando come sia possibile coniugare successo economico e impatto sociale positivo.

Successivamente, Claudia Sanesi (Segretario Generale della Camera di commercio di Brindisi- Taranto) è intervenuta nel panel “Il fenomeno delle società benefit: numeri e pratiche territoriali”, offrendo una panoramica dei dati e dell’evoluzione del modello Benefit, dalla prima normativa Benefit — che risale a 10 anni fa — a oggi. Ha raccontato come il modello si è evoluto e quali sono i dati dell’Osservatorio della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, a livello nazionale e locale.

Emiliano Giovine (Responsabile del team ESG & Legal Impact presso lo studio RPLT e Direttore Scientifico del pillar Legal Impact presso Cottino Social Impact Campus) ha poi approfondito e illustrato l’efficacia della misurazione di impatto per le SB, oltre che come obbligo di legge, con un intervento dal titolo “La misurazione d’impatto per le Società Benefit”.

Successivamente, il panel “Fit4benefit: un percorso di allenamento all’essere Società Benefit”, ha coinvolto le quattro Società Benefit che hanno co-progettato con Torino Social Impact la Comunità di pratica delle Società Benefit Fit4benefit e che vi hanno preso parte attivamente fin dal principio. Tra queste, Emanuela De Sabato (Futura Law Firm SB), Alice Umbrella (BDFL Torino STP SB), Micol Burighel (Amapola SB) e Nadia Lambiase (Mercato Circolare SB) hanno condiviso alcune riflessioni sulle caratteristiche che oggi contraddistinguono le Società Benefit del network torinese, sulle principali sfide per chi sceglie questo modello e su ciò che ancora manca per sostenerne la crescita. Hanno inoltre approfondito in che modo il lavoro in un ecosistema possa facilitare il percorso verso modelli di impresa più sostenibili e come, concretamente, ci si “alleni” a essere una Società Benefit.

L’ultimo panel ha infine presentato i lavori della Comunità di pratica del pomeriggio, con un focus sulla relazione tra Torino Social Impact, Unione Industriali e la cornice del Salone della CSR in cui l’incontro si è realizzato. Una collaborazione che ha voluto suggellare l’importanza del lavorare insieme.

Come ha raccontato Lorena Di Maria (Torino Social Impact): “Il significato di questa collaborazione parte da un intento condiviso: unire le forze per fare meglio insieme, mettere in comune reti e competenze, fare in modo che quanto emerge dalla Comunità di pratica — conoscenze, strumenti e soluzioni — non resti confinato agli incontri, ma diventi patrimonio condiviso, aprendo nuove traiettorie di apprendimento”.

Rossella Sobrero ha inoltre illustrato il tema del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, intitolato quest’anno “Andare oltre”, affermando che “la sostenibilità deve essere trasformativa, se non genera un cambiamento non è trasformativa. Essere sostenibili deve essere un piacere, deve essere desiderabile. La sostenibilità si fa sui territori, quindi bisogna far star bene le persone e le imprese, condividere con l’ecosistema”.

Sessione del pomeriggio

Nel pomeriggio si sono tenuti i lavori della Comunità di pratica Società Benefit, nel suo terzo appuntamento del 2026, dal titolo “Comunicare benefit tra identità, valore e impatto”, realizzato in collaborazione con il Salone della CSR e dell’innovazione sociale e l’Unione Industriali Torino.

L’obiettivo è stato interrogarsi su che cosa significhi comunicare bene oggi, approfondendo, attraverso una parte teorica e formativa, come valorizzare in modo credibile e consapevole l’impegno sociale e ambientale dell’impresa.

Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone della CSR, ha inizialmente curato un momento formativo dedicato alla comunicazione come leva per promuovere i valori dell’organizzazione. Nel suo intervento ha approfondito il concetto di brand activism, presentando alcuni esempi emblematici di comunicazione efficace della sostenibilità, tra cui Patagonia, Almo Nature, Banca Etica, NaturaSì. Ha poi affrontato il passaggio dal green marketing al greenwashing, richiamando casi storici e mettendo in luce le diverse sfumature del washing, oltre a fornire indicazioni su come comunicare la sostenibilità evitando questo rischio.

Come ha illustrato, la sostenibilità è sempre più un fattore di competitività e, in particolare per le Società Benefit, rappresenta un driver strategico, una scelta che per essere efficace deve essere comunicata in modo sincero, autentico, misurato. Ogni impresa, anche se non è Benefit, per essere accettata come attore sociale deve definire il proprio purpose, il perché più profondo, la ragione per cui un’organizzazione esiste. Un purpose chiaro fornisce le basi su cui costruire il come (la cultura organizzativa, l’esperienza e il know-how) e il cosa (prodotti o servizi offerti). Chiarire lo scopo sociale aiuta a definire il percorso verso il successo sostenibile e migliora gli asset intangibili dell’organizzazione.

Un focus è stato dedicato anche alla crescente attenzione verso la “S” di Esg, oggi sempre più centrale: oggi si chiede alle imprese non solo di ridurre l’impatto ambientale ma anche di investire nella dimensione sociale. Un impegno che riguarda la relazione con i dipendenti e, più in generale, il contributo per il miglioramento della vita delle persone. Crescono i patti di comunità tra imprese, istituzioni, ETS per realizzare iniziative che rafforzano la coesione sociale e l’inclusione.

Successivamente si è svolta l’attività laboratoriale, a cura di Micol Burighel (Responsabile comunicazione Amapola) e Anna Filippucci (Executive Account Area Reporting Amapola). Per l’occasione, abbiamo lavorato su come costruire una comunicazione chiara e credibile del proprio essere benefit, individuando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolare il proprio messaggio.

Ogni gruppo ha lavorato come un piccolo team di comunicazione, incaricato di accompagnare l’azienda assegnata nel racconto della propria identità di Società Benefit. L’obiettivo è stato definire dei messaggi chiave capaci di comunicare in modo chiaro, credibile ed efficace cosa significasse, per quell’azienda, essere Benefit, indicando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolarli. Non inventare slogan pubblicitari, ma costruire messaggi solidi, coerenti e concretamente utilizzabili.

Nel suo complesso, l’incontro ha testimoniato l’importanza di costruire un percorso sinergico tra livello nazionale e dimensione locale, capace di rafforzare e diffondere la cultura Benefit attraverso strumenti, visioni e pratiche condivise.

Società benefit, esercizi per allenarsi all’impatto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


A partire dall’incontro del 9 aprile sulle Società Benefit, ospitato presso la Fondazione Circolo dei lettori di Torino, Daria Capitani evidenzia un doppio movimento: da un lato la crescita e il consolidamento del modello, dall’altro la crescente necessità di rafforzare strumenti di misurazione e pratiche di comunicazione.

Due dimensioni sempre più centrali per rendere il modello più solido e il suo valore più leggibile e condiviso.

Leggi l’articolo su Vita.it

VIVICITTÀ 2026

Dopo le quasi 1000 persone dell’edizione precedente, torna a Torino anche nel 2026, VIVICITTÀ.


Da 42 anni la “corsa più grande del mondo” continua ad essere la grande protagonista dello sport per tutti e tutte abbracciando in un’unica, originale formula, atletə professionistə e sportivə della domenica con la competitiva di 10km oltre alla passeggiata ludico motoria in tante città italiane ed estere, partenza per tuttə allo stesso orario, unica classifica in base ai tempi compensati.

Ogni anno ci sono i temi e i principi sui quali la UISP è fondata: la pace, i diritti umani, il rispetto ambientale, l’uguaglianza sociale, la solidarietà tra i popoli. Perché la libertà (di correre) non sia un privilegio di poche persone.

Dopo anni la parte competitiva dei 10km a Torino ha lasciato spazio alla camminata ludico motoria  di 4,7 Km.

Quest’anno il ritrovo sarà dalle 8:30 con partenza alle 9:30 dal controviale di Via Nizza 395 di fronte alla Scuola Re Umberto I per arrivare fino al Parco Colonnetti presso Casa nel Parco.

È richiesta la prenotazione presso la piattaforma Eventbrite

La maglietta esclusiva dell’edizione è gratuita per tuttə.

Workshop Creative Europe

Lunedì 30 marzo si è svolto il tredicesimo workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, una giornata di capacity building ospitata presso Relife Student Housing e dedicata all’approfondimento dei progetti di piccola scala nell’ambito della call di cooperazione del bando Creative Europe.


L’incontro si è aperto con l’intervento di Jacopo Bottacchi, che il flusso di accompagnamento dell’HUB Progetti Europei, delineando le opportunità offerte dal percorso.

Dentro la call: strumenti e criteri

A seguire, Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale ha guidato i partecipanti in un approfondimento tecnico sulla call Creative Europe, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili. L’intervento ha fornito indicazioni operative fondamentali per gli enti interessati a candidarsi, con particolare attenzione ai criteri di ammissibilità, alla costruzione del partenariato e al budget disponibile.

Un focus specifico è stato dedicato ai criteri di valutazione – rilevanza, qualità del progetto, project management e disseminazione – elementi chiave per comprendere come strutturare una proposta competitiva in un contesto altamente selettivo. Nel 2025, infatti, su 1.029 proposte presentate per i progetti di piccola scala, solo 88 sono state finanziate, con punteggi ben superiori alla soglia minima: un dato che evidenzia la necessità di costruire progettualità solide, chiare e distintive.

Progettare consapevolmente: DOs and DON’Ts

L’intervento di Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi ha offerto una prospettiva concreta sul processo di progettazione, attraverso una panoramica dei principali “DOs and DON’Ts” della call.

Tra le indicazioni emerse, l’importanza di partire da un problema chiaro, scegliere un unico obiettivo progettuale e costruire attività semplici e coerenti, soprattutto per gli enti alla prima esperienza. Per le organizzazioni più esperte, invece, risulta centrale lavorare sul posizionamento strategico, differenziare la proposta e puntare a un impatto misurabile e competitivo.

Sono stati inoltre evidenziati alcuni elementi che rendono un progetto solido: la coerenza tra obiettivi e attività, la chiarezza dei ruoli all’interno del partenariato, la definizione precisa dei target e la capacità di generare benefici concreti e allineati alle priorità europee, come sostenibilità, inclusione e transizione digitale.

Parallelamente, sono stati analizzati gli errori più frequenti, tra cui la costruzione di progetti troppo complessi, la mancanza di un chiaro valore aggiunto europeo, l’assenza di una strategia di disseminazione efficace e la difficoltà nel definire un impatto misurabile.

Progetti coerenti = progetti competitivi

Un elemento trasversale emerso nel corso della mattinata è il ruolo centrale della coerenza: tra obiettivi, attività, risultati e impatto. Un progetto competitivo è prima di tutto leggibile, lineare e ben strutturato, con una logica chiara che accompagna ogni fase della progettazione.

Prima della candidatura, è fondamentale verificare alcuni aspetti chiave: la chiarezza dell’obiettivo, la qualità della cooperazione tra partner, la misurabilità dell’impatto e la solidità della struttura progettuale.

In un contesto altamente competitivo, infatti, non è sufficiente essere ammissibili: è necessario distinguersi. E, come emerso durante il workshop, “se deve essere spiegato, è troppo complesso”.

Il laboratorio di accelerazione dell’idea

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata alla parte laboratoriale, in cui lə partecipantə hanno svolto un’attività di accelerazione dell’idea guidati da Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale e Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi. Attraverso una riflessione guidata e partendo dall’obiettivo trasversale prescelto – “Circolazione transnazionale di opere e artisti” o “Innovazione” – hanno delineato la loro idea progettuale partendo dall’individuazione dei problemi e dei bisogni, dei beneficiari, dei risultati ottenibili e delle attività. Supportati dallo staff dell’HUB Progetti Europei, lə partecipantə hanno raccolto le idee necessarie per costruire un abstract efficace, e per cominciare a tradurre le loro idee in una proposta progettuale di successo.

Alla giornata hanno preso parte numerose organizzazioni interessate ad approfondire le opportunità offerte dal programma Creative Europe. Le realtà che intendono proseguire nel percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze.


L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e supportato da Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

 

OGR Startup Booster Party

Un evento delle OGR Torino in collaborazione con Talent Garden, con selezione musicale a cura di Recall.


OGR Startup Booster torna per una nuova edizione: il programma di soft landing delle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, realizzato in collaborazione con Talent Garden per supportare l’ingresso di startup nazionali e internazionali nell’ecosistema torinese.

Per segnare l’inizio di questo percorso, una serata dedicata alla community dell’innovazione: founder, team, professionisti e partner si incontrano in un contesto informale pensato per attivare connessioni e favorire lo scambio.

La serata si sviluppa tra momenti di networking, musica e scoperta degli spazi. La selezione musicale è a cura di Recall, progetto che unisce musica e arti visive e che connette community internazionali, con in consolle HolyU. Durante l’evento sarà inoltre possibile partecipare a un campus tour guidato delle OGR Tech, per conoscere da vicino l’hub e le realtà che lo abitano.

È previsto uno Startup Special Treat: le startup che si registrano con il proprio team riceveranno una consumazione offerta.

VITAMINA W – La dose quotidiana per un’organizzazione in salute

Proprio come il nostro corpo ha bisogno ogni giorno di una combinazione di vitamine per funzionare al meglio, anche le organizzazioni hanno i loro deficit nascosti: di energia, di senso, di equilibrio. E quando mancano, i sintomi arrivano puntuali: burnout, disengagement, turnover, produttività ai minimi.


La buona notizia? Esiste un integratore strategico: si chiama Vitamina W.

Un complesso multivitaminico che comprende Wellbeing, Welfare eWork-life balance, tre principi attivi che, combinati correttamente, trasformano il benessere da benefit collaterale a leva competitiva. Come ogni schema di integrazione efficace, non basta assumerne uno solo: servono la giusta dose, il giusto mix e la costanza nel tempo.

Sei voci, un solo obiettivo: diagnosticare i deficit nascosti delle organizzazioni e costruire insieme il protocollo terapeutico per trasformare il benessere da iniziativa accessoria a leva strategica per engagement, retention e crescita.

Intervengono:

  • Mario Burrascano – CEO e co-founder di Uomo e Ambiente, porta un contributo sui temi ESG e sull’integrazione del work-life balance nelle politiche aziendali.
  • Chiara De Francesco – ESG & HR Senior Specialist in Uomo e Ambiente, con un focus su psicologia del lavoro, benessere organizzativo e supporto alla definizione di politiche interne efficaci.
  • Giovanni Scansani – Co-founder di Bonoos, approfondisce il tema del welfare integrato e delle opportunità offerte dalla combinazione tra strumenti aziendali e bonus pubblici.
  • Martina Tombari – Founder e CEO di Walà, porta l’esperienza di modelli di welfare territoriale scalabili e orientati alla creazione di valore per persone, imprese e comunità.
  • Filippo Poletti – Giornalista, autore e LinkedIn Top Voice, offre uno sguardo sui trend del lavoro, sulla leadership e sull’evoluzione delle aspettative delle persone nelle organizzazioni.
  • Vittorio Gianotti – CEO e Co-founder Tereso, interviene sul ruolo dell’educazione finanziaria come leva di benessere personale, consapevolezza e serenità economica.

A moderare l’incontro sarà: Beatrice Bettini, ESG Senior Specialist di Uomo e Ambiente.

Unisciti a noi: confronteremo esperienze, visioni e approcci complementari per capire come integrare il benessere nel DNA strategico della tua organizzazione.

Iscriviti ora e partecipa al nostro webinar gratuito

12 aprile — Mercato della Biodiversità Googreen

Mercato della Biodiversità Googreen, Domenica 12 aprile 2026, ore 10.00 – 18.00, Giardini Sambuy – Piazza Carlo Felice, Torino


Primavera ai Giardini Sambuy: torna il Mercato Googreen tra biodiversità, libri, teatro e laboratori

La primavera torna a colorare i Giardini Sambuy e, con essa, torna anche il Mercato della Biodiversità Googreen, in programma domenica 12 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 18.

Tra profumi, fioriture e nuove stagionalità, il mercato mensile promosso da Giardino forbito rinnova il suo invito a vivere lo spazio pubblico come luogo di incontro, scoperta e comunità. Anche per questa edizione, i Giardini Sambuy ospiteranno produttori selezionati, eccellenze del territorio, artigiani, momenti culturali e attività per adulti e bambini, nel segno della sostenibilità, della biodiversità e della partecipazione.

Il Mercato Googreen rappresenta da anni un presidio vivo nel centro cittadino: un’esperienza che unisce qualità, cultura e relazioni, valorizzando le produzioni agricole e artigianali legate ai temi della stagionalità, della cura del territorio e del consumo consapevole.

Il programma della giornata

Ore 11.00 – nei Giardini, “Domenica in cerchio” con Maria Baffert gruppo integrato dell’Associazione Baldanza

Un appuntamento dedicato alla danza popolare, organizzato da Maria Baffert, per condividere musica, movimento e tradizione in uno spazio aperto e partecipato.

Ore 11.30 – nel Gazebo, Presentazione libri con Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino

La mattinata prosegue con la presentazione di tre opere che, con linguaggi diversi ma profondamente autentici, raccontano temi universali come la rinascita, la montagna, l’affetto e la memoria.

  • “Cherì, il dono che ha riacceso la vita” narra la storia di Lodovico Marchisio e del legame con la cagnolina Cherì, simbolo di una nuova luce dopo il dolore e testimonianza del potere trasformativo dell’amore.
  • “Monti, specchio di luce”, nato dall’amicizia tra Giorgio Bonino e Lodovico Marchisio, è un’opera corale dedicata alla montagna come luogo di poesia, bellezza e rinascita interiore.
  • In “Il cielo sopra gli sguardi”, Giorgio Bonino traccia invece un percorso poetico tra quotidiano e infinito: versi brevi e luminosi attraversati da paesaggi naturali – acqua, vento, colline e notti illuminate – che diventano spazio di memoria, lutto e gratitudine.

L’incontro vedrà la presenza degli autori Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino, accompagnati da Roberta Maffiodo, coautrice, fotografa e cantante autodidatta, che concluderà l’intervento con un momento musicale.

Lodovico Marchisio, scrittore, giornalista e Alpinista emerito del Club Alpino Italiano di Torino, ha pubblicato oltre 30 libri. A 79 anni continua la sua attività alpinistica nonostante la malattia di Parkinson, portando la propria testimonianza in incontri e conferenze. È membro del Club 4000 e socio accademico del GISM.

Giorgio Bonino, operatore museale e autore di otto volumi, compone poesie che spaziano tra guerra, amore e attualità, partecipando attivamente a letture pubbliche ed eventi culturali.

Roberta Maffiodo, fotografa e cantante autodidatta, è coautrice delle opere presentate e collabora con Lodovico Marchisio anche in ambito giornalistico.

Ore 15.00 – nei Giardini, Laboratorio Beesù con Monica Fissore

Laboratorio con cera d’api legato alla primavera, a cura di Monica Fissore, per avvicinare il pubblico al mondo delle api, della natura e della creatività manuale attraverso un’attività esperienziale e stagionale.

Dalle ore 15.30 – nei Giardini, Rassegna Sussurri: arte di strada “a tu per tu”

  • Poesiaagettone: Arianna Abis, naturalista e cantastorie, ecologista e aspirante pagliaccia
  • Pasquale Domitelli presenta Pascal clown: Un clown e una valigia in un giardino, forse aspettano un treno? Forse una persona? Un momento di attesa che si trasforma in un gioco condiviso con il pubblico.
  • Silvia Borello: Attrice, danzatrice e clown, “Partire è un po’ fiorire: piccole storie per piccoli incontri”

Ore 16.00 nel Gazebo, narrazione comica con Poesiaagettone

Poesiaagettone presenta una narrazione coinvolgente con kamishibai intorno alla famosa leggenda siciliana La leggenda di Colapesce – una antichissima leggenda popolare siciliana, raccolta e trascritta da Italo Calvino nel 1956 per Fiabe Italiane.

Un mercato che fa vivere la città

Nel contesto dei Giardini Sambuy, il Mercato Googreen continua a essere molto più di un mercato: è un luogo di rigenerazione urbana, presidio culturale e spazio di socialità, capace di mettere in relazione cittadini, visitatori, produttori e realtà associative.

La giornata del 12 aprile sarà dunque un’occasione per accogliere la primavera nel cuore di Torino, tra qualità, racconti, arti performative e buone pratiche.

Aperte le candidature per la V edizione di IP Labs

In un mercato che evolve rapidamente, l’impatto sociale e ambientale non è più solo una questione di compliance o reputazione, ma una vera e propria leva di innovazione strategica.


Dopo il successo delle edizioni precedenti, torna Impact Prototypes Labs: un programma, realizzato dal Cottino Social Impact Campus, in cui imprese profit, organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese e giovani talenti co-progettano soluzioni reali, sviluppando competenze, linguaggi e strumenti per governare il cambiamento.

A chi si rivolge?

Alle imprese profit e alle organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato, lavorando insieme al Cottino Social Impact Campus e a studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

Perché partecipare alla V edizione?

IP Labs è un percorso che prevede 20h di formazione esclusiva per le organizzazioni e di sviluppo progettuale in team multidisciplinari, composti da tutor, esperti e 2-4 studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino.

Candidarsi significa accedere a benefici concreti per l’evoluzione della propria organizzazione:

  • Rafforzare la propria identità e posizionamento sul mercato e nella filiera, grazie all’impatto.
  • Ricevere supporto specifico in pianificazione e misurazione dell’impatto da esperti in impact innovation e business strategy.
  • Confrontarsi con menti giovani e nuove competenze per innovare prodotti, servizi o processi.
  • Sviluppare un’innovazione che permette di generare impatto senza rinunciare alla profittabilità economica.

Un impatto misurato e reale

La valutazione di impatto di IP Labs conferma il valore trasformativo, culturale e strategico del programma per le organizzazioni:

  • il 100% ha aumentato le competenze sull’impatto sociale
  • Il 92% ha adottato l’impatto come elemento trasformativo del proprio business
  • l’84% ha introdotto cambiamenti concreti nei processi interni legati alla sostenibilità e all’impatto 
  • Il 60% ha implementato i progetti sviluppati nelle quattro edizioni.

La call è aperta a tutte le imprese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato.

Le candidature terminano il 15 maggio.

Scopri il programma e candidati

 

Fondazione Faro, per aggiungere vita ai giorni

Riparte il nostro viaggio nell’impatto sociale: torna la rubrica realizzata con Futura News – la testata del Master in Giornalismo di Torino, che racconta l’ecosistema di Torino Social Impact attraverso lo sguardo di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza di Fondazione FARO: una realtà che da oltre 40 anni si occupa di cure palliative, accompagnando pazienti e famiglie con un approccio che mette al centro la qualità della vita, la dignità della persona e il supporto alla comunità.

Un modello che integra assistenza sanitaria, cura domiciliare e sostegno ai caregiver, contribuendo a generare valore sociale anche per il sistema pubblico.

Leggi l’articolo di Anna Mulassano su Futura News

Il vero impatto dell’economia sociale è liberare l’immaginazione

Riprende la collaborazione con Vita.it, che segna l’inizio di un nuovo percorso di approfondimento dedicato alle storie di impatto.


Il primo contributo apre un ciclo di contenuti orientati a esplorare prospettive capaci di ridefinire il ruolo dell’economia sociale e dell’innovazione nel contesto contemporaneo.

Al centro, l’idea di un vero e proprio “esercizio di immaginazione collettiva, per pensare il mondo a testa in giù”, come sottolineato da Mario Calderini nel corso dell’intervista. Una chiave di lettura che invita a ribaltare paradigmi consolidati, mettendo al centro nuove forme di valore e modelli di sviluppo più inclusivi.

Leggi l’articolo di Daria Capitani su Vita.it

La strada verso il futuro. Startup e tecnologie per la mobilità sostenibile

Che cos’è la mobilità sostenibile? Nei termini utilizzati dall’Unione Europea, è l’insieme delle modalità di spostamento, individuale e pubblico, e di gestione delle relative infrastrutture orientato all’obiettivo di garantire che i sistemi di trasporto corrispondano al meglio ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzando al contempo le loro ripercussioni negative.


La necessità di trovare nuove soluzioni per una mobilità più sostenibile da ogni punto di vista è oggi avvertita tanto dai cittadini quanto dalle istituzioni. Per arrivare al raggiungimento degli obiettivi strategici in merito, definiti a livello nazionale e comunitario sull’orizzonte temporale dei prossimi anni, gli interventi di amministrazione pubblica devono essere affiancati dal sostegno del mondo industriale, dall’avanzamento della ricerca scientifica proveniente anche dall’ambito accademico, da iniziative lungimiranti di corporate governance e dall’inventiva tecnologica delle startup innovative, sempre più protagoniste del processo di disruption in molti campi di interesse collettivo.

Nell’ambito della Biennale Tecnologia 2026 promossa dal Politecnico di Torino, per riunire le diverse tipologie di attori coinvolti nella definizione del futuro della mobilità e offrire una panoramica sui recenti casi di successo nella collaborazione tra giovani imprese e grandi stakeholder del settore dei trasporti, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e Iveco Group hanno organizzato per venerdì 17 aprile un evento aperto di esplorazione della tematica e presentazione di case history in cui l’innovazione tecnologica ha risposto positivamente non solo alla domanda di mercato, ma anche all’esigenza di individuare una prospettiva percorribile per l’evoluzione digitale del settore.

Durante l’incontro verrà inoltre approfondita l’iniziativa Beyond Lab, la nuova piattaforma di open innovation lanciata da Iveco Group e I3P con l’obiettivo di mettere in contatto startup, PMI e partner di mercato per sperimentare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’industria dei trasporti.

L’appuntamento in I3P darà occasione di approfondire i progetti tecnologici di quattro giovani imprese innovative cresciute nell’incubatore e oggi attive nel settore mobility:

  • ALBA Robot offre una mobilità autonoma senza soluzione di continuità, alimentando il futuro digitale degli spazi interni e pedonali, a livello internazionale;
  • Point Zero si pone la missione di rivoluzionare il settore automobilistico e ridurre in modo significativo l’impronta di carbonio complessiva delle automobili;
  • Reefilla crea soluzioni di energy storage e power generation mobili basate su batterie second life, con cui portare energia ovunque per un futuro a zero emissioni;
  • Volta Structural Energy trasforma le strutture in fonti di energia, superando la necessità delle batterie dedicate nei veicoli su strada, in mare, in cielo e nello spazio.

Come partecipare

L’evento si terrà venerdì 17 aprile 2026, dalle ore 16:30 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 16:30 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 16:45 | Saluti introduttivi

  • Andrea Gerini, Head of Open Innovation di Iveco Group
  • Giuseppe Scellato, Presidente di I3P

Ore 17:00 | Proof of Concept. Trasformare i progetti innovativi in realtà

  • Giorgio Strata, Open Innovation Manager di Iveco Group

Ore 17:15 | Open Innovation e mobilità sostenibile: tavola rotonda con quattro startup

  • Lorenzo Sabaini, Product Manager di ALBA Robot
  • Giovanni Imberti, Co-Founder & CEO di Point Zero
  • Marco Bevilacqua, Co-Founder & CEO di Reefilla
  • Tommaso Randolfi, Co-Founder & CEO di Volta Structural Energy

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Mostra Torino 4×4. Fotografie di una nuova era

4 fotografi e 4 realtà impegnate nel sociale in un racconto visivo che unisce fotografia, comunicazione e futuro.


Un progetto fotografico che unisce arte, comunicazione e impegno sociale per raccontare la città attraverso le sue realtà “4×4″: sistemi capaci di distribuire la forza a tutti gli elementi, anche su “terreni difficili”.

Torino 4×4 – immagini di una nuova era, è un progetto di Fondazione Boscolo e CAMERA Torino, ideato da Piazzasanmarco.com, curato da Marco Rubiola a Francois Hebel.

La mostra è ospitata dal 2 aprile al 2 giugno, nella corte di Palazzo Carignano.

 

MOVE: 30 borse per un tirocinio di 16 settimane in Europa

Una valigia, un contratto di tirocinio e quattro mesi per metterti alla prova in un altro Paese europeo.


Con MOVE – Mobility Opportunities and Visions for Europe questa possibilità diventa concreta.

Il progetto, promosso da Enaip Piemonte e finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Programma FSE+ 2021-2027, mette a disposizione 30 borse di mobilità per un tirocinio formativo di 16 settimane, in programma tra agosto e dicembre 2026.

Non si tratta solo di un periodo all’estero, ma di un’esperienza professionale strutturata, seguita e certificata, pensata per rafforzare competenze tecniche, linguistiche e trasversali direttamente sul campo.

Candidati qui

Dove si può andare

Le destinazioni previste sono:

  • Francia (6 borse)
  • Irlanda (6 borse)
  • Malta (6 borse)
  • Spagna (6 borse)
  • Svezia (6 borse)

I tirocini saranno attivati in diversi ambiti – tra cui marketing e comunicazione, turistico-alberghiero, servizi alla persona, informatica gestionale, commerciale e terzo settore – in coerenza con il percorso formativo o le esperienze già maturate.

È richiesto un livello linguistico minimo B1 nella lingua del Paese scelto. Nel caso della Svezia è richiesta la conoscenza della lingua inglese, livello B1.

A chi è rivolto

MOVE è destinato a:

  • giovani e adulti tra i 18 e i 35 anni
  • disoccupati o inoccupati
  • residenti o domiciliati in Piemonte
  • disponibili al lavoro

Le borse disponibili sono 30: un numero limitato che rende la selezione particolarmente significativa.

Cosa comprende la borsa di mobilità

La mobilità include:

  • viaggio A/R
  • alloggio
  • vitto in mezza pensione
  • tutoraggio in Italia e nel Paese ospitante
  • monitoraggio costante del percorso
  • certificazione finale dell’esperienza (Europass Mobility)

È previsto un deposito cauzionale di 500 euro, che sarà restituito in toto al termine dell’esperienza.

Perché partire

Un tirocinio all’estero significa lavorare in un team internazionale, utilizzare ogni giorno la lingua in un contesto reale, confrontarsi con metodi organizzativi diversi e ampliare la propria rete di contatti professionali.

È un investimento su di sé: rafforza il curriculum con un’esperienza internazionale certificata, sviluppa autonomia e capacità di adattamento e aumenta le opportunità occupazionali future. Vivere e lavorare per quattro mesi in un altro Paese europeo permette di rientrare con competenze più solide e una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.

Quando candidarsi

  • Apertura bando: 4 marzo 2026
  • Chiusura bando: 19 aprile 2026 – ore 24.00
  • Periodo di mobilità: agosto – dicembre 2026

Candidati qui

Per informazioni:
Ufficio Servizio Internazionale – Corso Vigevano 46, Torino
servizio.internazionale@enaip.piemonte.it
011. 217.98.51

Bench-Mark | Ep. 105 – Holding Moda

La contaminazione è una leva per portare l’economia d’impatto nei settori più tradizionali.

È quello che accade tra Torino e Milano, dove Holding Moda accompagna le imprese della moda verso nuove traiettorie di sviluppo.

Ne parliamo con Elena Ricciuti, Sustainability Specialist di HIND e HModa, che racconta come l’incontro tra memoria e innovazione possa rafforzare le filiere, sostenere la crescita locale e aprire nuove prospettive di internazionalizzazione.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale

Giovedì 9 aprile 2026, presso il Circolo dei lettori di Torino, si terrà l’evento “Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale”, un momento di approfondimento dedicato alle imprese e ai professionisti interessati al modello delle Società Benefit.


L’iniziativa si inserisce nel programma nazionale di informazione e formazione promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Unioncamere e Si.Camera, e si realizza in collaborazione con il Salone della CSR e dell’innovazione sociale.

L’obiettivo è accompagnare le organizzazioni nei percorsi di costituzione o trasformazione in Società Benefit, offrendo strumenti, dati e testimonianze utili a comprendere le opportunità legate a questo modello.

Durante la mattinata verranno presentati:

  • dati e pratiche territoriali sul fenomeno delle Società Benefit

  • strumenti per la misurazione dell’impatto

  • esperienze concrete attraverso il percorso Fit4benefit

La giornata proseguirà nel pomeriggio con una comunità di pratica dedicata alla comunicazione del valore benefit, tra identità aziendale e impatto sociale.

Registrati qui

Dove e quando

Circolo dei lettori, Torino
Giovedì 9 aprile 2026
10.00 – 13.00 | evento pubblico
14.00 – 17.00 | comunità di pratica

Programma

Ore 10.00 – Saluti istituzionali e introduzione ai lavori

  • Simona De Giorgio, Coordinamento Comitato per l’imprenditorialità sociale ​Camera di commercio di Torino e Torino Social Impact
  • Misura Fanello, Ministero delle Imprese e del Made in Italy
  • Marilina Labia, Responsabile Area Assistenza tecnica per la Pubblica Amministrazione Si.Camera

Ore 10.30 – Il fenomeno delle società benefit: numeri e pratiche territoriali

  • Claudia Sanesi, Segretario Generale Camera di commercio Brindisi-Taranto

Ore 11.00 – La misurazione d’impatto per le Società Benefit

  • Emiliano Giovine, Responsabile del team ESG & Legal Impact presso lo studio RPLT e Direttore Scientifico del pillar Legal Impact presso Cottino Social Impact Campus

Ore 11.40 – Fit4benefit: un percorso di allenamento all’essere Società Benefit

  • Emanuela De Sabato, Futura Law Firm SB
  • Federica Fugiglando, BDFL Torino STP SB
  • Micol Burighel, Amapola SB
  • Nadia Lambiase, Mercato Circolare SB

Ore 12.40 – Dalla teoria alla pratica: il Salone della CSR incontra la Comunità di pratica Società Benefit

  • Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR
  • Lorena Di Maria, Torino Social Impact
  • Gianluigi Monti, Unione Industriali Torino
Ore 13.00 – Chiusura

Ore 14.00-17-00 – Il Salone della CSR incontra la Comunità di pratica Società Benefit: comunicare benefit tra identità, valore e impatto

  • Con Rossella Sobrero, Gruppo promotore Il Salone della CSR e Amapola SB

A-PEER-ITIVO: L’aperitivo che connette e fa crescere! – 25 marzo 2026 – @CLHUB – TORINO

Mercoledì 25 marzo 2026 torna a Torino A-PEER-ITIVO, il format ideato da MyOrango che trasforma un momento informale come l’aperitivo in un’occasione di confronto, apprendimento e scambio tra professionisti.


L’iniziativa si svolgerà presso Coworking Cafè – CLHUB (Via Silvio Pellico 12, Torino) e sarà dedicata a chi desidera confrontarsi con altri professionisti, condividere esperienze e acquisire nuove prospettive sul proprio lavoro.

A-PEER-ITIVO si basa su un approccio di peer-to-peer learning: i partecipanti si siedono ai Peer-to-Peer Table, tavoli tematici facilitati da professionisti della community MyOrango, dove il confronto diretto tra pari diventa occasione di apprendimento e contaminazione di idee.

I tavoli tematici della serata

Durante l’incontro saranno attivi due Peer-to-Peer Table dedicati a temi centrali per lo sviluppo professionale e organizzativo.

“Io faccio… (ma cosa fai davvero?)”
Con Agnese Gervasi, Co-Founder di EXEEN, Strategy & Business Designer, Innovation Manager e Startup Mentor.

Il tavolo sarà dedicato alla progettazione della propria attività professionale. Partendo da un esercizio sul Business Model You, i partecipanti esploreranno come far emergere il proprio capitale professionale e trasformarlo negli elementi chiave di un modello di business personale.

“Qualità e consapevolezza: comprendere ciò che conta”
Con Luca Pecorella, Founder di WULP, coach, consulente ed engineer.

Il confronto partirà dal concetto di qualità, analizzando come non dipenda solo dalla buona esecuzione delle attività ma anche dalla capacità di comprendere aspettative, bisogni e criteri di soddisfazione degli stakeholder. Attraverso esempi concreti e momenti di dialogo, i partecipanti esploreranno il ruolo della comunicazione nel chiarire e condividere tali aspettative.

Il programma

18.00 – Accoglienza
18.15 – 18.30 – Introduzione alla serata
18.30 – 19.30 – Peer-to-Peer Table e restituzione finale
19.30 – Aperitivo e networking informale

Un format per favorire scambio e connessioni

A-PEER-ITIVO nasce con l’obiettivo di creare spazi di confronto tra pari, dove professionisti e imprenditori possano condividere esperienze, strumenti e prospettive in modo informale ma strutturato.

Attraverso il dialogo e il networking, l’iniziativa favorisce la creazione di connessioni professionali e nuove opportunità di collaborazione all’interno dell’ecosistema locale.

Cos’è MyOrango

MyOrango è una community di professionisti e imprese che promuove incontri, scambio di idee e nuove opportunità attraverso eventi e momenti di confronto.

Accanto alle attività di community, MyOrango sviluppa anche attività di consulenza strategica e organizzativa, affiancando PMI e organizzazioni del Terzo Settore su temi come strategia, organizzazione e lettura dei numeri.

L’obiettivo è aumentare la capacità di agire di aziende e professionisti, trasformando visione e complessità in scelte concrete.

Per partecipare è possibile registrarsi online: i posti sono limitati.

Link a evento Eventbrite per registrazione

Violenza di genere: un nuovo paper racconta il ruolo delle imprese nel suo contrasto

In Italia sono 6,4 milioni le donne ad aver subìto violenza fisica o sessuale. Nell’Ue il costo stimato della violenza è 366 miliardi l’anno. E nei luoghi di lavoro le molestie restano diffuse e sottostimate. Ecco perché le organizzazioni possono fare la differenza.


La violenza di genere continua a essere un fenomeno strutturale e trasversale. In Italia la quota di donne ad aver sperimentato nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale resta attorno al 30%: 6,4 milioni di persone. La stessa percentuale, circa un terzo, si riflette in ambito europeo, secondo le ultime stime dell’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali (FRA). Più della metà delle violenze fisiche sulle donne è commessa da partner attuali o ex, e i dati segnalano una crescita del fenomeno tra le generazioni più giovani. C’è poi un dato che rivela le dinamiche di possesso e gli squilibri di potere alla base del fenomeno: oltre il 60% degli omicidi femminili nel mondo avviene in ambito domestico, mentre per gli uomini la quota scende intorno al 12%.

L’impatto è anche economico. Nell’Unione europea il costo complessivo della violenza di genere è stimato in circa 366 miliardi di euro l’anno: perdita di produttività, spese sanitarie e sociali, costi giudiziari e sostegni alle vittime.

Il tema riguarda direttamente anche le organizzazioni. In Europa il 31% delle lavoratrici dichiara di aver subìto molestie sessuali sul lavoro nel corso della vita; nella fascia 18-29 anni la quota sale al 42%. Eppure, qui si rivela una contraddizione nella percezione del fenomeno: il 75% delle lavoratrici ritiene che le molestie siano rare o poco comuni. In Italia, la survey L.E.I. di Fondazione Libellula indica che quasi 7 lavoratrici su 10 hanno ricevuto commenti sessisti e osservazioni estetiche; oltre il 35% contatti fisici indesiderati; oltre il 35% avances esplicite non volute; tra dirigenti e imprenditrici, più della metà dichiara molestie fisiche.

Un nuovo paper che raccoglie dati e buone pratiche delle organizzazioni

È partendo da questa cornice che nasce il paper curato da Amapola con Fondazione Libellula e Università di Torino, presentato a Torino giovedì 5 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne: una raccolta di dati italiani, europei e globali e un affondo sugli strumenti che imprese e organizzazioni possono attivare per prevenire e contrastare la violenza, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Il documento include 23 casi studio e mette in evidenza leve ricorrenti: formazione, lavoro su linguaggio e bias, policy strutturate (anche in connessione con la certificazione per la parità di genere), canali di ascolto e segnalazione, misure di supporto a chi vive violenza, reti con territorio e centri antiviolenza.

«Imprese e organizzazioni toccano la vita di moltissime persone: possono attivare un cambiamento reale», ha spiegato Micol Burighel, responsabile comunicazione e parità di genere di Amapola. «Alcune hanno già iniziato ad agire con progetti di varia natura, che prevengono e contrastano la violenza in tutte le sue forme, dalle più diffuse ed embrionali (linguaggio sessista, stereotipi, bias) alle più gravi, come molestie e violenze psicologiche, sessuali e fisiche».

Durante la mattinata, Monica Cerutti, segretaria generale di UN Women Italy, ha proposto una chiave di lettura che ha attraversato il confronto: «Quando parliamo di violenza di genere, parliamo spesso di emergenza, dobbiamo invece iniziare a parlare di architettura del potere. Perché la violenza non è solo un comportamento individuale: è il risultato di un’architettura sociale ed economica squilibrata. E ciò che è progettato, può essere riprogettato». Nel dibattito è emersa anche la necessità di coinvolgere gli uomini senza semplificazioni, anche grazie al contributo dell’associazione Il Cerchio degli uomini: ripensare modelli del maschile, superare la cultura del controllo e del dominio, legittimare vulnerabilità ed empatia, promuovere corresponsabilità nella cura.

La mattinata ha alternato presentazione del paper, interventi delle istituzioni patrocinanti l’evento (Città metropolitana, Camera di commercio, Unione Industriali, Torino Social Impact), tavola rotonda con imprese e associazioni (tra cui CSI Piemonte, Edison, Roquette Italia, Lidl Italia, il Centro antiviolenza Me.dea e altre realtà) e un momento di lavoro partecipato con il pubblico, che confluirà in un nuovo paper.

Per Giovanni Rubino, Direttore Personale, Organizzazione e Digital Campus del CSI Piemonte «La cultura organizzativa del Consorzio, che da sempre è stata caratterizzata dalla inclusività e dal rispetto della parità di genere, è stata ulteriormente rafforzata con l’elaborazione  del  Gender Equality Plan con cui abbiamo coordinato tutte le azioni relative all’equilibrio tra vita privata e lavorativa, l’uguaglianza di genere nei processi di reclutamento e carriera, la presenza femminile nella formazione, la presenza femminile  nei ruoli decisionali e il contrasto alle violenze di genere. Con il nostro CSI Digital Campus abbiamo inoltre sviluppato un dettagliato piano formativo: dal programma WOM X, che ha sensibilizzato tutto il personale su bias cognitivi, linguaggio inclusivo e micro-aggressioni, alle esperienze immersive dell’Empathy Lab che hanno permesso di comprendere in prima persona le discriminazioni vissute dalle persone più vulnerabili. Questo approccio integrato che combina policy strutturate, formazione diffusa e strumenti di monitoraggio ha quindi contribuito ad incrementare la consapevolezza del nostro personale sul valore dell’inclusione e del rispetto. Il nostro impegno proseguirà nei prossimi anni attraverso un nuovo piano strategico triennale legato alla certificazione UNI PdR 125/2022, la progettazione di ulteriori percorsi formativi e iniziative di avvicinamento alle discipline STEM rivolte a studenti e studentesse. Tutte queste azioni si inseriscono nella stessa direzione: continuare a lavorare con responsabilità affinché la parità di genere sia un impegno reale e quotidiano, capace di generare valore per le persone e per l’organizzazione».

Filomena Lamanna, DE&I Project Leader di Edison ha raccontato il lavoro fatto in azienda a partire dal linguaggio: «In Edison ci siamo messi in discussione per incidere sulla cultura organizzativa in modo autentico e partecipato, sviluppando consapevolezze e riflessioni sulle parole che scegliamo, sui comportamenti che normalizziamo e sugli impatti che questi hanno su colleghi e colleghe. È un percorso di responsabilità sociale che aiuta a riconoscere le microaggressioni per prevenire la violenza di genere. Siamo convinti che intervenire sul linguaggio sia necessario per trasformare la pratica quotidiana sia in azienda che nelle comunità che abitiamo».

Leggi il report

Partner e sostenitori dell’iniziativa 

Evento ospitato dal CSI Piemonte al CSI Next. Iniziativa promossa da Amapola Società Benefit e realizzata in attuazione della Misura 6.1 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana di Torino e del suo territorio. Patrocini: Città Metropolitana di Torino, Torino Social Impact, Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino, Comitato per l’imprenditoria femminile Torino. Partner scientifici: Fondazione Libellula, Università di Torino, UniToGO, CIRSDe. Sostengono il progetto: CSI Piemonte, Edison, Lidl Italia, Roquette Italia. Partner tecnico: Dotwords.

Iveco Group e I3P presentano la nuova piattaforma Beyond Lab

Iveco Group, leader mondiale del settore automotive nei segmenti dei veicoli commerciali e speciali, del powertrain e dei servizi finanziari correlati, ha annunciato il lancio della sua nuova piattaforma di Open InnovationBeyond Lab, volta a mettere in contatto startup, innovatori e partner di mercato per sperimentare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee innovative in soluzioni concrete per l’industria dei trasporti.


La piattaforma è stata progettata e sviluppata in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino. Fondato nel 1999, l’incubatore pubblico I3P sostiene creazione e sviluppo di startup innovative ad alta intensità tecnologica e potenziale di crescita, anche attraverso progetti di Open Innovation e iniziative in partnership con leader internazionali come Iveco Group. La piattaforma nasce con una prospettiva globale e si rivolge alle startup tecnologiche attive nei diversi ecosistemi dell’innovazione a livello mondiale.

Beyond Lab rappresenta un nuovo concetto di laboratorio digitale, concepito per promuovere la collaborazione tra Iveco Group e giovani imprese innovative con progetti disruptive. Presentare un progetto su Beyond Lab e collaborare con il Gruppo offre l‘opportunità unica di fare la differenza nel settore dei trasporti, insieme a un leader globale attivo in oltre 160 paesi. Ogni startup interessata può presentare la propria soluzione innovativa: le candidature selezionate saranno guidate attraverso un percorso di co-creazione per esplorare come il team di Beyond Lab possa integrare la tecnologia proposta nei prodotti o servizi di Iveco Group. Sulla piattaforma verranno lanciate periodicamente delle nuove sfide tematiche, centrate sulle esigenze reali dei singoli brand del Gruppo o sugli obiettivi di innovazione dell’intera azienda.

La prima call for startup della piattaforma Beyond Lab è già online: la sfida tematica Innovative materials & design approaches for sustainable mobility è alla ricerca di startup che offrano soluzioni avanzate in materia di innovazione dei materiali, degli strumenti di progettazione (compresi software e strumenti basati sull’intelligenza artificiale), delle tecnologie di produzione e dei modelli di business applicabili ai marchi industriali di Iveco Group. Le candidature possono essere presentate fino al 20 aprile 2026 sul sito web di Beyond Lab.

Negli ultimi anni, Iveco Group ha adottato un approccio sempre più integrato all’innovazione con l’obiettivo di svolgere un ruolo attivo nell’arena globale dell’Open Innovation, espandendo la propria rete oltre le università per includere realtà nuove e innovative come le startup high-tech. Questo tipo di partnership ha un duplice scopo: accelerare l’evoluzione tecnologica e migliorare la sostenibilità dei prodotti del Gruppo, al fine di rimanere sempre un passo avanti in un settore in cui la tecnologia avanza rapidamente e la concorrenza è agguerrita, nonché sostenere lo sviluppo di ecosistemi di startup nelle comunità locali in cui il Gruppo opera, generando benefici per tutti.

Marco Liccardo, Chief Technology & Digital Officer di Iveco Group, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di sostenere lo sviluppo degli ecosistemi delle startup, promuovendo le idee rivoluzionarie che ridefiniranno il futuro della mobilità sostenibile. La collaborazione con I3P su Beyond Lab accelererà il nostro approccio all’Open Innovation, creando una piattaforma strutturata per tecnologie innovative e innovazioni di livello industriale”.

Giuseppe Scellato, Presidente di I3P, ha commentato: “Siamo onorati di lanciare un progetto di Open Innovation così ambizioso e di lungo termine con Iveco Group. La nuova piattaforma Beyond Lab diventerà un punto di riferimento per chi ha idee di valore e per coloro che sono in grado di trasformarle in realtà. I3P è pronta a catalizzare questo processo grazie a più di 25 anni di esperienza nel supportare sia le startup nella loro crescita, sia le grandi aziende nella loro evoluzione verso il futuro”.

Nasce un Seal of Excellence per valorizzare i progetti accompagnati dall’HUB

Il Seal of Excellence è una nuova iniziativa promossa da Torino Social Impact nell’ambito dell’HUB Progetti per l’Economia Sociale, in collaborazione con Weco Impresa Sociale e con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo.


L’iniziativa nasce per valorizzare i progetti accompagnati dall’HUB che, pur avendo ottenuto una valutazione positiva da parte della Commissione europea, non sono stati finanziati per esaurimento delle risorse disponibili. Si tratta di proposte con un’elevata qualità progettuale e una forte rilevanza strategica per l’ecosistema dell’economia sociale, che meritano di essere sostenute e sviluppate ulteriormente.

Il Seal of Excellence si ispira al modello di riconoscimento attribuito dalla Commissione europea e mira a rafforzare la coerenza strategica tra le proposte sostenute e:

  • le politiche e i piani locali;
  • le priorità dell’economia sociale, in termini di innovazione, inclusione e impatto;
  • la sostenibilità economica, sociale e ambientale degli interventi proposti.

Un riconoscimento di qualità per progetti ad alto impatto

All’interno dell’HUB, il Seal of Excellence si configura come la sperimentazione di un’attività di valorizzazione e sostegno rivolta ai progetti ad alto impatto sociale sviluppati dagli enti dell’ecosistema. È un riconoscimento di qualità attribuito alle iniziative che hanno beneficiato dell’accompagnamento dell’HUB, partecipando a programmi europei e ricevendo una valutazione positiva, pur senza risultare finanziate.

Attraverso questo strumento, Torino Social Impact intende rafforzare il collegamento tra progettazione europea e opportunità di finanziamento territoriale, riconoscendo il valore delle competenze sviluppate e riducendo la dispersione di risorse, know-how e investimenti che spesso deriva dalla mancata assegnazione dei fondi europei.

Contributo e criteri di ammissibilità

La sperimentazione per l’anno 2026 prevede un contributo di 100.000 euro totali.

Possono candidarsi le organizzazioni partner di Torino Social Impact con progetti che soddisfino i seguenti criteri:

  • il progetto è stato accompagnato dall’HUB su una call europea;
  • il progetto è stato formalmente presentato e ha ricevuto un esito negativo oppure una posizione in lista di riserva;
  • il progetto ha raggiunto una soglia elevata di qualità, verificabile tramite il punteggio della valutazione europea.

Il soggetto proponente, in rappresentanza dell’intero partenariato, dovrà inoltre:

  • autorizzare la condivisione integrale del progetto con l’HUB, la Cabina di Regia e la Commissione di Valutazione;
  • accettare le regole relative alla proprietà intellettuale, all’utilizzo dei contenuti e alle modalità di comunicazione del Seal;
  • confermare la disponibilità della partnership europea a implementare o ridefinire il progetto, anche in termini di budget, per tutto o parte del partenariato;
  • garantire, in caso di finanziamento, la corretta gestione dell’intero budget di progetto, assumendo un ruolo di coordinamento amministrativo e finanziario e fungendo da raccordo operativo per l’intero partenariato.

Un contributo per rafforzare lo sviluppo territoriale ad impatto sociale

I progetti vincitori, selezionati da una Commissione di Valutazione nominata su mandato della Cabina di Regia dell’HUB potranno presentare la richiesta di contributo attraverso la piattaforma ROL della Fondazione Compagnia di San Paolo.

L’iniziativa intende attivare un effetto moltiplicatore sull’ecosistema: trasformare progettualità già validate a livello europeo in interventi concreti sul territorio, rafforzare le reti di partenariato internazionale, consolidare competenze e attrarre nuove opportunità di investimento.

Sostenendo progetti ad alto potenziale di innovazione e impatto, il Seal contribuisce a rendere il territorio più dinamico, competitivo e capace di rispondere alle sfide sociali contemporanee con soluzioni sostenibili, inclusive e orientate al lungo periodo.

Scopri Rural Connect: un progetto Erasmus+ di NATworking

È online il questionario del progetto europeo Rural Connect_Empowering Territorial Leaders for Cross-Community Development, dedicato a chi lavora nell’attivazione di comunità e nei processi di sviluppo locale nelle aree rurali e montane.


L’obiettivo è raccogliere bisogni e sfide dei territori per costruire strumenti e percorsi formativi realmente utili.

Compilare il questionario significa anche partecipare alla selezione per una formazione internazionale residenziale di 3 giorni in Italia (settembre 2026), con spese di viaggio, vitto e alloggio coperte dal progetto Erasmus+.

Il questionario richiede pochi minuti ed è aperto fino al 16 marzo 2026.

Il progetto Erasmus+ è coordinato da NATworking APS e sviluppato con WAZO coop (Spagna) e VIBE Madeira (Portogallo).

Compila il questionario qui

Scopri Rural Connect

Finance for impact: Banca del Piemonte attiva 30 milioni per l’ecosistema territoriale

Banca del Piemonte offre il proprio contributo all’ecosistema dell’impatto sociale attivando, insieme al Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), nuove linee di garanzia per oltre 30 milioni di euro a supporto di imprese, startup e organizzazioni impegnate nello sviluppo sostenibile del territorio.


L’iniziativa, sostenuta dal programma InvestEU, rafforza gli strumenti di impact finance disponibili nel Nord‑Ovest e favorisce l’accesso al credito per realtà che generano innovazione, inclusione e transizione ecologica. Un’opportunità che si inserisce nel percorso di crescita dell’economia sociale e dell’imprenditorialità a impatto, ambiti centrali per il posizionamento competitivo di Torino e del Piemonte.

Un sostegno mirato a innovazione, sostenibilità e valore sociale

Le garanzie attivate agevolano investimenti dedicati a:

  • transizione digitale e ambientale,
  • innovazione responsabile,
  • iniziative a carattere sociale e comunitario,
  • progetti imprenditoriali con ricadute positive sul tessuto locale.

L’obiettivo è facilitare la nascita e il consolidamento di attività che contribuiscono al benessere delle comunità e alla rigenerazione dei territori, rafforzando un’economia orientata all’impatto.

Per Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte, l’accordo rappresenta «un impegno concreto per promuovere una crescita sostenibile e inclusiva, accompagnando le imprese nella duplice transizione digitale e ambientale».

Marco Marrone, Chief Investment Officer del FEI, sottolinea come «le garanzie sostenute da InvestEU contribuiranno a rendere più accessibili investimenti strategici per il futuro delle realtà del Nord‑Ovest».

Con questa operazione, Banca del Piemonte consolida un ruolo attivo nelle dinamiche di sviluppo locale, affiancando attori pubblici, privati e del Terzo Settore nella costruzione di un’economia più resiliente, innovativa e generativa.

Le nuove risorse contribuiscono a rafforzare un ambiente favorevole alla crescita di imprese e progetti ad impatto, in linea con la visione di Torino Social Impact: un ambiente in cui competitività e coesione sociale procedono insieme.

L’innovazione AI e le nuove prospettive per il settore hospitality

Come può l’intelligenza artificiale (AI) migliorare il lavoro e la redditività nel settore dell’hospitality, ad oggi una delle aree trainanti dell’economia territoriale della provincia di Cuneo? In quali modi i più recenti strumenti tecnologici introdotti sul mercato, anche da parte di startup innovative, possono diventare una reale leva di sviluppo, ottimizzazione ed evoluzione per le imprese della categoria HoReCa?


Sarà questo l’argomento al centro del nuovo workshop gratuito organizzato da Fondazione CRC, in collaborazione con l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P), che coinvolgerà giovani imprenditori e imprenditrici, aziende consolidate, associazioni di settore e appassionati di tecnologia in un momento di dialogo, per mettere a fattor comune esperienze e necessità concrete, trend tecnologici in crescita e visioni di business al passo con i tempi.

L’iniziativa vuole offrire un tavolo di confronto ai protagonisti del comparto hotellerie e ristorazione, alle startup emergenti con nuove soluzioni nel campo e agli attori dell’ecosistema cuneese dell’innovazione, offrendo benefici di formazione a tutti i partecipanti. Le startup avranno la possibilità di confrontarsi su processi, tecnologie e strategie imprenditoriali con le aziende del settore che operano sul territorio da molti anni, mentre queste ultime potranno stimolare la propria capacità di innovare le metodologie di lavoro e gli strumenti quotidiani. Nel complesso, l’incontro intende favorire il trasferimento di conoscenze e la diffusione della cultura dell’Open Innovation, essenziale per stimolare la competitività del tessuto economico nell’ambito dell’hospitality e oltre.

L’iniziativa fa parte del progetto GrandUP! Tech, promosso da Fondazione CRC in collaborazione con I3P per sostenere lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione e la nascita di nuove imprese sul territorio cuneese. Il progetto è realizzato nell’ambito del Protocollo d’intesa per l’Innovazione e la digitalizzazione delle imprese della provincia di Cuneo firmato da Fondazione CRC e Camera di Commercio di Cuneo insieme alle principali associazioni di categoria del territorio, tra cui ColdirettiConfagricolturaConfartigianatoConfcommercioConfindustria Legacoop Piemonte.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 12 marzo 2026, dalle ore 18:30, in presenza a Cuneo presso la Sala Meeting dello Spazio Incontri di Fondazione CRC, in via Roma 15.

L’incontro è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati ed è richiesta la registrazione.

Iscriviti su Eventbrite

Torino ospita il FARCLIMATE Forum: innovazione territoriale e resilienza climatica al centro del confronto europeo

L’8 e 9 aprile Torino diventa punto di riferimento europeo per il confronto su resilienza climatica, innovazione territoriale e sperimentazione partecipata. Presso il Community Hub DORADO (Lungo Dora Firenze 27) si terrà il FARClimate Forum, 5° General Assembly del progetto Horizon Europe – Research and Innovation Action (HORIZON-MISS-2022-CLIMA-01-04).


L’evento è organizzato e ospitato da Green Growth Generation (GGG), partner del consorzio europeo, impegnato nello sviluppo delle attività del progetto e nella valorizzazione delle pratiche territoriali legate alla transizione ecologica.

Il Forum riunirà a Torino partner europei del progetto FARClimate, ricercatori, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile e stakeholder provenienti da diversi Paesi europei. Le due giornate saranno dedicate al dialogo tra ricerca, politiche pubbliche e pratiche territoriali, con l’obiettivo di condividere soluzioni concrete per rafforzare la resilienza climatica nei contesti agricoli e forestali urbani e periurbani.

Al centro del progetto vi sono i Living Labs, laboratori territoriali in cui istituzioni, imprese, comunità locali e centri di ricerca co-progettano e testano soluzioni innovative per affrontare gli impatti del cambiamento climatico.

Oltre alle sessioni di lavoro tra partner europei, il programma prevede visite sul campo ad alcune realtà torinesi particolarmente significative per innovazione urbana, rigenerazione e pratiche sostenibili. Un’occasione per ancorare il confronto internazionale a esperienze concrete del territorio e valorizzare modelli replicabili anche in altri contesti europei.

Il FARClimate Forum rappresenta infatti un momento strategico per mettere in luce l’ecosistema torinese attivo sui temi dell’impatto e della transizione climatica, rafforzando il dialogo tra attori locali e reti internazionali.

L’evento è rivolto principalmente ad addetti ai lavori e stakeholder attivi nei campi dell’innovazione territoriale, della sostenibilità e delle politiche climatiche.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere a communication@greengrowthgeneration.com

Compila il form per partecipare

Marzo ai Giardini Sambuy

1 Marzo – Ritrova il libro

In occasione dell’omaggio a Gianna Baltaro, nel centenario della nascita, i Giardini Sambuy ospitano l’iniziativa “Il Libro Ritrovato in Giallo”, realizzata in collaborazione con Golem Edizioni e CasaMalta – L’indirizzo delle Idee.

La casa editrice Golem sarà presente con uno stand dedicato e una speciale “caccia al tesoro” tra i banchi, invitando il pubblico a cercare dieci copie simboliche dell’autrice, in un gioco culturale pensato per celebrare la regina italiana del giallo.

Giardino forbito accoglie e sostiene l’iniziativa all’interno della propria programmazione, valorizzando la rete di realtà culturali coinvolte e i partner presenti nelle locandine ufficiali. Poiché la domenica è dedicata al format “Ritrova il Libro”, l’appuntamento si arricchisce di un momento originale che unisce cultura e benessere: insieme agli insegnanti della palestra GinnicLife, si terrà un allenamento simbolico in cui i vocabolari diventeranno pesi, trasformando il sapere in energia e il libro in strumento di movimento. Un’occasione che intreccia memoria, gioco, editoria, sport e partecipazione, nello spirito che anima le attività di Giardino forbito ai Giardini Sambuy.


4 Marzo – Il mercoledì del gioco

Ogni mercoledì dalle ore 11.00 il Gazebo dei Giardini Sambuy ospita “Il Mercoledì del Gioco”, appuntamento fisso dedicato agli amanti dei giochi da tavolo e della strategia.

Un momento aperto alla cittadinanza per incontrarsi, giocare e condividere, tra scacchi, burraco, bridge e altre attività guidate da appassionati e maestri del territorio.


7 – 8 Marzo – Leggere le donne & Mercato della Biodiversità Googreen

In attesa dello sbocciare della primavera, i Giardini Sambuy dedicano il 7 e 8 marzo due giornate di cultura, riflessione e narrazione per celebrare il valore, la forza e il pensiero delle donne. All’interno di questo percorso nasce LEGGERE LE DONNE, uno spazio che mette al centro la parola scritta e la scena teatrale come strumenti di consapevolezza e trasformazione.

7 Marzo, 11:30 — Omaggio a Carla Lonzi

“Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome”. Preview dello spettacolo in scena al Teatro Sociale G. Busca di Alba (CN). Un momento dedicato a una delle figure più incisive del pensiero femminista italiano, attraverso una narrazione intensa e contemporanea con Monica Martinelli, Alessia Donadio e Luana Doni.

Interverrà all’incontro Maria Teresa Silvestrini, storica ed esperta di femminismo torinese. Laureata in Storia moderna, ha dedicato i suoi studi alla storia politica delle donne e al contesto piemontese tra Settecento e Novecento, affiancando alla ricerca un costante impegno civile e istituzionale. Già consigliera comunale di Torino e componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, è oggi docente di Scienze Umane e Filosofia e attiva nella ricerca e nell’associazionismo culturale sul territorio.

8 Marzo, 11.30 — Mercato della Biodiversità Googreen

Incontro con Emilio Jona, autore di “Quattro Donne”, Neri Pozza editore.

Una presentazione letteraria che attraversa storie femminili profonde e potenti, restituendo dignità e centralità a esperienze di vita capaci di parlare al presente.

“Leggere le Donne” è dunque un percorso nato per ascoltare, leggere, approfondire e celebrare le donne non solo come simbolo, ma come presenza viva e generatrice di cambiamento non solo letterario ma presente anche nelle storie e nelle radici profonde delle produttrici del Mercato Googreen, nelle danze popolari proposte da Maria Baffert, nella poesia a gettone di Arianna Abis, nei laboratori di Monica Fissore – Beesù e di Francesca Speca.

Domenica 8 marzo anche il Mercato della Biodiversità Googreen mette al centro il valore, la forza e il contributo delle donne nella società, nella cultura e nella cura del territorio. Un’edizione speciale che intreccia biodiversità e consapevolezza, rendendo omaggio alle donne che ogni giorno custodiscono saperi, guidano imprese agricole, promuovono cultura, educano, innovano e costruiscono comunità. L’8 marzo diventa così non solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione concreta per riconoscere il ruolo fondamentale della donna nella rigenerazione sociale e ambientale. Accanto alla presenza dei produttori e delle realtà impegnate nella sostenibilità, la giornata sarà accompagnata da una programmazione culturale dedicata, capace di coinvolgere pubblici di tutte le età tra danza, narrazione, laboratori e incontri letterari.


Programmazione

In Giardino

10:00Apertura Mercato

11:00-12:00 “Domeniche in cerchio”. Danze popolari dal mondo per tutti, con la conduzione di Maria Baffert e la partecipazione del gruppo integrato dell’associazione Baldanza.

dalle 15:00Rassegna Sussurri suoni e storie a tu per tu in giardino con Arianna di Poesiaagettone e Silvia Borello Clown

15:30 — Laboratorio Beesù

18:00 — Chiusura Mercato

Nel Gazebo forbito Sambuy

11:00 —  Lab bimbi

11:30 —  Presentazione letteraria con Emilio Jona, autore di “Quattro Donne”

16:00 —  Poesiaagettone presenta della serie “le vere storie”: La “VERA” leggenda della bell’ALDA. Narrazione comica tra un burattino e una cantastorie intorno alla famosa leggenda piemontese.

Al via l’XI edizione del Premio Eccellenza Formazione

È aperto il bando dell’XI Edizione della più prestigiosa iniziativa di AIF – Associazione Italiana Formatori, tesa a diffondere le buone pratiche inerenti i percorsi di apprendimento e valorizzazione del capitale umano e dello sviluppo organizzativo.


È possibile candidare il proprio progetto formativo al Premio Eccellenza Formazione entro il 5 maggio 2026.

La Cerimonia di Premiazione è in programma il 29 giugno 2026 presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) e, anche per questa edizione, sarà realizzato uno Speciale cartaceo e digitale edito dall’associazione con tutti i progetti partecipanti.

Per partecipanti e sponsor il Premio rappresenta una grande opportunità di visibilità a livello nazionale.

Maggiori informazioni

Agenzia Zip: premioaif@zip-progetti.it | 0115611726

Torino Compassionate City

È stata presentata la nuova Comunità di Pratica di Torino Social Impact dedicata a cura e prossimità, un percorso nato dal confronto tra i partner e dalla co-progettazione con Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.


Una persona in cura trascorre il 95% del tempo con la propria comunità e solo il 5% con il personale sanitario. È in questa proporzione che si misura la responsabilità collettiva.

Nasce da qui la nuova Comunità di pratica di Torino Social Impact dedicata alla cura e alla prossimità, promossa insieme a Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo.

L’obiettivo di questa nuova Comunità è contribuire al dialogo che promuove un cambio di prospettiva: guardare alla malattia non come evento isolato, ma come esperienza all’intersezione di altre esperienze di fragilità, che attraversa povertà, isolamento sociale, fragilità educativa, salute mentale. 

Il paradigma della Compassionate City

Marina Sozzi — Responsabile Ufficio Culturale della Fondazione FARO — ha illustrato il senso dell’iniziativa partendo dall’esperienza delle cure palliative, che per definizione adottano uno sguardo ampio sulla cura: dimensione clinica, ma anche psicologica, sociale e spirituale.

La malattia, ha ricordato, non riguarda solo il paziente ma l’intero nucleo familiare e la comunità. Una persona in cura trascorre circa il 5% del tempo con operatori sanitari e il 95% con familiari, amici e reti informali. È in questo spazio che si gioca la qualità della vita.

Il movimento delle Compassionate Cities, diffuso nei Paesi anglosassoni, estende il concetto di “città sana” promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità negli anni ’80, includendo esplicitamente malattia grave, fine vita e lutto come dimensioni da non rimuovere dalle politiche urbane. Torino si candida a essere la prima grande città italiana a strutturare un percorso in questa direzione.

La città compassionevole è concepita come laboratorio: mappare risorse esistenti, individuare bisogni non coperti, progettare risposte condivise e misurarne l’impatto sociale attraverso una reportistica rigorosa. Il processo sarà partecipativo, con il coinvolgimento dell’esperta Iolanda Romano.

Alessandra Gianfrate — Responsabile Rapporti Istituzionali della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro — ha sottolineato come, in quarant’anni di sostegno alle attività di cura e ricerca oncologica a Candiolo, l’incontro quotidiano con i pazienti abbia reso evidente la dimensione profondamente comunitaria della malattia. L’esperienza maturata sul campo dimostra infatti che la cura non è un atto esclusivamente sanitario, ma un processo che coinvolge famiglie, relazioni e reti di prossimità, che diventano una vera e propria infrastruttura sociale imprescindibile.

Il confronto con la rete

All’incontro hanno partecipato 26 realtà della rete TSI. Attraverso una sessione di confronto guidata, i partecipanti hanno condiviso motivazioni e pratiche già attive a sostegno della fragilità.

Dal dibattito è emersa una forte convergenza: creare spazi strutturati di dialogo e scambio di competenze è già una pratica di cura urbana.

Bench-Mark | Ep. 104 – Consorzio Sociale Abele Lavoro

In un tempo in cui la geopolitica internazionale alimenta incertezza e rende difficile guardare lontano, occuparsi di lavoro significa dare forma concreta a un’idea di futuro.

Il Consorzio Sociale Abele Lavoro opera dal 1998 nell’ambito dell’inclusione sociolavorativa, accompagnando ogni anno circa 2.000 persone in percorsi di inserimento e autonomia. Restituire dignità, partecipazione e identità significa rafforzare l’intero tessuto sociale: una persona reinserita non è un costo per la collettività, ma una risorsa.

Ne abbiamo parlato con il Presidente Massimo D’Amico.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Formazione e Lavoro: via al bando Master Mësté 2026

Oltre 600 candidature per 62 borse di studio del valore complessivo di circa 340 mila euro e circa l’80% dei borsisti assunti dalle aziende in cui hanno svolto il tirocinio. Sono i numeri delle precedenti quattro edizioni di Master Mëstè, il progetto ideato dalla Fondazione Cecilia Gilardi per formare una nuova generazione di artigiani e favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro.


Sulla scia di questo successo viene lanciata la V edizione del bando Master Mëstè, che dal 19 febbraio al 5 maggio 2026 si apre alle candidature per 14 borse di studio del valore di 5.400 euro ciascuna, destinate a giovani dai 18 ai 35 anni inoccupati o disoccupati, per un percorso formativo completo. Il percorso prevede una formazione in aula di 40 ore, seguita da un tirocinio di sei mesi a tempo pieno presso una delle aziende ospitanti, di cui 12 in Piemonte, 1 in Liguria e 1 in Lombardia.

Inoltre, dalla scorsa edizione è stata stipulata una convenzione con Agenzia Piemonte Lavoro per fornire ai candidati strumenti pratici e supporto alla stesura del curriculum vitae e alla preparazione ottimale del colloquio di lavoro.

Diverse le specializzazioni dell’artigianato inserite nel progetto: sartoria, tessitura, moda e design, falegnameria e restauro del legno, creazioni in vetro e oreficeria, pasticceria e cioccolateria, cosmesi, meccanica di precisione e set design.

I borsisti selezionati possono scegliere di svolgere l’esperienza di lavoro, retribuita 900€/mese, in una delle realtà d’eccellenza artigiana aderenti: Born in Berlin, Drogo Gioielli, Miroglio & C., Tappezzerie Druetta, Trakatan, Vibel Group, Woodex, Chiara Ferraris Art & Glass Fusing, Distilleria La Cava, Lavoratti, Laboratorio Cosmopolita.

Per informazioni dettagliate sul bando e invio candidature clicca qui.

Raccontare l’impatto sui social: strategia, media e contenuti

L’incontro della Comunità di Pratica Comunicazione tenutosi a febbraio è stato dedicato a “Raccontare l’impatto sui social: strategia, media e contenuti”, un momento di confronto sul ruolo dei social media non solo come strumenti di comunicazione, ma come leve capaci di generare impatto, coinvolgere gli stakeholder e costruire narrazioni condivise.


L’appuntamento ha coinvolto 16 organizzazioni e si è svolto negli spazi di Dorado, progetto di placemaking curato e realizzato da Stratosferica: un ex magazzino trasformato in spazio culturale, dove la rigenerazione urbana incontra l’innovazione sociale.

L’incontro è stato co-organizzato con Forestae e IAAD, partner di Torino Social Impact, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo. In questa cornice, il contributo teorico e il laboratorio pratico hanno rappresentato un’occasione per sperimentare modalità efficaci di narrazione digitale e presidiare la comunicazione in modo coerente e continuativo.

Per l’occasione, Beppe Quaglia di IAAD ha offerto un contributo teorico a partire dal concetto di narratività, esplorando cosa raccontiamo, a chi raccontiamo e come raccontiamo. Raccontare l’impatto significa innanzitutto avere piena consapevolezza di ciò che l’organizzazione realizza, così da coprire in modo ampio e coerente le attività portate avanti. Ci siamo confrontati sull’importanza di chiederci, ancora prima di avviare un’attività, come la si vorrà raccontare: quali elementi valorizzare, quali evidenze raccogliere, quali contenuti produrre. La comunicazione non arriva dopo, ma va pensata fin dall’inizio come parte integrante dell’azione.

Ci siamo inoltre soffermati sui destinatari dell’impatto — committenti, finanziatori, partner — e su come la narratività debba dialogare con questi interlocutori.

Successivamente, Ludovico Spagnolo e Arianna Gaia di Forestae hanno approfondito il ruolo dei social media come strumenti che, negli ultimi anni, hanno dimostrato un grande potenziale per le organizzazioni, entrando in modo sempre più strutturato nelle strategie di comunicazione.

Attraverso un’attività laboratoriale, abbiamo approfondito come utilizzare i social in ottica di impatto, riflettendo su come comunicare efficacemente con il pubblico e coinvolgere gli stakeholder.

Durante il laboratorio, i gruppi di lavoro si sono presentati raccontando chi sono, di cosa si occupano e quale impatto genera la loro organizzazione. A partire da casi studio, ci siamo concentrati sull’individuazione dell’impatto ricercato e generato e sulle categorie di stakeholder coinvolti. Sono emerse idee di contenuto per valorizzare l’impatto agli occhi degli stakeholder selezionati, coinvolgerli e generare impatto attraverso i social.

Un’occasione preziosa per confrontarci su come comunicare l’impatto e, al tempo stesso, generare impatto attraverso la comunicazione.

OP4Impact: il secondo incontro 2026 rafforza il percorso di co-progettazione

Giovedì 19 febbraio, presso il Cottino Social Impact Campus, si è svolto il secondo incontro dell’anno della Comunità di pratica Op4Impact.


L’appuntamento si inserisce nel percorso di co-progettazione OP4Impact 2026, che coinvolge i quattro Ordini professionali membri della Comunità: l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo. Il processo è accompagnato e facilitato da Caterina Soldi del Cottino Social Impact Campus.

Innovazione e trasformazione sono le direttrici che guidano il lavoro del gruppo. L’incontro è stato dedicato a una riflessione sul ruolo della Comunità di pratica in relazione all’economia sociale, al Piano Metropolitano e al contributo che i professionisti possono offrire in coerenza con i principi e gli obiettivi strategici delineati nel Manifesto Op4Impact. Un momento per avanzare nel percorso di definizione del valore aggiunto della Comunità e della sua capacità di tradurlo in pratiche operative.

Nel corso dell’incontro è intervenuto Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact e Advisor Scientifico del Cottino Social Impact Campus, che ha approfondito il framework dell’economia sociale in una prospettiva nazionale e internazionale.

L’intervento ha offerto una panoramica del contesto europeo e italiano, con riferimento ai principali sviluppi politici e normativi, evidenziando il ruolo dell’Italia come uno degli ecosistemi più rilevanti nel panorama europeo. L’economia sociale è stata inquadrata come un insieme eterogeneo di attori che, attraverso modalità differenti, cooperano nella produzione congiunta di valore economico e sociale.

A seguire, guidati da Caterina Soldi, i partecipanti hanno preso parte a un’attività laboratoriale articolata in sottogruppi, finalizzata a esplorare come gli Ordini professionali possano accompagnare le organizzazioni nei processi di innovazione sociale e a individuare le principali leve strategiche e le domande emergenti provenienti dall’economia sociale.

I leader internazionali dell’economia sociale si sono riuniti a Torino per rafforzare il ruolo dell’impact economy in Italia e in Europa

Si è svolto oggi, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi di Torino, il forum “Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice”, promosso dalla Camera di commercio di Torino, da Torino Social Impact e dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO), in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale.


L’evento è stato preceduto, nella serata del 19 febbraio, dall’illuminazione della Mole Antonelliana in arancione, con le grafiche della campagna Business, Social, One Vision, ideata da Marco Rubiola, per promuovere una narrazione capace di valorizzare il carattere innovativo degli argomenti al centro del forum e per affermare il messaggio chiave dell’iniziativa: impresa e impatto sociale non sono mondi separati, ma parti di un’unica visione di futuro.

A Torino si sono date appuntamento alcune delle principali voci istituzionali, europee e internazionali dell’economia sociale, confermando il ruolo crescente di questo modello come leva strategica per coniugare competitività economica, sostenibilità e giustizia sociale. Il forum si è affermato come un importante momento di confronto sul contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella costruzione di economie più inclusive, resilienti e orientate ai diritti umani e civili.

In una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, segnata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal rafforzamento delle politiche europee e globali, il forum ha offerto uno spazio di riflessione sulle opportunità e sulle sfide emergenti in un contesto internazionale caratterizzato da trasformazioni geopolitiche e cambiamenti nelle priorità strategiche dell’Unione Europea.

Al centro del dibattito, il ruolo dell’economia sociale come motore di innovazione e competitività, capace di integrare obiettivi economici e sociali, di contribuire a una politica di transizione più giusta e di giocare il ruolo di vera e propria infrastruttura democratica in un momento segnato da incertezze e nuove pressioni geopolitiche.

L’economia sociale rappresenta oggi una componente strutturale e in costante espansione del sistema economico europeo. Nei Paesi dell’Unione Europea, questo comparto genera un fatturato complessivo pari a circa 912,9 miliardi di euro, contribuendo per il 6,5% al PIL dell’UE e coinvolgendo 13,6 milioni di occupati distribuiti in circa 4,3 milioni di organizzazioni.

Le attività si concentrano principalmente nei servizi sociali, nella sanità, nell’istruzione, nella finanza etica e nell’agricoltura, ambiti in cui l’obiettivo economico si integra con finalità sociali e collettive. Negli ultimi quindici anni il settore ha registrato una crescita media annua compresa tra il 2% e il 2,5%, confermando la propria capacità di espansione e resilienza anche in contesti economici complessi (OECD 2025; Commissione europea 2024, 2025; Social Economy Europe).

In Italia, l’economia sociale assume un ruolo altrettanto significativo, con un valore aggiunto lordo stimato in 52,6 miliardi di euro, pari a circa il 3,5–4,0% del PIL nazionale. Il settore impiega tra 1,53 e 1,9 milioni di lavoratori retribuiti e comprende un numero di organizzazioni attive compreso tra 360.000 e 450.000 unità. Anche nel contesto italiano, i principali ambiti di intervento includono i servizi sociali, la sanità, l’istruzione, la finanza mutualistica, l’agricoltura e le attività legate alla tutela ambientale. I dati evidenziano inoltre una dinamica di crescita rilevante nel lungo periodo: tra il 2011 e il 2021 il valore aggiunto è aumentato del 25%, mentre l’occupazione è cresciuta del 13,8%, a conferma del rafforzamento progressivo del settore e della sua crescente incidenza nel sistema economico nazionale (Euricse 2023; Terzjus 2024; Unioncamere 2024).

A livello territoriale, il Piemonte rappresenta una delle regioni italiane più dinamiche in questo ambito. Nel 2024, il valore economico complessivo dell’economia sociale regionale è stimato intorno ai 5 miliardi di euro, pari a circa il 4,5–5% del PIL regionale, con un numero di occupati compreso tra 110.000 e 120.000 persone. Le cooperative sociali attive sono circa 950 e generano un fatturato complessivo di circa 1,8 miliardi di euro. I principali settori di attività includono il welfare, la sanità, l’educazione, l’agricoltura, la tutela ambientale e i progetti di rigenerazione urbana.

All’interno di questo contesto, la città di Torino si configura come uno dei principali poli dell’economia sociale a livello nazionale. Il valore economico complessivo del settore è stimato in circa 3,1 miliardi di euro, corrispondente al 4,8–5,0% del PIL metropolitano, con circa 70.000 addetti. Le cooperative sociali attive sono 448 e generano un fatturato di circa 1,13 miliardi di euro. Considerando l’insieme delle cooperative e delle cooperative sociali, il fatturato complessivo raggiunge circa 2,8 miliardi di euro, con oltre 42.000 addetti coinvolti. I principali ambiti di attività a Torino comprendono il welfare, la cultura, l’economia circolare, la finanza d’impatto e l’innovazione sociale, confermando il ruolo della città come laboratorio avanzato di sperimentazione e sviluppo di modelli economici orientati all’impatto sociale (Euricse; Unioncamere Piemonte; RUNTS; Legacoop).

Nell’area metropolitana torinese, se consideriamo il perimetro allargato dell’economia sociale che, oltre alle Imprese sociali e cooperative sociali (549), alle Società di mutuo soccorso (43), alle Associazioni di promozione sociale (2307), alle Organizzazioni di volontariato (1399), agli altri enti del terzo settore (621) agli Enti filantropici (32), include anche quei nuovi modelli di impresa che integrano elementi di impatto sociale come le società benefit (256) e le startup a vocazione sociale (26), contiamo un numero totale di oltre 5200 soggetti operanti, che sale a quasi 5900 se consideriamo anche le società cooperative (657).

Nel complesso, questi dati evidenziano come l’economia sociale costituisca un settore rilevante non solo per la sua dimensione economica, ma anche per la sua capacità di generare occupazione, promuovere coesione sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile a livello europeo, nazionale e locale.

Il forum è stato aperto dagli interventi delle istituzioni territoriali impegnate per l’economia sociale, in particolare: Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino, Chiara Foglietta, Vicesindaca con deleghe all’Innovazione, transizione digitale, clima e mobilità, Città di Torino, Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Silvio Magliano, Consigliere della Regione Piemonte.

Successivamente, dopo il discorso di apertura di Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact, il dibattito ha visto la partecipazione di relatrici e relatori di primo piano, tra cui Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale; Silvia Roggiani e Lorenzo Malagola, Deputati; Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea; Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe; Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro; Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities dell’OCSE; Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani; Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE; Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà; Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa del Governo della Spagna; Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe; e Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO.

Inoltre, sono state illustrate alcune iniziative e rapporti come il Documento Programmatico Congiunto per promuovere un’economia dei diritti umani attraverso l’economia sociale e solidale della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale (UNTFSSE), del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani e della Coalizione mondiale per la giustizia sociale e l’economia sociale, il Rapporto dell’OECD-OCSE intitolato “Social Economy in Europe Contributing to Competitiveness and Prosperity” e il Rapporto Economia Sociale 2025: Evidenze, Sfide e Traiettorie per l’Italia pubblicato dall’Euricse.

L’elevato livello dei contributi e la dimensione internazionale del confronto hanno rappresentato un ulteriore riconoscimento del posizionamento di Torino come uno dei principali ecosistemi europei dell’economia sociale e dell’impact economy.

A questo proposito, Massimiliano Cipolletta, Presidente della camera di Commercio, principale ente promotore di Torino Social Impact e dell’iniziativa, ha dichiarato:

“La presenza a Torino dei leader mondiali dell’economia sociale è un riconoscimento del lavoro di posizionamento svolto in questi anni dalla Camera di commercio di Torino per promuovere il nostro territorio come un modello in cui competitività e coesione sociale crescono insieme, non sono alternativi ma interdipendenti. Siamo orgogliosi di aver agito come pionieri, guidando questo percorso sin dal 2005 con la nascita dell’Osservatorio per l’Economia Civile presso l’ente camerale. Questo impegno è proseguito poi con il Comitato Imprenditorialità Sociale nel 2016 e la nascita di Torino Social Impact, piattaforma generativa di progetti fortemente innovativi, fino a consolidarsi, insiemealla Città Metropolitana, nella recente approvazione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030”.

La città si distingue infatti per la presenza di un sistema dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni pubbliche, attori privati, finanza a impatto, filantropia e centri di ricerca, impegnati nella promozione di modelli economici sostenibili e inclusivi.

In questo contesto opera Torino Social Impact, piattaforma nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio di Torino e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca.

L’ecosistema ha contribuito allo sviluppo di iniziative innovative come la Borsa dell’Impatto Sociale e all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, rafforzando il ruolo del territorio come laboratorio di innovazione sociale.

Torino conferma inoltre la propria vocazione internazionale grazie alla presenza, dal 1964, del Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO), impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nello sviluppo delle competenze per la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.

Il forum si inserisce nel percorso avviato con la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision, lanciata da Torino Social Impact nel 2025 per promuovere una visione integrata dell’economia, capace di unire mondo profit e non profit e di valorizzare il ruolo dell’impact economy come modello per il futuro.

Il successo dell’evento conferma la centralità di questa visione e rafforza l’impegno degli attori coinvolti nel promuovere l’economia sociale come pilastro strategico per uno sviluppo equo e sostenibile.

I3P Startup Academy 2026

L’iniziativa è orientata a offrire un punto di partenza e le conoscenze fondamentali per costruire un nuovo progetto imprenditoriale basato su una soluzione tecnologica: alle tre edizioni precedenti dell’iniziativa hanno partecipato oltre 140 aspiranti imprenditori e imprenditrici, che hanno poi dato vita a più di 15 progetti di business. 


Da dove si comincia per trasformare un’idea in un business di successo? Quali step occorre seguire per fondare una startup innovativa? Come si compone un team con cui affrontare la sfida di un progetto d’impresa basato sulla tecnologia? Sono alcune tra le principali domande che si pongono tutti coloro che si affacciano per la prima volta al mondo dell’imprenditoria innovativa, e a cui darà risposta l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) nella quarta edizione di I3P Startup Academy.

Il percorso formativo di quest’anno, come sempre gratuito, si articolerà in sette appuntamenti in programma da marzo a giugno 2026.

Le candidature online per partecipare all’Academy sono già aperte e si chiuderanno martedì 10 marzo 2026, con una pre-selezione iniziale sulla base del rispetto dei requisiti per la partecipazione e un secondo step conoscitivo prima della selezione finale. Il percorso prevede un massimo di 40 posti disponibili in totale.

Come creare una startup

L’obiettivo del percorso offerto da I3P è supportare gli aspiranti startupper nella loro fase più early, aiutandoli a dare una forma concreta a un’idea innovativa, conoscere altri profili con cui poter assemblare un team dalle competenze complementari e avviare il processo di customer discovery, con focus sulle tecniche di validazione del progetto imprenditoriale e di esame del mercato a cui questo si potrebbe potenzialmente rivolgere.

Il corso sarà articolato in 7 workshop in presenza e seguirà una modalità interattiva: ogni sessione sarà basata su pillole di preparazione teorica, business game e momenti di confronto con ospiti esperti – tra cui founder di startup e scaleup, investitori e mentor di settore – che racconteranno in modo pratico come nasce una storia imprenditoriale di successo.

Anche quest’anno, infatti, l’incubatore intende dare vita a un clima dinamico e appassionante, che favorisca la collaborazione dei partecipanti, l’acquisizione dei concetti base dell’approccio lean startup e la possibilità di conoscere nuovi possibili co-founder con cui plasmare le imprese innovative di domani.

I destinatari dell’iniziativa

Il percorso della I3P Startup Academy 2026 è rivolto alle persone dai 18 ai 40 anni. Possono partecipare sia team già formati – da un massimo di 3 persone – con una prima idea per una futura impresa innovativa, sia singoli individui che ancora non hanno un progetto specifico, ma che vorrebbero mettersi in gioco aggregandosi a gruppi esistenti o crearne di nuovi. In particolare, il target ideale dell’iniziativa è quello dei professionisti, neolaureati e studenti con un forte spirito imprenditoriale, preferibilmente con un background nel mondo della ricerca oppure con precedenti esperienze come manager o come startupper.

Una delle finalità peculiari del percorso è mettere in contatto persone con competenze diverse, per integrare i gruppi di lavoro già esistenti o in alternativa per dare vita a formazioni inedite. Per riuscire in questo intento occorre che i partecipanti desiderino realmente dialogare e discutere – tanto con tutor e mentor, quanto tra loro – e che siano quindi disposti a condividere le proprie idee e abilità con gli altri aspiranti startupper.

L’iniziativa dell’Academy, inoltre, si pone l’obiettivo di offrire pari opportunità di incontro, formazione e consulenza a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso di creazione di una startup, con particolare attenzione all’imprenditoria femminile e al supporto dei team composti da donne founder, per favorire il loro aumento nel mondo dell’innovazione. Aspiranti imprenditrici, l’incubatore I3P non vede l’ora di conoscervi e accompagnare le vostre idee innovative verso il successo!

Il programma del percorso

Gli incontri della I3P Startup Academy si svolgeranno di sabato mattina, dalle 09:00 alle 13:00, in sette date già fissate: 28 marzo11 aprile18 aprile9 maggio16 maggio30 maggio6 giugno 2026. Tutti gli incontri si terranno esclusivamente in presenza, in location alternate come la sede di I3P e gli spazi di due enti partner dell’iniziativa: Feat. House, il social business club di Feat. Ventures, e OGR Tech, l’hub dell’innovazione e della tecnologia delle OGR Torino. La partecipazione all’Academy è interamente gratuita.

In fase di candidatura, agli interessati viene richiesta la disponibilità a seguire l’intero percorso con costanza e dedizione, arrivando a costruire un progetto imprenditoriale da presentare all’incontro conclusivo, in maniera da poter trarre il meglio dal ciclo di workshop e mettere a frutto l’opportunità che offre. Tra una sessione e l’altra, inoltre, sarà richiesto ai partecipanti di svolgere delle attività finalizzate a testare e validare la propria idea d’impresa: ciò significa che nelle settimane dell’Academy gli aspiranti startupper dovranno investire il proprio tempo per applicare i concetti, le nozioni e gli spunti acquisiti durante gli appuntamenti del percorso.

Per candidarsi a partecipare a I3P Startup Academy 2026 occorre compilare l’apposito form online entro al massimo martedì 10 marzo, ma è bene farlo prima possibile perché il secondo step di valutazione andrà completato entro i giorni immediatamente successivi. Le candidature accolte verranno confermate entro il 19 marzo, in tempo utile per il primo workshop di sabato 28 marzo.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sui dettagli del programma è possibile scrivere all’indirizzo e-mail dedicato academy@i3p.it.

Un’opportunità unica per i giovani changemaker: GenC x TTTECH | Future Ready. Together.

Un weekend di confronto, co-creazione e networking per immaginare insieme come la tecnologia possa essere davvero al servizio delle persone.


Hai tra i 14 e i 24 anni e ti appassionano tecnologia, innovazione digitale e intelligenza artificiale? Vuoi confrontarti con giovani da tutta Europa su come costruire un futuro più umano, sostenibile e inclusivo?

GenC x TTTECH | Future Ready. Together. è l’iniziativa promossa da Ashoka in collaborazione con TTTech che riunirà 30 giovani europei per un’esperienza internazionale a Bressanone (Bolzano) nell’ottobre 2026.

Scopri tutti i dettagli e candidati ora visitando la pagina ufficiale dell’iniziativa.

Il Social Impact Prize: l’opportunità per le startup che vogliono cambiare il sistema

L’iniziativa è rivolta a realtà con un MVP o in fase di prima validazione, che affrontano le cause profonde delle sfide sociali con modelli sostenibili e scalabili. Non si tratta solo di un riconoscimento economico, ma di un vero percorso di crescita.


Ashoka Italia insieme a a|cube, lancia il Social Impact Prize, un premio dedicato a startup early-stage e team imprenditoriali che sviluppano soluzioni innovative capaci di generare impatto sociale e ambientale sistemico nel bacino del Mediterraneo.

Cosa offre il Prize

  • Grant non diluitivo da 20.00 €
  • Programma di capacity building e mentoring personalizzato
  • Accesso al network internazionale di Ashoka
  • Visibilità europea e opportunità di connessione con investitori

Fino a 20 startup accederanno al percorso di formazione; tra queste, fino a 5 finaliste parteciperanno all’evento internazionale conclusivo, dove verrà selezionato il progetto vincitore.

Se stai costruendo un’impresa che punta a trasformare il sistema, questa è l’occasione per accelerare il tuo impatto.

Scopri tutti i dettagli e candidati visitando il sito ufficiale della call.

Capitali per l’innovazione e la crescita: presentazione del nuovo modello Basket Bond Piemonte

Martedì 24 febbraio 2026, dalle 9.00 alle 11.30, presso la Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, si terrà l’evento “Capitali per l’innovazione e la crescita – Il nuovo modello Basket Bond Piemonte e il progetto FI4INN”.


L’iniziativa conferma l’impegno congiunto delle istituzioni regionali e degli operatori finanziari nel creare nuove opportunità di crescita per il sistema imprenditoriale piemontese. Al centro dell’incontro la presentazione del nuovo modello Basket Bond Piemonte agli stakeholders, un’iniziativa strategica pensata per facilitare l’accesso delle PMI al mercato dei capitali, in sinergia con gli strumenti regionali di finanza innovativa a supporto delle imprese.

Dopo l’accoglienza dei partecipanti, i saluti istituzionali saranno affidati a Michele Vietti, Presidente di Finpiemonte S.p.A.Elena Chiorino, Vicepresidente della Regione Piemonte, e Andrea Tronzano, Assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Piemonte.

A seguire, Mario Alparone, Direttore Generale di Finpiemonte S.p.A., illustrerà il nuovo modello Basket Bond Piemonte e il progetto FI4INN. Il programma prevede inoltre approfondimenti sul ruolo di Mediocredito Centrale, con l’intervento di Lorenzo Coletta, e sulla struttura tecnica del modello, a cura di Enrico Duranti, Presidente ADB – Corporate Advisory e Matteo Bertolini, Direttore Operativo Sinloc Investimenti SGR.

L’incontro si concluderà con un focus sul supporto della Regione Piemonte agli strumenti di finanza innovativa, affidato a Paolo Furno, Responsabile Promozione dello sviluppo economico e accesso al credito per le imprese – Competitività del Sistema Regionale.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione su Eventbrite.

Bench-Mark | Ep. 103 – Essenzialmente Formazione

Se l’economia d’impatto vuole generare cambiamento reale, deve partire anche dal lavoro.

È da qui che nasce Essenzialmente Formazione, partner dell’ecosistema Torino Social Impact che costruisce percorsi su misura per aziende, lavoratori e persone in cerca di nuove opportunità.

Dall’apprendistato alla consulenza manageriale, ogni attività è pensata per accompagnare crescita e trasformazione.

Ce lo racconta Isabella Obialero, Amministratrice Delegata.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

5 marzo 2026 — Torino ospita «CONTRO»: imprese e organizzazioni insieme contro la violenza di genere

Un evento pubblico e partecipativo per costruire contesti di lavoro più sicuri e comunità più giuste organizzato da Amapola.


La violenza di genere non è un’emergenza isolata, ma un fenomeno sistemico che attraversa la società, si annida nei linguaggi e nei comportamenti quotidiani. Da questa consapevolezza nasce “CONTRO”, l’evento culturale e partecipativo promosso da Amapola Società Benefit che il 5 marzo 2026 porterà a Torino una riflessione urgente sul ruolo delle organizzazioni nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio dellaCittà Metropolitana di Torino, di Torino Social Impact, dell’Unione Industriali di Torinoe della Camera di Commercio di Torino, ed è realizzata in collaborazione con l’Università di Torino, insieme a UniToGO e CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere, e con Fondazione Libellula in qualità di partner scientifici.

L’evento è sostenuto dal CSI Piemontee da Roquette Italia.

Partner tecnico con l’interpretariato LIS: Dotwords.

L’analisi e raccolta delle pratiche aziendali

I luoghi di lavoro non sono solo spazi produttivi: sono ambienti relazionali, culturali, sociali. Per questo motivo, le imprese possono e devono avere un ruolo attivo nel contrasto alla violenza di genere, promuovendo modelli equi, relazioni rispettose e politiche concrete di prevenzione. Possono essere punti di riferimento per le persone che le vivono ogni giorno e nodi strategici nel tessuto delle comunità.

Elemento distintivo del progetto “CONTRO”  è la realizzazione di un’analisi e raccolta strutturata delle policy e delle iniziative aziendali che affrontano la violenza di genere all’interno dei contesti organizzativi. Un lavoro che darà forma a un white paper costruito in collaborazione con le imprese, pensato per raccogliere esperienze, approcci e strumenti operativi già esistenti e individuare linee guida e traiettorie di sviluppo condivise.

Il documento sarà presentato proprio durante l’evento del 5 marzo e costituirà la base per un confronto a più voci tra professioniste e professionisti del mondo del lavoro, della ricerca e delle istituzioni, con l’obiettivo di dare concretezza a un impegno collettivo su un tema ancora troppo spesso relegato alla sfera privata.

Un evento partecipativo per costruire alleanze

La giornata si articolerà in una mattinata di lavori (ore 9:00–13:00) ospitata dal CSI Piemonte presso CSI Next (Corso Unione Sovietica, 216) aperta al pubblico, con interventi di esperte ed esperti, presentazione dei dati della ricerca, una tavola rotonda tematica e una sessione partecipata di design thinking, seguiti da un momento di networking informale.

“CONTRO” intende attivare un confronto tra pari e incoraggiare forme di alleanza concreta tra aziende, istituzioni e comunità, per immaginare e realizzare contesti professionali basati sul rispetto, sull’equità e sulla prevenzione.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un crescente interesse verso la sostenibilità sociale e la cultura della responsabilità, offrendo a chi partecipa una cornice di approfondimento qualificata, occasioni di dialogo interdisciplinare e l’opportunità di contribuire a una narrazione diversa e trasformativa su un tema ancora troppo sottovalutato nei contesti organizzativi.

Una sfida culturale condivisa

«Pensiamo che il contrasto alla violenza di genere passi anche dalla capacità di trasformare dati e testimonianze in strumenti di cambiamento» spiega Micol Burighel, Responsabile comunicazione di Amapola Società Benefit. «“CONTRO” non intende fotografare solo l’esistente, ma si propone di costruire visioni possibili: nuovi modelli di leadership, politiche inclusive, ambienti di lavoro che sappiano riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza, visibile e invisibile. Il tutto con solidi partner istituzionali e scientifici e un approccio partecipativo e di condivisione delle conoscenze e delle esperienze».

L’evento rappresenta un’opportunità per rafforzare un’alleanza ampia e trasversale tra attori pubblici e privati, in un momento in cui il posizionamento delle imprese sui temi della giustizia sociale e dell’equità di genere non è più rimandabile, né sul piano valoriale né su quello strategico.


Informazioni aggiornate sul programma, l’agenda e le modalità di partecipazione sono disponibili e sin aggiornamento sulla pagina dedicata.

IMPACT DEAL torna: guidare innovazione, crescita e impatto misurabile

Nato per sostenere organizzazioni che coniugano innovazione tecnologica e impatto sociale e ambientale misurabile, Impact Deal offre un percorso di crescita unico che combina accesso esclusivo ai dati, mentorship personalizzata, partnership strategiche e opportunità di investimento.


Il kick-off della quarta edizione di Impact Deal si terrà alle OGR Torino il 12 e 13 febbraio, con la partecipazione delle 30 startup selezionate per la prima fase del programma (qui il link alla lista). Nei prossimi due mesi, le startup prenderanno parte a un percorso di training e mentoring volto a definire i loro bisogni di sviluppo e a individuare possibili sinergie con i membri del Data Club. L’obiettivo finale di questa fase sarà selezionare le 15 startup che accederanno alla seconda fase del programma.

Promosso da Fondazione CRT e OGR Torino, gestito dal Consorzio TOP-IX con la supervisione scientifica della Fondazione ISI, il programma si colloca all’incrocio tra tecnologia, impatto e open innovation, consolidandosi come piattaforma di riferimento per l’innovazione data-driven.

Una piattaforma europea dove i dati incontrano l’impatto

Giunto alla sua quarta edizione, Impact Deal si conferma un punto di riferimento per l’accelerazione di imprese ad impatto basata sui dati. Attraverso il Data Club, una rete di aziende e istituzioni che mettono a disposizione dataset reali, testbed e opportunità di proof of concept (PoC), i partecipanti possono sviluppare e scalare soluzioni innovative capaci di rispondere alle grandi sfide globali.

Quest’anno il Data Club si arricchisce della partecipazione di 12 corporate partner che metteranno a disposizione i propri dati per accelerare lo sviluppo delle startup coinvolte nel programma.

Cos’è Impact Deal

Impact Deal è un programma europeo di accelerazione data-driven dedicato a imprese ad impatto sociale e ambientale. Supporta startup, scaleup e organizzazioni non profit ad alto potenziale che uniscono innovazione e impatto misurabile, offrendo accesso a dati strategici, mentorship su misura e partnership industriali per favorire la crescita e amplificare l’impatto, in coerenza con gli SDGs delle Nazioni Unite.

Sorprese al Gazebo forbito Sambuy per “M’illumino di meno”

Venerdì 13 febbraio

Giardino forbito apre le porte ad un laboratorio in cui i bambini potranno creare dei coloratissimi quadretti di carnevale attraverso la tecnica del collage, utilizzando carte, bottoni, ritagli e tanti altri materiali.

Mentre i piccoli artisti daranno vita alle loro opere, le mamme e i papà potranno rilassarsi sfogliando un libro del bookcrossing e gustando vini delle eccellenze del territorio e prodotti locali all’interno del Gazebo forbito Sambuy.

Sabato 14 febbraio “Kiss Point al Gazebo Forbito Sambuy”

In occasione della festa degli innamorati, sabato 14 febbraio 2026 il Gazebo forbito Sambuy si trasforma in una cornice di candele e luce soffusa, emozione e sensi. Sotto il grande vischio nel gazebo, che inaugura un Kiss Point permanente, coppie innamorate sono invitate a condividere un brindisi a lume di candela e un bacio al buio con un gesto poetico che accende il dialogo tra sentimento e atmosfera, in un’esperienza unica e coinvolgente.

Con un laboratorio a cura di Beesù saranno creati lucidalabbra di cera e per baci perfetti e brindisi speciale sarà proposto con i vini dell’azienda Roccassanta, del vignaiolo ed enologo non vedente Pietro Monti le cui storie di vita e di passione rendono questo momento ancora più significativo. Pietro ha infatti perso la vista a seguito di un incidente stradale, ma ha scelto di continuare a dedicarsi alla viticoltura con rinnovata energia e un’intuizione sensoriale che va oltre il visivo, e il suo vino porterà così i partecipanti nel cuore delle sue vigne e nella cura di ogni bottiglia, apprezzabile con tutti i sensi, per un viaggio di fragranze, sapori e emozioni che supera ogni barriera fisica.

Le etichette della cantina Roccassanta sono perciò simbolo di inclusività: alcune portano la scritta in carattere braille, rendendo l’esperienza della degustazione più accessibile e sensoriale anche alle persone con disabilità visive.

Durante la serata verranno realizzati scatti fotografici dedicati alla magia dell’evento. Le immagini saranno poi presentate ufficialmente in occasione di “M’illumino di meno” lunedì 16 febbraio, amplificando così il valore simbolico di una luce che si spegne per accenderne una più intensa, quella del cuore.

Lunedì 16 febbraio

Ascolta la diretta e vieni a festeggiare “Mi illumino di meno” al Gazebo forbito Sambuy dalle ore 16.30.

Nuovo Master Unito di II livello in Social Innovation

Il nuovo Master di II livello in Social Innovation (MBA) dell’Università di Torino è sviluppato da IUSEFOR e SAA – School of Management, in collaborazione con il Forum Terzo Settore Piemonte e altre reti del territorio.


Il Master prevede 432 ore di lezioni (frontali, laboratori, workshop) e 300 ore di tirocinio, formando professionisti nelle aree di: progettazione, design thinking, strategia e comunicazione, leadership e facilitazione, gestione del Terzo Settore, impact management, ESG, sustainability reporting, economia delle reti, analisi dati e digital transformation.

Questa nuova iniziativa formativa integra, che oltre al percorso di formazione accademica, giuridica e manageriale, l’acquisizione di certificazioni (Cepas – Bureau Veritas: Chief Value Officer CSRD e Valutatore d’Impatto) e l’esperienza sul campo tramite tirocinio. Il programma è pensato per formare i futuri leader dell’innovazione sociale, sviluppando profili in grado di operare con efficacia e su più livelli all’interno di contesti sempre più dinamici e complessi.

Nell’ambito del nuovo Master, Torino Social Impact collabora con l’Università degli Studi di Torino — Dipartimento di Management al fine di coinvolgere il vasto ecosistema degli oltre 400 partner.

Chiediamo quindi a tutte le realtà associate di contribuire compilando il Questionario dei Fabbisogni Formativi a questo link.

Le indicazioni permetteranno di orientare didattica, casi studio e laboratori in modo che il Master possa mettere a disposizione dell’ecosistema profili preparati a portare valore concreto nelle fasi di analisi, progettazione, gestione e monitoraggio delle attività sociali.

Le candidature restano aperte fino al 13 marzo 2026, con avvio delle lezioni l’8 maggio 2026.

Per approfondimenti è possibile scrivere a mastermbasocialinnovation@unito.it

8 febbraio 2026 — Mercato della Biodiversità Googreen

Dopo i primi appuntamenti di gennaio, il Gazebo forbito Sambuy si riscalda e intensifica le attività: da questo mese il prezioso presidio del parco offrirà un calendario anche settimanale fitto di incontri che progressivamente saranno svelati sui canali social.


Domenica 8 febbraio anticipa la stagione il Mercato della Biodiversità Googreen, nel consueto l’appuntamento della seconda domenica del mese.

Dalle 10:00 alle 18:00, il giardino ospiterà produttori locali e artigiani; l’allestimento, in pieno stile carnevalesco, sarà quanto più variopinto e proporrà eccellenze ortofrutticole ma anche oggettistica in vetro riciclato e artigianato sostenibile.

Programma 

  • Dalle ore 11:00: Laboratorio per bambini. I più piccoli si trasformeranno in animali fantastici usando immaginazione e materiali di riuso.
  • Dalle ore 15:30: Laboratorio con Beesù di Monica Fissore dal titolo “E’ Carnevale! MASCHERIAMOCI”. Prendendo ispirazione dalle forme e dai colori delle farfalle, i partecipanti creeranno una maschera originale scoprendo curiosità su questi insetti fondamentali per l’impollinazione e la biodiversità.
  • Dalle ore 15:00 al tramonto – Rassegna “Sussurri” Torna la rassegna di arte di strada “a tu per tu”: cercate le postazioni tra i veicoli del giardino, seguite la musica o le parole e ci troverete.

Parteciperanno:

  • Pascall Clown
  • Silvia Borello: Attrice, danzatrice e clown, conduce laboratori teatrali e di danza per tutte le età e collabora con diverse compagnie artistiche (Compagnia del Soffione, The Clown Angels). Presenta: “Partire è un po’ fiorire: piccole storie per piccoli incontri”.
  • Poesiaagettone e Nino Carriglio: Uno spazio dedicato alla narrazione orale per piccoli e grandi uditori, un micro-viaggio tra parole, immagini e musica dal vivo. Un piccolo teatro di carta dove l’arte dei cantastorie di strada vive nell’incontro degli sguardi.
  • Poesiaagettone: parole e immagini.
  • Nino Carriglio: musica fiati. Acrobata di strumenti a fiato che impreziosisce lo spazio con la sua energia e forza creativa.

L’evento anima Piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova ed è un presidio di socialità e cultura nel cuore di Torino.

Maggiori informazioni sui canali social di Giardino forbito.

UniCredit e Giffoni Innovation Hub lanciano “Il Dono delle Storie”

UniCredit e Giffoni Innovation Hub lanciano “Il Dono delle Storie”: tre short documentary dedicati alle eccellenze dell’associazionismo italiano. Tre storie, tre territori, un unico racconto corale del cambiamento sociale.


Nasce “Il Dono delle Storie”, il progetto ideato da Giffoni Innovation Hub in collaborazione con UniCredit per sostenere, valorizzare e dare visibilità al lavoro quotidiano delle realtà del Terzo Settore che generano impatto concreto nelle comunità.

L’iniziativa porterà alla realizzazione di tre short documentary, dedicati ad altrettante Organizzazioni selezionate, con l’obiettivo di raccontarne l’impegno sul territorio, la missione sociale e il valore umano che anima il loro operato. Un racconto audiovisivo autentico, capace di esaltare le eccellenze dell’associazionismo italiano e di amplificarne la voce su un palcoscenico nazionale.

“Il Dono delle Storie” nasce dall’incontro tra UniCredit, da anni impegnata nel supporto al Terzo Settore anche attraverso la piattaforma de IlMioDono.it, e Giffoni Innovation Hub, punto di riferimento nel campo dell’audiovisivo e del branded entertainment. Un’alleanza che conferma il ruolo di UniCredit come partner del Terzo Settore, capace di affiancare le organizzazioni non solo dando loro visibilità, ma anche supportandole concretamente nel rafforzamento della raccolta fondi e del coinvolgimento della comunità. Due realtà unite da una visione comune: offrire strumenti, visibilità e opportunità a chi ogni giorno costruisce valore sociale nei territori.

Il progetto, sviluppato da Giffoni Innovation Hub, accompagnerà le Organizzazioni selezionate in un percorso di valorizzazione attraverso lo storytelling audiovisivo, culminando nella produzione di tre short documentary professionali. 

I tre progetti finalisti, che saranno presentati in anteprima nell’ambito di festival nazionali dedicati all’impegno sociale e di festival di cinema di rilevanza internazionale, racconteranno non solo le attività svolte, ma soprattutto le persone, le relazioni e l’impatto generato nelle comunità di riferimento, diventando strumenti di comunicazione istituzionale e di sensibilizzazione a disposizione delle organizzazioni per supportare le proprie attività e campagne.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare la capacità degli Enti del Terzo Settore di comunicare il proprio valore, rendendo il cambiamento sociale visibile, condivisibile e capace di generare nuova partecipazione e sostegno da parte della comunità. In un contesto in cui comunicare significa costruire fiducia, coinvolgere volontari e donatori e rendere sostenibili i progetti nel tempo, il racconto diventa uno strumento strategico di crescita.

A chi è rivolta l’iniziativa

La call è aperta agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, con sede legale e operativa in Italia, costituiti da almeno tre anni e con almeno un bilancio approvato. Particolare attenzione sarà riservata alle realtà di piccole e medie dimensioni, fortemente radicate nel territorio, capaci di lavorare in rete e con potenzialità di crescita e replicabilità dei propri modelli di intervento.

Come partecipare

Le Organizzazioni interessate possono candidarsi online seguendo le indicazioni disponibili sul sito ufficiale del progetto, dove sono raccolte tutte le informazioni su requisiti, modalità di candidatura e tempistiche.

Gli organizzatori

UniCredit, attraverso la piattaforma de IlMioDono.it, offre un sistema semplice e intuitivo per conoscere i progetti sociali delle Organizzazioni aderenti e supportarli attraverso la raccolta delle donazioni.

Giffoni Innovation Hub è il polo creativo e produttivo nato dal Giffoni Film Festival, impegnato nello sviluppo di progetti che uniscono creatività, impatto sociale e nuove generazioni, supportando istituzioni e organizzazioni nel raccontare il cambiamento.

Per ulteriori informazioni
Antonella Passini – press@giffonihub.com

Guida essenziale all’essere Società Benefit: istruzioni per l’uso

Si è svolto il 5 febbraio il primo appuntamento della Comunità di pratica dedicata alle Società Benefit, promossa da Torino Social Impact e realizzata in collaborazione con Unione Industriali, con la co-progettazione delle Società Benefit Amapola, BDFL Torino S.T.P. SRL, Futura Law Firm e Mercato Circolare, e con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.


L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione e prima Comunità di pratica attivata da Torino Social Impact, ha coinvolto complessivamente 27 partecipanti provenienti dall’ecosistema TSI e da Unione Industriali, tra Società Benefit e aziende interessate a comprendere il modello e le sue implicazioni operative nel tempo.

La sessione teorica ha offerto un inquadramento sul modello benefit, con particolare attenzione agli obiettivi di beneficio comune e alla loro integrazione nella Relazione di Impatto. È stato inoltre approfondito come tali obiettivi possano evolvere nel tempo in relazione alla crescita organizzativa e allo sviluppo strategico dell’impresa.

La seconda parte dell’incontro ha coinvolto le organizzazioni in un lavoro guidato sugli SDGs, focalizzato sulla definizione degli obiettivi da inserire nella Relazione di Impatto.

Il quadro normativo e culturale delle Società Benefit

Durante l’incontro, l’intervento di Emanuela De Sabato (Futura Law Firm) ha ripercorso l’origine del modello in Italia, introdotto con la Legge di Stabilità 2016, che ha ampliato l’oggetto sociale delle imprese consentendo di integrare finalità di beneficio comune accanto allo scopo di lucro. Essere Società Benefit non significa svolgere attività filantropiche, ma perseguire il profitto in modo responsabile e trasparente, valutando sistematicamente l’impatto sugli stakeholder e impegnandosi a ridurre gli effetti negativi e amplificare quelli positivi.

È stato sottolineato come la Relazione di Impatto rappresenti un obbligo di legge, deliberato dal consiglio di amministrazione e allegato al bilancio societario, e come il modello Benefit richieda un’evoluzione culturale e organizzativa capace di tradurre i valori in pratiche concrete.

Le testimonianze: dalla formalità alla sostanza

Le esperienze delle organizzazioni partecipanti hanno restituito prospettive operative differenti.

GreenMar, con la testimonianza di Emanuela Barreri, ha evidenziato la sfida di trasformare l’oggetto sociale Benefit in pratica concreta, sottolineando come molte PMI percepiscano ancora il modello come un obbligo normativo più che come una leva strategica.

Va Lentino, attraverso l’intervento di Umberto Ascheri, ha raccontato un percorso di integrazione degli obiettivi di beneficio comune all’interno di un piano strategico quinquennale basato sulla theory of change, con azioni orientate alla rigenerazione di spazi, all’inclusione sociale e all’innovazione culturale.

A chiusura delle testimonianze, è stata proposta un’analisi guidata di un oggetto benefit per individuare criticità e opportunità di miglioramento.

Un laboratorio pratico per definire gli obiettivi da inserire nella Relazione di Impatto 

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata a un’attività laboratoriale durante la quale le organizzazioni sono state suddivise in tre gruppi di lavoro. A ciascun gruppo è stato proposto il profilo di una Società Benefit, con un oggetto statutario ispirato agli SDGs.

Partendo da questi profili, i gruppi hanno analizzato i contenuti statutari per individuare obiettivi annuali concreti di beneficio comune da inserire nella Relazione di Impatto, confrontandosi su coerenza strategica, misurabilità e applicabilità operativa.

L’attività ha favorito uno scambio di prospettive e strumenti, mettendo in evidenza le sfide e le opportunità che accompagnano la traduzione degli impegni statutari in azioni e risultati monitorabili nel tempo.

Bench-Mark | Ep. 102 – Kermasofia

Lo sbilanciamento della conoscenza è una delle disuguaglianze più marcate del nostro tempo.

A Torino, Kermasofia è un’impresa sociale che si occupa di educazione economica e finanziaria per superarle, in particolare quelle di genere.

Giulia Grignani ci spiega come nella violenza economica — esattamente come ogni altra forma di violenza di genere — abbiamo sempre il meccanismo di una vittima e soggetto abusante, che impedisce il controllo sulle proprie finanze.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Città attraversate — Storie e sguardi multiculturali

Un incontro per esplorare il rapporto tra migrazioni e trasformazioni urbane, mettendo in dialogo esperienze e prospettive diverse.


5 febbraio 2026 — Open Incet, piazza Teresa Noce, 17
Orario: 18:30

Che volto assume una città quando la guardiamo dalla prospettiva delle persone con background migratorio?

Partendo dal lavoro culturale e comunitario della Fondazione di Comunità di Porta Palazzo alle pratiche di narrazione e scoperta del territorio che fa Viaggi Solidali attraverso il progetto Migrantour, proveremo a restituire uno sguardo complesso sulla città come luogo di manifestazione della diversità.

Un racconto corale che interroga lo spazio urbano non come semplice sfondo, ma come campo vivo di relazioni, conflitti e possibilità, dove le persone migranti contribuiscono ogni giorno a ridisegnare luoghi, legami e immaginari collettivi.

Ne parleremo con:

  • Rosina Chiurazzi Morales, coordinatrice Migrantour per Viaggi Solidali
  • Souad Maddahi, Fondazione di Comunità di Porta Palazzo

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Space microgravity: un’opportunità per la ricerca e le imprese innovative

L’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P), in collaborazione con il programma ESA BIC Turin, ospiterà un incontro dedicato alle opportunità di ricerca e di business offerte dall’accesso agli ambienti di microgravità, dalle tecnologie innovative sviluppate dalla giovane impresa Space Cargo Unlimited e dalla sua gamma di servizi disponibili per le startup del settore.


Space Cargo Unlimited (SCU), startup europea basata in Lussemburgo e con una sede in Italia dal 2022, è un pioniere nella ricerca e produzione commerciale in microgravità a livello internazionale. Negli ultimi dieci anni, SCU ha sviluppato e realizzato tre missioni spaziali, tra cui due esperimenti di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e un volo di ricerca suborbitale sul New Shepard di Blue Origin. Nel settembre 2025, Space Cargo Unlimited ha raccolto 27,5 milioni di euro con il più grande round di finanziamento di serie A in Europa per la produzione spaziale, guidato da Expansion Ventures e sostenuto da Eurazeo con la partecipazione del Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC) e della Banca Europea per gli Investimenti (EIB).

Il programma di ricerca di punta di SCU, Mission WISE, è stata la prima iniziativa commerciale end-to-end di produzione spaziale incentrata sull’agricoltura e sulle biotecnologie: grazie ad essa, la startup ha acquisito una profonda esperienza nello sviluppo di payload, nell’integrazione di sistemi, nelle certificazioni di sicurezza, nella logistica di lancio e nel recupero post-volo. Su queste basi, SCU ha poi sviluppato BentoBox, una piattaforma scalabile e automatizzata per la ricerca e la produzione in microgravità, e sta realizzando un proprio veicolo, oltre a effettuare voli e lanci con diverse piattaforme in Europa e negli Stati Uniti.

Con un team composto da ex-direttori e ingegneri di Airbus Defence & Space e project manager di agenzie spaziali nazionali, SCU combina competenze aerospaziali con un approccio orientato al commercio, posizionandosi come leader nei servizi di microgravità ad alta frequenza e a prezzi accessibili per promuovere l’industrializzazione spaziale europea. L’entità italiana ha sede a Torino, la “capitale nazionale dello spazio”, ed è supportata dal programma di incubazione ESA BIC Turin, gestito da I3P in collaborazione con il Politecnico di Torino e la Fondazione LINKS. L’azienda sta già collaborando con leader del settore come Thales Alenia Space per lo sviluppo congiunto della prima fabbrica spaziale REV1 e sta attualmente pianificando di ampliare il proprio team e le collaborazioni all’interno della regione nei prossimi mesi.

Come partecipare

L’evento si terrà, in lingua inglese, nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio 2026, dalle ore 16:00 alle 18:00 in presenza presso la Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

  • Ore 16:00 | Accoglienza del pubblico registrato
  • Ore 16:10 | Saluti di benvenuto e introduzione – Leo Italiano, Senior Consultant di I3P e Program Manager di ESA BIC Turin
  • Ore 16:15 | Keynote: “From Earth to Space and back: the benefit of Space and new markets opportunity for SMEs” – Nicolas Gaume, Co-Founder & CEO di Space Cargo Unlimited
  • Ore 17:00 | La roadmap di SCU sulle missioni 2026-2027 e le prossime opportunità per la ricerca, le startup e l’industria – Mathieu Goudot, Chief Revenue Officer di Space Cargo Unlimited
  • Ore 17:45 | Sessione Q&A con il pubblico in sala
  • Ore 18:00 | Conclusioni

Progettazione europea e gender mainstreaming: programmi e buone pratiche

Anche nel 2026 la Comunità di pratica Parità di Genere ha proseguito il suo percorso con un incontro dedicato a “Progettazione europea e gender mainstreaming: programmi e buone pratiche”.


L’appuntamento si è svolto presso gli spazi di Nuova Collaborazione, partner dell’ecosistema, ed è stato co-organizzato con l’Hub Progetti Europei di Torino Social Impact e Impacto Centro Studi, realtà con consolidata esperienza nella progettazione europea.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Monica Cerutti, curatrice della Comunità di pratica, che ha sottolineato come la parità di genere sia un tema trasversale anche nella progettazione europea. Nelle politiche organizzative e nella costruzione dei progetti da candidare ai bandi, è fondamentale promuovere una cultura di cambiamento capace di integrare la dimensione di genere e le tematiche di uguaglianza.

Il confronto ha offerto una panoramica sui principali strumenti, a partire dai Gender Equality Plan, spesso percepiti come un vincolo ma che, se utilizzati correttamente, diventano motori di trasformazione culturale nelle organizzazioni. Monica Cerutti ha spiegato:

“Gender mainstreaming significa far sì che l’approccio di genere non sia confinato a un ambito specifico, ma diventi una lente con cui guardare tutte le politiche. La prospettiva di genere va messa al centro: in tutte le politiche, in tutti i progetti.”

È emerso come il gender mainstreaming migliori la qualità scientifica, aumenti la rilevanza sociale dei risultati e rafforzi l’impatto delle politiche e delle soluzioni sviluppate. È quindi una leva di innovazione e qualità, più che un adempimento formale, capace di generare opportunità e risultati positivi per le organizzazioni.

Successivamente, Alessia Ibba, Project Manager Hub Progetti Europei per l’Economia Sociale di Torino Social Impact, ha illustrato la dimensione teorica in “Progettazione europea, dimensione di genere e gender mainstreaming”, inquadrando i principali programmi europei che includono e valorizzano la dimensione di genere: Erasmus+, CERV e AMIF, evidenziandone approcci, obiettivi e opportunità.

  • CERV – Citizens, Equality, Rights and Values: sostiene società aperte, democratiche, inclusive e basate sui diritti; la parità di genere è sia una priorità autonoma sia un tema trasversale.

  • AMIF – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione: favorisce una gestione equa e solidale della migrazione, garantendo i diritti fondamentali dei migranti; il genere è sia ambito specifico sia principio trasversale, con forte attenzione all’intersezionalità.

  • Erasmus+: promuove apprendimento, inclusione e partecipazione dei giovani; l’uguaglianza di genere rientra nella priorità orizzontale “inclusione e diversità” e nell’obiettivo trasversale del programma.

L’intervento ha quindi approfondito il concetto di gender mainstreaming, illustrando come integrarlo efficacemente nelle candidature e nei progetti europei. Adottato dall’UE dagli anni ’90, il gender mainstreaming integra sistematicamente la dimensione di genere in politiche, pratiche e tutte le fasi di un progetto, smantellando meccanismi di discriminazione e agendo a livello di policy. In particolare, implica:

  • Strategia per l’uguaglianza di genere;

  • Integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche (dalla progettazione alla valutazione);

  • Prevenzione e correzione delle disuguaglianze;

  • Strumento, non obiettivo, con approccio doppio: prospettiva di genere + misure specifiche per eliminare le disuguaglianze.

Nel contesto della Programmazione europea 2021‑27, il gender mainstreaming è un principio fondamentale, integrato in tutte le politiche e finanziamenti comunitari per promuovere la parità di genere. Nella progettazione di una candidatura si considera:

  • Come viene applicato il gender mainstreaming;

  • Composizione e gestione del partenariato;

  • Metodi e strumenti adottati da partner e fornitori;

  • Obiettivi e indicatori per valutare l’integrazione della dimensione di genere.

A chiudere l’incontro, Valentina Crepaldi e Silvia Fazio di Impacto Centro Studi hanno guidato un laboratorio pratico dal titolo “Rendere un’attività di progetto più equa: applicare il gender mainstreaming nella progettazione europea”, concentrandosi sul caso studio VOICES – Migration Stories for Inclusive Policies (CERV Remembrance, sotto-call sul tema delle migrazioni).

Attraverso l’analisi di un caso concreto, i partecipanti hanno applicato i principi del gender mainstreaming, sperimentando approcci, metodologie e strumenti utili. Il laboratorio ha evidenziato l’importanza del pensiero critico nella progettazione e della capacità di astrarsi dal proprio contesto locale per comprendere il quadro più ampio delle politiche e degli obiettivi UE.

Reporting di sostenibilità: come affrontare le sfide del 2026

Webinar di Amapola | giovedì 5 febbraio 2026 | ore 12:00–12:40 | live su Zoom


Nel 2026 il reporting di sostenibilità entra in una fase di riassetto. Le discussioni sull’Omnibus e sulle ipotesi di semplificazione del quadro europeo hanno alimentato una domanda ricorrente: il bilancio di sostenibilità conta ancora, soprattutto quando non esiste un obbligo diretto?

A partire da questa domanda, Amapola organizza il webinar Reporting di sostenibilità: come affrontare le sfide del 2026, un incontro breve e operativo, in forma di dialogo, pensato per fare chiarezza su cosa cambia davvero nel 2026 e su come impostare una rendicontazione volontaria utile alle relazioni con filiere e mondo finanziario.

Nuovo scenario?

Per molte aziende, la risposta non dipende solo dalla normativa. Dipende dal mercato. Anche quando gli obblighi si riducono o si spostano nel tempo, le richieste di informazioni ESG continuano a circolare lungo le catene del valore e nei rapporti con il sistema finanziario. Clienti capofila, funzioni procurement, banche e strumenti di finanza agevolata chiedono dati affidabili, governance chiara, impegni e risultati. In questo scenario, la domanda più utile non è “devo rendicontare?”, ma un’altra, più concreta: quali informazioni mi servono per essere credibile e affidabile per il mercato?

Il webinar è costruito come un dialogo tra Giulia Devani, responsabile Area reporting di Amapola, e Micol Burighel, responsabile comunicazione. In 40 minuti, l’obiettivo è offrire una bussola pragmatica: un inquadramento aggiornato del contesto e un percorso essenziale per costruire un report di sostenibilità snello ma solido, senza appesantire processi e organizzazione.

Programma

Nel primo blocco verrà proposto un rapido aggiornamento sullo scenario 2026, per distinguere ciò che può incidere concretamente sulle scelte delle aziende dalle interpretazioni più superficiali del dibattito normativo.

Il secondo blocco sarà dedicato alle richieste che arrivano dal mercato: catene del valore, clienti capofila e sistema bancario. Verrà inoltre approfondito il ruolo crescente delle informazioni ESG nel dialogo con la finanza.

Il terzo blocco sarà operativo e dedicato all’ABC del report volontario, con un focus sullo standard VSME come riferimento pratico per impostare una rendicontazione proporzionata, credibile e coerente con le aspettative di mercato. L’attenzione sarà posta su cosa fare e cosa evitare, per costruire un documento utile nel tempo e realmente integrato nella strategia aziendale.

Informazioni pratiche

Quando: giovedì 5 febbraio 2026, ore 12:00–12:40
Dove: Zoom (webinar live)
Partecipazione: gratuita, con iscrizione obbligatoria

Iscrizione: https://lp.amapola.it/webinar-le-sfide-del-reporting-nel-2026

Vol.To promuove e indaga l’uso dell’Intelligenza artificiale nel Terzo Settore

È in corso il progetto ISAIA – Innovazione e Sviluppo per le Associazioni con l’Intelligenza Artificiale, dedicato a promuovere la cultura digitale e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del Terzo Settore.


Il progetto, realizzato da Volontariato Torino ETS e finanziato dalla Camera di commercio di Torino,  si concluderà il 30 settembre 2026. Nel corso di questi primi mesi di attività si è stretta una prima collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, in particolare con il Magazine di Intelligenza Artificiale MagIA, da essa promosso.

Il progetto rafforzerà la collaborazione tra gli attori locali e aumenterà la capacità del Terzo Settore di affrontare le sfide digitali, promuovendo una cultura dell’innovazione etica e inclusiva.

In questo periodo è in fase di realizzazione un’indagine conoscitiva  che ha l’obiettivo di raccogliere informazioni su competenze, bisogni e possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel Terzo Settore e costruire insieme le prossime fasi del progetto.

Per partecipare all’indagine, compila questo form

20 febbraio 2026 – I leader mondiali dell’economia sociale arrivano a Torino

Il 20 febbraio 2026, Torino ospita Business, Social, One Vision — Social Economy for Competitiveness and Social Justice, un forum pubblico dedicato al ruolo strategico dell’economia sociale come leva capace di integrare competitività economica e giustizia sociale.


L’evento è promosso dalla Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact e dall’International Training Centre of the International Labour Organization (ITCILO) e si terrà presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi di Torino, in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale.

Relatori di primo piano

Il forum riunirà alcune delle voci più autorevoli a livello istituzionale, europeo e accademico sul futuro dell’economia sociale:

  • Lucia Albano, Sottosegretaria Ministero Economia e Finanze
  • Irene Tinagli, Europarlamentare
  • Juan Antonio Pedreño, Presidente Social Economy Europe
  • Mario Nava, Direttore Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione, Commissione UE
  • Silvia Roggiani, Deputata
  • Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice Imprenditorialità, PMI, Regioni e Città, OCSE
  • Olivier De Schutter, Relatore Speciale ONU su Povertà e Diritti Umani
  • Simel Esim, Presidente Task Force ONU per l’Economia Sociale, ILO
  • Aicha Belassir, Direttrice Generale Economia Sociale, Governo Spagnolo
  • Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia
  • Mario Calderini, Politecnico di Milano, Portavoce Torino Social Impact
  • Gianluca Salvatori, Segretario Generale Euricse
  • Sarah de Heusch, Direttrice Social Economy Europe
  • Paola Babos, Direttrice Aggiunta ITCILO

Insieme a loro, numerosi esperti e protagonisti del settore animeranno il confronto.

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Un momento chiave per l’Italia e le politiche globali

L’iniziativa si colloca in una fase cruciale per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, rafforzata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal consolidamento delle politiche europee e globali, ma anche attraversata da nuove incertezze legate ai cambiamenti dell’agenda strategica e geopolitica dell’Unione Europea.

Al centro del dibattito, il contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nel promuovere una transizione giusta verso un’economia più sostenibile, inclusiva e resiliente.

L’evento approfondirà la comprensione del ruolo dell’economia sociale come motore strategico per integrare la competitività e metterà in evidenza il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. Esplorerà inoltre come l’economia sociale, in un momento in cui l’identità democratica e i valori fondamentali sono sotto pressione e i sistemi politici sono sempre più polarizzati dal predominio del potere rispetto agli approcci cooperativi, offra principi e modelli che fungono da pilastri per rafforzare, praticare e promuovere i valori civici e democratici.

Torino, laboratorio dell’economia sociale

Torino ospita l’evento nella convinzione che i territori siano fondamentali per valorizzare il potenziale dell’imprenditoria a impatto sociale. La città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

In questo contesto si inserisce Torino Social Impact, piattaforma aperta nata nel 2017 e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato vita a progetti innovativi come la Borsa dell’Impatto Sociale e ha contribuito all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

La città ospita inoltre, dal 1964, il Centro Internazionale di Formazione dell’ILO (ITCILO). In quanto parte integrante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Centro è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Nel 2025 Torino Social Impact ha dato vita alla campagna di comunicazione Business, Social, One Vision per promuovere l’economia sociale che da anche il titolo all’evento del 20 febbraio. La campagna vuole esprimere la visione di impatto e di economia di TSI, ossia un’azione sinergica che unisca il mondo profit e non profit, creando un ponte tra i due mondi. L’idea creativa parte dal ritratto di una persona del “domani”, idealmente una potenziale imprenditrice di un un futuro già presente. Un occhio è truccato in chiave più classica, “business”. L’altro evoca la diversità e l’impegno “social“. Entrambe le istanze possono coesistere, come avviene armonicamente in un viso.

La tecnologia cambia la musica

l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) ha organizzato per la sera del 19 febbraio un incontro tematico, “La tecnologia cambia la musica”, coinvolgendo esperti del settore. Appuntamento nella Sala Agorà dell’incubatore.


La tecnologia influisce profondamente sulla vita quotidiana dell’umanità, e la sua progressiva evoluzione determina cambiamenti via via sempre più marcati in molti settori industriali, ruoli professionali e abitudini di tutti i giorni. Anche la musica ha vissuto una continua metamorfosi nell’accompagnare il percorso umano e i suoi avanzamenti tecnologici: sono cambiati più volte non solo gli strumenti e gli stili, ma anche i modi e i metodi con cui la musica viene composta, performata, distribuita e fruita.

Tra le innovazioni che hanno trasformato radicalmente il mondo della musica, le scoperte sull’elettricità e l’invenzione della registrazione sonora hanno dato origine a nuovi mestieri e nuove attività economiche, permettendo a molte persone di vivere della propria musica in maniera completamente diversa da prima, fino all’avvento di internet e delle piattaforme digitali che tutti conosciamo. Negli ultimi anni, la frontiera tecnologica di riferimento è diventata quella dell’intelligenza artificiale, che ha aperto prospettive inedite e sollevato nuovi interrogativi: che cosa vuol dire oggi “fare” musica, rispetto a pochi decenni fa, e quali skill occorreranno per produrla, venderla o promuoverla domani?

Per affrontare questo argomento, a cavallo tra arte e industria con un occhio puntato sull’attualità e al futuro, l’incubatore I3P ha organizzato un incontro tematico, “La tecnologia cambia la musica”, coinvolgendo tre esperti del settore. Davide “Boosta” Dileo, co-fondatore e tastierista dei Subsonica, condividerà le sue esperienze e riflessioni come compositore, produttore ed esploratore del suono; Bruno Ruffilli, Editorial Coordinator di Italian Tech e Senior Editor di La Stampa e Repubblica, offrirà una lettura dei trend osservati nei suoi trent’anni di attività giornalistica specializzata nella tecnologia; Adriano Marconetto, imprenditore, ex-collezionista musicale e autore del volume “Vitamine” (Cicles edizioni), rifletterà sull’evolversi dei modelli di business di chi opera nel mercato musicale.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 19 febbraio 2026, dalle ore 18:30 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 18:30 | Accoglienza del pubblico registrato

Ore 18:40 | Saluti di benvenuto e introduzione

Ore 18:45 | Chiacchierata a tre voci con:

  • Davide “Boosta” Dileo, co-fondatore e tastierista dei Subsonica, compositore e produttore musicale
  • Bruno Ruffilli, Editorial Coordinator di Italian Tech e Senior Editor di La Stampa e Repubblica
  • Adriano Marconetto, Entrepreneur In Residence di I3P e autore di “Vitamine”

Ore 19:45 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 20:00 | Conclusioni

SMART COMMUNITIES CONFERENCE – INTELLIGENZE IN COMUNE Tecnologie, Dati e Impatto per le Comunità del Futuro

La Smart Communities Conference 2026 è un momento di confronto e co-progettazione promosso dal Cluster Tecnologico Nazionale Smart Communities, dedicato a chi opera per lo sviluppo innovativo, sostenibile e inclusivo dei territori.


3 febbraio 2026  –  online
Orario: 9:45 – 13:00

La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali e la presentazione della vision e del piano attività 2026 del Cluster, seguita da un keynote speech di scenario dedicato alle sfide emergenti per le comunità del futuro.

Cuore dell’evento saranno i tavoli di lavoro tematici, pensati come spazi operativi di confronto tra imprese, ricerca, pubbliche amministrazioni e stakeholder, per condividere esperienze, priorità e traiettorie di sviluppo comuni.

Agenda

09.45-10.00 | Accesso dei partecipanti e benvenuto 

10.00-10.10 | Saluti e introduzione - Claudia Porchietto, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale sulle Tecnologie per le Smart Communities 

10.10-10.25 | Smart Communities: vision e piano attività 2026 – Laura Morgagni, Segretario Generale Cluster 

10.25-10.45 |  Keynote Speech – to be announced 

10.45-11.00 | Presentazione Tavoli di lavoro Gianmarco Piola, Cluster Manager 

11.00-12.15 | Tavoli di lavoro 

12.15-12.35 | Plenaria finale: restituzione Tavoli di lavoro – Gianmarco Piola, Cluster Manager 

12.35-12.45 | Smart Communities: conclusioni  

Tavoli tematici

  1. IA per la mobilità e trasporto pubblico locale
    Stato dell’arte e prospettive legate all’utilizzo di intelligenza artificiale in soluzioni per migliorare la qualità e la gestione dei dati per la mobilità e il trasporto pubblico locale.
  2. Strumenti e tecnologie per la qualità dell’aria
    Un confronto tra Pubblica Amministrazione e imprese sulle soluzioni che migliorano concretamente la qualità dell’aria. Il tavolo esplora innovazioni e temi condivisi per supportare città più sane.
  3. Casi d’uso e sperimentazioni per nuovi scenari di mobilità urbana smart e sostenibile
    Condivisione di use case e sperimentazioni sulla mobilità urbana, un ecosistema integrato di infrastrutture, dati e servizi, dove la tecnologia gioca un ruolo chiave per apportare innovazione nei sistemi di trasporto, per un’offerta su misura che connetta i bisogni dell’utenza e delle città
  4. I piccoli comuni come laboratori di innovazione
    Condivisione di esperienze, soluzioni tecnologiche e traiettorie di sviluppo per trasformare i piccoli comuni in Smart Villages.
  5. Sfide e interessi di sviluppo nelle Net-Zero Technologies
    Confronto sulle sfide e opportunità di imprese e città legate a solare, accumulo energetico, batterie, idrogeno, biogas/biometano e cattura della CO₂, per individuare applicazioni prioritarie e ambiti di sviluppo per indirizzare bandi, progetti di innovazione e percorsi di supporto alle PMI europee.
  6. Smart longevity: tecnologie e modelli collaborativi per l’invecchiamento attivo
    Condivisione di interessi, iniziative e soluzioni intelligenti per la qualità della vita nella Silver Age, che possono migliorare concretamente benessere, salute, ricreazione, autonomia e sicurezza nella quotidianità delle persone over 65.

Iscriviti e scegli il tavolo tematico

Metti in gioco il tuo talento: aperta la call Faber 2025/2026

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla settima edizione del concorso nazionale Faber, dedicato ai giovani under 35 impegnati nei settori della creatività digitale, con l’obiettivo di portarli al Fabermeeting 2026 di Torino.


 “Faber – Quando la creatività incontra l’impresa” è un’iniziativa che coinvolge oltre 60 imprese del settore a sostegno dei giovani, dell’innovazione e della creatività digitale in Piemonte. 

È il principale luogo di incontro tra nuovi talenti e imprese che credono nel valore della creatività e nelle potenzialità delle nuove generazioni.

Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è il ruolo attivo delle aziende partner, che mettono in gioco competenze, visione e tempo per individuare nuovi linguaggi, talenti e possibili collaboratori, contribuendo alla crescita di un ecosistema creativo dinamico e aperto.
Faber nasce, infatti, dalla consapevolezza che le imprese creative rappresentano un motore strategico dell’innovazione e della transizione digitale. 

Non a caso, più del 90% dei partecipanti alle ultime edizioni considera Faber una tappa fondamentale del proprio percorso professionale

La sfida si articola in due momenti:

  • Il concorso nazionale, aperto dal 1° dicembre 2025 al 13 marzo 2026, dedicato ai giovani creativi attivi nei settori più innovativi: animazione, design, gaming, realtà aumentata, web, app, IoT e altre aree in crescita. È il primo punto di contatto con le imprese partner, che valutano progetti, portfolio e percorsi.
  • Il premio, che si concretizza al Fabermeeting, in programma il 22 e 23 maggio 2026: due giornate in cui i vincitori incontrano direttamente aziende grandi e piccole, partecipano a workshop guidati dai partner e accedono a premi dall’alto valore economico come tirocini e collaborazioni retribuite, accessi gratuiti a eventi e membership oltre a servizi e ad opportunità reali.

L’evento finale è una grande occasione di connessioni e collaborazione: un luogo dove imprese e giovani talenti costruiscono idee, prototipi e nuove possibilità. L’obiettivo è ampliare il mercato digitale coinvolgendo PMI, artigiani, startup e realtà dell’innovazione sociale, generando domanda di nuovi servizi creativi.

Come racconta il direttore Carlo Boccazzi Varotto:

Il Fabermeeting è soprattutto una grande festa dei talenti digitali. Un evento che sperimenta, anticipa trend e parla i linguaggi di oggi, mettendo al centro il valore delle imprese creative nella transizione digitale. Non a caso sempre più aziende decidono di partecipare attivamente, condividendo competenze e dando una mano concreta ai giovani talenti, edizione dopo edizione, per far crescere e migliorare il progetto”.

Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1200 giovani, collaborato con 250 imprese e premiato 180 progetti. Le sette edizioni hanno raccolto 561 lavori di 732 creativi e ospitato 136 eventi tra workshop, talk e tavole rotonde. I partner sono cresciuti da 14 nel 2008 agli oltre 60 di oggi, formando una comunità impegnata a investire nel futuro della creatività digitale.

Novità 2026

In occasione del ventennale, nasce il percorso speciale “Faber – Back to the Skill | Percorsi di scoperta”, un’iniziativa pensata per rafforzare il dialogo tra formazione, talento e futuro, facendo crescere il ruolo del Fabermeeting come luogo di innovazione, partecipazione e valorizzazione dei talenti emergenti. 

Il progetto è rivolto a giovani tra i 16 e i 29 anni, selezionati attraverso la Call for Action Unlock della Fondazione Compagnia di San Paolo, all’interno del programma Città dell’Educazione 16+.

Il coinvolgimento di questi giovani rappresenta un valore aggiunto significativo per il Fabermeeting poiché la loro partecipazione attiva contribuirà a creare uno spazio dinamico di confronto, scambio e ispirazione. Infatti, attraverso l’incontro diretto con i vincitori del concorso, il percorso offrirà nuove opportunità di orientamento, permettendo ai partecipanti di esplorare competenze, visioni professionali e traiettorie possibili per il proprio futuro.

Inoltre, al seguente link è possibile consultare l’elenco completo ai premi speciali.

L’iniziativa è promossa da SocialTech con il contributo della Camera di commercio di Torino, della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Torino Social Impact, e con il supporto tecnico di Weco Impresa Sociale.

Come partecipare

È possibile candidare lavori individuali o di gruppo realizzati negli ultimi 24 mesi nei seguenti ambiti:

  • Live action e animazione
  • Visual e graphic design
  • Gaming
  • Realtà aumentata e realtà virtuale
  • Comunicazione web, app e social media

I progetti saranno valutati dalle aziende partner, che selezioneranno i partecipanti ammessi al Fabermeeting, in programma il 22 e 23 maggio 2026 a Toolbox Coworking.

Tutte le informazioni per partecipare al concorso sono consultabili al seguente link.

Durante il Fabermeeting i partecipanti potranno:

  • Presentare i propri lavori a professionisti e aziende
  • Partecipare gratuitamente a oltre 30 workshop, seminari e tavoli di lavoro
  • Incontrare direttamente le aziende partner
  • Accedere a premi speciali messi a disposizione dai partner

Aziende Partner

2I3T, 3×1010, Accademia Albertina, Animatò, Armando Testa Factory, Associazione Pangramma, Bianco Tangerine, Bomberos Design, Buns, Circolo Del Design, Confcooperative Piemonte Nord, Creative Mornings Turin, CSI Piemonte, DANT, Domino, Eggers, Enanimation, Fablab Torino, Fondazione Csc – Centro Sperimentale Cinematografia, Fondazione Giacomo Brodolini, Fondazione Its Ict Piemonte, Fondazione Piemonte Innova, Forestae, Giorgio Risi Srl, Graphic Days, Hackability, IAAD, Ibrido Studio, ICCI Hub – Italian Cultural Content Industry, IED, Impact Hub, Impactskills, Imperfect, Latte Creative, Libera Brand Building, Libre SC, Limo Comunicazione, Makpi – Making Piemonte, Mamazen, Master in giornalismo “Giorgio Bocca”, No Real Interactive, Nova Aps, Nova Coop, Novajo, Open Incet, Pandora Studio, Print Club Torino, Quotidiano Piemontese, RedAbissi, Sixeleven, SocialFare, Synesthesia, Talent Garden, The Spiritual Machine, Tiny Bull Studio, Toolbox, Top-ix, Triplesense Reply, Zandegù.

Per info: www.fabermeeting.it
Ufficio Stampa: Fabrizio Vespa +39 338 7606183

Bench-Mark | Ep. 101 – LUCAS

L’economia di impatto è un gioco di squadra: per generare cambiamento servono compagni di viaggio affidabili.

Nel panorama di Torino Social Impact, LUCAS si distingue per il suo ruolo di accompagnatore: dal 2002 sostiene imprese, organizzazioni e progetti del territorio, aiutandoli a progettare strategie di sviluppo che contribuiscono a una città più sostenibile e inclusiva.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Quarto Transnational Capacity Building Workshop di DO Impact (online)

Il progetto europeo DO Impact — finanziato da EISMEA — promuove la trasformazione digitale e l’adozione di modelli data-driven tra imprese e organizzazioni della Social Economy. A inizio 2026 sono due gli eventi internazionali da non perdere, dedicati alle enabling organisations dell’economia sociale. Gli eventi continueranno in diversi Paesi Europei fino a luglio 2026.

Il 29 gennaio 2026, dalle 10:00 alle 13:00, si terrà online il quarto workshop transnazionale di Capacity Building dal titolo “Boosting Social Impact Measurement Capacity through Digitalisation & Data Use”. L’incontro esplorerà come la digitalizzazione e l’utilizzo dei dati possano rafforzare la capacità delle organizzazioni di misurare e comprendere il proprio impatto sociale.

L’evento includerà interventi introduttivi dei partner di progetto, keynote speech di esperti di riferimento nel campo della misurazione dell’impatto e una serie di approfondimenti pratici su metodologie, strumenti e approcci data-driven.

I partecipanti avranno inoltre l’opportunità di prendere parte a discussioni interattive e sessioni di lavoro in piccoli gruppi, finalizzate a tradurre i concetti in pratica attraverso esempi concreti.

Maggiori informazioni sull’agenda e le iscrizioni sul sito del progetto.

Torino verso la Biennale della Prossimità 2026: un percorso collettivo che mette al centro le comunità

Cosa significa praticare la prossimità?

Prendersi cura dei territori e delle persone che li abitano, costruire relazioni capaci di generare fiducia e risposte condivise ai bisogni della società: da questa visione prende forma la Biennale della Prossimità, che nel 2026 approderà a Torino, trasformando la città in uno spazio aperto di confronto, racconto e costruzione collettiva.

La Biennale della Prossimità è l’evento nazionale che da oltre dieci anni valorizza proprio le esperienze di comunità, partecipazione e innovazione sociale diffuse in tutta Italia.

Non si tratta solo di un singolo appuntamento, ma di un processo collettivo che mette in relazione persone, reti e territori impegnati a sperimentare nuovi modi di abitare il mondo, fondati sulla cura reciproca, sulla cooperazione e sulla solidarietà.

L’edizione torinese: un percorso da costruire insieme

L’edizione 2026, in programma l’1, 2 e 3 ottobre, sarà resa possibile dal lavoro del Comitato Locale Torino 2026, un gruppo aperto e plurale che riunisce realtà del terzo settore, dell’economia sociale, della cultura, della ricerca e dell’attivismo civico. Il Comitato accompagna la città nel percorso di avvicinamento alla Biennale, lavorando alla costruzione di un programma condiviso e alla valorizzazione delle numerose pratiche di prossimità già attive sul territorio torinese.

Il percorso torinese è già in corso e ha coinvolto finora oltre cinquanta organizzazioni. All’interno del Comitato, si sono attivati anche gruppi di lavoro tematici, che stanno approfondendo contenuti, metodi e proposte in vista dell’evento del 2026.

A dicembre, il Comitato Locale Torino 2026 si è riunito per un nuovo momento di confronto e di lavoro condiviso: un’occasione per rafforzare le collaborazioni, allargare il dialogo e continuare a costruire insieme il percorso verso la Biennale.

Aderire al Comitato Locale

Le realtà del territorio che desiderano partecipare attivamente a questo processo possono aderire al Comitato Locale fino al 31 gennaio 2026: le modalità di adesione sono disponibili sul sito ufficiale della Biennale nella sezione dedicata.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere a: biennaleprossimita@gmail.com

Heimat Srl aderisce alla Comunità Energetica Rinnovabile Monviso

Heimat Srl, impresa attiva nei settori dell’ospitalità, della progettazione sociale e della produzione culturale, annuncia la propria adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Monviso, rafforzando il proprio impegno verso modelli di sviluppo sostenibili, inclusivi e radicati nei territori.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento di innovazione sociale

Le CER rappresentano un modello innovativo di produzione e consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili, basato sulla collaborazione tra soggetti diversi – imprese, cittadini ed enti – connessi alla stessa cabina primaria.

Grazie all’utilizzo della rete nazionale di distribuzione, l’energia prodotta viene condivisa virtualmente tra i membri della comunità, generando benefici ambientali, economici e sociali.
Questo approccio contribuisce alla riduzione delle emissioni, al contenimento dei costi energetici e alla creazione di valore condiviso a livello locale.

I servizi della CER Monviso

La CER Monviso offre ai propri aderenti:

  • Produzione di energia rinnovabile, attraverso impianti distribuiti sul territorio;
  • Gestione e ottimizzazione dei consumi energetici, per favorire risparmio ed efficienza;
  • Condivisione dell’energia tra i membri, secondo i principi della comunità;
  • Riduzione dell’impatto ambientale, grazie a una produzione locale e sostenibile.

Perché Heimat Srl ha scelto di aderire

Fondata nel 2024, Heimat Srl nasce con l’obiettivo di ripensare l’ospitalità mettendo al centro le persone, le relazioni e i territori. Accanto alle attività di affitti a breve e lungo termine, l’azienda ha ampliato il proprio raggio d’azione integrando competenze in progettazione sociale, produzione culturale e comunicazione digitale.

Nel proprio statuto sono previste attività di sviluppo, manutenzione ed efficientamento di edifici, che trovano nella partecipazione a una Comunità Energetica Rinnovabile una naturale applicazione. L’adesione alla CER Monviso rappresenta infatti uno strumento concreto per integrare la sostenibilità energetica nei modelli abitativi, culturali e comunitari promossi dall’azienda.

Verso modelli energetici più equi e collaborativi

Per Heimat Srl, l’energia non è solo una risorsa tecnica, ma un bene comune capace di attivare relazioni, responsabilità condivise e sviluppo locale.
La partecipazione alla CER Monviso rappresenta un ulteriore passo verso modelli di impresa capaci di generare valore ambientale, sociale ed economico in modo integrato.

Cultura e imprenditorialità incardinate nell’economia circolare e nel tessuto urbano. Al via l’Avviso Pubblico della Città di Torino

Il 10 dicembre 2025 la Città di Torino ha lanciato l’Avviso Pubblico “Cultura e imprenditorialità incardinate nell’economia circolare e nel tessuto urbano” finanziato dal Programma Nazionale PN METRO Plus, con oltre 1,8 milioni di euro in contributi a fondo perduto destinati a PMI ed Enti del Terzo Settore che intendano sviluppare progetti di innovazione circolare.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di Torino verso la neutralità climatica 2030, sostenendo un modello urbano capace di utilizzare le risorse in modo più efficiente, ridurre la produzione di rifiuti e valorizzare ciò che oggi è scarto come risorsa economica, ambientale e sociale.

Riportiamo brevemente i punti salienti del bando e vi invitiamo a visitare e navigare la pagina dedicata all’Avviso Pubblico dove potrete:

  • visionare e scaricare l’Avviso Pubblico integrale e l’application pack per candidare il tuo progetto;
  • visionare le slides di presentazione dell’Avviso Pubblico che ne evidenziato i punti salienti;
  • visionare le slides sulle buone pratiche di economia circolare, suddivise sulla base dei tre assi dell’Avviso Pubblico;
  • rivedere gli interventi dei relatori presenti all’evento di lancio che hanno portato la testimonianza di esperienze nazionali ed europee;
  • trovare una sezione FAQ che verrà costantemente aggiornata

Punti salienti del bando

I progetti dovranno concentrarsi su almeno uno dei tre ambiti strategici:

  • filiere circolari su scala urbana, attraverso sistemi in grado di recuperare, trasformare e valorizzare materiali e beni dismessi, generando nuove catene di valore locali;
  • infrastrutture per il riuso che includono soluzioni logistiche, digitali e di servizio finalizzate a facilitare raccolta, riparazione, riutilizzo e riciclo;
  • design sostenibile, con prodotti e processi progettati per essere durevoli, facilmente riparabili e caratterizzati da un ridotto impatto ambientale.

I progetti dovranno dimostrare un impatto concreto e misurabile sull’estensione del ciclo di vita dei prodotti e sulla riduzione degli sprechi, supportato da un piano di monitoraggio chiaro e coerente con gli obiettivi dell’Avviso. Saranno valutate con attenzione l’innovatività delle soluzioni proposte, la solidità dei processi, la capacità di attivare la cittadinanza e promuovere comportamenti sostenibili attraverso attività educative, formative e divulgative.

l contributo coprirà fino all’80% delle spese ammissibili, con un importo compreso tra 70.000 e 120.000 euro per progetto. L’Avviso sarà aperto a PMI ed enti senza finalità di lucro, anche in partenariato. I progetti dovranno essere realizzati sul territorio della Città Metropolitana di Torino, con attività prevalente in città, e concludersi entro 10 mesi.

Per candidare il proprio progetto c’è tempo fino al 16 febbraio 2026.

Il ruolo di Torino City Lab

Il bando si colloca nella cornice di policy di Torino City Lab, la piattaforma cittadina dedicata alla sperimentazione tecnologica e all’innovazione urbana.

Le imprese selezionate potranno beneficiare di un accompagnamento sin dalla fase di animazione dell’Avviso, di un supporto continuativo durante la sperimentazione in campo, di opportunità di networking con attori pubblici, privati e del terzo settore, e della promozione di una cultura imprenditoriale orientata alla circolarità.

Mercato Circolare S.r.l. Società Benefit affiancherà la Città in questo percorso in qualità di soggetto gestore per l’animazione e il monitoraggio tecnico dell’operazione TO2.2.6.1a – Cultura e imprenditorialità incardinate nell’economia circolare e nel tessuto urbano, offrendo supporto alle imprese e agli enti che parteciperanno al bando lungo tutto il percorso.

Momento dedicato all’ecosistema di Torino Social Impact

Il 13 gennaio dalle 14 alle 18, presso gli spazi di Vol.To a Torino, i partecipanti della Comunità di pratica Economia circolare parteciperanno a un momento di confronto e supporto alla progettazione e attivazione di networking per facilitare i partenariati nell’ambito di questa iniziativa.

Ti interessa partecipare? Iscriviti qui

Per ulteriori  informazioni: economia.circolare@comune.torino.it

Bench-Mark | Ep. 100 – Eco dalle Città

Per il centesimo episodio di Bench-Mark torniamo a Porta Palazzo, il mercato che più di ogni altro racconta la vitalità di Torino. È qui che, circa dieci anni fa, è nata l’associazione Eco dalle Città, fondata come spin-off dell’omonimo notiziario dedicato all’ambiente urbano e all’ecologia.

Con il progetto RePoPP, avviato nel 2016, l’associazione ha sviluppato un sistema efficiente per la raccolta dell’organico e il recupero dei prodotti ortofrutticoli ancora utilizzabili, promuovendo stili di vita e modelli di consumo ecologicamente e socialmente sostenibili.

Omar Sylla, operatore dell’associazione, racconta l’evoluzione del progetto e il lavoro delle Sentinelle Salvacibo.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Advancing Digital Transformation nella Social Economy: workshop transnazionale del progetto europeo DO Impact a Barcellona

Dal 3 al 5 marzo 2026, le organizzazioni abilitanti dell’economia sociale e le PMI sono invitate a partecipare ad “Advancing Digital Transformation in the Social Economy through Data Use & Applied AI”, il quarto workshop transnazionale del progetto europeo DO Impact dedicato al rafforzamento delle competenze digitali e di utilizzo dei dati nell’ecosistema europeo dell’economia sociale.

L’evento offrirà un programma intensivo che combina interventi di esperti, laboratori pratici, apprendimento tra pari e visite guidate al Mobile World Congress (MWC). I partecipanti avranno l’opportunità di esplorare come la gestione dei dati, le tecniche di visualizzazione e l’intelligenza artificiale applicata possano supportare processi decisionali più informati, il miglioramento operativo e l’innovazione centrata sulle persone.

Il programma include sessioni di formazione hands-on, momenti di scambio di conoscenze con professionisti del settore ed esempi concreti di soluzioni digitali già sviluppate e adottate nel settore sociale e pubblico. Sono inoltre previste visite curate agli spazi e agli eventi di innovazione del MWC, per approfondire le tecnologie emergenti e comprenderne il potenziale impatto sulle organizzazioni dell’economia sociale.

Il workshop è co-organizzato da Taula del Tercer Sector e dal Clúster Digital de Catalunya e riunirà organizzazioni abilitanti e piccole e medie imprese dell’economia sociale provenienti da tutta Europa, accomunate dall’impegno a costruire ecosistemi sociali più solidi, innovativi e pronti alle sfide future.

Tra i temi principali dell’evento la gestione dei dati; la cultura del dato e visualizzazione; l’intelligenza artificiale applicata; la trasformazione digitale nell’economia sociale; l’adozione pratica di strumenti data-driven.

Un appuntamento strategico per chi desidera rafforzare le proprie competenze digitali e comprendere come dati e IA possano diventare leve concrete di impatto sociale.

Maggiori informazioni per l’iscrizione sul sito del progetto.

EcoForum per l’Economia Circolare in Piemonte

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta organizza la IX edizione dell’EcoForum per l’Economia Circolare in Piemonte. Un forum tematico in cui convergono ragionamenti, confronti e spunti sul mondo dei rifiuti e della circolarità.

Data e location 

Mercoledì 10 e Giovedì 11 dicembre, ore 09:30 – 13:00, Circolo del Design, Via S. Francesco da Paola 17 (Torino).

Programma delle due giornate

Mercoledì 10  

  • L’evoluzione della tariffazione puntuale 
  • Fattore Biometano 
  • Premiazione Menzioni “Buone Pratiche 2025” 
  • Premiazione Comuni e Consorzi “Rifiuti Free 2025”  

 Giovedì 11  

  • Da raccolta a riciclo: il ruolo dei Consorzi di filiera 
  • Riciclo a rischio, quali difficoltà? 
  • Gli scenari futuri dell’economia circolare 
  • Gli impianti virtuosi dell’economia circolare 

 Riserva il tuo posto tramite Eventbrite 

Scopri di più dei Forum di Legambiente su www.legambientepiemonte.it 

Impacto Launch Event & Networking 2026

Siamo lieti di invitarvi all’evento di lancio di Impacto Centro Studi, un momento che attendevamo con impazienza.

La prima occasione per raccontare la nostra storia, condividere la nostra visione e aprire le porte del nostro ecosistema europeo a organizzazioni, aziende e professionisti che hanno a cuore l’innovazione sociale, l’etica e l’impatto.

Cosa condivideremo con voi

Durante l’evento presenteremo:

  • Cosa ci motiva e come interpretiamo l’innovazione sociale oggi.
  • I nostri pilastri e come si traducono in sostegno pratico per le organizzazioni.
  • La rete Impacto.
  • Cosa stiamo costruendo e le opportunità di collaborazione nel 2026.

Percorsi di adesione, programmi di capacity building, partnership, bandi e iniziative in programma pensate per aziende, organizzazioni del terzo settore e istituzioni pubbliche.

Due vantaggi esclusivi per i partecipanti

Per ringraziarvi di essere con noi in questo primo passo, i partecipanti all’evento di lancio riceveranno:

  • Accesso prioritario al prossimo evento di networking (17 dicembre)

Un momento dedicato per incontrare potenziali partner, scambiare esigenze e costruire nuove collaborazioni.

  • Uno strumento gratuito sviluppato dal nostro team: “Application Essentials”

Queste risorse sono progettate per offrire un valore immediato e saranno disponibili solo per i partecipanti.

A chi è rivolto questo evento?

A chiunque desideri:

  • capire chi siamo e cosa facciamo
  • esplorare nuove possibilità di collaborazione
  • rafforzare le competenze nella progettazione e nell’impatto dei progetti dell’UE
  • entrare a far parte di una rete europea fondata sulla fiducia e sui valori condivisi
  • scoprire le prossime opportunità per il 2026
  • semplicemente saperne di più su Impacto con curiosità

Tutti sono i benvenuti: rappresentanti di ONG, startup, azienda, istituzione o professionisti.

  • Evento di lancio – 9 dicembre, ore 17:00 CET (online)
  • Evento di networking – 17 dicembre (online) – I partecipanti all’evento di lancio avranno accesso prioritario.

Non vediamo l’ora di incontrarvi, ascoltare le vostre esperienze e aprire insieme questa nuova fase.

Registrati al primo evento

Grazie per essere parte dell’inizio del viaggio di Impacto.

Natale al Giardino forbito Sambuy

Dicembre 2025 ai Giardini Sambuy: Natale al Giardino forbito Sambuy

Per tutto il mese di dicembre i Giardini Sambuy si trasformano in un luogo di incontro dedicato alla creatività, alla letteratura, alla musica e alle arti manuali grazie alla programmazione speciale di Giardino forbito ETS.

Nel cuore di Torino, di fronte alla stazione di Porta Nuova, il Gazebo Forbito Sambuy diventa nuovamente spazio di comunità, sperimentazione culturale e bellezza condivisa, con una serie di appuntamenti pensati per famiglie, cittadini, visitatori e appassionati. Il programma alterna laboratori artigianali, attività botaniche, momenti musicali, appuntamenti letterari della rassegna “Libri d’Avvento”, danza, installazioni e iniziative dedicate alle festività.

Il calendario si apre il 6 dicembre con “Piante in Vetro”, una giornata dedicata alle micro–composizioni botaniche curate da Alessandra Bailone, accompagnata da laboratori creativi per bambini.

Il 7 dicembre prende il via la rassegna “Libri d’Avvento”. Il primo appuntamento dal titolo “Racconti & vini sotto l’albero” vede protagonista Natalia Ceravolo con un percorso enoletterario che unisce quattro racconti di Dino Buzzati a quattro vini del territorio. A seguire, tango con Creación Tango Torino, la scuola fondata da Santiago de León ed Eugenia Deanna.

La giornata dell’8 dicembre sarà di grande festa per il Giardino Sambuy: alle ore 16 il Sindaco Stefano Lorusso inaugurerà il ritorno in piazza Carlo Felice del Presepe di Emanuele Luzzati. Di contorno e per onorare le tradizioni natalizie di esibirà il Coro Madre Enrichetta della Comunità Cattolica Francofona di Torino e saranno proposti il laboratorio creativo di pensieri natalizi in cartapesta a cura di Cinzia Scanavacca e il workshop per bambini dedicato al presepe. Cioccolata calda di Ottimo Gelati.

Sabato 13 dicembre, con l’occasione di Santa Lucia e l’arrivo in giardino della scultura “Pioniera” dell’artista Raffaella Brusaglino,  il Coro d’Argento diretto dal Maestro Guiot celebrerà questa giornata con canti e melodie. “Balsamo Naturale” sarà invece il laboratorio condotto da Sara Cravero di Coutersia Laboratorio Creativo, dedicato alla realizzazione di un balsamo corpo artigianale.

Una delle giornate più animate del programma dedicato alle feste, sarà 14 dicembre, con il Mercato della Biodiversità (10.00–18.00), la pizzica della Paranza del Geco, il secondo appuntamento di “Libri d’Avvento” – “Gialli sotto l’Albero”, che vedrà la presenza degli scrittori Tiziano Fratus, Enrico Camanni, Enrico Pandiani e Orso Tosco, in collaborazione con Libreria Trebisonda. Nel pomeriggio tornano il tango con Creación Tango Torino e la rassegna “Sussurri: suoni e storie a tu per tu in giardino”, con Poesia a gettone (Arianna Abis), Arpablù (Michela Tancredi) e Pascal Clown (Pasquale Dominelli). Ore 16.00 laboratorio pomeridiano con Monica Fissore di Beesù e l’esposizione dei Pinocchi in cartapesta di Cinzia Scanavacca.

Il 20 dicembre sarà dedicato ai “Fiori di Natale”, con esposizione e laboratori di accessori e allestimenti floreali natalizi a cura di Paola Tonani.

Il programma si chiuderà il 21 dicembre con l’ultimo appuntamento della rassegna “Libri d’Avvento” con “Pagine & Natura sotto l’albero” dedicato ai libri di ambiente, animali ed ecologia per grandi e piccini, in collaborazione con la libreria Trebisonda. Termina la giornata il tango di Creación Tango Torino e la festa per la chiusura ufficiale degli eventi Giardino forbito 2025.

Gli allestimenti floreali di tutto il mese saranno curati da Vivai Giani e F.lli Gramaglia, sempre in sinergia con la Comunità degli Impollinatori metropolitani.

La programmazione di dicembre conferma l’impegno di Giardino Forbito ETS nella rigenerazione culturale e sociale dei Giardini Sambuy e del territorio, attraverso un percorso che unisce arte, comunità, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Programma

  • 6 DICEMBRE — Piante in Vetro
    Giornata dedicata alle micro–composizioni botaniche con Alessandra Bailone.
    Laboratori creativi per bambini tra mattina e pomeriggio.
  • 7 DICEMBRE — Libri d’Avvento: Racconti e vini sotto l’albero
    Ore 11.30: primo appuntamento della rassegna con Natalia Ceravolo, che abbina quattro racconti di Dino Buzzati a quattro vini locali.
    Ore 15.30: tango con Creación Tango Torino con Santiago de León ed Eugenia Deanna.
  • 8 DICEMBRE — Inaugurazione del Presepe Luzzati tra canti, ghirlande e dolcezze
    Dalle 10.00 alle 18.00: laboratorio continuo di ghirlande natalizie con Cinzia Scanavacca.
    Laboratorio per bambini dedicato alla creazione di un presepe.
    Ore 16.00: inaugurazione istituzionale con il Sindaco Stefano Lo Russo per il ritorno del Presepe di Emanuele Luzzati nei Giardini Sambuy.
    Partecipazione del Coro Francofono Madre Enrichetta della Comunità Cattolica Francofona di Torino.
  • 13 DICEMBRE — Santa Lucia
    Dalle 10.00 alle 18.00: Esposizione di saponi e laboratorio a cura di Sara Cravero di Coutersia Laboratorio Creativo dedicato alla realizzazione di un balsamo corpo artigianale.
    Dalle ore 15:00 alle 17:00: Con l’occasione di Santa Lucia e l’arrivo al Giardino Sambuy della scultura “Pioniera” dell’artista Raffaella Brusaglino, il Coro d’Argento diretto dal Maestro Guiot celebrerà questa giornata con canti e melodie dedicati.
  • 14 DICEMBRE — Mercato della Biodiversità e Libri D’Avvento: Gialli sotto l’albero
    Dalle 10.00 alle 18.00: Mercato della Biodiversità con produttori e artigiani del territorio.
    Ore 11.00: pizzica in giardino con Paranza del Geco.
    Ore 11.30 –15.00: “Gialli sotto l’albero”, secondo appuntamento di Libri d’Avvento, con Tiziano Fratus, Enrico Camanni, Enrico Pandiani e Orso Tosco, in collaborazione con Libreria Trebisonda.
    Ore 15.30: tango con Creación Tango Torino con Santiago de León ed Eugenia Deanna.
    Dalle 15.00: “Sussurri: suoni e storie a tu per tu in giardino” con Poesia a gettone di Arianna Abis, Arpablù di Michela Tancredi e Pascal Clown di Pasquale Dominelli.
    Ore 16.00: laboratorio con Monica Fissore di Beesù.
    Esposizione dei Pinocchi e altre meraviglie di cartapesta realizzate da Cinzia Scanavacca.
  • 20 DICEMBRE — Fiori di Natale
    Dalle 10.00 alle 18.00: Esposizione e laboratorio per la creazione di decorazioni e allestimenti floreali natalizi a cura di Paola Tonani.
  • 21 DICEMBRE — Libri D’Avvento: Pagine & Natura sotto l’albero & Chiusura 2025
    Terzo e ultimo appuntamento di Libri d’Avvento, dedicato ai libri di natura, ecologia e ambiente per grandi e per piccini, in collaborazione con la libreria Trebisonda.
    Ore 15.30: tango con Creación Tango Torino.
    Chiusura ufficiale degli eventi Giardino Forbito per l’anno 2025.

Gli allestimenti floreali di dicembre saranno a cura di Vivai Giani e F.lli Gramaglia, sempre in sinergia con la Comunità degli Impollinatori metropolitani.

Festa delle Startup I3P 2025

Torna l’appuntamento con la festa di fine anno dell’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, giunta alla sua 26° edizione, che si terrà lunedì 15 dicembre dalle ore 17:30 in presenza in I3P.

Al centro dell’evento, finanziato dalla Regione Piemonte con le risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), ci saranno i tanti progetti che animano l’incubatore, le giovani imprese innovative protagoniste del 2025 e la nomina della nuova “Startup dell’Anno di I3P“, selezionata per i risultati raggiunti durante il suo percorso di crescita.

I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere meglio le nuove imprese entrate in incubazione in I3P, incontrando dal vivo tanti startupper che sognano di dare vita a qualcosa di nuovo, e di salutare le imprese che quest’anno si “laureano”, dopo aver completato con successo il loro percorso di crescita nell’incubatore.

Sarà anche l’occasione per approfondire i risultati portati dal quarto anno di attività di ESA BIC Turin, il programma di incubazione per startup dello spazio gestito da I3P in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il Politecnico di Torino e la Fondazione LINKS, e di conoscere i giovani talenti supportati.

Al termine dell’appuntamento sarà possibile scambiarsi idee, contatti e auguri di buone feste, in vista di un nuovo anno all’insegna dell’innovazione.

Come partecipare

L’incontro si svolgerà lunedì 15 dicembre 2025, dalle ore 17:30, in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile sia dall’ingresso di corso Castelfidardo 30/A oppure dall’entrata pedonale di via Borsellino 53/N.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

  • Ore 17:30 | Accoglienza partecipanti e ospiti
  • Ore 18:00 | Saluti di benvenuto e introduzione
  • Ore 18:05 | “Iniziamo l’impresa“: i risultati 2025 di I3P e delle sue startup
  • Ore 18:15 | “Venturing in space“: il 4° anno di ESA BIC Turin e della sua community
  • Ore 18:20 | Presentazione delle nuove startup “laureate” in I3P
  • Ore 18:50 | Presentazione delle nuove startup alumni del programma ESA BIC Turin
  • Ore 19:20 | Nomina e premiazione della “Startup dell’Anno di I3P 2025”
  • Ore 19:30 | Conclusioni

Assemblea di Torino Social Impact 2025: un ecosistema sempre più compatto e progetti trasformativi vicini al traguardo

Oltre duecento persone hanno partecipato all’Assemblea di Torino Social Impact, ospitata dalla Città Metropolitana il 4 dicembre 2025.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per condividere visioni e opportunità per l’ecosistema e confrontarsi sull’attuazione del Piano metropolitano per l’economia sociale Torino 2030, approvato la scorsa primavera: un documento pensato per favorire partnership tra attori diversi con un obiettivo comune.

La presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha sottolineato il valore della piattaforma e il ruolo dell’impatto sociale nella definizione delle politiche urbane — dal nuovo piano regolatore ai processi di rigenerazione e valorizzazione del patrimonio pubblico. Il sistema economico deve essere socialmente sostenibile, con le esternalità positive incluse nella valutazione economica, alleggerite da ostacoli amministrativi. Si tratta di un passaggio culturale e Torino, con la sua massa critica, può confermarsi un laboratorio di innovazione sociale.

Una visione ribadita a più riprese. Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino, ha ricordato come Torino Social Impact sia sostenuta fin dagli esordi, quando i partner erano solo dodici. Oggi promuove attività di networking, progetti strategici per dotare l’economia sociale di infrastrutture adeguate e alcuni progetti profondamente trasformativi che sono arrivati all’ultimo miglio del loro percorso. La consigliera delegata della Città Metropolitana, Sonia Cambursano, ha evidenziato l’importanza del raccordo tra i piani strategici del territorio e le iniziative a impatto dei singoli enti, sottolineando il valore di un documento trasversale dedicato all’economia sociale. Ha ricordato che la costruzione del Piano ha coinvolto concretamente 134 attori dell’ecosistema, a testimonianza di un percorso realmente partecipato.

Il portavoce di Torino Social Impact, Mario Calderini, ha posto al centro la visione del manifesto che unisce i partner: costruire un territorio capace di attrarre imprese e investimenti a impatto sociale, riconoscendo a questo ambito non solo una funzione redistributiva, ma anche un ruolo di motore di sviluppo economico. L’economia sociale viene così collocata nel perimetro delle politiche industriali, come leva per una crescita più equa e inclusiva. L’economia sociale come modello economico trasversale, oggi anche direzione politica, capace di influenzare le altre componenti del sistema.

Come illustrato, Torino Social Impact oggi rappresenta un ecosistema ampio, con centinaia di attori coinvolti, un tessuto forte di pratiche sul campo e una strategia territoriale allineata alle politiche europee. L’approccio dell’ecosistema è bottom-up: non si realizzano progetti che possono essere gestiti da singoli enti, ma grandi iniziative sistemiche. Si tratta di progetti “faro” che stanno mettendo in discussione paradigmi consolidati, logiche di mercato non sostenibili, rigidità amministrative: finanza a impatto, partenariati pubblico-privati, valorizzazione del patrimonio immobiliare. Tra i progetti più significativi si annoverano la Borsa dell’Impatto Sociale, l’Outcome Fund e nuovi strumenti per la misurazione di impatto e valorizzazione del patrimonio pubblico, che potranno compiere l’ultimo miglio se integrati nella visione strategica dell’ecosistema, della politica, delle fondazioni bancarie e della finanza di impatto.

Dagli interventi dell’ecosistema è emersa l’urgenza di sostenere la nascita di giovani imprenditori sociali: il futuro dell’economia sociale dipenderà dalla capacità di attrarre nuove generazioni orientate al cambiamento, alla responsabilità ambientale e all’innovazione tecnologica. Persone che lavorano per la comunità, senza scegliere tra fare bene e fare impresa. La formazione e l’educazione imprenditoriale nelle scuole e oltre sono essenziali per far crescere la prossima generazione, capace di coniugare responsabilità sociale, innovazione e sostenibilità. La governance deve essere realmente ingaggiata e i giovani coinvolti in modo concreto nella trasformazione. Un tema centrale è la creazione di reti capaci di trasformare sperimentazioni in modelli scalabili. Accanto ai protagonisti dell’economia sociale, hanno partecipato anche Unione Industriali e rappresentanti del sistema bancario, essenziali nello sviluppo del settore per molti aspetti, dalla promozione dell’autonomia finanziaria a la social procurement. Ma il punto chiave evidenziato da questi soggetti è che il dialogo tra punti di vista diversi permette di creare valore condiviso e favorisce la diffusione di pratiche innovative. Un contributo significativo sta infatti arrivando anche dagli ordini professionali (commercialisti, notai, avvocati, consulenti del lavoro) che hanno creato una Comunità di pratica e un Manifesto per l’Impatto, integrando competenze e progettualità in modo sistemico.

Un altro ambito illustrato tra gli interventi, e destinato a diventare cruciale, anche a livello europeo, è l’accessibilità alla casa, ormai una vera emergenza. Torino rappresenta un laboratorio avanzato grazie a esperienze come Homes4All, il Community Land Trust della Fondazione di Comunità Porta Palazzo, e altre iniziative che il Piano dovrà contribuire a valorizzare.

Il Piano promuove anche la creazione di spazi accessibili, aperti e inclusivi, capaci di generare opportunità e sostegno. Torino ha sviluppato modelli unici in Europa — dalle Case del Quartiere alle Portinerie di Comunità — grazie alla collaborazione tra imprenditori sociali, istituzioni e filantropia. Questi attori, insieme a quelli attivi nei campi dell’inclusione, della cura e dell’educazione, saranno protagonisti della prossima Biennale della Prossimità, di cui durante l’Assemblea è stato presentato il percorso preparatorio. Il concetto di prossimità va esteso a tutti i livelli: fare comunità significa fare prossimità.

L’Assemblea è stata anche l’occasione per illustrare le opportunità messe a disposizione dell’ecosistema, dalle Comunità di pratica al portale Buy Social, dalla formazione all’HUB progetti europei, ed ha illustrato le iniziative per il 2026.

Torino Social Impact ha infine accolto tra i suoi graditi ospiti i rappresentanti dell’ITCILO. A Torino ha infatti sede il campus ONU dedicato al lavoro dignitoso, alla giustizia sociale e all’economia sociale. Paola Babos, vicedirettrice del Centro di Formazione dell’ILO, ha illustrato le attività in corso ed ha annunciato, insieme a Torino Social Impact, l’organizzazione del Forum del 20 febbraio intitolato “Business, Social, One Vision” che riunirà l’ecosistema nazionale dell’economia sociale e ospiti internazionali, tra cui Juan Antonio Pedreño, presidente di Social Economy Europe per evidenziare il ruolo di questo settore per integrare competitività e sviluppo sociale.

Guarda la registrazione completa dell’Assemblea

Social Procurement: creare valore insieme a comunità e territorio

Il 1 dicembre si è svolto, negli spazi di Unione Industriali, il primo incontro della Comunità di pratica Società Benefit, dedicato al tema “Social Procurement: creare valore insieme a comunità e territorio”

Raffaella Scalisi (Torino Social Impact) ha aperto i lavori illustrando principi, approcci e opportunità degli acquisti a impatto sociale, richiamando i principali riferimenti normativi che ne favoriscono l’applicazione nel settore pubblico — dove il tema è più consolidato — e in quello privato.

Ha evidenziato come la diffusione di pratiche di social procurement possa rafforzare la coesione delle comunità locali, aumentare l’attrattività dei territori e favorire l’incontro tra imprese for profit e imprese sociali, generando innovazione. Questo approccio può inoltre diventare un vero e proprio “incubatore diffuso” per l’imprenditorialità sociale, grazie alla maggiore maturità innovativa spesso presente nelle organizzazioni non profit.

Scalisi ha richiamato i risultati dell’indagine di Torino Social Impact sul social procurement privato, che ha messo in luce criticità ancora diffuse: scarsa conoscenza delle imprese sociali, confusione con la beneficenza, poca consapevolezza dei benefici per le aziende. Dal lato dell’offerta emergono invece limiti quali ridotta propensione commerciale, maturità gestionale non uniforme, prezzi non sempre competitivi e bassa digitalizzazione.

Ha quindi illustrato il lavoro di TSI sul tema — tra analisi di contesto, strumenti, partnership e attività di promozione — presentando i progetti attivi, tra cui il progetto europeo PROSECO e la piattaforma Buy Social.

Il caso di Ascensori Rossini

L’incontro è proseguito con la testimonianza di Ascensori Rossini, Società Benefit di Vicoforte, che ha scelto di integrare criteri sociali nella propria catena di fornitura collaborando con imprese sociali del territorio.

Fondata nel 1963 e diventata Società Benefit nel 2022, l’azienda ha avviato prima un percorso dedicato al benessere dei dipendenti — dal check-up sanitario ai momenti di team building — per poi ampliare le attività con iniziative che intrecciano creatività, inclusione e sostenibilità:

  • laboratori di art building con materiali di recupero;
  • un percorso di marketing olfattivo che ha portato alla creazione di un profumo aziendale;
  • iniziative sul tema dell’alimentazione sana in collaborazione con Cascina Pensolato, cooperativa agricola sociale da cui i collaboratori possono acquistare prodotti freschi sostenendo l’economia sociale.

Un team building organizzato con l’Istituto alberghiero Giolitti ha inoltre avviato la collaborazione con Fondazione Cucine Colte, che supporta studenti ed ex studenti, inclusi ragazzi con disabilità o in condizioni di fragilità. Da questa esperienza è nata anche una partnership con la Lavanderia Senza Macchia, che oggi offre un servizio dedicato ai dipendenti dell’azienda.

La ricerca NODES sulle Società Benefit

Nadia Lambiase di (Mercato Circolare) ha poi presentato alcuni risultati della ricerca sviluppata nell’ambito del progetto NODES, coordinato dall’Università di Torino, mettendo in evidenza come la scelta di orientarsi verso una sostenibilità integrale trasformi la postura complessiva dell’impresa.

La ricerca ha analizzato le Società Benefit come modelli ibridi che, pur perseguendo profitto, integrano finalità di beneficio comune nello statuto, trasformando processi produttivi e catene di fornitura.

Sono stati presentati i casi di Vanni, Sargomma, Torrefazione Costadoro, Biova, Dual Sanitaly e Reynaldi, evidenziando cambiamenti e sperimentazioni già avviati.

L’attività laboratoriale

L’incontro si è concluso con un laboratorio che ha coinvolto 24 partecipanti provenienti da 21 organizzazioni. L’attività ha permesso di esplorare concretamente cosa significhi orientare le politiche di procurement verso l’impatto sociale, riflettendo su criteri di selezione dei fornitori, gestione delle risorse ed energia impiegata nei processi.

VISIONEFUTURA

Labsus, un’associazione della comunità per la comunità

Prosegue la rubrica realizzata con Futura, il magazine del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca”, che racconta l’ecosistema di Torino Social Impact con lo sguardo attento di giovani giornaliste e giornalisti.

Labsus nasce nel 2006 come rivista online fondata da un gruppo di giuristi, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale: il riconoscimento delle capacità dei cittadini nel contribuire al bene comune in collaborazione con le istituzioni.

Negli anni l’associazione si è evoluta in un centro di divulgazione, ricerca e accompagnamento operativo su tutto il territorio italiano, fornendo formazione a enti del terzo settore e pubbliche amministrazioni sul modello dell’amministrazione condivisa. Un passaggio decisivo è avvenuto nel 2014 con il Regolamento del Comune di Bologna, messo a disposizione da Labsus e adottato poi da centinaia di enti, fino alla definizione di normative regionali e nazionali.

Leggi l’articolo di Valeria Schroter su Futura News

Social Enterprise Open Camp 2025

Si è conclusa oggi l’edizione 2025 del Social Enterprise Open Camp, che si è svolta tra Torino, Cuneo e Pollenzo, con Torino Social Impact tra i partner di sistema.

Il SEOC è un camp internazionale dedicato all’imprenditorialità sociale e al cambiamento sistemico. Nasce come spazio di lavoro strutturato in cui aspiranti e attuali social entrepreneur, facilitatori, investitori, fondazioni e organizzazioni partner condividono tempo, metodo e responsabilità. L’edizione 2025 lo ha dimostrato chiaramente: 240 borse di studio assegnate, un pubblico costruito con attenzione su base intergenerazionale e internazionale, e il contributo attivo di oltre 40 partner, tra cui Torino Social Impact. Oltre 450 partecipanti, provenienti da più di 40 Paesi, hanno lavorato intensamente su idee, progetti e visioni di impresa sociale, con l’obiettivo di trasformare l’ispirazione in azione e l’azione in cambiamento duraturo.

Quattro giorni intensi in cui imprese sociali, enti e fondazioni si sono confrontati in workshop intensivi e plenarie con relatori visionari come Otto Scharmer, Senior Lecturer MIT & Founding Chair del Presencing Institute; Patrice Schneider, Chief Strategy Officer Media Development Fund; Adama Sanneh, CEO & Co-founder, Moleskine Foundation; Mario Calderini, Full Professor al Politecnico di Milano e Portavoce Torino Social Impact; e Peter Holbrook, CEO, Social Enterprise UK.

Da un lato, si è sottolineata l’importanza di affermare sempre di più il modello dell’impresa sociale, che pone al centro la persona e il pianeta, promuovendo un reale cambiamento sistemico nei paradigmi economici e investendo sul potere trasformativo dell’innovazione, della cultura, della costruzione di partnership. Dall’altro, si è discusso il cambiamento in atto nel mondo della filantropia, con la transizione da un approccio centrato sulla rendicontazione finanziaria a un modello basato sulla fiducia e sulla valutazione dell’impatto sociale e ambientale generato, concentrando tutti gli attori sugli obiettivi e riducendo il carico amministrativo che ostacola una cultura dei risultati di medio e lungo periodo.

Il dibattito ha toccato anche temi legati ai territori, al place-based funding e al community engagement, esplorando come i principi dell’impatto possano guidare la rigenerazione urbana e la progettazione del futuro delle comunità. Cultura e creatività sono state indicate come motori essenziali di trasformazione sociale, generazione di opportunità, emancipazione delle persone più marginalizzate e attivazione delle comunità. I workshop hanno permesso di avanzare concretamente progetti e approcci relativi all’abitare, all’innovazione, alle aree interne, alla fruizione di patrimonio e ambiente, alla disabilità, all’educazione e molti altri temi.

È stato un privilegio ospitare il Social Enterprise Open Camp – TOGETHERNESS – Cultivating Systemic Change, che ha proposto una formula di formazione intensiva e residenziale, con un programma ricco di workshop e sessioni plenarie sulle tematiche più attuali dell’imprenditoria sociale e dell’impact investing.

HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale: workshop sulle call Erasmus+ 2026

Giovedì 27 novembre, si è svolto il dodicesimo workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, una giornata di capacity building ospitata presso Fondazione Paideia e dedicata all’approfondimento delle call del Programma Erasmus+ 2026.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Jacopo Bottacchi e Alessia Ibba, che hanno presentato l’HUB, la neo-costituita community di europrogettistə, e il nuovo percorso di potenziamento delle idee progettuali degli enti. Un flusso strutturato in diverse fasi, che comprende:

  • la partecipazione ai workshop di capacity building;
  • la definizione di un’idea progettuale solida e coerente con i programmi europei;
  • il matching con lə europrogettistə del roster e l’accompagnamento alla progettazione;
  • la presentazione finale del progetto.

Le testimonianze dell’ecosistema

A seguire, due organizzazioni dell’ecosistema hanno condiviso la propria esperienza con il programma Erasmus+.

La prima testimonianza è stata quella di Simona Fontana, Project Manager di Fondazione Paideia, che ha raccontato il percorso di accompagnamento offerto dall’HUB, di cui la Fondazione ha beneficiato nel 2024. In quell’occasione, il progetto “Give Siblings a Voice”, pur avendo ottenuto un’ottima valutazione, non era stato finanziato. Simona ha però evidenziato il valore generativo dell’intero percorso: non solo ha rafforzato la consapevolezza interna rispetto alla progettazione europea, ma ha anche ampliato la rete di contatti a livello internazionale, creando nuove connessioni e aprendo spazi di confronto preziosi. L’esperienza ha contribuito inoltre a far crescere una cultura organizzativa più aperta, consapevole e orientata al dialogo con realtà europee.

La seconda testimonianza è arrivata da S-Nodi, attraverso le parole di Antonio Fontana, responsabile dei partenariati internazionali. Antonio ha presentato il progetto Erasmus+ “Soul Food”, che coinvolge donne migranti in un percorso di integrazione sociale e lavorativa attraverso lo sviluppo di competenze culinarie, digitali e di cittadinanza. Raccontando un progetto ormai a metà del suo ciclo di vita, ha mostrato in modo concreto come un’organizzazione possa trasformare i propri obiettivi locali quando si misura con la dimensione europea: un confronto che arricchisce le progettualità esistenti, costringe a ridefinire i ruoli all’interno dei partenariati, richiede una co-costruzione attenta del budget e invita a guardare alle collaborazioni internazionali come a uno spazio di crescita condivisa.

Dentro le call: un’esplorazione tecnica per orientarsi

La seconda parte della mattinata è stata dedicata a un approfondimento tecnico sul programma Erasmus+, con particolare attenzione alle call relative ai partenariati per la cooperazione e alle mobilità. A guidare il percorso è stata Maria Chiara Pizzorno di Weco Impresa Sociale, che ha accompagnato i partecipanti tra requisiti, criteri di valutazione e opportunità offerte dalle linee di finanziamento attive.

Un laboratorio di peer learning per dare forma alla progettazione europea

Il pomeriggio ha dato spazio all’esplorazione pratica, con una serie di attività laboratoriali pensate per stimolare la generazione di nuove idee e rafforzare alcune proposte progettuali ancora in fase embrionale. Dopo un primo momento di scambio e conoscenza, lə partecipantə sono statə suddivisə in due gruppi per approfondire le KA1 e KA2 sulla mobilità e sui partenariati di cooperazione, trasformare e mettere alla prova le idee da portare dentro un progetto Erasmus+.

Alla giornata hanno preso parte 19 organizzazioni e 10 progettisti. Le realtà interessate a proseguire nel percorso possono ora richiedere il supporto dell’HUB e attivare l’accompagnamento con unə europrogettista del roster. Sarà il primo passo di un cammino che le guiderà fino alla presentazione delle candidature, in vista delle scadenze Erasmus+ previste tra febbraio e marzo 2026.

L’HUB progetti europei è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e supportata da Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.