Torino Social Impact al Festival Internazionale dell’Economia 2026

Dal 22 al 25 ottobre Torino ospita la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, quest’anno dedicata al tema “Salvare lo stato sociale”. Torino Social Impact partecipa al programma portando al centro del confronto il ruolo dell’economia sociale, della finanza e delle collaborazioni tra attori diversi nella costruzione di nuove risposte alle trasformazioni del welfare.


Dal 22 al 25 ottobre torna a Torino il Festival Internazionale dell’Economia, che per l’edizione 2026 sceglie come tema “Salvare lo stato sociale”. Quattro giorni di incontri e approfondimenti per interrogarsi sul futuro di un elemento distintivo del modello europeo, oggi messo alla prova da trasformazioni demografiche, cambiamenti del lavoro, aumento delle disuguaglianze e nuovi bisogni sociali.

In questo scenario, l’economia sociale può offrire una prospettiva fondamentale: non soltanto come risposta alle fragilità, ma come spazio in cui sperimentare modi diversi di produrre valore, mettendo al centro le persone, i bisogni dei territori e la costruzione di soluzioni collettive.

Torino Social Impact sarà presente al Festival attraverso momenti di confronto dedicati proprio al contributo che l’economia sociale può offrire alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo e di welfare.

La finanza per l’economia sociale

Il 23 ottobre alle 9:30, presso il Collegio Carlo Alberto, Cassa Depositi e Prestiti, in collaborazione con il Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino – Torino Social Impact, organizza il dibattito “La Finanza per l’Economia Sociale”. 

L’incontro sarà dedicato agli strumenti finanziari capaci di sostenere gli attori dell’economia sociale e accompagnarne lo sviluppo, a partire dal nuovo quadro delineato dal Piano d’azione nazionale per l’economia sociale e dal ruolo che la finanza può assumere nel rafforzare un settore sempre più rilevante per la competitività e la coesione del sistema economico. 

Tra i protagonisti del confronto ci sarà Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact, che porterà la prospettiva dell’ecosistema torinese e il lavoro sviluppato negli anni sul rapporto tra impatto, innovazione, finanza ed economia sociale.

L’incontro prevede gli interventi di Lucia Albano, in collegamento video, Massimiliano Cipolletta, Stefano Granata, Domenico Lombardi, Dario Scannapieco e Francesca Sofia. 

Il dibattito si inserisce in un passaggio particolarmente significativo per l’economia sociale: la necessità di affiancare allo sviluppo di politiche e nuovi modelli imprenditoriali anche strumenti finanziari adeguati alle caratteristiche e agli obiettivi delle organizzazioni che generano impatto, creando le condizioni per consolidarne e ampliarne l’azione.

Scopri l’incontro “La Finanza per l’Economia Sociale”

L’economia sociale nella Piazza del Festival

Nei giorni del Festival il Tavolo Sociale presente in Galleria Subalpina darà spazio alle visioni e alle pratiche dell’ecosistema: esperienze diverse che da tempo sperimentano modi di innovativi di produrre valore, rispondendo ai bisogni dei territori e contribuendo a costruire nuove prospettive per il futuro dello stato sociale.

Il tavolo sarà l’occasione per riflettere sul ruolo dell’economia sociale non come risposta residuale alle fragilità del sistema, ma come forza capace di costruire una nuova concezione di prosperità, orientando l’economia alla creazione di valore per la società.

Programma

Giovedì 22 ottobre, dalle 14:30 alle 15:30
Tavolo Sociale | Piazza del Festival | Galleria Subalpina

IL MERCATO SOTTO CASA. COMMERCIO, INNOVAZIONE E COMUNITÀ

A cura di Impact Hub Torino
In collaborazione con Torino Social Impact

Quanto conta per una città il commercio di vicinato? La tenuta sociale passa anche da lì. A partire dall’esperienza di Mercato Itinerante, una conversazione su come digitale, sostenibilità e innovazione possano aiutare mercati rionali e microattività a guardare al futuro senza perdere il legame con il territorio.


Venerdì 23 ottobre, dalle 11:00 alle 12:15
Tavolo Sociale | Piazza del Festival | Galleria Subalpina

L’ECONOMIA CHE RESTA. DIRITTI E WELFARE NELLE AREE INTERNE E MONTANE

A cura di Forum Terzo Settore Piemonte
In collaborazione con Torino Social Impact
Con Jacopo Suppo, Alessandra Binzoni

Vivere nelle aree interne e montane significa confrontarsi con la sfida di garantire diritti, servizi e opportunità. Come riportare al centro le comunità dei territori più marginali?

Un confronto tra istituzioni, Terzo Settore e realtà locali sul ruolo dell’economia sociale e del welfare di prossimità, a partire dalle esperienze concrete delle cooperative di comunità, per costruire nuove prospettive di sviluppo.

Partecipano Jacopo Suppo, Vicepresidente di ANCI Piemonte e Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, e Alessandra Binzoni, Consigliera regionale del Piemonte.


Venerdì 23 ottobre, dalle 16:00 alle 17:00
Tavolo Sociale | Piazza del Festival | Galleria Subalpina

GIOVANI E LAVORO. STRUMENTI PER FINANZIARE E SVILUPPARE LE PROPRIE IDEE

A cura di PerMicro
In collaborazione con Torino Social Impact
Con Benigno Imbriano, Filippo Chiesa, Carola Vierbucher, Gianni Giovine, Filippo Psacharopulo

Secondo il Rapporto “Giovani Expat. Come farli tornare”, tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso 441 mila giovani tra i 18 e i 34 anni, con un saldo negativo record di oltre 61 mila unità nel solo 2024.

Il Tavolo Sociale a cura di PerMicro parte da questo scenario per riflettere, insieme ad alcuni ospiti, sulle opportunità già esistenti e su quelle ancora da costruire per il futuro lavorativo dei giovani che vivono in Italia.

In questo quadro sarà presentato anche il progetto YEP, nato per rafforzare l’inclusione sociale e l’autonomia economica dei giovani che desiderano costruire il proprio futuro professionale attraverso l’imprenditorialità.

Partecipano Benigno Imbriano, Filippo Chiesa e Carola Vierbucher di PerMicro, Gianni Giovine di Refugee Restart e Filippo Psacharopulo di SocialFare Seed.


Venerdì 23 ottobre, dalle 17:30 alle 18:30
Tavolo Sociale | Piazza del Festival | Galleria Subalpina

AL TAVOLO SOCIALE: VISIONI, COMPETENZE E COMUNITÀ DI PRATICA

A cura di Torino Social Impact – Cottino Social Impact Campus
Con Davide Barberis, Fabrizio Bontempo, Simona De Giorgio, Emanuela De Sabato, Andrea Lecce, Gianmarco Sala, Caterina Soldi

Il futuro di un territorio si prevede o si costruisce insieme? Che ruolo possono avere professionisti e competenze specialistiche nella costruzione di un’economia più sociale?

Gli Ordini professionali e le Comunità di pratica di Torino Social Impact si confrontano sulle trasformazioni del territorio e sugli strumenti necessari per curare lo stato sociale e accompagnare le comunità, a partire dalle prospettive del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

In collaborazione con Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, Ordine degli Avvocati di Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro ETS, Intesa Sanpaolo e Cottino Social Impact Campus.


Sabato 24 ottobre, dalle 11:30 alle 12:30
Tavolo Sociale | Piazza del Festival | Galleria Subalpina

PERCORSI DI CRESCITA NEL TERZO SETTORE: L’ESPERIENZA DI MANAGERNOPROFIT

A cura di ManagerNoProfit
In collaborazione con Torino Social Impact
Con Cooperativa Sociale Valpiana, Cucina Malati Poveri, Sciare per Sorridere, Telefono Amico

Il Terzo Settore è un motore dello stato sociale: riduce le disuguaglianze, sostiene le fragilità e genera cultura, sport e occasioni di comunità.

Attraverso le esperienze di ManagerNoProfit, che affianca chi opera per il bene comune, l’incontro racconterà percorsi di sviluppo e crescita capaci di generare un impatto positivo sulle comunità e sui territori.

Reporting di sostenibilità: Amapola organizza un webinar su ESRS revisionati e Voluntary Standard

Il 29 ottobre alle 12.00, su Zoom, un incontro dedicato ai criteri di scelta e alla preparazione dei percorsi di rendicontazione obbligatoria e volontaria.


Prepararsi agli obblighi di rendicontazione, rispondere alle richieste di clienti e banche, costruire una conoscenza più precisa dei propri impatti: il reporting di sostenibilità risponde a esigenze diverse, che richiedono strumenti e percorsi proporzionati alle caratteristiche di ciascuna organizzazione. A questi temi è dedicato il webinar “Il report giusto per la tua impresa. Nuovi ESRS e Voluntary Standard: come scegliere e prepararsi”, organizzato da Amapola per giovedì 29 ottobre 2026, alle 12.00 su Zoom.

Iscrizioni qui

L’incontro, gratuito e aperto a tutte le persone interessate previa iscrizione, offrirà indicazioni ed esempi concreti per orientarsi tra gli ESRS revisionati e il Voluntary Standard (VS), evoluzione del VSME. Interverrà Giulia Devani, Responsabile strategie e reporting di sostenibilità di Amapola, con la conduzione di Micol Burighel, Responsabile comunicazione.

Strumenti diversi per esigenze diverse

L’evoluzione del quadro europeo rende centrale una domanda: quale approccio permette all’impresa di raccogliere informazioni affidabili e utilizzarle in modo efficace? La risposta dipende dal perimetro normativo, ma anche dagli obiettivi aziendali, dagli interlocutori a cui si rivolge il report e dalla maturità dei processi interni.

Il webinar approfondirà le caratteristiche e i destinatari dei due riferimenti europei. Per gli ESRS revisionati, il confronto riguarderà anche la preparazione alla rendicontazione e il ruolo della valutazione di doppia materialità, che considera sia gli impatti dell’impresa su persone e ambiente sia i rischi e le opportunità di sostenibilità per l’impresa stessa.

Il Voluntary Standard sarà invece esaminato come strumento proporzionato per le organizzazioni fuori dall’obbligo, con un pubblico che va oltre le sole PMI. Saranno illustrate anche le possibilità di integrare le informazioni previste dal VS con ulteriori approfondimenti, quando le attività aziendali o i temi rilevanti richiedano una rappresentazione più completa.

Obblighi in arrivo e richieste delle filiere

Una parte dell’incontro sarà dedicata alle imprese che dovranno rendicontare dal 2028, con riferimento all’esercizio 2027, e alle attività da avviare per tempo. Parallelamente, sarà approfondito il valore del reporting volontario per le aziende che ricevono richieste ESG da clienti, partner industriali e istituti di credito.

In questo contesto si inserisce il value chain cap, la tutela che limita le informazioni richiedibili alle imprese della catena del valore. Il webinar ne chiarirà la funzione e il rapporto con il VS, offrendo elementi utili per comprendere come gestire le richieste informative delle filiere.

L’obiettivo è accompagnare le imprese verso un reporting utile alla pianificazione, alla gestione e alle relazioni con gli stakeholder, costruendo un metodo che possa consolidarsi ed evolvere nel tempo insieme al percorso di sostenibilità dell’organizzazione.

Il webinar si rivolge sia alle imprese che si avvicinano per la prima volta alla rendicontazione, sia a quelle che intendono aggiornare un approccio già avviato. Al termine è prevista una sessione dedicata alle domande delle persone partecipanti.

Giovedì 29 ottobre 2026, ore 12.00 · Online su Zoom

Partecipazione gratuita, previa iscrizione: QUI

Parità di genere: al via il percorso per costruire la Carta Etica dell’ecosistema

Dalla primavera del 2024, la Comunità di pratica sulla parità di genere è diventata uno spazio di confronto e condivisione tra enti pubblici, imprese e organizzazioni del Terzo settore. Organizzazioni diverse per natura e ambito di intervento ma unite dall’obiettivo comune di voler rendere la parità di genere una leva concreta di cambiamento sociale ed economico.


A guidare il percorso è una convinzione condivisa: la parità non è un tema settoriale, ma una dimensione trasversale dell’innovazione, della sostenibilità e della qualità dell’impatto.

Da qui nasce una nuova sfida che punta a trasformare il patrimonio di esperienze maturato nella Comunità in un impegno comune dell’intero ecosistema. È questo l’obiettivo del Percorso Parità di genere di Torino Social Impact, un processo partecipativo che nei prossimi mesi porterà alla costruzione condivisa di una Carta Etica per la parità di genere

Il primo appuntamento si è svolto martedì 13 ottobre al Cottino Social Impact Campus, dove 18 organizzazioni partner di Torino Social Impact si sono confrontate su principi, valori e impegni concreti da mettere alla base della Carta.

La Carta Etica, introduce Monica Cerutti, nasce con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale e organizzativo orientato all’equità e alla pluralità. La parità di genere viene riconosciuta come una componente strutturale della qualità dell’impatto sociale e un fattore determinante per la sostenibilità e la capacità delle organizzazioni di generare cambiamento.

Più che un documento formale, la Carta vuole essere uno strumento condiviso per orientare comportamenti, decisioni e pratiche, creando una maggiore coerenza tra i valori dichiarati e le azioni quotidiane. La sua specificità risiede nella dimensione collettiva: non si tratta soltanto di promuovere il cambiamento all’interno delle singole organizzazioni, ma di costruire un impegno comune capace di coinvolgere l’intero ecosistema Torino Social Impact. 

Durante il pomeriggio di lavoro, l’attività si è articolata in tre macrotemi, approfonditi attraverso il confronto in gruppi, in cui sono state condivise riflessioni ed esperienze per delineare le possibili direttrici della Carta.

Il primo macrotema ha riguardato i valori, i principi guida e la cultura organizzativa. È emersa la centralità dell’equità, dalla parità salariale all’accesso alle opportunità di carriera, fino alla rappresentanza nei processi decisionali e alla valorizzazione delle persone. Tra i principi condivisi figurano la fiducia tra le organizzazioni, il rispetto delle diversità, il coinvolgimento delle persone e la conciliazione vita-lavoro, insieme alla promozione del benessere organizzativo e al contrasto degli stereotipi e delle discriminazioni. I gruppi hanno inoltre individuato alcuni possibili cambiamenti culturali, come una maggiore trasparenza nei processi decisionali, una comunicazione inclusiva e lo sviluppo di una cultura collaborativa, basata sullo scambio di competenze, anche attraverso il confronto intergenerazionale. 

Il secondo macrotema si è concentrato su attività, monitoraggio e misurazione, evidenziando la necessità di tradurre i principi in azioni concrete nei diversi processi organizzativi. Un gruppo ha individuato come prioritarie le fasi del processo di selezione e formazione, con particolare attenzione al coinvolgimento delle persone a tutti i livelli dell’organizzazione e al contrasto delle discriminazioni anche oltre la dimensione di genere. Interviste, questionari e momenti periodici di monitoraggio potrebbero consentire di valutare i progressi e individuare eventuali criticità, garantendo trasparenza sui risultati. 

Infine, il terzo macrotema ha approfondito il valore dell’ecosistema collaborativo e multi-attore. La rete è stata riconosciuta come uno spazio strategico per condividere buone pratiche, strumenti e competenze, promuovere iniziative comuni e rafforzare il dialogo con le istituzioni sui temi della parità di genere. 

Il lavoro del Percorso Parità di genere proseguirà il 16 novembre con un secondo appuntamento, che consentirà di approfondire le riflessioni emerse e continuare a delineare uno strumento condiviso per promuovere una cultura organizzativa più equa e plurale, rafforzando la collaborazione tra le realtà dell’ecosistema.

Social procurement, si può fare

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con VITA.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Come può il potere d’acquisto diventare uno strumento per generare impatto sociale?

Il nuovo approfondimento di Storie a Impatto racconta il lavoro che Torino Social Impact sta portando avanti sul social procurement, attraverso due percorsi sperimentali rivolti rispettivamente alla pubblica amministrazione e alle imprese private.

Sul fronte pubblico, il lavoro punta ad approfondire l’utilizzo di clausole sociali e criteri di impatto nelle procedure di appalto. Nel settore privato, invece, tre aziende stanno sperimentando nuovi modelli di collaborazione tra profit e non profit, con l’obiettivo di favorire l’ingresso delle imprese sociali nelle filiere di fornitura.

Un passaggio dalla sensibilizzazione alla sperimentazione concreta, per comprendere come acquisti e supply chain possano diventare leve capaci di coniugare competitività, collaborazione e impatto sociale.

Leggi l’articolo di Daria Capitani su VITA

PROSECO: a Iași il confronto europeo su economia sociale e appalti pubblici responsabili

Il 7 e 8 ottobre 2026, il consorzio del progetto Interreg Europe PROSECO si è riunito a Iași, in Romania, per il terzo incontro interregionale del progetto, ospitato da ADV Romania. Due giornate dedicate allo scambio di esperienze tra partner europei e stakeholder locali, con l’obiettivo di approfondire politiche e strumenti a sostegno dell’economia sociale e degli appalti pubblici socialmente responsabili.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per conoscere da vicino alcune esperienze del territorio rumeno, fare il punto sulle attività del progetto e confrontarsi sulle strategie che possono favorire lo sviluppo delle imprese sociali a livello regionale.


Un ecosistema integrato a sostegno delle imprese sociali

La prima giornata è iniziata con una visita all’ecosistema di economia sociale AFIN – ADV Group – SFA, un modello che combina sviluppo imprenditoriale, inserimento lavorativo inclusivo, accesso al mercato e strumenti di finanza sociale. L’esperienza ha offerto uno spunto di riflessione sul valore della collaborazione tra servizi di supporto, finanziamenti e opportunità di mercato per accompagnare la crescita sostenibile delle imprese sociali.

Il punto sul progetto e sulle attività future

Nel corso dello Steering Committee, i partner hanno condiviso le lezioni apprese durante i primi tre semestri di PROSECO, analizzato lo stato di avanzamento delle attività e discusso le prossime tappe del progetto, con un focus sulle azioni di comunicazione e disseminazione e sulla pianificazione dei semestri successivi. Torino Social Impact ha presentato le attività finora svolte sul territorio torinese insieme a Città di Torino, e i prossimi passi previsti nei prossimi mesi. 

Appalti pubblici socialmente responsabili: esperienze a confronto

L’8 ottobre, presso il Municipio di Iași, il Policy Exchange Seminar ha riunito rappresentanti delle istituzioni locali e regionali ed esperti europei per approfondire il ruolo delle politiche pubbliche nel promuovere l’economia sociale e gli appalti pubblici socialmente responsabili.

Tra i partecipanti, Roxana Necula, vicesindaca del Comune di Iași, e Ioana Danila, consigliera del Consiglio della Contea di Iași, insieme a rappresentanti di altre realtà europee.

Ioannis Pergantas, vicepresidente per il Welfare sociale della Regione della Grecia Centrale, ha presentato l’esperienza greca in materia di appalti responsabili e sociali, soffermandosi sul passaggio dalle possibilità offerte dal quadro normativo alla loro attuazione a livello regionale.

Mieke Frans, della Provincia del Brabante Fiammingo, e Caroline van Campen, del Comune di Amsterdam, hanno invece approfondito le principali novità della riforma del quadro europeo sugli appalti pubblici e le relative implicazioni per le amministrazioni aggiudicatrici.

Il confronto ha permesso di mettere in dialogo approcci ed esperienze differenti, evidenziando le opportunità offerte dagli appalti pubblici per sostenere le imprese sociali e integrare obiettivi sociali nelle politiche di sviluppo territoriale.

La giornata è proseguita con alcune study visit, che  hanno permesso ai partner di conoscere alcune realtà locali che traducono l’impatto sociale in attività e servizi concreti.

Rafforzare la cooperazione europea per un’economia più inclusiva

Il terzo incontro interregionale di PROSECO ha confermato il valore dello scambio transnazionale come strumento per condividere pratiche, confrontare modelli di intervento e individuare nuove opportunità di collaborazione.

Il confronto tra territori ha messo in luce come politiche pubbliche e appalti socialmente responsabili possano contribuire, in modo complementare, a creare condizioni più favorevoli allo sviluppo delle organizzazioni ad impatto sociale e alla costruzione di economie regionali più inclusive e sostenibili.

Territori a impatto: alleanze multiattore per affrontare l’emergenza casa

La seconda uscita di Territori a impatto approfondisce il tema dell’accessibilità abitativa e il ruolo delle collaborazioni tra attori pubblici, privati, sociali e finanziari nella costruzione di nuove risposte alla crisi della casa.


Prosegue Territori a impatto, la rubrica realizza sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire, e curata dagli Advisors di Torino Social Impact Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano per leggere alcune delle principali trasformazioni economiche e sociali a partire dalle esperienze dei territori e dalle nuove forme di collaborazione tra attori diversi.

Dopo la prima uscita, che ha introdotto il percorso e la prospettiva della rubrica, il secondo approfondimento, dal titolo “Allearsi per gestire l’emergenza casa”, porta l’attenzione sull’accessibilità abitativa, una questione sempre più centrale per le città e che riguarda in particolare famiglie a basso e medio reddito e giovani.

A partire dalla recente pubblicazione dell’Affordable Housing Act, la proposta della Commissione europea dedicata all’accessibilità della casa nelle aree urbane e turistiche sottoposte alle maggiori pressioni abitative, l’articolo sposta lo sguardo su un aspetto ancora poco esplorato del dibattito: la possibilità di costruire partenariati tra soggetti pubblici, privati, sociali e finanziari, capaci di mettere in comune risorse, competenze e strumenti.

Tra le esperienze italiane raccontate c’è Homes4All LAB, la rete nata il 30 settembre per diffondere il modello di Homes4All e che coinvolge oggi Torino, Verona, Brescia, Forlì, Bologna, Firenze e Varese, con nuove realtà in costruzione anche nel Centro e nel Sud Italia.

L’esperienza di Homes4All, società benefit nata da un progetto di finanza a impatto sviluppato con la Città di Torino e sostenuto dal Fondo per l’Innovazione Sociale, mostra come il recupero di immobili sfitti o sottoutilizzati possa essere accompagnato dal coinvolgimento di investitori e da percorsi di supporto alle persone. Finora il progetto ha interessato 118 appartamenti, rimessi a disposizione per finalità abitative e sociali.

Sempre a Torino, l’articolo richiama l’esperienza della Fondazione di Comunità Porta Palazzo, dell’Associazione CoAbitare e di un comitato di cittadini impegnati nello sviluppo di un community land trust: un modello che separa la proprietà del suolo da quella dell’abitazione con l’obiettivo di preservarne l’accessibilità nel tempo.

Esperienze diverse, accomunate dalla capacità di integrare la dimensione abitativa con l’accompagnamento sociale, la costruzione di comunità e la messa in rete di attori e servizi. Una prospettiva nella quale l’economia sociale può assumere un ruolo centrale e che trova espressione anche in nuove forme di collaborazione sviluppate sul territorio torinese.

Heimat Academy e CasaOz: la co-progettazione come punto di partenza per un nuovo percorso educativo

Un laboratorio di body percussion e ritmo rivolto a bambine, bambini, ragazze e ragazzi. Ma soprattutto un percorso costruito a partire dall’incontro, dall’ascolto e dalla conoscenza del contesto.


Da ottobre Heimat Academy, l’area culturale di Heimat Srl, ha avviato una nuova collaborazione con CasaOz, Ente torinese che accompagna bambini, bambine, ragazzi e famiglie attraverso attività, relazioni e spazi di quotidianità. Al centro del progetto c’è un laboratorio dedicato alla body percussion, al ritmo e alla musica, pensato come uno spazio in cui corpo, movimento, voce e strumenti possano diventare occasioni di espressione, ascolto e relazione.

Il primo incontro ha già permesso di iniziare a conoscere il gruppo, sperimentare i suoni del corpo e avvicinarsi alle percussioni, partendo anche dalle musiche scelte direttamente dalle ragazze e dai ragazzi. Ma il percorso è iniziato ancora prima di entrare nello spazio del laboratorio.

Progettare dopo essersi incontrati

Uno degli elementi più significativi della collaborazione tra Heimat Academy e CasaOz è infatti il lavoro di co-progettazione che ha preceduto l’avvio delle attività.

Nel lavoro educativo capita spesso di dover definire in anticipo obiettivi, strumenti e modalità operative, quando ancora non si conoscono le persone che parteciperanno al percorso. In questo caso è stato possibile dedicare tempo al confronto tra professionisti e professioniste alla conoscenza del contesto e alla costruzione progressiva della proposta.

Un passaggio che permette di considerare il progetto come una struttura capace di modificarsi nel tempo sulla base delle persone, delle relazioni e delle esigenze che emergono.

Per Heimat Academy questa dimensione rappresenta una parte fondamentale del lavoro educativo: progettare con le realtà coinvolte e non semplicemente per loro.

La musica come spazio di relazione

Body percussion e ritmo diventano così non soltanto contenuti da apprendere, ma strumenti attraverso cui sperimentare differenti modalità di partecipazione. Il corpo è uno strumento che ciascuno porta con sé. Un battito di mani, un gesto, un suono o una pulsazione possono diventare elementi di un linguaggio condiviso, all’interno del quale ogni partecipante può trovare il proprio spazio.

Il percorso continuerà nei prossimi mesi e potrà aprirsi anche al dialogo con altri linguaggi artistici, mantenendo al centro la possibilità di adattare progressivamente le attività al gruppo.

Un nuovo percorso per Heimat Academy

La collaborazione con CasaOz si inserisce nel lavoro che Heimat Academy sta sviluppando nell’ambito dei progetti educativi, attraverso musica, teatro, movimento, sport e pratiche di consapevolezza.

L’obiettivo è costruire interventi nei quali i linguaggi artistici possano diventare strumenti per favorire partecipazione, espressione e relazioni, lavorando insieme alle organizzazioni e ai professionisti e professioniste presenti nei diversi contesti.

Durante uno degli incontri a CasaOz, una frase stampata su una maglietta ha attirato la nostra attenzione:

«Nessun posto è bello come casa, ma per arrivarci serve coraggio».

Ci è sembrata una frase particolarmente adatta per accompagnare l’inizio di questo nuovo percorso.

Planet Smart City con EnergyVista vince l’Italian Innovation Award 2025 per l’impatto sociale

 Planet Smart City, insieme ai partner Energy of Things, Midori Connect e NEAR Sgr, ha ricevuto l’Italian Innovation Award come miglior progetto per impatto sociale del 2025 con il prodotto EnergyVista, una soluzione sviluppata nell’ambito del progetto europeo ProLight e dedicata alla transizione energetica digitale. 


EnergyVista affianca i residenti nel monitoraggio e nella riduzione dei consumi energetici attraverso visualizzazioni intuitive, notifiche personalizzate e suggerimenti pratici. Il progetto ha integrato gli strumenti digitali con un percorso di coinvolgimento degli abitanti di Urbana New Living a Milano, social housing promosso da NEAR Sgr, attraverso attività di co-creazione e Citizen Lab guidati dai Community Manager di Planet.

L’approccio ha prodotto risultati concreti: in due anni di monitoraggio, i consumi energetici si sono ridotti del 10%, la comprensione delle bollette è aumentata del 35% e il 70% dei partecipanti ha mantenuto un coinvolgimento attivo oltre la fase iniziale. Il modello, basato sull’integrazione tra dati, tecnologia e dimensione umana, è stato concepito come modulare e replicabile.

Planet Smart City è disponibile a mettere questa esperienza a disposizione di nuovi progetti, anche in programmi finanziati, collaborando con enti, imprese e partenariati interessati a sviluppare soluzioni per l’abitare più inclusivo e partecipato.

Eviana Arduino nuova Responsabile dei Servizi per le Imprese

Dall’ascolto delle aziende allo sviluppo delle competenze: una visione della formazione che guarda ai cambiamenti del lavoro.


Eviana Arduino, 36 anni, è la nuova Responsabile dei Servizi per le Imprese di Enaip Piemonte. Subentra a Francesca Marcone, che ha assunto il nuovo incarico di Direttrice di Produzione – Innovazione e Sviluppo, che ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni alla guida del Servizio e per il contributo dato alla sua crescita e al suo sviluppo.

I Servizi per le Imprese coordinano e supportano le attività di formazione rivolte alle aziende e ai loro dipendenti, lavorando in stretta collaborazione con i 16 Centri di Enaip Piemonte presenti sul territorio regionale. Le attività del Servizio si sviluppano attraverso diversi strumenti e opportunità: apprendistato finanziato da Regione Piemonte e apprendistato a pagamento, Formazione Continua Individuale, Accademie di filiera e formazione finanziata attraverso i Fondi interprofessionali, tra cui Fondimpresa, Fondartigianato e Fondirigenti.

Eviana, laureata in Gestione e Programmazione dei Servizi Educativi e Formativi, lavora in Enaip da otto anni: il suo percorso si è sviluppato nell’ambito della formazione rivolta alle imprese, partendo dal coordinamento e dalla gestione di piani formativi, per arrivare progressivamente alla progettazione, al monitoraggio e alla gestione di progetti sempre più complessi. Ha lavorato a stretto contatto con aziende, partner, enti finanziatori approfondendo in particolare gli strumenti messi a disposizione da Regione Piemonte e dai Fondi interprofessionali.

Come vivi questo tuo nuovo incarico professionale?

Vivo questo nuovo incarico come una nuova tappa di un percorso iniziato in Enaip Piemonte otto anni fa. In questi anni sono cresciuta professionalmente grazie alle esperienze che ho avuto l’opportunità di vivere, alle responsabilità che progressivamente mi sono state affidate e, soprattutto, al confronto con colleghe e colleghi dai quali ho imparato molto.

Assumere oggi la responsabilità dei Servizi per le Imprese rappresenta per me un’opportunità importante, che vivo con entusiasmo e con un forte senso di responsabilità. Significa coordinare un gruppo di lavoro, ma soprattutto mettermi a supporto di colleghe e colleghi dei nostri centri, valorizzando competenze ed esperienze che ogni giorno permettono a Enaip di rispondere ai bisogni formativi delle imprese in tutto il territorio regionale.

È inoltre un ruolo che sento particolarmente vicino al mio modo di intendere la formazione. Credo fermamente nella formazione continua lungo tutto l’arco della vita e nella possibilità, a qualsiasi età e in qualsiasi fase del proprio percorso, di aggiornare le proprie competenze, rimettersi in gioco e continuare a crescere professionalmente e personalmente.

La formazione, per me, non rappresenta soltanto una risposta alle trasformazioni del mercato del lavoro: è uno strumento concreto attraverso il quale le persone possono investire sul proprio futuro professionale.

Quali sono le sfide più grandi che pensi di dover affrontare?

Credo che una delle sfide principali sia riuscire a stare al passo con un mondo del lavoro che cambia molto rapidamente e, contemporaneamente, aiutare imprese e lavoratori a comprendere quanto l’aggiornamento continuo delle competenze non sia più qualcosa di accessorio, ma una componente fondamentale del proprio percorso professionale.

Per noi significa essere capaci di ascoltare ciò che accade nelle aziende e nei territori, intercettare bisogni che evolvono continuamente e trasformarli in opportunità formative realmente utili.

C’è poi una sfida interna che considero altrettanto importante: riuscire a costruire una collaborazione sempre più forte tra i Servizi per le Imprese e i centri Enaip. I colleghi che lavorano nei diversi territori del Piemonte sono il nostro contatto quotidiano con le aziende e ne conoscono esigenze, caratteristiche e trasformazioni. Il mio compito è supportarli, facilitare il loro lavoro e mettere in rete le esperienze e le competenze presenti.

La vera sfida, quindi, è duplice: accompagnare le imprese nel cambiamento e, allo stesso tempo, costruire una rete Enaip sempre più capace di rispondere insieme a quel cambiamento.

Quali sono i punti chiave del tuo progetto di sviluppo? Cosa sogni di fare?

Vorrei che i Servizi per le Imprese diventassero sempre di più un punto di raccordo tra i nostri centri, le imprese e le opportunità di formazione disponibili, capaci non soltanto di cogliere al meglio le opportunità della formazione continua, ma anche di aiutare i territori a investire costantemente nel potenziamento e nello sviluppo delle competenze.

Imparare, disimparare ciò che non è più sufficiente e imparare di nuovo.

È questa, per me, una delle grandi sfide del nostro tempo. Le competenze cambiano, il lavoro evolve e le persone hanno bisogno di poter evolvere insieme ad esso, indipendentemente dall’età o dal momento della propria carriera.

In questo senso sento molto vicino il ruolo di Enaip Piemonte: accompagnare le persone non soltanto all’ingresso nel mondo del lavoro, ma durante tutto il loro percorso professionale, offrendo occasioni per aggiornarsi, crescere e investire sul proprio futuro.

Bench-Mark | Ep. 114 – La Luna del Grano

La maternità non è un’interruzione del percorso professionale, ma una transizione che aziende, manager e persone possono imparare a gestire in modo diverso.

In questo episodio di Bench-Mark, Sonia Zappitelli, co-founder di La Luna del Grano, racconta come la società benefit accompagni le organizzazioni in un cambiamento culturale capace di sostenere la genitorialità e contrastare le dimissioni delle lavoratrici neomamme.

Nata anche dall’esperienza personale della sua fondatrice, La Luna del Grano lavora con genitori e manager prima, durante e dopo la genitorialità, intervenendo sulle modalità con cui viene vissuta e raccontata all’interno delle organizzazioni.

Perché l’impatto sociale si misura anche nella possibilità di tornare al lavoro senza vedere penalizzata la propria carriera, vivere pienamente la paternità e trasformare politiche e certificazioni in cambiamenti concreti e duraturi.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

La misurazione dell’impatto per le Società Benefit: strumenti e metodi pratici

Un pomeriggio di confronto sul ruolo della valutazione e della misurazione dell’impatto per le Società Benefit, con un approfondimento sulle diverse metodologie e sugli strumenti pratici applicabili: questo il focus del nuovo appuntamento di Fit4Benefit.


Ospitato da Va Lentino srl SB, negli spazi di Imbarchino, l’appuntamento ha coinvolto 14 organizzazioni in una sessione formativa e di confronto dedicata al tema.

Condotto da Amapola e Mercato Circolare, l’incontro si inserisce nel più ampio percorso della Comunità di pratica Società Benefit, realizzata in collaborazione con Unione Industriali Torino e co-progettata insieme alle Società Benefit Amapola, BDFL Torino STP SB, Futura Law Firm e Mercato Circolare, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti introduttivi di Torino Social Impact, a cura di Lorena Di Maria, Nadia Lambiase di Mercato Circolare ha coinvolto i partecipanti a partire da una domanda guida: “Quale parola chiave ti viene in mente se pensi all’impatto?”

La riflessione è partita da una parola: cambiamento.

L’impatto può essere definito come il cambiamento sociale, ambientale o economico generato da un’organizzazione, un’attività, un progetto o un intervento. Comprenderlo significa quindi andare oltre la rilevazione delle attività svolte e interrogarsi sugli effetti prodotti nel tempo sulle persone, sulle comunità e sul territorio.

In questa prospettiva, la valutazione d’impatto può diventare una leva per il miglioramento continuo e l’innovazione, mettendo a disposizione dati ed evidenze utili a supportare le decisioni e a sperimentare nuove soluzioni. Può inoltre rafforzare il dialogo con gli stakeholder e consolidarne la fiducia, sostenendo una narrazione dell’impatto fondata su elementi concreti.

Da qui emerge un secondo elemento centrale condiviso durante l’appuntamento: non esiste una metodologia di valutazione dell’impatto migliore in assoluto.

Come ha sottolineato Anna Filippucci di Amapola, la scelta dello strumento dipende dallo scopo della valutazione, dall’oggetto che si vuole analizzare, dai dati disponibili, dagli stakeholder da coinvolgere e dal livello di maturità dell’organizzazione.

La domanda da porsi non è quindi “qual è il metodo migliore?”, ma “qual è il metodo più adatto a questo specifico caso?”.

È stata quindi proposta una panoramica di diversi metodi e approcci alla valutazione d’impatto: dall’approccio narrativo alla teoria del cambiamento, dallo SROI al B Impact Assessment, fino alla matrice del bene comune.

L’obiettivo era mostrare la varietà degli strumenti disponibili e l’importanza di individuare una metodologia coerente con le proprie esigenze, valutando anche la possibilità di integrare più approcci e valorizzarne i diversi punti di forza.

Amapola ha poi presentato un’esperienza di valutazione dell’impatto realizzata nel 2025 attraverso la metodologia SROI. Il caso ha permesso di approfondire il percorso seguito, le ragioni alla base della scelta dello strumento, le modalità di applicazione e gli apprendimenti emersi.

La riflessione metodologica è stata portata anche sul terreno della pratica attraverso un’attività laboratoriale. Le organizzazioni, suddivise in gruppi, si sono confrontate sulle metodologie e sugli strumenti di valutazione utilizzati nelle proprie esperienze, condividendone punti di forza e criticità. Alcune tracce comuni hanno guidato lo scambio, favorendo il confronto tra approcci differenti e il peer learning, prima della restituzione finale in plenaria.

La discussione si è infine spostata su una questione più ampia: come definire il valore generato da un’organizzazione?

Da questa domanda è emersa la necessità di un cambiamento culturale, capace di riconoscere forme di valore che non possono essere interamente tradotte in termini monetari. Una riflessione particolarmente significativa per le Società Benefit, chiamate a tenere insieme dimensione economica, sociale e ambientale.

Mostra Divieto di oppressione – dal 2 al 25 ottobre presso @Stampé

Divieto di oppressione è la mostra che indaga la scena contemporanea torinese delle manifestazioni di lotta per i diritti delle persone più oppresse: dal movimento per l’Askatasuna alle grandi piazze per la Palestina, dai Pride alle lotte per transfemministe e per le donnə, ma anche le azioni per l’ambiente, per il lavoro, la lotta No TAV e quella No CPR.


Manifestare è l’atto più politico e democratico che ogni cittadinə può esercitare per difendere i propri diritti e quelli dellə altrə. Eppure le manifestazioni sono spesso bersaglio del braccio violento del potere, che da istituzione protettrice si trasforma in oppressore. Manifestare ha sempre infastidito il potere e rimane l’anticorpo più potente delle democrazie.

Tramite i materiali visivi raccolti, questa mostra vuole raccontare e riflettere sul significato politico del manifestare, sulle esperienze di chi vi partecipa, sullo stato attuale della lotta e su come attraversare questi spazi di azione collettiva.

La mostra durerà dal 2 al 25 ottobre, coi seguenti orari di apertura:
  • MAR-GIO dalle 15:00 alle 19:00
  • VEN-SAB dalle 15:00 alle 23:00
  • DOM dalle 16:00 alle 21:00

Le sezioni in mostra

  • Sezione principale “Manifesti di lotta” >Raccolta manifesti dai movimenti di lotta.
  • Sezione documentale “Scritte di lotta” > Raccolta di immagini di scritte e altri segni di lotta lasciati sui muri della città
  • Sezione collettiva “Immagini di lotta” > Raccolta di fotografie di manifestazione scattate da chi le attraversa

Calendario eventi

  • 2 OTTOBRE_ORE 18:30_INAUGURAZIONE
    Apertura e presentazione dello spazio espositivo con le tre sezioni di mostra
  • 9 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK
    SCATTA LA LOTTA. fotografare rispettando chi protesta e senza aiutare l’algoritmo
  • 16 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK
    SCRITTE DI LOTTA. come la protesta prende vita sui muri della città
  • 23 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK (Evento parte di Graphic Days IN THE CITY)
    DISEGNI DI LOTTA. come prendono forma le affissioni delle manifestazioni
  • 25 OTTOBRE ORE 18:30_TALK
    DIRITTO DI PROTESTA. Una guida pratica per manifestare, con Amnesty International

Info e iscrizioni ai talk

Open call SI Mission Facility Training & Scaling Programme

Sei un/una social innovator, social entrepreneur o fai parte di un’organizzazione che lavora su clima, salute, città, oceani e acque, suolo o sistemi alimentari? È aperta la registrazione al SI Mission Facility Training & Scaling Programme, un percorso europeo gratuito di capacity building dedicato a iniziative di innovazione sociale collegate alle cinque EU Missions di Horizon Europe. Il programma è rivolto a realtà provenienti dagli Stati membri UE e dai Paesi associati a Horizon Europe e combina webinar europei, approfondimenti dedicati alle singole Mission, incontri nazionali in presenza e sessioni pratiche regionali.


Il percorso permetterà ai partecipanti di comprendere meglio come la propria iniziativa si inserisce nel quadro delle EU Missions, rafforzare la propria scaling readiness, utilizzare strumenti pratici per lo sviluppo e confrontarsi con esperti, organizzazioni di supporto e altri innovatori sociali a livello europeo.

Il programma prenderà il via il 20 ottobre, con un webinar generale, seguito da cinque incontri dedicati alle Mission:

  • 27 ottobre – Soil Mission
  • 3 novembre – Climate Mission
  • 10 novembre – Cancer Mission
  • 17 novembre – Cities Mission
  • 24 novembre – Oceans & Waters Mission

Tutti gli appuntamenti si terranno online dalle 10:00 alle 12:00 CET.

Per la Soil Mission, il Mission Hub di riferimento è Impact Hub Torino, che accompagnerà il percorso dedicato attraverso un incontro nazionale in presenza a Torino e successive sessioni online.

Il programma è gratuito e non si tratta di una call di finanziamento diretto, ma di un percorso di formazione, supporto e peer learning. Nel 2027 sarà inoltre aperta una Scaling Competition separata, dedicata alle innovazioni sociali più mature e pronte a scalare.

La registrazione è attualmente aperta; la scadenza indicata sul sito è in fase di estensione.

Maggiori informazioni e registrazione:
SI Mission Facility – Open Call for Social Innovators

Il modello di governance di Torino Social Impact riconosciuto come buona pratica da Interreg Europe

Il modello multi-stakeholder di Torino Social Impact è stato pubblicato sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe come buona pratica di governance territoriale, nell’ambito del progetto europeo METRO-CASE. Una valorizzazione della capacità dell’ecosistema torinese di mettere in relazione istituzioni, imprese, finanza, Terzo Settore e mondo della ricerca intorno a strategie condivise per l’economia sociale e l’impatto.


“The multi-stakeholder governance ecosystem of Torino Social Impact” è il titolo della buona pratica pubblicata sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe, la piattaforma europea dedicata alla condivisione di esperienze e soluzioni di policy già sperimentate nei territori.

La candidatura è stata presentata dalla Città Metropolitana di Torino nell’ambito di METRO-CASE – METROpolitan Collaborative Strategies and comparative Enhancements, progetto finanziato dal programma Interreg Europe e dedicato al rafforzamento della governance delle aree metropolitane europee.

Nel programma Interreg Europe, una good practice è un’iniziativa legata alle politiche di sviluppo regionale che ha dimostrato di produrre risultati concreti e che presenta un potenziale interesse per altri territori. La raccolta e lo scambio di queste esperienze sono parte integrante del lavoro dei progetti Interreg, con l’obiettivo di favorire apprendimento, adattamento e trasferimento di modelli efficaci tra le regioni europee. 

Un ecosistema fondato sulla collaborazione multi-stakeholder

La pratica pubblicata mette al centro il modello di governance sviluppato da Torino Social Impact, nato per superare la frammentazione tra attori e politiche e costruire una piattaforma territoriale capace di mettere in relazione soggetti pubblici e privati, profit e nonprofit, intorno a obiettivi condivisi di impatto sociale.

Nella valutazione pubblicata insieme alla buona pratica, l’esperto tematico di Interreg Europe Mart Veliste evidenzia in particolare la maturità raggiunta nel tempo dal modello e la capacità dell’ecosistema di tradurre la collaborazione tra stakeholder in strumenti, competenze e politiche concrete.

Tra gli elementi valorizzati figurano la nascita del Centro di Competenza per la Misurazione dell’Impatto, il ruolo svolto da Torino Social Impact nel percorso che ha portato alla definizione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e il coordinamento garantito dal settore pubblico. Il Centro di Competenza, attivo dal 2018, è stato sviluppato per diffondere cultura e strumenti di valutazione dell’impatto attraverso formazione, accompagnamento e supporto metodologico. 

Un’attenzione specifica viene dedicata anche alle Comunità di pratica, considerate un elemento distintivo della governance di Torino Social Impact. Il modello permette infatti alle organizzazioni della rete di aggregarsi intorno a temi e sfide specifiche, mettendo in comune competenze senza rendere necessaria la partecipazione di ogni partner a tutte le attività dell’ecosistema.
Le Comunità diventano così spazi flessibili di collaborazione, capaci sia di rafforzare le relazioni tra i partner sia di generare progettualità di interesse collettivo. È un approccio che Torino Social Impact utilizza oggi su ambiti che vanno dalle Società Benefit alla parità di genere, dall’economia circolare alla cura e prossimità, fino agli spazi di democrazia e alla comunicazione.

Dalle progettualità europee a una strategia territoriale

Un ulteriore elemento sottolineato dalla valutazione riguarda la capacità dell’ecosistema di utilizzare i progetti europei non come iniziative isolate, ma come occasioni per consolidare collaborazioni e sviluppare strumenti che possano continuare a produrre valore sul territorio anche oltre la durata dei singoli finanziamenti.

È proprio questa capacità di tenere insieme progettualità, competenze e indirizzi strategici all’interno di una governance comune a rendere il modello torinese potenzialmente trasferibile ad altri territori interessati a rafforzare i propri ecosistemi di imprenditorialità sociale e innovazione sociale.

La pubblicazione sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe offre così al modello di Torino Social Impact una nuova dimensione di confronto europeo.
L’esperienza torinese entra infatti in un patrimonio condiviso di pratiche da cui altri territori possono trarre strumenti, approcci e spunti per costruire ecosistemi più coordinati e capaci di tradurre la collaborazione tra attori diversi in politiche e progettualità di lungo periodo.

In questo senso, la buona pratica restituisce il valore di un percorso costruito nel tempo: non un singolo progetto, ma un modello di governance che continua a evolvere attraverso nuove competenze, alleanze e strumenti a servizio dell’economia sociale.

“Economia sociale: Nutrire il futuro di nuove visioni integrate” – Terra Madre, Salone del Gusto 2026

Il 25 settembre 2026, nella sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, è stato presentato Professionisti Pro-Economia Sociale 2030: il primo innovativo percorso di formazione integrata e accreditata dagli Ordini Professionali coinvolti e nato dalla Comunità di pratica OP4Impact per costruire nuove competenze e  approcci a supporto dell’economia sociale e dello sviluppo del territorio.


Nutrire il futuro di un territorio significa mettere in comune competenze e costruire nuove risposte per l’economia sociale: è questa la visione che ha ispirato l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate”, organizzato in occasione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, con la missione di riflettere su prospettive future capaci di mettere in relazione economia, sostenibilità, comunità e bene comune, a partire dal Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030. 

L’evento è realizzato nell’ambito della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, creata da Torino Social Impact e sviluppata con Cottino Social Impact Campus. Il progetto, sostenuto da Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e dai quattro ordini professionali, da tre anni mette in dialogo commercialisti, notai, avvocati e consulenti del lavoro per costruire nuove competenze integrate e risposte alle sfide sociali. 

Ad aprire i lavori è stato Salvatore Regalbuto, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino – Ordine professionale che ha ospitato l’evento – e che ha richiamato la necessità di un approccio integrato capace di mettere in relazione dimensioni diverse, dall’economia sociale alla sostenibilità. 

È proprio a partire dal concetto di sostenibilità che Paolo Di Croce, Direttore Generale della Fondazione Slow Food ETS, ha ricordato come Carlo Petrini, scomparso nel 2025, avesse compreso con largo anticipo la necessità di andare oltre una lettura esclusivamente economica dei fenomeni e considerare come indicatore fondamentale dell’impatto anche la capacità di cambiare concretamente la vita delle persone.

Un approccio condiviso anche da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino, che ha ricordato l’impegno della Camera di commercio di Torino nel mettere in comunicazione mondi diversi, con riferimento, in particolare, all’esperienza di Torino Social Impact e all’impegno di OP4Impact

Successivamente, Serena Milano, Direttrice Slow Food Italia, ha riportato il confronto sul tema della biodiversità, sottolineando come il cambiamento non possa limitarsi a un intervento superficiale, ma debba riguardare le strutture profonde del modello di sviluppo. La biodiversità è una delle risorse attraverso cui affrontare le trasformazioni del presente e costruire risposte per le future generazioni.

La riflessione è proseguita con Silvio Barbero, Membro del Comitato esecutivo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha richiamato la necessità di interrogarsi sui modelli economici attuali: da qui la necessità di ripensare la scala dei valori, superando una visione nella quale il profitto rappresenta l’unico parametro e mettendo sullo stesso piano la dimensione economica con quella sociale e ambientale. 

Il ruolo dei professionisti nella complessità

Caterina Soldi (Cottino Social Impact Campus), coordinatrice OP4Impact e moderatrice dell’incontro, ha sottolineato il valore del dialogo, inteso come capacità di creare sinergie valorizzando competenze differenti e costruendo intersezioni tra le diverse professionalità. In questa prospettiva si colloca il lavoro delle Comunità di pratica, chiamate a creare e strutturare nuove competenze integrate a servizio degli attori dell’economia sociale e degli ecosistemi per cui generano valore

Come ha raccontato, “la Comunità di pratica OP4Impact vuole essere uno spazio nel quale trasformare il modo di pensare e agire insieme ad altri professionisti, attraverso un approccio integrato capace di rispondere alle esigenze degli attori dell’economia sociale, in una logica generativa e non estrattiva”. OP4Impact non è più solo una comunità: è sempre di più un centro di competenze capace e desideroso di dare risposte per supportare l’evoluzione delle governance e i modelli strategici, applicativi. 

È a partire da questa missione che Davide Barberis (Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino), ha richiamato il rapporto tra persone, risorse e governance, sottolineando la necessità per i professionisti di sviluppare una visione capace di accompagnare nel tempo le organizzazioni. La misurazione dell’impatto, ha osservato, non deve diventare un obiettivo fine a sé stesso, ma essere integrata nel processo decisionale e nella progettazione fin dall’inizio.

Anche Luigi Gili, Ordine degli Avvocati di Torino, ha posto l’attenzione sulla trasformazione del ruolo professionale, in particolare alla luce della digitalizzazione e della sua crescente complessità. Nel contesto attuale la professionalità assume sempre più la dimensione del discernimento, della capacità critica e dell’interpretazione. Funzioni che portano con sé un forte valore sociale e che richiedono una formazione continua, capace di integrare competenze tecniche e cultura, in un’ottica collaborativa.

Gabriele Gili (Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo), ha sottolineato il valore della rete e della multidisciplinarietà: mettere insieme competenze diverse non significa rinunciare alle specificità delle singole professioni, ma renderle complementari per generare un valore che una singola competenza non potrebbe produrre. La rete diventa così una necessità operativa, oltre che valoriale, soprattutto nel rapporto con le realtà del terzo settore.

Infine, Luca Furfaro (Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro di Torino), ha richiamato la necessità di andare oltre i numeri, imparando a interpretarli e a leggere ciò che si trova dietro dati e norme, come nel caso di persone, famiglie e comunità. Le trasformazioni demografiche, i cambiamenti nel welfare, la conciliazione tra vita e lavoro e il permanere di fenomeni come lo sfruttamento rendono evidente la dimensione sociale delle professioni e la necessità che gli Ordini siano promotori del cambiamento.

Professionisti Pro-Economia Sociale 2030: sei seminari per costruire nuove competenze

È da questa visione collettiva che nasce il progetto Professionisti Pro-Economia Sociale 2030, che intende contribuire a una trasformazione culturale e sistemica del ruolo delle professioni, rafforzando la capacità degli Ordini di accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nei processi di crescita, innovazione e generazione di impatto. 

Il percorso, accreditato dagli Ordini professionali, sarà itinerante e prenderà avvio il 27 ottobre 2026 presso la sede del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, con un primo appuntamento dedicato al tema della Governance & partnership.

Gli altri temi al centro del percorso formativo saranno:

  • Social procurement | 20 novembre 2026;
  • Finanza a impatto sociale | 26 gennaio 2027; 
  • Competenze, giovani e sviluppo | 23 marzo 2027;
  • Inclusione sociale e lavorativa | 9 giugno 2027;
  • Innovazione, reti e trasformazione digitale | 23 settembre 2027.

Il progetto è una vera innovazione interordinistica e consolida il posizionamento di OP4Impact: un vero e proprio Centro di competenza, punto di riferimento territoriale e nazionale. , 

Per maggiori informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione al percorso formativo “Professionisti Pro-Economia Sociale 2030”, è possibile consultare il seguente documento.

Utopian Hours 2026 — Ten Years Edition / Part 2

Utopian Hours ritorna a Torino il 16–17 Ottobre. 


Dopo un primo appuntamento di grande successo a Rotterdam, il festival internazionale di city-making torna a casa con un programma più ambizioso che mai.

Unisciti a Utopian Hours, biglietti Full Festival, one-day e la speciale promozione under-30 sono disponibili su Eventbrite con il 15% di sconto dedicato all’ecosistema di Torino Social Impact inserendo il codice “UHTSI15”

Ospitata, come sempre, da La Centrale Lavazza e Dorado Community Hub, Utopian Hours Torino festeggia il suo decimo anniversario con la stessa qualità e varietà di ospiti che hanno reso il festival celebre, riunendo una lineup d’eccezione e un ricco programma culturale che esplora come le città possano rispondere con creatività alle sfide sociali, ambientali e politiche del XXI secolo.

“A Rotterdam abbiamo toccato con mano sia l’urgenza delle sfide urbane di oggi sia la straordinaria creatività con cui le città vi stanno rispondendo. Adesso torniamo a Torino con un’ambizione ancora più grande”, dichiara Luca Ballarini, cofondatore di Stratosferica. “Con la Parte 2 della nostra Ten Years Edition, Utopian Hours continuerà a spingersi oltre i limiti, portando nella nostra città alcune tra le visioni urbane più radicali al mondo. Perché oggi, più che mai, ‘cities are mental weapons’.
Tra gli ospiti internazionali annunciati c’è Sir Peter Cook, cofondatore del leggendario collettivo d’avanguardia Archigram. Con orgoglio ed emozione, Stratosferica annuncia che, appena una settimana prima del suo novantesimo compleanno, Sir Peter Cook sarà a Torino per salire sul palco di La Centrale Lavazza. Per tutta la vita ha immaginato, studiato e ridefinito le città, plasmando il pensiero architettonico attraverso il suo lavoro visionario, i suoi disegni e una fede incrollabile nel potere dell’immaginazione. La sua partecipazione è particolarmente significativa per i tanti giovani che parteciperanno a Utopian Hours, poiché rappresenta un’occasione unica per ascoltare una delle menti più brillanti e influenti dell’architettura.

Nel vero spirito del festival Utopian Hours, Torino ospiterà anche una mostra, The City is a Garden, di disegni legati a Sir Peter Cook e ad Archigram, che si terrà durante Utopian Hours 2026 e proseguirà a Dorado per due mesi. Molte delle opere esposte non sono mai state mostrate in Italia, un’occasione rara per entrare in contatto con l’universo visivo del leggendario collettivo sperimentale, spesso descritto come “i Beatles dell’architettura”.
Il programma vedrà inoltre la partecipazione di Wim Walschap, CEO e Senior Partner di Herzog & de Meuron, in rappresentanza del colosso svizzero dell’architettura noto per la capacità di coniugare tradizione e innovazione in modo che l’una valorizzi l’altra; Zahra Ebrahim, co-fondatrice di Monumental, organizzazione che costruisce ponti tra comunità e istituzioni a Toronto e che abbraccia il caos produttivo della vita urbana, dalle economie informali al placemaking spontaneo; e Carolyn Steel, che esplora il concetto di Sitopia (letteralmente “cibo-luogo”).

Il programma osserverà poi le città attraverso una serie di progetti e pratiche internazionali: Rotterdam Rooftop Days, che esplora il potenziale dei tetti urbani per l’adattamento climatico e lo spazio pubblico; Gleispool, un’enorme piscina pubblica proposta per un ex scalo ferroviario di Basilea; il progetto Crown Bridges di Helsinki; Quatorze, la pratica no profit che promuove un’architettura fondata sulla solidarietà; Nice Developers, il cui lavoro punta a dimostrare che gli sviluppatori immobiliari non devono per forza essere cattivi; ENORME Studio, con sede a Madrid, che esplora il futuro dell’architettura attraverso un design sperimentale, partecipativo e trasformabile; e Powerhouse Company, lo studio di architettura internazionale attivo nell’edilizia abitativa, nella costruzione e nella trasformazione urbana.

Come nelle edizioni precedenti, il festival andrà ben oltre il formato della tradizionale conferenza. Oltre alle keynote lecture, alle masterclass e all’Urbanites Fair a La Centrale Lavazza, Utopian Hours Torino ospiterà al Dorado Community Hub i suoi caratteristici roundtables, pensati come sessioni di lavoro partecipative volte a generare risposte concrete alle sfide urbane contemporanee.

Dorado ospiterà anche un programma di mostre, tra cui The City is a Garden di Sir Peter Cook e Urban Frame, presentata in collaborazione con CAMERA — Centro Italiano per la Fotografia. Il festival rinnova inoltre la collaborazione con l’Architecture Film Festival Rotterdam (AFFR), riportando a Torino una selezione di film dedicati all’architettura e alla città, offrendo un’ulteriore chiave di lettura per esplorare i temi e le domande al centro di Utopian Hours.
La European Guest City di quest’anno è Rotterdam, che avrà una presenza dedicata all’Urbanites Fair, una tavola rotonda a Dorado e un momento sul palco principale. L’Italian Guest City è Napoli, dopo Brescia, nell’edizione 2025.

Unisciti a Utopian Hours, biglietti Full Festival, one-day e la speciale promozione under-30 sono disponibili su Eventbrite con il 15% di sconto dedicato alla community di Torino Social Impact inserendo il codice “UHTSI15”

Voucher Digitalizzazione PMI 2026: progetti aggregati per le imprese della rete Torino Social Impact

Le imprese sociali piemontesi che stanno programmando un investimento digitale possono richiedere un contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro per impresa attraverso il Voucher Digitalizzazione PMI 2026, se in possesso dei requisiti previsti dal bando. Tra le modalità di partecipazione ci sono anche i progetti aggregati: Fondazione Piemonte Innova, partner di Torino Social Impact, sta costruendo progetti ai quali possono aderire le imprese della rete.


Il Voucher sostiene l’acquisto di tecnologie, beni e servizi digitali. Possono essere incluse anche attività di consulenza e formazione collegate all’investimento, nei limiti previsti dal bando.

In qualità di soggetto aggregatore, Fondazione Piemonte Innova accompagna le imprese nella definizione del progetto, nella preparazione della candidatura e nelle fasi successive. Per i progetti che coinvolgono un soggetto aggregatore, la percentuale di spese coperte dal contributo aumenta di 5 punti percentuali. 

I progetti aggregati sono in fase di composizione. Le imprese interessate a verificare se il proprio investimento può rientrare nel Voucher e a valutare l’adesione possono scrivere entro il 2 ottobre 2026 a bandi@piemonteinnova.it.

Maggiori informazioni sul bando

15 ottobre 2026 – Convegno GIOVANI AL CENTRO

Il 15 ottobre 2026 Fondazione Mamre ETS organizza il convegno “Giovani al Centro MAMRE Verso uno spazio ibrido socioculturale”, dedicato alla nascita di un nuovo spazio per i giovani nel quartiere Barriera di Milano. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo.


La mattinata sarà dedicata alla presentazione del percorso di progettazione, alla visione delle proposte elaborate e all’utilizzo della realtà virtuale, con un confronto sulle esperienze di spazi ibridi, sulla sostenibilità e sull’impatto del progetto sul territorio.

Il progetto Spazio Mamre Giovani nasce con l’obiettivo di creare un luogo di incontro, partecipazione e opportunità, nel quale le nuove generazioni possano sviluppare capacità, esprimersi e contribuire alla vita culturale e sociale del territorio.

Il percorso ha coinvolto giovani, studenti, università, scuole, professionisti, istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Nel primo semestre del 2026 sono state ascoltate le voci di 180 giovani e giovani, mentre 101 studenti e studentesse di Architettura hanno elaborato 20 progetti per il nuovo spazio. Dal confronto con le realtà territoriali sono inoltre emerse 50 possibili attività.

Nel pomeriggio il percorso proseguirà con tavoli di co-ideazione coordinati da Urban Lab, dedicati alle attività, alle collaborazioni e ai prossimi passi del progetto.

L’incontro rappresenta un momento di confronto e di condivisione per trasformare il lavoro progettuale svolto finora in una nuova fase di collaborazione, con l’obiettivo di costruire insieme uno spazio capace di accompagnare l’autonomia e la partecipazione dei giovani.

Save the date!

15 ottobre 2026, dalle ore 9.30 alle ore 13
Fondazione Mamre ETS – Piazzale Croce Rossa Italiana 185/A, Torino

Per partecipare, è richiesta l’iscrizione compilando il breve modulo di adesione al link qui sotto:

https://forms.gle/FWciWg26z9F5E6ZS8

Sostenibilità digitale: nuove prospettive sull’impatto nell’ecosistema TSI

Si è conclusa la prima rilevazione sulla sostenibilità digitale realizzata da Sloweb APS insieme all’ecosistema di Torino Social Impact: un primo lavoro di osservazione sulle pratiche adottate dalle organizzazioni della rete, i cui risultati saranno presentati nell’ambito del programma di Sloweb a Terra Madre Salone del Gusto 2026, dedicato all’uso responsabile e sostenibile del digitale.


Il ciclo di eventi, che ha luogo tra il 24 e il 27 settembre, rappresenta un importante tassello del lavoro congiunto tra Sloweb APS e Slow Food, che si è inoltre recentemente formalizzato in un Protocollo d’intesa volto a promuovere una cultura del digitale coerente con principi di sobrietà, sostenibilità e responsabilità, attraverso attività di informazione, formazione e diffusione di buone pratiche. 

Una prima fotografia dell’ecosistema

Il questionario promosso da Sloweb ha esplorato diversi ambiti, dalla gestione e dal fine vita dei dispositivi alla scelta di fornitori e servizi digitali, dall’accessibilità alla gestione dei dati, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e alle modalità di produzione e fruizione dei contenuti digitali.

I risultati restituiscono un quadro articolato: accanto ad alcune pratiche e attenzioni già presenti, emergono diversi ambiti sui quali è necessario continuare a sviluppare conoscenza e capacità di intervento. La rilevazione non nasce con l’obiettivo di valutare le singole organizzazioni, ma di costruire una prima base di consapevolezza condivisa, facendo emergere pratiche, bisogni e temi sui quali sarà importante concentrare l’attenzione dell’ecosistema.

I risultati saranno presentati venerdì 25 settembre durante l’incontro di “Transizione digitale sostenibile per aziende più responsabili e forti – Percorso di consapevolezza sull’impatto del digitale e dell’IA con testimonianze di aziende locali”.

Sempre nell’ambito del programma di Sloweb a Terra Madre, Torino Social Impact sarà presente anche il 27 settembre, nella figura del suo portavoce Mario Calderini, alla terza sessione del Digital Ethics Forum, dedicata alle “Buone esperienze del territorio in termini di uso responsabile del digitale per Associazioni e Istituzioni”.

La partecipazione ai due appuntamenti offre l’opportunità di portare le prime evidenze raccolte nell’ecosistema, nonché di tracciare i primi passi di un percorso che Torino Social Impact intende avviare per accompagnare il proprio ecosistema verso una maggiore consapevolezza nell’uso del digitale e una gestione più sostenibile degli strumenti digitali.

Un tema chiave per l’economia sociale

La sostenibilità digitale rappresenta un tema più che mai cruciale, attraverso cui interrogarsi sul rapporto tra innovazione, responsabilità e impatto. 

Per Torino Social Impact, questo primo lavoro rappresenta un punto di partenza per sviluppare una consapevolezza sempre più ampia sul tema e approfondire le diverse dimensioni legate all’uso delle tecnologie digitali. 

L’obiettivo è portare progressivamente la sostenibilità digitale dentro le politiche di impatto delle organizzazioni e del territorio, in coerenza con gli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e con la più ampia sfida di tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità e inclusione sociale. 

Consulta il programma completo di Sloweb a Terra Madre 2026 e iscriviti gratuitamente agli eventi.

Bench-Mark | Ep. 113 – Fondazione Educatorio della Provvidenza

In questo episodio di Bench-Mark incontriamo la Fondazione Educatorio della Provvidenza, nata a Torino nel 1722 e oggi impegnata a coniugare la propria vocazione filantropica con nuove forme di intervento sociale, educativo e culturale.

A raccontarne l’evoluzione e il presente sono Carlo Majorino, Presidente della Fondazione, e Paola Monaci, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e Coordinatrice del Centro Psicotech Lab®.

Il dialogo mette in relazione due prospettive complementari: da un lato, il modo in cui un’istituzione con oltre tre secoli di storia continua a ripensare il proprio ruolo e le proprie modalità di intervento; dall’altro, la sperimentazione di psicotecnologie e nuovi strumenti a supporto del benessere psicofisico, della prevenzione e della cura delle persone.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Slow Food Italia e Sloweb firmano un Protocollo d’intesa

Due movimenti, una radice comune.  La sostenibilità digitale entra nell’agenda del cibo buono, pulito e giusto.


Slow Food Italia e Sloweb APS hanno siglato oggi un Protocollo d’intesa che unisce i due movimenti in un impegno comune: promuovere un uso del digitale che sia sobrio, pulito e giusto, a partire dal settore agroalimentare.

Il Protocollo si accompagna a obiettivi di lungo termine e attività definite fino al 2030.

Il primo appuntamento pubblico dell’alleanza è Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, dove Sloweb sarà protagonista con molti eventi dedicati al digitale sostenibile.

«Slow Food da quarant’ anni sollecita la consapevolezza: rispetto al cibo, certo, ma anche alla produzione alimentare, alla biodiversità, ecc. Anche rispetto al digitale serve diffondere consapevolezza per non essere travolti dalla potenza degli strumenti che devono rimanere al servizio dell’umanità. Serve un’educazione digitale che ci permetta di compiere scelte consapevoli rispetto a come nutriamo il nostro cervello.» — Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia

«Slow Food ha dimostrato in quarant’anni che è possibile costruire un movimento mondiale partendo dalla concretezza delle pratiche quotidiane. Noi facciamo lo stesso con il digitale. Questa alleanza ci dà la rete e la legittimazione per farlo su scala: siamo pronti.» — Mauro Bulgarini, Presidente Sloweb APS

L’industria digitale produce oggi circa il 4% delle emissioni globali di CO₂, una quota superiore a quella dell’aviazione civile, destinata a crescere con la diffusione dell’intelligenza artificiale. Ogni smartphone nuovo ha già emesso 83 kg di CO₂ prima di essere acceso per la prima volta. I data center mondiali consumano elettricità quanto interi paesi; i modelli di intelligenza artificiale richiedono milioni di litri d’acqua per il raffreddamento dei server. Il settore agricolo, nel frattempo, si trova sotto la pressione di una digitalizzazione crescente e non guidata: macchinari che sottraggono dati e non sono riparabili dagli agricoltori, piattaforme che creano dipendenza dagli oligopoli tecnologici, tracciabilità digitale che spesso va a solo vantaggio degli intermediari.

Slow Food Italia e Sloweb condividono la convinzione che una transizione digitale non guidata con criteri di sostenibilità rischi di compromettere le conquiste del movimento agroalimentare. Un cibo buono, pulito e giusto si ottiene solo con tecnologie e processi sobri, puliti e giusti.

Che cosa prevede il Protocollo

Il Protocollo d’intesa ha durata di 24 mesi dalla firma, rinnovabili.

Definisce diversi obiettivi.

Obiettivi di breve termine

  • Informare cittadini, imprese e società civile sui reali impatti del digitale, con dati verificabili e linguaggio accessibile.
  • Educare attraverso percorsi formativi nelle scuole, nelle aziende e nelle Condotte di Slow Food in Italia, incluso il progetto «Orto Digitale».
  • Promuovere buone pratiche di sostenibilità digitale, a partire dal lancio delle «Ricette di Sloweb» a Terra Madre 2026.
  • Presentare imprese e soluzioni che operano per un digitale responsabile, con un sistema di riconoscimento ispirato ai Presìdi Slow Food.

Obiettivi di medio termine

  • Sostenere la ricerca applicata sulla sostenibilità digitale in ambito agroalimentare, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
  • Integrare pratiche di sostenibilità digitale nelle aziende della rete Slow Food, con il «Menù Digitale Slow» e strumenti di autovalutazione.

Terra Madre 2026: il primo banco di prova

Il primo appuntamento pubblico dell’alleanza è Terra Madre Salone del Gusto, 24-28 settembre 2026 a Torino.

Sloweb sarà presente con un programma che include una Rassegna cinematografica, spettacoli e Slowlesson inclusi:

  • 25 settembre: Evento Formazione aziende: un percorso di consapevolezza sull’impatto del digitale per imprese del settore agroalimentare.
  • 27 settembre: Digital Ethics Forum, sessioni 3 e 4: dibattito e appello all’azione sul rapporto tra digitale e cibo buono, pulito e giusto con istituzioni locali e aziende del territorio
  • 27 settembre: OCDR: l’osservatorio del consumo digitale responsabile, con partecipazione di aziende del NW del paese.
  • 28 settembre: I Patti digitali: gli accordi tra famiglie, che aiutano le comunità a gestire in modo responsabile dispositivi e servizi digitali

In occasione di Terra Madre verranno lanciate «Le Ricette di Sloweb. Ricette per un digitale più sano»: dieci ricette pratiche per un uso del digitale più consapevole, distribuite in formato HTML, e su cartoline per il pubblico.

Contatti stampa • Slow Food Ufficio stampa Slow Food Italia press@slowfooditalia.it

Contatti stampa • Sloweb Pietro Jarre, Segretario Sloweb APS pietrojarre@sloweb.org

Territori a impatto

Alleanze multi-attore per le sfide sociali. Una rubrica curata da Torino Social Impact su inserto Economia Civile di Avvenire.


Territori a Impatto: è questo il titolo di una rubrica mensile che dal mese di settembre Torino Social Impact realizza sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire.

Questo percorso editoriale nasce dall’assunto che è soprattutto nei contesti locali che possono nascere e svilupparsi risposte innovative alle trasformazioni sociali in corso. È infatti sul territorio che bisogni e fragilità diventano più visibili e che operano in modo capillare le organizzazioni dell’economia sociale, capaci di coniugare la produzione di valore economico con il perseguimento di obiettivi di interesse collettivo.

Questa dimensione assume un’importanza ancora maggiore di fronte alla crescente complessità delle sfide che attraversano le società europee: difficoltà di accesso all’abitazione, instabilità occupazionale delle nuove generazioni, invecchiamento della popolazione, fenomeni migratori, nuove forme di povertà e ampliamento delle disuguaglianze. Dinamiche che mettono sotto pressione la coesione sociale e possono contribuire a indebolire anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche.

Torino Social Impact proporrà quindi un viaggio tra esperienze territoriali, italiane ed europee, che hanno attivato soluzioni e strumenti innovativi basati sulla collaborazione multi-attore. Problemi così articolati non possono infatti essere affrontati attraverso l’azione isolata di un singolo soggetto. Diventa necessario costruire forme di collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese, operatori finanziari e realtà del Terzo Settore, mettendo in comune risorse, competenze e capacità di intervento.

Il primo numero della rubrica, in edicola lo scorso 9 settembre e firmato da Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano, ha disegnato una mappa dei paesi più avanzati in questo campo e degli strumenti concreti messi in campo da questi partenariati multi-attore, tra cui social impact bond, pay by results e outcome fund.

A partire dal prossimo numero, in edicola il prossimo 7 ottobre, il viaggio attraverso i territori a impatto racconterà le realtà in cui stanno prendendo forma soluzioni multi-attore, dedicando ogni numero a una grande sfida sociale: casa, NEET, invecchiamento, rigenerazione urbana, inclusione lavorativa e altre ancora.

Il percorso metterà in luce anche le esperienze italiane più avanzate, in un contesto ancora segnato da un sostanziale ritardo dovuto soprattutto alla scarsità di investitori a impatto, alla debolezza delle competenze amministrative e alla mancanza di metriche condivise e di una cultura diffusa della valutazione.

Le call europee per cultura e creatività nel webinar dell’HUB

Il 16 settembre l’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale ha organizzato un webinar dedicato alle opportunità di finanziamento europeo per il settore culturale e creativo, approfondendo tre call rivolte alla mobilità artistica, alla cooperazione internazionale e al sostegno dell’ecosistema culturale ucraino.


Durante l’incontro sono state presentate tre opportunità europee particolarmente rilevanti per le organizzazioni culturali e creative.

Perform Europe sostiene la circolazione transfrontaliera di opere di spettacolo dal vivo già prodotte e pronte per la circuitazione, con particolare attenzione a sostenibilità, inclusione, diversità e contrasto al cambiamento climatico. La call prevede contributi compresi tra 15.000 e 60.000 euro e richiede un partenariato formato da almeno tre organizzazioni provenienti da tre diversi Paesi di Europa Creativa.

ZMINA: Resilience è invece dedicata al rafforzamento e all’integrazione del settore culturale e creativo ucraino nel panorama europeo. La call sostiene progetti di co-creazione tra organizzazioni europee e ucraine, accompagnati da attività di presentazione pubblica delle opere. Il partenariato deve coinvolgere almeno due organizzazioni di due Paesi di Europa Creativa, con la presenza obbligatoria di almeno un partner ucraino.

Culture Helps Solidarity punta a rafforzare creatività, resilienza e legami con le comunità nel contesto ucraino, durante e dopo la guerra. La call sostiene grant individuali, progetti tematici e collaborazioni, affiancati da attività di mentoring, formazione, scambio tra pari, networking e condivisione di esperienze e buone pratiche. Il programma prevede inoltre azioni dedicate al dialogo interculturale, al supporto alla salute mentale e allo sviluppo professionale dei manager culturali.

Il webinar ha permesso di approfondire caratteristiche, requisiti di partecipazione, composizione dei partenariati e tipologie di attività finanziabili, offrendo alle organizzazioni partecipanti elementi utili per valutare la candidatura di una propria proposta progettuale.

Hanno partecipato Situazione Xplosiva APS, Rete Politecnica, Bottega di Cyrano – Teatro degli Acerbi, Al Cicapui ASD APS, Tedacà APS ETS, Itinerari Paralleli S.r.l., beeozanam ETS, Banca del Piemonte e Casa di Carità Arti e Mestieri.

L’incontro rappresenta anche il primo passo per accedere al percorso di accompagnamento individuale e gratuito alla progettazione offerto dall’HUB: le organizzazioni interessate possono infatti proseguire il lavoro attraverso un supporto dedicato alla costruzione e allo sviluppo della propria proposta progettuale.

L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è un’iniziativa realizzata in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Questa iniziativa contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

OP4Impact: il terzo incontro di impact capacity building

Nuovo appuntamento per OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto: il 17 settembre, a OFF TOPIC, la Comunità di Pratica si è confrontata su competenze, collaborazione interprofessionale e nuove traiettorie a supporto dell’economia sociale. 


“Può la cultura essere considerata una vera e propria infrastruttura sociale?” È questa la domanda da cui ha preso avvio il terzo incontro del percorso di Impact Capacity Building della Comunità di pratica Op4Impact – Ordini professionali per l’impatto. 

Un percorso che coinvolge l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, il Consiglio Notarile di Torino e Pinerolo e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e che nasce per rispondere alle istanze dell’economia sociale e continuare a costruire, in una logica interordinistica, visioni e azioni capaci di generare impatto concreto.

L’incontro ha portato al centro del confronto l’esperienza di OFF TOPIC e la sua evoluzione da realtà associativa a impresa sociale: non una semplice testimonianza, ma un vero e proprio caso studio di una realtà culturale che ha saputo radicarsi sul territorio, evolvere il proprio modello organizzativo e generare nuove ricadute sociali e culturali. Un’esperienza che rappresenta un possibile riferimento di valore anche per altre organizzazioni del territorio.

A raccontare il percorso è stata Ottavia Arenella, Project Manager di OFF TOPIC, accompagnando i partecipanti dentro un’esperienza in cui cultura, giovani, territorio e attività economiche convivono all’interno di un unico contesto. Nato come spazio culturale e diventato nel 2018 un’associazione di secondo livello, OFF TOPIC oggi è un modello nel quale il valore non coincide con il singolo evento, ma con il presidio che resta aperto, genera relazioni e costruisce opportunità per il protagonismo giovanile. 

Negli anni, la crescita dell’organizzazione ha però posto nuove domande. Nell’ottobre 2025 OFF TOPIC ha compiuto una transizione: da associazione di promozione sociale a s.r.l. impresa sociale. Un cambiamento che non ha modificato la finalità della realtà, ma che ha richiesto di ripensare il modo di organizzare il lavoro e costruire i processi decisionali.

Un elemento di particolare valore è rappresentato dal fatto che il percorso di trasformazione statutaria sia stato accompagnato da due professionisti membri della Comunità di Pratica: una dimostrazione concreta di come la complementarità delle competenze professionali possa rappresentare una leva per le organizzazioni dell’economia sociale, contribuendo alla costruzione di modelli integrati di governance e gestione orientati alla generazione e alla valutazione dell’impatto sociale.

Oggi, tra le sfide aperte, ci sono la necessità di ridurre il precariato culturale, consolidare la struttura organizzativa e definire modalità sempre più efficaci per misurare e comunicare l’impatto generato dalle attività. Si tratta di temi che riguardano tanto la dimensione economica quanto quella sociale e che rendono centrale la capacità di individuare indicatori in grado di restituire la complessità del valore prodotto.

È proprio su questo terreno che il caso OFF TOPIC ha aperto una riflessione più ampia sul ruolo dei professionisti nell’economia sociale. Come emerso durante il confronto, non basta la competenza del singolo professionista: servono competenze diverse capaci di convergere, dialogare attraverso linguaggi comuni e muoversi nella stessa direzione. 

Da qui si è avviato un confronto guidato da Caterina Soldi sulla governance e sulla necessità di sperimentare modelli più partecipativi e collaborativi, nei quali le decisioni siano il risultato di un processo integrato. Una prospettiva che assume particolare rilevanza anche per le nuove generazioni, che guardano al lavoro come a uno spazio in cui costruire il proprio futuro contribuendo al benessere della comunità. 

La teoria del cambiamento è stata oggetto del workshop per attivare la strategia di valutazione dell’impatto di professionisti pro economia sociale.  Il confronto ha permesso di mettere a fuoco il legame tra attività, risultati, cambiamenti attesi e impatto, facendo emergere una prospettiva comune: l’impatto non è una dimensione aggiuntiva, ma una lente attraverso cui ripensare strategie, governance, competenze e relazioni.
In questa direzione, il percorso vuole costruire un approccio interordinistico all’economia sociale, valorizzando competenze, casi ed esperienze e trasformandoli in nuove possibilità di collaborazione e innovazione. Tra gli obiettivi emersi ci sono il rafforzamento delle competenze e del networking, l’integrazione di nuovi approcci all’economia sociale e una maggiore consapevolezza dell’impatto generato.

Il prossimo appuntamento della Comunità di Pratica sarà invece aperto al pubblico: venerdì 25 settembre, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, si terrà l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate“. Per l’occasione, verrà presentato il percorso “Professionisti Pro Economia Sociale”: nato nell’ambito di OP4Impact, si articolerà in sei seminari formativi accreditati dagli Ordini, dedicati a esplorare le potenzialità dell’economia sociale attraverso la complementarità delle competenze professionali.

Per maggiori informazioni sul programma e sulle iscrizioni, è possibile consultare il seguente link.

Dai corsi ai tirocini: Enaip Piemonte fa incontrare formazione e lavoro

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Il nuovo articolo di Visione Futura racconta il lavoro di Enaip Piemonte, una delle principali agenzie formative del territorio, impegnata ad accompagnare giovani, adulti, persone in cerca di occupazione o in percorsi di riqualificazione professionale verso nuove opportunità di inserimento lavorativo.

Dalle voci raccolte nell’articolo emerge un modello che tiene insieme formazione, orientamento e servizi al lavoro. Dai corsi professionali ai colloqui individuali, dalla revisione del curriculum all’incontro con le imprese, fino all’attivazione dei tirocini, Enaip Piemonte costruisce percorsi capaci di avvicinare competenze e bisogni del mercato, mettendo al centro le persone e la possibilità di trasformare la formazione in un passaggio concreto verso il lavoro.

Leggi l’articolo su Futura News

A Bit of [hi]story

Dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 Torino ospita la sesta edizione di A Bit of [hi]story, il festival gratuito organizzato dal Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn. Nell’anno del suo quindicesimo anniversario, il museo propone “Equilibri Digitali: i conti veri dell’informatica”, un percorso tra storia dei computer, intelligenza artificiale e sostenibilità.


Sabato 3 e domenica 4 ottobre il festival apre al pubblico ai Docks Dora, in via Valprato 68, con incontri, esposizioni e occasioni di confronto per appassionati, famiglie e curiosi. Tra i temi: il ruolo dei supercomputer nelle previsioni meteo, la storia di Apple e Olivetti, l’impatto ambientale del digitale, il diritto alla riparazione e il contributo delle donne all’informatica.

Tra gli ospiti del fine settimana figurano Luca Mercalli, Guido Saracco, Gastone Garziera, Giorgio Garuzzo, Fabio “Kenobit” Bortolotti, don Luca Peyron e Ugo Vallauri. Sabato sera spazio anche al DJ set di Kenobit e a un mini torneo di Kick-Off. L’inaugurazione è prevista sabato 3 ottobre alle 10:30 nello spazio Cingomma.

Dal 30 settembre al 2 ottobre le attività sono dedicate alle scuole presso il Palazzo della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. Conferenze e laboratori affrontano sicurezza digitale, algoritmi, crittografia, notizie false e nuove prospettive dell’IA, con un intervento della matematica Olivia Caramello sulla teoria dei topoi.

La partecipazione è gratuita.

Per organizzare la presenza delle classi: eventi@mupin.it.

Programma e aggiornamenti: www.abitofhistory.org

Gen[TI] Una Generazione di Talenti. Un’opportunità per neoimprese, startup e PMI

Gen[TI] – Una Generazione di Talenti offre a neoimprese, startup e PMI dell’ecosistema piemontese l’opportunità di accogliere giovani talenti attraverso un tirocinio retribuito di 4 mesi a carico del progetto.


Chi può partecipare

Possono candidarsi neoimprese, startup e PMI innovative* con sede operativa in Piemonte.

Se desideri entrare in contatto con talenti motivati e altamente qualificati, in grado di contribuire attivamente allo sviluppo di progetti, sfide tecnologiche e percorsi di crescita aziendale, questa è l’occasione per la tua impresa.

*Leggi attentamente i Requisiti di ammissibilità nel testo della Call per Imprese e/o nelle FAQ disponibili sul sito.

Cosa offriamo alle imprese

  • Copertura economica integrale di quattro mesi di tirocinio extracurriculare
  • Facilitazione del match tra talenti e imprese
  • Accompagnamento amministrativo per l’attivazione del tirocinio
  • Fino a 40 ore di formazione e mentoring per i talenti su sviluppo di competenze professionali, imprenditoriali e IA
  • Attestazioni per i talenti delle competenze maturate
  • Booster per le imprese: accompagnamento ad hoc by Réseau Entreprendre Piemonte
  • GenTI Pass per le imprese: formazione su IA, esperienza di ecosystem discovery e corporate matchmaking

Quando

  • La call è aperta in modalità di candidatura a sportello dal 29 luglio 2026 al 31 gennaio 2027
  • L’attivazione dei tirocini avverrà in due finestre temporali: la prima indicativamente tra ottobre/novembre 2026, la seconda tra febbraio/marzo 2027

Come candidarsi

La raccolta delle candidature, delle opportunità di tirocinio e la gestione del processo di matching tra talenti e imprese ospitanti avverrà tramite la piattaforma GenTI.

Webinar informativo

Iscriviti qui per partecipare al webinar introduttivo che si terrà il 23 settembre alle 16:00.

Il webinar si rivolge sia ai giovani talenti sia alle imprese interessate a partecipare a GenTI.

Per saperne di più

Contatta Réseau Entreprendre Piemonte per informazioni o chiarimenti:


Gen[TI] è un progetto sperimentale promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato da Réseau Entreprendre Piemonte, insieme ai partner tecnici EnAIP Piemonte, Fondazione Links e Università degli Studi di Torino.

Amapola pubblica “Dipanare la matassa”, il Report d’impatto 2025

19 progetti per la comunità e 1.044 ore dedicate alle attività benefit. Il nuovo documento adotta come riferimento il VSME e integra per la prima volta una Valutazione di Impatto Sociale.


“Dipanare la matassa” è il titolo del Report d’impatto 2025 di Amapola, la società di consulenza specializzata in sostenibilità dal 2009, parte del network di Torino Social Impact.

Il concept scelto per questa edizione è quello di trama e ordito. Un’immagine che richiama, da un lato, la necessità di interpretare una fase caratterizzata da crescente complessità economica, sociale e ambientale e, dall’altro, il modo in cui Amapola legge la generazione di impatto: come il risultato dell’intreccio tra persone, progetti, relazioni, decisioni e competenze.

Il Report racconta così un anno nel quale la società ha continuato a far crescere attività e progetti, ma ha soprattutto lavorato per rendere più chiaro, strutturato e misurabile il proprio percorso di Società Benefit.

I principali numeri del 2025

Nel 2025 Amapola ha dedicato complessivamente 1.044 ore alle attività benefit, realizzando 19 progetti per la comunità. Sul fronte della consulenza ha lavorato con 97 clienti e raggiunto il traguardo cumulativo di 240 report di sostenibilità realizzati. Una parte centrale del percorso riguarda le persone del team. Nel corso dell’anno sono state dedicate in media 45 ore di formazione a persona, mentre sono proseguite le politiche di flessibilità e smart working, con 933 giornate lavorate da remoto. Si rafforza allo stesso tempo l’impegno per l’equità di genere e la conciliazione, attraverso misure già consolidate, come l’ampliamento del congedo parentale, e nuove iniziative introdotte nel 2025. Tra queste, il Blind CV, pensato per rendere i processi di selezione più equi, e il Bonus caregiver, che prevede un permesso aggiuntivo per chi svolge attività di cura.

Il percorso di miglioramento prosegue anche oltre il periodo rendicontato. Dopo la medaglia EcoVadis Silver ottenuta nel 2025, nel 2026 Amapola ha raggiunto il livello Platinum, il più alto previsto dal sistema di rating. Un risultato che riconosce il percorso compiuto negli ultimi anni per rendere più strutturate politiche, processi e strumenti di sostenibilità

Un impatto più leggibile e misurabile

L’attenzione a tradurre gli impegni in politiche, iniziative e risultati concreti si accompagna a un lavoro più ampio sul modo in cui Amapola definisce e misura il proprio impatto. Una delle principali evoluzioni raccontate dal Report riguarda infatti gli obiettivi di beneficio comune, passati da undici a cinque.

«Abbiamo scelto di concentrare gli obiettivi non per ridurre il nostro impegno, ma per renderlo più chiaro e più efficace. Dopo alcuni anni come Società Benefit, sentivamo l’esigenza di fare un passo avanti: definire priorità più leggibili, collegare meglio obiettivi, azioni e risultati e rafforzare la nostra capacità di misurare ciò che generiamo», commenta Luca Valpreda, Founder di Amapola.

Anche la rendicontazione evolve. Per il secondo anno, il Report assume come riferimento il VSME, lo standard volontario europeo per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI, mantenendo il collegamento con gli SDGs dell’Agenda 2030. A questo si aggiunge un ulteriore passo sul fronte della misurazione: la prima Valutazione di Impatto Sociale (VIS) realizzata da Amapola, dedicata all’iniziativa Meet the CSR Leaders.

Il progetto, nato per favorire il confronto tra nuove generazioni e professioniste e professionisti della sostenibilità, tornerà con la quinta edizione nell’ottobre 2026 al Salone della CSR e dell’innovazione sociale. La VIS ha permesso di affiancare alla rendicontazione delle attività una lettura più approfondita degli effetti generati dall’iniziativa, sperimentando un approccio che Amapola intende integrare sempre più nella progettazione delle proprie attività benefit.

Affrontare la complessità

«Essere Società Benefit significa per noi stare dentro la complessità senza cercare scorciatoie – dichiarano Anna Filippucci, Elisa De Bonis, Irene La Porta e Micol Burighel, componenti del Consiglio d’impatto di Amapola. «I numeri sono indispensabili per orientare il nostro lavoro, ma non tutto ciò che genera valore produce effetti immediati. Alcuni impatti diventano visibili nel tempo, quando i diversi fili iniziano a restituire un disegno. Per questo continuiamo a misurare, imparare e migliorare, tenendo insieme obiettivo economico e beneficio comune.»

“Dipanare la matassa” restituisce quindi non soltanto i risultati raggiunti nel 2025, ma anche il modo in cui Amapola sta progressivamente affinando strumenti, obiettivi e capacità di valutazione del proprio impatto. Perché, come suggerisce il concept del Report, il disegno emerge proprio dalla capacità di riconoscere i diversi fili e capire come tenerli insieme.

Il Report d’impatto 2025 di Amapola è disponibile qui.

Fare l’Europa – Guardare più lontano

Quanto lontano possiamo guardare quando decidiamo di farlo insieme? Martedì 29 settembre 2026, dalle ore 18:30, Fare l’Europa – Guardare più lontano arriva alla Mole Antonelliana per un appuntamento dedicato alla ricerca spaziale e alle scelte che contribuiscono a costruire il nostro presente.


Si parte da una storia poco conosciuta ma decisiva: quella di Edoardo Amaldi e della nascita della cooperazione spaziale europea. A raccontarla dal vivo saranno Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Baravalle, in una speciale versione live e inedita del podcast Fare l’Europa. Sarà anche un’anteprima del tema al centro della puntata, che uscirà prossimamente su tutte le principali piattaforme di ascolto: un viaggio tra storia e presente per capire come la collaborazione scientifica abbia aperto strade che percorriamo ancora oggi.

A riportare questa storia nel presente sarà Caroladivù, con un intervento dedicato a ciò che ricerca e innovazione significano oggi per le nuove generazioni.

Ma il pubblico non sarà soltanto spettatore. Durante l’evento, ogni partecipante avrà a disposizione un numero limitato di “crediti di missione” e dovrà scegliere a quali priorità destinarli: dalla ricerca spaziale al clima, dalla salute all’educazione scientifica.

Le scelte raccolte contribuiranno alla costruzione della Costellazione di Torino, una restituzione visiva realizzata dall’artista Kalla, che prenderà forma a partire dagli input del pubblico.

A presentare l’evento sarà Carolina Sardelli, giornalista di TgCom24.

L’appuntamento si concluderà con un momento informale di networking negli spazi della Mole. Al termine dell’evento, per i partecipanti sarà inoltre possibile salire gratuitamente sulla Mole con l’ascensore panoramico e guardare Torino dall’alto. Un modo semplice per chiudere la serata continuando, letteralmente, a guardare più lontano.

Link per accrediti

Terra & Tech: innovazione, sperimentazione e risultati

Presentato per la prima volta nel 2023, Terra & Tech è il programma nazionale di open innovation per la viticoltura italiana, organizzato e promosso dall’associazione Filiera Futura in collaborazione con l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P). Fin dal suo esordio, l’obiettivo principale dell’iniziativa è stato quello di individuare le esigenze evolutive nel mondo vitivinicolo, confrontandosi direttamente con gli attori principali della filiera, e di coinvolgere una selezione di startup innovative capaci di implementare soluzioni tecnologiche in grado di supportare il settore enologico.


Dopo una serie di tavoli di confronto, tenuti nel 2024 con le sei Fondazioni di Origine Bancaria partner del programma – Fondazione CRC, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Carifac, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Fondazione con il Sud – e le loro reti di produttori associati, nel 2025 è stata completata la raccolta di oltre 70 proposte progettuali attraverso una call for startup lanciata a livello internazionale. Tra tutte le candidature, sono state scelte le 20 soluzioni più promettenti ed è stata avviata una serie di sperimentazioni sul campo – tuttora in corso nel 2026 – in più territori d’Italia, per mettere alla prova il potenziale delle tecnologie innovative sviluppate dalle giovani imprese.

L’evento in programma per giovedì 24 settembre 2026, dalle ore 10:00 in presenza nella Sala Agorà dell’Incubatore I3P a Torino, offrirà un tavolo di restituzione sui risultati raggiunti dal programma: un incontro per approfondire pubblicamente le opportunità di confronto e miglioramento generate da Terra & Tech, le esperienze maturate dalle startup partecipanti nelle vigne dei produttori e le prospettive di sviluppo dei sistemi tecnologici impiegati sulla base dei dati raccolti nelle prove pilota. L’iniziativa è realizzata nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026.

Inoltre, l’appuntamento del 24 settembre sarà anche l’occasione per condividere le prime anticipazioni sulla seconda edizione del programma Terra & Tech, che continuerà a crescere con nuove attività di confronto sulle esigenze concrete dei produttori, nuove ricerche delle tecnologie più disruptive per il settore agroalimentare e nuovi processi di innovazione da portare avanti con e sui territori d’Italia, a beneficio di tutti gli attori coinvolti.

Come partecipare

L’incontro con i promotori e i protagonisti di Terra & Tech si svolgerà giovedì 24 settembre 2026, dalle ore 10:00, in presenza presso la Sala Agorà nella sede dell’incubatore I3P, situata all’interno del Campus del Politecnico di Torino e raggiungibile dagli ingressi pedonali di corso Castelfidardo 34 e di via Borsellino 53/N.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 10:00 | Accoglienza e registrazione dei partecipanti in sala

  • Vincenzo La Forgia, Filiera Futura, Responsabile progetto Terra & Tech

Ore 10:15 | Saluti istituzionali

  • Elena Giannini, Vicepresidente di Filiera Futura
  • Paola Mogliotti, Direttore di I3P

Ore 10:30 | La prima edizione di Terra & Tech: obiettivi, fasi e risultati raggiunti

  • Adriano Marconetto, Serial Entrepreneur e Business Angel
  • Riccardo Valpiani, Business Consultant di I3P

Ore 10:50 | Le sperimentazioni sul campo delle startup innovative

  • Testimonianza delle giovani imprese coinvolte nel progetto

Ore 11:20 | Anticipazioni sulla seconda edizione di Terra & Tech

Ore 11:30 | Conclusioni

Coltivare Futuro – Lavoro, legalità e valore nelle filiere agroalimentare

È possibile costruire filiere agroalimentari che siano capaci di mettere al centro la dimensione della sostenibilità sociale? Ne parliamo a “Coltivare Futuro – Lavoro, legalità e valore nelle filiere agroalimentari”, conferenza organizzata e promossa da Filiera Futura e Fondazione CRC, in collaborazione con il partner tecnico Weco Srl Impresa Sociale.


L’incontro vedrà dialogare professionisti e ricercatori del settore, analizzando le principali criticità delle condizioni di lavoro nelle filiere agricole, portando esperienze concrete, prospettive normative e scenari futuri.

L’evento, inserito nel contesto di Terra Madre Salone del Gusto 2026 di Slow Food Torino, si svolgerà il 23 settembre, a partire dalle ore 14:30, presso il Mercato del Corso di Campagna Amica – Casa Coldiretti, Corso Vittorio Emanuele II 50, Torino.

Evento gratuito su iscrizione, posti limitati.

Maggiori informazioni

25 Settembre 2026 — OP4Impact va a Terra Madre!

Venerdì 25 settembre 2026, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026, si terrà l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate”, presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. 


Sarà un’occasione di confronto sul significato di “nutrire il futuro” attraverso nuove visioni per il territorio orientate al bene comune e all’impatto sociale, a partire dal Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

L’evento è promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus che da tre anni condividono il percorso della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, uno spazio di confronto tra competenze diverse per costruire un approccio interprofessionale rivolto all’economia sociale.  

L’incontro lancerà il progetto “ Professionisti pro Economia Sociale 2030”, nato in OP4Impact con la volontà senza precedenti di creare un ciclo di sei seminari formativi accreditati dagli Ordini per affrontare insieme le potenzialità dell’economia sociale nella complementarietà delle competenze professionali. 

Dove e quando

Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino
Via Carlo Alberto 59, 10123, Torino

Venerdì 25 settembre 2026
15.00 – 17.00

Programma

h 15.00 — Saluti introduttivi 

  • Salvatore Regalbuto, Presidente Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino
  • Paolo Di Croce, Direttore Generale Fondazione Slowfood ETS

h 15.30 — Nutrire il futuro di nuove visioni integrate 

  • Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia 
  • Serena Milano, Direttrice Slow Food Italia

h 16.00 — Professionisti Pro Economia Sociale L’esperienza OP4Impact: Manifesto, obiettivi strategici e nuovi progetti per la città 

Apertura e moderazione incontro: 

  • Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus – Coordinamento OP4Impact

Intervengono:

  • Davide Barberis, Dottore Commercialista – Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Luca Furfaro, Segretario Generale – Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro di Torino 
  • Luigi Gili, Avvocato – Ordine degli Avvocati di Torino 
  • Gabriele Gili, Notaio – Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo

h 16.45 — Q&A e conclusioni 

Iscrizioni

L’evento, gratuito, si rivolge alle professioniste e ai professionisti degli Ordini promotori e alla cittadinanza interessata.

Per informazioni e iscrizioni all’evento, è possibile contattare la Segreteria dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino: segreteria@odcec.torino.it

Benefit Competition: aperte le candidature per la quarta tappa a Padova

C’è tempo fino al 14 settembre 2026 per candidarsi alla quarta tappa della Benefit Competition, la prima competizione nazionale dedicata alle Società Benefit italiane e alle imprese che intendono intraprendere questo percorso.


Prosegue il percorso della Benefit Competition, l’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per valorizzare e mettere in rete le aziende impegnate a coniugare competitività, responsabilità d’impresa e impatto positivo sui territori.

La quarta tappa è in programma il 16 ottobre 2026 a Padova, presso lo SMACT Competence Center, ed è organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova nell’ambito della City Vision Week.

Maggiori informazioni sulla Benefit Competition

L’appuntamento è dedicato alle imprese che hanno sviluppato progetti e iniziative capaci di generare, insieme al profitto, benefici concreti per le comunità, l’ambiente e i territori in cui operano. Possono partecipare le Società Benefit già costituite e con sede legale in Italia, ma anche le imprese che stanno valutando di adottare questa forma giuridica e che intendono avviare un percorso coerente con i principi dell’impresa responsabile e sostenibile.

La Benefit Competition si sviluppa attraverso un percorso nazionale articolato in tappe territoriali. Per ogni appuntamento, una fase di candidatura permette di selezionare le imprese finaliste, che avranno l’opportunità di presentare i propri progetti durante un evento in presenza, davanti a una giuria qualificata e a una platea composta da istituzioni, imprese, stakeholder locali ed esperti del settore.

La tappa di Padova si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il modello benefit. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle Società Benefit, aggiornati al 30 giugno 2026, in Italia si contano 5.968 Società Benefit, con una crescita del 15,64% su base annua e un valore della produzione complessivo pari a oltre 71 miliardi di euro. Il Piemonte rappresenta il 7,07% delle Società Benefit a livello nazionale.

Per Torino Social Impact, la diffusione del modello benefit rappresenta un ambito di lavoro centrale per rafforzare la cultura dell’impatto, promuovere modelli d’impresa orientati al beneficio comune e accompagnare l’evoluzione dell’economia sociale anche attraverso occasioni di confronto, networking e valorizzazione delle esperienze più innovative.

Le candidature per la quarta tappa della Benefit Competition sono aperte fino al 14 settembre 2026.

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DO Impact: si chiude il percorso di capacity building italiano

Mercoledì 22 luglio si è concluso il percorso di capacity building locale del progetto europeo DO Impact (Digital and Data-Driven Opportunities to strengthen the Social Economy Impact ),  finanziato dal Consiglio europeo per l’innovazione e dall’Agenzia esecutiva per le PMI (EISMEA) nell’ambito della call SMP-COSME-2023-SEED-01. 


Dalla collaborazione tra Fondazione Piemonte Innova (coordinatore di progetto), Torino Social Impact e Tiresia – Politecnico di Milano sono nati otto workshop dedicati alle piccole e medie imprese dell’economia sociale che, tra settembre 2025 e luglio 2026, hanno coinvolto 376 partecipanti.

Il percorso italiano nasce come estensione, a livello locale, del learning journey transnazionale, realizzato congiuntamente dal partenariato europeo di DO Impact e rivolto alle organizzazioni di supporto all’economia sociale.

L’obiettivo dichiarato era duplice: da un lato fornire alle organizzazioni gli strumenti per comprendere il ruolo della digitalizzazione, delle strategie sui dati e delle pratiche etiche del loro utilizzo, per guidare un cambiamento positivo nel settore sociale; dall’altro offrire competenze pratiche, immediatamente spendibili, per misurare l’impatto sociale, adottare l’intelligenza artificiale in modo responsabile e costruire ecosistemi di dati collaborativi. Ogni sessione ha affrontato un tema diverso, con livelli di complessità crescente, partendo dalle competenze di base fondamentali fino alle applicazioni più avanzate di intelligenza artificiale, alla visualizzazione e allo storytelling dei dati.

Il primo appuntamento, tenutosi il 22 settembre 2025 a Torino, ha posto le basi dell’intero percorso. Il secondo workshop, il giorno seguente, ha spostato il focus sul tema dei dati come asset strategico per lo sviluppo delle organizzazioni, superando la visione della data-collection come adempimento burocratico, ma considerando i dati come una leva strategica per l’attività quotidiana.

Il terzo appuntamento – organizzato il 26 marzo 2026 – è stato occasione di networking tra startup tecnologiche e organizzazioni dell’economia sociale, mentre il quarto workshop, svoltosi il 17 aprile 2026 nell’ambito di Biennale Tecnologia, ha permesso ai partecipanti di riflettere e mettersi alla prova con la misurazione dell’impatto sociale.

Il percorso di capacity building si è poi spostato a Milano, con due appuntamenti consecutivi, il 4 e 5 maggio 2026, dedicati nello specifico ad uno dei temi più dibattuti in questi mesi, quello dell’intelligenza artificiale. Il quinto workshop ha esplorato applicazioni concrete e rischi etici dell’IA generativa, mentre il sesto appuntamento è stato dedicato al ruolo dell’economia sociale all’interno della rivoluzione digitale che stiamo vivendo.

Il learning journey italiano si è poi concluso con due sessioni online, pensate per tradurre l’intero bagaglio di competenze acquisite in strumenti di comunicazione efficace. Il 26 giugno 2026, il settimo workshop ha affrontato il tema della visualizzazione dei dati, mentre l’ultimo workshop, tenutosi il 22 luglio, ha chiuso il cerchio illustrando casi pratici di narrazione efficace dell’impatto sociale.

Il percorso ha dimostrato l’importanza di fornire strumenti concreti e pratici, il valore delle testimonianze dirette ma anche un interesse crescente – workshop dopo workshop – verso l’intelligenza artificiale, sempre più presente nella vita quotidiana dei partecipanti. Nei prossimi mesi, pubblicheremo un documento di sintesi sui principali temi, riflessioni e approfondimenti emersi dai workshop, rendendo la conoscenza generata attraverso il progetto europeo un patrimonio condiviso per l’intero ecosistema.

Il ciclo di workshop italiano ha rappresentato un tassello importante non solo di DO Impact, ma più in generale della strategia “Tech4Good” di Torino Social Impact. Mentre l’esperienza volge al termine, stiamo già lavorando a nuovi progetti , per continuare a rafforzare le competenze delle organizzazioni dell’economia sociale, rendendole più preparate ad affrontare le trasformazioni tecnologiche del contesto attuale.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti sul progetto, è possibile consultare la pagina LinkedIn – Do Impact 

Partner

Fondazione Piemonte Innova (capofila) (Italia)
Diesis Network (Europa)
Cluster Digital de Catalunya (Spagna)
Taula d’entitats del Tercer Sector Social (Spagna)
Social Entrepreneurship Association of Latvia
(Lettonia)
Lithuania Social Business Association (Lituania)
Politecnico di Milano – Tiresia (Italia)
Coompanion Gothenburg (Svezia)
Torino per la Finanza e l’Innovazione Sociale – Torino Social Impact (Italia)

Al via i COTES presso le Camere di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte ed Alessandria–Asti

Nell’ambito del progetto per la costituzione degli Osservatori territoriali e dei Comitati Territoriali per l’Economia Sociale – COTES -, sostenuto da Fondazione CRT promosso da Fondazione Terzjus con Unioncamere Piemonte, le Camere di commercio piemontesi e la Camera Valdostana/Chambre Valdôtaine, sono appena stati istituiti due nuovi COTES presso le Camere di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e Alessandria-Asti.


I 2 Cotes, che presto si insedieranno ed entreranno nella fase operativa, si aggiungono alle due realtà di eccellenza attive da anni in Piemonte: presso la Camera di commercio di Torino dal 2017 l’ecosistema ad impatto sociale Torino Social Impact, espressione del Comitato per l’imprenditoria sociale, e in Camera di commercio di Cuneo il Comitato per l’imprenditoria sociale e il Microcredito.

In dirittura d’arrivo dopo l’estate il Comitato della Valle d’Aosta, al quale si sta lavorando in coerenza con le specificità del territorio valdostano.

Il lavoro svolto in questi mesi in Piemonte si propone di diventare un modello di riferimento a livello nazionale, a pochi giorni dall’informativa portata all’attenzione del Consiglio dei ministri sul Piano Nazionale per l’Economia Sociale, che di fatto segna l’avvio di una strategia organica per un settore sempre più rilevante nel sistema economico e sociale, frutto del lavoro portato avanti negli ultimi due anni, anche tramite la consultazione pubblica del Piano, dal ministero dell’Economia e delle finanze — sotto la guida del sottosegretario Mef Lucia Albano.

L’economia sociale si conferma una leva decisiva per rafforzare coesione, inclusione e sviluppo locale. Piemonte e Valle d’Aosta, grazie al lavoro congiunto tra istituzioni, sistema camerale, Fondazione Terzjus e Fondazione CRT, si candidano a diventare un laboratorio territoriale avanzato per l’attuazione delle politiche nazionali ed europee dedicate al settore: un’infrastruttura capace di trasformare le buone pratiche locali in politiche di sviluppo durature e promuovere azioni coerenti con gli obiettivi nazionali in un contesto di crescente attenzione istituzionale, confermata anche dal recente deposito in Consiglio regionale del Piemonte di due proposte di legge dedicate all’economia sociale.

I COTES nascono con l’obiettivo di costruire strumenti permanenti di conoscenza, confronto e programmazione territoriale, capaci di sostenere lo sviluppo dell’economia sociale, rafforzare l’innovazione e generare buona occupazione, nonché dare all’economia sociale strumenti stabili di programmazione e dialogo con le istituzioni creando, attraverso il sistema camerale, un ponte tra profit e non profit, tra imprese e Enti del Terzo settore.

Nasce la SHE7 SPT Cup – Il primo torneo di calcio a 7 femminile a Torino

La She7 SPT Cup porta a Torino un nuovo campionato amatoriale di calcio a 7 femminile, promosso da ASD San Paolo Torino e ConVoglio ODV per ampliare le occasioni di pratica sportiva e creare uno spazio in cui competizione e partecipazione possano convivere.


La She7 SPT Cup nasce dalla volontà di costruire una nuova opportunità continuativa per chi vuole praticare calcio femminile in un contesto amatoriale organizzato e accessibile. Accanto alla dimensione sportiva, il progetto punta a creare occasioni di incontro tra squadre e persone che condividono la stessa passione. Il campo diventa così anche uno spazio di relazione, capace di rafforzare la presenza dello sport femminile sul territorio torinese. La competizione mantiene una propria identità agonistica, con una classifica e una fase finale. Sono previsti inoltre riconoscimenti individuali legati alle prestazioni sportive e al fair play.

Zeus Sport accompagna la prima edizione come sponsor tecnico offrendo il 30% di sconto ad ogni iscritt*.

Le iscrizioni alla prima edizione sono aperte fino al 23 settembre 2026.

Il campionato prende il via nel mese di ottobre 2026 presso l’impianto sportivo Agostino Iocola di Via Tirreno 303, nella Circoscrizione 2 di Torino. Il format prevede un girone con gare di andata e ritorno, seguito da una fase finale a eliminazione diretta.

Per informazioni e iscrizioni è possibile compilare il modulo online, contattare la pagina Instagram @she7_spt_cup oppure scrivere via WhatsApp al +39 351 431 5237.

Amapola entra nel top 1% EcoVadis con la medaglia Platinum

Dalla Silver al massimo riconoscimento in un anno. Il risultato accompagna una fase di crescita del team e di ampliamento delle competenze attraverso nuove società, reti e partnership


Amapola Società Benefit ha ottenuto la medaglia Platinum EcoVadis, il massimo riconoscimento previsto dal rating internazionale di sostenibilità aziendale. La valutazione colloca la società di consulenza specializzata in sostenibilità nel top 1% delle imprese analizzate a livello globale.

Il riconoscimento segna un doppio avanzamento nel percorso intrapreso da Amapola: dopo la medaglia Bronze ottenuta nel 2024 e la Silver nel 2025, la società ha raggiunto direttamente il livello Platinum, superando la fascia Gold. La medaglia Platinum arriva in una fase di consolidamento e sviluppo: fondata nel 2009 e diventata Società Benefit nel 2021, negli ultimi cinque anni la società ha raddoppiato il proprio team. Nel 2026 il gruppo si è ulteriormente rafforzato con l’ingresso di due nuovi colleghi. Nel quadriennio 2021-2024 il fatturato è cresciuto del 95%, con un tasso medio annuo del 25%.

Politiche, processi e nuovi indicatori

Il passaggio alla medaglia Platinum è il risultato del lavoro condotto da Amapola nell’ultimo anno per rendere il proprio sistema interno di sostenibilità più strutturato, misurabile e verificabile. EcoVadis valuta le organizzazioni in quattro ambiti: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. L’analisi prende in considerazione le politiche adottate, le misure concretamente attuate e gli strumenti utilizzati per monitorare e rendicontare i risultati.

A partire dagli esiti della precedente valutazione EcoVadis, la società ha aggiornato e ampliato le politiche aziendali, definito con maggiore precisione processi, responsabilità e modalità di attuazione e introdotto nuovi KPI collegati alle diverse misure adottate.

«Il passaggio dalla Silver alla Platinum in un solo anno testimonia il valore di un lavoro fondato su metodo, responsabilità e miglioramento continuo», commenta Luca Valpreda, founder di Amapola. «Abbiamo affrontato la valutazione EcoVadis come uno strumento per mettere alla prova il nostro sistema interno. Rafforzare politiche e processi e misurare in maniera più puntuale i risultati significa rendere coerente il nostro modo di operare con ciò che proponiamo ogni giorno alle organizzazioni che affianchiamo. È un’esperienza che arricchisce anche il nostro lavoro di consulenza, perché ci permette di condividere con i clienti strumenti che abbiamo applicato e verificato direttamente».

Un percorso di crescita e ampliamento delle competenze

La crescita ha riguardato anche il perimetro delle competenze e delle collaborazioni. Nel 2025 Amapola ha costituito insieme a 3i Efficientamento Energetico la rete d’impresa A3i, un hub integrato dedicato a sostenibilità, innovazione, compliance, comunicazione e stakeholder engagement.

Nel 2026 la società è inoltre entrata tra i soci fondatori di Apiens, nuova realtà specializzata nel biomonitoraggio ambientale con le api, e ha avviato una partnership con Sloweb dedicata al digitale sostenibile. Esperienze diverse e complementari che rafforzano la capacità di Amapola di presidiare in modo integrato i temi ESG e gli ambiti connessi alla transizione sostenibile.

«La crescita di questi anni non si misura soltanto attraverso i risultati economici o l’ampliamento del gruppo», prosegue Valpreda. «Si esprime anche nella capacità di costruire alleanze e mettere in relazione competenze diverse. La sostenibilità oggi richiede letture integrate: dati ambientali, innovazione, compliance, trasformazione digitale, aspetti sociali, comunicazione e coinvolgimento degli stakeholder devono dialogare. Le reti e le nuove iniziative a cui partecipiamo nascono per offrire alle organizzazioni risposte sempre più solide e complete, senza perdere la specializzazione e la concretezza che hanno caratterizzato il nostro percorso fin dall’inizio».

La medaglia Platinum rappresenta per Amapola una conferma della solidità del lavoro svolto e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. La valutazione consentirà alla società di continuare a verificare l’efficacia delle proprie politiche, affinare gli strumenti di monitoraggio e trasformare progressivamente obiettivi e impegni in risultati misurabili.

Bench-Mark | Ep. 112 – MyOrango

Il lavoro non coincide più soltanto con una mansione, un contratto o una postazione. Sempre più, diventa uno spazio in cui cercare senso, relazioni e possibilità di espressione.

In questo episodio di Bench-Mark, Luca Rivoira, CEO & Co-founder di MyOrango, racconta la visione alla base della community generativa che mette in relazione freelance, professionisti, aziende e organizzazioni per favorire innovazione, crescita e sviluppo del potenziale individuale.

Attraverso i Social Working Day e altre occasioni di connessione, MyOrango lavora per creare relazioni autentiche, far circolare competenze ed esperienze diverse e generare nuove opportunità a partire dalla condivisione.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Salute metabolica in azienda: la collaborazione tra Dally e Marcopolo nell’ecosistema di Torino Social Impact

Dally Therapeutics e Marcopolo, entrambe parte dell’ecosistema di Torino Social Impact, hanno organizzato presso Toolbox Coworking a Torino uno Screening Day dedicato alla salute metabolica e alla prevenzione del diabete di tipo 2, coinvolgendo i collaboratori dell’agenzia in un momento concreto di attenzione alla salute, integrato nella giornata lavorativa. 


Per Marcopolo è stata l’occasione di offrire al proprio team un momento dedicato alla salute, senza uscire dalla routine lavorativa. Per Dally, una conferma del proprio servizio di welfare aziendale: un modo di approcciare salute e prevenzione che supera la dimensione medicalizzante e costosa, rendendo accessibili attività di screening, sensibilizzazione e accompagnamento digitale sui temi della salute e dei sani stili di vita. 

Ogni partecipante ha svolto un’attività individuale con il supporto di un operatore sanitario attraverso Dally Screening, dispositivo medico software certificato: in pochi minuti, il servizio raccoglie parametri e informazioni rilevanti e restituisce una fotografia chiara del profilo di rischio metabolico. È seguito un momento individuale di restituzione dei risultati, per approfondire quanto emerso e ricevere indicazioni sui possibili passi successivi, fino a piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane. 

I risultati sono restituiti individualmente via email alla singola persona e all’azienda sono condivisi solo dati aggregati e anonimi, non riconducibili ai singoli partecipanti, utili per orientare eventuali future iniziative di welfare e promozione della salute. 

È un approccio diverso dal classico esame medico: l’obiettivo non è dire alle persone cosa fare o cosa evitare, ma offrire uno spazio semplice e non giudicante per conoscersi meglio. Molti partecipanti hanno colto l’occasione per fare domande e riflettere sulle proprie abitudini legate ad alimentazione, attività fisica e stile di vita: un confronto che è stato uno degli aspetti più preziosi della giornata, capace di generare conoscenza e consapevolezza. Portare la prevenzione in azienda significa anche raggiungere chi, nella quotidianità, tende a rimandare controlli e momenti di cura di sé. 

Marcopolo ha scelto di dare spazio a un tema spesso poco visibile, ma sempre più rilevante per il benessere delle persone e delle organizzazioni. 

“Crediamo che la prevenzione debba arrivare nei luoghi in cui le persone vivono, lavorano e costruiscono le proprie abitudini quotidiane”, commenta Emanuele Abbate, co-founder di Dally Therapeutics. “L’esperienza con Marcopolo conferma che le aziende possono avere un ruolo concreto nel promuovere consapevolezza e salute.”

“Abbiamo scelto di dedicare una giornata alla salute del team perché è un tema che normalmente resta fuori dall’agenda aziendale. Con Dally il format ci ha convinto per la sua semplicità: uno screening individuale, in ufficio, senza complicazioni organizzative. Per riuscire ad attivare iniziative di welfare aziendale, è fondamentale partire dai dati e coinvolgere il team“, commenta Rossana Bazzano, Strategy & Partnership Executive di Marcopolo.

La collaborazione tra Dally e Marcopolo racconta bene il valore dell’ecosistema di Torino Social Impact: far incontrare realtà diverse, attive sullo stesso territorio, per costruire progetti concreti capaci di unire innovazione, benessere e impatto sociale.

Il peso invisibile del digitale: la sfida di renderlo sobrio, pulito e giusto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Che cosa significa sostenibilità digitale? E quanto ne siamo consapevoli?

Sono alcune delle domande che Sloweb, partner di Torino Social Impact, rivolge alle organizzazioni della rete attraverso un questionario dedicato. Il percorso nasce per approfondire il tema della sostenibilità digitale e comprendere come le tecnologie incidano non solo sul piano ambientale, ma anche su quello sociale e di governance.

A partire dalle risposte raccolte e da una prima analisi dei siti web delle realtà aderenti, Sloweb propone un cambio di prospettiva: guardare oltre l’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali, per interrogarsi sulla cultura che ne orienta la gestione. L’obiettivo è aprire una conversazione condivisa, riconoscere le pratiche già attive e individuare nuovi spazi di miglioramento, accompagnando l’ecosistema verso un digitale più sobrio, pulito e giusto.

Leggi l’intervista di Daria Capitani a Pietro Jarre su VITA

Un nuovo punto di riferimento per l’inclusione lavorativa a Torino: Orienta acquisisce Abile Job

Il futuro del lavoro passa dalla capacità di valorizzare ogni talento. È con questa visione che Abile Job, realtà torinese specializzata nell’inserimento lavorativo delle categorie protette, entra a far parte del Gruppo Orienta, una delle principali Agenzie per il Lavoro in Italia e prima del settore ad aver assunto lo status di Società Benefit. 


L’operazione nasce dall’incontro tra due organizzazioni che condividono gli stessi valori: centralità della persona, inclusione, pari opportunità e attenzione alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i servizi dedicati all’inserimento professionale delle persone con disabilità e supportare le aziende nella costruzione di ambienti di lavoro sempre più inclusivi. 

Per il territorio torinese e piemontese si apre così una nuova fase di sviluppo, nella quale l’esperienza maturata da Abile Job nell’inclusione lavorativa potrà contare sulla solidità, sulla rete e sulle competenze di un gruppo che opera da oltre trent’anni nel settore delle risorse umane. 

 Un impatto importante per le aziende torinesi 

Per le imprese, l’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta significa poter contare su un partner ancora più strutturato e specializzato nella gestione del collocamento mirato e dei processi di recruiting delle categorie protette. 

Le aziende potranno accedere a competenze consolidate nella ricerca e selezione di profili qualificati, nella consulenza normativa e nella progettazione di percorsi di inserimento efficaci e sostenibili. Un supporto che va oltre il semplice adempimento degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 e che aiuta le organizzazioni a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita, innovazione e competitività.  

Inoltre, le aziende potranno accedere a percorsi di formazione, consulenza e sensibilizzazione sui temi della Diversity & Inclusion, progettati per supportare manager e team nella costruzione di ambienti di lavoro più accoglienti, accessibili e inclusivi. Un approccio che favorisce la diffusione di una cultura aziendale orientata al rispetto delle differenze, alla valorizzazione delle competenze e al benessere delle persone. 

 Nuove opportunità per candidati e categorie protette 

L’operazione rappresenta una buona notizia anche per candidati e lavoratori del territorio. Grazie alla sinergia tra Abile Job e Orienta, le persone appartenenti alle categorie protette potranno beneficiare di maggiori opportunità professionali, di una rete più ampia di aziende e di servizi dedicati all’orientamento, alla formazione e all’accompagnamento al lavoro. 

Negli anni, Abile Job ha sviluppato un modello innovativo focalizzato sull’ascolto delle esigenze della persona e sulla valorizzazione delle competenze, contribuendo a favorire l’incontro tra talenti e imprese. Oltre 500 persone hanno partecipato ai percorsi sviluppati dalla società, con centinaia di inserimenti lavorativi realizzati direttamente o attraverso aziende partner. 

 Un impegno condiviso per il lavoro inclusivo 

L’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta rappresenta molto più di un’acquisizione. È l’unione di esperienze, competenze e valori che hanno un obiettivo comune: creare un mercato del lavoro più accessibile, inclusivo e capace di riconoscere il valore delle persone. 

Per le aziende di Torino e del Piemonte significa poter contare su un interlocutore sempre più qualificato nella gestione delle politiche di inclusione. Per i candidati significa accedere a nuove opportunità professionali e a percorsi costruiti attorno alle proprie capacità e aspirazioni. 

Una nuova fase di crescita che guarda al futuro del lavoro mettendo al centro ciò che conta davvero: il talento. 

Aperte le iscrizioni alla biennale della prossimità Torino 1-3 ottobre 2026

La Biennale della Prossimità 2026 si terrà a Torino dall’1 al 3 ottobre 2026 e avrà come tema “Pratiche di democrazia profonda”.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro partecipa al percorso della Biennale come promotore nazionale e realtà del Comitato Locale di Torino, contribuendo alla costruzione di uno spazio di confronto dedicato a prossimità, democrazie e politiche.

È online il Programma 2026, costruito attraverso il lavoro del Comitato Locale di Torino, della Comunità di Pratiche, dei promotori nazionali e delle realtà coinvolte nel percorso. Il programma attraversa prossimità, democrazie e politiche attraverso panel, macro-panel, talk, laboratori, percorsi urbani, momenti artistici e conviviali.

Consulta il Programma 2026

Sono aperte anche le iscrizioni tramite Prossimatch, lo strumento digitale della Biennale pensato per iscriversi, orientarsi nel programma, rendersi visibili, conoscere le altre persone e organizzazioni partecipanti e facilitare incontri e connessioni durante le giornate torinesi.

Iscriviti 

Vi aspettiamo numerosi, contiamo di incontrarci lì e di praticare prossimità.

Bench-Mark | Ep. 111 – AIDA

Come si costruisce una formazione efficace in un comparto storicamente percepito come maschile? E quali ricadute può avere una maggiore consapevolezza anche sul piano economico?

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, Caterina Ansaldi, coach professionista e membro di AIDA – Associazione Italiana Donne per l’Automotive, racconta perché formare sulla parità di genere significa lavorare sulle persone, sulle organizzazioni e sui modelli culturali che attraversano il settore.

Nata a Torino nel 2024, AIDA promuove un automotive più equo, inclusivo e sostenibile, attraverso mentoring, formazione, orientamento e collaborazione con le aziende.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Sloweb APS a Terra Madre Salone del Gusto

Sloweb, pioniere dell’etica digitale, è un’Associazione di Promozione Sociale fondata nel 2017 a Torino che promuove l’uso responsabile degli strumenti digitali. Ha avviato con Slow Food una stretta collaborazione che unisce i due movimenti in un impegno comune: promuovere un utilizzo del digitale che sia sobrio, pulito e giusto a partire dal settore agroalimentare.


Il primo appuntamento pubblico della collaborazione è Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, dove Sloweb sarà protagonista con cinque giorni di eventi dedicati al digitale sostenibile. L’evento si svolgerà al Cinema Centrale, in Via Carlo Alberto 27 a Torino, ed è intitolato Rallenta il tuo ritmo digitale. Ritrova il gusto di navigare. Esprime l’idea di riprendere il controllo, anche nel digitale, delle proprie scelte: a casa, a scuola, in azienda, nelle comunità.

Il programma completo è consultabile qui e i biglietti gratuiti per iscriversi tramite la piattaforma Eventbrite qui.

L’iniziativa di Sloweb, organizzata in collaborazione con CSI Piemonte, Frontiere, Piano D, Smart Flow, il supporto di Banco Azzoaglio, Doinnovation, Studio Planeta, Seeweb e il contributo della Camera di commercio di Torino, prevede una Rassegna cinematografica, spettacoli e Slowlesson.

Tra le molte proposte, il 25 settembre è in calendario un momento di formazione per le aziende, dove verrà inoltre presentato un nuovo progetto di ecosistema che nasce con l’intento di guidare le circa 450 realtà aderenti a Torino Social Impact verso una piena consapevolezza della gestione digitale sostenibile. Tra i primi passi effettuati, è stata realizzata una fotografia condivisa di come l’ecosistema TSI stia affrontando le sfide ambientali, sociali e di governance legate all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il 26 e il 27 settembre sono previsti il Digital Ethics Forum, con esperti e studiosi internazionali, e l’Osservatorio del consumo digitale responsabile con la partecipazione di aziende del Nord-Ovest; il 28 settembre, infine, si parlerà di Patti digitali, ovvero degli accordi tra famiglie che aiutano le comunità a gestire in modo responsabile dispositivi e servizi digitali.

Verranno lanciate Le Ricette di Sloweb per un digitale più sano (ovvero dieci suggerimenti pratici per un uso del digitale più consapevole) distribuite in formato HTML e su cartoline per il pubblico. Tra le prime iniziative sinergiche tra Slow Food e Sloweb spicca l’adeguamento del sito di Terra Madre a basso consumo energetico e ad alta efficienza di servizio.

«Sloweb e Slow Food nascono dallo stesso territorio piemontese e intendono impegnarsi anche in campo digitale nella direzione della libertà di scelta, di uno stile di vita più buono, pulito e giusto con la divulgazione di pratiche di gestione sobria, pulita e giusta di dati, servizi e prodotti digitali», spiega Pietro Jarre, founder di Sloweb. «Slow Food ha dimostrato con l’intuizione dell’indimenticato Carlin Petrini che è possibile costruire un movimento mondiale partendo dalla concretezza delle pratiche quotidiane – aggiunge Maurizio Bulgarini, attuale presidente di Sloweb –. Noi facciamo lo stesso con il digitale. Questa collaborazione ci offre la rete e la legittimazione per agire su ampia scala. E siamo pronti».

Parte RiTessiAMO, un progetto finanziato dalla Città di Torino

Il 9 luglio è stata pubblicata la graduatoria definitiva che annuncia i 16 progetti selezionati per il bando della Città di Torino “Cultura e Imprenditorialità incardinate nell’Economia Circolare e nel Tessuto Urbano”, nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027. 


Tra i progetti vincitori c’è anche RiTessiAMO, incentrato sul settore tessile. Il partenariato ideatore del progetto è composto da tre realtà del territorio che vantano una lunga esperienza nell’economia circolare in campo tessile-moda: la startup innovativa a vocazione sociale Atelier Riforma (come capofila), l’ente no-profit ODV Società di San Vincenzo De Paoli, con il suo emporio solidale ABITO, e l’azienda DBT Fibre, nella sua specifica divisione dedicata al riciclo, Closeoop.

RiTessiAMO è un progetto di economia circolare che vuole dare una nuova vita ai prodotti tessili usati e ridurre gli sprechi nel settore della moda. Ha due obiettivi principali:

  1. attivare l’intero ecosistema cittadino — aziende, artigianə, enti, cittadinə — attorno a una gestione sostenibile dei prodotti tessili
  2. trasformare una realtà no-profit torinese impegnata nella raccolta solidale di abiti in un modello operativo a scarto minimo. 

Il progetto partirà dalla creazione, presso Abito, di un sistema organizzato per selezionare i prodotti tessili che non possono essere donati, ma che sono invece idonei al riciclo. Con il supporto di Atelier Riforma e delle sue tecnologie, i materiali verranno suddivisi per fibra e colore e privati degli elementi che ne ostacolano il riciclo. Il materiale selezionato sarà poi inviato a DBT Fibre, a Biella, dove verrà riciclato in nuove fibre da re-immettere sul mercato.

Parallelamente, Abito e Atelier Riforma attiveranno un servizio gratuito per il recupero e la gestione circolare dei prodotti tessili dismessi da aziende ed enti del territorio. I materiali raccolti saranno in parte destinati a una rete di artigianə locali per attività di riuso e upcycling e in parte valorizzati attraverso strumenti digitali dedicati. Il progetto rafforzerà inoltre la sartoria di Abito, ampliando le attività di riparazione e trasformazione dei capi e organizzando corsi e laboratori gratuiti aperti alla cittadinanza.

Un’altra componente centrale sarà la sensibilizzazione sul consumo responsabile nella moda, attraverso incontri nelle scuole, eventi, workshop e campagne informative. Saranno proposte attività di formazione e consulenza gratuite anche ad aziende, professionistə e studenti del settore moda, con l’obiettivo di diffondere pratiche di eco-design e una gestione più sostenibile dei tessili.

“Si tratta di un progetto realmente pionieristico: non risultano esperienze analoghe in cui un ente no-profit dedito alla raccolta solidale di abiti disponga di tecnologie avanzate (come un lettore a spettroscopia NIR per l’identificazione delle fibre e una tecnologia di Intelligenza Artificiale per la digitalizzazione e messa in vendita automatica dei capi su un marketplace) unite a uno staff con volontari formati per preparare al riciclo fiber-to-fiber i tessili non idonei al riutilizzo. Una simile dotazione è stata finora prerogativa di grandi operatori industriali” – Elisa Valenti, coordinatrice di Abito.

Oggi gli abiti usati raccolti tramite donazioni o raccolta stradale vengono valorizzati principalmente attraverso il riutilizzo. Tuttavia, una quota sempre maggiore non è adatta a essere riutilizzata a causa della scarsa qualità dei capi, legata soprattutto alla diffusione del fast fashion. Questi materiali finiscono quindi in processi di recupero a basso valore, come la produzione di stracci e imbottiture, oppure vengono smaltiti o inceneriti. 

“Il riciclo fiber-to-fiber, che permette di rigenerare nuove fibre a partire dai rifiuti tessili è ancora poco diffuso, soprattutto sui tessili post-consumo, perché richiede materiali accuratamente selezionati per composizione e colore e la rimozione di elementi come bottoni e zip. Per questo motivo, oggi meno dell’1% dei tessili viene effettivamente riciclato in nuove fibre” – Federico De Martini, CEO di DBT Fibre.

Inoltre, le attività di selezione e preparazione dei tessili sono articolate e manuali e perciò vengono spesso svolte all’estero, con una filiera poco efficiente sia dal punto di vista economico che ambientale. Per questo l’Unione Europea sta promuovendo lo sviluppo di sistemi di raccolta, selezione e riciclo più locali e circolari, capaci di ridurre sprechi, costi e impatti ambientali.

“Valorizzando competenze territoriali, il modello circolare di RiTessiAMO sarà quasi a km 0 (raccolta, cernita, disassemblaggio, riciclo e filatura entro 80 km): in una filiera altamente globalizzata (e opaca) come quella del tessile post-consumo, questo è un obiettivo ambiziosissimo, che costruisce per Torino e il Piemonte un caso di best practice internazionale” – Elena Ferrero, CEO di Atelier Riforma.

Il progetto avrà un budget complessivo di poco meno di 125.000 € e si articolerà su 10 mesi (da settembre 2026 fino a giugno 2027).

Le attività pianificate nell’ambito di RiTessiAMO sono state annunciate il 2 luglio in un talk durante la Torino Fashion Week 2026, appuntamento internazionale annuale dedicato al settore moda che si svolge nel capoluogo piemontese.

DO Impact: la Final Conference

Il pomeriggio del 7 luglio si è svolta a Bruxelles la Final Conference del progetto europeo DO Impact, seguita, l’8 luglio, dall’Ottavo Transnational Workshop. Due appuntamenti che hanno riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori e innovatori per riflettere sul ruolo dei dati, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale nel rafforzare l’economia sociale europea e costruire un ecosistema più collaborativo, inclusivo e resiliente.


A conclusione di un percorso durato due anni, il progetto DO Impact ha riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori, innovatori digitali e policy maker per riflettere sulle sfide e sulle opportunità della trasformazione digitale, mettendo al centro una domanda chiave: come possono dati, intelligenza artificiale e tecnologie digitali essere orientati al bene comune?

La Final Conference, ospitata presso il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC), si è aperta con i saluti di Gianluca Pastorelli, Executive President di Diesis Network, e di Philip von Brockdorff, Vicepresidente del Gruppo Lavoratori dell’EESC. A seguire, il keynote di Giuseppe Guerini, Presidente di Cooperatives Europe, ha sottolineato come la trasformazione digitale non sia un processo inevitabile, ma una traiettoria che può essere guidata affinché generi valore per la collettività.

Nel corso del pomeriggio, il panel Digital and Data-Driven Transformation as a Driver of Social Impact in Europe ha approfondito il ruolo delle infrastrutture digitali interoperabili, della governance dei dati e della cooperazione europea nello sviluppo di ecosistemi digitali capaci di sostenere l’economia sociale. Il confronto, moderato da Gianluca Pastorelli, ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, di Social Economy Europe e di ECAS – European Citizen Action Service, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione tra organizzazioni e allineare le strategie di digitalizzazione alle priorità europee.

Un secondo momento di confronto è stato dedicato al rapporto tra democrazia, partecipazione e intelligenza artificiale attraverso il panel Small Voices, Big Systems: Keeping Democracy Human in the Age of AI. La discussione ha posto l’attenzione sul ruolo dei cittadini e della società civile nella progettazione e nella governance delle tecnologie digitali, sottolineando come il futuro digitale dell’Europa dipenda non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire infrastrutture aperte, inclusive e orientate ai bisogni delle persone.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alla costruzione di un ecosistema europeo dei dati per l’economia sociale. Il confronto ha evidenziato come sovranità digitale, interoperabilità, governance condivisa e investimenti coordinati rappresentino elementi fondamentali per consentire ai dati di generare valore pubblico e impatto sociale.

L’8 luglio, in occasione dell’Ottavo Transnational Workshop — Forward Planning with Data: Opportunities and Synergies — il focus si è spostato sulle esperienze concrete delle organizzazioni europee che stanno affrontando percorsi di trasformazione digitale. Attraverso testimonianze provenienti da diversi Paesi, i partecipanti hanno condiviso strumenti, sfide e risultati, mostrando come i dati possano diventare una risorsa strategica per migliorare la governance organizzativa, supportare decisioni più consapevoli e aumentare l’impatto sociale.

Nel corso della giornata si è svolto anche il workshop dedicato al Digital and Data Action Plan (DDAP), uno dei principali risultati del progetto. I partecipanti hanno lavorato in gruppi per definire roadmap operative sui temi della governance dei dati, delle infrastrutture condivise, della collaborazione tra organizzazioni e della trasformazione digitale. Il DDAP costituirà uno strumento pratico per accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo delle proprie capacità digitali nei prossimi anni.

Uno spazio specifico è stato inoltre dedicato al confronto tra diversi progetti europei attivi sui temi della digitalizzazione dell’economia sociale. Il dialogo ha evidenziato come il valore dei progetti europei non risieda esclusivamente negli strumenti o nei risultati prodotti, ma soprattutto nelle reti di collaborazione, nello scambio di conoscenze e nelle comunità di pratica che continuano a generare impatto anche oltre la conclusione delle singole iniziative.

La due giorni si è conclusa con un workshop di riflessione finale, durante il quale i partner hanno ripercorso il percorso di apprendimento sviluppato in questi due anni, valutandone metodologie, risultati e prospettive future.

La Final Conference del 7 luglio e l’Ottavo Transnational Workshop dell’8 luglio hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso europeo durato due anni, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione. Il messaggio emerso dalle due giornate è chiaro: la trasformazione digitale dell’economia sociale è un processo continuo, che richiede competenze, collaborazione e sperimentazione condivisa. Più che l’adozione di nuove tecnologie, ciò che farà la differenza sarà la capacità di costruire ecosistemi aperti, valorizzare i dati come bene comune e rafforzare le connessioni tra organizzazioni, territori e istituzioni.

Tra gli appuntamenti del percorso che DO Impact ha sviluppato negli ultimi mesi, il  25 giugno si è tenuto il quinto European Deep Dive, dedicato alla partecipazione digitale e alla governance aperta. L’evento ha approfondito il contributo di piattaforme open source come Consul Democracy e presentato il percorso italiano di capacity building promosso da Fondazione Piemonte Innova, Torino Social Impact e TIRESIA e ha rappresentato un’occasione per valorizzare il ruolo dei dati, della partecipazione e delle competenze digitali come leve per rafforzare l’impatto sociale delle organizzazioni.

Con la conclusione di DO Impact termina il progetto, ma prosegue il patrimonio di relazioni, conoscenze e strumenti costruito in questi due anni. Le esperienze condivise durante i Deep Dive, i workshop transnazionali e locali continueranno infatti a sostenere lo sviluppo di un’economia sociale europea sempre più digitale, resiliente e orientata all’impatto.

23.07.26 – Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro

Nell’ambito del progetto europeo SKALE2CT, giovedì 23 luglio 2026, dalle 14.00 alle 15.00, si terrà online lo Stakeholder Meeting “Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro”, organizzato dal Dipartimento Sviluppo economico, territoriale e sociale della Città metropolitana di Torino.


Nel mese di giugno 2026, la Città Metropolitana di Torino ha approvato la nuova scheda di misura InnoSocialMetro, che pone le basi per la formulazione della nuova edizione del bando, un’importante opportunità per sostenere iniziative e progettualità imprenditoriali nell’ambito dell’economia sociale sul territorio metropolitano.

L’incontro sarà volto a presentare le principali novità del futuro bando InnoSocialMetro e consentirà ai partecipanti di confrontarsi direttamente con i referenti della misura, al fine di approfondire contenuti e prossimi passaggi previsti.

Lo Stakeholder Meeting sarà anche un momento di dialogo e networking tra organizzazioni, enti, imprese e altri attori del territorio, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove collaborazioni e rafforzare le reti locali.

La partecipazione all’evento è aperta a tutti i soggetti interessati, previa registrazione al seguente link.

Agenda

OP4Impact: il secondo incontro di impact capacity building

Giovedì 2 luglio si è riunita al  Cottino Social Impact Campus la Comunità di pratica OP4IMPACT, composta dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino, dall’Ordine degli Avvocati di Torino, dal Consiglio Notarile di Torino e Pinerolo e dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino. 


La Comunità di pratica si è ritrovata per il secondo incontro di impact capacity building: un’occasione per ascoltare, recepire le visioni e i bisogni dell’economia sociale, interpretandoli nel proprio ruolo di professionisti con competenze complementari e distintive di grande valore aggiunto per la crescita di questo paradigma. L’obiettivo del percorso è rispondere alle istanze dell’economia sociale e continuare a costruire insieme, in una logica interordinistica, approcci e azioni capaci di generare un impatto concreto.

L’incontro ha avuto al centro l’analisi di un caso studio, attraverso la testimonianza della Cooperativa Animazione Valdocco, partner di TSI. Per l’occasione sono intervenuti Elisa Profico e Matteo Gagino, che hanno illustrato il Piano Strategico 2026–2029: un piano nato da un percorso partecipato che ha coinvolto soci e stakeholder a partire dai bisogni rilevati, traducendoli in obiettivi, risultati misurabili e azioni concrete per orientare alcune priorità strategiche dei prossimi quattro anni.

Elisa Profico ha sottolineato: «Come Cooperativa ci siamo resi conto che tutta questa bellezza che ci arricchisce all’interno deve essere accessibile anche all’esterno in modo più fruibile. Parlare di impatto è uno dei pochi modi che abbiamo per far capire il valore che produciamo a chi ci guarda dall’esterno».

Tra i temi emersi come centrali: 

  • Presidiare il mercato: rafforzare la presenza nel mercato pubblico e nella co-progettazione, garantendo sostenibilità economica, qualità dei servizi e capacità di innovare le risposte ai bisogni emergenti.
  • Generare valore sociale: aumentare l’impatto sociale sul territorio, promuovendo progetti, reti e iniziative che contribuiscono a comunità inclusive, coese e orientate al benessere collettivo.
  • Governance diffusa: semplificare e distribuire i processi decisionali, aumentando l’autonomia delle UDS, valorizzando i quadri intermedi e coinvolgendo di più i soci nelle scelte strategiche.
  • Rigenerare il lavoro associato: rafforzare il lavoro e la capacità di attrarre e sviluppare  i giovani e loro competenze 
  • Innovazione digitale e AI: sviluppare strumenti, competenze e processi che migliorino efficienza, la gestione dei dati e la qualità dei servizi.

Caterina Soldi ha successivamente ricondotto i temi osservati dai professionisti ai principi dell’impatto e all’importanza di radicarli in una visione strategica che si dota di metodologie, strumenti, approcci per generare impatto sociale tra tangibile e intangibile. Ha inoltre evidenziato il ruolo della misurazione dell’impatto come strumento di apprendimento, orientamento strategico e supporto alle decisioni, offrendo una panoramica sulla teoria del cambiamento come metodo utile a leggere il nesso tra bisogni, azioni, risultati attesi e trasformazioni generate.

Nella successiva attività laboratoriale, i quattro Ordini professionali sono stati invitati a individuare possibili traiettorie di supporto alle organizzazioni dell’economia sociale, a partire dalle rispettive competenze tecniche e dai temi osservati nel caso studio. Dal confronto sono emersi spunti e riflessioni utili a rafforzare la capacità dei professionisti di leggere le istanze delle organizzazioni dell’economia sociale e di accompagnarle con strumenti e competenze adeguate.

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

Torino Social Impact diventa full member ed entra a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, rete europea composta da oltre 80 partner attivi in 30 Paesi e impegnata nel rafforzamento dell’economia sociale, dell’innovazione sociale e dei modelli di sviluppo orientati all’impatto.


L’ingresso è avvenuto in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis, che si è tenuta l’8 luglio 2026 a Bruxelles con la partecipazione delle organizzazioni della rete.

La nomina nel Comitato Esecutivo dell’advisor strategica di TSI Raffaella Scalisi rappresenta un nuovo passo nel percorso di consolidamento della dimensione europea di Torino Social Impact e rafforza il ruolo dell’ecosistema torinese all’interno di uno dei principali network internazionali dedicati alla social economy.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e attori dell’economia sociale provenienti da diversi Paesi europei e internazionali, con l’obiettivo di promuovere modelli economici più inclusivi, democratici e sostenibili. Con oltre 80 partner in 30 Paesi, la rete rappresenta uno spazio di confronto e cooperazione strategica sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del lavoro sviluppato in questi anni per posizionare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, attraverso il coinvolgimento di imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

La partecipazione al Comitato Esecutivo permetterà di contribuire in modo ancora più diretto alle strategie della rete, in coerenza con le priorità definite dall’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network: rafforzare la crescita e l’impatto della rete, promuovere la collaborazione tra membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e sostenere una governance interna sempre più trasparente, aperta e orientata alla partecipazione. In particolare, Torino Social Impact si occuperà di sviluppare e rafforzare i temi delle partnership profit-non profit e della finanza di impatto.

Questo nuovo ruolo si inserisce in un percorso già avviato di collaborazione europea, che vede Torino Social Impact impegnata in progetti, reti e iniziative internazionali dedicate al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta quindi un’opportunità per portare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo più ampio e, allo stesso tempo, per rafforzare connessioni, progettualità e alleanze utili allo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Programma CERV: il workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale

Diritti, uguaglianza, cittadinanza attiva e valori democratici sono al centro del programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, uno degli strumenti dell’Unione Europea per sostenere società più aperte, eque e inclusive.

A questo programma l’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale ha dedicato il workshop che si è tenuto giovedì 2 luglio presso Vol.TO – Volontariato Torino ETS, con l’obiettivo di approfondire opportunità, strumenti e buone pratiche per la progettazione europea su questi temi.


L’incontro, aperto dai saluti della Direttrice di Vol.TO Maida Caria, ha visto la partecipazione di 16 organizzazioni partner di Torino Social Impact.

Dopo la presentazione delle attività dell’HUB Progetti Europei, del percorso di accompagnamento e delle opportunità dedicate alle organizzazioni partner, Alessia Ibba di Torino Social Impact ha introdotto l’intervento tecnico di Maria Chiara Pizzorno di Weco Impresa Sociale.

Il workshop ha offerto un approfondimento sul programma CERV, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili, con particolare attenzione alla sua finalità principale: promuovere e tutelare i diritti e i valori dell’Unione Europea, contribuendo allo sviluppo di società aperte, democratiche, eque e inclusive.

In linea con l’approccio peer-to-peer dell’HUB, ampio spazio è stato dedicato al racconto di esperienze progettuali nate all’interno dell’ecosistema locale.

Davide Prette di Vol.TO ha presentato EnviRights, progetto sviluppato nell’ambito della call CERV-CHAR-LITI-CIVIC grazie all’accompagnamento dell’HUB Progetti Europei. Approvato a marzo 2025, avviato a giugno 2025 e attivo fino a maggio 2027, il progetto è dedicato alla promozione e tutela della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, con un focus specifico sull’attivismo ambientale.

L’obiettivo di EnviRights è rafforzare consapevolezza, resilienza e capacità di risposta delle persone attive nei movimenti ambientali, promuovendo al tempo stesso un dialogo più costruttivo tra attivistə, autorità pubbliche, media e decisori politici, anche per contrastare narrazioni denigratorie o criminalizzanti nei confronti dell’attivismo climatico pacifico.

A seguire, Valeria Vacchiano della Città di Torino ha presentato B.RIGHT SPACES – Better rights in better civic space, progetto recentemente concluso di cui la Città di Torino è stata partner. L’iniziativa ha lavorato per rafforzare la capacità collettiva delle autorità pubbliche locali e delle organizzazioni territoriali nel sostenere, promuovere e proteggere gli spazi civici locali, riconosciuti come presidi fondamentali per la tutela dei valori democratici e dei diritti delle persone.

Tra i risultati del progetto, particolare attenzione è stata dedicata alla costruzione di una definizione condivisa di spazio civico, allo sviluppo del concetto di partenariato pubblico-comunitario e all’utilizzo della partecipazione come strumento di co-produzione delle politiche pubbliche. È emerso inoltre il valore aggiunto del partenariato europeo, capace di generare relazioni così significative da costituire, a loro volta, un vero e proprio spazio civico transeuropeo.

La seconda parte del workshop è stata dedicata alle call attualmente aperte e in uscita: 

  • CERV-2026-DAPHNE, per il contrasto alla violenza di genere e contro altri gruppi vulnerabili; 
  • CERV-2026-REMEMBRANCE, dedicata alla memoria europea;
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CHARTER, per la promozione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea; 
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CIVIC, per la promozione e il rafforzamento degli spazi civici.

Oltre alle specificità di ciascuna call, Maria Chiara Pizzorno ha condiviso alcuni suggerimenti trasversali utili alla progettazione: conoscere il quadro strategico e normativo di riferimento, mantenere coerenza rispetto al topic scelto, promuovere lo scambio intergenerazionale, coinvolgere i target group non solo come beneficiari ma anche come testimoni, e integrare in modo consapevole l’approccio intersezionale e il gender mainstreaming.

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata a un laboratorio di europrogettazione, durante il quale le organizzazioni partecipanti, supportate dallo staff dell’HUB Progetti Europei, hanno lavorato alla costruzione di un abstract efficace e alla traduzione delle proprie idee in prime ipotesi progettuali.

In questa fase la Fondazione CRT ha presentato ProjectFinder, un nuovo strumento realizzato tramite EUknow.it: una mappa interattiva per scoprire i progetti europei e chi li realizza, facilitando la creazione di partnership europee.

Le realtà interessate a proseguire il percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze europee.

L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro

L’intelligenza artificiale sta cambiando la comunicazione. Ma sta migliorando la qualità della nostra comunicazione, oppure sta semplicemente rendendo più veloce la produzione di contenuti?

È a partire da queste domande che si è avviato l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione, che si è tenuto il 30 giugno presso gli spazi di CasArcobaleno, presidio e polo integrato di servizi di interesse pubblico rivolti alla popolazione LGBTQIA+ e alla cittadinanza tutta.


L’incontro è stato dedicato al tema “AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro”: un’occasione di confronto su come l’intelligenza artificiale stia trasformando linguaggi, pratiche e processi comunicativi, approfondendo opportunità e criticità legate al suo utilizzo nei contesti professionali e organizzativi, con un’ottica people first.

Come introdotto da Monica Cerutti, alla guida della Comunità di pratica, un cambiamento che non riguarda soltanto la velocità o l’automazione della produzione di contenuti, ma il modo in cui costruiamo significati, fiducia, relazioni e rappresentazioni. L’AI può generare testi, immagini e output complessi, ma sono le persone a costruire relazioni. Per questo il concetto di human in the loop non riguarda il rifiuto della tecnologia, ma la responsabilità di chi progetta, sceglie, interpreta e comunica.

L’intelligenza artificiale, infatti, non possiede valori, esperienza o conoscenza profonda dei contesti: apprende dai dati, e i dati possono riflettere stereotipi, squilibri, assenze e discriminazioni. In questa prospettiva, ogni parola, immagine e scelta comunicativa continua ad avere un peso. L’AI tende a riprodurre ciò che è statisticamente più frequente; le persone possono invece scegliere ciò che è culturalmente più giusto, costruendo rappresentazioni più inclusive e consapevoli.

L’incontro è stato co-progettato con Collettivo Freeco, realtà di freelancing collaborativo che promuove autodeterminazione, pluralità, sostenibilità ed etica lavorativa per le persone libere professioniste. Allegra Caputo di Collettivo Freeco ha esplorato esempi concreti e spunti operativi per un uso consapevole dell’AI, approfondendo anche come questi strumenti possano supportare processi, servizi e progettualità capaci di generare impatto sul tessuto sociale.

La riflessione ha toccato alcuni aspetti centrali: la qualità degli input, secondo il principio garbage in, garbage out; l’attenzione ai dati sensibili e alla loro anonimizzazione; il rischio di sovraccarico cognitivo legato all’uso simultaneo di troppi strumenti; e la necessità di non usare l’AI solo per confermare le proprie idee, ma anche per far emergere criticità, alternative e punti ciechi.

Tra gli esempi presentati anche Afroféminas GPT, esperimento sviluppato da Antoniette Torres Soler a partire da testi del pensiero nero e decoloniale, un caso che mostra come anche la progettazione dei sistemi di AI possa essere orientata da scelte culturali, politiche ed etiche precise.

A seguire, si è aperto un momento di confronto tra le persone partecipanti, che hanno condiviso riflessioni, esperienze e punti di vista a partire dagli stimoli emersi durante l’incontro.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla testimonianza di SynDiag, realtà fem-tech italiana che sviluppa dispositivi medici con AI. Nata per potenziare la diagnosi precoce del tumore ovarico, l’azienda mette la propria tecnologia al servizio dell’innovazione nella salute femminile.

A intervenire è stata Sabrina Scarpati, Sales & Business Development Manager, che ha illustrato il caso di OvAi Focus, dispositivo medico software marcato CE in cloud che supporta la refertazione attraverso l’elaborazione di video e immagini ecografiche. Il dispositivo si fonda su tre pilastri: 

  1. Digitalizzazione,
  2. Intelligenza artificiale
  3. Telemedicina

L’obiettivo è migliorare l’accesso all’esame ecografico ginecologico, la qualità della diagnosi e la tempestività di risposta nei casi complessi.

Un caso applicativo già avviato riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia, dove il modello contribuisce a migliorare la qualità e completezza dei referti, ottimizzare la gestione ambulatoriale e rendere più efficiente il percorso della paziente.

In chiusura, è stata presentata anche l’iniziativa Mind the Health Gap, laboratorio digitale promosso da SynDiag e Idem – Mind The Gap, dedicato al tema della salute femminile come leva di parità di genere nei luoghi di lavoro.

L’incontro ha confermato come l’intelligenza artificiale non possa essere affrontata solo come questione tecnica. È una questione culturale, organizzativa, etica e democratica. La sfida non è semplicemente usare meglio l’AI, ma capire come possa rafforzare la capacità delle persone di comprendere, partecipare e costruire comunità.

Bench-Mark | Ep. 110 – RPLT

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, incontriamo Emiliano Giovine e Giuseppe Taffari, avvocati di RPLT, studio legale e tributario nato dalla fusione tra RP Legal & Tax e LT Legalitax.

Con oltre 200 professionisti, più di 25 aree di pratica, 6 uffici in Italia e 5 desk internazionali, RPLT accompagna imprese, fondi, enti e amministrazioni in Italia e all’estero, offrendo consulenza legale e fiscale in una prospettiva full service.

Nel dialogo, il ruolo delle competenze professionali emerge come parte integrante dello sviluppo di ecosistemi capaci di generare valore, sostenere l’innovazione e accompagnare organizzazioni e territori nelle trasformazioni economiche e sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Riapre lo sportello per l’efficientamento produttivo delle imprese piemontesi

La Regione Piemonte, attraverso Finpiemonte, conferma il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione del sistema produttivo locale verso modelli più sostenibili e sicuri. Nell’ambito del Programma Regionale FESR 21-27, il 7 luglio ha riaperto ufficialmente lo sportello dedicato alla Linea b) “Efficientamento produttivo”, uno strumento strategico per le imprese che intendono coniugare competitività economica e impatto positivo sul territorio.


Investire nella sostenibilità e nella sicurezza

La misura punta a sostenere programmi organici di investimento volti a trasformare i processi produttivi in ottica di economia circolare e protezione ambientale.

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per promuovere un’innovazione che non sia solo tecnologica, ma anche sociale, finanziando interventi che mirano a:

  • Ridurre l’impatto ambientale: attraverso la diversificazione della produzione e l’adozione di modelli per la riduzione dei rifiuti e l’uso efficiente delle risorse
  • Innalzare la sicurezza sul lavoro: premiando i progetti che elevano i livelli di protezione dei lavoratori al di sopra degli standard obbligatori di legge
  • Favorire la decarbonizzazione: con una specifica componente “green” dedicata alla protezione del clima e dell’ambiente

Le agevolazioni: un mix di finanza agevolata e contributi

L’agevolazione è strutturata per coprire fino al 100% dei costi ammissibili (con investimenti compresi tra 50.000 e 3.000.000 di euro) attraverso uno strumento finanziario combinato:

  • Finanziamento agevolato: composto per il 70% da fondi regionali a tasso zero e per il 30% da fondi bancari
  • Contributo a fondo perduto: riservato alle PMI, con percentuali che variano in base alla dimensione d’impresa e alla tipologia di progetto

Un elemento di particolare interesse per le imprese orientate all’impatto è il sistema di premialità. Sono infatti previste maggiorazioni del contributo a fondo perduto per le aziende in possesso di Rating di legalità, certificazioni della parità di genere o del Rating ESG, valorizzando così l’impegno etico e sociale delle realtà piemontesi.

Requisiti e modalità di partecipazione

La misura si rivolge a PMI e Mid-cap con sede operativa in Piemonte.
È importante sottolineare che tutti i progetti devono rispettare il principio DNSH (“non arrecare danno significativo all’ambiente”) e dimostrare un chiaro effetto di incentivazione, venendo presentati prima dell’avvio dei lavori.

Le domande potranno essere inviate a partire dalle ore 9:00 del 7 luglio 2026 esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte. Lo sportello resterà aperto fino al 29 ottobre 2028, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Maggiori informazioni 

Il team di Amapola cresce con due nuovi ingressi

Nuove competenze entrano in Amapola, la Società Benefit specializzata in consulenza di sostenibilità: Alessandro Porro si unisce al team Reporting come Junior Account, mentre Elisa Marenco entra nel team commerciale, dove seguirà strategie di sviluppo e strumenti di marketing.


Le due nuove professionalità si inseriscono in aree molto rilevanti per l’evoluzione della società di consulenza attiva dal 2009. Da un lato il reporting ESG, un ambito centrale per accompagnare imprese, enti e organizzazioni del terzo settore in percorsi di rendicontazione strutturati, che sempre di più si allarga toccando normative, processi, strategia. Dall’altro lo sviluppo commerciale di Amapola, che sostiene la crescita della società attraverso l’ascolto del mercato, la costruzione di nuove relazioni e la valorizzazione delle competenze interne.

Alessandro Porro nel team Reporting

Alessandro Porro entra nel gruppo di lavoro guidato da Giulia Devani, tra i componenti del Consiglio direttivo di Amapola, portando con sé un background economico-aziendale e competenze focalizzate sulla sostenibilità. Dopo la laurea in Economia Aziendale, Alessandro ha approfondito questi temi con un master specialistico, orientando il proprio percorso professionale verso il reporting ESG.

Una prima esperienza in ambito contabile gli ha permesso di sviluppare familiarità con la lettura dei dati economico-finanziari, che oggi integra con l’analisi delle performance ambientali e sociali e con gli aspetti di governance. Un approccio utile in un ambito in forte evoluzione, dove la rendicontazione non è più soltanto restituzione di dati, ma processo di lettura, organizzazione e interpretazione delle informazioni rilevanti per la strategia di sostenibilità.

In Amapola, Alessandro contribuirà ai progetti del team nelle attività di analisi, raccolta e interpretazione dei dati per i bilanci e per processi correlati, come quelli delle certificazioni, e nella redazione e valorizzazione dei contenuti.

Elisa Marenco nel team commerciale

Elisa Marenco entra nel team commerciale di Amapola, sotto il coordinamento della partner Elena Mancino, per occuparsi di strategie di sviluppo commerciale e strumenti di marketing. Il suo percorso professionale unisce comunicazione, brand management, vendite, digitale e fundraising: competenze che rafforzano un’area dedicata allo sviluppo della società e alla costruzione di nuove opportunità di relazione con il mercato.

Laureata in Scienze Politiche, con un master in Economia e Organizzazione Aziendale alla SAA, Elisa ha iniziato la propria attività professionale nell’ufficio Press and Global Communication di Slow Food. Ha poi maturato una lunga esperienza in Martini & Rossi, Gruppo Bacardi, ricoprendo diversi ruoli tra cui brand manager, web specialist e responsabile vendite per il canale e-commerce. Dopo un passaggio in Paglieri nell’ambito della comunicazione digitale, prima dell’ingresso in Amapola ha lavorato presso la Fondazione Uspidalet di Alessandria, occupandosi anche di fundraising.

In Amapola porterà il proprio contributo allo sviluppo commerciale, al presidio degli strumenti di marketing e al rafforzamento delle attività orientate alla crescita della società.

Crescere dentro un mercato in evoluzione

«Gli ingressi di Alessandro ed Elisa rispondono a esigenze molto concrete», commenta Luca Valpreda, Founder e Managing partner di Amapola. «Da un lato rafforziamo un team Reporting sempre più impegnato su processi complessi; dall’altro consolidiamo l’area commerciale, che sostiene lo sviluppo della società e la relazione con il mercato. La sostenibilità, nonostante una narrazione che talvolta evidenzia rallentamenti o stanchezza, è un tema cruciale per imprese e organizzazioni: nuove normative, contrasto al greenwashing, filiere coinvolte, crisi climatica, energia e tensioni sociali chiedono competenze solide, ascolto e capacità di accompagnare il cambiamento. Per questo per noi rimane centrale investire nella crescita del nostro team».

Con questi due nuovi ingressi, Amapola prosegue il proprio percorso di consolidamento, rafforzando sia le competenze dedicate ai progetti per i clienti sia le funzioni interne a supporto dello sviluppo della società.

L’opera-memoriale “5,7 km di grida nel silenzio” arriva a Torino

Dal 4 al 10 luglio allo Spazio Pat un monumentale nastro tessile lungo 5,7 km per commemorare oltre 20.000 bambini palestinesi uccisi a Gaza.


Dopo le tappe di Fusignano, Parma, Rosignano Monferrato e Milano, il progetto “5,7 km di grida nel silenzio”, un’opera collettiva nata per trasformare il dolore in memoria e la memoria in testimonianza civile, approda a Torino dal 4 al 10 luglio 2026, presso Spazio Pat (Via Germanasca 27).

L’iniziativa, ideata e curata da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara, nasce per commemorare gli oltre 20.000 bambine e bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza. Attraverso un’opera tessile di grande impatto visivo ed emotivo, il progetto intende restituire dignità e visibilità a vite spezzate dalla guerra.

Lanciata nel settembre 2025 attraverso la call “Artisti tessili per Gaza”, l’iniziativa ha coinvolto associazioni, collettivi e singoli partecipanti in un processo creativo che ha trasformato ago e filo in strumenti di memoria, cura e solidarietà.

L’opera consiste in un nastro di stoffa lungo 5 chilometri e 700 metri, realizzato grazie al contributo di oltre 400 gruppi di persone provenienti da tutta Italia. Su migliaia di pannelli tessili, artisti, artigiani e cittadini hanno ricamato, scritto o dipinto i nomi delle giovani vittime, successivamente cuciti insieme in un unico memoriale.

“5,7 km di grida nel silenzio” è un’esperienza collettiva che invita alla riflessione sui valori della vita, dell’identità e della memoria. 

L’esposizione torinese è curata da Marina Gualandris con il supporto di alcune realtà cittadine attive sulla causa, tra cui Atelier Riforma.

Durante l’opening (sabato 4 luglio alle ore 19.00) sono previsti momenti di partecipazione pubblica, tra cui letture di Naim Abu Saif, autore di “L’ultimo respiro di Gaza” (2025), banchetti di artisti locali indipendenti (come Laboratorio POI, Atelier Riforma, Laboratorio Zanna Dura), l’intervento del collettivo BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) Torino e un rinfresco realizzato grazie alla recupera di eccedenze alimentari da parte del Kontiki.

L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto all’associazione Gazzella Onlus che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione di bambini palestinesi feriti da armi da guerra. L’installazione sarà visitabile su prenotazione alla pagina Instagram di @spaziopat o via mail a spaziopatpat@gmail.com .

Il progetto si inserisce in un più ampio movimento internazionale di solidarietà civile e promozione dei diritti umani. L’obiettivo delle promotrici è continuare a portare il memoriale nelle piazze e negli spazi culturali italiani, affinché questi nomi possano continuare a essere ricordati.

L’intenzione finale è affidare l’opera a un museo, una fondazione o a un’istituzione permanente che ne garantisca la conservazione e la funzione commemorativa nel tempo.

Futura Law Firm pubblica la sua quinta Relazione Benefit

Per la quinta volta dalla sua costituzione, avvenuta nel febbraio 2021, Futura Law Firm Starl Società Benefit ha pubblicato la sua nuova Relazione Benefit, allegata al bilancio e disponibile sul sito dello studio.


Per questa edizione, Futura Law Firm ha scelto di integrare l’utilizzo del B Impact Assessment, sia nella versione precedente sia in quella aggiornata, con i Voluntary Standard raccomandati dalla Commissione Europea, rafforzando il lavoro di misurazione e rendicontazione dell’impatto.

Il documento rendiconta obiettivi, azioni e risultati legati alle finalità di beneficio comune, offrendo uno strumento di trasparenza e approfondimento sul percorso intrapreso dalla società.

Futura Law Firm contribuisce inoltre all’organizzazione della Comunità di Pratica Società Benefit, promossa da Torino Social Impact: un percorso di peer learning e networking dedicato alle Società Benefit e alle organizzazioni interessate a questo modello, giunta alla sua terza edizione.

Leggi la Relazione Benefit

Planet Foundamentals — La nuova call per impact startup e, da quest’anno, per imprese sociali

Planet Foundamentals | Soluzioni sistemiche per un mondo che cambia è il programma di SocialFare che — dopo undici anni di attività, 17 edizioni e 148 startup accelerate su quasi tremila candidature — apre per la prima volta le candidature anche alle imprese sociali in forma di Srl o Cooperativa accanto alle startup ad impatto, con una call senza scadenza fissa.


Un programma che diventa multitarget

Fino ad oggi Planet Foundamentals era rivolto esclusivamente a startup a impatto con prototipo validato o prodotto già sul mercato. Dal 2026, accanto a questo target, possono candidarsi anche le imprese sociali:  due tipologie di organizzazioni distinte, che condivideranno però lo stesso percorso e lo stesso obiettivo, costruire resilienza sistemica — economica, sociale e ambientale.

L’ampliamento è reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, che finanzia il programma nella sua nuova dimensione trasversale, mentre SocialFare Seed continua a gestire gli investimenti dedicati alle startup, con ticket fino a 150.000 euro in equity.

Perché ora, perché così

Il contesto in cui operano oggi le organizzazioni a impatto è profondamente cambiato: conflitti, crisi climatica, accelerazione tecnologica e fragilità socio-economica crescente rendono insostenibile qualsiasi modello che dipenda da finanziamenti episodici o da un’unica fonte di entrate. Planet Foundamentals rinasce proprio per rispondere a questa pressione, accompagnando le organizzazioni a ripensarsi strutturalmente, non in risposta a un’emergenza ma come postura strategica di lungo periodo.

Le sfide tematiche

Il programma 2026 si concentra su sei aree di intervento, raggruppate in due grandi filoni:

  1. Sfide sociali: Digital Health, Inclusione e benessere, Educazione & Cultura.
  2. Sfide ambientali: Transizione energetica, Mobilità, Economia circolare.

Cosa offre il percorso

Le organizzazioni selezionate accedono a un percorso che combina advisory e mentorship con esperti tematici, sessioni su impact strategy, business modeling, financial planning e fundraising, oltre all’accesso a una rete di impact investor e a strumenti finanziari ibridi. Per le startup è disponibile anche la possibilità di ricevere un investimento seed tramite SocialFare Seed.

Il programma può contare su un ecosistema di partner consolidato: Invitalia, Generaimprese, ManagerNoProfit, Confcooperative Piemonte Nord, Legacoop Sociali Piemonte e Social Hub Genova.

Una call rolling, senza scadenza

Una delle novità operative più rilevanti è la struttura della call: non c’è una deadline fissa. Le candidature rimangono aperte in modo continuativo, permettendo a ciascuna organizzazione di presentarsi nel momento più adatto al proprio percorso di sviluppo.

Il track record di SocialFare

Dall’edizione inaugurale del 2015 — quando il programma si chiamava ancora FOUNDAMENTA e raccolse oltre 100 candidature al suo primo lancio — ad oggi, il percorso ha accompagnato 148 startup su 2.924 candidature totali. SocialFare Seed, attivo dal 2017 come primo veicolo italiano di seed investment dedicato all’impatto sociale, ha sostenuto 35 startup con investimenti in equity. Nell’ultima edizione sono state accelerate e investite DatAIMed (AI per la medicina evidence-based), Envify (ESG reporting per PMI) e Weply (marketplace circolare per attrezzatura outdoor usata).

Nel 2025, SocialFare ha ricevuto una menzione nella classifica Europe’s Leading Startup Hubs del Financial Times, che premia i migliori acceleratori e incubatori del continente.

Maggiori informazioni e candidature

Progetto IMPULSO: al via la call per imprese sociali e cooperative

Quante imprese sociali e cooperative hanno un’offerta di qualità, prodotti, servizi, competenze reali, ma faticano a farsi spazio nelle filiere delle grandi aziende? Non per mancanza di valore, ma per mancanza degli strumenti giusti: il linguaggio, la struttura, la capacità di presentarsi come partner e non solo come fornitori.


IMPULSO è un programma di formazione e mentoring promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e ELIS Innovation Hub, che nasce per rafforzare la collaborazione tra imprese sociali e mondo corporate, accompagnando le organizzazioni in percorsi di crescita, posizionamento e dialogo con il mercato B2B.

Attraverso formazione, networking, accompagnamento e sperimentazione, il progetto favorisce la costruzione di partnership più strutturate, sostenibili e orientate al valore condiviso, contribuendo a ridurre le distanze culturali, organizzative e operative che ancora oggi limitano l’incontro tra for profit e for purpose.

In questa prospettiva, IMPULSO contribuisce alla costruzione di catene di fornitura sostenibili, filiere del valore più generative e modelli innovativi di collaborazione tra enti for profit, imprese sociali e attori dell’ecosistema.

È rivolto a imprese sociali e cooperative con sede in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e un’offerta B2B già definita.

Il 2 luglio, ore 14:30–15:30, ci sarà un webinar online gratuito per conoscere il programma.

Iscriviti al webinar

Pubblicato il Report 2026 del HUB Progetti Europei per l’economia sociale

9,4 milioni attratti a livello europeo di cui oltre 2,7 milioni di euro di ricadute sul territorio Torino consolida il proprio ruolo di laboratorio europeo dell’innovazione sociale grazie all’HUB promosso nell’ambito dell’ecosistema Torino Social Impact.


Oltre 100 organizzazioni coinvolte, 44 candidature europee sviluppate, 15 progetti finanziati dalla Commissione Europea, 9,4 milioni di euro intercettati a livello europeo e oltre 2,7 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio. Sono questi alcuni dei risultati raggiunti dall’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, l’iniziativa sviluppata nel 2023 da Torino Social Impact in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, che si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’ecosistema torinese di accedere ai finanziamenti europei e contribuire allo sviluppo dell’economia sociale.

L’HUB rappresenta oggi un punto di riferimento territoriale per enti del Terzo Settore, imprese sociali, cooperative, e organizzazioni impegnate nella generazione di impatto sociale, offrendo strumenti, competenze e accompagnamento qualificato nella progettazione europea.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle più recenti politiche europee a sostegno dell’economia sociale, dal Social Economy Action Plan alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sullo sviluppo delle condizioni quadro per l’economia sociale, fino ai percorsi di attuazione avviati a livello nazionale e locale.

«L’obiettivo dell’HUB non è soltanto favorire la partecipazione ai bandi europei, ma costruire una capacità progettuale condivisa e duratura, in grado di generare nuove opportunità, relazioni internazionali e risorse per il territorio», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Attraverso workshop, attività di capacity building, percorsi di accompagnamento personalizzati e una metodologia basata sul peer learning, l’HUB ha realizzato 62 ore di apprendimento condiviso e supportato la crescita delle competenze progettuali dell’ecosistema Torino Social Impact.

Un elemento distintivo dell’iniziativa è il roster di europrogettisti, una comunità composta da 70 professionisti provenienti da tutta Europa e specializzati nei principali programmi europei. Il roster costituisce non solo uno strumento operativo a supporto delle candidature, ma anche uno spazio permanente di collaborazione e scambio tra progettisti e organizzazioni.

L’attività dell’HUB ha inoltre favorito la costruzione di una rete internazionale composta da 84 partner provenienti da 17 Paesi europei, contribuendo ad ampliare la dimensione europea dell’ecosistema torinese.

A guidarne lo sviluppo è una Cabina di Regia istituita nel 2024 e composta da cinque istituzioni strategiche del territorio: Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino, nella cornice di Torino Social Impact.

Tra gli strumenti innovativi promossi dall’HUB figura anche il “Seal of Excellence”, iniziativa sostenuta da Fondazione Compagnia di San Paolo che valorizza progetti di elevata qualità progettuale non finanziati dalla Commissione Europea per esaurimento delle risorse disponibili, evitando così la dispersione di competenze e idee ad alto potenziale.

I risultati ottenuti confermano il ruolo crescente dell’economia sociale come motore di innovazione e sviluppo territoriale e rafforzano il posizionamento di Torino come laboratorio europeo di sperimentazione e collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore.

Guardando al futuro, l’HUB sarà chiamato ad accompagnare le organizzazioni verso programmi europei sempre più complessi e strategici, continuando al tempo stesso a rendere accessibili le opportunità europee anche alle realtà di piccole e medie dimensioni. Una sfida che si intreccia con il nuovo ciclo di programmazione europea, la crescente attenzione alla misurazione dell’impatto e le trasformazioni tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo il panorama europeo.

Scopri il report

Torino verso Net Zero: le imprese co-protagoniste del Climate City Contract

Lunedì 15 giugno, negli spazi di Urban Lab Torino, si è tenuto l’incontro della Comunità di pratica Economia Circolare, dal titolo “From Impact to Net Zero: il ruolo dell’economia sociale e circolare nella transizione climatica”.


L’appuntamento — organizzato insieme alla Città di Torino, NetZeroCities e Fondazione Piemonte Innova — ha approfondito le strategie del Comune per accompagnare il territorio verso la neutralità climatica, con un focus sul ruolo che imprese, enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e startup possono assumere come co-protagonisti di una trasformazione sistemica, territoriale e condivisa.

Al centro dell’incontro il Climate City Contract, lo strumento attraverso cui Torino partecipa alla Missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030, promossa dalla Commissione Europea per sostenere 100 città pilota nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.

Il piano della città parte da un anno base, il 2019, e da un obiettivo molto preciso: ridurre dell’85,2% le emissioni di CO2 entro il 2030, intervenendo su un volume complessivo di 2.396.907 tonnellate. Il percorso si articola in 31 azioni strategiche, di cui 27 dedicate alla riduzione diretta delle emissioni e 4 all’assorbimento.

Le azioni prioritarie sono organizzate intorno ad alcune macro-aree: edifici ed energia, mobilità e trasporti, rifiuti ed economia circolare, infrastrutture verdi e nature-based solutions. Tra i progetti già avviati rientrano EfficienTO, il piano di efficientamento energetico degli immobili comunali sviluppato in partenariato pubblico-privato con Iren; lo Sportello CACER, a supporto delle Comunità Energetiche Rinnovabili; la realizzazione della Linea 2 della metropolitana; il rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale con nuovi autobus elettrici; gli interventi su parchi, boschi collinari, sponde fluviali e alberate urbane.

Una parte dell’incontro è stata dedicata al ruolo dell’economia circolare, con particolare attenzione alle opportunità per le organizzazioni del territorio di contribuire alla riduzione delle emissioni attraverso modelli di riuso, riciclo, eco-progettazione e gestione più efficiente delle risorse.

Il Climate City Contract non è un bando, né un obbligo normativo o una certificazione burocratica. È un impegno volontario, concreto e verificabile, aperto alle realtà che realizzano progetti sul territorio del Comune di Torino: azioni già realizzate a partire dal 2019, attività in corso o interventi da attuare entro il 2030.

In questo percorso, Fondazione Piemonte Innova cura il processo di labelling e la gestione delle opportunità di partecipazione al Climate City Contract, supportando le realtà interessate nelle diverse modalità di adesione.

Le organizzazioni possono aderire attraverso due livelli di coinvolgimento, collegati al marchio Torino Green Light Member, per chi realizza azioni di riduzione delle emissioni anche quando l’impatto non è ancora direttamente quantificato secondo metodologie standard; Partner, per chi presenta azioni già quantificate o quantificabili attraverso dati tecnici utili alla valutazione.

I dati raccolti saranno inseriti nella piattaforma CLICC, sviluppata dal Politecnico di Torino e abilitata dall’Energy Center, e dovranno essere completi, coerenti e verificabili. Accanto agli interventi più infrastrutturali, vengono valorizzate anche azioni come software di ottimizzazione energetica, attività di formazione e informazione ambientale rivolte a dipendenti, cittadinanza e pubblici di riferimento.

Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni casi di studio, pensati come esempi concreti di come l’economia circolare possa essere applicata in contesti diversi: dall’installazione di erogatori di acqua filtrata per ridurre l’uso di plastica, al noleggio operativo di dispositivi ricondizionati per diminuire i rifiuti elettronici, fino al recupero e alla redistribuzione del cibo avanzato dagli eventi attraverso accordi tra realtà del terzo settore e distributori locali.

La giornata si è conclusa con il workshop “Simula il tuo Climate City Action”, durante il quale le organizzazioni partecipanti, divise in tavoli di lavoro, hanno sperimentato la costruzione di possibili progetti pilota. La simulazione ha ricalcato i passaggi della candidatura reale: descrizione tecnica dell’azione, individuazione della macro-area di riferimento, definizione di tempi e investimenti, analisi dei co-benefici e valutazione dell’impatto atteso.

Dalla restituzione finale sono emersi alcuni ambiti di lavoro particolarmente rilevanti per il territorio, tra cui verde urbano, riuso, efficientamento energetico e innovazione tecnologica. Un confronto che ha confermato il potenziale della Comunità di pratica come spazio di apprendimento e attivazione collettiva, capace di mettere in dialogo imprese, istituzioni e realtà dell’economia sociale per contribuire in modo concreto alla transizione climatica della città.

PLACEMAKING IN FARINI, il progetto di crowdfunding per migliorare Corso Farini

Stratosferica, impresa sociale torinese che si occupa di promuovere e divulgare la cultura urbana, lancia PLACEMAKING IN FARINI, una nuova campagna di crowdfunding per promuovere la cura dello spazio pubblico nell’area di Corso Farini.


Un progetto di attivazione civica che mette al centro l’area verde situata tra il Campus Luigi Einaudi e i vecchi gasometri, per sensibilizzare sull’importanza del placemaking e del verde urbano attraverso laboratori e attività educative, come il Workshop di Autocostruzione di Arredi Urbani, rivolto a studenti e giovani under 35 e il Workshop di Urban Gardening, pensato per bambini dai 6 ai 13 anni di età.

Un’iniziativa realizzata grazie a +Risorse, il crowdfunding della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, alla quale si può contribuire visitando la pagina del progetto presente sulla piattaforma Eppela.

C’è tempo fino alle ore 15 di martedì 28 luglio per sostenere il progetto, anche una piccola donazione può contribuire a ridare valore a questo spazio e generare nuove forme di partecipazione.

Summer Academy 2026: una settimana per esplorare il legame tra sostenibilità ambientale e inclusione sociale

Dal 6 al 10 luglio 2026 torna la Summer Academy di Abito, un percorso formativo gratuito rivolto a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni che desiderano approfondire i temi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione sociale e del volontariato attraverso un approccio pratico e partecipativo.


L’iniziativa si svolgerà presso Abito, l’emporio solidale della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, e offrirà ai partecipanti l’opportunità di riflettere sul legame tra le sfide ambientali e quelle sociali che caratterizzano il nostro tempo.

Nel corso della settimana saranno proposti workshop, simulazioni, laboratori e attività di gruppo dedicati alla moda sostenibile, alla comunicazione interculturale, alle diverse forme di esclusione sociale e al lavoro di squadra. I partecipanti approfondiranno inoltre il funzionamento dell’industria tessile, tra i settori a maggiore impatto ambientale a livello globale, esplorando pratiche e soluzioni legate al riuso, all’upcycling e al riciclo.

Una parte significativa del percorso sarà dedicata all’esperienza diretta all’interno dell’emporio sociale Abito. I giovani potranno conoscere da vicino un modello che coniuga sostenibilità e contrasto alla povertà attraverso la raccolta, la selezione e la redistribuzione gratuita di vestiti e beni di prima necessità a persone e famiglie in difficoltà economica.

La Summer Academy rappresenta un’occasione per acquisire nuove competenze, confrontarsi con coetanei provenienti da percorsi differenti e sperimentare forme concrete di cittadinanza attiva, mettendo in relazione temi spesso percepiti come separati ma profondamente interconnessi: ambiente, consumo responsabile, inclusione e solidarietà.

La partecipazione è gratuita.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 giugno 2026 alle ore 13.00.

Per informazioni: amministrazione@progettoabito.org

Abito è Società di San Vicenzo De Paoli: vestiti che costruiscono comunità

Abito è una realtà della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, un’organizzazione di volontariato attiva nel territorio da 176 anni. Il Consiglio Centrale di Torino opera attraverso 602 soci e 304 volontari presenti sul territorio e suddivisi in 52 gruppi (chiamati conferenze); concretamente offre ascolto e accompagnamento, aiuti alimentari e sostegni economici a quanti sono nel bisogno. La visita a domicilio aiuta a creare relazioni personali, ridona dignità e facilita la rimozione delle cause per un autentico contrasto alla povertà ed emarginazione sociale. Nel 2025 ha aiutato 6756 persone (2696 famiglie), erogando € 962.425,04 e distribuendo 33.266 “pacchi” alimentari.

Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026, aperta la Fase 2: il Concorso dei Business Plan

Giunto quest’anno alla sua ventiduesima edizione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta è il concorso per l’imprenditoria innovativa di domani, finalizzato a favorire e sostenere la nascita di startup innovative ad alto contenuto di conoscenza per promuovere lo sviluppo economico del territorio piemontese e valdostano. Completata la Fase 1 dell’iniziativa, il “Concorso delle Idee“, la competizione 2026 è entrata nella sua Fase 2, il “Concorso dei Business Plan“.


L’iniziativa è promossa da tre atenei piemontesi – Politecnico di Torino, Università degli studi di Torino, Università del Piemonte Orientale – e organizzata da due incubatori universitari: I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino. La competizione si svolge nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano per le nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza, organizzato annualmente da PNICube, la rete nazionale degli incubatori universitari e delle Start Cup Competition.

Il concorso è gratuito e si rivolge a tutti gli aspiranti imprenditori maggiorenni: chiunque può partecipare alla Business Plan Competition, sia in forma individuale sia in team, anche senza aver preso parte alla fase precedente, inviando entro il 28 luglio 2026 un progetto imprenditoriale innovativo in una delle cinque categorie di gara: Cleantech & Energy, ICT, Industrial, Life Sciences, Turismo e Industria Culturale e Creativa.

I premi in palio

La competizione Start Cup Piemonte Valle d’Aosta costituisce un’opportunità unica per trasformare studi e ricerche in progetti d’impresa, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, ed entrare nel network degli incubatori di imprese innovative. I vincitori riceveranno infatti sostegno per la nascita delle startup, supporto nella definizione della loro strategia, accompagnamento sul mercato attraverso il contatto con i primi clienti e l’introduzione a investitori e banche per il reperimento di capitali.

In seguito alla chiusura delle candidature allo scoccare di mercoledì 29 luglio, e dopo le fasi intermedie di valutazione delle applicazioni raccolte, entro il mese di ottobre 2026 saranno decretati i migliori progetti di startup partecipanti alla Business Plan Competition che riceveranno premi di valore economico, oltre a menzioni speciali, attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli enti promotori e sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro e sarà erogato in denaro e servizi offerti da diversi partner.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: al primo classificato andrà un premio di 7.500 euro, al secondo di 5.000 euro e al terzo di 2.500 euro.

Ai primi sei progetti in classifica sarà inoltre riconosciuto il premio di 1.000 euro ciascuno per l’iscrizione all’edizione 2026 del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la “coppa dei campioni” tra i progetti di impresa vincitori delle Start Cup regionali, che quest’anno si svolgerà a Bari nelle due giornate di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre.

Grazie agli sponsor e partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • il Premio Fondazione CRC, di 10.000 euro, è destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • il Premio Valle d’Aosta, di 7.500 euro, è rivolto al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • il Premio Città del Futuro e Sostenibilità promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici, sarà consegnato a un massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • tre premi “Tech for Climate & Mobility”, in servizi offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino, saranno assegnati ad altrettanti progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile;
  • il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano per un valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, andrà al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste anche quattro menzioni speciali, trasversali rispetto alle categorie di premiazione:

  • “Imprenditoria Femminile”, per il miglior progetto d’impresa sviluppato da un team a maggioranza femminile;
  • “Social Innovation”, per il miglior progetto di innovazione sociale, che propone soluzioni innovative in uno dei campi previsti dall’articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo 155/2006 sull’impresa sociale;
  • “Open Innovation / Spin Off Industriali”, dedicata al miglior progetto riguardante prodotti e/o servizi innovativi derivanti da attività di ricerca condotta in collaborazione tra un’impresa e un ateneo piemontese;
  • “Climate Change”, per il miglior progetto di impresa ad impatto sul cambiamento climatico in grado di integrare innovazione, tecnologia, protezione e valorizzazione delle risorse naturali, al fine di generare crescita economica e tutela dell’ambiente.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso, mentre per rimanere aggiornati su tutte le novità della competizione è possibile iscriversi alla newsletter email tramite il form disponibile al fondo di ogni pagina del sito, oppure seguire Start Cup Piemonte Valle d’Aosta sui suoi canali social ufficiali: LinkedIn e Facebook.

Iveco Group Beyond Lab, una nuova sfida per startup: “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”

Dopo il successo della prima call for startup, è stata ora aperta una seconda challenge intitolata “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”. Le candidature alla sfida possono essere presentate dall’8 giugno fino al 17 luglio 2026.


Nel marzo 2026, Iveco Group e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) hanno presentato una nuova piattaforma di open innovation, Beyond Lab, con l’obiettivo di entrare in contatto con startup e PMI innovative per valorizzare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee audaci in soluzioni concrete per il settore dei trasporti.

Il focus della nuova sfida

Il settore manifatturiero sta attraversando una profonda trasformazione grazie alla crescente maturità delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) e Computer Vision. Queste soluzioni consentono di monitorare in modo continuo e oggettivo le attività degli operatori, i processi produttivi e le condizioni delle postazioni di lavoro, favorendo la realizzazione di fabbriche più sicure, efficienti e orientate verso l’ottenimento di dati.

I recenti progressi nell’analisi posturale basata sulla computer vision dimostrano come l’IA possa supportare l’identificazione dei rischi ergonomici con maggiore accuratezza, adattandosi efficacemente a contesti industriali dinamici. Ciò contribuisce sia al miglioramento della sicurezza e del benessere dei lavoratori sia all’ottimizzazione delle prestazioni operative.

Parallelamente, gli sviluppi negli algoritmi di pose estimation e di motion classification hanno incrementato significativamente l’accuratezza e la rapidità delle analisi sui tempi e sui metodi, rendendo possibile una valutazione automatizzata e affidabile di attività manuali anche particolarmente complesse.

Inoltre, le soluzioni di monitoraggio continuo basate sull’IA offrono una visibilità prolungata sui pattern di movimento, sui colli di bottiglia produttivi e sulle inefficienze di layout. Queste informazioni supportano concretamente i percorsi di miglioramento continuo, contribuendo all’aumento della produttività e dell’efficienza operativa degli impianti industriali.

Le esigenze di innovazione

Attraverso Beyond Lab, Iveco Group sta cercando startup e PMI innovative che offrono soluzioni basate su IA e Computer Vision per supportare tre aree prioritarie all’interno del suo ambiente produttivo:

  • Monitoraggio dell’ergonomia e della sicurezza. Soluzioni che consentono il monitoraggio continuo della postura e dell’ergonomia dei lavoratori, l’individuazione di movimenti a rischio (ad esempio, iperestensione del polso, flessioni scorrette), la misurazione di indicatori ergonomici conformi agli standard industriali.
  • Analisi dei tempi e dei metodi. Soluzioni che automatizzano la misurazione dei tempi di esecuzione (MTM), gli studi sui tempi e l’analisi del lavoro, utilizzano la stima della postura, la classificazione del movimento e il monitoraggio delle attività, forniscono una misurazione oggettiva, ripetibile e in tempo reale dei processi.
  • Ispezione di qualità e controllo di processo. Soluzioni tra cui computer vision per il rilevamento di difetti durante il processo produttivo o nelle sue fasi finali, classificazione tramite intelligenza artificiale e rilevamento di anomalie su componenti o unità assemblate, ispezione senza sensori tramite telecamere e analisi delle immagini, strumenti a supporto di strategie di qualità predittiva e preventiva.

Un’opportunità per fare la differenza

L’applicazione di un progetto su Beyond Lab e la collaborazione con Iveco Group offrono l’opportunità unica di fare la differenza nel settore dei trasporti, con un leader globale attivo in oltre 160 paesi del mondo.

I candidati che sottoporranno le soluzioni più promettenti avranno l’opportunità di presentare le loro proposte. Successivamente, i progetti selezionati saranno guidati attraverso un percorso di co-creazione per esplorare come il team di Beyond Lab possa concretamente integrare la tecnologia proposta nei prodotti o servizi del Gruppo.

La nuova sfida “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing” è online e aperta alle candidature: le proposte progettuali devono essere presentate entro il 17 luglio 2026 sul sito web di Beyond Lab. Dopo la data di scadenza, Iveco Group valuterà ciascuna proposta con il supporto di I3P.

Bench-Mark | Ep. 109 – Fondazione Don Mario Operti

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, intervistiamo Antonio Sansone, Segretario Generale della Fondazione Don Mario Operti, nata per volontà dell’Arcidiocesi di Torino e attiva nella città e sul territorio piemontese a sostegno delle persone in difficoltà.

La Fondazione sviluppa percorsi di inserimento lavorativo, abitare temporaneo, accesso al credito, formazione, accoglienza umanitaria e contrasto alla povertà educativa.

Ne è un esempio il progetto sviluppato con il Gruppo Torinese Trasporti: un percorso di selezione, formazione e sostegno economico per il conseguimento della patente da autista, che ha portato a 60 assunzioni a tempo indeterminato.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Digital News Report Italia 2026: informare per ricostruire fiducia

Presentata il 16 giugno la nuova edizione del report realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino. Torino Social Impact ha contribuito con un focus sul giornalismo come infrastruttura democratica nell’era dell’impact economy.


È disponibile il Digital News Report Italia 2026, realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino per approfondire, nel contesto italiano, le tendenze emerse dal Digital News Report del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford.

La terza edizione del report restituisce una fotografia complessa dell’ecosistema informativo italiano. Interesse e fiducia nelle notizie continuano a indebolirsi: il 34% del pubblico italiano si dichiara molto o estremamente interessato alle notizie, mentre la fiducia si ferma al 32%. Allo stesso tempo, la consultazione resta frequente: il 57% accede all’informazione giornalistica più volte al giorno.

La chiave di lettura proposta dal report è quindi il passaggio da una crisi dell’attenzione a una crisi della relazione. Il pubblico non è scomparso: è più distante, più selettivo e più mediato da piattaforme, algoritmi, creatori di contenuti e strumenti di intelligenza artificiale. Per le testate, la sfida non riguarda solo la presenza nei nuovi ambienti digitali, ma la capacità di rendere riconoscibile il proprio valore anche quando il primo contatto con la notizia avviene altrove.

Tra le novità dell’edizione 2026 emerge il tema dei newsfluencer: il 36% delle persone intervistate dichiara di aver fruito notizie da creator o influencer nella settimana precedente alla compilazione del questionario. Un dato che segnala una domanda di informazione più chiara, diretta e coinvolgente, ma anche la necessità di presidiare il confine tra giornalismo, intrattenimento e contenuti generati dentro logiche di piattaforma.

Anche il fronte dei pagamenti racconta una trasformazione rilevante. La disponibilità economica a sostenere le notizie resta limitata, ma tra chi paga cresce il peso degli abbonamenti continuativi e delle motivazioni legate alla relazione con un progetto giornalistico percepito come credibile. Non si tratta soltanto di acquistare un prodotto informativo, ma di riconoscere valore a un soggetto di cui ci si fida.

Torino Social Impact ha contribuito al report con il focus “Giornalismo e impatto: l’informazione come infrastruttura democratica – Informare per ricostruire fiducia”. Raffaella Scalisi, Senior Advisor di TSI, ha proposto una riflessione sul ruolo dell’informazione come leva di partecipazione democratica, media literacy e ricostruzione della fiducia, a partire dal dialogo tra giornalismo, impact economy ed economia sociale.

In questa prospettiva, avvicinare giornalismo e realtà radicate nei territori — imprese sociali, enti del terzo settore, organizzazioni ibride, reti territoriali — può generare un impatto su più livelli: portare attenzione su risposte trasformative alle sfide sociali, rendere più completa e costruttiva la narrazione delle marginalità, includere nel dibattito pubblico soggetti normalmente esclusi e rafforzare la capacità delle persone di orientarsi nell’attuale universo mediatico.

Il contributo si inserisce in un percorso già avviato tra Torino Social Impact e il Master, consolidato con l’Impact Journalism Spring Lab, il laboratorio di alta formazione e confronto professionale dedicato al giornalismo d’impatto realizzato a Torino nel maggio 2025.

Il report completo è disponibile sul sito del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino. 

Leggi il Digital News Report Italia 2026

Sostenibilità che passa dal digitale: Amapola sostiene Sloweb APS

Amapola rafforza il proprio impegno per un uso responsabile delle tecnologie insieme all’associazione che promuove cultura, consapevolezza e partecipazione nell’utilizzo del web, della AI e degli strumenti informatici.


In un tempo in cui l’intelligenza artificiale sta portando una vera e propria rivoluzione nel lavoro, nelle relazioni, nell’accesso alla conoscenza e nei processi decisionali, il digitale deve essere sostenibile. Per rispondere a questo quadro sempre più urgente, Amapola Società Benefit diventa sostenitrice di Sloweb APS, associazione impegnata nella diffusione di un uso responsabile degli strumenti informatici, del web e delle applicazioni Internet.

La riflessione sull’impatto delle tecnologie è entrata con forza anche nel dibattito pubblico e sociale, fino a essere richiamata da una recente Enciclica dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e persona umana. In questo contesto, la nuova collaborazione nasce dalla volontà di contribuire alla crescita di una cultura della sostenibilità capace di includere la dimensione digitale. Un ambito che tocca ogni impresa, ogni istituzione e ogni comunità: dalla sicurezza dei dati al tecnostress, dai consumi energetici dei data center all’accessibilità dei servizi, dalle implicazioni sull’evoluzione delle professioni alle domande etiche poste dall’intelligenza artificiale.

Due percorsi complementari

Amapola è una società di consulenza specializzata in sostenibilità che dal 2009 accompagna imprese e organizzazioni nella costruzione di strategie e progetti capaci di rendere la sostenibilità concreta, comprensibile e condivisa con gli stakeholder. Diventata Società Benefit nel 2021, con i suoi obiettivi di beneficio comune intende contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità su tutti i fronti.

Sloweb APS promuove un uso responsabile, consapevole e partecipativo del digitale, dello sviluppo software e delle infrastrutture IT. Attraverso attività di divulgazione, sensibilizzazione, formazione, advisory e pubblicazioni, l’associazione rappresenta un punto di riferimento in Italia per chi intende interrogarsi sugli impatti ambientali, sociali ed etici delle tecnologie.

L’azione delle due realtà è complementare: Amapola porta la propria esperienza nei percorsi ESG, nella comunicazione responsabile e nello stakeholder engagement; Sloweb contribuisce con competenze specifiche sul digitale sostenibile e con una rete di professionisti impegnati a diffondere pratiche più consapevoli nell’utilizzo e nello sviluppo delle tecnologie.

Il digitale è materiale

Parlare di sostenibilità digitale significa riconoscere che anche ciò che appare immateriale ha un peso concreto. Come riporta Sloweb, il settore ICT è responsabile di quasi il 4% delle emissioni globali di CO₂, mentre data center e reti è previsto che arrivino ad assorbire fino al 10% della domanda globale di elettricità. Ma l’impatto del digitale non è solo ambientale: riguarda l’accessibilità, se in Italia il 60% dei siti web non rispetta i requisiti minimi per le persone ipovedenti; il benessere, con circa il 40% dei lavoratori digitali che soffre di tecnostress; la sicurezza e la governance dei dati, in uno scenario europeo che tra il 2025 e il 2026 ha registrato in media 443 data breach notificati al giorno.

La sostenibilità digitale introduce quindi il principio di responsabilità nella produzione, nella gestione e nell’uso delle tecnologie, considerando hardware, software, servizi informatici e pratiche quotidiane. Un approccio che guarda alle tre dimensioni ESG: ambientale, con attenzione a emissioni, circolarità ed e-waste; sociale, con focus su accessibilità, equità e benessere; di governance, rispetto a sovranità digitale, sicurezza, privacy ed etica.

Tecnologia, persone e bene comune

«L’intelligenza artificiale sta portando nel presente una domanda che non possiamo più rimandare: quale idea di progresso vogliamo costruire?» dichiara Luca Valpreda, founder di Amapola. «La sostenibilità non può fermarsi ai processi produttivi, all’energia o alle materie prime. Riguarda oggi moltissimo il modo in cui usiamo dati, piattaforme, algoritmi e strumenti digitali. Sostenere Sloweb significa dare forza a un approccio che unisce responsabilità, senso critico e attenzione alle persone. Perché il digitale, che occupa una parte imprescindibile delle nostre vite, sia davvero sostenibile, deve restare comprensibile, governabile e orientato al bene comune».

«L’utilizzo delle tecnologie digitali è strategico ed essenziale ormai in qualsiasi attività pubblica o privata, non solo nel settore dell’innovazione e della tecnologia ma in tutte le aree di business» afferma Pietro Jarre, tra i fondatori di Sloweb APS. «Deve essere compreso, progettato e governato da chi fa impresa con consapevolezza ed esaminato come un capitolo già significativo, ma destinato a essere sempre più cruciale, nelle politiche di sostenibilità. L’intelligenza artificiale non ha fatto che accelerare e amplificare l’impatto. Per questo come Sloweb APS promuoviamo la sostenibilità digitale e crediamo nell’opportunità delle collaborazioni con società esperte in sostenibilità per rendere concreta la nostra filosofia. Siamo certi che l’attenzione pubblica su questo fronte crescerà molto nei prossimi anni».

Dalla consapevolezza all’azione

Il sostegno di Amapola a Sloweb APS si traduce nella volontà di contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità digitale capace di parlare alle imprese, alle istituzioni, alle comunità e alle persone. Una cultura che non separa innovazione e responsabilità, ma le tiene insieme: dalla consapevolezza sull’impronta ambientale delle tecnologie alla promozione di comportamenti digitali più sobri e accessibili, dalla governance dei dati alla formazione sull’uso etico e produttivo dell’AI.

In questa prospettiva, il dialogo tra Amapola e Sloweb potrà diventare anche supporto concreto per le organizzazioni che vogliono valutare il proprio livello di maturità digitale, definire policy e linee guida, formare le persone, ridurre gli impatti ambientali dei propri strumenti e integrare la responsabilità digitale nelle strategie ESG. Un percorso che parte dalla cultura e dalla sensibilizzazione e arriva all’operatività, senza perdere di vista il punto centrale: tenere nella giusta considerazione l’impatto delle tecnologie digitali su tutte le dimensioni della sostenibilità.

Il Valentino diventa un’orchestra a cielo aperto: se la città si impara a ritmo di “body percussion”

Immaginate un parco che smette di essere solo un prato e diventa un’aula senza pareti. Immaginate il battito delle mani che si fa musica, i piedi che scandiscono il tempo sulla terra e la città che si trasforma in una mappa da scoprire giocando.


Nasce da queste suggestioni La città è un gioco (di suoni), il progetto ideato da Heimat Academy e selezionato all’interno de La Bella Stagione 2026 – il piano per l’estate della Fondazione Compagnia di San Paolo che unisce scuole, istituzioni e realtà del territorio per offrire ai più giovani un’estate di inclusione e socialità. L’idea di fondo è semplice quanto potente: usare il ritmo come bussola per esplorare lo spazio urbano.

Oltre il solito centro estivo: il corpo come strumento

I primi e le prime a sperimentare questo approccio sono stati i bambini e le bambine dell’Oratorio Natale del Signore, che hanno invaso i viali del Parco del Valentino. Niente banchi o lezioni frontali. Qui si fa body percussion: il corpo diventa il primo strumento musicale a disposizione. Attraverso giochi di movimento, esercizi di pulsazione e sessioni di ascolto, i ragazzi e le ragazze tra i 6 e i 13 anni imparano a sintonizzarsi tra loro e con l’ambiente circostante. Ma non si tratta solo di fare musica. C’è un lavoro profondo di riscoperta del territorio che è iniziato mesi fa, ben prima che i ragazzi arrivassero al parco. Gli educatori di Heimat Academy hanno mappato il Valentino palmo a palmo, cercando scorci insoliti, passaggi nascosti e dettagli capaci di accendere la curiosità dei più piccoli. Camminare, orientarsi, ascoltare il silenzio e il rumore della città: l’esplorazione urbana non è il palcoscenico dell’attività, ma la materia prima dell’apprendimento.

Lo stupore delle piccole cose

I primi appuntamenti hanno già regalato momenti impressi negli occhi dei partecipanti e delle partecipanti: l’incontro ravvicinato con i cavalli che frequentano il parco, il passaggio lento delle barche sul Po, la scoperta di angoli verdi che gli adulti di solito attraversano di corsa, persi nei loro pensieri. È la conferma che l’educazione più autentica passa spesso dalla capacità di guardare con occhi nuovi ciò che diamo per scontato.

Il progetto, completamente gratuito, andrà avanti per tutta l’estate, accogliendo gruppi da centri estivi, associazioni e oratori torinesi. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, ogni partecipante riceverà inoltre una tessera Junior per continuare l’esplorazione culturale anche oltre i confini del parco.

In un’epoca in cui lo spazio pubblico è spesso vissuto in modo passivo, La città è un gioco dimostra che basta un cambio di prospettiva — e un buon ritmo — per trasformare una mattinata d’estate in un esercizio di cittadinanza attiva e creatività condivisa.

Nasce il primo Community Land Trust: case fuori dal mercato speculativo nel quartiere Aurora

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Cosa succede quando la casa viene sottratta alla logica della rendita e torna a essere un bene d’uso, accessibile e radicato nel territorio?

Il nuovo articolo di Visione Futura, la rubrica realizzata insieme a Futura News, racconta il primo Community Land Trust italiano: un modello abitativo innovativo che sta prendendo forma nel quartiere Aurora di Torino, in corso Giulio Cesare 34.

Al centro del progetto c’è CLT Terreno Comune, fondazione di partecipazione nata nel 2024 insieme alla Fondazione di Comunità Porta Palazzo, all’impresa sociale CO-ABITARE e al Comitato di Cittadini CLT Corso Giulio 34. L’obiettivo è sperimentare una nuova forma di accesso alla casa, basata sulla proprietà collettiva del suolo e sulla vendita degli appartamenti a prezzi calmierati, destinati a rimanere tali nel tempo.

Attraverso la testimonianza di Karl Kraehmer, presidente di CLT Terreno Comune, l’articolo esplora il funzionamento del modello, le sue origini nei movimenti per i diritti civili degli Stati Uniti e il suo potenziale come strumento per contrastare la gentrificazione, promuovere governance partecipata e rafforzare il legame tra abitanti, quartiere e interesse pubblico.

Articolo di Alexandra Onofreiasa.

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Non è (solo) l’AI a fare la differenza: Enaip Piemonte porta a Torino il confronto sulle competenze del futuro

Giovedì 18 giugno 2026, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, Enaip Piemonte organizza un evento gratuito dedicato a HR manager, imprenditori e decision maker delle PMI piemontesi, per riflettere insieme su come affrontare il cambiamento generato dall’intelligenza artificiale senza perdere di vista le persone.


Le aziende che crescono oggi non sono necessariamente le più grandi o le più tecnologicamente avanzate. Sono quelle che riescono ad adattarsi più velocemente, integrando l’innovazione senza smarrire la qualità dei processi e il valore delle persone che li animano.

È da questa consapevolezza che nasce “Non è (solo) l’AI a fare la differenza”, l’evento organizzato da Enaip Piemonte ETS che si terrà giovedì 18 giugno 2026, dalle 14:15 alle 18:00, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, in via Porta Palatina 19 a Torino.

Un momento di confronto per le PMI piemontesi

La domanda che molte imprese si pongono è semplice da formulare ma complessa da affrontare: come si fa a integrare l’innovazione tecnologica mantenendo al centro le persone e la qualità del lavoro?

L’evento di Enaip Piemonte nasce per offrire uno spazio di confronto su questo tema, attraverso interventi di esperti, case history aziendali e momenti di networking dedicati a chi, ogni giorno, si occupa di guidare la crescita delle organizzazioni.

I temi al centro della giornata

Durante il pomeriggio verranno affrontati alcuni dei nodi più attuali per chi si occupa di risorse umane, formazione e organizzazione aziendale:

  • come integrare l’AI nei processi aziendali in modo sostenibile ed efficace
  • quali competenze stanno diventando strategiche per le funzioni HR e per l’organizzazione nel suo complesso
  • come ridurre attriti, inefficienze e dispersione del know-how all’interno delle aziende
  • quali rischi culturali ed etici emergono con l’adozione massiva dell’intelligenza artificiale
  • strumenti e roadmap operative per accompagnare il cambiamento in modo efficace

Il filo conduttore dell’intero pomeriggio sarà una consapevolezza condivisa: la vera sfida non è introdurre l’AI in azienda, ma far evolvere persone, processi e cultura organizzativa alla stessa velocità della tecnologia.

Il programma

I lavori si apriranno alle 14:15 con l’accettazione e la registrazione, seguiti alle 14:45 dall’apertura ufficiale a cura di Matteo Faggioni, Direttore di Enaip Piemonte ETS.

A seguire, un dialogo con Giovanni Bocchieri, Direttore Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Piemonte, e Raffaele Saccà, del Comitato di Direzione Strategia e Sviluppo Business di Fondimpresa, che apriranno un confronto istituzionale e strategico sul tema delle competenze e dello sviluppo del territorio.

A chi è rivolto

L’evento è pensato per chi, all’interno della propria organizzazione, si trova a gestire i temi della crescita delle persone e dell’innovazione. In particolare, è indicato per:

  • HR Manager
  • Learning & Development Manager
  • HR Specialist nell’area formazione
  • Imprenditori e titolari di PMI
  • Responsabili organizzazione e innovazione
  • Decision maker coinvolti nello sviluppo delle competenze aziendali

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, ma con accesso riservato previa registrazione. Per garantire un confronto di qualità, le richieste di partecipazione saranno soggette a verifica e conferma da parte dell’organizzazione: dopo l’iscrizione, ogni partecipante riceverà una comunicazione via email relativa allo stato del proprio accredito e alle modalità di accesso.

I posti disponibili sono limitati e numerose aziende piemontesi hanno già confermato la propria presenza. Le richieste di partecipazione saranno accolte fino alle ore 13:00 di mercoledì 17 giugno 2026.

Per registrarsi è possibile consultare la pagina dell’evento su Eventbrite:  Non è (solo) l’AI a fare la differenza – Iscrizioni

VANNI dona un’opera d’arte al reparto di Oculistica dell’Ospedale Maurizio di Torino

L’opera d’arte “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice del premio “Gli occhi e la visione” edizione 2025, è stata donata al reparto di Oculistica dell’Ospedale Mauriziano di Torino, a beneficio dei pazienti in attesa di cure.


Si è celebrata il 10 giugno la consegna all’Ospedale Mauriziano dell’opera “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice della terza edizione del premio “Gli occhi e la visione”, un concorso nato dalla collaborazione tra l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino ed il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli studi di Torino, promosso e sostenuto da VANNI S.r.l. SB.

Artisti e scienziati insieme per un progetto d’arte:  il premio ha coinvolto allievi selezionati del corso di Cromatologia dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (Prof.ssa Viola Barovero). I giovani artisti sono stati invitati a progettare un’opera d’arte dedicata al tema della luce, della visione, del colore, a seguito di una lezione introduttiva, transdisciplinare, alla materia che si è svolta in collaborazione con il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli Studi di Torino (Prof. Silvio Maffioletti, Dott.ssa Claudia Colandrea).

Un’occasione di incontro, trasversale, originale ed inedito, sul tema della visione, che mette nella stessa aula futuri artisti e futuri optometristi, coniugando il punto di vista propriamente optometrico/ scientifico con quello artistico, per dargli corpo e espressione in un’opera d’arte, pensata per essere donato a un luogo torinese di cura, quest’anno lo storico Ospedale Mauriziano.

Il momento di “svelamento” dell’opera ha rivestito un particolare significato per via della sua collocazione all’ingresso del reparto di Oculistica, un luogo di passaggio per le persone in attesa di essere visitate, e dei loro familiari/caregiver. Un pubblico attento e sensibile al tema della vista, che ci sollecita a riflettere sul valore curativo dell’arte in contesti ospedalieri.

VANNI sostiene da 15 anni giovani artisti emergenti e promuove, con questo progetto dedicato ai temi della vista e degli occhi, l’idea di un benessere visivo che va oltre l’indossare occhiali di qualità e durevoli, per allargare lo sguardo al beneficio che l’arte può portare in contesti non usuali.

Società Benefit e sviluppo territoriale: esperienze a confronto al Festival Blue di Genova

L’11 giugno, nell’ambito del Genova Blue District, si è tenuta a Genova la conferenza “Verso una blue economy rigenerativa: il ruolo delle Società Benefit”, al quale Torino Social Impact ha preso parte nel panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori”.


L’appuntamento, organizzato in collaborazione con SiCamera, Camera di commercio di Genova, Comune di Genova e Genova Blue District, rientra nel programma di eventi di informazione e formazione per accompagnare imprese e professionisti nel percorso di costituzione e gestione di una Società Benefit, avviato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Unioncamere e al sistema camerale. 

L’evento si è inserito nella cornice del Festival Blue: un appuntamento dedicato ai temi del clima, del mare e della biodiversità. Un festival plurale, pensato per raccogliere voci, punti di vista ed esperienze diverse, raccontando le preoccupazioni legate alla crisi climatica ma anche le soluzioni in campo, attraverso workshop, documentari, laboratori, gaming, incontri con startup innovative, conferenze, talk e occasioni di scambio e attivismo. 

La conferenza, in particolare, ha rappresentato un’occasione concreta per capire come le Società Benefit possano diventare un motore di sviluppo sostenibile per i nostri territori, le nostre imprese e le nostre comunità.

Dopo i saluti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Genova Blue District, la mattinata si è aperta con un inquadramento dedicato al modello Benefit. Lucia Tacchino, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Genova, ha approfondito gli aspetti legati alla normativa, mentre Monica Onori, funzionaria di Si.Camera – Sistema Camerale Servizi, ha presentato l’andamento del fenomeno a livello nazionale.

A seguire, il panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori” ha proposto alcune esperienze e progettualità territoriali.

Giuseppe Colasurdo di NATIVA Srl Società Benefit — prima Società Benefit in Europa — ha presentato alcuni dati relativi alle Società Benefit, evidenziando risultati che fanno emergere performance più solide per le Società Benefit rispetto alle imprese non benefit, sia sul piano economico sia su quello organizzativo. I dati mostrano risultati superiori in termini di fatturato, internazionalizzazione e brevetti o remunerazione media per lavoratore, confermando un modello d’impresa capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e organizzativo. 

Inoltre, ha illustrato il progetto Roma impresa comune, portato avanti dall’Assessorato Attività Produttive e Pari Opportunità del Comune di Roma Capitale e attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, in collaborazione con NATIVA. Un progetto virtuoso, che in questi anni ha permesso di aumentare del 15% il numero delle Società Benefit sul territorio romano.  

Successivamente, per Torino Social Impact, Lorena Di Maria ha raccontato l’esperienza delle Comunità di pratica, quali percorsi di confronto e apprendimento che coinvolgono le organizzazioni partner della rete, con l’obiettivo di creare engagement, rafforzare la collaborazione reciproca e il networking tra i soggetti dell’ecosistema, oltre che sviluppare progetti strategici per rafforzare il posizionamento del brand collettivo Torino Social Impact. 

In particolare, è stata portata ad esempio l’esperienza virtuosa della Comunità di Pratica delle Società Benefit, che ha preso avvio nel 2022 e ha portato significativi risultati in termini di peer learning e networking tra partner, con l’adesione di oltre 70 aziende nella rete.

Successivamente, Raffaella Bruzzone, per la Camera di commercio di Genova, ha illustrato progetti e iniziative del territorio a supporto della sostenibilità. Per l’occasione è stata citata la partecipazione alla rete Enterprise Europe Network, creata dalla Commissione Europea per supportare la crescita delle micro, piccole e medie imprese. La rete, composta da circa 450 punti di contatto, è attiva in 58 Paesi ed offre un sistema integrato di servizi volti ad aiutare le PMI ed altri soggetti economici ad internazionalizzarsi, sviluppare il proprio potenziale di innovazione e di sostenibilità e di orientarsi sulle forme di finanziamento disponibili. 

La mattinata è proseguita con il panel “L’impresa visionaria è quella che ha un piano B: B come Benefit e come Blue Economy”, dedicato alle esperienze di imprese virtuose, attive tra sostenibilità e Blue Economy. Per l’occasione sono intervenute la Fondazione Capellino /Almo Nature Benefit S.p.A., JAMIN Underwaterwines S.R.L. Società Benefit, OUTBE S.R.L. Società Benefit, Maiscadoras S.R.L. Società Benefit, Fenice Nautica S.R.L. S.A.P.A. Società Benefit e Grendi Holding S.p.A. Società Benefit.

L’incontro si è infine concluso con la cerimonia di premiazione delle imprese testimonial, valorizzando esperienze imprenditoriali capaci di integrare finalità di beneficio comune, attenzione all’ambiente e sviluppo sostenibile dei territori. 

Un’occasione, nel complesso, per rafforzare il confronto a livello nazionale tra istituzioni, imprese e territori, promuovendo la diffusione di modelli capaci di coniugare competitività, sostenibilità e impatto positivo.

Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore

Giovedì 11 giugno si è svolto il terzo appuntamento del 2026 della Comunità di pratica Società Benefit, dal titolo “Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore”. 


Ospitato negli spazi di Vol.To, l’incontro ha riunito imprese e professionisti in un pomeriggio di confronto e co-progettazione dedicato alla Relazione annuale di impatto, non solo un adempimento normativo, ma uno strumento strategico per monitorare, raccontare e orientare il percorso di generazione di valore delle organizzazioni.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Comunità di pratica Società Benefit, realizzata in collaborazione con Unione Industriali Torino e co-progettato insieme alle Società Benefit Amapola, BDFL Torino, Futura Law Firm e Mercato Circolare, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti introduttivi di Torino Social Impact a cura di Simona De Giorgio, Alice Umbrella di BDFL Torino ha offerto un inquadramento del modello delle Società Benefit e della Relazione annuale di impatto, richiamando il quadro normativo introdotto dalla Legge 208/2015.

Come evidenziato durante l’intervento, la Relazione Benefit rappresenta al tempo stesso uno strumento di comunicazione, trasparenza e pianificazione strategica. La normativa definisce infatti i contenuti da rendicontare – obiettivi e azioni realizzate, valutazione dell’impatto generato e obiettivi futuri – lasciando però alle imprese ampia libertà nella costruzione della narrazione e nella restituzione dei risultati. In questo senso, la Relazione diventa anche uno spazio di apprendimento organizzativo, nel quale raccontare con trasparenza non solo i risultati raggiunti, ma anche gli obiettivi non conseguiti e le azioni correttive intraprese.

L’intervento ha inoltre presentato alcuni dati della più recente Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, che evidenziano come queste imprese registrino performance superiori rispetto alle aziende tradizionali sotto diversi profili: crescita del fatturato, capacità di innovazione, internazionalizzazione, qualità del lavoro e inclusività della governance.

Successivamente, Sara Ferraiolo di WAMI ha approfondito le principali novità introdotte dai nuovi Standard B Corp V2, illustrando l’evoluzione del sistema di certificazione e il crescente allineamento con il contesto normativo europeo in materia di sostenibilità e contrasto al greenwashing.

Tra gli elementi di maggiore rilevanza emersi durante l’incontro, il superamento del modello basato esclusivamente sul punteggio complessivo a favore di requisiti minimi obbligatori da soddisfare in tutte le aree di valutazione applicabili. Un cambiamento che richiede alle organizzazioni una maggiore capacità di raccolta delle evidenze, tracciabilità documentale e presidio dei processi interni.

I nuovi standard si articolano attorno a sette pilastri fondamentali:

  1. governance orientata agli stakeholder;
  2. azione climatica;
  3. giustizia ed equità;
  4. qualità del lavoro;
  5. diritti umani;
  6. tutela ambientale ed economia circolare;
  7. advocacy e azione collettiva. 

Un approccio che riflette una crescente attenzione verso la misurazione rigorosa dell’impatto e la credibilità delle dichiarazioni aziendali.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi della Relazione d’impatto di WAMI, presentata come caso studio per condividere strumenti, metodologie e buone pratiche utili alla redazione del documento. Per molte delle organizzazioni presenti, in particolare per quelle alle prime esperienze con la Relazione Benefit, il confronto con un caso concreto ha rappresentato un’occasione preziosa per comprendere come tradurre i requisiti normativi in una narrazione chiara, coerente e capace di generare valore.

La giornata si è conclusa con un’attività laboratoriale che ha coinvolto direttamente i partecipanti nella costruzione di risposte a tre sfide tipiche della rendicontazione d’impatto: valorizzare i risultati raggiunti, comunicare con trasparenza il mancato conseguimento di alcuni obiettivi e progettare nuove azioni di beneficio comune accompagnate da indicatori di monitoraggio.

La restituzione finale ha evidenziato la ricchezza di approcci presenti all’interno della Comunità di pratica. Alcuni gruppi hanno privilegiato una lettura fortemente orientata ai dati e ai KPI, mentre altri hanno posto l’accento sugli aspetti qualitativi, relazionali e di ascolto delle persone. Un confronto che ha confermato il valore della Comunità come spazio di apprendimento tra pari, capace di mettere in dialogo competenze, linguaggi e prospettive differenti per rendere l’impatto sempre più misurabile, credibile e generativo.

Il futuro dell’impatto sale sul palco: 15 startup a OGR Torino il 14 luglio

La 4ª edizione di Impact Deal si conclude con il suo Demo Day: un pomeriggio di pitch, insight e networking in uno degli hub di innovazione più vivaci di Torino.


Quindici startup saliranno sul palco per presentare i risultati del loro percorso di accelerazione: le collaborazioni avviate, le Proof of Concept sviluppate e le prossime tappe. Le loro soluzioni spaziano dall’AI for good all’energia e al clima, dall’agrifood e dalla salute alla mobilità e alle infrastrutture, accomunate tutte dall’impegno per un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Il programma

Impact Deal è fondato da Fondazione CRT e OGR Torino, operativamente gestito dal Consorzio TOP-IX con il supporto scientifico di ISI Foundation. Attraverso una rete di partner Data Club ed Ecosystem, tra cui Torino Social Impact, il programma opera a livello europeo per accelerare startup, scaleup, PMI e organizzazioni non profit con la missione di generare un cambiamento significativo.

Partecipa il 14 luglio

OGR Torino, Binario 3 | 16:00 – 19:00

L’evento è aperto a chiunque voglia incontrare gli innovatori che stanno trasformando il futuro. A seguire, un aperitivo di networking per entrare in contatto con le startup, gli investitori e i partner presenti.

Scopri le 15 startup in programma

Registrati all’evento

Per organizzare un incontro introduttivo con una delle startup prima del Demo Day, è possibile contattare il team di Impact Deal (impactdeal@top-ix.org).

26 giugno 2026 – Workshop “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”

Il prossimo 26 giugno 2026, dalle 10.00 alle 13.00, nell’ambito del progetto europeo DO Impact, i partner italiani Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e Tiresia Polimi , organizzano il workshop online “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”, un appuntamento dedicato alle organizzazioni dell’economia sociale interessate a rafforzare le proprie competenze nell’utilizzo e nella comunicazione dei dati.


Il workshop offrirà un’introduzione ai principi fondamentali della visualizzazione dei dati, approfondendone i fondamenti teorici, l’evoluzione storica e le principali fasi del processo progettuale. Attraverso l’analisi di casi studio e momenti di confronto, i partecipanti potranno esplorare il ruolo della data visualisation come strumento per interpretare la complessità e raccontare l’impatto in modo più efficace.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a un’attività pratica sull’utilizzo di RAWGraphs, piattaforma open source per la creazione di visualizzazioni dati. I partecipanti avranno l’opportunità di sperimentare le principali fasi del processo di visualizzazione, dalla lettura di un dataset alla scelta del modello visivo più appropriato, fino alla realizzazione di una rappresentazione grafica.

Il workshop sarà condotto da Elena Aversa, ricercatrice post-doc e docente di Information Design presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il DensityDesign Lab. La sua attività di ricerca si concentra sulle visualizzazioni informative fuorvianti e sulle loro implicazioni comunicative, con particolare attenzione alle metodologie partecipative di valutazione e di Data, Media and Information Literacy (DMIL).

L’iniziativa rientra nel percorso di capacity building del progetto europeo DO Impact, che supporta le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo di competenze digitali e data-driven per ampliare il proprio impatto sociale.

  • Data: 26 giugno 2026
  • Orario: 10.00 – 13.00
  • Modalità: Online su Zoom

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EUDR 2026: trasformare la compliance in opportunità

La deadline dell’EUDR sono ormai definite: 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese. Prepararsi non significa solo conoscere la norma: significa capire il proprio ruolo nella filiera, raccogliere i dati corretti e costruire un processo di compliance tracciabile, operativo e difendibile.


In questo webinar, Francesca Leonelli e Mario Burrascano di UOMOeAMBIENTE insieme a Gianluca Mazza di Feelera accompagneranno le aziende in un percorso pratico tra novità normative, semplificazioni 2026 e strumenti operativi per gestire la compliance EUDR.

Che tu sia un sustainability manager, un responsabile compliance, acquisti, qualità o supply chain, questo incontro ti aiuterà a orientarti tra:

  • cosa richiede davvero l’EUDR
  • le ultime semplificazioni e aggiornamenti normativi
  • i ruoli e gli obblighi lungo la supply chain
  • i dati necessari per la compliance
  • gli strumenti digitali per gestire tracciabilità, documenti e flussi informativi
  • i passi da compiere nei prossimi mesi

Perché l’EUDR non è solo una dichiarazione da compilare: è un nuovo modo di governare prodotti, fornitori e dati lungo la filiera.

Appuntamento online su LinkedIn, giovedì 18 giugno 2026, alle 16.30.

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Innovazione Cooperativa e Impatto Sociale: al via Foncooper 2026 per la crescita del territorio

La Regione Piemonte, in collaborazione con Finpiemonte, ha dato il via a Foncooper 2026, un fondo rotativo strategico da 4,2 milioni di euro dedicato al rafforzamento del sistema cooperativo regionale.



Questa iniziativa rappresenta un tassello concreto per rafforzare un ecosistema dove l’innovazione economica e il valore sociale procedono di pari passo, offrendo alle cooperative piemontesi gli strumenti necessari per essere protagoniste di una transizione inclusiva e sostenibile.
Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questa misura rappresenta un’opportunità fondamentale per integrare strumenti finanziari agevolati con obiettivi di impatto sociale, ambientale e occupazionale.

Un pilastro per l’imprenditorialità a impatto: i Workers BuyOut

Foncooper si conferma il principale strumento pubblico a sostegno dei Workers BuyOut (WBO), le imprese rigenerate dai lavoratori che rilevano aziende in crisi o ne garantiscono la continuità produttiva.

In un’ottica di impact investing, il bando favorisce queste operazioni con deroghe specifiche, come l’accesso al credito anche per le cooperative di nuova costituzione che non abbiano ancora depositato i primi due bilanci, premiando la capacità dei lavoratori di salvaguardare l’occupazione e il saper fare territoriale.

Sostenibilità e Transizione Ecologica

In linea con le sfide dell’ecosistema per l’imprenditorialità sociale, il bando sostiene investimenti non solo produttivi, ma orientati alla sostenibilità ambientale. Sono infatti ammissibili progetti volti al:
  • Miglioramento delle performance climatico-ambientale
  • Contributo alla bioeconomia circolare e alla gestione efficiente delle risorse naturali
  • Efficientamento energetico e riduzione delle emissioni

Caratteristiche del finanziamento

L’agevolazione è pensata come una forma di capitale “paziente” per la cooperazione, con caratteristiche tecniche altamente competitive:

  • Copertura: Fino al 70% delle spese ammissibili
  • Importo massimo: Fino a 2 milioni di euro per progetto
  • Tasso agevolato: Pari al 25% del tasso di riferimento europeo
  • Durata: Fino a 8 anni per beni mobili o 12 anni per investimenti immobiliari e impianti fissi

Soggetti Beneficiari

La misura si rivolge alle cooperative PMI piemontesi (escluse quelle di abitazione) operanti in diversi settori, inclusa la produzione primaria, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Per essere ammissibili, le cooperative devono rispettare i requisiti di mutualità prevalente o possedere i requisiti mutualistici previsti dal Codice Civile, sottolineando l’identità sociale della forma cooperativa.

Come partecipare

Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente alle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e resterà attivo fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La procedura è a sportello, con valutazione delle istanze secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte.

Maggiori informazioni

Italgas e I3P lanciano una nuova call for startup per il futuro delle reti energetiche

Il Gruppo Italgas e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) presentano una nuova iniziativa, intitolata “Shaping the Future of Energy Networks”, per esplorare l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare soluzioni e tecnologie avanzate in grado di continuare a contribuire alla trasformazione digitale delle infrastrutture energetiche.


L’innovazione tecnologica sviluppata dai team di ricerca e dalle giovani imprese è infatti un importante fattore abilitante per l’ulteriore evoluzione delle grandi infrastrutture. La nuova call lanciata da Italgas e I3P, nell’ambito del programma di open innovation “Ideas 4 Italgas” avviato nel 2020, mira a individuare proposte progettuali in grado di contribuire al rafforzamento della resilienza, dell’intelligenza e della sicurezza delle reti gas e acqua, nonché alla transizione verso sistemi energetici a zero o basse emissioni, favorendo la digitalizzazione, l’efficienza operativa, l’integrazione di gas rinnovabili e i modelli di decarbonizzazione sostenibili nel lungo periodo.

Le opportunità dell’iniziativa

I migliori progetti candidati avranno l’opportunità di entrare in contatto con Italgas e con le società controllate del Gruppo, nonché di ricevere una serie di possibili vantaggi e supporto per il loro ulteriore sviluppo sul mercato.

La partecipazione all’iniziativa offre, infatti, la possibilità di ottenere risorse da Italgas per sviluppare un Proof-of-Concept (PoC), ovvero una prima applicazione concreta finalizzata a verificare sul campo la fattibilità e l’efficacia della soluzione proposta; ma anche di usufruire della Mentorship di Italgas, per approfondire la possibile integrazione del prodotto o servizio nei processi aziendali, nonché di entrare in uno dei percorsi di incubazione in I3P volti ad affinare le conoscenze e competenze imprenditoriali necessarie alla maturazione del progetto, supportare la ricerca di finanziamenti esterni e favorire il networking.

L’obiettivo finale è accompagnare le soluzioni più promettenti versouna progressiva adozione su larga scala all’interno del Gruppo Italgas, favorendone la validazione nel settore.

A chi è rivolta la call

La call si concentra su due principali ambiti di interesse. Il primo è quello delle “Resilient Grid”, soluzioni per rendere le reti di distribuzione gas e acqua più intelligenti, sicure e resilienti rispetto agli eventi esterni e auto-adattive rispetto alle condizioni operative, attraverso l’impiego sia di tecnologie digitali – come intelligenza artificiale (AI) e sensoristica avanzata – sia di nuove metodologie di costruzione.

Il secondo ambito, “Energy Transition”, comprende l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, abilitando lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione.

L’iniziativa è rivolta ai gruppi di lavoro e alle società costituite. Per poter essere ammessi, i progetti candidati devono trovarsi in uno di tre stadi di maturità:

  • “Idea”, in grado di tradursi in prototipo entro il 2027;
  • “MVP”, ovvero prototipo in grado di aprire nuovi segmenti e opportunità di mercato;
  • “Products on the market”, cioè prodotti e servizi già commercializzati o pronti al lancio.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita: le candidature dei progetti, in italiano oppure in inglese, vanno inviate sul sito web di Ideas 4 Italgas entro la data limite di venerdì 31 luglio 2026. Tutte le application raccolte verranno valutate entro il mese di ottobre e a novembre si terrà a Torino l’evento finale di premiazione dei vincitori.

La collaborazione tra Italgas e I3P

“Negli ultimi anni il nostro Gruppo ha vissuto una profonda trasformazione, fondata sulla digitalizzazione degli asset, sull’innovazione tecnologica e, naturalmente, su un impegno concreto a servizio della transizione energetica”, ha dichiarato Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer di Italgas. “In questo contesto l’Open Innovation si è affermata non solo come un abilitatore di sviluppo, ma come volano strategico capace di accelerare il cambiamento e generare valore. Con questa nuova call rafforziamo ulteriormente questo approccio, aprendo ancora una volta il confronto con l’ecosistema esterno per intercettare nuove idee, competenze e soluzioni in grado di contribuire alla crescita sostenibile del Gruppo Italgas.”

“Siamo molto lieti di avere l’opportunità di collaborare nuovamente con il gruppo Italgas, una realtà internazionale che ha posizionato l’evoluzione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità al centro della propria visione strategica”, ha commentato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Anche quest’anno, come già nel 2021 e nel 2024, l’iniziativa di open innovation di Italgas e I3P offrirà alle startup e ai team di innovatori un’occasione concreta di confronto diretto con un grande player di settore, possibilità di sperimentazione congiunta e di crescita imprenditoriale, con l’accompagnamento esperto degli specialisti dell’incubatore.”

Al via la XXII edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta

È aperta l’edizione 2026 di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, la Business Plan Competition che promuove la nascita di startup innovative nei territori piemontesi e valdostani.


Giunta alla sua XXII edizionee promossa da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino, la competizione si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano dedicato alle nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza.

Le due Fasi dell’iniziativa

La competizione si articola in due fasi operative. La Fase I è il Concorso delle Idee, che premia le migliori idee imprenditoriali con servizi gratuiti di supporto e consulenza erogati dagli Incubatori di impresa, finalizzati alla stesura del Business Plan. I partecipanti potranno inoltre accedere a workshop tecnici e immersivi dedicati ai temi della neutralità climatica e della mobilità urbana sostenibile, promossi in collaborazione con Città di Torino e 5T, con il supporto tecnico-scientifico del Politecnico di Torino, nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino.

Sarà inoltre possibile usufruire dei servizi gratuiti di orientamento e accompagnamento erogati dagli esperti di Invitalia, Partner Ufficiale del Premio Nazionale per l’Innovazione, per la presentazione delle domande di agevolazione dedicate alla creazione d’impresa.

Per partecipare alla Fase I c’è tempo fino al 16 giugno 2026, compilando la candidatura sul sito ufficiale del concorso www.startcup-piemonte-vda.it. I team che supereranno la fase di selezione saranno contattati direttamente dagli incubatori promotori per avviare il percorso di consulenza.

La Fase II, ovvero la Business Plan Competition, prenderà il via il 17 giugno e terminerà il 28 luglio 2026, dando accesso alla selezione finale e ai premi in denaro e servizi. Per partecipare è necessario presentare un Business Plan che descriva un progetto imprenditoriale innovativo tramite la piattaforma ufficiale del concorso.

È possibile partecipare a una sola o a entrambe le fasi, gratuitamente, presentando un’idea di impresa oppure un progetto imprenditoriale che, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, siano frutto del lavoro di un singolo o di un gruppo di individui e finalizzati alla nascita di una startup innovativa.

A chi è rivolta la competizione

Sono ammessi, individualmente o in gruppo, aspiranti imprenditori maggiorenni, universitari e strutturati di atenei e centri di ricerca (studenti universitari, laureati, dottorandi o PhD di ricerca, assegnisti o borsisti di ricerca, professori e ricercatori), oltre ai titolari di imprese costituite dopo il 1° ottobre 2025 oppure avviate operativamente da tale data.

Durante il processo di candidatura online, i proponenti dovranno individuare un Incubatore di riferimento, scegliendo tra I3P, 2i3T oppure le Pépinières d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin in caso di candidatura al Premio Valle d’Aosta.

Ad essere ammessi alla competizione sono idee e progetti imprenditoriali che fanno riferimento alle seguenti categorie di gara:

  • Life Sciences, per prodotti e/o servizi innovativi finalizzati a migliorare la salute delle persone;
  • ICT, per prodotti e/o servizi innovativi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, dei nuovi media, della cybersecurity, del cloud computing e delle tecnologie AI/LLM;
  • Cleantech & Energy, per prodotti e/o servizi orientati al miglioramento della sostenibilità ambientale e della gestione dell’energia;
  • Industrial, per prodotti e/o servizi innovativi per la produzione industriale dal punto di vista tecnologico o di mercato;
  • Turismo e Industria Culturale e Creativa, per prodotti e/o servizi innovativi rivolti al settore turistico, culturale e creativo.

Il comitato organizzativo di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, composto dai due incubatori piemontesi, ha sottolineato come l’iniziativa continui a svolgere un ruolo di attivazione concreta delle idee imprenditoriali ad alto contenuto innovativo: “La competition si conferma uno strumento operativo per far emergere progettualità che nascono nei contesti accademici e di ricerca, accompagnandole in un percorso di validazione e sviluppo. Andiamo oltre la dimensione competitiva: Start Cup rappresenta un dispositivo di raccordo tra competenze scientifiche, mercato e territorio, contribuendo a rafforzare la capacità del sistema regionale di trasformare conoscenza in impresa. Il valore che riconosciamo è nella collaborazione tra attori diversi e nella valorizzazione delle competenze diffuse, elementi che rendono il processo di innovazione più strutturato e continuativo”.

Montepremi totale: oltre 60.000 euro

La fase finale della competizione si concluderà entro il 30 ottobre 2026 con l’evento di premiazione ospitato a Torino. I migliori progetti imprenditoriali partecipanti alla Business Plan Competition (Fase II) riceveranno premi e menzioni speciali attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli Enti Promotori e dai Sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro, erogato in denaro e servizi offerti dai partner dell’iniziativa.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: 7.500 euro al primo classificato, 5.000 euro al secondo e 2.500 euro al terzo. Ai primi sei progetti sarà inoltre garantita la partecipazione al Premio Nazionale per l’Innovazione 2026 – che si svolgerà a Bari di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre – con quota di iscrizione del valore di 1.000 euro versata dagli organizzatori della competizione.

Grazie al supporto di Sponsor e Partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • Il Premio Fondazione CRC di 10.000 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • Il Premio Valle d’Aosta di 7.500 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • Il Premio Città del Futuro e Sostenibilità, promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici destinati a massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • Tre premi “Tech for Climate & Mobility” in servizi, destinati a progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile, offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino;
  • Il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano, del valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, destinato al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste inoltre quattro menzioni speciali: “Imprenditoria Femminile”, “Social Innovation”, “Open Innovation / Spin Off Industriali” e “Climate Change”.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo, è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso.

Open Day I3P 2026

Hai un’idea innovativa nel cassetto e ti stai chiedendo da dove partire per realizzarla? Partecipa all’Open Day di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, che si terrà nel pomeriggio di giovedì 11 giugno 2026. L’evento sarà l’occasione di conoscere più da vicino come funziona il mondo dell’imprenditoria innovativa ed entrare in contatto diretto con I3P, incubatore di livello internazionale che da oltre 25 anni supporta la nascita e lo sviluppo delle startup con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita.


L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire informazioni e indicazioni utili a chi cerca un punto di partenza per un percorso imprenditoriale: potrai ascoltare le esperienze dirette di una startup innovativa incubata in I3P, Theia Sense, e ricevere i suggerimenti concreti dei Business Analyst dell’incubatore, con la presentazione delle migliori opportunità per mettere in campo la tua idea.

L’Open Day I3P 2026 sarà anche l’occasione di approfondire la 22° edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, il concorso regionale che mette in palio premi in denaro e servizi per le migliori nuove proposte di startup. Inoltre, il concorso offre l’opportunità di usufruire di servizi gratuiti di orientamento e consulenza nell’ambito dei progetti CTE NEXT 2.0 e Living Lab ToMove della Città di Torino, nonché di scoprire come beneficiare dei servizi di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Al termine dell’evento, una volta concluse le presentazioni sul palco, per i partecipanti si apriranno gli incontri gratuiti one-to-one con i tutor dell’Incubatore, in cui potersi confrontare e ricevere indicazioni pratiche sui primi passi da compiere per un’avventura imprenditoriale di successo.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 11 giugno alle ore 15:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

Per partecipare all’Open Day I3P 2026 è necessario iscriversi gratuitamente su Eventbrite: registrati all’evento entro le ore 13:00 di martedì 9 giugno! Nel caso in cui non riuscissi a presenziare ma avessi comunque piacere di incontrare i tutor I3P per confrontarti sulla tua idea d’impresa in una data successiva, contatta l’incubatore e sarà possibile organizzare un appuntamento dedicato.

Programma

  • Ore 15:00 | Accoglienza dei partecipanti
  • Ore 15:10 | Saluti di benvenuto – Giuseppe Scellato, Presidente di I3P
  • Ore 15:15 | Presentazione dell’incubatore e delle sue attività nell’ecosistema startup – Enrico Ghia, Responsabile Operativo di I3P
  • Ore 15:30 | Punti di partenza per lanciare la tua idea innovativa: Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 e i servizi offerti dai partner del concorso – Martina Fiorin, Senior Consultant & Acceleration Programs Project Manager di I3P
  • Ore 15:50 | Testimonianza di una startup incubata in I3P – Alberto Rovera, Co-Founder & CEO di Theia Sense
  • Ore 16:00 | Conclusione dell’evento e apertura degli incontri one-to-one con i tutor I3P per sottoporre la propria idea d’impresa e valutarne le potenzialità

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile scrivere all’indirizzo email eventi@i3p.it, mentre per rimanere aggiornati sulle novità di I3P è possibile seguirne i canali social, come LinkedIn, Facebook, Instagram e YouTube, oppure iscriversi alla sua newsletter email settimanale gratuita.

Competenze nel Terzo Settore. Il nuovo Report 2026 dell’Osservatorio Job4Good

È pubblicata la settima edizione del Report annuale dell’Osservatorio Job4Good, Competenze nel Terzo Settore 2026. La ricerca analizza il triennio 2023–2025 attraverso 5.275 posizioni di lavoro pubblicate sulla piattaforma da 1.057 organizzazioni del nonprofit italiano, per un totale di 9.049 menzioni professionali. La metodologia si basa su dati comportamentali — ciò che gli enti scrivono negli annunci quando assumono — e non su questionari di percezione: una scelta che permette di leggere la domanda reale del settore.


Cinque dati emergono dal triennio:

1. Fundraising e Project Management guidano il 2025. Il Fundraising è la prima area per peso con il 12,20% delle menzioni e una crescita continua nel triennio (11,55% nel 2023, 11,84% nel 2024, 12,20% nel 2025). Il Project Management è la seconda area con il 11,69% e registra la crescita più netta del periodo: +2,01 punti percentuali nel solo 2025. Insieme valgono quasi un quarto delle menzioni del 2025.

2. La cooperazione internazionale perde il primato. L’area “Cooperante”, prima per peso nel 2023 con il 13,17%, scende al 7,33% nel 2025. Il dato non indica una contrazione del settore ma una ricomposizione interna della domanda: meno profili sul campo, più figure di coordinamento e rendicontazione.

3. Competenze emergenti: ESG quadruplica, l’IT entra per la prima volta. La Sostenibilità ed ESG passa dallo 0,20% del 2023 allo 0,83% del 2025. L’IT, area inesistente nel 2023, raggiunge lo 0,73% nel 2025. Quote ancora contenute in valore assoluto, ma rilevanti come indicatore di una domanda di competenze che il settore prima non poneva.

4. Le forme contrattuali si regolarizzano, la stabilità no. Nel triennio il tempo determinato cresce dal 28,5% al 35,6%, il co.co.co. scende dal 27,5% al 19,8%, ma il tempo indeterminato resta la quota più piccola del settore: si muove da 7,5% a 7,6% in tre anni. Le forme contrattuali atipiche cedono spazio a forme più strutturate, ma la stabilità di fondo non si sposta.

5. Trasparenza retributiva: cresce, ma resta minoritaria. Nel 2025 il 27,5% delle posizioni include un’informazione economica, contro il 20% del 2023. Il 12,4% delle offerte dichiara esplicitamente la RAL. Il 72,5% resta senza alcuna indicazione economica, a pochi giorni dall’entrata in vigore in Italia della Direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva.

Sul piano territoriale, il Report fotografa una geografia molto concentrata della domanda di lavoro nel Terzo Settore: Milano vale il 36,27% delle posizioni, Roma il 21,10%, Torino il 5,40%, terza piazza italiana del comparto. Il Nord-Ovest concentra complessivamente il 49,9% della domanda.

L’Osservatorio Job4Good è il monitoraggio longitudinale che la piattaforma dedica al mercato del lavoro nel nonprofit italiano. Nato nel 2018, è oggi alla settima edizione e rappresenta una delle poche fonti italiane che leggono il Terzo Settore attraverso i dati della domanda di lavoro, anno dopo anno.

Job4Good è la piattaforma verticale italiana per il lavoro nel Terzo Settore. Startup innovativa e Società Benefit con sede legale a Torino, è parte dell’ecosistema Torino Social Impact dal quale ha contribuito a far emergere il tema della professionalizzazione del lavoro nel nonprofit come questione strategica per il territorio.

Consulta il report

 

Quando Italia e Svezia si incontrarono nel nome dell’economia sociale: la storia di Reves

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Trent’anni fa, dall’incontro tra amministrazioni locali e organizzazioni dell’economia sociale in Italia e Svezia, nasceva REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy. Oggi la rete rappresenta uno dei principali punti di riferimento europei per la promozione di modelli di sviluppo fondati sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese sociali e comunità. Un percorso che continua a rafforzarsi anche attraverso l’ingresso di nuovi territori: nell’ultima Assemblea generale, infatti, è stata approvata l’adesione della Città Metropolitana di Torino, che si aggiunge a Torino Social Impact, membro della rete dal 2019.

L’articolo ripercorre le origini di questa esperienza, raccontando come una visione condivisa tra territori diversi abbia dato vita a un percorso capace di incidere sulle politiche pubbliche europee e di rafforzare il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione territoriale, partecipazione e innovazione sociale.

Articolo di Daria Capitani.

Leggilo su VITA

Bench-Mark | Ep. 108 – Paratissima

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, cultura e creatività non sono elementi accessori dello sviluppo territoriale, ma strumenti capaci di generare inclusione, opportunità e impatto sociale.

In questo nuovo episodio di Bench-Mark incontriamo Cecilia Di Blasi, General Manager di PRS Impresa Sociale, e Matteo Scavetta, Project Manager di PRS, la realtà che gestisce Paratissima.

Nata nel 2005 come manifestazione dedicata agli artisti emergenti, Paratissima si è evoluta negli anni in una piattaforma culturale capace di accompagnare la crescita professionale di artisti e operatori culturali, attivare reti tra soggetti pubblici e privati e contribuire alla rigenerazione dei territori attraverso la cultura.

Un dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea, sulle opportunità per le nuove generazioni creative e sulla capacità della cultura di produrre valore sociale oltre i confini della città.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Lavoratori del sociale, fare senza non si può.

Il 4 giugno a Torino, VITA porta al centro del dibattito pubblico la grande fuga dal lavoro sociale, con un confronto a partire dal nuovo numero del magazine, Social worker, senza di loro perdiamo tutti, e dal Manifesto del lavoro sociale, promosso insieme a 75 grandi organizzazioni della società civile. L’appuntamento è fissato per le 18 all’Housing Giulia via F. Cigna 14/L, Torino.


C’è una crisi silenziosa che attraversa il welfare italiano: è sempre più difficile trovare e mantenere in organico figure come educatrici ed educatori, assistenti sociali, operatrici e operatori sociosanitari, operatori a bassa soglia, psicologhe e psicologi, professioniste e professionisti della cura, infermiere e infermieri, oss. Non per scelta, ma per esaurimento di energie, di riconoscimento, di prospettive. Chi resta, con fatica e talvolta rabbia, continua a essere un supporto decisivo per comunità, famiglie fragili, servizi pubblici e privati. Ma per quanto ancora?

Se “sociale” significa tenere insieme ciò che rischia di rompersi: comunità, relazioni, servizi, soggetti fragili, significa anche creare un sistema economico che merita di essere conosciuto e sostenuto ben oltre i confini di chi ci lavora dentro. Eppure proprio chi ogni giorno rende possibile tutto questo oggi è sempre più sotto pressione: figure poco riconosciute e sempre più difficili da trattenere.

Lo racconta il direttore Stefano Arduini, nel suo editoriale, del numero di maggio diVITA magazine – in cui trovare tutti i numeri del fenomeno e un’approfondita inchiesta sulla crisi del lavoro sociale −, dal titolo Social worker, senza di loro perdiamo tutti: «I soggetti dell’economia sociale nascono con una vocazione precisa: generare sviluppo sociale e sviluppo economico. Si dice “sociale” perché la ricchezza che producono non appartiene a un individuo, ma diventa patrimonio condiviso, valore che resta a disposizione di una comunità e delle generazioni future».

Da questa consapevolezza è nato il Manifesto del lavoro sociale, promosso da VITA insieme a 75 grandi realtà del Terzo settore e della società civile, pubblicato nel numero del magazine con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito chi ogni giorno, con competenza e responsabilità, rende possibile il patto civile che tiene insieme le nostre comunità. Il Manifesto parte da una convinzione semplice: difendere chi si prende cura significa difendere il benessere della società civile. Un documento che chiede di riconoscere il lavoro sociale come un lavoro qualificato, non solo vocazionale o solo femminile; di garantire condizioni economiche più eque a chi opera nei servizi di cura; di considerare finalmente il welfare non come un costo da comprimere, ma come uno degli investimenti più strategici per il futuro del Paese: «Alla radice di questo modello c’è un’istanza di giustizia sociale che non è mai venuta meno, con tutti i suoi alti e bassi. Una giustizia che non è un concetto astratto, ma si sostanzia di interventi nel reale: prende avvio dai problemi delle persone, propone soluzioni, le mette in opera, tessendo e ricostruendo legami sociali» – dichiara Stefano Arduini, direttore di VITA – «Lo fa attraverso una pratica democratica di partecipazione, mettendo al centro non l’individuo isolato, ma le persone e le relazioni tra esse. L’aggettivo “sociale” non è un cappello valoriale messo sopra i bilanci: è la cifra che dichiara una visione del mondo, della politica e della stessa economia. È il modo in cui si decide cosa fare, come farlo, con chi, e perché».

Per portare questa riflessione in una dimensione pubblica e collettiva, VITA ha scelto Torino, città che negli ultimi anni ha saputo costruire esperienze significative sui temi dell’innovazione e dell’economia sociale, del welfare di prossimità e della rigenerazione urbana. Ma al contempo la città capoluogo di una regione in forte stress sul fronte della spesa sociale e della tenuta dei servizi.

L’appuntamento è fissato per il 4 giugno alle ore 18.00 presso l’Housing Giulia di via F. Cigna 14/L, Torino, spazio di comunità e dell’abitare sociale, che ospiterà un confronto tra istituzioni, fondazioni, organizzazioni sociali e protagonisti del numero di VITA. Non mancheranno, tra gli ospiti, rappresentanti della città di Torino, della Regione Piemonte, del Terzo settore. Saranno presenti, tra gli altri: Michela Favaro, vice sindaca di Torino; Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact; Roberta Delbosco, Responsabile dell’Area Welfare e Territorio-Cura, Fondazione Cassa di Risparmio Torino; Giusi Biaggi, presidente del consorzio nazionale Cgm; Alessia Minuz, presidente cooperativa sociale Koinè; Alice Caimi, assistente sociale e divulgatrice e Maria Gigantino, program manager della cooperativa sociale Giuliano Accomazzi.

L’evento dal titolo Lavoratori del sociale, fare senza non si può è a ingresso libero ed è possibile partecipare registrandosi al link dedicato.

IAAD. CAREER DAYS 2026

Anche quest’anno IAAD. organizza i CAREER DAYS, l’evento dedicato a tutte le realtà professionali, ideato per offrire l’occasione di incontrare i profili dei nostri giovani talenti diplomati dell’Anno Accademico 2025-2026.


I CAREER DAYS 2026 si terranno nelle giornate di Martedì 14, Mercoledì 15 e Giovedì 16 e Venerdì 17 Luglio, in modalità da remoto.

L’evento vedrà il coinvolgimento di 250 persone neodiplomate e 250 aziende, per un totale di 2500 colloqui.

Gli incontri conoscitivi saranno organizzati in slot da 3 ore, si terranno in modalità Job Speed Date e avranno la durata di 15 minuti ciascuno, in cui gli studentə si potranno presentare e presentare il loro CV e il loro Portfolio.

Per adesioni, compilare il form al seguente link, entro Venerdì 29 Maggio 2026.

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Partnership & Career Service alla seguente e-mail: partnership1@iaad.it.

L’adesione a questa iniziativa è gratuita e non prevede nessuna quota di iscrizione.

Comunicazione e AI per il Terzo Settore: corso gratuito online

Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito “Comunicazione e AI per il Terzo Settore”, rivolto a chi gestisce a livello operativo la comunicazione e i canali digitali negli Enti del Terzo Settore piemontesi.


Il percorso, curato da Forestae, propone un approccio pratico all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro quotidiani: dalla pianificazione dei contenuti all’automazione delle attività, dalla narrazione dei progetti alla valutazione delle campagne digitali.

Il corso è pensato per social media manager, digital content creator, operatori della comunicazione e del fundraising, addetti stampa e progettisti. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per costruire una comunicazione digitale più efficiente, coerente e sostenibile, capace di rafforzare l’impatto sociale e le attività di fundraising.

Le lezioni si svolgeranno online per una durata complessiva di 12 ore. La certificazione è disponibile con la frequenza dell’80% del corso.

Calendario del corso:

  • 11 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 18 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 25 giugno 2026 – 9.30 / 12.30
  • 2 luglio 2026 – 9.30 / 12.30

Il corso è gratuito e disponibile per tutte le persone collaboratrici e dipendenti degli ETS piemontesi, comprese persone volontarie e partecipanti al Servizio Civile.

Per maggiori informazioni e iscrizioni

La formazione è erogata da Forestae e rientra nel progetto Digital Regional Network, un progetto finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale, nell’ambito del bando Digitale Sociale 2024. Il progetto è implementato da Fablab Torino, Forum Terzo Settore Piemonte, Consorzio ONG Piemontesi, ARCI Servizio Civile Piemonte in collaborazione con Forestae Srl, Forwardto e Mapping Change, con il coordinamento di C.I.F.A. ETS.

REVES Network Days 2026: Torino porta a Östersund il confronto sulle strategie territoriali per l’economia sociale

Dal 27 al 29 maggio 2026, la città di Östersund ospiterà i REVES Days 2026, l’appuntamento annuale della rete europea REVES Network, organizzato in collaborazione con la Regione Jämtland Härjedalen e dedicato quest’anno anche al 30° anniversario della rete.


L’iniziativa riunirà amministrazioni locali e regionali, organizzazioni dell’economia sociale, università, istituzioni europee e attori della società civile provenienti da diversi Paesi europei, per confrontarsi sul ruolo dell’economia sociale nella trasformazione dei territori e nella costruzione di modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili.

Il programma prevede panel tematici, visite sul campo, focus group e momenti di networking dedicati alle politiche territoriali, all’innovazione sociale e alla cooperazione europea.

All’interno del programma, Torino Social Impact prenderà parte al panel “The challenges of developing the social economy in metropolitan areas as a solution to tensions exacerbated by population concentration”, dedicato alle strategie territoriali per l’economia sociale insieme a rappresentanti delle città di Amburgo e Östersund.

Nel corso dell’incontro, Sonia Cambursano — Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino — approfondirà il percorso che ha portato alla costruzione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, sottolineando il valore di sviluppare una strategia condivisa anche in un territorio già caratterizzato da un ecosistema consolidato di economia sociale.

Successivamente, Raffaella Scalisi — Senior Advisor di Torino Social Impact — interverrà sul tema delle partnership territoriali come infrastruttura strategica per rendere efficaci le politiche di economia sociale nel lungo periodo, mentre Giovanni Ferrero — rappresentante della Città di Torino — porterà una riflessione sul coinvolgimento dell’economia sociale nella costruzione di visioni territoriali per le aree periferiche e periurbane.

Torino Social Impact è membro della rete REVES, all’interno della quale collabora con altri territori ed ecosistemi sul tema dell’economia sociale, e la  partecipazione ai REVES Days rappresenta un’importante occasione di confronto europeo sui modelli di governance collaborativa e sulle pratiche territoriali capaci di connettere sviluppo economico, innovazione sociale e partecipazione delle comunità.

Il social procurement al centro del confronto tra enti pubblici del territorio

Come possono gli appalti pubblici generare non solo beni e servizi, ma anche inclusione lavorativa, sviluppo territoriale e valore sociale? È questa la domanda che ha guidato, mercoledì 20 maggio, l’incontro dedicato al Public Social Procurement, promosso nell’ambito del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e ospitato nella Sala Panoramica della Città Metropolitana di Torino.


L’appuntamento ha riunito responsabili degli appalti, dirigenti e funzionari di amministrazioni pubbliche, enti e società partecipate dell’area metropolitana per avviare un confronto operativo su strumenti, opportunità e sfide legate all’integrazione di criteri di impatto sociale nelle procedure di acquisto pubblico.

L’incontro è stato anche il terzo Stakeholders Meeting del progetto europeo PROSECO – Interreg Europe, di cui Torino Social Impact è partner insieme alla Città di Torino, rappresentando un’importante occasione di scambio tra livello locale ed esperienze europee.

Ad aprire i lavori sono stati Sonia Cambursano, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino e Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario della Città di Torino, che hanno sottolineato il ruolo crescente delle amministrazioni pubbliche nel promuovere sviluppo economico e inclusione attraverso le proprie politiche di acquisto.

A seguire, Giulia Rossi, in rappresentanza di Torino Social Impact e Research Fellow del Dipartimento di Management, Economics and Industrial Engineering del Politecnico di Milano, ha offerto un inquadramento del social procurement come leva strategica sia dal punto di vista finanziario sia delle politiche pubbliche.

Le esperienze del territorio

La seconda parte del pomeriggio è stato dedicato ad alcune esperienze già in corso sul territorio.

La Città Metropolitana di Torino ha presentato il percorso che porterà all’adozione di una propria strategia di social procurement, illustrando come gli appalti possano diventare uno strumento concreto per perseguire obiettivi di inclusione sociale e sviluppo economico territoriale. La Direttrice Generale, Monica Sciajno, ha condiviso come l’Ente stia lavorando per l’adozione di un proprio Regolamento sul tema e come intenda accompagnare anche i comuni più piccoli del territorio metropolitano in questo percorso, nel suo doppio ruolo di Centrale Committenza a favore degli enti del territorio metropolitano e di Soggetto Aggregatore .

La Città di Torino, con gli interventi di Luca Faccenda, Dirigente Settore Lavoro e Rapporti Sistema Carcerario e Adele Settimo, Dirigente Divisione Contratti e Appalti, ha invece condiviso l’esperienza del Regolamento n. 307, uno strumento di politica attiva del lavoro che promuove l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e con disabilità attraverso gli appalti pubblici. Nato nel 2005 e aggiornato nel 2024, il regolamento rappresenta un esempio concreto di come sia possibile integrare obiettivi sociali nelle procedure di affidamento, coniugando l’acquisizione di beni e servizi con la creazione di opportunità occupazionali per le fasce più fragili della popolazione.

Un workshop per mettere a fuoco sfide e opportunità

Nel pomeriggio, 40 partecipanti in rappresentanza di enti pubblici, amministrazioni e società partecipate si sono confrontati in tavoli di lavoro dedicati a Comuni, società partecipate e altri enti pubblici.

Erano presenti rappresentanti della Città Metropolitana di Torino, della Città di Torino, del Comune di Strambino, della Camera di commercio di Torino, dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino, di Turismo Torino e Provincia, SCR Piemonte, CinqueT, GTT e Agenzia Piemonte Lavoro.

Il confronto si è concentrato su due grandi temi.

Da un lato, gli aspetti organizzativi necessari per rendere il social procurement una pratica stabile all’interno delle amministrazioni: governance, competenze, regolamenti interni, autonomia decisionale e caratteristiche degli appalti gestiti.

Dall’altro, le opportunità e le criticità che gli enti incontrano nell’introduzione di strumenti come appalti riservati, clausole sociali e criteri premiali. I partecipanti hanno discusso dei settori con maggiore potenziale di impatto sociale, delle difficoltà amministrative e organizzative ancora presenti e delle condizioni necessarie per sperimentare nuove pratiche in modo efficace.

Dai risultati emersi ai prossimi passi

A chiudere la giornata è stato il professor Sergio Foà, che ha raccolto e sistematizzato gli spunti emersi durante il confronto.

Tre, in particolare, le dimensioni da presidiare lungo il ciclo di vita dell’appalto. La prima riguarda la progettazione, che richiede una conoscenza approfondita del mercato e degli operatori dell’economia sociale, oltre a un dialogo costante tra i diversi uffici dell’ente. La seconda riguarda la procedura di gara, fase nella quale occorre individuare caso per caso gli strumenti più adatti agli obiettivi perseguiti. Infine, la fase di esecuzione, in cui diventa fondamentale verificare che gli impegni sociali assunti vengano effettivamente realizzati e monitorati.

Tra le priorità condivise dai partecipanti sono emerse la necessità di rafforzare il coordinamento tra enti, investire nella formazione del personale e creare occasioni strutturate di scambio e apprendimento reciproco, valorizzando anche le buone pratiche sviluppate a livello europeo.

Un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi e che rappresenta un tassello importante del percorso verso gli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, con l’ambizione di rendere la spesa pubblica uno strumento sempre più capace di generare valore economico e impatto sociale per il territorio.

Il Futuro della tua Impresa è in Europa: partecipa ad Erasmus for Young Entrepreneurs!

Codex Società Cooperativa conferma il suo ruolo di primo piano come Centro di Contatto Locale per il programma Erasmus for Young Entrepreneurs (EYE) attraverso il consorzio EPIC. Siamo pronti ad accompagnarti in questa nuova avventura, che ha preso ufficialmente il via a febbraio 2025 e proseguirà fino al 31 gennaio 2028.


EYE offre a chi aspira a fare impresa e ai nuovi talenti del business l’opportunità unica di imparare i segreti del mestiere fianco a fianco con figure professionali già affermate che guidano PMI in altri Paesi europei.

Il cuore del programma è la collaborazione basata sulla reciprocità:

  • Esperienza sul campo: Trascorrerai un periodo che va da 1 a 6 mesi lavorando insieme a chi ha già un’esperienza consolidata nel tuo settore. Se gestisci un’impresa da più di 3 anni, potrai essere tu a ospitare un nuovo talento.
  • Supporto Economico: Il soggiorno all’estero è cofinanziato dalla Commissione Europea, permettendoti di concentrarti solo sulla tua crescita.
  • Scambio di Valore: Mentre impari a gestire un’azienda, chi ti ospita riceve nuove idee e una ventata di innovazione per la propria attività.

In questi anni Codex ha supportato numerose persone nel trasformare i propri sogni in realtà, favorendo scambi che spaziano dai settori più tradizionali alle tecnologie più innovative.

Contattata eye@codex.it per scoprire come partecipare e dare il via al tuo scambio internazionale.

FUTURE WEEK Torino – “Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit”

“Innovazione e impatto sociale: Profit e Non Profit” è il titolo della giornata che, dalle ore 11:00 alle 19:00 di lunedì 25 maggio 2026, animerà gli spazi della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS. L’iniziativa, realizzata nell’ambito della Future Week Torino – il format itinerante dedicato ai temi del futuro – è frutto della collaborazione con l’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM) e l’Associazione Italiana Innovatori APS.


Quattro sessioni tematiche, talk, presentazioni di libri, esperienze interattive, momenti di networking e una conferenza musicale compongono un programma denso e articolato, pensato per mettere a confronto visioni, modelli e pratiche del mondo profit e non profit nel segno della trasformazione digitale e dell’AI.

“La Future Week è un’occasione unica per far dialogare mondi spesso distanti tra loro. Innovazione tecnologica e impatto sociale non sono in contraddizione e possono, anzi devono, diventare un’unica visione di futuro.”  —  Carlo Majorino, Presidente Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS.

Informazioni incontro

Lunedì 25 maggio 2026,  11:00 – 19:00

Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Corso Trento 13, Torino

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Scopri il programma completo

Prenota il tuo biglietto

Tutoraggi e formazione per ETS del Piemonte

Per tutto il mese di maggio e giugno sono disponibili ore gratuite di tutoraggio e formazione rivolte agli Enti del Terzo Settore del Piemonte, nell’ambito del progetto Digital Regional Network, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale e dedicato al rafforzamento delle competenze digitali nel settore sociale.


L’iniziativa prevede due linee di intervento complementari. Da un lato, le sessioni di tutoraggio curate dall’associazione Forwardto – Dare senso al futuro, dedicate al potenziamento delle soft skills e allo sviluppo di competenze di leadership trasformativa a supporto dei processi di transizione digitale. Dall’altro, moduli formativi aggiuntivi erogati da Forestae, focalizzati sul rafforzamento delle competenze di comunicazione.

Le attività sono gratuite per tutti gli ETS del Piemonte e si inseriscono all’interno del progetto promosso da CIFA – For People in qualità di capofila, in collaborazione con Forum del Terzo Settore, COP e ASC Piemonte.

Visualizza i corsi

Per iscriversi è possibile scrivere a: digitalesociale@cifaong.it oppure compilare il form dedicato.

Le attività rappresentano un’opportunità concreta di aggiornamento e rafforzamento delle competenze digitali e comunicative a supporto dell’innovazione sociale sul territorio piemontese.

La Comunità di pratica OP4Impact definisce il percorso 2026

Martedì 12 maggio, si è tenuto il secondo incontro della Comunità di pratica OP4Impact 2026,  il percorso indirizzato e sviluppato da Torino Social Impact e Cottino Social Impact Campus insieme insieme  ai quattro Ordini professionali — Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, Ordine degli Avvocati di Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo — per accompagnare le professioni in una riflessione condivisa sul proprio ruolo nell’economia sociale. 


L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico e co-progettazione dedicato alla definizione del percorso 2026 della Comunità di pratica, con l’obiettivo di tradurre il lavoro avviato nei mesi precedenti in una prima infrastruttura concreta di capacity building e diffusione  interprofessionale sui temi dell’impatto.

Come ha sottolineato Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus, in apertura dei lavori: «La Comunità di pratica OP4Impact nasce dall’incontro tra professioni e reti differenti, parte di ecosistemi diversi e  interconnessi. L’obiettivo è comprendere quale contributo strategico e operativo possono offrire all’interno dell’economia sociale».

A partire da questa visione, OP4Impact si configura come uno spazio di peer-to-peer e transformative learning by practice, orientato a rafforzare competenze e capacità di innovazione degli Ordini coinvolti, promuovendo una lettura integrata dell’economia sociale applicata alle professioni.

Il percorso 2026, si concretizza attraverso la realizzazione di un percorso di impact capacity building, quale format composto da quattro workshop — uno introduttivo e tre basati su casi studio — finalizzati a consolidare competenze e visioni condivise.

Al centro del primo workshop introduttivo è emersa una riflessione strutturale sul concetto di impatto, inteso come insieme degli effetti e dei cambiamenti sociali, ambientali ed economici generati nel lungo periodo da un’organizzazione sulla comunità.

L’impatto è stato così definito non come semplice esercizio di misurazione o rendicontazione, ma come motore di pianificazione strategica fondato sui tre principi guida di intenzionalità, misurabilità e addizionalità. 

Particolare rilievo è stato dato alla necessità di concepire l’organizzazione come sistema aperto, interconnesso e orientato alla creazione di valore multidimensionale per e con tutti gli stakeholder.

In questo quadro, pianificare l’impatto significa progettare cambiamento in modo intenzionale, condiviso e coerente, attraverso processi di collaborazione, governance partecipativa  e apprendimento continuo. Un approccio che supera logiche individuali o settoriali, per collocare le professioni dentro una dimensione ecosistemica, capace di leggere e accompagnare la complessità contemporanea.

L’incontro ha così posto le basi metodologiche per i prossimi appuntamenti della Comunità di pratica, che proseguiranno con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per leggere, progettare e valorizzare l’impatto, contribuendo a rafforzare il ruolo strategico delle professioni nell’evoluzione dell’economia sociale.

TOUCH Capacity LAB: concluso il percorso di capacity building del progetto europeo

Si è concluso il 14 maggio 2026 il percorso di capacity building del progetto TOUCH, realizzato per rafforzare le competenze delle organizzazioni impegnate nell’integrazione lavorativa dei giovani NEET, con un focus specifico sulla valutazione dell’impatto sociale e sui modelli finanziari outcome based.


Avviato il 19 marzo 2026, il programma TOUCH Capacity LAB ha coinvolto 25 organizzazioni in un percorso articolato in un kick-off meeting e 8 moduli formativi, pensati per favorire apprendimento, confronto e sperimentazione pratica.

L’ultima sessione in presenza si è svolta presso Cottino Social Impact Campus, riunendo partecipanti, docenti e partner per il modulo conclusivo del programma.

Nel corso del percorso, 11 esperti hanno guidato i partecipanti attraverso lezioni frontali, gruppi di lavoro, momenti di peer exchange ed esercitazioni pratiche, offrendo strumenti concreti per rafforzare la capacità di generare e sostenere impatto nel lungo periodo.

Il programma, progettato e realizzato da Cottino Social Impact Campus e Human Foundation, ha approfondito temi chiave quali:

  • Modulo 1 – Visione, Leadership e Governance
  • Modulo 2 – Misurazione e rendicontazione dell’impatto sociale
  • Modulo 3 – Innovazione sociale e progettazione orientata all’impatto
  • Modulo 4 – Alfabetizzazione finanziaria, pianificazione strategica e gestione finanziaria
  • Modulo 5 – Gestione orientata ai risultati e adattamento organizzativo
  • Modulo 6 – Risk management e sostenibilità di medio lungo periodo
  • Modulo 7 – Competenze digitali e tecnologiche a supporto della finanza e dell’impatto
  • Modulo 8 – Comunicazione in ottica outcome based

Il TOUCH Capacity LAB si chiude così come un’importante esperienza di crescita condivisa, capace di creare connessioni, stimolare nuove progettualità e rafforzare le competenze delle organizzazioni partecipanti.

Un ringraziamento speciale va a tutte le organizzazioni coinvolte, ai relatori e ai partner che hanno contribuito al successo di questo percorso, rendendolo un’occasione di confronto e apprendimento ricca di valore.

Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione

La Fondazione per l’architettura / Torino promuove nel 2026 il ciclo Maestri del Progetto. Architettura torinese tra memoria e innovazione, un programma culturale dedicato alla rilettura critica di alcune figure chiave della cultura architettonica torinese.


L’iniziativa propone un percorso articolato tra conferenze pubbliche e visite guidate, con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria progettuale con il dibattito contemporaneo, attraverso la valorizzazione di archivi professionali, opere costruite e testimonianze dirette.

Al centro del programma quattro architetti protagonisti — Elio Luzi, Ada Bursi, Pietro Derossi e Andrea Bruno — appartenenti a generazioni e contesti differenti, attraverso i quali vengono affrontati alcuni temi oggi centrali per la disciplina: conservazione e digitalizzazione degli archivi di architettura, rapporto tra progetto e trasformazione dei luoghi, pratiche contemporanee di restauro e riuso, ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, nonché il riconoscimento del contributo delle pioniere dell’architettura.

Il ciclo si struttura secondo tre livelli di lettura — Memoria, Critica e Innovazione — che guidano ogni appuntamento, offrendo una chiave interpretativa trasversale tra storia e contemporaneità.

Il programma prevede otto appuntamenti tra maggio e ottobre 2026, ospitati in alcune sedi culturali della città, tra cui Ultraspazio, Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Castello di Rivoli, e in luoghi significativi per la storia dell’architettura torinese.

«L’architetto è un visionario, un viaggiatore curioso e attento osservatore del mondo. Con questo ciclo vorremmo far conoscere anche ai più giovani il valore di questi grandi maestri dell’architettura, il loro modo di guardare la città e di interpretare il progetto come responsabilità culturale. Ogni appuntamento di questa roadmap permetterà di entrare direttamente nelle case, negli studi e nei progetti di alcuni dei più grandi architetti italiani. Accostare la memoria del passato a nuove tecnologie e interpretazioni è una modalità che rientra tra gli obiettivi della Fondazione, quello di  promuovere l’utilizzo di nuovi linguaggi». — Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di commercio di Torino.

Programma 2026

#1 ELIO LUZI

Conferenza
Ultraspazio
26 maggio 2026, ore 18.00

Visita guidata
Casa Curtatone, Torino
28 maggio 2026, ore 16.00 e 17.00

#2 ADA BURSI

Conferenza
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
9 giugno 2026, ore 18.00

Visita guidata
Archivio di Stato di Torino – Sezione Corte
12 giugno 2026, ore 16.30

#3 PIETRO DEROSSI

Conferenza
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
29 settembre 2026, ore 18.00

Visita guidata
Scuola dell’infanzia Chagall, Torino
3 ottobre 2026, ore 11.00 e 12.00

#4 ANDREA BRUNO

Conferenza + visita
Castello di Rivoli
10 ottobre 2026, ore 10.30

Visita guidata
UBA Studio, Torino
13 ottobre 2026, ore 16.00

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI
https://www.fondazioneperlarchitettura.it/maestri-del-progetto/

Mappa della Prossimità – Itinerari nei quartieri Aurora e Barriera

In occasione della Biennale della Prossimità, il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta costruendo un itinerario condiviso della prossimità nei quartieri Aurora e Barriera, fatto di luoghi, relazioni e pratiche che ogni giorno tengono vivi i territori.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro sta cercando associazioni, presìdi sociali, spazi di incontro, realtà culturali e luoghi di ristoro con una vocazione comunitaria disponibili a far parte di questo racconto collettivo.

Durante i giorni della Biennale della Prossimità piccoli gruppi attraverseranno il quartiere a piedi incontrando questi luoghi, ascoltando le loro storie e scoprendo le pratiche di prossimità che li animano.

Il Consorzio Sociale Abele lavoro sta inoltre raccogliendo disponibilità per brevi interviste audio: le voci dei luoghi diventeranno storie ascoltabili tramite QR code e potranno contribuire a una piccola installazione urbana che resterà anche oltre i giorni della Biennale.

La call rimarrà aperta fino al 25 maggio.

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Crisi energetica e imprese: giovedì 21 maggio il primo Morning coffee A3i

A3i inaugura un nuovo format online dedicato ai temi che stanno ridefinendo sostenibilità, efficienza e competitività aziendale.


Giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, prende il via il primo Morning coffee A3i, il nuovo appuntamento online promosso dalla rete d’impresa nata da Amapola e 3i Efficientamento Energetico.

Il format è semplice: 20 minuti, live su LinkedIn, per iniziare la giornata con una conversazione agile tra esperti, dedicata ai temi che impattano sempre di più sulle scelte delle imprese. Non un webinar tradizionale, ma uno spazio breve e concreto per orientarsi tra scenari, rischi e strumenti operativi.

Energia geopolitica e margini: cosa devono fare le imprese ora

Il primo incontro sarà dedicato alla crisi energetica e alle sue conseguenze sulla competitività aziendale. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati e la pressione sui costi riportano l’energia al centro delle strategie industriali.

Per le imprese, infatti, il tema non riguarda più solo il prezzo dell’energia. Riguarda la continuità operativa, la capacità di pianificare, la protezione dei margini e la possibilità di competere in un contesto in cui la volatilità è diventata un fattore strutturale.

Il dialogo tra sostenibilità ed efficienza operativa

A confrontarsi saranno Giulia Devani, Presidente A3i e responsabile reporting di Amapola, e Gianluca Gualco, Partner 3i Efficientamento Energetico ed Energy Manager.

Il dialogo metterà insieme due prospettive complementari: da un lato la sostenibilità come leva strategica e di rendicontazione; dall’altro l’efficienza energetica come ambito operativo, misurabile e direttamente collegato ai costi aziendali.

È proprio questo il senso di A3i: integrare competenze ESG ed energetiche per aiutare le imprese a trasformare la sostenibilità in scelte concrete, coerenti e applicabili.

Quali strumenti hanno oggi le aziende?

Durante il Morning coffee si parlerà di efficientamento energetico, autoproduzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, contratti PPA, strumenti di copertura del rischio prezzo ed Energy Release 2.0. Il punto non sarà indicare una soluzione valida per tutte le imprese, ma capire come costruire un mix coerente con consumi, profilo produttivo, capacità di investimento e orizzonte strategico.

Perché partecipare

Il Morning coffee A3i nasce per offrire alle aziende una lettura sintetica, aggiornata e accessibile dei temi che stanno cambiando il mercato. In questo primo appuntamento, la domanda di partenza sarà molto concreta: come possono le imprese affrontare la nuova pressione sui costi energetici senza limitarsi a rincorrere l’emergenza?

L’appuntamento è per giovedì 21 maggio, dalle 9.00 alle 9.20, live su LinkedIn.

Iscrizione qui

Futuro del lavoro: AI o umani? Con Lego Serious Play

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo e il senso stesso del lavoro, ma non sostituisce ciò che ci rende davvero efficaci: le competenze umane, “materia prima” insostituibile.


Empatia, intuizione, pensiero critico, etica e la capacita’ di cambiare diventano sempre più centrali per collaborare con la tecnologia senza perdere direzione, identità e senso e per ridisegnare il significato del lavoro nella nostra vita e nelle organizzazioni.

In questo workshop esperienziale useremo LEGO® SERIOUS PLAY® per esplorare quali competenze umane dobbiamo rimettere al centro delle organizzazioni per collaborare con la tecnologia senza perdere l’identità e lo scopo. Un laboratorio per chi vuole interrogarsi su come affrontare un mondo del lavoro “AI-augmented” mantenendo il cuore umano.

Programma

Lunedì 25 maggio | Ore 9:45 – 13:00
Open Incet, Piazza Teresa Noce 17

09:45 — Benvenuto e introduzione Open Incet e FaciliTO Community

10:15 — Inizio lavori workshop LSP

12:30 — Condivisione risultati

13:00 — Conclusione

Future Week Torino: il Futuro è forbito?

Dal 25 al 31 maggio, arriva a Torino la Future Week, la settimana di eventi diffusi sull’innovazione in cui realtà pubbliche e private con un’idea o un progetto innovativo da raccontare, trovano il contesto, le relazioni e le occasioni giuste per condividerli. Anche Giardino forbito aderisce all’iniziativa.


Programma

Lunedì 25 maggio ore 12 – Inaugurazione mostra “Riders” di Marina Tabacco

Apre la settimana un momento dedicato all’arte contemporanea con l’inaugurazione della mostra “Riders” di Marina Tabacco che si collega alla mostra “Riders… sfrecciano veloci” del fotografo Mauro Raffini. Un’esposizione che indaga il movimento, il viaggio e le dinamiche urbane attraverso uno sguardo visivo intenso e attuale, capace di dialogare con il contesto cittadino e di approfondire anche le criticità legate a questo nuovo mondo del lavoro.

Martedì 26 maggio ore 14.30 – Presentazione Sportello Affido Città di Torino

Presentazione dello sportello dedicato all’importante tema delle adozioni e degli affidi a cura degli uffici Casa Affido della Città di Torino. Con Cinzia Scanavacca.

Mercoledì 27 maggio ore 14.30 – Torneo di burraco

Un appuntamento conviviale all’insegna del gioco e della socialità. Il torneo di burraco invita appassionati e curiosi a condividere un pomeriggio leggero e partecipato, dove strategia e divertimento si intrecciano in un’atmosfera accogliente.

Giovedì 28 maggio ore 16.00 – Oratorio San Salvario

Un momento che richiama lo spirito dell’oratorio come spazio di incontro e comunità. Un’occasione informale e aperta per ritrovarsi, condividere tempo e relazioni, riscoprendo il valore dello stare insieme in modo semplice e autentico.

Venerdì 29 maggio ore 19.00 – Mindful Wine Tasting

Non una semplice degustazione, né un aperitivo tradizionale, ma un vero cambio di prospettiva. In occasione della Future Week Torino, Giardino forbito propone la Mindful Wine Tasting, un’esperienza che restituisce profondità al gesto del bere, trasformandolo in ascolto, presenza e relazione.

In un tempo in cui il vino è spesso consumato rapidamente, questa pratica invita a rallentare e a entrare in uno spazio sospeso, dove il vino non si spiega ma si attraversa. Il percorso si apre con una degustazione bendata: il primo incontro con il vino avviene senza etichette né aspettative, lasciando emergere percezioni autentiche e immediate. I sensi si riattivano, il linguaggio tecnico si dissolve e il vino diventa esperienza diretta, da vivere più che da interpretare.

Protagonisti della degustazione saranno vini naturali, biologici e biodinamici di Buganza Radici e Filari, espressione del territorio tra Langhe, Roero e Barolo: vini vivi, non standardizzati, capaci di raccontare una storia attraverso le loro trasformazioni.

La Mindful Wine Tasting è un metodo strutturato che integra neuroscienze, mindfulness e cultura del vino. Ideato da Marta Indra di Giulio, nasce da una ricerca accademica sviluppata tra l’Università di San Diego e La Sapienza, con l’obiettivo di indagare come cambia la percezione quando si porta attenzione piena all’esperienza.

Accanto a lei, Emanuele Buganza, vignaiolo, attore e marionettista attivo in produzioni RAI e internazionali. Insieme animano Cascina Bauci, uno spazio esperienziale in cui vino, arte contemporanea e pratiche sensoriali si incontrano, dando vita a un approccio innovativo e partecipativo.

Un appuntamento pensato per chi desidera rallentare, riscoprire il vino senza filtri e vivere un’esperienza che coinvolge il corpo e la percezione, oltre il semplice atto del degustare.

Sabato 30 maggio ore 18.00 – Swing con Carma Studio Dance Torino

La musica e il movimento diventano protagonisti con una serata dedicata allo swing, guidata dai ballerini di Carma Studio Dance Torino. Un momento dinamico e coinvolgente, aperto a tutti, per lasciarsi trasportare dal ritmo e dall’energia della danza.

Domenica 31 maggio ore 17.30 – Wine & Yoga

La settimana si conclude con un’esperienza che unisce benessere e piacere sensoriale. Wine & Yoga propone una pratica dolce e rigenerante attraverso una degustazione consapevole, per ritrovare equilibrio tra corpo e mente in un contesto rilassato e curato.

Ipermedia, quando la comunicazione sociale passa da video, fotografia e audio immersivo

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Questo nuovo approfondimento è dedicato a Ipermedia, impresa cooperativa sociale che unisce video, fotografia, audio immersivo e progettazione narrativa per sviluppare contenuti e percorsi di comunicazione d’impatto.

Dai progetti culturali come Culture Sounds ed Ecomuseo Lou Lindal, fino al lavoro con Ri-Scatti e il terzo settore, l’articolo esplora — attraverso la testimonianza di Federico Bernini, Amedeo Francesco Novelli e Marco Liuni — come i linguaggi audiovisivi e innovazione possano diventare strumenti di inclusione, partecipazione e valorizzazione di realtà spesso invisibili.

Leggi l’articolo su Futura News

Torino ospita il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE

Un focus sulle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale.


Mercoledì 27 maggio, dalle ore 14.00 alle 16.30, presso il Centro Studi Sereno Regis di Torino, si terrà il multiplier event del progetto europeo DIDACTIVE, finanziato nell’ambito dell’Azione Chiave 2 del Programma Erasmus Plus.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e competenze dei professionisti della formazione, supportandoli nello sviluppo della competenza di agency negli adulti a rischio di esclusione socio-occupazionale. Il progetto pone al centro la capacità delle persone di diventare protagoniste attive dei propri percorsi di crescita personale e professionale, valorizzando autonomia, consapevolezza e capacità decisionale.

L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto tra operatori della formazione, professionisti del settore educativo e partecipanti al progetto, attraverso momenti di approfondimento dedicati alle fragilità degli adulti nei percorsi di transizione professionale e alle competenze necessarie per accompagnarne il cambiamento.

Programma dell’incontro

14.00 – 14.15
Registrazione dei partecipanti

14.15 – 14.30
Presentazione e stato dell’arte del progetto DIDACTIVE – Germano Nervo
14.30 – 14.45
Lavorare con gli adulti: fragilità, resistenze e possibilità di cambiamento – Partecipanti LTTA

14.45 – 15.15
La competenza di agency nei processi di transizione professionale – Valeria Zaffalon

15.15 – 15.45
Le competenze degli operatori per sostenere lo sviluppo dell’agency negli adulti – Elisa Vignolo

15.45 – 16.00
Spazio alle domande e conclusioni

Per partecipare è richiesta la conferma di presenza scrivendo a: servizio.internazionale@enaip.piemonte.it

Didactive è coordinato da Enaip Piemonte (Italia) e si avvale della collaborazione dei seguenti partner: Cap Ulysse di Bordeaux (Francia), die.Berater di Vienna (Austria), Hellenic Open University di Patrasso (Grecia), PUČKO OTVORENO UČILIŠTE di Varazdin (Croazia), Pressure Line di Rotterdam (Paesi Bassi).