Pubblicato il Report 2026 del HUB Progetti Europei per l’economia sociale

9,4 milioni attratti a livello europeo di cui oltre 2,7 milioni di euro di ricadute sul territorio Torino consolida il proprio ruolo di laboratorio europeo dell’innovazione sociale grazie all’HUB promosso nell’ambito dell’ecosistema Torino Social Impact.


Oltre 100 organizzazioni coinvolte, 44 candidature europee sviluppate, 15 progetti finanziati dalla Commissione Europea, 9,4 milioni di euro intercettati a livello europeo e oltre 2,7 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio. Sono questi alcuni dei risultati raggiunti dall’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, l’iniziativa sviluppata nel 2023 da Torino Social Impact in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, che si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’ecosistema torinese di accedere ai finanziamenti europei e contribuire allo sviluppo dell’economia sociale.

L’HUB rappresenta oggi un punto di riferimento territoriale per enti del Terzo Settore, imprese sociali, cooperative, e organizzazioni impegnate nella generazione di impatto sociale, offrendo strumenti, competenze e accompagnamento qualificato nella progettazione europea.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle più recenti politiche europee a sostegno dell’economia sociale, dal Social Economy Action Plan alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sullo sviluppo delle condizioni quadro per l’economia sociale, fino ai percorsi di attuazione avviati a livello nazionale e locale.

«L’obiettivo dell’HUB non è soltanto favorire la partecipazione ai bandi europei, ma costruire una capacità progettuale condivisa e duratura, in grado di generare nuove opportunità, relazioni internazionali e risorse per il territorio», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Attraverso workshop, attività di capacity building, percorsi di accompagnamento personalizzati e una metodologia basata sul peer learning, l’HUB ha realizzato 62 ore di apprendimento condiviso e supportato la crescita delle competenze progettuali dell’ecosistema Torino Social Impact.

Un elemento distintivo dell’iniziativa è il roster di europrogettisti, una comunità composta da 70 professionisti provenienti da tutta Europa e specializzati nei principali programmi europei. Il roster costituisce non solo uno strumento operativo a supporto delle candidature, ma anche uno spazio permanente di collaborazione e scambio tra progettisti e organizzazioni.

L’attività dell’HUB ha inoltre favorito la costruzione di una rete internazionale composta da 84 partner provenienti da 17 Paesi europei, contribuendo ad ampliare la dimensione europea dell’ecosistema torinese.

A guidarne lo sviluppo è una Cabina di Regia istituita nel 2024 e composta da cinque istituzioni strategiche del territorio: Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino, nella cornice di Torino Social Impact.

Tra gli strumenti innovativi promossi dall’HUB figura anche il “Seal of Excellence”, iniziativa sostenuta da Fondazione Compagnia di San Paolo che valorizza progetti di elevata qualità progettuale non finanziati dalla Commissione Europea per esaurimento delle risorse disponibili, evitando così la dispersione di competenze e idee ad alto potenziale.

I risultati ottenuti confermano il ruolo crescente dell’economia sociale come motore di innovazione e sviluppo territoriale e rafforzano il posizionamento di Torino come laboratorio europeo di sperimentazione e collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore.

Guardando al futuro, l’HUB sarà chiamato ad accompagnare le organizzazioni verso programmi europei sempre più complessi e strategici, continuando al tempo stesso a rendere accessibili le opportunità europee anche alle realtà di piccole e medie dimensioni. Una sfida che si intreccia con il nuovo ciclo di programmazione europea, la crescente attenzione alla misurazione dell’impatto e le trasformazioni tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo il panorama europeo.

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Torino verso Net Zero: le imprese co-protagoniste del Climate City Contract

Lunedì 15 giugno, negli spazi di Urban Lab Torino, si è tenuto l’incontro della Comunità di pratica Economia Circolare, dal titolo “From Impact to Net Zero: il ruolo dell’economia sociale e circolare nella transizione climatica”.


L’appuntamento — organizzato insieme alla Città di Torino, NetZeroCities e Fondazione Piemonte Innova — ha approfondito le strategie del Comune per accompagnare il territorio verso la neutralità climatica, con un focus sul ruolo che imprese, enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e startup possono assumere come co-protagonisti di una trasformazione sistemica, territoriale e condivisa.

Al centro dell’incontro il Climate City Contract, lo strumento attraverso cui Torino partecipa alla Missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030, promossa dalla Commissione Europea per sostenere 100 città pilota nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.

Il piano della città parte da un anno base, il 2019, e da un obiettivo molto preciso: ridurre dell’85,2% le emissioni di CO2 entro il 2030, intervenendo su un volume complessivo di 2.396.907 tonnellate. Il percorso si articola in 31 azioni strategiche, di cui 27 dedicate alla riduzione diretta delle emissioni e 4 all’assorbimento.

Le azioni prioritarie sono organizzate intorno ad alcune macro-aree: edifici ed energia, mobilità e trasporti, rifiuti ed economia circolare, infrastrutture verdi e nature-based solutions. Tra i progetti già avviati rientrano EfficienTO, il piano di efficientamento energetico degli immobili comunali sviluppato in partenariato pubblico-privato con Iren; lo Sportello CACER, a supporto delle Comunità Energetiche Rinnovabili; la realizzazione della Linea 2 della metropolitana; il rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale con nuovi autobus elettrici; gli interventi su parchi, boschi collinari, sponde fluviali e alberate urbane.

Una parte dell’incontro è stata dedicata al ruolo dell’economia circolare, con particolare attenzione alle opportunità per le organizzazioni del territorio di contribuire alla riduzione delle emissioni attraverso modelli di riuso, riciclo, eco-progettazione e gestione più efficiente delle risorse.

Il Climate City Contract non è un bando, né un obbligo normativo o una certificazione burocratica. È un impegno volontario, concreto e verificabile, aperto alle realtà che realizzano progetti sul territorio del Comune di Torino: azioni già realizzate a partire dal 2019, attività in corso o interventi da attuare entro il 2030.

In questo percorso, Fondazione Piemonte Innova cura il processo di labelling e la gestione delle opportunità di partecipazione al Climate City Contract, supportando le realtà interessate nelle diverse modalità di adesione.

Le organizzazioni possono aderire attraverso due livelli di coinvolgimento, collegati al marchio Torino Green Light Member, per chi realizza azioni di riduzione delle emissioni anche quando l’impatto non è ancora direttamente quantificato secondo metodologie standard; Partner, per chi presenta azioni già quantificate o quantificabili attraverso dati tecnici utili alla valutazione.

I dati raccolti saranno inseriti nella piattaforma CLICC, sviluppata dal Politecnico di Torino e abilitata dall’Energy Center, e dovranno essere completi, coerenti e verificabili. Accanto agli interventi più infrastrutturali, vengono valorizzate anche azioni come software di ottimizzazione energetica, attività di formazione e informazione ambientale rivolte a dipendenti, cittadinanza e pubblici di riferimento.

Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni casi di studio, pensati come esempi concreti di come l’economia circolare possa essere applicata in contesti diversi: dall’installazione di erogatori di acqua filtrata per ridurre l’uso di plastica, al noleggio operativo di dispositivi ricondizionati per diminuire i rifiuti elettronici, fino al recupero e alla redistribuzione del cibo avanzato dagli eventi attraverso accordi tra realtà del terzo settore e distributori locali.

La giornata si è conclusa con il workshop Simula il tuo Climate City Action”, durante il quale le organizzazioni partecipanti, divise in tavoli di lavoro, hanno sperimentato la costruzione di possibili progetti pilota. La simulazione ha ricalcato i passaggi della candidatura reale: descrizione tecnica dell’azione, individuazione della macro-area di riferimento, definizione di tempi e investimenti, analisi dei co-benefici e valutazione dell’impatto atteso.

Dalla restituzione finale sono emersi alcuni ambiti di lavoro particolarmente rilevanti per il territorio, tra cui verde urbano, riuso, efficientamento energetico e innovazione tecnologica. Un confronto che ha confermato il potenziale della Comunità di pratica come spazio di apprendimento e attivazione collettiva, capace di mettere in dialogo imprese, istituzioni e realtà dell’economia sociale per contribuire in modo concreto alla transizione climatica della città.

PLACEMAKING IN FARINI, il progetto di crowdfunding per migliorare Corso Farini

Stratosferica, impresa sociale torinese che si occupa di promuovere e divulgare la cultura urbana, lancia PLACEMAKING IN FARINI, una nuova campagna di crowdfunding per promuovere la cura dello spazio pubblico nell’area di Corso Farini.


Un progetto di attivazione civica che mette al centro l’area verde situata tra il Campus Luigi Einaudi e i vecchi gasometri, per sensibilizzare sull’importanza del placemaking e del verde urbano attraverso laboratori e attività educative, come il Workshop di Autocostruzione di Arredi Urbani, rivolto a studenti e giovani under 35 e il Workshop di Urban Gardening, pensato per bambini dai 6 ai 13 anni di età.

Un’iniziativa realizzata grazie a +Risorse, il crowdfunding della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, alla quale si può contribuire visitando la pagina del progetto presente sulla piattaforma Eppela.

C’è tempo fino alle ore 15 di martedì 28 luglio per sostenere il progetto, anche una piccola donazione può contribuire a ridare valore a questo spazio e generare nuove forme di partecipazione.

Summer Academy 2026: una settimana per esplorare il legame tra sostenibilità ambientale e inclusione sociale

Dal 6 al 10 luglio 2026 torna la Summer Academy di Abito, un percorso formativo gratuito rivolto a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni che desiderano approfondire i temi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione sociale e del volontariato attraverso un approccio pratico e partecipativo.


L’iniziativa si svolgerà presso Abito, l’emporio solidale della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, e offrirà ai partecipanti l’opportunità di riflettere sul legame tra le sfide ambientali e quelle sociali che caratterizzano il nostro tempo.

Nel corso della settimana saranno proposti workshop, simulazioni, laboratori e attività di gruppo dedicati alla moda sostenibile, alla comunicazione interculturale, alle diverse forme di esclusione sociale e al lavoro di squadra. I partecipanti approfondiranno inoltre il funzionamento dell’industria tessile, tra i settori a maggiore impatto ambientale a livello globale, esplorando pratiche e soluzioni legate al riuso, all’upcycling e al riciclo.

Una parte significativa del percorso sarà dedicata all’esperienza diretta all’interno dell’emporio sociale Abito. I giovani potranno conoscere da vicino un modello che coniuga sostenibilità e contrasto alla povertà attraverso la raccolta, la selezione e la redistribuzione gratuita di vestiti e beni di prima necessità a persone e famiglie in difficoltà economica.

La Summer Academy rappresenta un’occasione per acquisire nuove competenze, confrontarsi con coetanei provenienti da percorsi differenti e sperimentare forme concrete di cittadinanza attiva, mettendo in relazione temi spesso percepiti come separati ma profondamente interconnessi: ambiente, consumo responsabile, inclusione e solidarietà.

La partecipazione è gratuita.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 giugno 2026 alle ore 13.00.

Per informazioni: amministrazione@progettoabito.org

Abito è Società di San Vicenzo De Paoli: vestiti che costruiscono comunità

Abito è una realtà della ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, un’organizzazione di volontariato attiva nel territorio da 176 anni. Il Consiglio Centrale di Torino opera attraverso 602 soci e 304 volontari presenti sul territorio e suddivisi in 52 gruppi (chiamati conferenze); concretamente offre ascolto e accompagnamento, aiuti alimentari e sostegni economici a quanti sono nel bisogno. La visita a domicilio aiuta a creare relazioni personali, ridona dignità e facilita la rimozione delle cause per un autentico contrasto alla povertà ed emarginazione sociale. Nel 2025 ha aiutato 6756 persone (2696 famiglie), erogando € 962.425,04 e distribuendo 33.266 “pacchi” alimentari.

Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026, aperta la Fase 2: il Concorso dei Business Plan

Giunto quest’anno alla sua ventiduesima edizione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta è il concorso per l’imprenditoria innovativa di domani, finalizzato a favorire e sostenere la nascita di startup innovative ad alto contenuto di conoscenza per promuovere lo sviluppo economico del territorio piemontese e valdostano. Completata la Fase 1 dell’iniziativa, il “Concorso delle Idee“, la competizione 2026 è entrata nella sua Fase 2, il “Concorso dei Business Plan“.


L’iniziativa è promossa da tre atenei piemontesi – Politecnico di TorinoUniversità degli studi di TorinoUniversità del Piemonte Orientale – e organizzata da due incubatori universitari: I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino. La competizione si svolge nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano per le nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza, organizzato annualmente da PNICube, la rete nazionale degli incubatori universitari e delle Start Cup Competition.

Il concorso è gratuito e si rivolge a tutti gli aspiranti imprenditori maggiorenni: chiunque può partecipare alla Business Plan Competition, sia in forma individuale sia in team, anche senza aver preso parte alla fase precedente, inviando entro il 28 luglio 2026 un progetto imprenditoriale innovativo in una delle cinque categorie di gara: Cleantech & Energy, ICT, Industrial, Life Sciences, Turismo e Industria Culturale e Creativa.

I premi in palio

La competizione Start Cup Piemonte Valle d’Aosta costituisce un’opportunità unica per trasformare studi e ricerche in progetti d’impresa, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, ed entrare nel network degli incubatori di imprese innovative. I vincitori riceveranno infatti sostegno per la nascita delle startup, supporto nella definizione della loro strategia, accompagnamento sul mercato attraverso il contatto con i primi clienti e l’introduzione a investitori e banche per il reperimento di capitali.

In seguito alla chiusura delle candidature allo scoccare di mercoledì 29 luglio, e dopo le fasi intermedie di valutazione delle applicazioni raccolte, entro il mese di ottobre 2026 saranno decretati i migliori progetti di startup partecipanti alla Business Plan Competition che riceveranno premi di valore economico, oltre a menzioni speciali, attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli enti promotori e sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro e sarà erogato in denaro e servizi offerti da diversi partner.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: al primo classificato andrà un premio di 7.500 euro, al secondo di 5.000 euro e al terzo di 2.500 euro.

Ai primi sei progetti in classifica sarà inoltre riconosciuto il premio di 1.000 euro ciascuno per l’iscrizione all’edizione 2026 del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la “coppa dei campioni” tra i progetti di impresa vincitori delle Start Cup regionali, che quest’anno si svolgerà a Bari nelle due giornate di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre.

Grazie agli sponsor e partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • il Premio Fondazione CRC, di 10.000 euro, è destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • il Premio Valle d’Aosta, di 7.500 euro, è rivolto al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • il Premio Città del Futuro e Sostenibilità promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici, sarà consegnato a un massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • tre premi “Tech for Climate & Mobility”, in servizi offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino, saranno assegnati ad altrettanti progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile;
  • il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano per un valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, andrà al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste anche quattro menzioni speciali, trasversali rispetto alle categorie di premiazione:

  • “Imprenditoria Femminile”, per il miglior progetto d’impresa sviluppato da un team a maggioranza femminile;
  • Social Innovation”, per il miglior progetto di innovazione sociale, che propone soluzioni innovative in uno dei campi previsti dall’articolo 2, comma 1, del Decreto Legislativo 155/2006 sull’impresa sociale;
  • Open Innovation / Spin Off Industriali”, dedicata al miglior progetto riguardante prodotti e/o servizi innovativi derivanti da attività di ricerca condotta in collaborazione tra un’impresa e un ateneo piemontese;
  • Climate Change”, per il miglior progetto di impresa ad impatto sul cambiamento climatico in grado di integrare innovazione, tecnologia, protezione e valorizzazione delle risorse naturali, al fine di generare crescita economica e tutela dell’ambiente.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso, mentre per rimanere aggiornati su tutte le novità della competizione è possibile iscriversi alla newsletter email tramite il form disponibile al fondo di ogni pagina del sito, oppure seguire Start Cup Piemonte Valle d’Aosta sui suoi canali social ufficiali: LinkedIn e Facebook.

Iveco Group Beyond Lab, una nuova sfida per startup: “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”

Dopo il successo della prima call for startup, è stata ora aperta una seconda challenge intitolata “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing”. Le candidature alla sfida possono essere presentate dall’8 giugno fino al 17 luglio 2026.


Nel marzo 2026, Iveco Group e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) hanno presentato una nuova piattaforma di open innovationBeyond Lab, con l’obiettivo di entrare in contatto con startup e PMI innovative per valorizzare tecnologie rivoluzionarie e trasformare idee audaci in soluzioni concrete per il settore dei trasporti.

Il focus della nuova sfida

Il settore manifatturiero sta attraversando una profonda trasformazione grazie alla crescente maturità delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) e Computer Vision. Queste soluzioni consentono di monitorare in modo continuo e oggettivo le attività degli operatori, i processi produttivi e le condizioni delle postazioni di lavoro, favorendo la realizzazione di fabbriche più sicure, efficienti e orientate verso l’ottenimento di dati.

I recenti progressi nell’analisi posturale basata sulla computer vision dimostrano come l’IA possa supportare l’identificazione dei rischi ergonomici con maggiore accuratezza, adattandosi efficacemente a contesti industriali dinamici. Ciò contribuisce sia al miglioramento della sicurezza e del benessere dei lavoratori sia all’ottimizzazione delle prestazioni operative.

Parallelamente, gli sviluppi negli algoritmi di pose estimation e di motion classification hanno incrementato significativamente l’accuratezza e la rapidità delle analisi sui tempi e sui metodi, rendendo possibile una valutazione automatizzata e affidabile di attività manuali anche particolarmente complesse.

Inoltre, le soluzioni di monitoraggio continuo basate sull’IA offrono una visibilità prolungata sui pattern di movimento, sui colli di bottiglia produttivi e sulle inefficienze di layout. Queste informazioni supportano concretamente i percorsi di miglioramento continuo, contribuendo all’aumento della produttività e dell’efficienza operativa degli impianti industriali.

Le esigenze di innovazione

Attraverso Beyond Lab, Iveco Group sta cercando startup e PMI innovative che offrono soluzioni basate su IA e Computer Vision per supportare tre aree prioritarie all’interno del suo ambiente produttivo:

  • Monitoraggio dell’ergonomia e della sicurezza. Soluzioni che consentono il monitoraggio continuo della postura e dell’ergonomia dei lavoratori, l’individuazione di movimenti a rischio (ad esempio, iperestensione del polso, flessioni scorrette), la misurazione di indicatori ergonomici conformi agli standard industriali.
  • Analisi dei tempi e dei metodi. Soluzioni che automatizzano la misurazione dei tempi di esecuzione (MTM), gli studi sui tempi e l’analisi del lavoro, utilizzano la stima della postura, la classificazione del movimento e il monitoraggio delle attività, forniscono una misurazione oggettiva, ripetibile e in tempo reale dei processi.
  • Ispezione di qualità e controllo di processo. Soluzioni tra cui computer vision per il rilevamento di difetti durante il processo produttivo o nelle sue fasi finali, classificazione tramite intelligenza artificiale e rilevamento di anomalie su componenti o unità assemblate, ispezione senza sensori tramite telecamere e analisi delle immagini, strumenti a supporto di strategie di qualità predittiva e preventiva.

Un’opportunità per fare la differenza

L’applicazione di un progetto su Beyond Lab e la collaborazione con Iveco Group offrono l’opportunità unica di fare la differenza nel settore dei trasporti, con un leader globale attivo in oltre 160 paesi del mondo.

I candidati che sottoporranno le soluzioni più promettenti avranno l’opportunità di presentare le loro proposte. Successivamente, i progetti selezionati saranno guidati attraverso un percorso di co-creazione per esplorare come il team di Beyond Lab possa concretamente integrare la tecnologia proposta nei prodotti o servizi del Gruppo.

La nuova sfida “Advanced AI & Computer Vision for Smart Manufacturing” è online e aperta alle candidature: le proposte progettuali devono essere presentate entro il 17 luglio 2026 sul sito web di Beyond Lab. Dopo la data di scadenza, Iveco Group valuterà ciascuna proposta con il supporto di I3P.

Bench-Mark | Ep. 109 – Fondazione Don Mario Operti

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, intervistiamo Antonio Sansone, Segretario Generale della Fondazione Don Mario Operti, nata per volontà dell’Arcidiocesi di Torino e attiva nella città e sul territorio piemontese a sostegno delle persone in difficoltà.

La Fondazione sviluppa percorsi di inserimento lavorativo, abitare temporaneo, accesso al credito, formazione, accoglienza umanitaria e contrasto alla povertà educativa.

Ne è un esempio il progetto sviluppato con il Gruppo Torinese Trasporti: un percorso di selezione, formazione e sostegno economico per il conseguimento della patente da autista, che ha portato a 60 assunzioni a tempo indeterminato.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Digital News Report Italia 2026: informare per ricostruire fiducia

Presentata il 16 giugno la nuova edizione del report realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino. Torino Social Impact ha contribuito con un focus sul giornalismo come infrastruttura democratica nell’era dell’impact economy.


È disponibile il Digital News Report Italia 2026, realizzato dal Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino per approfondire, nel contesto italiano, le tendenze emerse dal Digital News Report del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford.

La terza edizione del report restituisce una fotografia complessa dell’ecosistema informativo italiano. Interesse e fiducia nelle notizie continuano a indebolirsi: il 34% del pubblico italiano si dichiara molto o estremamente interessato alle notizie, mentre la fiducia si ferma al 32%. Allo stesso tempo, la consultazione resta frequente: il 57% accede all’informazione giornalistica più volte al giorno.

La chiave di lettura proposta dal report è quindi il passaggio da una crisi dell’attenzione a una crisi della relazione. Il pubblico non è scomparso: è più distante, più selettivo e più mediato da piattaforme, algoritmi, creatori di contenuti e strumenti di intelligenza artificiale. Per le testate, la sfida non riguarda solo la presenza nei nuovi ambienti digitali, ma la capacità di rendere riconoscibile il proprio valore anche quando il primo contatto con la notizia avviene altrove.

Tra le novità dell’edizione 2026 emerge il tema dei newsfluencer: il 36% delle persone intervistate dichiara di aver fruito notizie da creator o influencer nella settimana precedente alla compilazione del questionario. Un dato che segnala una domanda di informazione più chiara, diretta e coinvolgente, ma anche la necessità di presidiare il confine tra giornalismo, intrattenimento e contenuti generati dentro logiche di piattaforma.

Anche il fronte dei pagamenti racconta una trasformazione rilevante. La disponibilità economica a sostenere le notizie resta limitata, ma tra chi paga cresce il peso degli abbonamenti continuativi e delle motivazioni legate alla relazione con un progetto giornalistico percepito come credibile. Non si tratta soltanto di acquistare un prodotto informativo, ma di riconoscere valore a un soggetto di cui ci si fida.

Torino Social Impact ha contribuito al report con il focus “Giornalismo e impatto: l’informazione come infrastruttura democratica – Informare per ricostruire fiducia”. Raffaella Scalisi, Senior Advisor di TSI, ha proposto una riflessione sul ruolo dell’informazione come leva di partecipazione democratica, media literacy e ricostruzione della fiducia, a partire dal dialogo tra giornalismo, impact economy ed economia sociale.

In questa prospettiva, avvicinare giornalismo e realtà radicate nei territori — imprese sociali, enti del terzo settore, organizzazioni ibride, reti territoriali — può generare un impatto su più livelli: portare attenzione su risposte trasformative alle sfide sociali, rendere più completa e costruttiva la narrazione delle marginalità, includere nel dibattito pubblico soggetti normalmente esclusi e rafforzare la capacità delle persone di orientarsi nell’attuale universo mediatico.

Il contributo si inserisce in un percorso già avviato tra Torino Social Impact e il Master, consolidato con l’Impact Journalism Spring Lab, il laboratorio di alta formazione e confronto professionale dedicato al giornalismo d’impatto realizzato a Torino nel maggio 2025.

Il report completo è disponibile sul sito del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino

Leggi il Digital News Report Italia 2026

Sostenibilità che passa dal digitale: Amapola sostiene Sloweb APS

Amapola rafforza il proprio impegno per un uso responsabile delle tecnologie insieme all’associazione che promuove cultura, consapevolezza e partecipazione nell’utilizzo del web, della AI e degli strumenti informatici.


In un tempo in cui l’intelligenza artificiale sta portando una vera e propria rivoluzione nel lavoro, nelle relazioni, nell’accesso alla conoscenza e nei processi decisionali, il digitale deve essere sostenibile. Per rispondere a questo quadro sempre più urgente, Amapola Società Benefit diventa sostenitrice di Sloweb APS, associazione impegnata nella diffusione di un uso responsabile degli strumenti informatici, del web e delle applicazioni Internet.

La riflessione sull’impatto delle tecnologie è entrata con forza anche nel dibattito pubblico e sociale, fino a essere richiamata da una recente Enciclica dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e persona umana. In questo contesto, la nuova collaborazione nasce dalla volontà di contribuire alla crescita di una cultura della sostenibilità capace di includere la dimensione digitale. Un ambito che tocca ogni impresa, ogni istituzione e ogni comunità: dalla sicurezza dei dati al tecnostress, dai consumi energetici dei data center all’accessibilità dei servizi, dalle implicazioni sull’evoluzione delle professioni alle domande etiche poste dall’intelligenza artificiale.

Due percorsi complementari

Amapola è una società di consulenza specializzata in sostenibilità che dal 2009 accompagna imprese e organizzazioni nella costruzione di strategie e progetti capaci di rendere la sostenibilità concreta, comprensibile e condivisa con gli stakeholder. Diventata Società Benefit nel 2021, con i suoi obiettivi di beneficio comune intende contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità su tutti i fronti.

Sloweb APS promuove un uso responsabile, consapevole e partecipativo del digitale, dello sviluppo software e delle infrastrutture IT. Attraverso attività di divulgazione, sensibilizzazione, formazione, advisory e pubblicazioni, l’associazione rappresenta un punto di riferimento in Italia per chi intende interrogarsi sugli impatti ambientali, sociali ed etici delle tecnologie.

L’azione delle due realtà è complementare: Amapola porta la propria esperienza nei percorsi ESG, nella comunicazione responsabile e nello stakeholder engagement; Sloweb contribuisce con competenze specifiche sul digitale sostenibile e con una rete di professionisti impegnati a diffondere pratiche più consapevoli nell’utilizzo e nello sviluppo delle tecnologie.

Il digitale è materiale

Parlare di sostenibilità digitale significa riconoscere che anche ciò che appare immateriale ha un peso concreto. Come riporta Sloweb, il settore ICT è responsabile di quasi il 4% delle emissioni globali di CO₂, mentre data center e reti è previsto che arrivino ad assorbire fino al 10% della domanda globale di elettricità. Ma l’impatto del digitale non è solo ambientale: riguarda l’accessibilità, se in Italia il 60% dei siti web non rispetta i requisiti minimi per le persone ipovedenti; il benessere, con circa il 40% dei lavoratori digitali che soffre di tecnostress; la sicurezza e la governance dei dati, in uno scenario europeo che tra il 2025 e il 2026 ha registrato in media 443 data breach notificati al giorno.

La sostenibilità digitale introduce quindi il principio di responsabilità nella produzione, nella gestione e nell’uso delle tecnologie, considerando hardware, software, servizi informatici e pratiche quotidiane. Un approccio che guarda alle tre dimensioni ESG: ambientale, con attenzione a emissioni, circolarità ed e-waste; sociale, con focus su accessibilità, equità e benessere; di governance, rispetto a sovranità digitale, sicurezza, privacy ed etica.

Tecnologia, persone e bene comune

«L’intelligenza artificiale sta portando nel presente una domanda che non possiamo più rimandare: quale idea di progresso vogliamo costruire?» dichiara Luca Valpreda, founder di Amapola. «La sostenibilità non può fermarsi ai processi produttivi, all’energia o alle materie prime. Riguarda oggi moltissimo il modo in cui usiamo dati, piattaforme, algoritmi e strumenti digitali. Sostenere Sloweb significa dare forza a un approccio che unisce responsabilità, senso critico e attenzione alle persone. Perché il digitale, che occupa una parte imprescindibile delle nostre vite, sia davvero sostenibile, deve restare comprensibile, governabile e orientato al bene comune».

«L’utilizzo delle tecnologie digitali è strategico ed essenziale ormai in qualsiasi attività pubblica o privata, non solo nel settore dell’innovazione e della tecnologia ma in tutte le aree di business» afferma Pietro Jarre, tra i fondatori di Sloweb APS. «Deve essere compreso, progettato e governato da chi fa impresa con consapevolezza ed esaminato come un capitolo già significativo, ma destinato a essere sempre più cruciale, nelle politiche di sostenibilità. L’intelligenza artificiale non ha fatto che accelerare e amplificare l’impatto. Per questo come Sloweb APS promuoviamo la sostenibilità digitale e crediamo nell’opportunità delle collaborazioni con società esperte in sostenibilità per rendere concreta la nostra filosofia. Siamo certi che l’attenzione pubblica su questo fronte crescerà molto nei prossimi anni».

Dalla consapevolezza all’azione

Il sostegno di Amapola a Sloweb APS si traduce nella volontà di contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità digitale capace di parlare alle imprese, alle istituzioni, alle comunità e alle persone. Una cultura che non separa innovazione e responsabilità, ma le tiene insieme: dalla consapevolezza sull’impronta ambientale delle tecnologie alla promozione di comportamenti digitali più sobri e accessibili, dalla governance dei dati alla formazione sull’uso etico e produttivo dell’AI.

In questa prospettiva, il dialogo tra Amapola e Sloweb potrà diventare anche supporto concreto per le organizzazioni che vogliono valutare il proprio livello di maturità digitale, definire policy e linee guida, formare le persone, ridurre gli impatti ambientali dei propri strumenti e integrare la responsabilità digitale nelle strategie ESG. Un percorso che parte dalla cultura e dalla sensibilizzazione e arriva all’operatività, senza perdere di vista il punto centrale: tenere nella giusta considerazione l’impatto delle tecnologie digitali su tutte le dimensioni della sostenibilità.

Il Valentino diventa un’orchestra a cielo aperto: se la città si impara a ritmo di “body percussion”

Immaginate un parco che smette di essere solo un prato e diventa un’aula senza pareti. Immaginate il battito delle mani che si fa musica, i piedi che scandiscono il tempo sulla terra e la città che si trasforma in una mappa da scoprire giocando.


Nasce da queste suggestioni La città è un gioco (di suoni), il progetto ideato da Heimat Academy e selezionato all’interno de La Bella Stagione 2026 – il piano per l’estate della Fondazione Compagnia di San Paolo che unisce scuole, istituzioni e realtà del territorio per offrire ai più giovani un’estate di inclusione e socialità. L’idea di fondo è semplice quanto potente: usare il ritmo come bussola per esplorare lo spazio urbano.

Oltre il solito centro estivo: il corpo come strumento

I primi e le prime a sperimentare questo approccio sono stati i bambini e le bambine dell’Oratorio Natale del Signore, che hanno invaso i viali del Parco del Valentino. Niente banchi o lezioni frontali. Qui si fa body percussion: il corpo diventa il primo strumento musicale a disposizione. Attraverso giochi di movimento, esercizi di pulsazione e sessioni di ascolto, i ragazzi e le ragazze tra i 6 e i 13 anni imparano a sintonizzarsi tra loro e con l’ambiente circostante. Ma non si tratta solo di fare musica. C’è un lavoro profondo di riscoperta del territorio che è iniziato mesi fa, ben prima che i ragazzi arrivassero al parco. Gli educatori di Heimat Academy hanno mappato il Valentino palmo a palmo, cercando scorci insoliti, passaggi nascosti e dettagli capaci di accendere la curiosità dei più piccoli. Camminare, orientarsi, ascoltare il silenzio e il rumore della città: l’esplorazione urbana non è il palcoscenico dell’attività, ma la materia prima dell’apprendimento.

Lo stupore delle piccole cose

I primi appuntamenti hanno già regalato momenti impressi negli occhi dei partecipanti e delle partecipanti: l’incontro ravvicinato con i cavalli che frequentano il parco, il passaggio lento delle barche sul Po, la scoperta di angoli verdi che gli adulti di solito attraversano di corsa, persi nei loro pensieri. È la conferma che l’educazione più autentica passa spesso dalla capacità di guardare con occhi nuovi ciò che diamo per scontato.

Il progetto, completamente gratuito, andrà avanti per tutta l’estate, accogliendo gruppi da centri estivi, associazioni e oratori torinesi. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, ogni partecipante riceverà inoltre una tessera Junior per continuare l’esplorazione culturale anche oltre i confini del parco.

In un’epoca in cui lo spazio pubblico è spesso vissuto in modo passivo, La città è un gioco dimostra che basta un cambio di prospettiva — e un buon ritmo — per trasformare una mattinata d’estate in un esercizio di cittadinanza attiva e creatività condivisa.

Nasce il primo Community Land Trust: case fuori dal mercato speculativo nel quartiere Aurora

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Cosa succede quando la casa viene sottratta alla logica della rendita e torna a essere un bene d’uso, accessibile e radicato nel territorio?

Il nuovo articolo di Visione Futura, la rubrica realizzata insieme a Futura News, racconta il primo Community Land Trust italiano: un modello abitativo innovativo che sta prendendo forma nel quartiere Aurora di Torino, in corso Giulio Cesare 34.

Al centro del progetto c’è CLT Terreno Comune, fondazione di partecipazione nata nel 2024 insieme alla Fondazione di Comunità Porta Palazzo, all’impresa sociale CO-ABITARE e al Comitato di Cittadini CLT Corso Giulio 34. L’obiettivo è sperimentare una nuova forma di accesso alla casa, basata sulla proprietà collettiva del suolo e sulla vendita degli appartamenti a prezzi calmierati, destinati a rimanere tali nel tempo.

Attraverso la testimonianza di Karl Kraehmer, presidente di CLT Terreno Comune, l’articolo esplora il funzionamento del modello, le sue origini nei movimenti per i diritti civili degli Stati Uniti e il suo potenziale come strumento per contrastare la gentrificazione, promuovere governance partecipata e rafforzare il legame tra abitanti, quartiere e interesse pubblico.

Articolo di Alexandra Onofreiasa.

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Non è (solo) l’AI a fare la differenza: Enaip Piemonte porta a Torino il confronto sulle competenze del futuro

Giovedì 18 giugno 2026, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, Enaip Piemonte organizza un evento gratuito dedicato a HR manager, imprenditori e decision maker delle PMI piemontesi, per riflettere insieme su come affrontare il cambiamento generato dall’intelligenza artificiale senza perdere di vista le persone.


Le aziende che crescono oggi non sono necessariamente le più grandi o le più tecnologicamente avanzate. Sono quelle che riescono ad adattarsi più velocemente, integrando l’innovazione senza smarrire la qualità dei processi e il valore delle persone che li animano.

È da questa consapevolezza che nasce “Non è (solo) l’AI a fare la differenza”, l’evento organizzato da Enaip Piemonte ETS che si terrà giovedì 18 giugno 2026, dalle 14:15 alle 18:00, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, in via Porta Palatina 19 a Torino.

Un momento di confronto per le PMI piemontesi

La domanda che molte imprese si pongono è semplice da formulare ma complessa da affrontare: come si fa a integrare l’innovazione tecnologica mantenendo al centro le persone e la qualità del lavoro?

L’evento di Enaip Piemonte nasce per offrire uno spazio di confronto su questo tema, attraverso interventi di esperti, case history aziendali e momenti di networking dedicati a chi, ogni giorno, si occupa di guidare la crescita delle organizzazioni.

I temi al centro della giornata

Durante il pomeriggio verranno affrontati alcuni dei nodi più attuali per chi si occupa di risorse umane, formazione e organizzazione aziendale:

  • come integrare l’AI nei processi aziendali in modo sostenibile ed efficace
  • quali competenze stanno diventando strategiche per le funzioni HR e per l’organizzazione nel suo complesso
  • come ridurre attriti, inefficienze e dispersione del know-how all’interno delle aziende
  • quali rischi culturali ed etici emergono con l’adozione massiva dell’intelligenza artificiale
  • strumenti e roadmap operative per accompagnare il cambiamento in modo efficace

Il filo conduttore dell’intero pomeriggio sarà una consapevolezza condivisa: la vera sfida non è introdurre l’AI in azienda, ma far evolvere persone, processi e cultura organizzativa alla stessa velocità della tecnologia.

Il programma

I lavori si apriranno alle 14:15 con l’accettazione e la registrazione, seguiti alle 14:45 dall’apertura ufficiale a cura di Matteo Faggioni, Direttore di Enaip Piemonte ETS.

A seguire, un dialogo con Giovanni Bocchieri, Direttore Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Piemonte, e Raffaele Saccà, del Comitato di Direzione Strategia e Sviluppo Business di Fondimpresa, che apriranno un confronto istituzionale e strategico sul tema delle competenze e dello sviluppo del territorio.

A chi è rivolto

L’evento è pensato per chi, all’interno della propria organizzazione, si trova a gestire i temi della crescita delle persone e dell’innovazione. In particolare, è indicato per:

  • HR Manager
  • Learning & Development Manager
  • HR Specialist nell’area formazione
  • Imprenditori e titolari di PMI
  • Responsabili organizzazione e innovazione
  • Decision maker coinvolti nello sviluppo delle competenze aziendali

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, ma con accesso riservato previa registrazione. Per garantire un confronto di qualità, le richieste di partecipazione saranno soggette a verifica e conferma da parte dell’organizzazione: dopo l’iscrizione, ogni partecipante riceverà una comunicazione via email relativa allo stato del proprio accredito e alle modalità di accesso.

I posti disponibili sono limitati e numerose aziende piemontesi hanno già confermato la propria presenza. Le richieste di partecipazione saranno accolte fino alle ore 13:00 di mercoledì 17 giugno 2026.

Per registrarsi è possibile consultare la pagina dell’evento su Eventbrite:  Non è (solo) l’AI a fare la differenza – Iscrizioni

VANNI dona un’opera d’arte al reparto di Oculistica dell’Ospedale Maurizio di Torino

L’opera d’arte “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice del premio “Gli occhi e la visione” edizione 2025, è stata donata al reparto di Oculistica dell’Ospedale Mauriziano di Torino, a beneficio dei pazienti in attesa di cure.


Si è celebrata il 10 giugno la consegna all’Ospedale Mauriziano dell’opera “Formeacolori” di Giorgia Allisio, vincitrice della terza edizione del premio “Gli occhi e la visione”, un concorso nato dalla collaborazione tra l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino ed il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli studi di Torino, promosso e sostenuto da VANNI S.r.l. SB.

Artisti e scienziati insieme per un progetto d’arte:  il premio ha coinvolto allievi selezionati del corso di Cromatologia dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (Prof.ssa Viola Barovero). I giovani artisti sono stati invitati a progettare un’opera d’arte dedicata al tema della luce, della visione, del colore, a seguito di una lezione introduttiva, transdisciplinare, alla materia che si è svolta in collaborazione con il Corso di Laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli Studi di Torino (Prof. Silvio Maffioletti, Dott.ssa Claudia Colandrea).

Un’occasione di incontro, trasversale, originale ed inedito, sul tema della visione, che mette nella stessa aula futuri artisti e futuri optometristi, coniugando il punto di vista propriamente optometrico/ scientifico con quello artistico, per dargli corpo e espressione in un’opera d’arte, pensata per essere donato a un luogo torinese di cura, quest’anno lo storico Ospedale Mauriziano.

Il momento di “svelamento” dell’opera ha rivestito un particolare significato per via della sua collocazione all’ingresso del reparto di Oculistica, un luogo di passaggio per le persone in attesa di essere visitate, e dei loro familiari/caregiver. Un pubblico attento e sensibile al tema della vista, che ci sollecita a riflettere sul valore curativo dell’arte in contesti ospedalieri.

VANNI sostiene da 15 anni giovani artisti emergenti e promuove, con questo progetto dedicato ai temi della vista e degli occhi, l’idea di un benessere visivo che va oltre l’indossare occhiali di qualità e durevoli, per allargare lo sguardo al beneficio che l’arte può portare in contesti non usuali.

Società Benefit e sviluppo territoriale: esperienze a confronto al Festival Blue di Genova

L’11 giugno, nell’ambito del Genova Blue District, si è tenuta a Genova la conferenza “Verso una blue economy rigenerativa: il ruolo delle Società Benefit”, al quale Torino Social Impact ha preso parte nel panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori”.


L’appuntamento, organizzato in collaborazione con SiCamera, Camera di commercio di Genova, Comune di Genova e Genova Blue District, rientra nel programma di eventi di informazione e formazione per accompagnare imprese e professionisti nel percorso di costituzione e gestione di una Società Benefit, avviato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Unioncamere e al sistema camerale. 

L’evento si è inserito nella cornice del Festival Blue: un appuntamento dedicato ai temi del clima, del mare e della biodiversità. Un festival plurale, pensato per raccogliere voci, punti di vista ed esperienze diverse, raccontando le preoccupazioni legate alla crisi climatica ma anche le soluzioni in campo, attraverso workshop, documentari, laboratori, gaming, incontri con startup innovative, conferenze, talk e occasioni di scambio e attivismo. 

La conferenza, in particolare, ha rappresentato un’occasione concreta per capire come le Società Benefit possano diventare un motore di sviluppo sostenibile per i nostri territori, le nostre imprese e le nostre comunità.

Dopo i saluti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Genova Blue District, la mattinata si è aperta con un inquadramento dedicato al modello Benefit. Lucia Tacchino, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Genova, ha approfondito gli aspetti legati alla normativa, mentre Monica Onori, funzionaria di Si.Camera – Sistema Camerale Servizi, ha presentato l’andamento del fenomeno a livello nazionale.

A seguire, il panel “Le Società Benefit come motore di sviluppo dei territori” ha proposto alcune esperienze e progettualità territoriali.

Giuseppe Colasurdo di NATIVA Srl Società Benefit — prima Società Benefit in Europa — ha presentato alcuni dati relativi alle Società Benefit, evidenziando risultati che fanno emergere performance più solide per le Società Benefit rispetto alle imprese non benefit, sia sul piano economico sia su quello organizzativo. I dati mostrano risultati superiori in termini di fatturato, internazionalizzazione e brevetti o remunerazione media per lavoratore, confermando un modello d’impresa capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e organizzativo. 

Inoltre, ha illustrato il progetto Roma impresa comune, portato avanti dall’Assessorato Attività Produttive e Pari Opportunità del Comune di Roma Capitale e attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, in collaborazione con NATIVA. Un progetto virtuoso, che in questi anni ha permesso di aumentare del 15% il numero delle Società Benefit sul territorio romano.  

Successivamente, per Torino Social Impact, Lorena Di Maria ha raccontato l’esperienza delle Comunità di pratica, quali percorsi di confronto e apprendimento che coinvolgono le organizzazioni partner della rete, con l’obiettivo di creare engagement, rafforzare la collaborazione reciproca e il networking tra i soggetti dell’ecosistema, oltre che sviluppare progetti strategici per rafforzare il posizionamento del brand collettivo Torino Social Impact. 

In particolare, è stata portata ad esempio l’esperienza virtuosa della Comunità di Pratica delle Società Benefit, che ha preso avvio nel 2022 e ha portato significativi risultati in termini di peer learning e networking tra partner, con l’adesione di oltre 70 aziende nella rete.

Successivamente, Raffaella Bruzzone, per la Camera di commercio di Genova, ha illustrato progetti e iniziative del territorio a supporto della sostenibilità. Per l’occasione è stata citata la partecipazione alla rete Enterprise Europe Network, creata dalla Commissione Europea per supportare la crescita delle micro, piccole e medie imprese. La rete, composta da circa 450 punti di contatto, è attiva in 58 Paesi ed offre un sistema integrato di servizi volti ad aiutare le PMI ed altri soggetti economici ad internazionalizzarsi, sviluppare il proprio potenziale di innovazione e di sostenibilità e di orientarsi sulle forme di finanziamento disponibili. 

La mattinata è proseguita con il panel L’impresa visionaria è quella che ha un piano B: B come Benefit e come Blue Economy, dedicato alle esperienze di imprese virtuose, attive tra sostenibilità e Blue Economy. Per l’occasione sono intervenute la Fondazione Capellino /Almo Nature Benefit S.p.A., JAMIN Underwaterwines S.R.L. Società Benefit, OUTBE S.R.L. Società Benefit, Maiscadoras S.R.L. Società Benefit, Fenice Nautica S.R.L. S.A.P.A. Società Benefit e Grendi Holding S.p.A. Società Benefit.

L’incontro si è infine concluso con la cerimonia di premiazione delle imprese testimonial, valorizzando esperienze imprenditoriali capaci di integrare finalità di beneficio comune, attenzione all’ambiente e sviluppo sostenibile dei territori. 

Un’occasione, nel complesso, per rafforzare il confronto a livello nazionale tra istituzioni, imprese e territori, promuovendo la diffusione di modelli capaci di coniugare competitività, sostenibilità e impatto positivo.

Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore

Giovedì 11 giugno si è svolto il terzo appuntamento del 2026 della Comunità di pratica Società Benefit, dal titolo “Raccontare l’impatto. La Relazione Benefit che genera valore”. 


Ospitato negli spazi di Vol.To, l’incontro ha riunito imprese e professionisti in un pomeriggio di confronto e co-progettazione dedicato alla Relazione annuale di impatto, non solo un adempimento normativo, ma uno strumento strategico per monitorare, raccontare e orientare il percorso di generazione di valore delle organizzazioni.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Comunità di pratica Società Benefit, realizzata in collaborazione con Unione Industriali Torino e co-progettato insieme alle Società Benefit Amapola, BDFL Torino, Futura Law Firm e Mercato Circolare, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti introduttivi di Torino Social Impact a cura di Simona De Giorgio, Alice Umbrella di BDFL Torino ha offerto un inquadramento del modello delle Società Benefit e della Relazione annuale di impatto, richiamando il quadro normativo introdotto dalla Legge 208/2015.

Come evidenziato durante l’intervento, la Relazione Benefit rappresenta al tempo stesso uno strumento di comunicazione, trasparenza e pianificazione strategica. La normativa definisce infatti i contenuti da rendicontare – obiettivi e azioni realizzate, valutazione dell’impatto generato e obiettivi futuri – lasciando però alle imprese ampia libertà nella costruzione della narrazione e nella restituzione dei risultati. In questo senso, la Relazione diventa anche uno spazio di apprendimento organizzativo, nel quale raccontare con trasparenza non solo i risultati raggiunti, ma anche gli obiettivi non conseguiti e le azioni correttive intraprese.

L’intervento ha inoltre presentato alcuni dati della più recente Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, che evidenziano come queste imprese registrino performance superiori rispetto alle aziende tradizionali sotto diversi profili: crescita del fatturato, capacità di innovazione, internazionalizzazione, qualità del lavoro e inclusività della governance.

Successivamente, Sara Ferraiolo di WAMI ha approfondito le principali novità introdotte dai nuovi Standard B Corp V2, illustrando l’evoluzione del sistema di certificazione e il crescente allineamento con il contesto normativo europeo in materia di sostenibilità e contrasto al greenwashing.

Tra gli elementi di maggiore rilevanza emersi durante l’incontro, il superamento del modello basato esclusivamente sul punteggio complessivo a favore di requisiti minimi obbligatori da soddisfare in tutte le aree di valutazione applicabili. Un cambiamento che richiede alle organizzazioni una maggiore capacità di raccolta delle evidenze, tracciabilità documentale e presidio dei processi interni.

I nuovi standard si articolano attorno a sette pilastri fondamentali:

  1. governance orientata agli stakeholder;
  2. azione climatica;
  3. giustizia ed equità;
  4. qualità del lavoro;
  5. diritti umani;
  6. tutela ambientale ed economia circolare;
  7. advocacy e azione collettiva. 

Un approccio che riflette una crescente attenzione verso la misurazione rigorosa dell’impatto e la credibilità delle dichiarazioni aziendali.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi della Relazione d’impatto di WAMI, presentata come caso studio per condividere strumenti, metodologie e buone pratiche utili alla redazione del documento. Per molte delle organizzazioni presenti, in particolare per quelle alle prime esperienze con la Relazione Benefit, il confronto con un caso concreto ha rappresentato un’occasione preziosa per comprendere come tradurre i requisiti normativi in una narrazione chiara, coerente e capace di generare valore.

La giornata si è conclusa con un’attività laboratoriale che ha coinvolto direttamente i partecipanti nella costruzione di risposte a tre sfide tipiche della rendicontazione d’impatto: valorizzare i risultati raggiunti, comunicare con trasparenza il mancato conseguimento di alcuni obiettivi e progettare nuove azioni di beneficio comune accompagnate da indicatori di monitoraggio.

La restituzione finale ha evidenziato la ricchezza di approcci presenti all’interno della Comunità di pratica. Alcuni gruppi hanno privilegiato una lettura fortemente orientata ai dati e ai KPI, mentre altri hanno posto l’accento sugli aspetti qualitativi, relazionali e di ascolto delle persone. Un confronto che ha confermato il valore della Comunità come spazio di apprendimento tra pari, capace di mettere in dialogo competenze, linguaggi e prospettive differenti per rendere l’impatto sempre più misurabile, credibile e generativo.

Il futuro dell’impatto sale sul palco: 15 startup a OGR Torino il 14 luglio

La 4ª edizione di Impact Deal si conclude con il suo Demo Day: un pomeriggio di pitch, insight e networking in uno degli hub di innovazione più vivaci di Torino.


Quindici startup saliranno sul palco per presentare i risultati del loro percorso di accelerazione: le collaborazioni avviate, le Proof of Concept sviluppate e le prossime tappe. Le loro soluzioni spaziano dall’AI for good all’energia e al clima, dall’agrifood e dalla salute alla mobilità e alle infrastrutture, accomunate tutte dall’impegno per un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Il programma

Impact Deal è fondato da Fondazione CRT e OGR Torino, operativamente gestito dal Consorzio TOP-IX con il supporto scientifico di ISI Foundation. Attraverso una rete di partner Data Club ed Ecosystem, tra cui Torino Social Impact, il programma opera a livello europeo per accelerare startup, scaleup, PMI e organizzazioni non profit con la missione di generare un cambiamento significativo.

Partecipa il 14 luglio

OGR Torino, Binario 3 | 16:00 – 19:00

L’evento è aperto a chiunque voglia incontrare gli innovatori che stanno trasformando il futuro. A seguire, un aperitivo di networking per entrare in contatto con le startup, gli investitori e i partner presenti.

Scopri le 15 startup in programma

Registrati all’evento

Per organizzare un incontro introduttivo con una delle startup prima del Demo Day, è possibile contattare il team di Impact Deal (impactdeal@top-ix.org).

26 giugno 2026 – Workshop “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”

Il prossimo 26 giugno 2026, dalle 10.00 alle 13.00, nell’ambito del progetto europeo DO Impact, i partner italiani Torino Social Impact, Fondazione Piemonte Innova e Tiresia Polimi , organizzano il workshop online “Storie data-driven: strumenti di Data Visualisation per l’impatto sociale”, un appuntamento dedicato alle organizzazioni dell’economia sociale interessate a rafforzare le proprie competenze nell’utilizzo e nella comunicazione dei dati.


Il workshop offrirà un’introduzione ai principi fondamentali della visualizzazione dei dati, approfondendone i fondamenti teorici, l’evoluzione storica e le principali fasi del processo progettuale. Attraverso l’analisi di casi studio e momenti di confronto, i partecipanti potranno esplorare il ruolo della data visualisation come strumento per interpretare la complessità e raccontare l’impatto in modo più efficace.

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a un’attività pratica sull’utilizzo di RAWGraphs, piattaforma open source per la creazione di visualizzazioni dati. I partecipanti avranno l’opportunità di sperimentare le principali fasi del processo di visualizzazione, dalla lettura di un dataset alla scelta del modello visivo più appropriato, fino alla realizzazione di una rappresentazione grafica.

Il workshop sarà condotto da Elena Aversa, ricercatrice post-doc e docente di Information Design presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il DensityDesign Lab. La sua attività di ricerca si concentra sulle visualizzazioni informative fuorvianti e sulle loro implicazioni comunicative, con particolare attenzione alle metodologie partecipative di valutazione e di Data, Media and Information Literacy (DMIL).

L’iniziativa rientra nel percorso di capacity building del progetto europeo DO Impact, che supporta le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo di competenze digitali e data-driven per ampliare il proprio impatto sociale.

  • Data: 26 giugno 2026
  • Orario: 10.00 – 13.00
  • Modalità: Online su Zoom

Consulta l’agenda

Registrati adesso 

EUDR 2026: trasformare la compliance in opportunità

La deadline dell’EUDR sono ormai definite: 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese. Prepararsi non significa solo conoscere la norma: significa capire il proprio ruolo nella filiera, raccogliere i dati corretti e costruire un processo di compliance tracciabile, operativo e difendibile.


In questo webinar, Francesca Leonelli e Mario Burrascano di UOMOeAMBIENTE insieme a Gianluca Mazza di Feelera accompagneranno le aziende in un percorso pratico tra novità normative, semplificazioni 2026 e strumenti operativi per gestire la compliance EUDR.

Che tu sia un sustainability manager, un responsabile compliance, acquisti, qualità o supply chain, questo incontro ti aiuterà a orientarti tra:

  • cosa richiede davvero l’EUDR
  • le ultime semplificazioni e aggiornamenti normativi
  • i ruoli e gli obblighi lungo la supply chain
  • i dati necessari per la compliance
  • gli strumenti digitali per gestire tracciabilità, documenti e flussi informativi
  • i passi da compiere nei prossimi mesi

Perché l’EUDR non è solo una dichiarazione da compilare: è un nuovo modo di governare prodotti, fornitori e dati lungo la filiera.

Appuntamento online su LinkedIn, giovedì 18 giugno 2026, alle 16.30.

Iscriviti subito

Innovazione Cooperativa e Impatto Sociale: al via Foncooper 2026 per la crescita del territorio

La Regione Piemonte, in collaborazione con Finpiemonte, ha dato il via a Foncooper 2026, un fondo rotativo strategico da 4,2 milioni di euro dedicato al rafforzamento del sistema cooperativo regionale.



Questa iniziativa rappresenta un tassello concreto per rafforzare un ecosistema dove l’innovazione economica e il valore sociale procedono di pari passo, offrendo alle cooperative piemontesi gli strumenti necessari per essere protagoniste di una transizione inclusiva e sostenibile.
Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questa misura rappresenta un’opportunità fondamentale per integrare strumenti finanziari agevolati con obiettivi di impatto sociale, ambientale e occupazionale.

Un pilastro per l’imprenditorialità a impatto: i Workers BuyOut

Foncooper si conferma il principale strumento pubblico a sostegno dei Workers BuyOut (WBO), le imprese rigenerate dai lavoratori che rilevano aziende in crisi o ne garantiscono la continuità produttiva.

In un’ottica di impact investing, il bando favorisce queste operazioni con deroghe specifiche, come l’accesso al credito anche per le cooperative di nuova costituzione che non abbiano ancora depositato i primi due bilanci, premiando la capacità dei lavoratori di salvaguardare l’occupazione e il saper fare territoriale.

Sostenibilità e Transizione Ecologica

In linea con le sfide dell’ecosistema per l’imprenditorialità sociale, il bando sostiene investimenti non solo produttivi, ma orientati alla sostenibilità ambientale. Sono infatti ammissibili progetti volti al:
  • Miglioramento delle performance climatico-ambientale
  • Contributo alla bioeconomia circolare e alla gestione efficiente delle risorse naturali
  • Efficientamento energetico e riduzione delle emissioni

Caratteristiche del finanziamento

L’agevolazione è pensata come una forma di capitale “paziente” per la cooperazione, con caratteristiche tecniche altamente competitive:

  • Copertura: Fino al 70% delle spese ammissibili
  • Importo massimo: Fino a 2 milioni di euro per progetto
  • Tasso agevolato: Pari al 25% del tasso di riferimento europeo
  • Durata: Fino a 8 anni per beni mobili o 12 anni per investimenti immobiliari e impianti fissi

Soggetti Beneficiari

La misura si rivolge alle cooperative PMI piemontesi (escluse quelle di abitazione) operanti in diversi settori, inclusa la produzione primaria, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Per essere ammissibili, le cooperative devono rispettare i requisiti di mutualità prevalente o possedere i requisiti mutualistici previsti dal Codice Civile, sottolineando l’identità sociale della forma cooperativa.

Come partecipare

Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà ufficialmente alle ore 9:00 dell’8 giugno 2026 e resterà attivo fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La procedura è a sportello, con valutazione delle istanze secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte.

Maggiori informazioni

Italgas e I3P lanciano una nuova call for startup per il futuro delle reti energetiche

Il Gruppo Italgas e l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) presentano una nuova iniziativa, intitolata “Shaping the Future of Energy Networks”, per esplorare l’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione, con l’obiettivo di raccogliere e analizzare soluzioni e tecnologie avanzate in grado di continuare a contribuire alla trasformazione digitale delle infrastrutture energetiche.


L’innovazione tecnologica sviluppata dai team di ricerca e dalle giovani imprese è infatti un importante fattore abilitante per l’ulteriore evoluzione delle grandi infrastrutture. La nuova call lanciata da Italgas e I3P, nell’ambito del programma di open innovation “Ideas 4 Italgas” avviato nel 2020, mira a individuare proposte progettuali in grado di contribuire al rafforzamento della resilienza, dell’intelligenza e della sicurezza delle reti gas e acqua, nonché alla transizione verso sistemi energetici a zero o basse emissioni, favorendo la digitalizzazione, l’efficienza operativa, l’integrazione di gas rinnovabili e i modelli di decarbonizzazione sostenibili nel lungo periodo.

Le opportunità dell’iniziativa

I migliori progetti candidati avranno l’opportunità di entrare in contatto con Italgas e con le società controllate del Gruppo, nonché di ricevere una serie di possibili vantaggi e supporto per il loro ulteriore sviluppo sul mercato.

La partecipazione all’iniziativa offre, infatti, la possibilità di ottenere risorse da Italgas per sviluppare un Proof-of-Concept (PoC), ovvero una prima applicazione concreta finalizzata a verificare sul campo la fattibilità e l’efficacia della soluzione proposta; ma anche di usufruire della Mentorship di Italgas, per approfondire la possibile integrazione del prodotto o servizio nei processi aziendali, nonché di entrare in uno dei percorsi di incubazione in I3P volti ad affinare le conoscenze e competenze imprenditoriali necessarie alla maturazione del progetto, supportare la ricerca di finanziamenti esterni e favorire il networking.

L’obiettivo finale è accompagnare le soluzioni più promettenti versouna progressiva adozione su larga scala all’interno del Gruppo Italgas, favorendone la validazione nel settore.

A chi è rivolta la call

La call si concentra su due principali ambiti di interesse. Il primo è quello delle “Resilient Grid”, soluzioni per rendere le reti di distribuzione gas e acqua più intelligenti, sicure e resilienti rispetto agli eventi esterni e auto-adattive rispetto alle condizioni operative, attraverso l’impiego sia di tecnologie digitali – come intelligenza artificiale (AI) e sensoristica avanzata – sia di nuove metodologie di costruzione.

Il secondo ambito, “Energy Transition”, comprende l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, abilitando lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione.

L’iniziativa è rivolta ai gruppi di lavoro e alle società costituite. Per poter essere ammessi, i progetti candidati devono trovarsi in uno di tre stadi di maturità:

  • Idea”, in grado di tradursi in prototipo entro il 2027;
  • MVP”, ovvero prototipo in grado di aprire nuovi segmenti e opportunità di mercato;
  • Products on the market”, cioè prodotti e servizi già commercializzati o pronti al lancio.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita: le candidature dei progetti, in italiano oppure in inglese, vanno inviate sul sito web di Ideas 4 Italgas entro la data limite di venerdì 31 luglio 2026. Tutte le application raccolte verranno valutate entro il mese di ottobre e a novembre si terrà a Torino l’evento finale di premiazione dei vincitori.

La collaborazione tra Italgas e I3P

Negli ultimi anni il nostro Gruppo ha vissuto una profonda trasformazione, fondata sulla digitalizzazione degli asset, sull’innovazione tecnologica e, naturalmente, su un impegno concreto a servizio della transizione energetica”, ha dichiarato Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer di Italgas. “In questo contesto l’Open Innovation si è affermata non solo come un abilitatore di sviluppo, ma come volano strategico capace di accelerare il cambiamento e generare valore. Con questa nuova call rafforziamo ulteriormente questo approccio, aprendo ancora una volta il confronto con l’ecosistema esterno per intercettare nuove idee, competenze e soluzioni in grado di contribuire alla crescita sostenibile del Gruppo Italgas.

Siamo molto lieti di avere l’opportunità di collaborare nuovamente con il gruppo Italgas, una realtà internazionale che ha posizionato l’evoluzione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità al centro della propria visione strategica”, ha commentato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Anche quest’anno, come già nel 2021 e nel 2024, l’iniziativa di open innovation di Italgas e I3P offrirà alle startup e ai team di innovatori un’occasione concreta di confronto diretto con un grande player di settore, possibilità di sperimentazione congiunta e di crescita imprenditoriale, con l’accompagnamento esperto degli specialisti dell’incubatore.

Al via la XXII edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta

È aperta l’edizione 2026 di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, la Business Plan Competition che promuove la nascita di startup innovative nei territori piemontesi e valdostani.


Giunta alla sua XXII edizionee promossa da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, e 2i3T, Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino, la competizione si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte nell’ambito del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), il più importante appuntamento italiano dedicato alle nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza.

Le due Fasi dell’iniziativa

La competizione si articola in due fasi operative. La Fase I è il Concorso delle Idee, che premia le migliori idee imprenditoriali con servizi gratuiti di supporto e consulenza erogati dagli Incubatori di impresa, finalizzati alla stesura del Business Plan. I partecipanti potranno inoltre accedere a workshop tecnici e immersivi dedicati ai temi della neutralità climatica e della mobilità urbana sostenibile, promossi in collaborazione con Città di Torino5T, con il supporto tecnico-scientifico del Politecnico di Torino, nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino.

Sarà inoltre possibile usufruire dei servizi gratuiti di orientamento e accompagnamento erogati dagli esperti di Invitalia, Partner Ufficiale del Premio Nazionale per l’Innovazione, per la presentazione delle domande di agevolazione dedicate alla creazione d’impresa.

Per partecipare alla Fase I c’è tempo fino al 16 giugno 2026, compilando la candidatura sul sito ufficiale del concorso www.startcup-piemonte-vda.it. I team che supereranno la fase di selezione saranno contattati direttamente dagli incubatori promotori per avviare il percorso di consulenza.

La Fase II, ovvero la Business Plan Competition, prenderà il via il 17 giugno e terminerà il 28 luglio 2026, dando accesso alla selezione finale e ai premi in denaro e servizi. Per partecipare è necessario presentare un Business Plan che descriva un progetto imprenditoriale innovativo tramite la piattaforma ufficiale del concorso.

È possibile partecipare a una sola o a entrambe le fasi, gratuitamente, presentando un’idea di impresa oppure un progetto imprenditoriale che, indipendentemente dallo stadio di sviluppo, siano frutto del lavoro di un singolo o di un gruppo di individui e finalizzati alla nascita di una startup innovativa.

A chi è rivolta la competizione

Sono ammessi, individualmente o in gruppo, aspiranti imprenditori maggiorenni, universitari e strutturati di atenei e centri di ricerca (studenti universitari, laureati, dottorandi o PhD di ricerca, assegnisti o borsisti di ricerca, professori e ricercatori), oltre ai titolari di imprese costituite dopo il 1° ottobre 2025 oppure avviate operativamente da tale data.

Durante il processo di candidatura online, i proponenti dovranno individuare un Incubatore di riferimento, scegliendo tra I3P2i3T oppure le Pépinières d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin in caso di candidatura al Premio Valle d’Aosta.

Ad essere ammessi alla competizione sono idee e progetti imprenditoriali che fanno riferimento alle seguenti categorie di gara:

  • Life Sciences, per prodotti e/o servizi innovativi finalizzati a migliorare la salute delle persone;
  • ICT, per prodotti e/o servizi innovativi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione, dei nuovi media, della cybersecurity, del cloud computing e delle tecnologie AI/LLM;
  • Cleantech & Energy, per prodotti e/o servizi orientati al miglioramento della sostenibilità ambientale e della gestione dell’energia;
  • Industrial, per prodotti e/o servizi innovativi per la produzione industriale dal punto di vista tecnologico o di mercato;
  • Turismo e Industria Culturale e Creativa, per prodotti e/o servizi innovativi rivolti al settore turistico, culturale e creativo.

Il comitato organizzativo di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, composto dai due incubatori piemontesi, ha sottolineato come l’iniziativa continui a svolgere un ruolo di attivazione concreta delle idee imprenditoriali ad alto contenuto innovativo: “La competition si conferma uno strumento operativo per far emergere progettualità che nascono nei contesti accademici e di ricerca, accompagnandole in un percorso di validazione e sviluppo. Andiamo oltre la dimensione competitiva: Start Cup rappresenta un dispositivo di raccordo tra competenze scientifiche, mercato e territorio, contribuendo a rafforzare la capacità del sistema regionale di trasformare conoscenza in impresa. Il valore che riconosciamo è nella collaborazione tra attori diversi e nella valorizzazione delle competenze diffuse, elementi che rendono il processo di innovazione più strutturato e continuativo”.

Montepremi totale: oltre 60.000 euro

La fase finale della competizione si concluderà entro il 30 ottobre 2026 con l’evento di premiazione ospitato a Torino. I migliori progetti imprenditoriali partecipanti alla Business Plan Competition (Fase II) riceveranno premi e menzioni speciali attribuiti con il supporto di una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dagli Enti Promotori e dai Sostenitori dell’edizione 2026, il montepremi complessivo sarà di oltre 60.000 euro, erogato in denaro e servizi offerti dai partner dell’iniziativa.

I tre vincitori assoluti riceveranno premi in denaro: 7.500 euro al primo classificato, 5.000 euro al secondo e 2.500 euro al terzo. Ai primi sei progetti sarà inoltre garantita la partecipazione al Premio Nazionale per l’Innovazione 2026 – che si svolgerà a Bari di giovedì 3 e venerdì 4 dicembre – con quota di iscrizione del valore di 1.000 euro versata dagli organizzatori della competizione.

Grazie al supporto di Sponsor e Partner interessati a contribuire concretamente allo sviluppo dell’innovazione, Start Cup Piemonte Valle d’Aosta prevede inoltre una serie di premi speciali:

  • Il Premio Fondazione CRC di 10.000 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Provincia di Cuneo;
  • Il Premio Valle d’Aosta di 7.500 euro, destinato al miglior progetto imprenditoriale che insedi l’impresa nella Pépinière d’Entreprises di Aosta o di Pont-Saint-Martin;
  • Il Premio Città del Futuro e Sostenibilità, promosso da Fondazione LINKS, del valore complessivo di 7.500 euro sotto forma di credito spendibile in servizi tecnici destinati a massimo due progetti basati su tecnologie legate alla sostenibilità;
  • Tre premi “Tech for Climate & Mobility” in servizi, destinati a progetti imprenditoriali in tema di neutralità climatica e mobilità urbana smart e sostenibile, offerti nell’ambito dei progetti Living Lab ToMove e CTE NEXT 2.0 della Città di Torino;
  • Il Premio Ing. Domenico Appendino, offerto da Ame Ventures Srl di Milano, del valore complessivo di 10.000 euro in servizi di consulenza, destinato al miglior progetto nel settore Cleantech & Energy orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Sono previste inoltre quattro menzioni speciali: “Imprenditoria Femminile”, “Social Innovation”, “Open Innovation / Spin Off Industriali” e “Climate Change”.

Per ulteriori informazioni e per scaricare il regolamento completo, è possibile consultare il sito web ufficiale del concorso.

Open Day I3P 2026

Hai un’idea innovativa nel cassetto e ti stai chiedendo da dove partire per realizzarla? Partecipa all’Open Day di I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, che si terrà nel pomeriggio di giovedì 11 giugno 2026. L’evento sarà l’occasione di conoscere più da vicino come funziona il mondo dell’imprenditoria innovativa ed entrare in contatto diretto con I3P, incubatore di livello internazionale che da oltre 25 anni supporta la nascita e lo sviluppo delle startup con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita.


L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire informazioni e indicazioni utili a chi cerca un punto di partenza per un percorso imprenditoriale: potrai ascoltare le esperienze dirette di una startup innovativa incubata in I3P, Theia Sense, e ricevere i suggerimenti concreti dei Business Analyst dell’incubatore, con la presentazione delle migliori opportunità per mettere in campo la tua idea.

L’Open Day I3P 2026 sarà anche l’occasione di approfondire la 22° edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, il concorso regionale che mette in palio premi in denaro e servizi per le migliori nuove proposte di startup. Inoltre, il concorso offre l’opportunità di usufruire di servizi gratuiti di orientamento e consulenza nell’ambito dei progetti CTE NEXT 2.0 e Living Lab ToMove della Città di Torino, nonché di scoprire come beneficiare dei servizi di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Al termine dell’evento, una volta concluse le presentazioni sul palco, per i partecipanti si apriranno gli incontri gratuiti one-to-one con i tutor dell’Incubatore, in cui potersi confrontare e ricevere indicazioni pratiche sui primi passi da compiere per un’avventura imprenditoriale di successo.

Come partecipare

L’evento si terrà giovedì 11 giugno alle ore 15:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

Per partecipare all’Open Day I3P 2026 è necessario iscriversi gratuitamente su Eventbrite: registrati all’evento entro le ore 13:00 di martedì 9 giugno! Nel caso in cui non riuscissi a presenziare ma avessi comunque piacere di incontrare i tutor I3P per confrontarti sulla tua idea d’impresa in una data successiva, contatta l’incubatore e sarà possibile organizzare un appuntamento dedicato.

Programma

  • Ore 15:00 | Accoglienza dei partecipanti
  • Ore 15:10 | Saluti di benvenuto – Giuseppe Scellato, Presidente di I3P
  • Ore 15:15 | Presentazione dell’incubatore e delle sue attività nell’ecosistema startup – Enrico Ghia, Responsabile Operativo di I3P
  • Ore 15:30 | Punti di partenza per lanciare la tua idea innovativa: Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 e i servizi offerti dai partner del concorso – Martina Fiorin, Senior Consultant & Acceleration Programs Project Manager di I3P
  • Ore 15:50 | Testimonianza di una startup incubata in I3P – Alberto Rovera, Co-Founder & CEO di Theia Sense
  • Ore 16:00 | Conclusione dell’evento e apertura degli incontri one-to-one con i tutor I3P per sottoporre la propria idea d’impresa e valutarne le potenzialità

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile scrivere all’indirizzo email eventi@i3p.it, mentre per rimanere aggiornati sulle novità di I3P è possibile seguirne i canali social, come LinkedInFacebookInstagram YouTube, oppure iscriversi alla sua newsletter email settimanale gratuita.

Competenze nel Terzo Settore. Il nuovo Report 2026 dell’Osservatorio Job4Good

È pubblicata la settima edizione del Report annuale dell’Osservatorio Job4Good, Competenze nel Terzo Settore 2026. La ricerca analizza il triennio 2023–2025 attraverso 5.275 posizioni di lavoro pubblicate sulla piattaforma da 1.057 organizzazioni del nonprofit italiano, per un totale di 9.049 menzioni professionali. La metodologia si basa su dati comportamentali — ciò che gli enti scrivono negli annunci quando assumono — e non su questionari di percezione: una scelta che permette di leggere la domanda reale del settore.


Cinque dati emergono dal triennio:

1. Fundraising e Project Management guidano il 2025. Il Fundraising è la prima area per peso con il 12,20% delle menzioni e una crescita continua nel triennio (11,55% nel 2023, 11,84% nel 2024, 12,20% nel 2025). Il Project Management è la seconda area con il 11,69% e registra la crescita più netta del periodo: +2,01 punti percentuali nel solo 2025. Insieme valgono quasi un quarto delle menzioni del 2025.

2. La cooperazione internazionale perde il primato. L’area “Cooperante”, prima per peso nel 2023 con il 13,17%, scende al 7,33% nel 2025. Il dato non indica una contrazione del settore ma una ricomposizione interna della domanda: meno profili sul campo, più figure di coordinamento e rendicontazione.

3. Competenze emergenti: ESG quadruplica, l’IT entra per la prima volta. La Sostenibilità ed ESG passa dallo 0,20% del 2023 allo 0,83% del 2025. L’IT, area inesistente nel 2023, raggiunge lo 0,73% nel 2025. Quote ancora contenute in valore assoluto, ma rilevanti come indicatore di una domanda di competenze che il settore prima non poneva.

4. Le forme contrattuali si regolarizzano, la stabilità no. Nel triennio il tempo determinato cresce dal 28,5% al 35,6%, il co.co.co. scende dal 27,5% al 19,8%, ma il tempo indeterminato resta la quota più piccola del settore: si muove da 7,5% a 7,6% in tre anni. Le forme contrattuali atipiche cedono spazio a forme più strutturate, ma la stabilità di fondo non si sposta.

5. Trasparenza retributiva: cresce, ma resta minoritaria. Nel 2025 il 27,5% delle posizioni include un’informazione economica, contro il 20% del 2023. Il 12,4% delle offerte dichiara esplicitamente la RAL. Il 72,5% resta senza alcuna indicazione economica, a pochi giorni dall’entrata in vigore in Italia della Direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva.

Sul piano territoriale, il Report fotografa una geografia molto concentrata della domanda di lavoro nel Terzo Settore: Milano vale il 36,27% delle posizioni, Roma il 21,10%, Torino il 5,40%, terza piazza italiana del comparto. Il Nord-Ovest concentra complessivamente il 49,9% della domanda.

L’Osservatorio Job4Good è il monitoraggio longitudinale che la piattaforma dedica al mercato del lavoro nel nonprofit italiano. Nato nel 2018, è oggi alla settima edizione e rappresenta una delle poche fonti italiane che leggono il Terzo Settore attraverso i dati della domanda di lavoro, anno dopo anno.

Job4Good è la piattaforma verticale italiana per il lavoro nel Terzo Settore. Startup innovativa e Società Benefit con sede legale a Torino, è parte dell’ecosistema Torino Social Impact dal quale ha contribuito a far emergere il tema della professionalizzazione del lavoro nel nonprofit come questione strategica per il territorio.

Consulta il report

 

Quando Italia e Svezia si incontrarono nel nome dell’economia sociale: la storia di Reves

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Trent’anni fa, dall’incontro tra amministrazioni locali e organizzazioni dell’economia sociale in Italia e Svezia, nasceva REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy. Oggi la rete rappresenta uno dei principali punti di riferimento europei per la promozione di modelli di sviluppo fondati sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese sociali e comunità. Un percorso che continua a rafforzarsi anche attraverso l’ingresso di nuovi territori: nell’ultima Assemblea generale, infatti, è stata approvata l’adesione della Città Metropolitana di Torino, che si aggiunge a Torino Social Impact, membro della rete dal 2019.

L’articolo ripercorre le origini di questa esperienza, raccontando come una visione condivisa tra territori diversi abbia dato vita a un percorso capace di incidere sulle politiche pubbliche europee e di rafforzare il ruolo dell’economia sociale come strumento di coesione territoriale, partecipazione e innovazione sociale.

Articolo di Daria Capitani.

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Bench-Mark | Ep. 108 – Paratissima

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, cultura e creatività non sono elementi accessori dello sviluppo territoriale, ma strumenti capaci di generare inclusione, opportunità e impatto sociale.

In questo nuovo episodio di Bench-Mark incontriamo Cecilia Di Blasi, General Manager di PRS Impresa Sociale, e Matteo Scavetta, Project Manager di PRS, la realtà che gestisce Paratissima.

Nata nel 2005 come manifestazione dedicata agli artisti emergenti, Paratissima si è evoluta negli anni in una piattaforma culturale capace di accompagnare la crescita professionale di artisti e operatori culturali, attivare reti tra soggetti pubblici e privati e contribuire alla rigenerazione dei territori attraverso la cultura.

Un dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea, sulle opportunità per le nuove generazioni creative e sulla capacità della cultura di produrre valore sociale oltre i confini della città.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.