Lunedì 15 giugno, negli spazi di Urban Lab Torino, si è tenuto l’incontro della Comunità di pratica Economia Circolare, dal titolo “From Impact to Net Zero: il ruolo dell’economia sociale e circolare nella transizione climatica”.
L’appuntamento — organizzato insieme alla Città di Torino, NetZeroCities e Fondazione Piemonte Innova — ha approfondito le strategie del Comune per accompagnare il territorio verso la neutralità climatica, con un focus sul ruolo che imprese, enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e startup possono assumere come co-protagonisti di una trasformazione sistemica, territoriale e condivisa.
Al centro dell’incontro il Climate City Contract, lo strumento attraverso cui Torino partecipa alla Missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030, promossa dalla Commissione Europea per sostenere 100 città pilota nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.
Il piano della città parte da un anno base, il 2019, e da un obiettivo molto preciso: ridurre dell’85,2% le emissioni di CO2 entro il 2030, intervenendo su un volume complessivo di 2.396.907 tonnellate. Il percorso si articola in 31 azioni strategiche, di cui 27 dedicate alla riduzione diretta delle emissioni e 4 all’assorbimento.
Le azioni prioritarie sono organizzate intorno ad alcune macro-aree: edifici ed energia, mobilità e trasporti, rifiuti ed economia circolare, infrastrutture verdi e nature-based solutions. Tra i progetti già avviati rientrano EfficienTO, il piano di efficientamento energetico degli immobili comunali sviluppato in partenariato pubblico-privato con Iren; lo Sportello CACER, a supporto delle Comunità Energetiche Rinnovabili; la realizzazione della Linea 2 della metropolitana; il rinnovo della flotta del trasporto pubblico locale con nuovi autobus elettrici; gli interventi su parchi, boschi collinari, sponde fluviali e alberate urbane.
Una parte dell’incontro è stata dedicata al ruolo dell’economia circolare, con particolare attenzione alle opportunità per le organizzazioni del territorio di contribuire alla riduzione delle emissioni attraverso modelli di riuso, riciclo, eco-progettazione e gestione più efficiente delle risorse.
Il Climate City Contract non è un bando, né un obbligo normativo o una certificazione burocratica. È un impegno volontario, concreto e verificabile, aperto alle realtà che realizzano progetti sul territorio del Comune di Torino: azioni già realizzate a partire dal 2019, attività in corso o interventi da attuare entro il 2030.
In questo percorso, Fondazione Piemonte Innova cura il processo di labelling e la gestione delle opportunità di partecipazione al Climate City Contract, supportando le realtà interessate nelle diverse modalità di adesione.
Le organizzazioni possono aderire attraverso due livelli di coinvolgimento, collegati al marchio Torino Green Light Member, per chi realizza azioni di riduzione delle emissioni anche quando l’impatto non è ancora direttamente quantificato secondo metodologie standard; Partner, per chi presenta azioni già quantificate o quantificabili attraverso dati tecnici utili alla valutazione.
I dati raccolti saranno inseriti nella piattaforma CLICC, sviluppata dal Politecnico di Torino e abilitata dall’Energy Center, e dovranno essere completi, coerenti e verificabili. Accanto agli interventi più infrastrutturali, vengono valorizzate anche azioni come software di ottimizzazione energetica, attività di formazione e informazione ambientale rivolte a dipendenti, cittadinanza e pubblici di riferimento.
Durante l’incontro sono stati presentati anche alcuni casi di studio, pensati come esempi concreti di come l’economia circolare possa essere applicata in contesti diversi: dall’installazione di erogatori di acqua filtrata per ridurre l’uso di plastica, al noleggio operativo di dispositivi ricondizionati per diminuire i rifiuti elettronici, fino al recupero e alla redistribuzione del cibo avanzato dagli eventi attraverso accordi tra realtà del terzo settore e distributori locali.
La giornata si è conclusa con il workshop “Simula il tuo Climate City Action”, durante il quale le organizzazioni partecipanti, divise in tavoli di lavoro, hanno sperimentato la costruzione di possibili progetti pilota. La simulazione ha ricalcato i passaggi della candidatura reale: descrizione tecnica dell’azione, individuazione della macro-area di riferimento, definizione di tempi e investimenti, analisi dei co-benefici e valutazione dell’impatto atteso.
Dalla restituzione finale sono emersi alcuni ambiti di lavoro particolarmente rilevanti per il territorio, tra cui verde urbano, riuso, efficientamento energetico e innovazione tecnologica. Un confronto che ha confermato il potenziale della Comunità di pratica come spazio di apprendimento e attivazione collettiva, capace di mettere in dialogo imprese, istituzioni e realtà dell’economia sociale per contribuire in modo concreto alla transizione climatica della città.
Più lette

Business, Social, One Vision 23 Settembre 2025 




