Fondata nel 1996 per promuovere la collaborazione tra autorità regionali e locali e organizzazioni dell’economia sociale e solidale, REVES rappresenta oggi uno dei principali spazi europei di confronto sui modelli di sviluppo territoriale fondati sulla partecipazione, la coesione sociale e la cooperazione tra istituzioni pubbliche e società civile. Da trent’anni la rete riunisce città, regioni, organizzazioni dell’economia sociale e attori della società civile impegnati nella costruzione di comunità più inclusive, democratiche e sostenibili.

Dal 27 al 29 maggio 2026 la città di Östersund, in Svezia, ha ospitato i REVES Days 2026, l’appuntamento annuale della rete europea REVES – European Network of Cities and Regions for the Social Economy, organizzato in collaborazione con la Regione Jämtland Härjedalen e dedicato quest’anno anche al trentesimo anniversario della rete.

L’edizione 2026 ha confermato la centralità di un tema che ha attraversato l’intero programma: il valore delle partnership, sia all’interno dei territori sia tra territori diversi, come leva per affrontare le grandi sfide economiche, sociali e democratiche che l’Europa si trova oggi ad affrontare. In un contesto caratterizzato da crescenti disuguaglianze, transizioni economiche e ambientali e tensioni geopolitiche, la capacità di costruire alleanze stabili tra istituzioni, organizzazioni e cittadini è stata indicata come una condizione essenziale per generare sviluppo sostenibile e fiducia nelle comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata al dibattito sul futuro delle politiche europee e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea. Numerosi interventi hanno evidenziato l’importanza di mantenere un ruolo forte delle regioni e delle autorità locali nella definizione e nell’attuazione delle politiche e degli investimenti europei, sottolineando come questa sia non soltanto una questione di governance, ma anche di efficacia delle politiche pubbliche, qualità democratica e fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Brigitte Fellahi-Brognaux, responsabile dell’Unità “Inclusive and Social Entrepreneurship” della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione Europea, ha presentato un quadro delle prospettive dell’economia sociale nelle strategie europee, richiamando il percorso avviato con il Social Economy Action Plan del 2021. Nel suo intervento ha evidenziato anche l’attenzione delle istituzioni europee per gli ecosistemi territoriali nei quali l’economia sociale si sviluppa e genera impatto, riconoscendo il ruolo dei territori come luoghi privilegiati per promuovere innovazione sociale, inclusione e sviluppo sostenibile.

Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe, ha ribadito come sia soprattutto a livello locale che l’economia sociale esprima la propria capacità trasformativa. Le comunità locali, le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni dell’economia sociale sono state indicate come i protagonisti quotidiani della costruzione di una società più coesa e inclusiva, capace di guardare al lungo periodo. In questo quadro resta alta la preoccupazione rispetto al futuro bilancio europeo, dove non sono sufficientemente chiari e strutturati  strumenti e prospettive di sostegno per l’economia sociale.

Torino è stata protagonista della sessione maggiormente dedicata alla sfide dello sviluppo dell’economia sociale nelle aree metropolitane, che ha riunito esperienze provenienti da Torino, Amburgo e Östersund. 

Nel corso del confronto, Sonia Cambursano, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, ha illustrato il percorso che ha portato alla costruzione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Raffaella Scalisi, Strategic Advisor di Torino Social Impact, ha approfondito il tema delle partnership territoriali come infrastruttura strategica per rendere efficaci le politiche di economia sociale nel lungo periodo. Il suo intervento si è concentrato sulle condizioni necessarie per costruire partenariati ampi e diversificati e sugli elementi che consentono di mantenerli attivi nel tempo. La riflessione ha evidenziato come la capacità di produrre valore per tutti i soggetti coinvolti rappresenta fattori essenziali per garantire la tenuta e l’efficacia delle strategie territoriali. 

Giovanni Ferrero, rappresentante della Città di Torino, ha infine affrontato il tema del coinvolgimento dell’economia sociale nella costruzione di una visione per le aree urbane, con particolare riferimento alle periferie e alle zone periurbane. L’intervento ha posto l’attenzione sulle sfide legate all’inclusione degli attori dell’economia sociale nei processi di pianificazione territoriale e sulla necessità di valorizzarne il contributo nella definizione di strategie di sviluppo capaci di coniugare rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione delle comunità.

Nel corso dei REVES Days si è svolta anche l’Assemblea generale della rete. Torino Social Impact, membro attivo di REVES da diversi anni, ha partecipato ai lavori che hanno portato all’approvazione dell’ingresso della Città Metropolitana di Torino tra i soci della rete, rafforzando ulteriormente il legame del territorio torinese con uno dei principali network europei dedicati alla collaborazione tra istituzioni pubbliche ed economia sociale.

A trent’anni dalla sua fondazione, REVES continua così a rappresentare un punto di riferimento per tutti i territori europei che considerano le partnership, la partecipazione e l’economia sociale strumenti fondamentali per costruire comunità più resilienti, inclusive e democratiche.