Appuntamento al Salone del Libro di Torino con “Il pendolo dell’algoritmo”

Amapola partecipa all’evento di Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, per la presentazione del volume di FrancoAngeli.


Venerdì 15 maggio, dalle 18.15 alle 19.15, Polisophia, la Community dell’Innovazione Responsabile, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso il Lingotto, Galleria Visitatori, Sala Avorio, con un incontro dedicato al volume “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale”, pubblicato da FrancoAngeli e curato da Ruben Razzante, fondatore della Community e Professore di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma.

Presente all’incontro anche Amapola, con il partner Sergio Vazzoler, che interverrà all’appuntamento insieme a Razzante, Mario di Giulio, Partner di Pavia e Ansaldo, e Maria Chiara Vola, Head of AI di Synergie Italia. L’incontro, realizzato in collaborazione con FrancoAngeli, si inserisce anche nel percorso celebrativo per i 70 anni della casa editrice. I posti sono disponibili senza prenotazione.

Una community per l’innovazione responsabile

Polisophia è una piattaforma di dialogo multidisciplinare che riunisce imprese, istituzioni, professioni, mondo accademico e società civile per interrogarsi sulle traiettorie dello sviluppo tecnologico e contribuire a orientarlo verso il bene comune. Al centro del primo anno di lavoro della Community, il tema dell’Intelligenza Artificiale: un cambiamento culturale, economico e sociale che sta già trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e costruiamo relazioni. Per questo, oggi più che mai, servono spazi di confronto capaci di tenere insieme competenze diverse, responsabilità pubblica e attenzione all’impatto sulle persone.

Un volume per leggere l’AI da più prospettive

Il pendolo dell’algoritmo rappresenta il primo lavoro collettivo nato all’interno di Polisophia e propone una lettura plurale dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è superare visioni frammentate o puramente tecniche, per mettere a fuoco le implicazioni culturali, giuridiche, economiche e sociali dell’AI.

Questo approccio appare particolarmente rilevante in una fase in cui l’innovazione tecnologica accelera e richiede nuove forme di governance, nuove competenze e una maggiore consapevolezza collettiva. Parlare di AI significa infatti interrogarsi non solo sugli strumenti disponibili, ma anche sui criteri con cui vengono progettati, adottati e regolati.

Innovazione, relazioni e impatto

L’appuntamento torinese del 15 maggio sarà quindi un’occasione per riflettere sull’AI a partire da una domanda centrale: come possiamo governare il cambiamento tecnologico senza perdere di vista la qualità delle relazioni, la tutela dei diritti e l’impatto sulle persone?

In questa direzione, il confronto promosso da Polisophia si intreccia con alcuni temi chiave per Torino Social Impact: l’innovazione come processo collettivo, la responsabilità come criterio di sviluppo, la costruzione di alleanze tra soggetti diversi e la capacità di generare valore sociale oltre che economico.

Il Salone del Libro diventa così uno spazio ideale per portare il dibattito sull’Intelligenza Artificiale fuori dai soli ambiti tecnici e dentro una conversazione più ampia, culturale e civica. Perché il futuro dell’innovazione non dipende solo dagli strumenti che sapremo sviluppare, ma anche dalle domande che saremo capaci di porci insieme.

La città che risuona: quando lo spazio urbano diventa aula con Heimat Academy

C’è un’idea di educazione che non accetta di restare chiusa tra quattro mura. È un’idea che preferisce scendere in strada, abitare le piazze e trasformare il rumore del traffico in un battito condiviso. È il cuore pulsante di Heimat Academy, l’anima educativa di Heimat Srl, che ha deciso di guardare alla città non solo come a una mappa di strade, ma come a un immenso laboratorio a cielo aperto per bambini, bambine e adolescenti.


Ma cosa significa, in concreto, fare “educazione informale” tra i palazzi e i parchi?

Il corpo: il primo (e unico) strumento necessario

Il segreto di Heimat Academy sta in una pratica tanto antica quanto immediata: la body percussion. Qui non servono spartiti complessi, né strumenti costosi: il corpo diventa tamburo, cassa e ritmo.

È una scelta pedagogica potente perché azzera le distanze. In un cerchio di body percussion non esistono barriere linguistiche: se c’è il ritmo, c’è comunicazione. È un linguaggio universale che permette a chiunque di partecipare istantaneamente, trasformando l’individuo in parte di un’armonia collettiva.

Esplorazioni urbane e “passeggiate musicali”

L’approccio di Heimat non si limita al gesto musicale, ma diventa un modo nuovo di abitare il territorio. I laboratori sono vere e proprie immersioni urbane:

  • Passeggiate musicali: per allenare l’orecchio a riscoprire i suoni nascosti e l’identità sonora della propria città.

  • Workshop partecipativi: spazi dove il gioco e l’ascolto si fondono per abbattere i muri della timidezza.

  • Attività di gruppo: per imparare che la relazione con l’altr* è la nota fondamentale di ogni convivenza civile.

Un’estate a ritmo di gioco: l’appuntamento al Parco del Valentino

Il 2026 segna un capitolo speciale in questo racconto. Heimat Academy entra nel palinsesto de La Bella Stagione — l’iniziativa promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo — con il progetto: “La città è un gioco (di suoni)”.

L’appuntamento è tra i viali e il verde del Parco del Valentino. Qui, i gruppi dei centri estivi non saranno semplici spettatori, ma protagonisti di un’esperienza che trasforma l’incontro casuale in cittadinanza attiva.
È un modo per dire ai più giovani che lo spazio pubblico appartiene a loro e che hanno il potere di riempirlo di significato, di creatività e, naturalmente, di musica.

Vuoi attivare un progetto con Heimat Academy?

Crediamo fermamente che le idee migliori nascano dall’incontro tra le persone e dalla condivisione di visioni comuni. Se lavori in una scuola, in un ente culturale o in una realtà del territorio e pensi che insieme possa nascere qualcosa di significativo per la tua comunità, non esitare a scriverci.

Contattaci: heimat.torino@gmail.com

Insieme possiamo continuare a rafforzare il dialogo tra cultura, educazione e territorio, promuovendo modelli di partecipazione che facciano davvero la differenza.

Dalle PR alla GEO: metodi e strumenti per posizionarsi sui media

Per chi si cimenta nella creazione e nello sviluppo di una nuova impresa innovativa, prima o poi arriva – talvolta con rapidità inattesa – la necessità o l’occasione di confrontarsi con il mondo dei media, interagendo con canali di comunicazione e attori del settore per proporre contenuti, ricevere spazi, valutare coinvolgimenti o gestire richieste di approfondimento. In poche parole, per essere presenti sulla scena pubblica e per esserlo al proprio meglio, dando la giusta visibilità alle prospettive del progetto e del team che lo sta realizzando.


Con l’obiettivo di supportare startupper e innovatori su questo fronte operativo, l’Incubatore del Politecnico di Torino (I3P) e l’agenzia di comunicazione Press Play hanno organizzato un workshop di formazione interattiva in materia di posizionamento imprenditoriale sui media. Nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio 2026, alle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà di I3P a Torino, gli esperti di Press Play – Alessandro Tibaldeschi, CEO dell’agenzia, e Cecilia Bricchi, PR Director – guideranno le giovani imprese in un’esplorazione delle strategie di posizionamento nel panorama mediale odierno.

Tra i temi in scaletta: chi sono i giornalisti e con quali criteri definiscono cosa costituisce una notizia, come si compone un comunicato stampa e qual è il suo destino, in che modo ci si può preparare per un’intervista e come si valorizza un messaggio, quali sono le best practice della comunicazione non verbale, che opportunità offre la Generative Engine Optimization (GEO) nell’era dell’AI e come adottarla a vantaggio della propria impresa.

L’evento fa parte di “Learn & Jump”, la serie di workshop e masterclass organizzati da I3P per offrire occasioni di incontro con realtà d’eccellenza, formazione specialistica avanzata e confronto tematico su più verticali al proprio network di startup e PMI innovative.

Come partecipare

Il workshop si terrà mercoledì 13 maggio 2026, dalle ore 17:00 in presenza nella Sala Agorà dell’incubatore I3P, situato all’interno del Campus del Politecnico di Torino e accessibile da due diversi ingressi pedonali: in corso Castelfidardo 30/A e in via Borsellino 53/N.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 17:00 | Accoglienza e registrazione del pubblico

Ore 17:10 | Saluti di benvenuto – Lorenzo Valle, Senior Communications Manager di I3P

Ore 17:15 | Il rapporto con i media: chi sono i giornalisti e come si costruisce una notizia – Alessandro Tibaldeschi, CEO di Press Play

Ore 17:45 | Il posizionamento strategico e le nuove opportunità della GEO – Cecilia Bricchi, PR Director di Press Play

Ore 18:15 | Sessione Q&A con il pubblico in sala

Ore 18:30 | Conclusioni

Relatori

Alessandro Tibaldeschi è un imprenditore ed esperto di comunicazione, fondatore e CEO dell’agenzia di PR Press Play, con sedi a Milano, Roma e Madrid. Si occupa di consulenza strategica, crisis management e Inbound & GEO PR per startup e multinazionali; la sua attività si concentra su settori come green economy, innovazione e lifestyle.

Cecilia Bricchi è PR Director dell’agenzia di pubbliche relazioni Press Play, dove guida e supervisiona i team PR delle tre practice Corporate & Tech, Lifestyle, Green. Con un’esperienza maturata in agenzie internazionali, si occupa di strategia PR, media e influencer relations e brand reputation, coordinando progetti di comunicazione su misura e percorsi di posizionamento volti a generare visibilità e valore reputazionale.

Needle Festival 2026

In Canavese arriva la prima edizione del Needle Festival: un evento solidale nato con un duplice obiettivo. Da un lato poter valorizzare il territorio canavesano creando uno spazio di incontro, condivisione e partecipazione, dall’altra creare un’occasione dover poter parlare di cooperazione internazionale, e più nello specifico di Sud Sudan.


In due giornate si alternano concerti dal vivo, talk su temi globali e attività sportive, affiancati da momenti conviviali con aperitivi e cena.

Venerdì 15 maggio si apre con una cena preparata direttamente dalla pro loco di Barone Canavese. La serata prosegue con l’opening live degli Ask The Dust e culmina con il concerto della Nick Mantovan Band, spaziando nelle diverse sfaccettature della storia del rock and roll.

Sabato 16 maggio il programma si amplia con una proposta variegata che intreccia momenti di confronto e attività sportive. La giornata inizia con talk di approfondimento su temi internazionali, tra cui il ruolo della Cina in Africa e le dinamiche legate a guerre, clima e migrazioni con focus sul Sud Sudan.

La mattinata termina con una pranzo solidale organizzato dall’associazione Lunelaut: una realtà piemontese che vuole accompagnare persone affette da autismo o da altre disabilità verso una vita soddisfacente e dotata di senso. Avremo quindi modo di assaggiare le loro creazioni e la loro pasta fresca. Il pomeriggio prosegue con la terza edizione dell’Hill Trail Canavese con due percorsi: uno dedicato ad una corsa di circa 12 km e una camminata di circa 5 km. La giornata si conclude con momenti di socialità, cena condivisa e il concerto finale dei Bolena.

I proventi dell’evento saranno destinati a sostenere i progetti solidali dell’associazione Needle a favore del Sud Sudan, promuovendo consapevolezza e impegno concreto.

@associazione.needle

@needlefestival

È aperta la call per partecipare alla Scuola di Montagna 2026

La Scuola di Montagna delle Alte Valli torna con la sua quinta edizione e compie un passo nuovo: per la prima volta diventa transfrontaliera, con tre residenze tra Italia e Francia previste tra il 2026 e il 2027.


L’iniziativa nasce per accompagnare chi vuole costruire un progetto di vita e lavoro nelle Terre Alte e si inserisce nel progetto europeo “HV2030 VIVERE – Vivere nelle Alte Valli”, finanziato dal Programma Interreg ALCOTRA. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuovi abitanti e rafforzare l’accesso ai servizi nei territori alpini al confine tra Piemonte, Savoia e Hautes-Alpes.

Negli ultimi anni la Scuola ha già coinvolto oltre 80 partecipanti nelle valli della Città Metropolitana di Torino. Con questa nuova edizione, il progetto si amplia, mettendo in relazione territori e comunità su scala transfrontaliera.

La prima residenza si terrà dal 12 al 14 giugno 2026 tra Val Chisone e Val Germanasca. Si tratta di tre giornate immersive dedicate a persone, gruppi e famiglie interessate a trasferirsi o a consolidare la propria presenza in montagna.

Il programma combina formazione, confronto e scoperta diretta del territorio, affrontando quattro ambiti chiave:

  • il contesto transfrontaliero e le sue opportunità
  • l’abitare, tra mercato immobiliare e incentivi
  • il lavoro, tra impresa, occupazione e smart working
  • i servizi e la comunità, fondamentali per un inserimento sostenibile

Accanto ai contenuti, la Scuola propone un format esperienziale fatto di incontri con esperti e attori locali, laboratori pratici, visite sul campo e momenti di scambio tra partecipanti e comunità.

La partecipazione è gratuita (con vitto e alloggio inclusi) e riservata a un massimo di 20 persone selezionate tramite candidatura. Possono partecipare maggiorenni residenti in Italia o in Francia, motivati a sviluppare un progetto di vita, abitativo o lavorativo nel territorio delle Alte Valli.

La progettazione e realizzazione della residenza sono curate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, secondo il modello Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta, all’interno di un partenariato transfrontaliero guidato dal G.A.L. Escartons e Valli Valdesi.

Le candidature sono aperte fino al 17 maggio 2026 al seguente link.


L’iniziativa è il frutto di un partenariato transfrontaliero, guidato dal capofila GAL Escartons e Valli Valdesi, che unisce:

Italia: Città Metropolitana di Torino, Unione montana Alta Valle Susa.

Francia: Communauté de communes du Briançonnais, Communauté de communes Haute Maurienne Vanoise, Communauté de communes Maurienne Galibier, Communauté de communes Porte de Maurienne, Syndicat du Pays de Maurienne, Communauté de communes du Pays des Écrins.

L’organizzazione e la realizzazione della residenza formativa sono affidate a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale secondo il modello di intervento Vivere in Montagna, con il supporto metodologico e scientifico dell’Università della Valle d’Aosta

Roots2Routes: L’imprenditorialità inclusiva che rigenera le aree rurali tra Italia e Spagna

Refugee Restart lancia una call aperta per candidati e mentor nell’ambito del progetto europeo Roots2Routes. Un’opportunità per trasformare il background migratorio in valore economico e sociale per il territorio.


Nell’attuale scenario economico, l’inclusione è un motore di innovazione sostenibile. Con questa visione, Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia l’avvio di Roots2Routes, un ambizioso programma Erasmus Plus dedicato a chi desidera fare impresa oltre le barriere.

Una risposta concreta ai bisogni dell’ecosistema

Roots2Routes è un programma di incubazione di 5 mesi, completamente gratuito e multilingue, progettato per donne e persone con background migratorio. L’obiettivo è duplice: abbattere gli ostacoli strutturali all’autoimprenditorialità e favorire la rigenerazione delle aree rurali, territori ricchi di potenziale ma spesso ai margini dei flussi di investimento tradizionali.

Il percorso offre:

  • Formazione d’avanguardia: Accesso a strumenti di incubazione digitale basati sull’Intelligenza Artificiale.

  • Competenze pratiche: Masterclass con professionisti del settore.

  • Mentoring su misura: Un accompagnamento individuale per validare il modello di business.

L’appello

Per generare un impatto reale e sistemico, Roots2Routes cerca la collaborazione attiva delle organizzazioni dell’ecosistema Innovazione Sociale. L’invito è rivolto a chiunque desideri contribuire alla diffusione dell’iniziativa in due direzioni:

  1. Scouting di Talenti: Segnalare aspiranti imprenditori/trici che hanno un’idea di business o una startup in fase early-stage da sviluppare in contesti rurali.

  2. Ricerca di Mentor: Coinvolgere manager, imprenditori e professionisti disposti a condividere il proprio know-how per guidare i progetti verso la sostenibilità economica.

Come partecipare

La call per candidati e mentor è aperta fino al 15 maggio. Tutte le realtà interessate sono invitate ad attivare i propri canali (newsletter, social, sportelli informativi) affinchè questa opportunità raggiunga chi può trasformarla in valore per la collettività.

Roots2Routes è un ponte tra il talento individuale e lo sviluppo dei territori. Crediamo che l’imprenditoria migrante sia una leva fondamentale per l’Agenda 2030 e per la resilienza delle nostre aree rurali.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

Per candidature: https://forms.gle/6TPryMftKmGF8nk36

Per prenotare una Info Session, contattaci: info@refugeerestart.com

Insieme, possiamo trasformare le radici del passato nelle rotte del futuro.

Roots2Routes: Il talento non ha confini, l’impresa rigenera il territorio

Di fronte alle sfide demografiche e all’abbandono delle aree rurali, Refugee Restart lancia un programma di incubazione transnazionale con l’obiettivo di trasformare il potenziale di migranti e donne in motori di innovazione economica tra Italia e Spagna.


In un momento storico in cui l’inclusione sociale e la rivitalizzazione dei territori marginali sono al centro dell’agenda europea, nasce una nuova opportunità per chi crede che l’autoimprenditorialità sia la chiave del riscatto. Refugee Restart, in collaborazione con Triple e Rural Bridge, annuncia il lancio di Roots2Routes, un programma di formazione imprenditoriale gratuito che punta a scardinare le barriere sistemiche che troppo spesso frenano il talento di rifugiati, migranti e donne.

L’imprenditorialità come leva di impatto

Finanziato dal fondo europeo Erasmus Plus, Roots2Routes è un ecosistema di rigenerazione. Il focus è chiaro: trasformare il potenziale inespresso in realtà economiche concrete, con un’attenzione particolare alle aree rurali di Italia e Spagna, territori che chiedono a gran voce nuova linfa e idee innovative per contrastare lo spopolamento.

L’inclusione economica è il pilastro su cui poggiano comunità più forti e resilienti. Roots2Routes crea ponti, non solo tra culture, ma tra territori dimenticati e mercati globali.

Un percorso High-Tech e Human-Touch

Il programma si distingue per un approccio ibrido che unisce le frontiere dell’intelligenza artificiale al valore insostituibile della relazione umana. Ai partecipanti viene offerto un percorso di 5 mesi, completamente gratuito, digitale e multilingue, che comprende:

  • Masterclass d’eccellenza: Sessioni con leader del settore per acquisire competenze tecniche di alto livello.

  • Mentoring Personalizzato: Un affiancamento costante per garantire che nessuna visione resti isolata.

  • AI-Powered Incubation: L’accesso a una piattaforma d’avanguardia assistita da intelligenza artificiale per accelerare lo sviluppo del business plan e dei prototipi.

Fare rete per generare valore

Il successo di Roots2Routes dipende anche dalla capacità dell’ecosistema internazionale di fare rete. Refugee Restart invita la propria community a diffondere l’opportunità

  1. Sei un aspirante imprenditore o imprenditrice?  Candidati ora e dai forma alla tua visione.

  2. Sei un professionista? Metti a disposizione la tua esperienza. Diventa un Mentor e accompagna un team verso il successo.

  3. Sei parte di un ente o una rete? Condividi questo articolo: una segnalazione può cambiare la traiettoria di vita di una persona e il futuro di un territorio.

Info e Scadenze

Le candidature sono aperte fino al 15 Maggio.

Area Ex Scotti: pubblicato l’avviso per scegliere il gestore

Sarà un Ente del Terzo Settore a gestire il nuovo polo pubblico dove si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile. 


Un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative, capace di produrre valore per il territorio e di favorire l’aggregazione giovanile e la partecipazione dei cittadini: questo è il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, la caserma in disuso oggetto di un importante e complesso intervento di rigenerazione urbana finanziato tramite il PNRR (5 milioni e 500mila euro di contributo ministeriale e 400mila euro di risorse comunali), che a breve sarà restituito alla città di Chieri quale polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale.

È stato pubblicato in questi giorni l’Avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti (una superficie coperta di circa 1.900 mq. dei complessivi 5.500 mq. dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa 15.000 mq.): l’Avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore (ETS), anche in forma aggregata (ATS-Associazione Temporanea di Scopo), purché in possesso di una consolidata competenza in materia di progettazione e fundraising, nonché di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo settore così individuato saranno assegnati in gestione solo alcuni degli spazi riqualificati, ovvero:

  • il bar/ristorante, che sarà aperto alla cittadinanza;
  • la piazza coperta, destinata ad attività informali e iniziative;
  • la sala polifunzionale, per attività di pubblico spettacolo, conferenze, iniziative pubbliche e attività comunitarie (con 220 posti a sedere oppure 368 in piedi);
  • il desk informativo;
  • un locale a disposizione, per eventuale ampliamento al fine della sostenibilità della gestione.

Il Gestore sarà tenuto a garantire la piena valorizzazione degli spazi, la custodia, la pulizia e il mantenimento del decoro degli stessi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Inoltre, si dovrà fare carico dell’apertura e della chiusura dei locali della “Piazza delle Associazioni” (ovvero gli spazi che ospiteranno le associazioni chieresi e che saranno assegnati attraverso un apposito bando) e della valorizzazione e cura dell’area verde esterna. Il Gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento o miglioramento degli spazi assegnati. Gli spazi saranno assegnati a titolo gratuito, senza il pagamento di un canone/corrispettivo, ma non verranno erogati contributi economici ordinari per la gestione corrente; inoltre, è previsto un contributo di 150mila euro in conto capitale per sostenere l’investimento iniziale di completamento e allestimento dei locali.

In sede di approvazione della variazione del Bilancio comunale sono stati stanziati 580mila euro per la sistemazione dell’area verde esterna.

L’Amministrazione comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso  promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata; di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile; di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata; di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo, mediante l’integrazione tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Questo il cronoprogramma: il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 4 giugno; la consegna del cantiere è prevista entro il mese di giugno; una Commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute; l’Amministrazione comunale avvierà con l’Ente selezionato il percorso di co-progettazione al fine di predisporre il progetto definitivo; infine, sarà stipulata una convenzione per regolare i rapporti tra l’Amministrazione e l’Ente gestore. L’avvio della gestione è previsto entro 6/7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi di allestimento degli spazi assegnati.

Sarà istituita una Cabina di Regia, composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Ente gestore, con il compito di monitorare l’attuazione del progetto, valutare gli esiti delle attività svolte, individuare eventuali criticità, condividere azioni correttive e di miglioramento, al fine di garantire la coerenza del progetto rispetto agli obiettivi e ai bisogni del territorio.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 24:00 del 04/06/2026, mediante invio tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo del Comune protocollo.chieri@pcert.it.

La domanda dovrà essere trasmessa con oggetto: “AVVISO PUBBLICO PER CO-PROGETTAZIONE AREA EX CASERMA SCOTTI – CANDIDATURA PROGETTO PRELIMINARE”

L’Avviso completo e la relativa documentazione sono disponibili sul portale gare del Comune di Chieri.

VITA lancia il “Manifesto del Lavoro Sociale”

VITA ha pubblicato il Manifesto del Lavoro Sociale, un documento collettivo costruito insieme alle 75 organizzazioni del suo Comitato Editoriale, tra cui Torino Social Impact, che mette al centro il valore strutturale del lavoro sociale per la tenuta delle comunità.


Il Manifesto nasce da un’assunzione di fondo netta: il lavoro sociale non è un ambito residuale del welfare, ma una componente strutturale della coesione sociale. Senza le persone che ogni giorno operano nei servizi sociali, educativi e di prossimità, a perdere stabilità non sono solo i sistemi di supporto, ma le comunità nel loro insieme.

Il documento propone quindi una lettura condivisa e politica del ruolo dei social worker, mettendo in evidenza il valore pubblico del loro lavoro e la necessità di riconoscerne pienamente la funzione dentro le trasformazioni sociali in corso.

All’interno di questo percorso, Torino Social Impact ha partecipato alla costruzione del documento insieme alle altre realtà del Comitato Editoriale, contribuendo a rafforzare una visione comune sul ruolo strategico del lavoro sociale nei territori.

A partire dalla pubblicazione del Manifesto, VITA apre inoltre uno spazio di raccolta di storie ed esperienze dirette, con l’obiettivo di dare voce a chi opera quotidianamente nel lavoro sociale e alle ragioni che portano a riconoscerne il valore.

Condividi la tua esperienza

È possibile inviare un contributo a vita@vita.it, scrivendo un breve testo sulla propria esperienza come lavoratrice o lavoratore sociale e sulle motivazioni dell’adesione al Manifesto (indicando nell’oggetto “lavoro sociale”). In alternativa, è possibile inviare un vocale tramite Instagram a @vitanonprofit.

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