Un nuovo punto di riferimento per l’inclusione lavorativa a Torino: Orienta acquisisce Abile Job

Il futuro del lavoro passa dalla capacità di valorizzare ogni talento. È con questa visione che Abile Job, realtà torinese specializzata nell’inserimento lavorativo delle categorie protette, entra a far parte del Gruppo Orienta, una delle principali Agenzie per il Lavoro in Italia e prima del settore ad aver assunto lo status di Società Benefit. 


L’operazione nasce dall’incontro tra due organizzazioni che condividono gli stessi valori: centralità della persona, inclusione, pari opportunità e attenzione alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i servizi dedicati all’inserimento professionale delle persone con disabilità e supportare le aziende nella costruzione di ambienti di lavoro sempre più inclusivi. 

Per il territorio torinese e piemontese si apre così una nuova fase di sviluppo, nella quale l’esperienza maturata da Abile Job nell’inclusione lavorativa potrà contare sulla solidità, sulla rete e sulle competenze di un gruppo che opera da oltre trent’anni nel settore delle risorse umane. 

 Un impatto importante per le aziende torinesi 

Per le imprese, l’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta significa poter contare su un partner ancora più strutturato e specializzato nella gestione del collocamento mirato e dei processi di recruiting delle categorie protette. 

Le aziende potranno accedere a competenze consolidate nella ricerca e selezione di profili qualificati, nella consulenza normativa e nella progettazione di percorsi di inserimento efficaci e sostenibili. Un supporto che va oltre il semplice adempimento degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 e che aiuta le organizzazioni a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita, innovazione e competitività.  

Inoltre, le aziende potranno accedere a percorsi di formazione, consulenza e sensibilizzazione sui temi della Diversity & Inclusion, progettati per supportare manager e team nella costruzione di ambienti di lavoro più accoglienti, accessibili e inclusivi. Un approccio che favorisce la diffusione di una cultura aziendale orientata al rispetto delle differenze, alla valorizzazione delle competenze e al benessere delle persone. 

 Nuove opportunità per candidati e categorie protette 

L’operazione rappresenta una buona notizia anche per candidati e lavoratori del territorio. Grazie alla sinergia tra Abile Job e Orienta, le persone appartenenti alle categorie protette potranno beneficiare di maggiori opportunità professionali, di una rete più ampia di aziende e di servizi dedicati all’orientamento, alla formazione e all’accompagnamento al lavoro. 

Negli anni, Abile Job ha sviluppato un modello innovativo focalizzato sull’ascolto delle esigenze della persona e sulla valorizzazione delle competenze, contribuendo a favorire l’incontro tra talenti e imprese. Oltre 500 persone hanno partecipato ai percorsi sviluppati dalla società, con centinaia di inserimenti lavorativi realizzati direttamente o attraverso aziende partner. 

 Un impegno condiviso per il lavoro inclusivo 

L’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta rappresenta molto più di un’acquisizione. È l’unione di esperienze, competenze e valori che hanno un obiettivo comune: creare un mercato del lavoro più accessibile, inclusivo e capace di riconoscere il valore delle persone. 

Per le aziende di Torino e del Piemonte significa poter contare su un interlocutore sempre più qualificato nella gestione delle politiche di inclusione. Per i candidati significa accedere a nuove opportunità professionali e a percorsi costruiti attorno alle proprie capacità e aspirazioni. 

Una nuova fase di crescita che guarda al futuro del lavoro mettendo al centro ciò che conta davvero: il talento. 

Formazione, lavoro e comunità: quando un corso diventa una seconda possibilità

Sempre più spesso, chi resta ai margini del mercato del lavoro non lo fa per mancanza di volontà, ma per assenza di occasioni reali in grado di fornire una seconda opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.


È in questo contesto che nasce il corso di Giardinaggio Urbano promosso da Orienta che ha coinvolto alcuni ex detenuti della città per fornirgli nuove competenze pratiche e nuove occasioni lavorative.

Si tratta infatti di un’iniziativa che ha saputo coniugare inclusione, competenze e impatto concreto sul territorio. Una seconda occasione costruita su competenze pratiche, accompagnamento e fiducia.

Il corso, realizzato in collaborazione con l’impresa a vocazione sociale Ridaje e finanziato dal fondo Forma.Temp, si è concluso lasciando un segno non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per la comunità circostante.

Da un lato, infatti, i partecipanti hanno acquisito competenze professionali spendibili, utili soprattutto a rimettersi al centro di un progetto di vita e di lavoro. Dall’altro, è stato e sarà fondamentale per la comunità torinese, in quanto si tratta di un investimento sul benessere urbano, sulla cura degli spazi comuni e su un’idea di sviluppo che non esclude, ma integra. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di prendersi cura di luoghi condivisi, trasformandoli in occasioni di incontro e rigenerazione. Ed è proprio qui che la formazione incontra la cittadinanza attiva e diventa uno strumento di coesione sociale.

Il vero plus, poi, è il passaggio dalla formazione all’inserimento lavorativo poiché, al termine del percorso, i partecipanti hanno iniziato un’attività lavorativa con Orienta, occupandosi della cura del verde per alcune aziende. Un risultato non scontato, che dimostra come la formazione possa essere efficace solo quando è pensata fin dall’inizio come parte di un progetto occupazionale più ampio.

Il ruolo di Orienta: oltre l’intermediazione

Per Orienta, l’organizzazione di questo corso conferma una visione che va oltre il semplice incontro tra domanda e offerta di lavoro. Investire in percorsi formativi inclusivi significa assumersi una responsabilità più ampia che accompagna le persone nei momenti di transizione, ne valorizza il potenziale e costruisce opportunità che abbiano effetti duraturi.

L’iniziativa dimostra come l’inclusione, quando è concreta, non resti confinata nei principi, ma si traduca in processi strutturati, collaborazioni territoriali e risultati misurabili. È un modello che invita a riflettere su come la formazione professionale possa diventare uno strumento di politica sociale attiva, capace di generare valore economico e umano allo stesso tempo.