Accessibilità e intersezionalità: pratiche di comunicazione consapevole

Martedì 21 aprile si è svolto l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione di Torino Social Impact, dedicato al tema  della comunicazione accessibile e intersezionale.


L’appuntamento, ospitato negli spazi di Fondazione Time2 e co-organizzato insieme a Fondazione Time2 e Forword, ha rappresentato un momento di confronto e co-progettazione tra organizzazioni dell’ecosistema, con l’obiettivo di condividere approcci e strumenti per una comunicazione ampia e accessibile, più , consapevole e capace di valorizzare le pluralità.

Dopo i saluti introduttivi a cura di Lorena Di Maria per Torino Social Impact, Monica Cerutti ha aperto i lavori proponendo una riflessione sui concetti di accessibilità e intersezionalità, spesso ricondotti a dimensioni esclusivamente tecniche, ma in realtà centrali nella costruzione di narrazioni più eque. In questo senso, è stata evidenziata la necessità di superare logiche di “integrazione”, intesa come inclusione all’interno di un gruppo maggioritario, per adottare invece prospettive che riconoscano e valorizzino la complessità delle diverse identità.

L’intersezionalità è stata affrontata come chiave di lettura capace di restituire la molteplicità delle esperienze individuali, In questo quadro, è stata sottolineata l’importanza di evitare narrazioni semplificanti, come quelle che riducono le persone a vittime da salvare o a figure eroiche, a favore di rappresentazioni più aderenti alla realtà.

Il confronto ha posto l’accento sul ruolo della comunicazione come leva di cambiamento, richiamando la necessità di coinvolgere attivamente i soggetti rappresentati, e adottare un linguaggio consapevole, progettato per la diversità. Un approccio fondato su un sistema di valori che include equità, rispetto, responsabilità e ascolto.

A seguire, Sara Meloni e Chiara Basile hanno  presentato l’esperienza dello spazio OPEN di Fondazione Time2, concepito come ambiente accessibile e aperto alla pluralità. Tra le pratiche condivise, l’introduzione di modalità di presentazione che includono la descrizione della propria presenza fisica nello spazio, con l’obiettivo di rendere più accessibile l’interazione e favorire una relazione più consapevole tra le persone.

È stata inoltre proposta la “ruota del privilegio/potere” come strumento di riflessione per leggere la complessità delle identità e delle posizioni sociali, sottolineando come queste possano essere in parte date e in parte mutevoli nel corso della vita.

Un ulteriore contributo è stato offerto da Marta Bressello di Forword, che ha approfondito il tema dell’accessibilità digitale e del quadro normativo di riferimento, richiamando la Legge Stanca come principale riferimento italiano in materia di accessibilità informatica.

L’intervento ha evidenziato come rendere accessibili i contenuti audiovisivi significhi ampliare concretamente il pubblico, attraverso pratiche progettuali consapevoli: dalla descrizione delle immagini per chi non può vederle, alla corretta strutturazione semantica dei contenuti per garantirne la fruizione tramite screen reader. È stato sottolineato come questi strumenti leggano i contenuti in base alla loro struttura interna e non alla resa visiva, rendendo essenziale un’organizzazione chiara di titoli, testi, immagini e didascalie.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli elementi grafici e ai contenuti digitali: dall’uso del Camel Case negli hashtag per facilitarne la lettura, all’inserimento di sottotitoli nei contenuti audiovisivi, fino alla progettazione di contenuti accessibili fin dalla loro ideazione.

Nel dibattito finale è emersa l’importanza del bilancio sociale come strumento di dialogo tra organizzazioni e stakeholder. È stata sottolineata la necessità di selezionare e rendere accessibili le informazioni più rilevanti in base ai diversi pubblici, superando l’idea di un documento unico e indistinto.

Un tema centrale ha riguardato la dimensione etica della rendicontazione: il bilancio sociale non deve configurarsi come mero adempimento formale o strumento reputazionale, ma come espressione coerente della missione organizzativa, evitando il rischio di pratiche come il disability washing.

In conclusione, è emersa una visione condivisa dell’accessibilità come processo dinamico e situato, da costruire attraverso scelte consapevoli, linguaggi adeguati e il coinvolgimento attivo degli stakeholder. Come emerso nel confronto, è necessario costruire l’accessibilità, non vederla come dato assoluto.

Changemaking: mappe e futuri possibili per l’Italia che cambia

A dieci anni dalla prima mappatura, Ashoka presenta la nuova Mappatura del changemaking in Italia, realizzata insieme all’Università di Torino e a Forwardto.


Il lavoro restituisce un sistema in evoluzione, caratterizzato da una crescente interconnessione tra organizzazioni e individui impegnati nella generazione di impatto sociale.

I risultati saranno al centro di un evento a Torino che, a partire dai principali insight emersi, metterà a confronto attori dell’ecosistema su traiettorie future, sfide condivise e opportunità di collaborazione.

L’incontro prevede anche sessioni partecipative e momenti di networking.

23 aprile 2026, ore 17.00 – Lombroso 16, Torino.

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Formazione, lavoro e comunità: quando un corso diventa una seconda possibilità

Sempre più spesso, chi resta ai margini del mercato del lavoro non lo fa per mancanza di volontà, ma per assenza di occasioni reali in grado di fornire una seconda opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.


È in questo contesto che nasce il corso di Giardinaggio Urbano promosso da Orienta che ha coinvolto alcuni ex detenuti della città per fornirgli nuove competenze pratiche e nuove occasioni lavorative.

Si tratta infatti di un’iniziativa che ha saputo coniugare inclusione, competenze e impatto concreto sul territorio. Una seconda occasione costruita su competenze pratiche, accompagnamento e fiducia.

Il corso, realizzato in collaborazione con l’impresa a vocazione sociale Ridaje e finanziato dal fondo Forma.Temp, si è concluso lasciando un segno non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per la comunità circostante.

Da un lato, infatti, i partecipanti hanno acquisito competenze professionali spendibili, utili soprattutto a rimettersi al centro di un progetto di vita e di lavoro. Dall’altro, è stato e sarà fondamentale per la comunità torinese, in quanto si tratta di un investimento sul benessere urbano, sulla cura degli spazi comuni e su un’idea di sviluppo che non esclude, ma integra. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di prendersi cura di luoghi condivisi, trasformandoli in occasioni di incontro e rigenerazione. Ed è proprio qui che la formazione incontra la cittadinanza attiva e diventa uno strumento di coesione sociale.

Il vero plus, poi, è il passaggio dalla formazione all’inserimento lavorativo poiché, al termine del percorso, i partecipanti hanno iniziato un’attività lavorativa con Orienta, occupandosi della cura del verde per alcune aziende. Un risultato non scontato, che dimostra come la formazione possa essere efficace solo quando è pensata fin dall’inizio come parte di un progetto occupazionale più ampio.

Il ruolo di Orienta: oltre l’intermediazione

Per Orienta, l’organizzazione di questo corso conferma una visione che va oltre il semplice incontro tra domanda e offerta di lavoro. Investire in percorsi formativi inclusivi significa assumersi una responsabilità più ampia che accompagna le persone nei momenti di transizione, ne valorizza il potenziale e costruisce opportunità che abbiano effetti duraturi.

L’iniziativa dimostra come l’inclusione, quando è concreta, non resti confinata nei principi, ma si traduca in processi strutturati, collaborazioni territoriali e risultati misurabili. È un modello che invita a riflettere su come la formazione professionale possa diventare uno strumento di politica sociale attiva, capace di generare valore economico e umano allo stesso tempo.

Buongiorno Polo – Welfare aziendale: lavoro, benessere e competitività nei piani finanziati dalla Regione Piemonte (Webinar, 27 aprile)

Il 27 aprile partecipa al webinar “Buongiorno Polo” sui Piani integrati di welfare e vita e il lavoro della Regione Piemonte, una misura da 8.000.000 € che sostiene progetti di welfare aziendale e territoriale finalizzati a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro, rafforzando al contempo il benessere organizzativo e la competitività delle imprese.


Il Bando finanzia progetti proposti da raggruppamenti di imprese in forma di associazioni temporanee composte da almeno due piccole e medie imprese piemontesi.

Il webinar offrirà un inquadramento strategico sul tema del welfare come leva di innovazione organizzativa e un approfondimento operativo sulle modalità di partecipazione al bando, con il supporto di soggetti esperti a livello territoriale.

Agenda

  • 10:00 – Login e Welcome speech – Marco Martinotti, Polo ICT
  • 10:10 – Focus su progetto DO Impact – Silvana Sanfeliu Giaimo, Fondazione Piemonte Innova
  • 10:15 – Piani integrati di welfare e vita e il lavoro – Alessandra Brogliatto, Consorzio Il Nodo
  • 10:50 – Q&A
  • 11:00 – Fine webinar

Registrati all’evento

Innovare la tradizione – Giornata del Made in Italy

Il 23 aprile 2026 a Torino, Neosyn e Fondazione LINKS promuovono Innovare la tradizione, un evento dedicato al dialogo tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di esplorare come patrimonio culturale, design e saper fare possano diventare leve competitive a livello globale.


L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale delle attività promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per la valorizzazione dell’eccellenza produttiva e dell’ingegno italiano.

Attraverso il confronto tra imprese, creativi e professionisti, l’evento approfondisce il ruolo strategico di settori chiave quali Food & Beverage, Fashion & Design, Cultura e Innovazione, mettendo in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie di sviluppo.

La giornata prevede talk, momenti di networking e un’area espositiva, con la moderazione di MyOrango e la partecipazione di realtà come Canto I, Plastiz, Panacea, Associazione Cuochi Torino e SODAMORE.

Informazioni

  • Data: 23 aprile 2026
  • Orario: 15:00 – 18:00
  • Luogo: Fondazione LINKS, Torino
  • Format: talk, area espositiva, networking
  • Ingresso: gratuito su registrazione

Registrazioni e dettagli disponibili a questo link

Fiorile – Orti & Fiori in mostra 2026: Speciale Rosa

Il 9 e 10 maggio torna a Moncalieri Fiorile – Orti & Fiori in mostra, giunto alla XII edizione, con uno speciale dedicato alla rosa. Per il 2026, la manifestazione cambia sede e si sposta nel cuore storico della città, animando Piazza Vittorio Emanuele II con un allestimento scenografico dedicato al mondo del verde, della cultura e dell’artigianato.


L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi legati al Premio della Rosa Principessa Maria Letizia di Savoia e al Premio Rosa d’Oro, rafforzando il dialogo tra natura, cultura e identità territoriale.

Un mercato d’eccellenza tra natura e cultura

In collaborazione con il Mercato della Terra Slow Food, Fiorile propone una mostra mercato che unisce:

  • vivaisti specializzati
  • produttori agricoli e presìdi Slow Food
  • artigiani e designer

Tra i protagonisti, le rose antiche del Maestro di Giardino Maurizio Feletig, insieme a una selezione di eccellenze del territorio.

L’evento si configura come uno spazio di racconto della stagionalità e della biodiversità, attraverso un programma che intreccia:

  • incontri con esperti
  • attività didattiche
  • workshop e laboratori
  • musica e letture

Un progetto tra sostenibilità e territorio

Fiorile si inserisce nel percorso di valorizzazione del territorio promosso da Moncalieri Città nel Verde e contribuisce alla narrazione del sistema delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese, riconosciuto Riserva MAB UNESCO nel 2016.

Un format che unisce politiche ambientali e culturali, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, buone pratiche e partecipazione attiva.

Dichiara l’Assessora Antonella Parigi:

“Il Premio della rosa e Fiorile sono due momenti importanti della programmazione culturale di Moncalieri. In particolare quest’anno abbiamo voluto dare risalto al Premio della rosa, che ci permette di creare un legame fondamentale con la storia, il castello di Moncalieri e il territorio con la sua tradizione florovivaistica. La Principessa Maria Letizia di Savoia rappresenta una figura d’ispirazione straordinaria capace di trasformare il passato in patrimonio del futuro. Proprio per questo abbiamo aggiunto una sezione al Premio della rosa, Il Premio della rosa d’oro, dedicato a una donna che nella contemporaneità si sia dedicata a sostenere altre donne”.

Le principali attività

Tra i momenti più significativi del programma:

  • Incontri e presentazioni editoriali dedicate al verde, al territorio e alla sostenibilità
  • Laboratori e attività per bambini e famiglie, con focus su biodiversità e impollinatori
  • Workshop tematici, tra cui corsi floreali e ricamo creativo
  • Reading e performance, tra cui ANIMA_L / narrazioni vegetali a cura di Linda Messerklinger
  • Degustazioni e slow drink, con cocktail botanici e prodotti locali
  • Musica dal vivo, con interventi di Anton Gerasymov e Rania Khazour

La novità 2026: attività outdoor al Bosco del Re

Tra le principali novità dell’edizione, il coinvolgimento del Bosco del Re, dove sarà allestito uno Sport Camp a cura di Agricampus del Cammino delle Colline Torinesi.

Durante il weekend saranno proposte:

  • passeggiate immersive
  • lezioni di Nordic Walking
  • percorsi di escursionismo
  • tiro con l’arco

Focus: didattica e sostenibilità

Ampio spazio sarà dedicato alla divulgazione ambientale, con attività curate da realtà come Beesù e gli Impollinatori Metropolitani.

Tra i laboratori:

  • “Al profumo di rosa”, per la creazione di cialde in cera d’api
  • attività educative sugli ecosistemi e il ruolo delle api

Esperienze tra gusto e convivialità

Il programma include momenti dedicati al cibo e alla cultura del gusto:

  • pause degustative in collaborazione con La Cadrega e Slow Food
  • slow drink, con cocktail botanici guidati da Marco Gramaglia e Roberto Sambo
  • aperitivo botanico “Flower Gin” presso il Giardino delle Rose

Programma

Sabato 9 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 10:30 – Inaugurazione Sport Camp (Bosco del Re)
  • 11:00 – Corso pratico “Mamma ti faccio un mazzo così di rose”
  • 11:30 – Presentazione libro La fatica non fa rumore – Gabriele Scapola
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Anton Gerasymov
  • 13:00 – Pausa degustativa (La Cadrega e Slow Food)
  • 14:30 – Incontro “Roseti e giardini storici”
  • 15:30 – Laboratorio Beesù “Al profumo di rosa”
  • 16:00 – Slow drink: cocktail botanici
  • 17:00 – Reading ANIMA_L – Linda Messerklinger
  • 18:00 – Aperitivo botanico “Flower Gin”

Domenica 10 maggio

  • 10:00 – Apertura manifestazione
  • 11:00 – Corso pratico floreale
  • 11:30 – Presentazione guida Superga e i suoi sentieri – Claudio Baldi
  • 12:30 – Intermezzi musicali – Rania Khazour
  • 13:00 – Pausa degustativa
  • 15:30 – Corso di ricamo creativo
  • 18:00 – Saluti di chiusura

Una festa per la città

Fiorile si conferma un appuntamento dedicato alla comunità, capace di coinvolgere adulti e bambini in un’esperienza che unisce creatività, natura e cultura.

Un evento che valorizza il territorio e le sue eccellenze, promuovendo una visione sostenibile e condivisa dello spazio urbano.

San Salvario ha un cuore verde

Torna a Torino “San Salvario ha un cuore verde”, la manifestazione che trasforma il viale centrale del quartiere in un giardino urbano dedicato a sostenibilità, cultura e partecipazione. L’edizione 2026 si presenta in una veste speciale, inserendosi nel programma OFF del Salone Internazionale del Libro.


Sabato 16 e domenica 17 maggio, dalle 10 alle 19, l’iniziativa si svilupperà lungo un asse urbano che collega Piazza Carlo Felice, Corso Marconi e Lingotto, con un filo conduttore simbolico e fisico: la Metropolitana 1, che unisce le diverse sedi dell’evento (Porta Nuova, Marconi, Lingotto).

Sotto gli alberi secolari di Corso Marconi, associazioni, vivaisti, artigiani e produttori sostenibili daranno vita a uno spazio condiviso dove ambiente, arte e letteratura si incontrano. Il percorso pedonale — da via Nizza a via Madama Cristina — valorizza il ruolo storico del viale come connessione tra la stazione Porta Nuova, il Parco del Valentino e il fiume Po.

Tra le principali novità dell’edizione 2026, il dialogo tra botanica e letteratura: gli stand dei vivaisti ospiteranno scrittori e scrittrici per incontri, presentazioni e firmacopie, creando occasioni di scambio tra saperi e pubblici diversi.

Il programma include:

  • incontri con autori e autrici del Salone OFF
  • workshop e attività didattiche per adulti e bambini
  • performance artistiche e reading
  • passeggiate letterarie nel quartiere
  • installazioni e lezioni botaniche

Accanto alla mostra mercato di piante, prodotti agricoli e artigianali, saranno presenti numerose associazioni del Terzo Settore impegnate su temi ambientali, culturali e sociali, contribuendo a rafforzare il carattere inclusivo e partecipativo dell’iniziativa.

Tra i luoghi coinvolti:

  • i Giardini Sambuy, con il Gazebo Forbito dedicato a incontri editoriali
  • Corso Marconi, cuore della manifestazione
  • la Metro Linea 1, che ospiterà performance e interventi artistici itineranti

L’evento promuove anche la mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con GTT e alla presenza di Green Point nelle principali fermate, oltre a servizi come il minibus Star.

San Salvario ha un cuore verde si conferma così un progetto di rigenerazione urbana e culturale, capace di attivare comunità, valorizzare lo spazio pubblico e intrecciare sostenibilità ambientale e produzione culturale.

Maggiori informazioni

Associazione Giardino forbito ETS

L’associazione Giardino forbito ETS, costituita nel 2015, è un format ideato per rigenerare gli spazi urbani ed extraurbani con strumenti innovativi e di impatto, individuare e trasformare in spazi/serre polifunzionali luoghi abbandonati o in degrado con proposte culturali e multidisciplinari, accompagnare alla transizione ecologica e ambientale, al pensiero circolare e sostenibile. Gli anni di attività hanno così creato una comunità attorno ai temi della consapevolezza e delle buone pratiche, un sistema volto allo scambio di esperienze e reciprocità. L’obiettivo di Giardino forbito è coniugare il verde, la sostenibilità e la cultura tramite la realizzazione di contesti polifunzionali, multidisciplinari e interculturali nel cuore delle città. Un progetto di benessere collettivo studiato per riqualificare aree urbane ed extraurbane con allestimenti adattati al contesto e che generino sinergia con le realtà circostanti già esistenti.

Via Baltea, dove le differenze costruiscono comunità

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza della cooperativa Sumisura e del community hub di via Baltea 3, uno spazio nato nel cuore di Barriera di Milano per promuovere accessibilità, partecipazione attiva e costruzione di comunità.

Un modello che intreccia rigenerazione urbana, inclusione sociale ed economia circolare solidale, mettendo al centro le persone, le relazioni e la valorizzazione delle differenze come leva per generare nuove forme di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Futura News

A Torino il Bootcamp di Good Loop: AI per il Terzo Settore

Il 16 aprile si terrà a Torino, negli spazi di ESCP Business School – Turin Campus (via Andrea Doria 27), il Bootcamp di Good Loop, evento realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e dedicato alle organizzazioni del Terzo Settore interessate a comprendere e sperimentare le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Good Loop è il programma nazionale di formazione gratuito promosso da Cariplo Factory, erogato in modalità prevalentemente online e realizzato con l’obiettivo di accompagnare le organizzazioni in un percorso che unisce visione strategica e applicazione concreta delle tecnologie AI.

Il Bootcamp di Torino sarà l’occasione per incontrare dal vivo promotori del progetto, esperti sul tema e altre realtà partecipanti. Il programma prevede:

  • 13:30 – 14:00 | Registrazione e welcome coffee
  • 14:00 – 17:30 | Bootcamp Good Loop: sessione dedicata a scoprire, attraverso esempi concreti, come l’Intelligenza Artificiale può trasformare il Terzo Settore. Si parlerà di impatto sociale, regole e rischi legati all’AI, agenti creati con Microsoft Copilot Studio e principi etici per un uso responsabile della tecnologia.

L’evento si propone quindi come uno spazio di apprendimento e networking per chi vuole capire come l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento concreto per rafforzare l’impatto delle organizzazioni sociali.

Scarica il programma completo

La partecipazione al Bootcamp è gratuita, ma i posti sono limitati: l’iscrizione viene considerata come pre-adesione in lista d’attesa.

Registrati qui

Per maggiori informazioni e per iscriversi al percorso formativo completo di Good Loop è possibile visitare la pagina: https://cariplofactory.it/progetto/good-loop/

Good Loop è un’iniziativa di Cariplo Factory insieme a Fondazione Cariplo, realizzata con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Microsoft e Fondo per la Repubblica Digitale.

5-7 maggio — Torna a Torino il Festival di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale

Torna a Torino, dal 5 al 7 maggio, il Festival della Vita Indipendente di Fondazione Time2: Prima Persona Plurale. Ingresso gratuito. 


Dopo il successo della prima edizione del 2025, Prima Persona Plurale, il primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente, torna a Torino dal 5 al 7 maggio 2026. Il festival, ideato e promosso da Fondazione Time2, si svolgerà tra gli spazi del Polo del ’900 e di Open, spazio aperto di diversità (Corso Stati Uniti 62b), con incontri, laboratori, momenti artistici e occasioni di confronto aperti a tutti.

Il festival mette al centro il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, inteso come libertà di scegliere dove vivere, lavorare, partecipare alla vita sociale e culturale, e costruire relazioni. La seconda edizione coincide con la Giornata Europea della Vita Indipendente (5 maggio) e celebra i 20 anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, sottolineando l’importanza di sistemi capaci di sostenere percorsi di vita personalizzati basati sull’autodeterminazione.

La storia al centro

La nuova edizione di Prima Persona Plurale: Festival della Vita Indipendente mette al centro la storia di Piero Defilippi e Roberto Tarditi. Due persone che hanno vissuto 24 e 35 anni al Cottolengo di Torino, senza possibilità di scelta.
La loro vicenda racconta un percorso di emancipazione e vita indipendente, in un’epoca in cui il diritto di decidere dove, come e con chi vivere non era ancora riconosciuto.

La storia è raccolta nel libro “Anni senza vita al Cottolengo. Il racconto e le proposte di due ex ricoverati”, in uscita per Mimesis Edizioni in occasione del festival. Pubblicato per la prima volta nel 2020 a nome di Claudia De Figueiredo ed Emilia De Rienzo, il volume viene riedito nel 2026 a nome di Piero Defilippi e Roberto Tarditi e a cura di Ciro Tarantino e Samuele Pigoni.

L’incontro sarà guidato da Samuele Pigoni, Segretario Generale di Fondazione Time2.

Partecipano all’incontro: Francesco Tresso, Assessore alla cura della città, sevizio anagrafici e protezione civile della Città di Torino, amico e testimone del percorso di vita di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Maria Grazia Breda, Presidente Fondazione Promozione Sociale APS, testimone del percorso di emancipazione di Piero Defilippi e Roberto Tarditi; Ciro Tarantino,Professore di Sociologia del diritto presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa; Elisa Costantino, Attivista e ricercatrice con disabilità, membro del comitato scientifico del Festival.

Seguirà il recital ispirato alla loro storia, diretto da Barbara Altissimo, artista, regista e direttrice di Liberamenteunico, ed Emanuela Currao.

Conversazioni in cerchio e laboratori

Al cuore del festival ci sono le conversazioni in cerchio: non incontri frontali, ma partecipativi e orizzontali, in cui ogni voce ha lo stesso valore.

Sei cerchi esploreranno temi fondamentali della vita indipendente: tempo, lavoro, scelta, abitare, potere e futuro. Tra gli ospiti: Fabrizio Acanfora, Valentina Perniciaro, Valentina Tomirotti,

Il programma artistico e partecipativo prevede laboratori di fanzine, danza narrativa e LIS, ceramica e coro in LIS, intrecciando espressione individuale e riflessione collettiva.

Una nuova immagine guida

La seconda edizione presenta anche una nuova identità grafica a cura di Stefano Dorigo, che accompagna il racconto del festival.  L’immagine guida evoca la storia di Tarditi e Defilippi: un’illustrazione su fondo arancione in cui due persone in sedia a ruote si protendono verso una porta aperta. Le figure hanno forme semplificate e colori vivaci (blu, giallo, arancione). Dalla porta entrano elementi naturali e due rondini, e sembra rappresentare un passaggio verso uno spazio luminoso, colorato e vivace.

Partecipazione e accessibilità

Tutti gli eventi sono gratuiti e accessibili a persone con e senza disabilità.

Gli spazi di Open garantiscono accessibilità per chi ha ridotta mobilità; tutti gli incontri prevedono traduzione in LIS e la serata inaugurale sarà trasmessa in streaming con sottotitoli in tempo reale.


Con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino e Città metropolitana di Torino. Con il sostegno di AON. In collaborazione con Hangar Piemonte, la rete del bando Cambiamenti e la Libreria Binaria Centro Commensale.

Programma completo sul sito

Società Benefit: tra identità e impatto

Giovedì 9 aprile, presso il Circolo dei lettori di Torino, si è tenuto l’evento “Società Benefit: essere, diventare, raccontarsi. Un percorso condiviso tra identità e impatto sociale”. L’iniziativa è inserita nel programma nazionale di informazione e formazione promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Unioncamere e Si.Camera, che ha puntato ad accompagnare imprese e professionistə nel percorso di costituzione o trasformazione verso Società Benefit.


Sessione del mattino

La mattinata è stata dedicata ad approfondire dati, pratiche territoriali e strumenti per la misurazione dell’impatto, con la moderazione di Irene Maddio-Rocco (Torino Social Impact).

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Simona De Giorgio (Coordinamento Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino e Torino Social Impact), Miura Fanello (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Marilina Labia (Responsabile Area Assistenza tecnica per la Pubblica Amministrazione Si.Camera). Un focus particolare è stato posto sul supporto alle Società Benefit dal punto di vista istituzionale e attraverso la Benefit Competition.

Quest’ultima rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama italiano, essendo la prima competizione nazionale specificamente dedicata alle Società Benefit del nostro Paese. Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’iniziativa nasce dalla volontà di dare visibilità e riconoscimento alle migliori esperienze imprenditoriali che hanno abbracciato il modello delle società benefit, dimostrando come sia possibile coniugare successo economico e impatto sociale positivo.

Successivamente, Claudia Sanesi (Segretario Generale della Camera di commercio di Brindisi- Taranto) è intervenuta nel panel “Il fenomeno delle società benefit: numeri e pratiche territoriali”, offrendo una panoramica dei dati e dell’evoluzione del modello Benefit, dalla prima normativa Benefit — che risale a 10 anni fa — a oggi. Ha raccontato come il modello si è evoluto e quali sono i dati dell’Osservatorio della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, a livello nazionale e locale.

Emiliano Giovine (Responsabile del team ESG & Legal Impact presso lo studio RPLT e Direttore Scientifico del pillar Legal Impact presso Cottino Social Impact Campus) ha poi approfondito e illustrato l’efficacia della misurazione di impatto per le SB, oltre che come obbligo di legge, con un intervento dal titolo “La misurazione d’impatto per le Società Benefit”.

Successivamente, il panel “Fit4benefit: un percorso di allenamento all’essere Società Benefit”, ha coinvolto le quattro Società Benefit che hanno co-progettato con Torino Social Impact la Comunità di pratica delle Società Benefit Fit4benefit e che vi hanno preso parte attivamente fin dal principio. Tra queste, Emanuela De Sabato (Futura Law Firm SB), Alice Umbrella (BDFL Torino STP SB), Micol Burighel (Amapola SB) e Nadia Lambiase (Mercato Circolare SB) hanno condiviso alcune riflessioni sulle caratteristiche che oggi contraddistinguono le Società Benefit del network torinese, sulle principali sfide per chi sceglie questo modello e su ciò che ancora manca per sostenerne la crescita. Hanno inoltre approfondito in che modo il lavoro in un ecosistema possa facilitare il percorso verso modelli di impresa più sostenibili e come, concretamente, ci si “alleni” a essere una Società Benefit.

L’ultimo panel ha infine presentato i lavori della Comunità di pratica del pomeriggio, con un focus sulla relazione tra Torino Social Impact, Unione Industriali e la cornice del Salone della CSR in cui l’incontro si è realizzato. Una collaborazione che ha voluto suggellare l’importanza del lavorare insieme.

Come ha raccontato Lorena Di Maria (Torino Social Impact): “Il significato di questa collaborazione parte da un intento condiviso: unire le forze per fare meglio insieme, mettere in comune reti e competenze, fare in modo che quanto emerge dalla Comunità di pratica — conoscenze, strumenti e soluzioni — non resti confinato agli incontri, ma diventi patrimonio condiviso, aprendo nuove traiettorie di apprendimento”.

Rossella Sobrero ha inoltre illustrato il tema del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, intitolato quest’anno “Andare oltre”, affermando che “la sostenibilità deve essere trasformativa, se non genera un cambiamento non è trasformativa. Essere sostenibili deve essere un piacere, deve essere desiderabile. La sostenibilità si fa sui territori, quindi bisogna far star bene le persone e le imprese, condividere con l’ecosistema”.

Sessione del pomeriggio

Nel pomeriggio si sono tenuti i lavori della Comunità di pratica Società Benefit, nel suo terzo appuntamento del 2026, dal titolo “Comunicare benefit tra identità, valore e impatto”, realizzato in collaborazione con il Salone della CSR e dell’innovazione sociale e l’Unione Industriali Torino.

L’obiettivo è stato interrogarsi su che cosa significhi comunicare bene oggi, approfondendo, attraverso una parte teorica e formativa, come valorizzare in modo credibile e consapevole l’impegno sociale e ambientale dell’impresa.

Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone della CSR, ha inizialmente curato un momento formativo dedicato alla comunicazione come leva per promuovere i valori dell’organizzazione. Nel suo intervento ha approfondito il concetto di brand activism, presentando alcuni esempi emblematici di comunicazione efficace della sostenibilità, tra cui Patagonia, Almo Nature, Banca Etica, NaturaSì. Ha poi affrontato il passaggio dal green marketing al greenwashing, richiamando casi storici e mettendo in luce le diverse sfumature del washing, oltre a fornire indicazioni su come comunicare la sostenibilità evitando questo rischio.

Come ha illustrato, la sostenibilità è sempre più un fattore di competitività e, in particolare per le Società Benefit, rappresenta un driver strategico, una scelta che per essere efficace deve essere comunicata in modo sincero, autentico, misurato. Ogni impresa, anche se non è Benefit, per essere accettata come attore sociale deve definire il proprio purpose, il perché più profondo, la ragione per cui un’organizzazione esiste. Un purpose chiaro fornisce le basi su cui costruire il come (la cultura organizzativa, l’esperienza e il know-how) e il cosa (prodotti o servizi offerti). Chiarire lo scopo sociale aiuta a definire il percorso verso il successo sostenibile e migliora gli asset intangibili dell’organizzazione.

Un focus è stato dedicato anche alla crescente attenzione verso la “S” di Esg, oggi sempre più centrale: oggi si chiede alle imprese non solo di ridurre l’impatto ambientale ma anche di investire nella dimensione sociale. Un impegno che riguarda la relazione con i dipendenti e, più in generale, il contributo per il miglioramento della vita delle persone. Crescono i patti di comunità tra imprese, istituzioni, ETS per realizzare iniziative che rafforzano la coesione sociale e l’inclusione.

Successivamente si è svolta l’attività laboratoriale, a cura di Micol Burighel (Responsabile comunicazione Amapola) e Anna Filippucci (Executive Account Area Reporting Amapola). Per l’occasione, abbiamo lavorato su come costruire una comunicazione chiara e credibile del proprio essere benefit, individuando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolare il proprio messaggio.

Ogni gruppo ha lavorato come un piccolo team di comunicazione, incaricato di accompagnare l’azienda assegnata nel racconto della propria identità di Società Benefit. L’obiettivo è stato definire dei messaggi chiave capaci di comunicare in modo chiaro, credibile ed efficace cosa significasse, per quell’azienda, essere Benefit, indicando anche gli strumenti più adatti attraverso cui veicolarli. Non inventare slogan pubblicitari, ma costruire messaggi solidi, coerenti e concretamente utilizzabili.

Nel suo complesso, l’incontro ha testimoniato l’importanza di costruire un percorso sinergico tra livello nazionale e dimensione locale, capace di rafforzare e diffondere la cultura Benefit attraverso strumenti, visioni e pratiche condivise.

Società benefit, esercizi per allenarsi all’impatto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


A partire dall’incontro del 9 aprile sulle Società Benefit, ospitato presso la Fondazione Circolo dei lettori di Torino, Daria Capitani evidenzia un doppio movimento: da un lato la crescita e il consolidamento del modello, dall’altro la crescente necessità di rafforzare strumenti di misurazione e pratiche di comunicazione.

Due dimensioni sempre più centrali per rendere il modello più solido e il suo valore più leggibile e condiviso.

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Bench-Mark | Ep. 105 – Essenzialmente Formazione

Se l’economia d’impatto vuole generare cambiamento reale, deve partire anche dal lavoro.

È da qui che nasce Essenzialmente Formazione, partner dell’ecosistema Torino Social Impact che costruisce percorsi su misura per aziende, lavoratori e persone in cerca di nuove opportunità.

Dall’apprendistato alla consulenza manageriale, ogni attività è pensata per accompagnare crescita e trasformazione.

Ce lo racconta Isabella Obialero, Amministratrice Delegata.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

VIVICITTÀ 2026

Dopo le quasi 1000 persone dell’edizione precedente, torna a Torino anche nel 2026, VIVICITTÀ.


Da 42 anni la “corsa più grande del mondo” continua ad essere la grande protagonista dello sport per tutti e tutte abbracciando in un’unica, originale formula, atletə professionistə e sportivə della domenica con la competitiva di 10km oltre alla passeggiata ludico motoria in tante città italiane ed estere, partenza per tuttə allo stesso orario, unica classifica in base ai tempi compensati.

Ogni anno ci sono i temi e i principi sui quali la UISP è fondata: la pace, i diritti umani, il rispetto ambientale, l’uguaglianza sociale, la solidarietà tra i popoli. Perché la libertà (di correre) non sia un privilegio di poche persone.

Dopo anni la parte competitiva dei 10km a Torino ha lasciato spazio alla camminata ludico motoria  di 4,7 Km.

Quest’anno il ritrovo sarà dalle 8:30 con partenza alle 9:30 dal controviale di Via Nizza 395 di fronte alla Scuola Re Umberto I per arrivare fino al Parco Colonnetti presso Casa nel Parco.

È richiesta la prenotazione presso la piattaforma Eventbrite

La maglietta esclusiva dell’edizione è gratuita per tuttə.

Workshop Creative Europe

Lunedì 30 marzo si è svolto il tredicesimo workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, una giornata di capacity building ospitata presso Relife Student Housing e dedicata all’approfondimento dei progetti di piccola scala nell’ambito della call di cooperazione del bando Creative Europe.


L’incontro si è aperto con l’intervento di Jacopo Bottacchi, che il flusso di accompagnamento dell’HUB Progetti Europei, delineando le opportunità offerte dal percorso.

Dentro la call: strumenti e criteri

A seguire, Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale ha guidato i partecipanti in un approfondimento tecnico sulla call Creative Europe, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili. L’intervento ha fornito indicazioni operative fondamentali per gli enti interessati a candidarsi, con particolare attenzione ai criteri di ammissibilità, alla costruzione del partenariato e al budget disponibile.

Un focus specifico è stato dedicato ai criteri di valutazione – rilevanza, qualità del progetto, project management e disseminazione – elementi chiave per comprendere come strutturare una proposta competitiva in un contesto altamente selettivo. Nel 2025, infatti, su 1.029 proposte presentate per i progetti di piccola scala, solo 88 sono state finanziate, con punteggi ben superiori alla soglia minima: un dato che evidenzia la necessità di costruire progettualità solide, chiare e distintive.

Progettare consapevolmente: DOs and DON’Ts

L’intervento di Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi ha offerto una prospettiva concreta sul processo di progettazione, attraverso una panoramica dei principali “DOs and DON’Ts” della call.

Tra le indicazioni emerse, l’importanza di partire da un problema chiaro, scegliere un unico obiettivo progettuale e costruire attività semplici e coerenti, soprattutto per gli enti alla prima esperienza. Per le organizzazioni più esperte, invece, risulta centrale lavorare sul posizionamento strategico, differenziare la proposta e puntare a un impatto misurabile e competitivo.

Sono stati inoltre evidenziati alcuni elementi che rendono un progetto solido: la coerenza tra obiettivi e attività, la chiarezza dei ruoli all’interno del partenariato, la definizione precisa dei target e la capacità di generare benefici concreti e allineati alle priorità europee, come sostenibilità, inclusione e transizione digitale.

Parallelamente, sono stati analizzati gli errori più frequenti, tra cui la costruzione di progetti troppo complessi, la mancanza di un chiaro valore aggiunto europeo, l’assenza di una strategia di disseminazione efficace e la difficoltà nel definire un impatto misurabile.

Progetti coerenti = progetti competitivi

Un elemento trasversale emerso nel corso della mattinata è il ruolo centrale della coerenza: tra obiettivi, attività, risultati e impatto. Un progetto competitivo è prima di tutto leggibile, lineare e ben strutturato, con una logica chiara che accompagna ogni fase della progettazione.

Prima della candidatura, è fondamentale verificare alcuni aspetti chiave: la chiarezza dell’obiettivo, la qualità della cooperazione tra partner, la misurabilità dell’impatto e la solidità della struttura progettuale.

In un contesto altamente competitivo, infatti, non è sufficiente essere ammissibili: è necessario distinguersi. E, come emerso durante il workshop, “se deve essere spiegato, è troppo complesso”.

Il laboratorio di accelerazione dell’idea

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata alla parte laboratoriale, in cui lə partecipantə hanno svolto un’attività di accelerazione dell’idea guidati da Gaia Bacin di Weco Impresa Sociale e Valentina Crepaldi di Impacto Centro Studi. Attraverso una riflessione guidata e partendo dall’obiettivo trasversale prescelto – “Circolazione transnazionale di opere e artisti” o “Innovazione” – hanno delineato la loro idea progettuale partendo dall’individuazione dei problemi e dei bisogni, dei beneficiari, dei risultati ottenibili e delle attività. Supportati dallo staff dell’HUB Progetti Europei, lə partecipantə hanno raccolto le idee necessarie per costruire un abstract efficace, e per cominciare a tradurre le loro idee in una proposta progettuale di successo.

Alla giornata hanno preso parte numerose organizzazioni interessate ad approfondire le opportunità offerte dal programma Creative Europe. Le realtà che intendono proseguire nel percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze.


L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e supportato da Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

 

OGR Startup Booster Party

Un evento delle OGR Torino in collaborazione con Talent Garden, con selezione musicale a cura di Recall.


OGR Startup Booster torna per una nuova edizione: il programma di soft landing delle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, realizzato in collaborazione con Talent Garden per supportare l’ingresso di startup nazionali e internazionali nell’ecosistema torinese.

Per segnare l’inizio di questo percorso, una serata dedicata alla community dell’innovazione: founder, team, professionisti e partner si incontrano in un contesto informale pensato per attivare connessioni e favorire lo scambio.

La serata si sviluppa tra momenti di networking, musica e scoperta degli spazi. La selezione musicale è a cura di Recall, progetto che unisce musica e arti visive e che connette community internazionali, con in consolle HolyU. Durante l’evento sarà inoltre possibile partecipare a un campus tour guidato delle OGR Tech, per conoscere da vicino l’hub e le realtà che lo abitano.

È previsto uno Startup Special Treat: le startup che si registrano con il proprio team riceveranno una consumazione offerta.

VITAMINA W – La dose quotidiana per un’organizzazione in salute

Proprio come il nostro corpo ha bisogno ogni giorno di una combinazione di vitamine per funzionare al meglio, anche le organizzazioni hanno i loro deficit nascosti: di energia, di senso, di equilibrio. E quando mancano, i sintomi arrivano puntuali: burnout, disengagement, turnover, produttività ai minimi.


La buona notizia? Esiste un integratore strategico: si chiama Vitamina W.

Un complesso multivitaminico che comprende Wellbeing, Welfare eWork-life balance, tre principi attivi che, combinati correttamente, trasformano il benessere da benefit collaterale a leva competitiva. Come ogni schema di integrazione efficace, non basta assumerne uno solo: servono la giusta dose, il giusto mix e la costanza nel tempo.

Sei voci, un solo obiettivo: diagnosticare i deficit nascosti delle organizzazioni e costruire insieme il protocollo terapeutico per trasformare il benessere da iniziativa accessoria a leva strategica per engagement, retention e crescita.

Intervengono:

  • Mario Burrascano – CEO e co-founder di Uomo e Ambiente, porta un contributo sui temi ESG e sull’integrazione del work-life balance nelle politiche aziendali.
  • Chiara De Francesco – ESG & HR Senior Specialist in Uomo e Ambiente, con un focus su psicologia del lavoro, benessere organizzativo e supporto alla definizione di politiche interne efficaci.
  • Giovanni Scansani – Co-founder di Bonoos, approfondisce il tema del welfare integrato e delle opportunità offerte dalla combinazione tra strumenti aziendali e bonus pubblici.
  • Martina Tombari – Founder e CEO di Walà, porta l’esperienza di modelli di welfare territoriale scalabili e orientati alla creazione di valore per persone, imprese e comunità.
  • Filippo Poletti – Giornalista, autore e LinkedIn Top Voice, offre uno sguardo sui trend del lavoro, sulla leadership e sull’evoluzione delle aspettative delle persone nelle organizzazioni.
  • Vittorio Gianotti – CEO e Co-founder Tereso, interviene sul ruolo dell’educazione finanziaria come leva di benessere personale, consapevolezza e serenità economica.

A moderare l’incontro sarà: Beatrice Bettini, ESG Senior Specialist di Uomo e Ambiente.

Unisciti a noi: confronteremo esperienze, visioni e approcci complementari per capire come integrare il benessere nel DNA strategico della tua organizzazione.

Iscriviti ora e partecipa al nostro webinar gratuito

12 aprile — Mercato della Biodiversità Googreen

Mercato della Biodiversità Googreen, Domenica 12 aprile 2026, ore 10.00 – 18.00, Giardini Sambuy – Piazza Carlo Felice, Torino


Primavera ai Giardini Sambuy: torna il Mercato Googreen tra biodiversità, libri, teatro e laboratori

La primavera torna a colorare i Giardini Sambuy e, con essa, torna anche il Mercato della Biodiversità Googreen, in programma domenica 12 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 18.

Tra profumi, fioriture e nuove stagionalità, il mercato mensile promosso da Giardino forbito rinnova il suo invito a vivere lo spazio pubblico come luogo di incontro, scoperta e comunità. Anche per questa edizione, i Giardini Sambuy ospiteranno produttori selezionati, eccellenze del territorio, artigiani, momenti culturali e attività per adulti e bambini, nel segno della sostenibilità, della biodiversità e della partecipazione.

Il Mercato Googreen rappresenta da anni un presidio vivo nel centro cittadino: un’esperienza che unisce qualità, cultura e relazioni, valorizzando le produzioni agricole e artigianali legate ai temi della stagionalità, della cura del territorio e del consumo consapevole.

Il programma della giornata

Ore 11.00 – nei Giardini, “Domenica in cerchio” con Maria Baffert gruppo integrato dell’Associazione Baldanza

Un appuntamento dedicato alla danza popolare, organizzato da Maria Baffert, per condividere musica, movimento e tradizione in uno spazio aperto e partecipato.

Ore 11.30 – nel Gazebo, Presentazione libri con Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino

La mattinata prosegue con la presentazione di tre opere che, con linguaggi diversi ma profondamente autentici, raccontano temi universali come la rinascita, la montagna, l’affetto e la memoria.

  • “Cherì, il dono che ha riacceso la vita” narra la storia di Lodovico Marchisio e del legame con la cagnolina Cherì, simbolo di una nuova luce dopo il dolore e testimonianza del potere trasformativo dell’amore.
  • “Monti, specchio di luce”, nato dall’amicizia tra Giorgio Bonino e Lodovico Marchisio, è un’opera corale dedicata alla montagna come luogo di poesia, bellezza e rinascita interiore.
  • In “Il cielo sopra gli sguardi”, Giorgio Bonino traccia invece un percorso poetico tra quotidiano e infinito: versi brevi e luminosi attraversati da paesaggi naturali – acqua, vento, colline e notti illuminate – che diventano spazio di memoria, lutto e gratitudine.

L’incontro vedrà la presenza degli autori Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino, accompagnati da Roberta Maffiodo, coautrice, fotografa e cantante autodidatta, che concluderà l’intervento con un momento musicale.

Lodovico Marchisio, scrittore, giornalista e Alpinista emerito del Club Alpino Italiano di Torino, ha pubblicato oltre 30 libri. A 79 anni continua la sua attività alpinistica nonostante la malattia di Parkinson, portando la propria testimonianza in incontri e conferenze. È membro del Club 4000 e socio accademico del GISM.

Giorgio Bonino, operatore museale e autore di otto volumi, compone poesie che spaziano tra guerra, amore e attualità, partecipando attivamente a letture pubbliche ed eventi culturali.

Roberta Maffiodo, fotografa e cantante autodidatta, è coautrice delle opere presentate e collabora con Lodovico Marchisio anche in ambito giornalistico.

Ore 15.00 – nei Giardini, Laboratorio Beesù con Monica Fissore

Laboratorio con cera d’api legato alla primavera, a cura di Monica Fissore, per avvicinare il pubblico al mondo delle api, della natura e della creatività manuale attraverso un’attività esperienziale e stagionale.

Dalle ore 15.30 – nei Giardini, Rassegna Sussurri: arte di strada “a tu per tu”

  • Poesiaagettone: Arianna Abis, naturalista e cantastorie, ecologista e aspirante pagliaccia
  • Pasquale Domitelli presenta Pascal clown: Un clown e una valigia in un giardino, forse aspettano un treno? Forse una persona? Un momento di attesa che si trasforma in un gioco condiviso con il pubblico.
  • Silvia Borello: Attrice, danzatrice e clown, “Partire è un po’ fiorire: piccole storie per piccoli incontri”

Ore 16.00 nel Gazebo, narrazione comica con Poesiaagettone

Poesiaagettone presenta una narrazione coinvolgente con kamishibai intorno alla famosa leggenda siciliana La leggenda di Colapesce – una antichissima leggenda popolare siciliana, raccolta e trascritta da Italo Calvino nel 1956 per Fiabe Italiane.

Un mercato che fa vivere la città

Nel contesto dei Giardini Sambuy, il Mercato Googreen continua a essere molto più di un mercato: è un luogo di rigenerazione urbana, presidio culturale e spazio di socialità, capace di mettere in relazione cittadini, visitatori, produttori e realtà associative.

La giornata del 12 aprile sarà dunque un’occasione per accogliere la primavera nel cuore di Torino, tra qualità, racconti, arti performative e buone pratiche.

Aperte le candidature per la V edizione di IP Labs

In un mercato che evolve rapidamente, l’impatto sociale e ambientale non è più solo una questione di compliance o reputazione, ma una vera e propria leva di innovazione strategica.


Dopo il successo delle edizioni precedenti, torna Impact Prototypes Labs: un programma, realizzato dal Cottino Social Impact Campus, in cui imprese profit, organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese e giovani talenti co-progettano soluzioni reali, sviluppando competenze, linguaggi e strumenti per governare il cambiamento.

A chi si rivolge?

Alle imprese profit e alle organizzazioni dell’economia sociale del territorio piemontese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato, lavorando insieme al Cottino Social Impact Campus e a studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

Perché partecipare alla V edizione?

IP Labs è un percorso che prevede 20h di formazione esclusiva per le organizzazioni e di sviluppo progettuale in team multidisciplinari, composti da tutor, esperti e 2-4 studentesse e studenti delle Lauree Magistrali di Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino.

Candidarsi significa accedere a benefici concreti per l’evoluzione della propria organizzazione:

  • Rafforzare la propria identità e posizionamento sul mercato e nella filiera, grazie all’impatto.
  • Ricevere supporto specifico in pianificazione e misurazione dell’impatto da esperti in impact innovation e business strategy.
  • Confrontarsi con menti giovani e nuove competenze per innovare prodotti, servizi o processi.
  • Sviluppare un’innovazione che permette di generare impatto senza rinunciare alla profittabilità economica.

Un impatto misurato e reale

La valutazione di impatto di IP Labs conferma il valore trasformativo, culturale e strategico del programma per le organizzazioni:

  • il 100% ha aumentato le competenze sull’impatto sociale
  • Il 92% ha adottato l’impatto come elemento trasformativo del proprio business
  • l’84% ha introdotto cambiamenti concreti nei processi interni legati alla sostenibilità e all’impatto 
  • Il 60% ha implementato i progetti sviluppati nelle quattro edizioni.

La call è aperta a tutte le imprese che vogliono innovare e generare nuove risposte ai bisogni del mercato.

Le candidature terminano il 15 maggio.

Scopri il programma e candidati

 

Fondazione Faro, per aggiungere vita ai giorni

Riparte il nostro viaggio nell’impatto sociale: torna la rubrica realizzata con Futura News – la testata del Master in Giornalismo di Torino, che racconta l’ecosistema di Torino Social Impact attraverso lo sguardo di giovanə giornalistə.


Al centro di questo nuovo approfondimento, l’esperienza di Fondazione FARO: una realtà che da oltre 40 anni si occupa di cure palliative, accompagnando pazienti e famiglie con un approccio che mette al centro la qualità della vita, la dignità della persona e il supporto alla comunità.

Un modello che integra assistenza sanitaria, cura domiciliare e sostegno ai caregiver, contribuendo a generare valore sociale anche per il sistema pubblico.

Leggi l’articolo di Anna Mulassano su Futura News

Il vero impatto dell’economia sociale è liberare l’immaginazione

Riprende la collaborazione con Vita.it, che segna l’inizio di un nuovo percorso di approfondimento dedicato alle storie di impatto.


Il primo contributo apre un ciclo di contenuti orientati a esplorare prospettive capaci di ridefinire il ruolo dell’economia sociale e dell’innovazione nel contesto contemporaneo.

Al centro, l’idea di un vero e proprio “esercizio di immaginazione collettiva, per pensare il mondo a testa in giù”, come sottolineato da Mario Calderini nel corso dell’intervista. Una chiave di lettura che invita a ribaltare paradigmi consolidati, mettendo al centro nuove forme di valore e modelli di sviluppo più inclusivi.

Leggi l’articolo di Daria Capitani su Vita.it