Negli ultimi anni l'Economia Sociale e Solidale (ESS) ha conquistato uno spazio centrale nell'agenda politica internazionale. Decine di Paesi hanno adottato leggi dedicate, strategie nazionali e strumenti finanziari, sostenuti dalle banche di sviluppo e da dichiarazioni ad alto livello.
A tre anni dalla Risoluzione A/77/L.60, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha presentato il suo secondo rapporto di avanzamento. Il messaggio centrale è chiaro: il riconoscimento politico sta crescendo più rapidamente della sua attuazione effettiva.
La sfida per i prossimi anni non sarà più (solo) ottenere il riconoscimento formale dell’economia sociale, ma tradurlo in istituzioni realmente operative, finanziamenti accessibili e adeguati, sistemi statistici affidabili e risultati misurabili per le comunità e i cittadini.
Il rapporto sottolinea come il quadro resti ancora disomogeneo, sia tra i diversi Continenti che tra i diversi Stati. Per l’Unione Europea, il bilancio può considerarsi positivo, dato che la maggior parte delle 63 azioni previste dal Social Economy Action Plan sono state attuate, con una dotazione finanziaria di almeno 1.4 miliardi dai fondi di coesione e 1,2 miliardi dal fondo di garanzia Invest EU.
A livello globale, tra le novità più interessanti degli ultimi mesi c’è sicuramente la nascita del Group of Friends on the SSE, su impulso di Brasile, Colombia e Spagna; si tratta di una piattaforma aperta, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione intergovernativa nell’economia sociale, facilitare il dialogo politico e lo scambio di buone pratiche e, più in generale, supportare i processi multilaterali. A luglio di quest’anno, il Gruppo – a cui hanno aderito più di 30 paesi – ha pubblicato la sua prima dichiarazione, riaffermando l’impegno dei governi nel supportare l’economia sociale.
Il 25 di settembre 2026, a New York, il Group of Friends on the Social and Solidarity Economy, in collaborazione con la Task Force Inter-agenzie delle Nazioni Unite (UNTFSSE), si riunisce per discutere le raccomandazioni del Report del Segretario Generale.
In un momento di forte tensione per il sistema multilaterale, l’Economia Sociale è un volano indispensabile per la giustizia sociale, il lavoro degno, uno sviluppo inclusivo e sostenibile, la partecipazione democratica e la costruzione di sistemi economici resilienti. Le conclusioni del report tracciano un’agenda e degli obiettivi chiari per i prossimi anni:
- Rafforzare un ambiente giuridico e istituzionale coerente, con responsabilità chiare e partecipazione degli attori dell’Economia Sociale
- Potenziare il sostegno, finanziario e non, monitorando gli impatti e la portata degli interventi
- Integrare l’economia nelle strategie settoriali di sviluppo (lavoro, cura, casa, agricoltura, energia, cultura) e promuovere l’innovazione sociale
- Migliorare e uniformare i sistemi di raccolta dati e statistiche
- Valorizzare il ruolo dell’economia sociale nei processi multilaterali e nell’agenda post-2030.
Per approfondire: https://unsse.org/
Leggi il report completo: https://docs.un.org/en/A/81/288
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