Social procurement, si può fare

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con VITA.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Come può il potere d’acquisto diventare uno strumento per generare impatto sociale?

Il nuovo approfondimento di Storie a Impatto racconta il lavoro che Torino Social Impact sta portando avanti sul social procurement, attraverso due percorsi sperimentali rivolti rispettivamente alla pubblica amministrazione e alle imprese private.

Sul fronte pubblico, il lavoro punta ad approfondire l’utilizzo di clausole sociali e criteri di impatto nelle procedure di appalto. Nel settore privato, invece, tre aziende stanno sperimentando nuovi modelli di collaborazione tra profit e non profit, con l’obiettivo di favorire l’ingresso delle imprese sociali nelle filiere di fornitura.

Un passaggio dalla sensibilizzazione alla sperimentazione concreta, per comprendere come acquisti e supply chain possano diventare leve capaci di coniugare competitività, collaborazione e impatto sociale.

Leggi l’articolo di Daria Capitani su VITA

PROSECO: a Iași il confronto europeo su economia sociale e appalti pubblici responsabili

Il 7 e 8 ottobre 2026, il consorzio del progetto Interreg Europe PROSECO si è riunito a Iași, in Romania, per il terzo incontro interregionale del progetto, ospitato da ADV Romania. Due giornate dedicate allo scambio di esperienze tra partner europei e stakeholder locali, con l’obiettivo di approfondire politiche e strumenti a sostegno dell’economia sociale e degli appalti pubblici socialmente responsabili.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per conoscere da vicino alcune esperienze del territorio rumeno, fare il punto sulle attività del progetto e confrontarsi sulle strategie che possono favorire lo sviluppo delle imprese sociali a livello regionale.


Un ecosistema integrato a sostegno delle imprese sociali

La prima giornata è iniziata con una visita all’ecosistema di economia sociale AFIN – ADV Group – SFA, un modello che combina sviluppo imprenditoriale, inserimento lavorativo inclusivo, accesso al mercato e strumenti di finanza sociale. L’esperienza ha offerto uno spunto di riflessione sul valore della collaborazione tra servizi di supporto, finanziamenti e opportunità di mercato per accompagnare la crescita sostenibile delle imprese sociali.

Il punto sul progetto e sulle attività future

Nel corso dello Steering Committee, i partner hanno condiviso le lezioni apprese durante i primi tre semestri di PROSECO, analizzato lo stato di avanzamento delle attività e discusso le prossime tappe del progetto, con un focus sulle azioni di comunicazione e disseminazione e sulla pianificazione dei semestri successivi. Torino Social Impact ha presentato le attività finora svolte sul territorio torinese insieme a Città di Torino, e i prossimi passi previsti nei prossimi mesi. 

Appalti pubblici socialmente responsabili: esperienze a confronto

L’8 ottobre, presso il Municipio di Iași, il Policy Exchange Seminar ha riunito rappresentanti delle istituzioni locali e regionali ed esperti europei per approfondire il ruolo delle politiche pubbliche nel promuovere l’economia sociale e gli appalti pubblici socialmente responsabili.

Tra i partecipanti, Roxana Necula, vicesindaca del Comune di Iași, e Ioana Danila, consigliera del Consiglio della Contea di Iași, insieme a rappresentanti di altre realtà europee.

Ioannis Pergantas, vicepresidente per il Welfare sociale della Regione della Grecia Centrale, ha presentato l’esperienza greca in materia di appalti responsabili e sociali, soffermandosi sul passaggio dalle possibilità offerte dal quadro normativo alla loro attuazione a livello regionale.

Mieke Frans, della Provincia del Brabante Fiammingo, e Caroline van Campen, del Comune di Amsterdam, hanno invece approfondito le principali novità della riforma del quadro europeo sugli appalti pubblici e le relative implicazioni per le amministrazioni aggiudicatrici.

Il confronto ha permesso di mettere in dialogo approcci ed esperienze differenti, evidenziando le opportunità offerte dagli appalti pubblici per sostenere le imprese sociali e integrare obiettivi sociali nelle politiche di sviluppo territoriale.

La giornata è proseguita con alcune study visit, che  hanno permesso ai partner di conoscere alcune realtà locali che traducono l’impatto sociale in attività e servizi concreti.

Rafforzare la cooperazione europea per un’economia più inclusiva

Il terzo incontro interregionale di PROSECO ha confermato il valore dello scambio transnazionale come strumento per condividere pratiche, confrontare modelli di intervento e individuare nuove opportunità di collaborazione.

Il confronto tra territori ha messo in luce come politiche pubbliche e appalti socialmente responsabili possano contribuire, in modo complementare, a creare condizioni più favorevoli allo sviluppo delle organizzazioni ad impatto sociale e alla costruzione di economie regionali più inclusive e sostenibili.

Territori a impatto: alleanze multiattore per affrontare l’emergenza casa

La seconda uscita di Territori a impatto approfondisce il tema dell’accessibilità abitativa e il ruolo delle collaborazioni tra attori pubblici, privati, sociali e finanziari nella costruzione di nuove risposte alla crisi della casa.


Prosegue Territori a impatto, la rubrica realizza sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire, e curata dagli Advisors di Torino Social Impact Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano per leggere alcune delle principali trasformazioni economiche e sociali a partire dalle esperienze dei territori e dalle nuove forme di collaborazione tra attori diversi.

Dopo la prima uscita, che ha introdotto il percorso e la prospettiva della rubrica, il secondo approfondimento, dal titolo “Allearsi per gestire l’emergenza casa”, porta l’attenzione sull’accessibilità abitativa, una questione sempre più centrale per le città e che riguarda in particolare famiglie a basso e medio reddito e giovani.

A partire dalla recente pubblicazione dell’Affordable Housing Act, la proposta della Commissione europea dedicata all’accessibilità della casa nelle aree urbane e turistiche sottoposte alle maggiori pressioni abitative, l’articolo sposta lo sguardo su un aspetto ancora poco esplorato del dibattito: la possibilità di costruire partenariati tra soggetti pubblici, privati, sociali e finanziari, capaci di mettere in comune risorse, competenze e strumenti.

Tra le esperienze italiane raccontate c’è Homes4All LAB, la rete nata il 30 settembre per diffondere il modello di Homes4All e che coinvolge oggi Torino, Verona, Brescia, Forlì, Bologna, Firenze e Varese, con nuove realtà in costruzione anche nel Centro e nel Sud Italia.

L’esperienza di Homes4All, società benefit nata da un progetto di finanza a impatto sviluppato con la Città di Torino e sostenuto dal Fondo per l’Innovazione Sociale, mostra come il recupero di immobili sfitti o sottoutilizzati possa essere accompagnato dal coinvolgimento di investitori e da percorsi di supporto alle persone. Finora il progetto ha interessato 118 appartamenti, rimessi a disposizione per finalità abitative e sociali.

Sempre a Torino, l’articolo richiama l’esperienza della Fondazione di Comunità Porta Palazzo, dell’Associazione CoAbitare e di un comitato di cittadini impegnati nello sviluppo di un community land trust: un modello che separa la proprietà del suolo da quella dell’abitazione con l’obiettivo di preservarne l’accessibilità nel tempo.

Esperienze diverse, accomunate dalla capacità di integrare la dimensione abitativa con l’accompagnamento sociale, la costruzione di comunità e la messa in rete di attori e servizi. Una prospettiva nella quale l’economia sociale può assumere un ruolo centrale e che trova espressione anche in nuove forme di collaborazione sviluppate sul territorio torinese.

Heimat Academy e CasaOz: la co-progettazione come punto di partenza per un nuovo percorso educativo

Un laboratorio di body percussion e ritmo rivolto a bambine, bambini, ragazze e ragazzi. Ma soprattutto un percorso costruito a partire dall’incontro, dall’ascolto e dalla conoscenza del contesto.


Da ottobre Heimat Academy, l’area culturale di Heimat Srl, ha avviato una nuova collaborazione con CasaOz, Ente torinese che accompagna bambini, bambine, ragazzi e famiglie attraverso attività, relazioni e spazi di quotidianità. Al centro del progetto c’è un laboratorio dedicato alla body percussion, al ritmo e alla musica, pensato come uno spazio in cui corpo, movimento, voce e strumenti possano diventare occasioni di espressione, ascolto e relazione.

Il primo incontro ha già permesso di iniziare a conoscere il gruppo, sperimentare i suoni del corpo e avvicinarsi alle percussioni, partendo anche dalle musiche scelte direttamente dalle ragazze e dai ragazzi. Ma il percorso è iniziato ancora prima di entrare nello spazio del laboratorio.

Progettare dopo essersi incontrati

Uno degli elementi più significativi della collaborazione tra Heimat Academy e CasaOz è infatti il lavoro di co-progettazione che ha preceduto l’avvio delle attività.

Nel lavoro educativo capita spesso di dover definire in anticipo obiettivi, strumenti e modalità operative, quando ancora non si conoscono le persone che parteciperanno al percorso. In questo caso è stato possibile dedicare tempo al confronto tra professionisti e professioniste alla conoscenza del contesto e alla costruzione progressiva della proposta.

Un passaggio che permette di considerare il progetto come una struttura capace di modificarsi nel tempo sulla base delle persone, delle relazioni e delle esigenze che emergono.

Per Heimat Academy questa dimensione rappresenta una parte fondamentale del lavoro educativo: progettare con le realtà coinvolte e non semplicemente per loro.

La musica come spazio di relazione

Body percussion e ritmo diventano così non soltanto contenuti da apprendere, ma strumenti attraverso cui sperimentare differenti modalità di partecipazione. Il corpo è uno strumento che ciascuno porta con sé. Un battito di mani, un gesto, un suono o una pulsazione possono diventare elementi di un linguaggio condiviso, all’interno del quale ogni partecipante può trovare il proprio spazio.

Il percorso continuerà nei prossimi mesi e potrà aprirsi anche al dialogo con altri linguaggi artistici, mantenendo al centro la possibilità di adattare progressivamente le attività al gruppo.

Un nuovo percorso per Heimat Academy

La collaborazione con CasaOz si inserisce nel lavoro che Heimat Academy sta sviluppando nell’ambito dei progetti educativi, attraverso musica, teatro, movimento, sport e pratiche di consapevolezza.

L’obiettivo è costruire interventi nei quali i linguaggi artistici possano diventare strumenti per favorire partecipazione, espressione e relazioni, lavorando insieme alle organizzazioni e ai professionisti e professioniste presenti nei diversi contesti.

Durante uno degli incontri a CasaOz, una frase stampata su una maglietta ha attirato la nostra attenzione:

«Nessun posto è bello come casa, ma per arrivarci serve coraggio».

Ci è sembrata una frase particolarmente adatta per accompagnare l’inizio di questo nuovo percorso.

Planet Smart City con EnergyVista vince l’Italian Innovation Award 2025 per l’impatto sociale

 Planet Smart City, insieme ai partner Energy of Things, Midori Connect e NEAR Sgr, ha ricevuto l’Italian Innovation Award come miglior progetto per impatto sociale del 2025 con il prodotto EnergyVista, una soluzione sviluppata nell’ambito del progetto europeo ProLight e dedicata alla transizione energetica digitale. 


EnergyVista affianca i residenti nel monitoraggio e nella riduzione dei consumi energetici attraverso visualizzazioni intuitive, notifiche personalizzate e suggerimenti pratici. Il progetto ha integrato gli strumenti digitali con un percorso di coinvolgimento degli abitanti di Urbana New Living a Milano, social housing promosso da NEAR Sgr, attraverso attività di co-creazione e Citizen Lab guidati dai Community Manager di Planet.

L’approccio ha prodotto risultati concreti: in due anni di monitoraggio, i consumi energetici si sono ridotti del 10%, la comprensione delle bollette è aumentata del 35% e il 70% dei partecipanti ha mantenuto un coinvolgimento attivo oltre la fase iniziale. Il modello, basato sull’integrazione tra dati, tecnologia e dimensione umana, è stato concepito come modulare e replicabile.

Planet Smart City è disponibile a mettere questa esperienza a disposizione di nuovi progetti, anche in programmi finanziati, collaborando con enti, imprese e partenariati interessati a sviluppare soluzioni per l’abitare più inclusivo e partecipato.

Eviana Arduino nuova Responsabile dei Servizi per le Imprese

Dall’ascolto delle aziende allo sviluppo delle competenze: una visione della formazione che guarda ai cambiamenti del lavoro.


Eviana Arduino, 36 anni, è la nuova Responsabile dei Servizi per le Imprese di Enaip Piemonte. Subentra a Francesca Marcone, che ha assunto il nuovo incarico di Direttrice di Produzione – Innovazione e Sviluppo, che ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni alla guida del Servizio e per il contributo dato alla sua crescita e al suo sviluppo.

I Servizi per le Imprese coordinano e supportano le attività di formazione rivolte alle aziende e ai loro dipendenti, lavorando in stretta collaborazione con i 16 Centri di Enaip Piemonte presenti sul territorio regionale. Le attività del Servizio si sviluppano attraverso diversi strumenti e opportunità: apprendistato finanziato da Regione Piemonte e apprendistato a pagamento, Formazione Continua Individuale, Accademie di filiera e formazione finanziata attraverso i Fondi interprofessionali, tra cui Fondimpresa, Fondartigianato e Fondirigenti.

Eviana, laureata in Gestione e Programmazione dei Servizi Educativi e Formativi, lavora in Enaip da otto anni: il suo percorso si è sviluppato nell’ambito della formazione rivolta alle imprese, partendo dal coordinamento e dalla gestione di piani formativi, per arrivare progressivamente alla progettazione, al monitoraggio e alla gestione di progetti sempre più complessi. Ha lavorato a stretto contatto con aziende, partner, enti finanziatori approfondendo in particolare gli strumenti messi a disposizione da Regione Piemonte e dai Fondi interprofessionali.

Come vivi questo tuo nuovo incarico professionale?

Vivo questo nuovo incarico come una nuova tappa di un percorso iniziato in Enaip Piemonte otto anni fa. In questi anni sono cresciuta professionalmente grazie alle esperienze che ho avuto l’opportunità di vivere, alle responsabilità che progressivamente mi sono state affidate e, soprattutto, al confronto con colleghe e colleghi dai quali ho imparato molto.

Assumere oggi la responsabilità dei Servizi per le Imprese rappresenta per me un’opportunità importante, che vivo con entusiasmo e con un forte senso di responsabilità. Significa coordinare un gruppo di lavoro, ma soprattutto mettermi a supporto di colleghe e colleghi dei nostri centri, valorizzando competenze ed esperienze che ogni giorno permettono a Enaip di rispondere ai bisogni formativi delle imprese in tutto il territorio regionale.

È inoltre un ruolo che sento particolarmente vicino al mio modo di intendere la formazione. Credo fermamente nella formazione continua lungo tutto l’arco della vita e nella possibilità, a qualsiasi età e in qualsiasi fase del proprio percorso, di aggiornare le proprie competenze, rimettersi in gioco e continuare a crescere professionalmente e personalmente.

La formazione, per me, non rappresenta soltanto una risposta alle trasformazioni del mercato del lavoro: è uno strumento concreto attraverso il quale le persone possono investire sul proprio futuro professionale.

Quali sono le sfide più grandi che pensi di dover affrontare?

Credo che una delle sfide principali sia riuscire a stare al passo con un mondo del lavoro che cambia molto rapidamente e, contemporaneamente, aiutare imprese e lavoratori a comprendere quanto l’aggiornamento continuo delle competenze non sia più qualcosa di accessorio, ma una componente fondamentale del proprio percorso professionale.

Per noi significa essere capaci di ascoltare ciò che accade nelle aziende e nei territori, intercettare bisogni che evolvono continuamente e trasformarli in opportunità formative realmente utili.

C’è poi una sfida interna che considero altrettanto importante: riuscire a costruire una collaborazione sempre più forte tra i Servizi per le Imprese e i centri Enaip. I colleghi che lavorano nei diversi territori del Piemonte sono il nostro contatto quotidiano con le aziende e ne conoscono esigenze, caratteristiche e trasformazioni. Il mio compito è supportarli, facilitare il loro lavoro e mettere in rete le esperienze e le competenze presenti.

La vera sfida, quindi, è duplice: accompagnare le imprese nel cambiamento e, allo stesso tempo, costruire una rete Enaip sempre più capace di rispondere insieme a quel cambiamento.

Quali sono i punti chiave del tuo progetto di sviluppo? Cosa sogni di fare?

Vorrei che i Servizi per le Imprese diventassero sempre di più un punto di raccordo tra i nostri centri, le imprese e le opportunità di formazione disponibili, capaci non soltanto di cogliere al meglio le opportunità della formazione continua, ma anche di aiutare i territori a investire costantemente nel potenziamento e nello sviluppo delle competenze.

Imparare, disimparare ciò che non è più sufficiente e imparare di nuovo.

È questa, per me, una delle grandi sfide del nostro tempo. Le competenze cambiano, il lavoro evolve e le persone hanno bisogno di poter evolvere insieme ad esso, indipendentemente dall’età o dal momento della propria carriera.

In questo senso sento molto vicino il ruolo di Enaip Piemonte: accompagnare le persone non soltanto all’ingresso nel mondo del lavoro, ma durante tutto il loro percorso professionale, offrendo occasioni per aggiornarsi, crescere e investire sul proprio futuro.

Bench-Mark | Ep. 114 – La Luna del Grano

La maternità non è un’interruzione del percorso professionale, ma una transizione che aziende, manager e persone possono imparare a gestire in modo diverso.

In questo episodio di Bench-Mark, Sonia Zappitelli, co-founder di La Luna del Grano, racconta come la società benefit accompagni le organizzazioni in un cambiamento culturale capace di sostenere la genitorialità e contrastare le dimissioni delle lavoratrici neomamme.

Nata anche dall’esperienza personale della sua fondatrice, La Luna del Grano lavora con genitori e manager prima, durante e dopo la genitorialità, intervenendo sulle modalità con cui viene vissuta e raccontata all’interno delle organizzazioni.

Perché l’impatto sociale si misura anche nella possibilità di tornare al lavoro senza vedere penalizzata la propria carriera, vivere pienamente la paternità e trasformare politiche e certificazioni in cambiamenti concreti e duraturi.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

La misurazione dell’impatto per le Società Benefit: strumenti e metodi pratici

Un pomeriggio di confronto sul ruolo della valutazione e della misurazione dell’impatto per le Società Benefit, con un approfondimento sulle diverse metodologie e sugli strumenti pratici applicabili: questo il focus del nuovo appuntamento di Fit4Benefit.


Ospitato da Va Lentino srl SB, negli spazi di Imbarchino, l’appuntamento ha coinvolto 14 organizzazioni in una sessione formativa e di confronto dedicata al tema.

Condotto da Amapola e Mercato Circolare, l’incontro si inserisce nel più ampio percorso della Comunità di pratica Società Benefit, realizzata in collaborazione con Unione Industriali Torino e co-progettata insieme alle Società Benefit Amapola, BDFL Torino STP SB, Futura Law Firm e Mercato Circolare, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti introduttivi di Torino Social Impact, a cura di Lorena Di Maria, Nadia Lambiase di Mercato Circolare ha coinvolto i partecipanti a partire da una domanda guida: “Quale parola chiave ti viene in mente se pensi all’impatto?”

La riflessione è partita da una parola: cambiamento.

L’impatto può essere definito come il cambiamento sociale, ambientale o economico generato da un’organizzazione, un’attività, un progetto o un intervento. Comprenderlo significa quindi andare oltre la rilevazione delle attività svolte e interrogarsi sugli effetti prodotti nel tempo sulle persone, sulle comunità e sul territorio.

In questa prospettiva, la valutazione d’impatto può diventare una leva per il miglioramento continuo e l’innovazione, mettendo a disposizione dati ed evidenze utili a supportare le decisioni e a sperimentare nuove soluzioni. Può inoltre rafforzare il dialogo con gli stakeholder e consolidarne la fiducia, sostenendo una narrazione dell’impatto fondata su elementi concreti.

Da qui emerge un secondo elemento centrale condiviso durante l’appuntamento: non esiste una metodologia di valutazione dell’impatto migliore in assoluto.

Come ha sottolineato Anna Filippucci di Amapola, la scelta dello strumento dipende dallo scopo della valutazione, dall’oggetto che si vuole analizzare, dai dati disponibili, dagli stakeholder da coinvolgere e dal livello di maturità dell’organizzazione.

La domanda da porsi non è quindi “qual è il metodo migliore?”, ma “qual è il metodo più adatto a questo specifico caso?”.

È stata quindi proposta una panoramica di diversi metodi e approcci alla valutazione d’impatto: dall’approccio narrativo alla teoria del cambiamento, dallo SROI al B Impact Assessment, fino alla matrice del bene comune.

L’obiettivo era mostrare la varietà degli strumenti disponibili e l’importanza di individuare una metodologia coerente con le proprie esigenze, valutando anche la possibilità di integrare più approcci e valorizzarne i diversi punti di forza.

Amapola ha poi presentato un’esperienza di valutazione dell’impatto realizzata nel 2025 attraverso la metodologia SROI. Il caso ha permesso di approfondire il percorso seguito, le ragioni alla base della scelta dello strumento, le modalità di applicazione e gli apprendimenti emersi.

La riflessione metodologica è stata portata anche sul terreno della pratica attraverso un’attività laboratoriale. Le organizzazioni, suddivise in gruppi, si sono confrontate sulle metodologie e sugli strumenti di valutazione utilizzati nelle proprie esperienze, condividendone punti di forza e criticità. Alcune tracce comuni hanno guidato lo scambio, favorendo il confronto tra approcci differenti e il peer learning, prima della restituzione finale in plenaria.

La discussione si è infine spostata su una questione più ampia: come definire il valore generato da un’organizzazione?

Da questa domanda è emersa la necessità di un cambiamento culturale, capace di riconoscere forme di valore che non possono essere interamente tradotte in termini monetari. Una riflessione particolarmente significativa per le Società Benefit, chiamate a tenere insieme dimensione economica, sociale e ambientale.