La seconda uscita di Territori a impatto approfondisce il tema dell’accessibilità abitativa e il ruolo delle collaborazioni tra attori pubblici, privati, sociali e finanziari nella costruzione di nuove risposte alla crisi della casa.
Prosegue Territori a impatto, la rubrica realizza sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire, e curata dagli Advisors di Torino Social Impact Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano per leggere alcune delle principali trasformazioni economiche e sociali a partire dalle esperienze dei territori e dalle nuove forme di collaborazione tra attori diversi.
Dopo la prima uscita, che ha introdotto il percorso e la prospettiva della rubrica, il secondo approfondimento, dal titolo “Allearsi per gestire l’emergenza casa”, porta l’attenzione sull’accessibilità abitativa, una questione sempre più centrale per le città e che riguarda in particolare famiglie a basso e medio reddito e giovani.
A partire dalla recente pubblicazione dell’Affordable Housing Act, la proposta della Commissione europea dedicata all’accessibilità della casa nelle aree urbane e turistiche sottoposte alle maggiori pressioni abitative, l’articolo sposta lo sguardo su un aspetto ancora poco esplorato del dibattito: la possibilità di costruire partenariati tra soggetti pubblici, privati, sociali e finanziari, capaci di mettere in comune risorse, competenze e strumenti.
Tra le esperienze italiane raccontate c’è Homes4All LAB, la rete nata il 30 settembre per diffondere il modello di Homes4All e che coinvolge oggi Torino, Verona, Brescia, Forlì, Bologna, Firenze e Varese, con nuove realtà in costruzione anche nel Centro e nel Sud Italia.
L’esperienza di Homes4All, società benefit nata da un progetto di finanza a impatto sviluppato con la Città di Torino e sostenuto dal Fondo per l’Innovazione Sociale, mostra come il recupero di immobili sfitti o sottoutilizzati possa essere accompagnato dal coinvolgimento di investitori e da percorsi di supporto alle persone. Finora il progetto ha interessato 118 appartamenti, rimessi a disposizione per finalità abitative e sociali.
Sempre a Torino, l’articolo richiama l’esperienza della Fondazione di Comunità Porta Palazzo, dell’Associazione CoAbitare e di un comitato di cittadini impegnati nello sviluppo di un community land trust: un modello che separa la proprietà del suolo da quella dell’abitazione con l’obiettivo di preservarne l’accessibilità nel tempo.
Esperienze diverse, accomunate dalla capacità di integrare la dimensione abitativa con l’accompagnamento sociale, la costruzione di comunità e la messa in rete di attori e servizi. Una prospettiva nella quale l’economia sociale può assumere un ruolo centrale e che trova espressione anche in nuove forme di collaborazione sviluppate sul territorio torinese.
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