Mostra Divieto di oppressione – dal 2 al 25 ottobre presso @Stampé

Divieto di oppressione è la mostra che indaga la scena contemporanea torinese delle manifestazioni di lotta per i diritti delle persone più oppresse: dal movimento per l’Askatasuna alle grandi piazze per la Palestina, dai Pride alle lotte per transfemministe e per le donnə, ma anche le azioni per l’ambiente, per il lavoro, la lotta No TAV e quella No CPR.


Manifestare è l’atto più politico e democratico che ogni cittadinə può esercitare per difendere i propri diritti e quelli dellə altrə. Eppure le manifestazioni sono spesso bersaglio del braccio violento del potere, che da istituzione protettrice si trasforma in oppressore. Manifestare ha sempre infastidito il potere e rimane l’anticorpo più potente delle democrazie.

Tramite i materiali visivi raccolti, questa mostra vuole raccontare e riflettere sul significato politico del manifestare, sulle esperienze di chi vi partecipa, sullo stato attuale della lotta e su come attraversare questi spazi di azione collettiva.

La mostra durerà dal 2 al 25 ottobre, coi seguenti orari di apertura:
  • MAR-GIO dalle 15:00 alle 19:00
  • VEN-SAB dalle 15:00 alle 23:00
  • DOM dalle 16:00 alle 21:00

Le sezioni in mostra

  • Sezione principale “Manifesti di lotta” >Raccolta manifesti dai movimenti di lotta.
  • Sezione documentale “Scritte di lotta” > Raccolta di immagini di scritte e altri segni di lotta lasciati sui muri della città
  • Sezione collettiva “Immagini di lotta” > Raccolta di fotografie di manifestazione scattate da chi le attraversa

Calendario eventi

  • 2 OTTOBRE_ORE 18:30_INAUGURAZIONE
    Apertura e presentazione dello spazio espositivo con le tre sezioni di mostra
  • 9 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK
    SCATTA LA LOTTA. fotografare rispettando chi protesta e senza aiutare l’algoritmo
  • 16 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK
    SCRITTE DI LOTTA. come la protesta prende vita sui muri della città
  • 23 OTTOBRE_ORE 18:30_TALK (Evento parte di Graphic Days IN THE CITY)
    DISEGNI DI LOTTA. come prendono forma le affissioni delle manifestazioni
  • 25 OTTOBRE ORE 18:30_TALK
    DIRITTO DI PROTESTA. Una guida pratica per manifestare, con Amnesty International

Info e iscrizioni ai talk

Open call SI Mission Facility Training & Scaling Programme

Sei un/una social innovator, social entrepreneur o fai parte di un’organizzazione che lavora su clima, salute, città, oceani e acque, suolo o sistemi alimentari? È aperta la registrazione al SI Mission Facility Training & Scaling Programme, un percorso europeo gratuito di capacity building dedicato a iniziative di innovazione sociale collegate alle cinque EU Missions di Horizon Europe. Il programma è rivolto a realtà provenienti dagli Stati membri UE e dai Paesi associati a Horizon Europe e combina webinar europei, approfondimenti dedicati alle singole Mission, incontri nazionali in presenza e sessioni pratiche regionali.


Il percorso permetterà ai partecipanti di comprendere meglio come la propria iniziativa si inserisce nel quadro delle EU Missions, rafforzare la propria scaling readiness, utilizzare strumenti pratici per lo sviluppo e confrontarsi con esperti, organizzazioni di supporto e altri innovatori sociali a livello europeo.

Il programma prenderà il via il 20 ottobre, con un webinar generale, seguito da cinque incontri dedicati alle Mission:

  • 27 ottobre – Soil Mission
  • 3 novembre – Climate Mission
  • 10 novembre – Cancer Mission
  • 17 novembre – Cities Mission
  • 24 novembre – Oceans & Waters Mission

Tutti gli appuntamenti si terranno online dalle 10:00 alle 12:00 CET.

Per la Soil Mission, il Mission Hub di riferimento è Impact Hub Torino, che accompagnerà il percorso dedicato attraverso un incontro nazionale in presenza a Torino e successive sessioni online.

Il programma è gratuito e non si tratta di una call di finanziamento diretto, ma di un percorso di formazione, supporto e peer learning. Nel 2027 sarà inoltre aperta una Scaling Competition separata, dedicata alle innovazioni sociali più mature e pronte a scalare.

La registrazione è attualmente aperta; la scadenza indicata sul sito è in fase di estensione.

Maggiori informazioni e registrazione:
SI Mission Facility – Open Call for Social Innovators

Il modello di governance di Torino Social Impact riconosciuto come buona pratica da Interreg Europe

Il modello multi-stakeholder di Torino Social Impact è stato pubblicato sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe come buona pratica di governance territoriale, nell’ambito del progetto europeo METRO-CASE. Una valorizzazione della capacità dell’ecosistema torinese di mettere in relazione istituzioni, imprese, finanza, Terzo Settore e mondo della ricerca intorno a strategie condivise per l’economia sociale e l’impatto.


“The multi-stakeholder governance ecosystem of Torino Social Impact” è il titolo della buona pratica pubblicata sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe, la piattaforma europea dedicata alla condivisione di esperienze e soluzioni di policy già sperimentate nei territori.

La candidatura è stata presentata dalla Città Metropolitana di Torino nell’ambito di METRO-CASE – METROpolitan Collaborative Strategies and comparative Enhancements, progetto finanziato dal programma Interreg Europe e dedicato al rafforzamento della governance delle aree metropolitane europee.

Nel programma Interreg Europe, una good practice è un’iniziativa legata alle politiche di sviluppo regionale che ha dimostrato di produrre risultati concreti e che presenta un potenziale interesse per altri territori. La raccolta e lo scambio di queste esperienze sono parte integrante del lavoro dei progetti Interreg, con l’obiettivo di favorire apprendimento, adattamento e trasferimento di modelli efficaci tra le regioni europee. 

Un ecosistema fondato sulla collaborazione multi-stakeholder

La pratica pubblicata mette al centro il modello di governance sviluppato da Torino Social Impact, nato per superare la frammentazione tra attori e politiche e costruire una piattaforma territoriale capace di mettere in relazione soggetti pubblici e privati, profit e nonprofit, intorno a obiettivi condivisi di impatto sociale.

Nella valutazione pubblicata insieme alla buona pratica, l’esperto tematico di Interreg Europe Mart Veliste evidenzia in particolare la maturità raggiunta nel tempo dal modello e la capacità dell’ecosistema di tradurre la collaborazione tra stakeholder in strumenti, competenze e politiche concrete.

Tra gli elementi valorizzati figurano la nascita del Centro di Competenza per la Misurazione dell’Impatto, il ruolo svolto da Torino Social Impact nel percorso che ha portato alla definizione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e il coordinamento garantito dal settore pubblico. Il Centro di Competenza, attivo dal 2018, è stato sviluppato per diffondere cultura e strumenti di valutazione dell’impatto attraverso formazione, accompagnamento e supporto metodologico. 

Un’attenzione specifica viene dedicata anche alle Comunità di pratica, considerate un elemento distintivo della governance di Torino Social Impact. Il modello permette infatti alle organizzazioni della rete di aggregarsi intorno a temi e sfide specifiche, mettendo in comune competenze senza rendere necessaria la partecipazione di ogni partner a tutte le attività dell’ecosistema.
Le Comunità diventano così spazi flessibili di collaborazione, capaci sia di rafforzare le relazioni tra i partner sia di generare progettualità di interesse collettivo. È un approccio che Torino Social Impact utilizza oggi su ambiti che vanno dalle Società Benefit alla parità di genere, dall’economia circolare alla cura e prossimità, fino agli spazi di democrazia e alla comunicazione.

Dalle progettualità europee a una strategia territoriale

Un ulteriore elemento sottolineato dalla valutazione riguarda la capacità dell’ecosistema di utilizzare i progetti europei non come iniziative isolate, ma come occasioni per consolidare collaborazioni e sviluppare strumenti che possano continuare a produrre valore sul territorio anche oltre la durata dei singoli finanziamenti.

È proprio questa capacità di tenere insieme progettualità, competenze e indirizzi strategici all’interno di una governance comune a rendere il modello torinese potenzialmente trasferibile ad altri territori interessati a rafforzare i propri ecosistemi di imprenditorialità sociale e innovazione sociale.

La pubblicazione sulla Policy Learning Platform di Interreg Europe offre così al modello di Torino Social Impact una nuova dimensione di confronto europeo.
L’esperienza torinese entra infatti in un patrimonio condiviso di pratiche da cui altri territori possono trarre strumenti, approcci e spunti per costruire ecosistemi più coordinati e capaci di tradurre la collaborazione tra attori diversi in politiche e progettualità di lungo periodo.

In questo senso, la buona pratica restituisce il valore di un percorso costruito nel tempo: non un singolo progetto, ma un modello di governance che continua a evolvere attraverso nuove competenze, alleanze e strumenti a servizio dell’economia sociale.

“Economia sociale: Nutrire il futuro di nuove visioni integrate” – Terra Madre, Salone del Gusto 2026

Il 25 settembre 2026, nella sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, è stato presentato Professionisti Pro-Economia Sociale 2030: il primo innovativo percorso di formazione integrata e accreditata dagli Ordini Professionali coinvolti e nato dalla Comunità di pratica OP4Impact per costruire nuove competenze e  approcci a supporto dell’economia sociale e dello sviluppo del territorio.


Nutrire il futuro di un territorio significa mettere in comune competenze e costruire nuove risposte per l’economia sociale: è questa la visione che ha ispirato l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate”, organizzato in occasione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, con la missione di riflettere su prospettive future capaci di mettere in relazione economia, sostenibilità, comunità e bene comune, a partire dal Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030. 

L’evento è realizzato nell’ambito della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, creata da Torino Social Impact e sviluppata con Cottino Social Impact Campus. Il progetto, sostenuto da Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e dai quattro ordini professionali, da tre anni mette in dialogo commercialisti, notai, avvocati e consulenti del lavoro per costruire nuove competenze integrate e risposte alle sfide sociali. 

Ad aprire i lavori è stato Salvatore Regalbuto, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino – Ordine professionale che ha ospitato l’evento – e che ha richiamato la necessità di un approccio integrato capace di mettere in relazione dimensioni diverse, dall’economia sociale alla sostenibilità. 

È proprio a partire dal concetto di sostenibilità che Paolo Di Croce, Direttore Generale della Fondazione Slow Food ETS, ha ricordato come Carlo Petrini, scomparso nel 2025, avesse compreso con largo anticipo la necessità di andare oltre una lettura esclusivamente economica dei fenomeni e considerare come indicatore fondamentale dell’impatto anche la capacità di cambiare concretamente la vita delle persone.

Un approccio condiviso anche da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino, che ha ricordato l’impegno della Camera di commercio di Torino nel mettere in comunicazione mondi diversi, con riferimento, in particolare, all’esperienza di Torino Social Impact e all’impegno di OP4Impact

Successivamente, Serena Milano, Direttrice Slow Food Italia, ha riportato il confronto sul tema della biodiversità, sottolineando come il cambiamento non possa limitarsi a un intervento superficiale, ma debba riguardare le strutture profonde del modello di sviluppo. La biodiversità è una delle risorse attraverso cui affrontare le trasformazioni del presente e costruire risposte per le future generazioni.

La riflessione è proseguita con Silvio Barbero, Membro del Comitato esecutivo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha richiamato la necessità di interrogarsi sui modelli economici attuali: da qui la necessità di ripensare la scala dei valori, superando una visione nella quale il profitto rappresenta l’unico parametro e mettendo sullo stesso piano la dimensione economica con quella sociale e ambientale. 

Il ruolo dei professionisti nella complessità

Caterina Soldi (Cottino Social Impact Campus), coordinatrice OP4Impact e moderatrice dell’incontro, ha sottolineato il valore del dialogo, inteso come capacità di creare sinergie valorizzando competenze differenti e costruendo intersezioni tra le diverse professionalità. In questa prospettiva si colloca il lavoro delle Comunità di pratica, chiamate a creare e strutturare nuove competenze integrate a servizio degli attori dell’economia sociale e degli ecosistemi per cui generano valore

Come ha raccontato, “la Comunità di pratica OP4Impact vuole essere uno spazio nel quale trasformare il modo di pensare e agire insieme ad altri professionisti, attraverso un approccio integrato capace di rispondere alle esigenze degli attori dell’economia sociale, in una logica generativa e non estrattiva”. OP4Impact non è più solo una comunità: è sempre di più un centro di competenze capace e desideroso di dare risposte per supportare l’evoluzione delle governance e i modelli strategici, applicativi. 

È a partire da questa missione che Davide Barberis (Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino), ha richiamato il rapporto tra persone, risorse e governance, sottolineando la necessità per i professionisti di sviluppare una visione capace di accompagnare nel tempo le organizzazioni. La misurazione dell’impatto, ha osservato, non deve diventare un obiettivo fine a sé stesso, ma essere integrata nel processo decisionale e nella progettazione fin dall’inizio.

Anche Luigi Gili, Ordine degli Avvocati di Torino, ha posto l’attenzione sulla trasformazione del ruolo professionale, in particolare alla luce della digitalizzazione e della sua crescente complessità. Nel contesto attuale la professionalità assume sempre più la dimensione del discernimento, della capacità critica e dell’interpretazione. Funzioni che portano con sé un forte valore sociale e che richiedono una formazione continua, capace di integrare competenze tecniche e cultura, in un’ottica collaborativa.

Gabriele Gili (Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo), ha sottolineato il valore della rete e della multidisciplinarietà: mettere insieme competenze diverse non significa rinunciare alle specificità delle singole professioni, ma renderle complementari per generare un valore che una singola competenza non potrebbe produrre. La rete diventa così una necessità operativa, oltre che valoriale, soprattutto nel rapporto con le realtà del terzo settore.

Infine, Luca Furfaro (Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro di Torino), ha richiamato la necessità di andare oltre i numeri, imparando a interpretarli e a leggere ciò che si trova dietro dati e norme, come nel caso di persone, famiglie e comunità. Le trasformazioni demografiche, i cambiamenti nel welfare, la conciliazione tra vita e lavoro e il permanere di fenomeni come lo sfruttamento rendono evidente la dimensione sociale delle professioni e la necessità che gli Ordini siano promotori del cambiamento.

Professionisti Pro-Economia Sociale 2030: sei seminari per costruire nuove competenze

È da questa visione collettiva che nasce il progetto Professionisti Pro-Economia Sociale 2030, che intende contribuire a una trasformazione culturale e sistemica del ruolo delle professioni, rafforzando la capacità degli Ordini di accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nei processi di crescita, innovazione e generazione di impatto. 

Il percorso, accreditato dagli Ordini professionali, sarà itinerante e prenderà avvio il 27 ottobre 2026 presso la sede del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, con un primo appuntamento dedicato al tema della Governance & partnership.

Gli altri temi al centro del percorso formativo saranno:

  • Social procurement | 20 novembre 2026;
  • Finanza a impatto sociale | 26 gennaio 2027; 
  • Competenze, giovani e sviluppo | 23 marzo 2027;
  • Inclusione sociale e lavorativa | 9 giugno 2027;
  • Innovazione, reti e trasformazione digitale | 23 settembre 2027.

Il progetto è una vera innovazione interordinistica e consolida il posizionamento di OP4Impact: un vero e proprio Centro di competenza, punto di riferimento territoriale e nazionale. , 

Per maggiori informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione al percorso formativo “Professionisti Pro-Economia Sociale 2030”, è possibile consultare il seguente documento.

Utopian Hours 2026 — Ten Years Edition / Part 2

Utopian Hours ritorna a Torino il 16–17 Ottobre. 


Dopo un primo appuntamento di grande successo a Rotterdam, il festival internazionale di city-making torna a casa con un programma più ambizioso che mai.

Unisciti a Utopian Hours, biglietti Full Festival, one-day e la speciale promozione under-30 sono disponibili su Eventbrite con il 15% di sconto dedicato all’ecosistema di Torino Social Impact inserendo il codice “UHTSI15”

Ospitata, come sempre, da La Centrale Lavazza e Dorado Community Hub, Utopian Hours Torino festeggia il suo decimo anniversario con la stessa qualità e varietà di ospiti che hanno reso il festival celebre, riunendo una lineup d’eccezione e un ricco programma culturale che esplora come le città possano rispondere con creatività alle sfide sociali, ambientali e politiche del XXI secolo.

“A Rotterdam abbiamo toccato con mano sia l’urgenza delle sfide urbane di oggi sia la straordinaria creatività con cui le città vi stanno rispondendo. Adesso torniamo a Torino con un’ambizione ancora più grande”, dichiara Luca Ballarini, cofondatore di Stratosferica. “Con la Parte 2 della nostra Ten Years Edition, Utopian Hours continuerà a spingersi oltre i limiti, portando nella nostra città alcune tra le visioni urbane più radicali al mondo. Perché oggi, più che mai, ‘cities are mental weapons’.
Tra gli ospiti internazionali annunciati c’è Sir Peter Cook, cofondatore del leggendario collettivo d’avanguardia Archigram. Con orgoglio ed emozione, Stratosferica annuncia che, appena una settimana prima del suo novantesimo compleanno, Sir Peter Cook sarà a Torino per salire sul palco di La Centrale Lavazza. Per tutta la vita ha immaginato, studiato e ridefinito le città, plasmando il pensiero architettonico attraverso il suo lavoro visionario, i suoi disegni e una fede incrollabile nel potere dell’immaginazione. La sua partecipazione è particolarmente significativa per i tanti giovani che parteciperanno a Utopian Hours, poiché rappresenta un’occasione unica per ascoltare una delle menti più brillanti e influenti dell’architettura.

Nel vero spirito del festival Utopian Hours, Torino ospiterà anche una mostra, The City is a Garden, di disegni legati a Sir Peter Cook e ad Archigram, che si terrà durante Utopian Hours 2026 e proseguirà a Dorado per due mesi. Molte delle opere esposte non sono mai state mostrate in Italia, un’occasione rara per entrare in contatto con l’universo visivo del leggendario collettivo sperimentale, spesso descritto come “i Beatles dell’architettura”.
Il programma vedrà inoltre la partecipazione di Wim Walschap, CEO e Senior Partner di Herzog & de Meuron, in rappresentanza del colosso svizzero dell’architettura noto per la capacità di coniugare tradizione e innovazione in modo che l’una valorizzi l’altra; Zahra Ebrahim, co-fondatrice di Monumental, organizzazione che costruisce ponti tra comunità e istituzioni a Toronto e che abbraccia il caos produttivo della vita urbana, dalle economie informali al placemaking spontaneo; e Carolyn Steel, che esplora il concetto di Sitopia (letteralmente “cibo-luogo”).

Il programma osserverà poi le città attraverso una serie di progetti e pratiche internazionali: Rotterdam Rooftop Days, che esplora il potenziale dei tetti urbani per l’adattamento climatico e lo spazio pubblico; Gleispool, un’enorme piscina pubblica proposta per un ex scalo ferroviario di Basilea; il progetto Crown Bridges di Helsinki; Quatorze, la pratica no profit che promuove un’architettura fondata sulla solidarietà; Nice Developers, il cui lavoro punta a dimostrare che gli sviluppatori immobiliari non devono per forza essere cattivi; ENORME Studio, con sede a Madrid, che esplora il futuro dell’architettura attraverso un design sperimentale, partecipativo e trasformabile; e Powerhouse Company, lo studio di architettura internazionale attivo nell’edilizia abitativa, nella costruzione e nella trasformazione urbana.

Come nelle edizioni precedenti, il festival andrà ben oltre il formato della tradizionale conferenza. Oltre alle keynote lecture, alle masterclass e all’Urbanites Fair a La Centrale Lavazza, Utopian Hours Torino ospiterà al Dorado Community Hub i suoi caratteristici roundtables, pensati come sessioni di lavoro partecipative volte a generare risposte concrete alle sfide urbane contemporanee.

Dorado ospiterà anche un programma di mostre, tra cui The City is a Garden di Sir Peter Cook e Urban Frame, presentata in collaborazione con CAMERA — Centro Italiano per la Fotografia. Il festival rinnova inoltre la collaborazione con l’Architecture Film Festival Rotterdam (AFFR), riportando a Torino una selezione di film dedicati all’architettura e alla città, offrendo un’ulteriore chiave di lettura per esplorare i temi e le domande al centro di Utopian Hours.
La European Guest City di quest’anno è Rotterdam, che avrà una presenza dedicata all’Urbanites Fair, una tavola rotonda a Dorado e un momento sul palco principale. L’Italian Guest City è Napoli, dopo Brescia, nell’edizione 2025.

Unisciti a Utopian Hours, biglietti Full Festival, one-day e la speciale promozione under-30 sono disponibili su Eventbrite con il 15% di sconto dedicato alla community di Torino Social Impact inserendo il codice “UHTSI15”

Voucher Digitalizzazione PMI 2026: progetti aggregati per le imprese della rete Torino Social Impact

Le imprese sociali piemontesi che stanno programmando un investimento digitale possono richiedere un contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro per impresa attraverso il Voucher Digitalizzazione PMI 2026, se in possesso dei requisiti previsti dal bando. Tra le modalità di partecipazione ci sono anche i progetti aggregati: Fondazione Piemonte Innova, partner di Torino Social Impact, sta costruendo progetti ai quali possono aderire le imprese della rete.


Il Voucher sostiene l’acquisto di tecnologie, beni e servizi digitali. Possono essere incluse anche attività di consulenza e formazione collegate all’investimento, nei limiti previsti dal bando.

In qualità di soggetto aggregatore, Fondazione Piemonte Innova accompagna le imprese nella definizione del progetto, nella preparazione della candidatura e nelle fasi successive. Per i progetti che coinvolgono un soggetto aggregatore, la percentuale di spese coperte dal contributo aumenta di 5 punti percentuali. 

I progetti aggregati sono in fase di composizione. Le imprese interessate a verificare se il proprio investimento può rientrare nel Voucher e a valutare l’adesione possono scrivere entro il 2 ottobre 2026 a bandi@piemonteinnova.it.

Maggiori informazioni sul bando

15 ottobre 2026 – Convegno GIOVANI AL CENTRO

Il 15 ottobre 2026 Fondazione Mamre ETS organizza il convegno “Giovani al Centro MAMRE Verso uno spazio ibrido socioculturale”, dedicato alla nascita di un nuovo spazio per i giovani nel quartiere Barriera di Milano. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo.


La mattinata sarà dedicata alla presentazione del percorso di progettazione, alla visione delle proposte elaborate e all’utilizzo della realtà virtuale, con un confronto sulle esperienze di spazi ibridi, sulla sostenibilità e sull’impatto del progetto sul territorio.

Il progetto Spazio Mamre Giovani nasce con l’obiettivo di creare un luogo di incontro, partecipazione e opportunità, nel quale le nuove generazioni possano sviluppare capacità, esprimersi e contribuire alla vita culturale e sociale del territorio.

Il percorso ha coinvolto giovani, studenti, università, scuole, professionisti, istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Nel primo semestre del 2026 sono state ascoltate le voci di 180 giovani e giovani, mentre 101 studenti e studentesse di Architettura hanno elaborato 20 progetti per il nuovo spazio. Dal confronto con le realtà territoriali sono inoltre emerse 50 possibili attività.

Nel pomeriggio il percorso proseguirà con tavoli di co-ideazione coordinati da Urban Lab, dedicati alle attività, alle collaborazioni e ai prossimi passi del progetto.

L’incontro rappresenta un momento di confronto e di condivisione per trasformare il lavoro progettuale svolto finora in una nuova fase di collaborazione, con l’obiettivo di costruire insieme uno spazio capace di accompagnare l’autonomia e la partecipazione dei giovani.

Save the date!

15 ottobre 2026, dalle ore 9.30 alle ore 13
Fondazione Mamre ETS – Piazzale Croce Rossa Italiana 185/A, Torino

Per partecipare, è richiesta l’iscrizione compilando il breve modulo di adesione al link qui sotto:

https://forms.gle/FWciWg26z9F5E6ZS8

Sostenibilità digitale: nuove prospettive sull’impatto nell’ecosistema TSI

Si è conclusa la prima rilevazione sulla sostenibilità digitale realizzata da Sloweb APS insieme all’ecosistema di Torino Social Impact: un primo lavoro di osservazione sulle pratiche adottate dalle organizzazioni della rete, i cui risultati saranno presentati nell’ambito del programma di Sloweb a Terra Madre Salone del Gusto 2026, dedicato all’uso responsabile e sostenibile del digitale.


Il ciclo di eventi, che ha luogo tra il 24 e il 27 settembre, rappresenta un importante tassello del lavoro congiunto tra Sloweb APS e Slow Food, che si è inoltre recentemente formalizzato in un Protocollo d’intesa volto a promuovere una cultura del digitale coerente con principi di sobrietà, sostenibilità e responsabilità, attraverso attività di informazione, formazione e diffusione di buone pratiche. 

Una prima fotografia dell’ecosistema

Il questionario promosso da Sloweb ha esplorato diversi ambiti, dalla gestione e dal fine vita dei dispositivi alla scelta di fornitori e servizi digitali, dall’accessibilità alla gestione dei dati, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e alle modalità di produzione e fruizione dei contenuti digitali.

I risultati restituiscono un quadro articolato: accanto ad alcune pratiche e attenzioni già presenti, emergono diversi ambiti sui quali è necessario continuare a sviluppare conoscenza e capacità di intervento. La rilevazione non nasce con l’obiettivo di valutare le singole organizzazioni, ma di costruire una prima base di consapevolezza condivisa, facendo emergere pratiche, bisogni e temi sui quali sarà importante concentrare l’attenzione dell’ecosistema.

I risultati saranno presentati venerdì 25 settembre durante l’incontro di “Transizione digitale sostenibile per aziende più responsabili e forti – Percorso di consapevolezza sull’impatto del digitale e dell’IA con testimonianze di aziende locali”.

Sempre nell’ambito del programma di Sloweb a Terra Madre, Torino Social Impact sarà presente anche il 27 settembre, nella figura del suo portavoce Mario Calderini, alla terza sessione del Digital Ethics Forum, dedicata alle “Buone esperienze del territorio in termini di uso responsabile del digitale per Associazioni e Istituzioni”.

La partecipazione ai due appuntamenti offre l’opportunità di portare le prime evidenze raccolte nell’ecosistema, nonché di tracciare i primi passi di un percorso che Torino Social Impact intende avviare per accompagnare il proprio ecosistema verso una maggiore consapevolezza nell’uso del digitale e una gestione più sostenibile degli strumenti digitali.

Un tema chiave per l’economia sociale

La sostenibilità digitale rappresenta un tema più che mai cruciale, attraverso cui interrogarsi sul rapporto tra innovazione, responsabilità e impatto. 

Per Torino Social Impact, questo primo lavoro rappresenta un punto di partenza per sviluppare una consapevolezza sempre più ampia sul tema e approfondire le diverse dimensioni legate all’uso delle tecnologie digitali. 

L’obiettivo è portare progressivamente la sostenibilità digitale dentro le politiche di impatto delle organizzazioni e del territorio, in coerenza con gli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e con la più ampia sfida di tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità e inclusione sociale. 

Consulta il programma completo di Sloweb a Terra Madre 2026 e iscriviti gratuitamente agli eventi.

Bench-Mark | Ep. 113 – Fondazione Educatorio della Provvidenza

In questo episodio di Bench-Mark incontriamo la Fondazione Educatorio della Provvidenza, nata a Torino nel 1722 e oggi impegnata a coniugare la propria vocazione filantropica con nuove forme di intervento sociale, educativo e culturale.

A raccontarne l’evoluzione e il presente sono Carlo Majorino, Presidente della Fondazione, e Paola Monaci, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e Coordinatrice del Centro Psicotech Lab®.

Il dialogo mette in relazione due prospettive complementari: da un lato, il modo in cui un’istituzione con oltre tre secoli di storia continua a ripensare il proprio ruolo e le proprie modalità di intervento; dall’altro, la sperimentazione di psicotecnologie e nuovi strumenti a supporto del benessere psicofisico, della prevenzione e della cura delle persone.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Slow Food Italia e Sloweb firmano un Protocollo d’intesa

Due movimenti, una radice comune.  La sostenibilità digitale entra nell’agenda del cibo buono, pulito e giusto.


Slow Food Italia e Sloweb APS hanno siglato oggi un Protocollo d’intesa che unisce i due movimenti in un impegno comune: promuovere un uso del digitale che sia sobrio, pulito e giusto, a partire dal settore agroalimentare.

Il Protocollo si accompagna a obiettivi di lungo termine e attività definite fino al 2030.

Il primo appuntamento pubblico dell’alleanza è Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, dove Sloweb sarà protagonista con molti eventi dedicati al digitale sostenibile.

«Slow Food da quarant’ anni sollecita la consapevolezza: rispetto al cibo, certo, ma anche alla produzione alimentare, alla biodiversità, ecc. Anche rispetto al digitale serve diffondere consapevolezza per non essere travolti dalla potenza degli strumenti che devono rimanere al servizio dell’umanità. Serve un’educazione digitale che ci permetta di compiere scelte consapevoli rispetto a come nutriamo il nostro cervello.» — Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia

«Slow Food ha dimostrato in quarant’anni che è possibile costruire un movimento mondiale partendo dalla concretezza delle pratiche quotidiane. Noi facciamo lo stesso con il digitale. Questa alleanza ci dà la rete e la legittimazione per farlo su scala: siamo pronti.» — Mauro Bulgarini, Presidente Sloweb APS

L’industria digitale produce oggi circa il 4% delle emissioni globali di CO₂, una quota superiore a quella dell’aviazione civile, destinata a crescere con la diffusione dell’intelligenza artificiale. Ogni smartphone nuovo ha già emesso 83 kg di CO₂ prima di essere acceso per la prima volta. I data center mondiali consumano elettricità quanto interi paesi; i modelli di intelligenza artificiale richiedono milioni di litri d’acqua per il raffreddamento dei server. Il settore agricolo, nel frattempo, si trova sotto la pressione di una digitalizzazione crescente e non guidata: macchinari che sottraggono dati e non sono riparabili dagli agricoltori, piattaforme che creano dipendenza dagli oligopoli tecnologici, tracciabilità digitale che spesso va a solo vantaggio degli intermediari.

Slow Food Italia e Sloweb condividono la convinzione che una transizione digitale non guidata con criteri di sostenibilità rischi di compromettere le conquiste del movimento agroalimentare. Un cibo buono, pulito e giusto si ottiene solo con tecnologie e processi sobri, puliti e giusti.

Che cosa prevede il Protocollo

Il Protocollo d’intesa ha durata di 24 mesi dalla firma, rinnovabili.

Definisce diversi obiettivi.

Obiettivi di breve termine

  • Informare cittadini, imprese e società civile sui reali impatti del digitale, con dati verificabili e linguaggio accessibile.
  • Educare attraverso percorsi formativi nelle scuole, nelle aziende e nelle Condotte di Slow Food in Italia, incluso il progetto «Orto Digitale».
  • Promuovere buone pratiche di sostenibilità digitale, a partire dal lancio delle «Ricette di Sloweb» a Terra Madre 2026.
  • Presentare imprese e soluzioni che operano per un digitale responsabile, con un sistema di riconoscimento ispirato ai Presìdi Slow Food.

Obiettivi di medio termine

  • Sostenere la ricerca applicata sulla sostenibilità digitale in ambito agroalimentare, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
  • Integrare pratiche di sostenibilità digitale nelle aziende della rete Slow Food, con il «Menù Digitale Slow» e strumenti di autovalutazione.

Terra Madre 2026: il primo banco di prova

Il primo appuntamento pubblico dell’alleanza è Terra Madre Salone del Gusto, 24-28 settembre 2026 a Torino.

Sloweb sarà presente con un programma che include una Rassegna cinematografica, spettacoli e Slowlesson inclusi:

  • 25 settembre: Evento Formazione aziende: un percorso di consapevolezza sull’impatto del digitale per imprese del settore agroalimentare.
  • 27 settembre: Digital Ethics Forum, sessioni 3 e 4: dibattito e appello all’azione sul rapporto tra digitale e cibo buono, pulito e giusto con istituzioni locali e aziende del territorio
  • 27 settembre: OCDR: l’osservatorio del consumo digitale responsabile, con partecipazione di aziende del NW del paese.
  • 28 settembre: I Patti digitali: gli accordi tra famiglie, che aiutano le comunità a gestire in modo responsabile dispositivi e servizi digitali

In occasione di Terra Madre verranno lanciate «Le Ricette di Sloweb. Ricette per un digitale più sano»: dieci ricette pratiche per un uso del digitale più consapevole, distribuite in formato HTML, e su cartoline per il pubblico.

Contatti stampa • Slow Food Ufficio stampa Slow Food Italia press@slowfooditalia.it

Contatti stampa • Sloweb Pietro Jarre, Segretario Sloweb APS pietrojarre@sloweb.org

Territori a impatto

Alleanze multi-attore per le sfide sociali. Una rubrica curata da Torino Social Impact su inserto Economia Civile di Avvenire.


Territori a Impatto: è questo il titolo di una rubrica mensile che dal mese di settembre Torino Social Impact realizza sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire.

Questo percorso editoriale nasce dall’assunto che è soprattutto nei contesti locali che possono nascere e svilupparsi risposte innovative alle trasformazioni sociali in corso. È infatti sul territorio che bisogni e fragilità diventano più visibili e che operano in modo capillare le organizzazioni dell’economia sociale, capaci di coniugare la produzione di valore economico con il perseguimento di obiettivi di interesse collettivo.

Questa dimensione assume un’importanza ancora maggiore di fronte alla crescente complessità delle sfide che attraversano le società europee: difficoltà di accesso all’abitazione, instabilità occupazionale delle nuove generazioni, invecchiamento della popolazione, fenomeni migratori, nuove forme di povertà e ampliamento delle disuguaglianze. Dinamiche che mettono sotto pressione la coesione sociale e possono contribuire a indebolire anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche.

Torino Social Impact proporrà quindi un viaggio tra esperienze territoriali, italiane ed europee, che hanno attivato soluzioni e strumenti innovativi basati sulla collaborazione multi-attore. Problemi così articolati non possono infatti essere affrontati attraverso l’azione isolata di un singolo soggetto. Diventa necessario costruire forme di collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese, operatori finanziari e realtà del Terzo Settore, mettendo in comune risorse, competenze e capacità di intervento.

Il primo numero della rubrica, in edicola lo scorso 9 settembre e firmato da Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano, ha disegnato una mappa dei paesi più avanzati in questo campo e degli strumenti concreti messi in campo da questi partenariati multi-attore, tra cui social impact bond, pay by results e outcome fund.

A partire dal prossimo numero, in edicola il prossimo 7 ottobre, il viaggio attraverso i territori a impatto racconterà le realtà in cui stanno prendendo forma soluzioni multi-attore, dedicando ogni numero a una grande sfida sociale: casa, NEET, invecchiamento, rigenerazione urbana, inclusione lavorativa e altre ancora.

Il percorso metterà in luce anche le esperienze italiane più avanzate, in un contesto ancora segnato da un sostanziale ritardo dovuto soprattutto alla scarsità di investitori a impatto, alla debolezza delle competenze amministrative e alla mancanza di metriche condivise e di una cultura diffusa della valutazione.

Le call europee per cultura e creatività nel webinar dell’HUB

Il 16 settembre l’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale ha organizzato un webinar dedicato alle opportunità di finanziamento europeo per il settore culturale e creativo, approfondendo tre call rivolte alla mobilità artistica, alla cooperazione internazionale e al sostegno dell’ecosistema culturale ucraino.


Durante l’incontro sono state presentate tre opportunità europee particolarmente rilevanti per le organizzazioni culturali e creative.

Perform Europe sostiene la circolazione transfrontaliera di opere di spettacolo dal vivo già prodotte e pronte per la circuitazione, con particolare attenzione a sostenibilità, inclusione, diversità e contrasto al cambiamento climatico. La call prevede contributi compresi tra 15.000 e 60.000 euro e richiede un partenariato formato da almeno tre organizzazioni provenienti da tre diversi Paesi di Europa Creativa.

ZMINA: Resilience è invece dedicata al rafforzamento e all’integrazione del settore culturale e creativo ucraino nel panorama europeo. La call sostiene progetti di co-creazione tra organizzazioni europee e ucraine, accompagnati da attività di presentazione pubblica delle opere. Il partenariato deve coinvolgere almeno due organizzazioni di due Paesi di Europa Creativa, con la presenza obbligatoria di almeno un partner ucraino.

Culture Helps Solidarity punta a rafforzare creatività, resilienza e legami con le comunità nel contesto ucraino, durante e dopo la guerra. La call sostiene grant individuali, progetti tematici e collaborazioni, affiancati da attività di mentoring, formazione, scambio tra pari, networking e condivisione di esperienze e buone pratiche. Il programma prevede inoltre azioni dedicate al dialogo interculturale, al supporto alla salute mentale e allo sviluppo professionale dei manager culturali.

Il webinar ha permesso di approfondire caratteristiche, requisiti di partecipazione, composizione dei partenariati e tipologie di attività finanziabili, offrendo alle organizzazioni partecipanti elementi utili per valutare la candidatura di una propria proposta progettuale.

Hanno partecipato Situazione Xplosiva APS, Rete Politecnica, Bottega di Cyrano – Teatro degli Acerbi, Al Cicapui ASD APS, Tedacà APS ETS, Itinerari Paralleli S.r.l., beeozanam ETS, Banca del Piemonte e Casa di Carità Arti e Mestieri.

L’incontro rappresenta anche il primo passo per accedere al percorso di accompagnamento individuale e gratuito alla progettazione offerto dall’HUB: le organizzazioni interessate possono infatti proseguire il lavoro attraverso un supporto dedicato alla costruzione e allo sviluppo della propria proposta progettuale.

L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è un’iniziativa realizzata in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Questa iniziativa contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

OP4Impact: il terzo incontro di impact capacity building

Nuovo appuntamento per OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto: il 17 settembre, a OFF TOPIC, la Comunità di Pratica si è confrontata su competenze, collaborazione interprofessionale e nuove traiettorie a supporto dell’economia sociale. 


“Può la cultura essere considerata una vera e propria infrastruttura sociale?” È questa la domanda da cui ha preso avvio il terzo incontro del percorso di Impact Capacity Building della Comunità di pratica Op4Impact – Ordini professionali per l’impatto. 

Un percorso che coinvolge l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, il Consiglio Notarile di Torino e Pinerolo e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e che nasce per rispondere alle istanze dell’economia sociale e continuare a costruire, in una logica interordinistica, visioni e azioni capaci di generare impatto concreto.

L’incontro ha portato al centro del confronto l’esperienza di OFF TOPIC e la sua evoluzione da realtà associativa a impresa sociale: non una semplice testimonianza, ma un vero e proprio caso studio di una realtà culturale che ha saputo radicarsi sul territorio, evolvere il proprio modello organizzativo e generare nuove ricadute sociali e culturali. Un’esperienza che rappresenta un possibile riferimento di valore anche per altre organizzazioni del territorio.

A raccontare il percorso è stata Ottavia Arenella, Project Manager di OFF TOPIC, accompagnando i partecipanti dentro un’esperienza in cui cultura, giovani, territorio e attività economiche convivono all’interno di un unico contesto. Nato come spazio culturale e diventato nel 2018 un’associazione di secondo livello, OFF TOPIC oggi è un modello nel quale il valore non coincide con il singolo evento, ma con il presidio che resta aperto, genera relazioni e costruisce opportunità per il protagonismo giovanile. 

Negli anni, la crescita dell’organizzazione ha però posto nuove domande. Nell’ottobre 2025 OFF TOPIC ha compiuto una transizione: da associazione di promozione sociale a s.r.l. impresa sociale. Un cambiamento che non ha modificato la finalità della realtà, ma che ha richiesto di ripensare il modo di organizzare il lavoro e costruire i processi decisionali.

Un elemento di particolare valore è rappresentato dal fatto che il percorso di trasformazione statutaria sia stato accompagnato da due professionisti membri della Comunità di Pratica: una dimostrazione concreta di come la complementarità delle competenze professionali possa rappresentare una leva per le organizzazioni dell’economia sociale, contribuendo alla costruzione di modelli integrati di governance e gestione orientati alla generazione e alla valutazione dell’impatto sociale.

Oggi, tra le sfide aperte, ci sono la necessità di ridurre il precariato culturale, consolidare la struttura organizzativa e definire modalità sempre più efficaci per misurare e comunicare l’impatto generato dalle attività. Si tratta di temi che riguardano tanto la dimensione economica quanto quella sociale e che rendono centrale la capacità di individuare indicatori in grado di restituire la complessità del valore prodotto.

È proprio su questo terreno che il caso OFF TOPIC ha aperto una riflessione più ampia sul ruolo dei professionisti nell’economia sociale. Come emerso durante il confronto, non basta la competenza del singolo professionista: servono competenze diverse capaci di convergere, dialogare attraverso linguaggi comuni e muoversi nella stessa direzione. 

Da qui si è avviato un confronto guidato da Caterina Soldi sulla governance e sulla necessità di sperimentare modelli più partecipativi e collaborativi, nei quali le decisioni siano il risultato di un processo integrato. Una prospettiva che assume particolare rilevanza anche per le nuove generazioni, che guardano al lavoro come a uno spazio in cui costruire il proprio futuro contribuendo al benessere della comunità. 

La teoria del cambiamento è stata oggetto del workshop per attivare la strategia di valutazione dell’impatto di professionisti pro economia sociale.  Il confronto ha permesso di mettere a fuoco il legame tra attività, risultati, cambiamenti attesi e impatto, facendo emergere una prospettiva comune: l’impatto non è una dimensione aggiuntiva, ma una lente attraverso cui ripensare strategie, governance, competenze e relazioni.
In questa direzione, il percorso vuole costruire un approccio interordinistico all’economia sociale, valorizzando competenze, casi ed esperienze e trasformandoli in nuove possibilità di collaborazione e innovazione. Tra gli obiettivi emersi ci sono il rafforzamento delle competenze e del networking, l’integrazione di nuovi approcci all’economia sociale e una maggiore consapevolezza dell’impatto generato.

Il prossimo appuntamento della Comunità di Pratica sarà invece aperto al pubblico: venerdì 25 settembre, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, si terrà l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate“. Per l’occasione, verrà presentato il percorso “Professionisti Pro Economia Sociale”: nato nell’ambito di OP4Impact, si articolerà in sei seminari formativi accreditati dagli Ordini, dedicati a esplorare le potenzialità dell’economia sociale attraverso la complementarità delle competenze professionali.

Per maggiori informazioni sul programma e sulle iscrizioni, è possibile consultare il seguente link.

Dai corsi ai tirocini: Enaip Piemonte fa incontrare formazione e lavoro

Prosegue il racconto dell’impatto sociale realizzato insieme a Futura News — la testata del Master in Giornalismo di Torino, che restituisce uno sguardo sull’ecosistema di Torino Social Impact attraverso il lavoro di giovanə giornalistə.


Il nuovo articolo di Visione Futura racconta il lavoro di Enaip Piemonte, una delle principali agenzie formative del territorio, impegnata ad accompagnare giovani, adulti, persone in cerca di occupazione o in percorsi di riqualificazione professionale verso nuove opportunità di inserimento lavorativo.

Dalle voci raccolte nell’articolo emerge un modello che tiene insieme formazione, orientamento e servizi al lavoro. Dai corsi professionali ai colloqui individuali, dalla revisione del curriculum all’incontro con le imprese, fino all’attivazione dei tirocini, Enaip Piemonte costruisce percorsi capaci di avvicinare competenze e bisogni del mercato, mettendo al centro le persone e la possibilità di trasformare la formazione in un passaggio concreto verso il lavoro.

Leggi l’articolo su Futura News

A Bit of [hi]story

Dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 Torino ospita la sesta edizione di A Bit of [hi]story, il festival gratuito organizzato dal Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn. Nell’anno del suo quindicesimo anniversario, il museo propone “Equilibri Digitali: i conti veri dell’informatica”, un percorso tra storia dei computer, intelligenza artificiale e sostenibilità.


Sabato 3 e domenica 4 ottobre il festival apre al pubblico ai Docks Dora, in via Valprato 68, con incontri, esposizioni e occasioni di confronto per appassionati, famiglie e curiosi. Tra i temi: il ruolo dei supercomputer nelle previsioni meteo, la storia di Apple e Olivetti, l’impatto ambientale del digitale, il diritto alla riparazione e il contributo delle donne all’informatica.

Tra gli ospiti del fine settimana figurano Luca Mercalli, Guido Saracco, Gastone Garziera, Giorgio Garuzzo, Fabio “Kenobit” Bortolotti, don Luca Peyron e Ugo Vallauri. Sabato sera spazio anche al DJ set di Kenobit e a un mini torneo di Kick-Off. L’inaugurazione è prevista sabato 3 ottobre alle 10:30 nello spazio Cingomma.

Dal 30 settembre al 2 ottobre le attività sono dedicate alle scuole presso il Palazzo della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. Conferenze e laboratori affrontano sicurezza digitale, algoritmi, crittografia, notizie false e nuove prospettive dell’IA, con un intervento della matematica Olivia Caramello sulla teoria dei topoi.

La partecipazione è gratuita.

Per organizzare la presenza delle classi: eventi@mupin.it.

Programma e aggiornamenti: www.abitofhistory.org

Gen[TI] Una Generazione di Talenti. Un’opportunità per neoimprese, startup e PMI

Gen[TI] – Una Generazione di Talenti offre a neoimprese, startup e PMI dell’ecosistema piemontese l’opportunità di accogliere giovani talenti attraverso un tirocinio retribuito di 4 mesi a carico del progetto.


Chi può partecipare

Possono candidarsi neoimprese, startup e PMI innovative* con sede operativa in Piemonte.

Se desideri entrare in contatto con talenti motivati e altamente qualificati, in grado di contribuire attivamente allo sviluppo di progetti, sfide tecnologiche e percorsi di crescita aziendale, questa è l’occasione per la tua impresa.

*Leggi attentamente i Requisiti di ammissibilità nel testo della Call per Imprese e/o nelle FAQ disponibili sul sito.

Cosa offriamo alle imprese

  • Copertura economica integrale di quattro mesi di tirocinio extracurriculare
  • Facilitazione del match tra talenti e imprese
  • Accompagnamento amministrativo per l’attivazione del tirocinio
  • Fino a 40 ore di formazione e mentoring per i talenti su sviluppo di competenze professionali, imprenditoriali e IA
  • Attestazioni per i talenti delle competenze maturate
  • Booster per le imprese: accompagnamento ad hoc by Réseau Entreprendre Piemonte
  • GenTI Pass per le imprese: formazione su IA, esperienza di ecosystem discovery e corporate matchmaking

Quando

  • La call è aperta in modalità di candidatura a sportello dal 29 luglio 2026 al 31 gennaio 2027
  • L’attivazione dei tirocini avverrà in due finestre temporali: la prima indicativamente tra ottobre/novembre 2026, la seconda tra febbraio/marzo 2027

Come candidarsi

La raccolta delle candidature, delle opportunità di tirocinio e la gestione del processo di matching tra talenti e imprese ospitanti avverrà tramite la piattaforma GenTI.

Webinar informativo

Iscriviti qui per partecipare al webinar introduttivo che si terrà il 23 settembre alle 16:00.

Il webinar si rivolge sia ai giovani talenti sia alle imprese interessate a partecipare a GenTI.

Per saperne di più

Contatta Réseau Entreprendre Piemonte per informazioni o chiarimenti:


Gen[TI] è un progetto sperimentale promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato da Réseau Entreprendre Piemonte, insieme ai partner tecnici EnAIP Piemonte, Fondazione Links e Università degli Studi di Torino.

Amapola pubblica “Dipanare la matassa”, il Report d’impatto 2025

19 progetti per la comunità e 1.044 ore dedicate alle attività benefit. Il nuovo documento adotta come riferimento il VSME e integra per la prima volta una Valutazione di Impatto Sociale.


“Dipanare la matassa” è il titolo del Report d’impatto 2025 di Amapola, la società di consulenza specializzata in sostenibilità dal 2009, parte del network di Torino Social Impact.

Il concept scelto per questa edizione è quello di trama e ordito. Un’immagine che richiama, da un lato, la necessità di interpretare una fase caratterizzata da crescente complessità economica, sociale e ambientale e, dall’altro, il modo in cui Amapola legge la generazione di impatto: come il risultato dell’intreccio tra persone, progetti, relazioni, decisioni e competenze.

Il Report racconta così un anno nel quale la società ha continuato a far crescere attività e progetti, ma ha soprattutto lavorato per rendere più chiaro, strutturato e misurabile il proprio percorso di Società Benefit.

I principali numeri del 2025

Nel 2025 Amapola ha dedicato complessivamente 1.044 ore alle attività benefit, realizzando 19 progetti per la comunità. Sul fronte della consulenza ha lavorato con 97 clienti e raggiunto il traguardo cumulativo di 240 report di sostenibilità realizzati. Una parte centrale del percorso riguarda le persone del team. Nel corso dell’anno sono state dedicate in media 45 ore di formazione a persona, mentre sono proseguite le politiche di flessibilità e smart working, con 933 giornate lavorate da remoto. Si rafforza allo stesso tempo l’impegno per l’equità di genere e la conciliazione, attraverso misure già consolidate, come l’ampliamento del congedo parentale, e nuove iniziative introdotte nel 2025. Tra queste, il Blind CV, pensato per rendere i processi di selezione più equi, e il Bonus caregiver, che prevede un permesso aggiuntivo per chi svolge attività di cura.

Il percorso di miglioramento prosegue anche oltre il periodo rendicontato. Dopo la medaglia EcoVadis Silver ottenuta nel 2025, nel 2026 Amapola ha raggiunto il livello Platinum, il più alto previsto dal sistema di rating. Un risultato che riconosce il percorso compiuto negli ultimi anni per rendere più strutturate politiche, processi e strumenti di sostenibilità

Un impatto più leggibile e misurabile

L’attenzione a tradurre gli impegni in politiche, iniziative e risultati concreti si accompagna a un lavoro più ampio sul modo in cui Amapola definisce e misura il proprio impatto. Una delle principali evoluzioni raccontate dal Report riguarda infatti gli obiettivi di beneficio comune, passati da undici a cinque.

«Abbiamo scelto di concentrare gli obiettivi non per ridurre il nostro impegno, ma per renderlo più chiaro e più efficace. Dopo alcuni anni come Società Benefit, sentivamo l’esigenza di fare un passo avanti: definire priorità più leggibili, collegare meglio obiettivi, azioni e risultati e rafforzare la nostra capacità di misurare ciò che generiamo», commenta Luca Valpreda, Founder di Amapola.

Anche la rendicontazione evolve. Per il secondo anno, il Report assume come riferimento il VSME, lo standard volontario europeo per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI, mantenendo il collegamento con gli SDGs dell’Agenda 2030. A questo si aggiunge un ulteriore passo sul fronte della misurazione: la prima Valutazione di Impatto Sociale (VIS) realizzata da Amapola, dedicata all’iniziativa Meet the CSR Leaders.

Il progetto, nato per favorire il confronto tra nuove generazioni e professioniste e professionisti della sostenibilità, tornerà con la quinta edizione nell’ottobre 2026 al Salone della CSR e dell’innovazione sociale. La VIS ha permesso di affiancare alla rendicontazione delle attività una lettura più approfondita degli effetti generati dall’iniziativa, sperimentando un approccio che Amapola intende integrare sempre più nella progettazione delle proprie attività benefit.

Affrontare la complessità

«Essere Società Benefit significa per noi stare dentro la complessità senza cercare scorciatoie – dichiarano Anna Filippucci, Elisa De Bonis, Irene La Porta e Micol Burighel, componenti del Consiglio d’impatto di Amapola. «I numeri sono indispensabili per orientare il nostro lavoro, ma non tutto ciò che genera valore produce effetti immediati. Alcuni impatti diventano visibili nel tempo, quando i diversi fili iniziano a restituire un disegno. Per questo continuiamo a misurare, imparare e migliorare, tenendo insieme obiettivo economico e beneficio comune.»

“Dipanare la matassa” restituisce quindi non soltanto i risultati raggiunti nel 2025, ma anche il modo in cui Amapola sta progressivamente affinando strumenti, obiettivi e capacità di valutazione del proprio impatto. Perché, come suggerisce il concept del Report, il disegno emerge proprio dalla capacità di riconoscere i diversi fili e capire come tenerli insieme.

Il Report d’impatto 2025 di Amapola è disponibile qui.

Fare l’Europa – Guardare più lontano

Quanto lontano possiamo guardare quando decidiamo di farlo insieme? Martedì 29 settembre 2026, dalle ore 18:30, Fare l’Europa – Guardare più lontano arriva alla Mole Antonelliana per un appuntamento dedicato alla ricerca spaziale e alle scelte che contribuiscono a costruire il nostro presente.


Si parte da una storia poco conosciuta ma decisiva: quella di Edoardo Amaldi e della nascita della cooperazione spaziale europea. A raccontarla dal vivo saranno Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Baravalle, in una speciale versione live e inedita del podcast Fare l’Europa. Sarà anche un’anteprima del tema al centro della puntata, che uscirà prossimamente su tutte le principali piattaforme di ascolto: un viaggio tra storia e presente per capire come la collaborazione scientifica abbia aperto strade che percorriamo ancora oggi.

A riportare questa storia nel presente sarà Caroladivù, con un intervento dedicato a ciò che ricerca e innovazione significano oggi per le nuove generazioni.

Ma il pubblico non sarà soltanto spettatore. Durante l’evento, ogni partecipante avrà a disposizione un numero limitato di “crediti di missione” e dovrà scegliere a quali priorità destinarli: dalla ricerca spaziale al clima, dalla salute all’educazione scientifica.

Le scelte raccolte contribuiranno alla costruzione della Costellazione di Torino, una restituzione visiva realizzata dall’artista Kalla, che prenderà forma a partire dagli input del pubblico.

A presentare l’evento sarà Carolina Sardelli, giornalista di TgCom24.

L’appuntamento si concluderà con un momento informale di networking negli spazi della Mole. Al termine dell’evento, per i partecipanti sarà inoltre possibile salire gratuitamente sulla Mole con l’ascensore panoramico e guardare Torino dall’alto. Un modo semplice per chiudere la serata continuando, letteralmente, a guardare più lontano.

Link per accrediti

Terra & Tech: innovazione, sperimentazione e risultati

Presentato per la prima volta nel 2023, Terra & Tech è il programma nazionale di open innovation per la viticoltura italiana, organizzato e promosso dall’associazione Filiera Futura in collaborazione con l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P). Fin dal suo esordio, l’obiettivo principale dell’iniziativa è stato quello di individuare le esigenze evolutive nel mondo vitivinicolo, confrontandosi direttamente con gli attori principali della filiera, e di coinvolgere una selezione di startup innovative capaci di implementare soluzioni tecnologiche in grado di supportare il settore enologico.


Dopo una serie di tavoli di confronto, tenuti nel 2024 con le sei Fondazioni di Origine Bancaria partner del programma – Fondazione CRC, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Carifac, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Fondazione con il Sud – e le loro reti di produttori associati, nel 2025 è stata completata la raccolta di oltre 70 proposte progettuali attraverso una call for startup lanciata a livello internazionale. Tra tutte le candidature, sono state scelte le 20 soluzioni più promettenti ed è stata avviata una serie di sperimentazioni sul campo – tuttora in corso nel 2026 – in più territori d’Italia, per mettere alla prova il potenziale delle tecnologie innovative sviluppate dalle giovani imprese.

L’evento in programma per giovedì 24 settembre 2026, dalle ore 10:00 in presenza nella Sala Agorà dell’Incubatore I3P a Torino, offrirà un tavolo di restituzione sui risultati raggiunti dal programma: un incontro per approfondire pubblicamente le opportunità di confronto e miglioramento generate da Terra & Tech, le esperienze maturate dalle startup partecipanti nelle vigne dei produttori e le prospettive di sviluppo dei sistemi tecnologici impiegati sulla base dei dati raccolti nelle prove pilota. L’iniziativa è realizzata nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026.

Inoltre, l’appuntamento del 24 settembre sarà anche l’occasione per condividere le prime anticipazioni sulla seconda edizione del programma Terra & Tech, che continuerà a crescere con nuove attività di confronto sulle esigenze concrete dei produttori, nuove ricerche delle tecnologie più disruptive per il settore agroalimentare e nuovi processi di innovazione da portare avanti con e sui territori d’Italia, a beneficio di tutti gli attori coinvolti.

Come partecipare

L’incontro con i promotori e i protagonisti di Terra & Tech si svolgerà giovedì 24 settembre 2026, dalle ore 10:00, in presenza presso la Sala Agorà nella sede dell’incubatore I3P, situata all’interno del Campus del Politecnico di Torino e raggiungibile dagli ingressi pedonali di corso Castelfidardo 34 e di via Borsellino 53/N.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione su Eventbrite.

Programma

Ore 10:00 | Accoglienza e registrazione dei partecipanti in sala

  • Vincenzo La Forgia, Filiera Futura, Responsabile progetto Terra & Tech

Ore 10:15 | Saluti istituzionali

  • Elena Giannini, Vicepresidente di Filiera Futura
  • Paola Mogliotti, Direttore di I3P

Ore 10:30 | La prima edizione di Terra & Tech: obiettivi, fasi e risultati raggiunti

  • Adriano Marconetto, Serial Entrepreneur e Business Angel
  • Riccardo Valpiani, Business Consultant di I3P

Ore 10:50 | Le sperimentazioni sul campo delle startup innovative

  • Testimonianza delle giovani imprese coinvolte nel progetto

Ore 11:20 | Anticipazioni sulla seconda edizione di Terra & Tech

Ore 11:30 | Conclusioni

Coltivare Futuro – Lavoro, legalità e valore nelle filiere agroalimentare

È possibile costruire filiere agroalimentari che siano capaci di mettere al centro la dimensione della sostenibilità sociale? Ne parliamo a “Coltivare Futuro – Lavoro, legalità e valore nelle filiere agroalimentari”, conferenza organizzata e promossa da Filiera Futura e Fondazione CRC, in collaborazione con il partner tecnico Weco Srl Impresa Sociale.


L’incontro vedrà dialogare professionisti e ricercatori del settore, analizzando le principali criticità delle condizioni di lavoro nelle filiere agricole, portando esperienze concrete, prospettive normative e scenari futuri.

L’evento, inserito nel contesto di Terra Madre Salone del Gusto 2026 di Slow Food Torino, si svolgerà il 23 settembre, a partire dalle ore 14:30, presso il Mercato del Corso di Campagna Amica – Casa Coldiretti, Corso Vittorio Emanuele II 50, Torino.

Evento gratuito su iscrizione, posti limitati.

Maggiori informazioni

25 Settembre 2026 — OP4Impact va a Terra Madre!

Venerdì 25 settembre 2026, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026, si terrà l’evento “Economia sociale: nutrire il futuro di nuove visioni integrate”, presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino. 


Sarà un’occasione di confronto sul significato di “nutrire il futuro” attraverso nuove visioni per il territorio orientate al bene comune e all’impatto sociale, a partire dal Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

L’evento è promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, dal Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus che da tre anni condividono il percorso della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, uno spazio di confronto tra competenze diverse per costruire un approccio interprofessionale rivolto all’economia sociale.  

L’incontro lancerà il progetto “ Professionisti pro Economia Sociale 2030”, nato in OP4Impact con la volontà senza precedenti di creare un ciclo di sei seminari formativi accreditati dagli Ordini per affrontare insieme le potenzialità dell’economia sociale nella complementarietà delle competenze professionali. 

Dove e quando

Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino
Via Carlo Alberto 59, 10123, Torino

Venerdì 25 settembre 2026
15.00 – 17.00

Programma

h 15.00 — Saluti introduttivi 

  • Salvatore Regalbuto, Presidente Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino
  • Paolo Di Croce, Direttore Generale Fondazione Slowfood ETS

h 15.30 — Nutrire il futuro di nuove visioni integrate 

  • Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia 
  • Serena Milano, Direttrice Slow Food Italia

h 16.00 — Professionisti Pro Economia Sociale L’esperienza OP4Impact: Manifesto, obiettivi strategici e nuovi progetti per la città 

Apertura e moderazione incontro: 

  • Caterina Soldi, Cottino Social Impact Campus – Coordinamento OP4Impact

Intervengono:

  • Davide Barberis, Dottore Commercialista – Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino 
  • Luca Furfaro, Segretario Generale – Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro di Torino 
  • Luigi Gili, Avvocato – Ordine degli Avvocati di Torino 
  • Gabriele Gili, Notaio – Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo

h 16.45 — Q&A e conclusioni 

Iscrizioni

L’evento, gratuito, si rivolge alle professioniste e ai professionisti degli Ordini promotori e alla cittadinanza interessata.

Per informazioni e iscrizioni all’evento, è possibile contattare la Segreteria dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino: segreteria@odcec.torino.it