Il peso invisibile del digitale: la sfida di renderlo sobrio, pulito e giusto

Un nuovo tassello del percorso Storie a Impatto, realizzato in collaborazione con Vita.it, dedicato all’approfondimento delle esperienze e delle traiettorie dell’impatto sociale.


Che cosa significa sostenibilità digitale? E quanto ne siamo consapevoli?

Sono alcune delle domande che Sloweb, partner di Torino Social Impact, rivolge alle organizzazioni della rete attraverso un questionario dedicato. Il percorso nasce per approfondire il tema della sostenibilità digitale e comprendere come le tecnologie incidano non solo sul piano ambientale, ma anche su quello sociale e di governance.

A partire dalle risposte raccolte e da una prima analisi dei siti web delle realtà aderenti, Sloweb propone un cambio di prospettiva: guardare oltre l’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali, per interrogarsi sulla cultura che ne orienta la gestione. L’obiettivo è aprire una conversazione condivisa, riconoscere le pratiche già attive e individuare nuovi spazi di miglioramento, accompagnando l’ecosistema verso un digitale più sobrio, pulito e giusto.

Leggi l’intervista di Daria Capitani Pietro Jarre su VITA

Un nuovo punto di riferimento per l’inclusione lavorativa a Torino: Orienta acquisisce Abile Job

Il futuro del lavoro passa dalla capacità di valorizzare ogni talento. È con questa visione che Abile Job, realtà torinese specializzata nell’inserimento lavorativo delle categorie protette, entra a far parte del Gruppo Orienta, una delle principali Agenzie per il Lavoro in Italia e prima del settore ad aver assunto lo status di Società Benefit. 


L’operazione nasce dall’incontro tra due organizzazioni che condividono gli stessi valori: centralità della persona, inclusione, pari opportunità e attenzione alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i servizi dedicati all’inserimento professionale delle persone con disabilità e supportare le aziende nella costruzione di ambienti di lavoro sempre più inclusivi. 

Per il territorio torinese e piemontese si apre così una nuova fase di sviluppo, nella quale l’esperienza maturata da Abile Job nell’inclusione lavorativa potrà contare sulla solidità, sulla rete e sulle competenze di un gruppo che opera da oltre trent’anni nel settore delle risorse umane. 

 Un impatto importante per le aziende torinesi 

Per le imprese, l’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta significa poter contare su un partner ancora più strutturato e specializzato nella gestione del collocamento mirato e dei processi di recruiting delle categorie protette. 

Le aziende potranno accedere a competenze consolidate nella ricerca e selezione di profili qualificati, nella consulenza normativa e nella progettazione di percorsi di inserimento efficaci e sostenibili. Un supporto che va oltre il semplice adempimento degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 e che aiuta le organizzazioni a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita, innovazione e competitività.  

Inoltre, le aziende potranno accedere a percorsi di formazione, consulenza e sensibilizzazione sui temi della Diversity & Inclusion, progettati per supportare manager e team nella costruzione di ambienti di lavoro più accoglienti, accessibili e inclusivi. Un approccio che favorisce la diffusione di una cultura aziendale orientata al rispetto delle differenze, alla valorizzazione delle competenze e al benessere delle persone. 

 Nuove opportunità per candidati e categorie protette 

L’operazione rappresenta una buona notizia anche per candidati e lavoratori del territorio. Grazie alla sinergia tra Abile Job e Orienta, le persone appartenenti alle categorie protette potranno beneficiare di maggiori opportunità professionali, di una rete più ampia di aziende e di servizi dedicati all’orientamento, alla formazione e all’accompagnamento al lavoro. 

Negli anni, Abile Job ha sviluppato un modello innovativo focalizzato sull’ascolto delle esigenze della persona e sulla valorizzazione delle competenze, contribuendo a favorire l’incontro tra talenti e imprese. Oltre 500 persone hanno partecipato ai percorsi sviluppati dalla società, con centinaia di inserimenti lavorativi realizzati direttamente o attraverso aziende partner. 

 Un impegno condiviso per il lavoro inclusivo 

L’ingresso di Abile Job nel Gruppo Orienta rappresenta molto più di un’acquisizione. È l’unione di esperienze, competenze e valori che hanno un obiettivo comune: creare un mercato del lavoro più accessibile, inclusivo e capace di riconoscere il valore delle persone. 

Per le aziende di Torino e del Piemonte significa poter contare su un interlocutore sempre più qualificato nella gestione delle politiche di inclusione. Per i candidati significa accedere a nuove opportunità professionali e a percorsi costruiti attorno alle proprie capacità e aspirazioni. 

Una nuova fase di crescita che guarda al futuro del lavoro mettendo al centro ciò che conta davvero: il talento. 

Aperte le iscrizioni alla biennale della prossimità Torino 1-3 ottobre 2026

La Biennale della Prossimità 2026 si terrà a Torino dall’1 al 3 ottobre 2026 e avrà come tema “Pratiche di democrazia profonda”.


Il Consorzio Sociale Abele Lavoro partecipa al percorso della Biennale come promotore nazionale e realtà del Comitato Locale di Torino, contribuendo alla costruzione di uno spazio di confronto dedicato a prossimità, democrazie e politiche.

È online il Programma 2026, costruito attraverso il lavoro del Comitato Locale di Torino, della Comunità di Pratiche, dei promotori nazionali e delle realtà coinvolte nel percorso. Il programma attraversa prossimità, democrazie e politiche attraverso panel, macro-panel, talk, laboratori, percorsi urbani, momenti artistici e conviviali.

Consulta il Programma 2026

Sono aperte anche le iscrizioni tramite Prossimatch, lo strumento digitale della Biennale pensato per iscriversi, orientarsi nel programma, rendersi visibili, conoscere le altre persone e organizzazioni partecipanti e facilitare incontri e connessioni durante le giornate torinesi.

Iscriviti 

Vi aspettiamo numerosi, contiamo di incontrarci lì e di praticare prossimità.

Bench-Mark | Ep. 111 – AIDA

Come si costruisce una formazione efficace in un comparto storicamente percepito come maschile? E quali ricadute può avere una maggiore consapevolezza anche sul piano economico?

In questo nuovo episodio di Bench-MarkCaterina Ansaldi, coach professionista e membro di AIDA – Associazione Italiana Donne per l’Automotive, racconta perché formare sulla parità di genere significa lavorare sulle persone, sulle organizzazioni e sui modelli culturali che attraversano il settore.

Nata a Torino nel 2024, AIDA promuove un automotive più equo, inclusivo e sostenibile, attraverso mentoring, formazione, orientamento e collaborazione con le aziende.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Sloweb APS a Terra Madre Salone del Gusto

Sloweb, pioniere dell’etica digitale, è un’Associazione di Promozione Sociale fondata nel 2017 a Torino che promuove l’uso responsabile degli strumenti digitali. Ha avviato con Slow Food una stretta collaborazione che unisce i due movimenti in un impegno comune: promuovere un utilizzo del digitale che sia sobrio, pulito e giusto a partire dal settore agroalimentare.


Il primo appuntamento pubblico della collaborazione è Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 24 al 27 settembre 2026, dove Sloweb sarà protagonista con cinque giorni di eventi dedicati al digitale sostenibile. L’evento si svolgerà al Cinema Centrale, in Via Carlo Alberto 27 a Torino, ed è intitolato Rallenta il tuo ritmo digitale. Ritrova il gusto di navigare. Esprime l’idea di riprendere il controllo, anche nel digitale, delle proprie scelte: a casa, a scuola, in azienda, nelle comunità.

Il programma completo è consultabile qui e i biglietti gratuiti per iscriversi tramite la piattaforma Eventbrite qui.

L’iniziativa di Sloweb, organizzata in collaborazione con CSI Piemonte, Frontiere, Piano D, Smart Flow, il supporto di Banco Azzoaglio, Doinnovation, Studio Planeta, Seeweb e il contributo della Camera di commercio di Torino, prevede una Rassegna cinematografica, spettacoli e Slowlesson.

Tra le molte proposte, il 25 settembre è in calendario un momento di formazione per le aziende, dove verrà inoltre presentato un nuovo progetto di ecosistema che nasce con l’intento di guidare le circa 450 realtà aderenti a Torino Social Impact verso una piena consapevolezza della gestione digitale sostenibile. Tra i primi passi effettuati, è stata realizzata una fotografia condivisa di come l’ecosistema TSI stia affrontando le sfide ambientali, sociali e di governance legate all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il 26 e il 27 settembre sono previsti il Digital Ethics Forum, con esperti e studiosi internazionali, e l’Osservatorio del consumo digitale responsabile con la partecipazione di aziende del Nord-Ovest; il 28 settembre, infine, si parlerà di Patti digitali, ovvero degli accordi tra famiglie che aiutano le comunità a gestire in modo responsabile dispositivi e servizi digitali.

Verranno lanciate Le Ricette di Sloweb per un digitale più sano (ovvero dieci suggerimenti pratici per un uso del digitale più consapevole) distribuite in formato HTML e su cartoline per il pubblico. Tra le prime iniziative sinergiche tra Slow Food e Sloweb spicca l’adeguamento del sito di Terra Madre a basso consumo energetico e ad alta efficienza di servizio.

«Sloweb e Slow Food nascono dallo stesso territorio piemontese e intendono impegnarsi anche in campo digitale nella direzione della libertà di scelta, di uno stile di vita più buono, pulito e giusto con la divulgazione di pratiche di gestione sobria, pulita e giusta di dati, servizi e prodotti digitali», spiega Pietro Jarre, founder di Sloweb. «Slow Food ha dimostrato con l’intuizione dell’indimenticato Carlin Petrini che è possibile costruire un movimento mondiale partendo dalla concretezza delle pratiche quotidiane – aggiunge Maurizio Bulgarini, attuale presidente di Sloweb –. Noi facciamo lo stesso con il digitale. Questa collaborazione ci offre la rete e la legittimazione per agire su ampia scala. E siamo pronti».

Parte RiTessiAMO, un progetto finanziato dalla Città di Torino

Il 9 luglio è stata pubblicata la graduatoria definitiva che annuncia i 16 progetti selezionati per il bando della Città di TorinoCultura e Imprenditorialità incardinate nell’Economia Circolare e nel Tessuto Urbano”, nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027. 


Tra i progetti vincitori c’è anche RiTessiAMO, incentrato sul settore tessile. Il partenariato ideatore del progetto è composto da tre realtà del territorio che vantano una lunga esperienza nell’economia circolare in campo tessile-moda: la startup innovativa a vocazione sociale Atelier Riforma (come capofila), l’ente no-profit ODV Società di San Vincenzo De Paoli, con il suo emporio solidale ABITO, e l’azienda DBT Fibre, nella sua specifica divisione dedicata al riciclo, Closeoop.

RiTessiAMO è un progetto di economia circolare che vuole dare una nuova vita ai prodotti tessili usati e ridurre gli sprechi nel settore della moda. Ha due obiettivi principali:

  1. attivare l’intero ecosistema cittadino — aziende, artigianə, enti, cittadinə — attorno a una gestione sostenibile dei prodotti tessili
  2. trasformare una realtà no-profit torinese impegnata nella raccolta solidale di abiti in un modello operativo a scarto minimo. 

Il progetto partirà dalla creazione, presso Abito, di un sistema organizzato per selezionare i prodotti tessili che non possono essere donati, ma che sono invece idonei al riciclo. Con il supporto di Atelier Riforma e delle sue tecnologie, i materiali verranno suddivisi per fibra e colore e privati degli elementi che ne ostacolano il riciclo. Il materiale selezionato sarà poi inviato a DBT Fibre, a Biella, dove verrà riciclato in nuove fibre da re-immettere sul mercato.

Parallelamente, Abito e Atelier Riforma attiveranno un servizio gratuito per il recupero e la gestione circolare dei prodotti tessili dismessi da aziende ed enti del territorio. I materiali raccolti saranno in parte destinati a una rete di artigianə locali per attività di riuso e upcycling e in parte valorizzati attraverso strumenti digitali dedicati. Il progetto rafforzerà inoltre la sartoria di Abito, ampliando le attività di riparazione e trasformazione dei capi e organizzando corsi e laboratori gratuiti aperti alla cittadinanza.

Un’altra componente centrale sarà la sensibilizzazione sul consumo responsabile nella moda, attraverso incontri nelle scuole, eventi, workshop e campagne informative. Saranno proposte attività di formazione e consulenza gratuite anche ad aziende, professionistə e studenti del settore moda, con l’obiettivo di diffondere pratiche di eco-design e una gestione più sostenibile dei tessili.

“Si tratta di un progetto realmente pionieristico: non risultano esperienze analoghe in cui un ente no-profit dedito alla raccolta solidale di abiti disponga di tecnologie avanzate (come un lettore a spettroscopia NIR per l’identificazione delle fibre e una tecnologia di Intelligenza Artificiale per la digitalizzazione e messa in vendita automatica dei capi su un marketplace) unite a uno staff con volontari formati per preparare al riciclo fiber-to-fiber i tessili non idonei al riutilizzo. Una simile dotazione è stata finora prerogativa di grandi operatori industriali” – Elisa Valenti, coordinatrice di Abito.

Oggi gli abiti usati raccolti tramite donazioni o raccolta stradale vengono valorizzati principalmente attraverso il riutilizzo. Tuttavia, una quota sempre maggiore non è adatta a essere riutilizzata a causa della scarsa qualità dei capi, legata soprattutto alla diffusione del fast fashion. Questi materiali finiscono quindi in processi di recupero a basso valore, come la produzione di stracci e imbottiture, oppure vengono smaltiti o inceneriti. 

“Il riciclo fiber-to-fiber, che permette di rigenerare nuove fibre a partire dai rifiuti tessili è ancora poco diffuso, soprattutto sui tessili post-consumo, perché richiede materiali accuratamente selezionati per composizione e colore e la rimozione di elementi come bottoni e zip. Per questo motivo, oggi meno dell’1% dei tessili viene effettivamente riciclato in nuove fibre” – Federico De Martini, CEO di DBT Fibre.

Inoltre, le attività di selezione e preparazione dei tessili sono articolate e manuali e perciò vengono spesso svolte all’estero, con una filiera poco efficiente sia dal punto di vista economico che ambientale. Per questo l’Unione Europea sta promuovendo lo sviluppo di sistemi di raccolta, selezione e riciclo più locali e circolari, capaci di ridurre sprechi, costi e impatti ambientali.

“Valorizzando competenze territoriali, il modello circolare di RiTessiAMO sarà quasi a km 0 (raccolta, cernita, disassemblaggio, riciclo e filatura entro 80 km): in una filiera altamente globalizzata (e opaca) come quella del tessile post-consumo, questo è un obiettivo ambiziosissimo, che costruisce per Torino e il Piemonte un caso di best practice internazionale” Elena Ferrero, CEO di Atelier Riforma.

Il progetto avrà un budget complessivo di poco meno di 125.000 € e si articolerà su 10 mesi (da settembre 2026 fino a giugno 2027).

Le attività pianificate nell’ambito di RiTessiAMO sono state annunciate il 2 luglio in un talk durante la Torino Fashion Week 2026, appuntamento internazionale annuale dedicato al settore moda che si svolge nel capoluogo piemontese.

DO Impact: la Final Conference

Il pomeriggio del 7 luglio si è svolta a Bruxelles la Final Conference del progetto europeo DO Impact, seguita, l’8 luglio, dall’Ottavo Transnational Workshop. Due appuntamenti che hanno riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori e innovatori per riflettere sul ruolo dei dati, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale nel rafforzare l’economia sociale europea e costruire un ecosistema più collaborativo, inclusivo e resiliente.


A conclusione di un percorso durato due anni, il progetto DO Impact ha riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori, innovatori digitali e policy maker per riflettere sulle sfide e sulle opportunità della trasformazione digitale, mettendo al centro una domanda chiave: come possono dati, intelligenza artificiale e tecnologie digitali essere orientati al bene comune?

La Final Conference, ospitata presso il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC), si è aperta con i saluti di Gianluca Pastorelli, Executive President di Diesis Network, e di Philip von Brockdorff, Vicepresidente del Gruppo Lavoratori dell’EESC. A seguire, il keynote di Giuseppe Guerini, Presidente di Cooperatives Europe, ha sottolineato come la trasformazione digitale non sia un processo inevitabile, ma una traiettoria che può essere guidata affinché generi valore per la collettività.

Nel corso del pomeriggio, il panel Digital and Data-Driven Transformation as a Driver of Social Impact in Europe ha approfondito il ruolo delle infrastrutture digitali interoperabili, della governance dei dati e della cooperazione europea nello sviluppo di ecosistemi digitali capaci di sostenere l’economia sociale. Il confronto, moderato da Gianluca Pastorelli, ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, di Social Economy Europe e di ECAS – European Citizen Action Service, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione tra organizzazioni e allineare le strategie di digitalizzazione alle priorità europee.

Un secondo momento di confronto è stato dedicato al rapporto tra democrazia, partecipazione e intelligenza artificiale attraverso il panel Small Voices, Big Systems: Keeping Democracy Human in the Age of AI. La discussione ha posto l’attenzione sul ruolo dei cittadini e della società civile nella progettazione e nella governance delle tecnologie digitali, sottolineando come il futuro digitale dell’Europa dipenda non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire infrastrutture aperte, inclusive e orientate ai bisogni delle persone.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alla costruzione di un ecosistema europeo dei dati per l’economia sociale. Il confronto ha evidenziato come sovranità digitale, interoperabilità, governance condivisa e investimenti coordinati rappresentino elementi fondamentali per consentire ai dati di generare valore pubblico e impatto sociale.

L’8 luglio, in occasione dell’Ottavo Transnational Workshop Forward Planning with Data: Opportunities and Synergies  il focus si è spostato sulle esperienze concrete delle organizzazioni europee che stanno affrontando percorsi di trasformazione digitale. Attraverso testimonianze provenienti da diversi Paesi, i partecipanti hanno condiviso strumenti, sfide e risultati, mostrando come i dati possano diventare una risorsa strategica per migliorare la governance organizzativa, supportare decisioni più consapevoli e aumentare l’impatto sociale.

Nel corso della giornata si è svolto anche il workshop dedicato al Digital and Data Action Plan (DDAP), uno dei principali risultati del progetto. I partecipanti hanno lavorato in gruppi per definire roadmap operative sui temi della governance dei dati, delle infrastrutture condivise, della collaborazione tra organizzazioni e della trasformazione digitale. Il DDAP costituirà uno strumento pratico per accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo delle proprie capacità digitali nei prossimi anni.

Uno spazio specifico è stato inoltre dedicato al confronto tra diversi progetti europei attivi sui temi della digitalizzazione dell’economia sociale. Il dialogo ha evidenziato come il valore dei progetti europei non risieda esclusivamente negli strumenti o nei risultati prodotti, ma soprattutto nelle reti di collaborazione, nello scambio di conoscenze e nelle comunità di pratica che continuano a generare impatto anche oltre la conclusione delle singole iniziative.

La due giorni si è conclusa con un workshop di riflessione finale, durante il quale i partner hanno ripercorso il percorso di apprendimento sviluppato in questi due anni, valutandone metodologie, risultati e prospettive future.

La Final Conference del 7 luglio e l’Ottavo Transnational Workshop dell’8 luglio hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso europeo durato due anni, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione. Il messaggio emerso dalle due giornate è chiaro: la trasformazione digitale dell’economia sociale è un processo continuo, che richiede competenze, collaborazione e sperimentazione condivisa. Più che l’adozione di nuove tecnologie, ciò che farà la differenza sarà la capacità di costruire ecosistemi aperti, valorizzare i dati come bene comune e rafforzare le connessioni tra organizzazioni, territori e istituzioni.

Tra gli appuntamenti del percorso che DO Impact ha sviluppato negli ultimi mesi, il  25 giugno si è tenuto il quinto European Deep Dive, dedicato alla partecipazione digitale e alla governance aperta. L’evento ha approfondito il contributo di piattaforme open source come Consul Democracy e presentato il percorso italiano di capacity building promosso da Fondazione Piemonte Innova, Torino Social Impact e TIRESIA e ha rappresentato un’occasione per valorizzare il ruolo dei dati, della partecipazione e delle competenze digitali come leve per rafforzare l’impatto sociale delle organizzazioni.

Con la conclusione di DO Impact termina il progetto, ma prosegue il patrimonio di relazioni, conoscenze e strumenti costruito in questi due anni. Le esperienze condivise durante i Deep Dive, i workshop transnazionali e locali continueranno infatti a sostenere lo sviluppo di un’economia sociale europea sempre più digitale, resiliente e orientata all’impatto.

23.07.26 – Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro

Nell’ambito del progetto europeo SKALE2CT, giovedì 23 luglio 2026, dalle 14.00 alle 15.00, si terrà online lo Stakeholder Meeting “Trasformare le idee in progetti: le opportunità di InnoSocialMetro”, organizzato dal Dipartimento Sviluppo economico, territoriale e sociale della Città metropolitana di Torino.


Nel mese di giugno 2026, la Città Metropolitana di Torino ha approvato la nuova scheda di misura InnoSocialMetro, che pone le basi per la formulazione della nuova edizione del bando, un’importante opportunità per sostenere iniziative e progettualità imprenditoriali nell’ambito dell’economia sociale sul territorio metropolitano.

L’incontro sarà volto a presentare le principali novità del futuro bando InnoSocialMetro e consentirà ai partecipanti di confrontarsi direttamente con i referenti della misura, al fine di approfondire contenuti e prossimi passaggi previsti.

Lo Stakeholder Meeting sarà anche un momento di dialogo e networking tra organizzazioni, enti, imprese e altri attori del territorio, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove collaborazioni e rafforzare le reti locali.

La partecipazione all’evento è aperta a tutti i soggetti interessati, previa registrazione al seguente link.

Agenda

OP4Impact: il secondo incontro di impact capacity building

Giovedì 2 luglio si è riunita al  Cottino Social Impact Campus la Comunità di pratica OP4IMPACT, composta dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Torino, dall’Ordine degli Avvocati di Torino, dal Consiglio Notarile di Torino e Pinerolo e dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino. 


La Comunità di pratica si è ritrovata per il secondo incontro di impact capacity building: un’occasione per ascoltare, recepire le visioni e i bisogni dell’economia sociale, interpretandoli nel proprio ruolo di professionisti con competenze complementari e distintive di grande valore aggiunto per la crescita di questo paradigma. L’obiettivo del percorso è rispondere alle istanze dell’economia sociale e continuare a costruire insieme, in una logica interordinistica, approcci e azioni capaci di generare un impatto concreto.

L’incontro ha avuto al centro l’analisi di un caso studio, attraverso la testimonianza della Cooperativa Animazione Valdocco, partner di TSI. Per l’occasione sono intervenuti Elisa Profico e Matteo Gagino, che hanno illustrato il Piano Strategico 2026–2029: un piano nato da un percorso partecipato che ha coinvolto soci e stakeholder a partire dai bisogni rilevati, traducendoli in obiettivi, risultati misurabili e azioni concrete per orientare alcune priorità strategiche dei prossimi quattro anni.

Elisa Profico ha sottolineato: «Come Cooperativa ci siamo resi conto che tutta questa bellezza che ci arricchisce all’interno deve essere accessibile anche all’esterno in modo più fruibile. Parlare di impatto è uno dei pochi modi che abbiamo per far capire il valore che produciamo a chi ci guarda dall’esterno».

Tra i temi emersi come centrali: 

  • Presidiare il mercato: rafforzare la presenza nel mercato pubblico e nella co-progettazione, garantendo sostenibilità economica, qualità dei servizi e capacità di innovare le risposte ai bisogni emergenti.
  • Generare valore sociale: aumentare l’impatto sociale sul territorio, promuovendo progetti, reti e iniziative che contribuiscono a comunità inclusive, coese e orientate al benessere collettivo.
  • Governance diffusa: semplificare e distribuire i processi decisionali, aumentando l’autonomia delle UDS, valorizzando i quadri intermedi e coinvolgendo di più i soci nelle scelte strategiche.
  • Rigenerare il lavoro associato: rafforzare il lavoro e la capacità di attrarre e sviluppare  i giovani e loro competenze 
  • Innovazione digitale e AI: sviluppare strumenti, competenze e processi che migliorino efficienza, la gestione dei dati e la qualità dei servizi.

Caterina Soldi ha successivamente ricondotto i temi osservati dai professionisti ai principi dell’impatto e all’importanza di radicarli in una visione strategica che si dota di metodologie, strumenti, approcci per generare impatto sociale tra tangibile e intangibile. Ha inoltre evidenziato il ruolo della misurazione dell’impatto come strumento di apprendimento, orientamento strategico e supporto alle decisioni, offrendo una panoramica sulla teoria del cambiamento come metodo utile a leggere il nesso tra bisogni, azioni, risultati attesi e trasformazioni generate.

Nella successiva attività laboratoriale, i quattro Ordini professionali sono stati invitati a individuare possibili traiettorie di supporto alle organizzazioni dell’economia sociale, a partire dalle rispettive competenze tecniche e dai temi osservati nel caso studio. Dal confronto sono emersi spunti e riflessioni utili a rafforzare la capacità dei professionisti di leggere le istanze delle organizzazioni dell’economia sociale e di accompagnarle con strumenti e competenze adeguate.

Torino Social Impact entra nel Comitato Esecutivo di Diesis Network

Torino Social Impact diventa full member ed entra a far parte del Comitato Esecutivo di Diesis Network, rete europea composta da oltre 80 partner attivi in 30 Paesi e impegnata nel rafforzamento dell’economia sociale, dell’innovazione sociale e dei modelli di sviluppo orientati all’impatto.


L’ingresso è avvenuto in occasione dell’Assemblea Generale di Diesis, che si è tenuta l’8 luglio 2026 a Bruxelles con la partecipazione delle organizzazioni della rete.

La nomina nel Comitato Esecutivo dell’advisor strategica di TSI Raffaella Scalisi rappresenta un nuovo passo nel percorso di consolidamento della dimensione europea di Torino Social Impact e rafforza il ruolo dell’ecosistema torinese all’interno di uno dei principali network internazionali dedicati alla social economy.

Diesis Network riunisce organizzazioni, reti, centri di competenza e attori dell’economia sociale provenienti da diversi Paesi europei e internazionali, con l’obiettivo di promuovere modelli economici più inclusivi, democratici e sostenibili. Con oltre 80 partner in 30 Paesi, la rete rappresenta uno spazio di confronto e cooperazione strategica sui temi dello sviluppo degli ecosistemi territoriali, dell’innovazione sociale, della misurazione dell’impatto, della transizione digitale e della partecipazione.

Per Torino Social Impact, l’ingresso nel Comitato Esecutivo conferma il valore del lavoro sviluppato in questi anni per posizionare Torino come laboratorio europeo dell’economia sociale e dell’impact economy, attraverso il coinvolgimento di imprese sociali, cooperative, aziende, fondazioni, università, istituzioni pubbliche, investitori e organizzazioni del Terzo Settore.

La partecipazione al Comitato Esecutivo permetterà di contribuire in modo ancora più diretto alle strategie della rete, in coerenza con le priorità definite dall’Action Plan 2025–2030 di Diesis Network: rafforzare la crescita e l’impatto della rete, promuovere la collaborazione tra membri, valorizzare le competenze degli ecosistemi territoriali e sostenere una governance interna sempre più trasparente, aperta e orientata alla partecipazione. In particolare, Torino Social Impact si occuperà di sviluppare e rafforzare i temi delle partnership profit-non profit e della finanza di impatto.

Questo nuovo ruolo si inserisce in un percorso già avviato di collaborazione europea, che vede Torino Social Impact impegnata in progetti, reti e iniziative internazionali dedicate al rafforzamento dell’economia sociale, alla trasformazione digitale, alla capacity building e allo sviluppo di strumenti condivisi per la misurazione e la gestione dell’impatto.

L’ingresso nel Comitato Esecutivo di Diesis Network rappresenta quindi un’opportunità per portare l’esperienza dell’ecosistema torinese in un contesto europeo più ampio e, allo stesso tempo, per rafforzare connessioni, progettualità e alleanze utili allo sviluppo dell’economia sociale a livello locale, nazionale e internazionale.

Programma CERV: il workshop dell’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale

Diritti, uguaglianza, cittadinanza attiva e valori democratici sono al centro del programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, uno degli strumenti dell’Unione Europea per sostenere società più aperte, eque e inclusive.

A questo programma l’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale ha dedicato il workshop che si è tenuto giovedì 2 luglio presso Vol.TO – Volontariato Torino ETS, con l’obiettivo di approfondire opportunità, strumenti e buone pratiche per la progettazione europea su questi temi.


L’incontro, aperto dai saluti della Direttrice di Vol.TO Maida Caria, ha visto la partecipazione di 16 organizzazioni partner di Torino Social Impact.

Dopo la presentazione delle attività dell’HUB Progetti Europei, del percorso di accompagnamento e delle opportunità dedicate alle organizzazioni partner, Alessia Ibba di Torino Social Impact ha introdotto l’intervento tecnico di Maria Chiara Pizzorno di Weco Impresa Sociale.

Il workshop ha offerto un approfondimento sul programma CERV, illustrandone obiettivi, azioni finanziabili e attività ammissibili, con particolare attenzione alla sua finalità principale: promuovere e tutelare i diritti e i valori dell’Unione Europea, contribuendo allo sviluppo di società aperte, democratiche, eque e inclusive.

In linea con l’approccio peer-to-peer dell’HUB, ampio spazio è stato dedicato al racconto di esperienze progettuali nate all’interno dell’ecosistema locale.

Davide Prette di Vol.TO ha presentato EnviRights, progetto sviluppato nell’ambito della call CERV-CHAR-LITI-CIVIC grazie all’accompagnamento dell’HUB Progetti Europei. Approvato a marzo 2025, avviato a giugno 2025 e attivo fino a maggio 2027, il progetto è dedicato alla promozione e tutela della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, con un focus specifico sull’attivismo ambientale.

L’obiettivo di EnviRights è rafforzare consapevolezza, resilienza e capacità di risposta delle persone attive nei movimenti ambientali, promuovendo al tempo stesso un dialogo più costruttivo tra attivistə, autorità pubbliche, media e decisori politici, anche per contrastare narrazioni denigratorie o criminalizzanti nei confronti dell’attivismo climatico pacifico.

A seguire, Valeria Vacchiano della Città di Torino ha presentato B.RIGHT SPACES – Better rights in better civic space, progetto recentemente concluso di cui la Città di Torino è stata partner. L’iniziativa ha lavorato per rafforzare la capacità collettiva delle autorità pubbliche locali e delle organizzazioni territoriali nel sostenere, promuovere e proteggere gli spazi civici locali, riconosciuti come presidi fondamentali per la tutela dei valori democratici e dei diritti delle persone.

Tra i risultati del progetto, particolare attenzione è stata dedicata alla costruzione di una definizione condivisa di spazio civico, allo sviluppo del concetto di partenariato pubblico-comunitario e all’utilizzo della partecipazione come strumento di co-produzione delle politiche pubbliche. È emerso inoltre il valore aggiunto del partenariato europeo, capace di generare relazioni così significative da costituire, a loro volta, un vero e proprio spazio civico transeuropeo.

La seconda parte del workshop è stata dedicata alle call attualmente aperte e in uscita: 

  • CERV-2026-DAPHNE, per il contrasto alla violenza di genere e contro altri gruppi vulnerabili; 
  • CERV-2026-REMEMBRANCE, dedicata alla memoria europea;
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CHARTER, per la promozione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
  • CERV-2026-CHAR-LITI-CIVIC, per la promozione e il rafforzamento degli spazi civici.

Oltre alle specificità di ciascuna call, Maria Chiara Pizzorno ha condiviso alcuni suggerimenti trasversali utili alla progettazione: conoscere il quadro strategico e normativo di riferimento, mantenere coerenza rispetto al topic scelto, promuovere lo scambio intergenerazionale, coinvolgere i target group non solo come beneficiari ma anche come testimoni, e integrare in modo consapevole l’approccio intersezionale e il gender mainstreaming.

L’ultima parte della mattinata è stata dedicata a un laboratorio di europrogettazione, durante il quale le organizzazioni partecipanti, supportate dallo staff dell’HUB Progetti Europei, hanno lavorato alla costruzione di un abstract efficace e alla traduzione delle proprie idee in prime ipotesi progettuali.

In questa fase la Fondazione CRT ha presentato ProjectFinder, un nuovo strumento realizzato tramite EUknow.it: una mappa interattiva per scoprire i progetti europei e chi li realizza, facilitando la creazione di partnership europee.

Le realtà interessate a proseguire il percorso potranno ora attivare il supporto dell’HUB, avviando un lavoro di accompagnamento alla progettazione in vista delle prossime scadenze europee.

L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale è realizzato in co-progettazione con Weco Impresa Sociale e con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.

AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro

L’intelligenza artificiale sta cambiando la comunicazione. Ma sta migliorando la qualità della nostra comunicazione, oppure sta semplicemente rendendo più veloce la produzione di contenuti?

È a partire da queste domande che si è avviato l’incontro congiunto della Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione, che si è tenuto il 30 giugno presso gli spazi di CasArcobaleno, presidio e polo integrato di servizi di interesse pubblico rivolti alla popolazione LGBTQIA+ e alla cittadinanza tutta.


L’incontro è stato dedicato al tema AI e comunicazione: etica, inclusione e persona al centro: un’occasione di confronto su come l’intelligenza artificiale stia trasformando linguaggi, pratiche e processi comunicativi, approfondendo opportunità e criticità legate al suo utilizzo nei contesti professionali e organizzativi, con un’ottica people first.

Come introdotto da Monica Cerutti, alla guida della Comunità di pratica, un cambiamento che non riguarda soltanto la velocità o l’automazione della produzione di contenuti, ma il modo in cui costruiamo significati, fiducia, relazioni e rappresentazioni. L’AI può generare testi, immagini e output complessi, ma sono le persone a costruire relazioni. Per questo il concetto di human in the loop non riguarda il rifiuto della tecnologia, ma la responsabilità di chi progetta, sceglie, interpreta e comunica.

L’intelligenza artificiale, infatti, non possiede valori, esperienza o conoscenza profonda dei contesti: apprende dai dati, e i dati possono riflettere stereotipi, squilibri, assenze e discriminazioni. In questa prospettiva, ogni parola, immagine e scelta comunicativa continua ad avere un peso. L’AI tende a riprodurre ciò che è statisticamente più frequente; le persone possono invece scegliere ciò che è culturalmente più giusto, costruendo rappresentazioni più inclusive e consapevoli.

L’incontro è stato co-progettato con Collettivo Freeco, realtà di freelancing collaborativo che promuove autodeterminazione, pluralità, sostenibilità ed etica lavorativa per le persone libere professioniste. Allegra Caputo di Collettivo Freeco ha esplorato esempi concreti e spunti operativi per un uso consapevole dell’AI, approfondendo anche come questi strumenti possano supportare processi, servizi e progettualità capaci di generare impatto sul tessuto sociale.

La riflessione ha toccato alcuni aspetti centrali: la qualità degli input, secondo il principio garbage in, garbage out; l’attenzione ai dati sensibili e alla loro anonimizzazione; il rischio di sovraccarico cognitivo legato all’uso simultaneo di troppi strumenti; e la necessità di non usare l’AI solo per confermare le proprie idee, ma anche per far emergere criticità, alternative e punti ciechi.

Tra gli esempi presentati anche Afroféminas GPT, esperimento sviluppato da Antoniette Torres Soler a partire da testi del pensiero nero e decoloniale, un caso che mostra come anche la progettazione dei sistemi di AI possa essere orientata da scelte culturali, politiche ed etiche precise.

A seguire, si è aperto un momento di confronto tra le persone partecipanti, che hanno condiviso riflessioni, esperienze e punti di vista a partire dagli stimoli emersi durante l’incontro.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla testimonianza di SynDiag, realtà fem-tech italiana che sviluppa dispositivi medici con AI. Nata per potenziare la diagnosi precoce del tumore ovarico, l’azienda mette la propria tecnologia al servizio dell’innovazione nella salute femminile.

A intervenire è stata Sabrina Scarpati, Sales & Business Development Manager, che ha illustrato il caso di OvAi Focus, dispositivo medico software marcato CE in cloud che supporta la refertazione attraverso l’elaborazione di video e immagini ecografiche. Il dispositivo si fonda su tre pilastri: 

  1. Digitalizzazione,
  2. Intelligenza artificiale
  3. Telemedicina

L’obiettivo è migliorare l’accesso all’esame ecografico ginecologico, la qualità della diagnosi e la tempestività di risposta nei casi complessi.

Un caso applicativo già avviato riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia, dove il modello contribuisce a migliorare la qualità e completezza dei referti, ottimizzare la gestione ambulatoriale e rendere più efficiente il percorso della paziente.

In chiusura, è stata presentata anche l’iniziativa Mind the Health Gap, laboratorio digitale promosso da SynDiag e Idem – Mind The Gap, dedicato al tema della salute femminile come leva di parità di genere nei luoghi di lavoro.

L’incontro ha confermato come l’intelligenza artificiale non possa essere affrontata solo come questione tecnica. È una questione culturale, organizzativa, etica e democratica. La sfida non è semplicemente usare meglio l’AI, ma capire come possa rafforzare la capacità delle persone di comprendere, partecipare e costruire comunità.

Bench-Mark | Ep. 110 – RPLT

In questo nuovo episodio di Bench-Mark, incontriamo Emiliano Giovine e Giuseppe Taffari, avvocati di RPLT, studio legale e tributario nato dalla fusione tra RP Legal & Tax e LT Legalitax.

Con oltre 200 professionisti, più di 25 aree di pratica, 6 uffici in Italia e 5 desk internazionali, RPLT accompagna imprese, fondi, enti e amministrazioni in Italia e all’estero, offrendo consulenza legale e fiscale in una prospettiva full service.

Nel dialogo, il ruolo delle competenze professionali emerge come parte integrante dello sviluppo di ecosistemi capaci di generare valore, sostenere l’innovazione e accompagnare organizzazioni e territori nelle trasformazioni economiche e sociali.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.

Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Riapre lo sportello per l’efficientamento produttivo delle imprese piemontesi

La Regione Piemonte, attraverso Finpiemonte, conferma il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione del sistema produttivo locale verso modelli più sostenibili e sicuri. Nell’ambito del Programma Regionale FESR 21-27, il 7 luglio ha riaperto ufficialmente lo sportello dedicato alla Linea b) “Efficientamento produttivo”, uno strumento strategico per le imprese che intendono coniugare competitività economica e impatto positivo sul territorio.


Investire nella sostenibilità e nella sicurezza

La misura punta a sostenere programmi organici di investimento volti a trasformare i processi produttivi in ottica di economia circolare e protezione ambientale.

Per l’ecosistema di Torino Social Impact, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per promuovere un’innovazione che non sia solo tecnologica, ma anche sociale, finanziando interventi che mirano a:

  • Ridurre l’impatto ambientale: attraverso la diversificazione della produzione e l’adozione di modelli per la riduzione dei rifiuti e l’uso efficiente delle risorse
  • Innalzare la sicurezza sul lavoro: premiando i progetti che elevano i livelli di protezione dei lavoratori al di sopra degli standard obbligatori di legge
  • Favorire la decarbonizzazione: con una specifica componente “green” dedicata alla protezione del clima e dell’ambiente

Le agevolazioni: un mix di finanza agevolata e contributi

L’agevolazione è strutturata per coprire fino al 100% dei costi ammissibili (con investimenti compresi tra 50.000 e 3.000.000 di euro) attraverso uno strumento finanziario combinato:

  • Finanziamento agevolato: composto per il 70% da fondi regionali a tasso zero e per il 30% da fondi bancari
  • Contributo a fondo perduto: riservato alle PMI, con percentuali che variano in base alla dimensione d’impresa e alla tipologia di progetto

Un elemento di particolare interesse per le imprese orientate all’impatto è il sistema di premialità. Sono infatti previste maggiorazioni del contributo a fondo perduto per le aziende in possesso di Rating di legalità, certificazioni della parità di genere o del Rating ESG, valorizzando così l’impegno etico e sociale delle realtà piemontesi.

Requisiti e modalità di partecipazione

La misura si rivolge a PMI e Mid-cap con sede operativa in Piemonte.
È importante sottolineare che tutti i progetti devono rispettare il principio DNSH (“non arrecare danno significativo all’ambiente”) e dimostrare un chiaro effetto di incentivazione, venendo presentati prima dell’avvio dei lavori.

Le domande potranno essere inviate a partire dalle ore 9:00 del 7 luglio 2026 esclusivamente tramite la procedura informatizzata disponibile sul portale Bandi Piemonte. Lo sportello resterà aperto fino al 29 ottobre 2028, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Maggiori informazioni 

Il team di Amapola cresce con due nuovi ingressi

Nuove competenze entrano in Amapola, la Società Benefit specializzata in consulenza di sostenibilità: Alessandro Porro si unisce al team Reporting come Junior Account, mentre Elisa Marenco entra nel team commerciale, dove seguirà strategie di sviluppo e strumenti di marketing.


Le due nuove professionalità si inseriscono in aree molto rilevanti per l’evoluzione della società di consulenza attiva dal 2009. Da un lato il reporting ESG, un ambito centrale per accompagnare imprese, enti e organizzazioni del terzo settore in percorsi di rendicontazione strutturati, che sempre di più si allarga toccando normative, processi, strategia. Dall’altro lo sviluppo commerciale di Amapola, che sostiene la crescita della società attraverso l’ascolto del mercato, la costruzione di nuove relazioni e la valorizzazione delle competenze interne.

Alessandro Porro nel team Reporting

Alessandro Porro entra nel gruppo di lavoro guidato da Giulia Devani, tra i componenti del Consiglio direttivo di Amapola, portando con sé un background economico-aziendale e competenze focalizzate sulla sostenibilità. Dopo la laurea in Economia Aziendale, Alessandro ha approfondito questi temi con un master specialistico, orientando il proprio percorso professionale verso il reporting ESG.

Una prima esperienza in ambito contabile gli ha permesso di sviluppare familiarità con la lettura dei dati economico-finanziari, che oggi integra con l’analisi delle performance ambientali e sociali e con gli aspetti di governance. Un approccio utile in un ambito in forte evoluzione, dove la rendicontazione non è più soltanto restituzione di dati, ma processo di lettura, organizzazione e interpretazione delle informazioni rilevanti per la strategia di sostenibilità.

In Amapola, Alessandro contribuirà ai progetti del team nelle attività di analisi, raccolta e interpretazione dei dati per i bilanci e per processi correlati, come quelli delle certificazioni, e nella redazione e valorizzazione dei contenuti.

Elisa Marenco nel team commerciale

Elisa Marenco entra nel team commerciale di Amapola, sotto il coordinamento della partner Elena Mancino, per occuparsi di strategie di sviluppo commerciale e strumenti di marketing. Il suo percorso professionale unisce comunicazione, brand management, vendite, digitale e fundraising: competenze che rafforzano un’area dedicata allo sviluppo della società e alla costruzione di nuove opportunità di relazione con il mercato.

Laureata in Scienze Politiche, con un master in Economia e Organizzazione Aziendale alla SAA, Elisa ha iniziato la propria attività professionale nell’ufficio Press and Global Communication di Slow Food. Ha poi maturato una lunga esperienza in Martini & Rossi, Gruppo Bacardi, ricoprendo diversi ruoli tra cui brand manager, web specialist e responsabile vendite per il canale e-commerce. Dopo un passaggio in Paglieri nell’ambito della comunicazione digitale, prima dell’ingresso in Amapola ha lavorato presso la Fondazione Uspidalet di Alessandria, occupandosi anche di fundraising.

In Amapola porterà il proprio contributo allo sviluppo commerciale, al presidio degli strumenti di marketing e al rafforzamento delle attività orientate alla crescita della società.

Crescere dentro un mercato in evoluzione

«Gli ingressi di Alessandro ed Elisa rispondono a esigenze molto concrete», commenta Luca Valpreda, Founder e Managing partner di Amapola. «Da un lato rafforziamo un team Reporting sempre più impegnato su processi complessi; dall’altro consolidiamo l’area commerciale, che sostiene lo sviluppo della società e la relazione con il mercato. La sostenibilità, nonostante una narrazione che talvolta evidenzia rallentamenti o stanchezza, è un tema cruciale per imprese e organizzazioni: nuove normative, contrasto al greenwashing, filiere coinvolte, crisi climatica, energia e tensioni sociali chiedono competenze solide, ascolto e capacità di accompagnare il cambiamento. Per questo per noi rimane centrale investire nella crescita del nostro team».

Con questi due nuovi ingressi, Amapola prosegue il proprio percorso di consolidamento, rafforzando sia le competenze dedicate ai progetti per i clienti sia le funzioni interne a supporto dello sviluppo della società.

L’opera-memoriale “5,7 km di grida nel silenzio” arriva a Torino

Dal 4 al 10 luglio allo Spazio Pat un monumentale nastro tessile lungo 5,7 km per commemorare oltre 20.000 bambini palestinesi uccisi a Gaza.


Dopo le tappe di Fusignano, Parma, Rosignano Monferrato e Milano, il progetto “5,7 km di grida nel silenzio”, un’opera collettiva nata per trasformare il dolore in memoria e la memoria in testimonianza civile, approda a Torino dal 4 al 10 luglio 2026, presso Spazio Pat (Via Germanasca 27).

L’iniziativa, ideata e curata da Cristina Pedrocco ed Elena Gradara, nasce per commemorare gli oltre 20.000 bambine e bambini palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza. Attraverso un’opera tessile di grande impatto visivo ed emotivo, il progetto intende restituire dignità e visibilità a vite spezzate dalla guerra.

Lanciata nel settembre 2025 attraverso la call “Artisti tessili per Gaza”, l’iniziativa ha coinvolto associazioni, collettivi e singoli partecipanti in un processo creativo che ha trasformato ago e filo in strumenti di memoria, cura e solidarietà.

L’opera consiste in un nastro di stoffa lungo 5 chilometri e 700 metri, realizzato grazie al contributo di oltre 400 gruppi di persone provenienti da tutta Italia. Su migliaia di pannelli tessili, artisti, artigiani e cittadini hanno ricamato, scritto o dipinto i nomi delle giovani vittime, successivamente cuciti insieme in un unico memoriale.

“5,7 km di grida nel silenzio” è un’esperienza collettiva che invita alla riflessione sui valori della vita, dell’identità e della memoria. 

L’esposizione torinese è curata da Marina Gualandris con il supporto di alcune realtà cittadine attive sulla causa, tra cui Atelier Riforma.

Durante l’opening (sabato 4 luglio alle ore 19.00) sono previsti momenti di partecipazione pubblica, tra cui letture di Naim Abu Saif, autore di “L’ultimo respiro di Gaza” (2025), banchetti di artisti locali indipendenti (come Laboratorio POI, Atelier Riforma, Laboratorio Zanna Dura), l’intervento del collettivo BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) Torino e un rinfresco realizzato grazie alla recupera di eccedenze alimentari da parte del Kontiki.

L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto all’associazione Gazzella Onlus che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione di bambini palestinesi feriti da armi da guerra. L’installazione sarà visitabile su prenotazione alla pagina Instagram di @spaziopat o via mail a spaziopatpat@gmail.com .

Il progetto si inserisce in un più ampio movimento internazionale di solidarietà civile e promozione dei diritti umani. L’obiettivo delle promotrici è continuare a portare il memoriale nelle piazze e negli spazi culturali italiani, affinché questi nomi possano continuare a essere ricordati.

L’intenzione finale è affidare l’opera a un museo, una fondazione o a un’istituzione permanente che ne garantisca la conservazione e la funzione commemorativa nel tempo.

Futura Law Firm pubblica la sua quinta Relazione Benefit

Per la quinta volta dalla sua costituzione, avvenuta nel febbraio 2021, Futura Law Firm Starl Società Benefit ha pubblicato la sua nuova Relazione Benefit, allegata al bilancio e disponibile sul sito dello studio.


Per questa edizione, Futura Law Firm ha scelto di integrare l’utilizzo del B Impact Assessment, sia nella versione precedente sia in quella aggiornata, con i Voluntary Standard raccomandati dalla Commissione Europea, rafforzando il lavoro di misurazione e rendicontazione dell’impatto.

Il documento rendiconta obiettivi, azioni e risultati legati alle finalità di beneficio comune, offrendo uno strumento di trasparenza e approfondimento sul percorso intrapreso dalla società.

Futura Law Firm contribuisce inoltre all’organizzazione della Comunità di Pratica Società Benefit, promossa da Torino Social Impact: un percorso di peer learning e networking dedicato alle Società Benefit e alle organizzazioni interessate a questo modello, giunta alla sua terza edizione.

Leggi la Relazione Benefit