Il pomeriggio del 7 luglio si è svolta a Bruxelles la Final Conference del progetto europeo DO Impact, seguita, l’8 luglio, dall’Ottavo Transnational Workshop. Due appuntamenti che hanno riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori e innovatori per riflettere sul ruolo dei dati, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale nel rafforzare l’economia sociale europea e costruire un ecosistema più collaborativo, inclusivo e resiliente.
A conclusione di un percorso durato due anni, il progetto DO Impact ha riunito istituzioni europee, organizzazioni dell’economia sociale, ricercatori, innovatori digitali e policy maker per riflettere sulle sfide e sulle opportunità della trasformazione digitale, mettendo al centro una domanda chiave: come possono dati, intelligenza artificiale e tecnologie digitali essere orientati al bene comune?
La Final Conference, ospitata presso il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC), si è aperta con i saluti di Gianluca Pastorelli, Executive President di Diesis Network, e di Philip von Brockdorff, Vicepresidente del Gruppo Lavoratori dell’EESC. A seguire, il keynote di Giuseppe Guerini, Presidente di Cooperatives Europe, ha sottolineato come la trasformazione digitale non sia un processo inevitabile, ma una traiettoria che può essere guidata affinché generi valore per la collettività.
Nel corso del pomeriggio, il panel Digital and Data-Driven Transformation as a Driver of Social Impact in Europe ha approfondito il ruolo delle infrastrutture digitali interoperabili, della governance dei dati e della cooperazione europea nello sviluppo di ecosistemi digitali capaci di sostenere l’economia sociale. Il confronto, moderato da Gianluca Pastorelli, ha coinvolto rappresentanti della Commissione Europea, di Social Economy Europe e di ECAS – European Citizen Action Service, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione tra organizzazioni e allineare le strategie di digitalizzazione alle priorità europee.
Un secondo momento di confronto è stato dedicato al rapporto tra democrazia, partecipazione e intelligenza artificiale attraverso il panel Small Voices, Big Systems: Keeping Democracy Human in the Age of AI. La discussione ha posto l’attenzione sul ruolo dei cittadini e della società civile nella progettazione e nella governance delle tecnologie digitali, sottolineando come il futuro digitale dell’Europa dipenda non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire infrastrutture aperte, inclusive e orientate ai bisogni delle persone.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alla costruzione di un ecosistema europeo dei dati per l’economia sociale. Il confronto ha evidenziato come sovranità digitale, interoperabilità, governance condivisa e investimenti coordinati rappresentino elementi fondamentali per consentire ai dati di generare valore pubblico e impatto sociale.
L’8 luglio, in occasione dell’Ottavo Transnational Workshop — Forward Planning with Data: Opportunities and Synergies — il focus si è spostato sulle esperienze concrete delle organizzazioni europee che stanno affrontando percorsi di trasformazione digitale. Attraverso testimonianze provenienti da diversi Paesi, i partecipanti hanno condiviso strumenti, sfide e risultati, mostrando come i dati possano diventare una risorsa strategica per migliorare la governance organizzativa, supportare decisioni più consapevoli e aumentare l’impatto sociale.
Nel corso della giornata si è svolto anche il workshop dedicato al Digital and Data Action Plan (DDAP), uno dei principali risultati del progetto. I partecipanti hanno lavorato in gruppi per definire roadmap operative sui temi della governance dei dati, delle infrastrutture condivise, della collaborazione tra organizzazioni e della trasformazione digitale. Il DDAP costituirà uno strumento pratico per accompagnare le organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo delle proprie capacità digitali nei prossimi anni.
Uno spazio specifico è stato inoltre dedicato al confronto tra diversi progetti europei attivi sui temi della digitalizzazione dell’economia sociale. Il dialogo ha evidenziato come il valore dei progetti europei non risieda esclusivamente negli strumenti o nei risultati prodotti, ma soprattutto nelle reti di collaborazione, nello scambio di conoscenze e nelle comunità di pratica che continuano a generare impatto anche oltre la conclusione delle singole iniziative.
La due giorni si è conclusa con un workshop di riflessione finale, durante il quale i partner hanno ripercorso il percorso di apprendimento sviluppato in questi due anni, valutandone metodologie, risultati e prospettive future.
La Final Conference del 7 luglio e l’Ottavo Transnational Workshop dell’8 luglio hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso europeo durato due anni, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione. Il messaggio emerso dalle due giornate è chiaro: la trasformazione digitale dell’economia sociale è un processo continuo, che richiede competenze, collaborazione e sperimentazione condivisa. Più che l’adozione di nuove tecnologie, ciò che farà la differenza sarà la capacità di costruire ecosistemi aperti, valorizzare i dati come bene comune e rafforzare le connessioni tra organizzazioni, territori e istituzioni.
Tra gli appuntamenti del percorso che DO Impact ha sviluppato negli ultimi mesi, il 25 giugno si è tenuto il quinto European Deep Dive, dedicato alla partecipazione digitale e alla governance aperta. L’evento ha approfondito il contributo di piattaforme open source come Consul Democracy e presentato il percorso italiano di capacity building promosso da Fondazione Piemonte Innova, Torino Social Impact e TIRESIA e ha rappresentato un’occasione per valorizzare il ruolo dei dati, della partecipazione e delle competenze digitali come leve per rafforzare l’impatto sociale delle organizzazioni.
Con la conclusione di DO Impact termina il progetto, ma prosegue il patrimonio di relazioni, conoscenze e strumenti costruito in questi due anni. Le esperienze condivise durante i Deep Dive, i workshop transnazionali e locali continueranno infatti a sostenere lo sviluppo di un’economia sociale europea sempre più digitale, resiliente e orientata all’impatto.
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