Territori a impatto: I problemi dei NEET si risolvono insieme

La terza uscita di Territori a impatto approfondisce il fenomeno dei NEET e il ruolo della finanza basata sui risultati nella costruzione di risposte capaci di mettere in relazione politiche pubbliche, investitori e organizzazioni dell’economia sociale.


Prosegue Territori a impatto, la rubrica realizzata sulle pagine de L’Economia Civile, l’inserto bisettimanale di Avvenire, e curata dagli Advisors di Torino Social Impact Raffaella Scalisi e Tommaso Tropeano per leggere alcune delle principali trasformazioni economiche e sociali a partire dalle esperienze dei territori e dalle nuove forme di collaborazione tra attori diversi.

Dopo la seconda uscita, dedicata alle alleanze multiattore per affrontare l’emergenza casa, il nuovo approfondimento, dal titolo “I problemi dei NEET si risolvono insieme”, porta l’attenzione sui giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione.

In dieci anni, in Italia, la quota dei NEET si è quasi dimezzata, passando dal 25,7% del 2015 al 13,3% del 2025. Un dato che segnala un miglioramento significativo, ma che mantiene il Paese al di sopra della media europea. Dietro questa definizione si trovano inoltre situazioni molto diverse tra loro, che richiedono risposte capaci di intervenire contemporaneamente su istruzione, lavoro, salute e welfare.

L’articolo mette così al centro la necessità di superare interventi frammentati e di breve durata, costruendo alleanze tra settore pubblico, soggetti privati, investitori e Terzo Settore e sperimentando strumenti finanziari che colleghino le risorse impiegate ai risultati sociali effettivamente raggiunti.

Le esperienze internazionali mostrano alcune possibili direzioni. Dal modello di pagamento basato sui risultati sperimentato a Porto agli interventi rivolti ai giovani usciti dai percorsi di affido a Bristol, fino allo Youth Engagement Fund britannico, i casi analizzati evidenziano come capitali pubblici, filantropici e privati possano essere messi in relazione con organizzazioni sociali e istituzioni per costruire interventi orientati a risultati condivisi e misurabili.

Anche in Italia questo approccio sta trovando nuove applicazioni. Tra i territori coinvolti c’è la Città Metropolitana di Torino, impegnata nello sviluppo del primo Outcome Fund italiano dedicato al contrasto del fenomeno dei NEET.

Il percorso si collega al lavoro che Torino Social Impact sta portando avanti attraverso il progetto europeo TOUCH, dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione di un modello di Outcome Fund in Piemonte. Il meccanismo prevede che risorse pubbliche e filantropiche siano collegate al raggiungimento di risultati definiti, mentre gli investitori privati assumono il rischio finanziario e le organizzazioni dell’economia sociale progettano e realizzano gli interventi.

Una sperimentazione coerente anche con il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, che riconosce nella collaborazione tra soggetti diversi e nell’innovazione degli strumenti finanziari alcune delle leve per rafforzare l’economia sociale del territorio.

Il tema dei NEET mostra con particolare evidenza perché le sfide sociali più complesse richiedano risposte altrettanto trasversali: non finanziare separatamente singoli comparti, ma costruire interventi intorno ai risultati che si vogliono ottenere per le persone, misurandone gli effetti e consolidando nel tempo reti stabili tra pubblico, privato e Terzo Settore.

Bench-Mark | Ep. 116 – Forestae

Mettere competenze strategiche e creative al servizio dell’economia sociale significa anche lasciarsi trasformare dall’incontro con le organizzazioni che la compongono.

In questo episodio di Bench-Mark, Ludovico Spagnolo, Co-Founder e Direttore Generale di Forestae, presenta il percorso dell’agenzia e il modo in cui ha scelto di diventare un “moltiplicatore d’impatto”, affiancando organizzazioni profit e non profit nei loro processi di crescita e trasformazione.

Tra le esperienze raccontate, un percorso sviluppato tra il 2025 e il 2026 che ha coinvolto centinaia di organizzazioni del Terzo Settore in attività di formazione sulle competenze digitali e su ambiti strategici come la comunicazione.

Intervista a cura di Francesco Antonioli.
Riprese e montaggio di Riccardo Quaglio.

Riguarda qui gli altri episodi di Bench-Mark.

Governance e partnership – Assetti, regole e alleanze per gli enti dell’economia sociale

Come conoscere e rafforzare strutture e modelli di governance, sostenibilità economica e del lavoro a supporto della missione e dell’impatto sociale degli enti dell’economia sociale? È questo il tema al centro del primo seminario del percorso Professionisti Pro Economia Sociale 2030, che si è tenuto il 27 ottobre 2026 presso la sede del Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo.


L’incontro, dal titolo “Governance e Partnership – Assetti, regole e alleanze per gli enti dell’economia sociale” è realizzato nell’ambito della Comunità di pratica OP4Impact – Ordini Professionali per l’Impatto, creata da Torino Social Impact e sviluppata con Cottino Social Impact Campus. Il progetto, sostenuto da Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e dai quattro ordini professionali, da tre anni mette in dialogo commercialisti, notai, avvocati e consulenti del lavoro per costruire nuove competenze integrate e alleanze per gli enti dell’economia sociale. 

L’apertura dei lavori ha visto gli interventi di Alessandro Scilabra, Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, Simona De Giorgio, Torino Social Impact e Camera di commercio di Torino, e Caterina Soldi, Coordinatrice di OP4Impact ed esperta d’impatto del Cottino Social Impact Campus. Al centro dei loro contributi, il valore della collaborazione e del fare rete per sostenere lo sviluppo dell’economia sociale, mettendo le competenze dei professionisti al servizio degli enti e del bene comune. È stato evidenziato il ruolo di OP4Impact e del Piano Metropolitano per l’economia sociale 2030 per creare un ponte tra politiche pubbliche e realtà dell’economia sociale, promuovendo una cultura dell’impatto fondata su trasparenza e competenze condivise. É stata sottolineata l’importanza di integrare approcci e professionalità differenti, ascoltare i bisogni degli enti e costruire un impegno condiviso capace di generare valore sociale, culturale, umano ed economico, per contribuire alla trasformazione dei territori. 

I contributi dei professionisti e delle professioniste Pro Economia Sociale 

Davide Barberis, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, ha sottolineato l’importanza di passare da una dimensione individuale a una collettiva, attraverso un percorso condiviso di ricerca e confronto. Al centro del suo intervento, il tema della governance degli enti dell’economia sociale, chiamati a sviluppare modelli innovativi capaci di valorizzare le diverse competenze e figure che ne compongono l’ecosistema. In questo contesto, i professionisti svolgono un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo e nel prendersi cura delle persone e delle organizzazioni. 

Paola Baldassarre, Ordine degli Avvocati di Torino, ha evidenziato l’importanza di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, in grado di garantire gestione del rischio e valorizzazione del capitale umano. Oltre a questi, il ruolo di regole chiare per assicurare corretti flussi informativi e sostenibilità economica, richiamando il contributo dei professionisti come facilitatori dei processi di governance. Infine, ha posto l’accento sulle collaborazioni tra soggetti pubblici, profit e non profit, attraverso strumenti come la co-progettazione e l’amministrazione condivisa. La governance si configura come una scelta strategica al servizio della missione e dell’impatto sociale dell’ente. 

Proseguendo, Giulia Fiore, Ordine degli Avvocati di Torino, ha descritto la governance come lo strumento attraverso cui la mission dell’ente si traduce in organizzazione e scelte concrete. Ha richiamato cinque dimensioni fondamentali: fedeltà alla mission, distribuzione delle competenze, qualità delle informazioni, gestione dei conflitti e verificabilità delle conseguenze sociali ed economiche. Non esiste un modello valido per tutti: la forma giuridica e l’assetto di governo devono essere definiti in base alle caratteristiche e alle funzioni dell’ente. 

Gabriele Gili, Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, ha successivamente presentato una vera e propria “cassetta degli attrezzi”, utile alle organizzazioni del territorio: tra gli elementi chiave ha richiamato la definizione della missione e dello scopo sociale, la composizione degli organi, la distribuzione dei poteri e la previsione di regole chiare per gestire i rapporti tra partner e le situazioni più delicate. Ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro di squadra tra le diverse professionalità. In questo percorso, lo statuto rappresenta il DNA dell’ente: non un semplice strumento formale, ma il punto di partenza per definire l’identità e orientare la strategia. 

Simone Nepote, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, ha approfondito quattro dimensioni fondamentali per valutare la solidità e la sostenibilità degli enti dell’economia sociale: l’equilibrio economico, inteso come capacità di coprire i costi senza erodere il patrimonio; l’equilibrio finanziario, legato alla disponibilità di liquidità per far fronte agli impegni; l’equilibrio patrimoniale, basato sulla presenza di riserve e sulla capacità di assorbire eventuali imprevisti; e l’efficacia sociale, ovvero la capacità di generare risultati coerenti con la propria missione e con i bisogni dei destinatari. Queste quattro dimensioni devono essere lette in modo integrato per garantire una gestione sostenibile e orientata all’impatto. 

Elisa Sada e Stefano Galoppo, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, ha infine individuato tre azioni concrete da cui partire per rafforzare l’organizzazione degli enti dell’economia sociale. La prima riguarda la verifica dell’allineamento tra statuto e organizzazione, con particolare attenzione a contratti e regolamenti interni. La seconda consiste nel definire le regole del tempo di lavoro insieme alle persone coinvolte, valorizzando strumenti come la contrattazione di secondo livello e il welfare. Infine, ha evidenziato l’importanza di utilizzare gli strumenti disponibili per costruire e consolidare alleanze e collaborazioni, attraverso convenzioni, reti, incentivi e appalti. 

Il prossimo seminario del percorso accreditato dagli Ordini professionali, dal titolo “Social Procurement – Processi e strumenti per potenziare il mercato dell’economia sociale” si terrà il 20 novembre 2026 presso la sede dell’Ordine degli Avvocati di Torino.

Per maggiori informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione al percorso formativo “Professionisti Pro-Economia Sociale 2030”, è possibile consultare il seguente link.

Riapre La Casa dei Mille, da 150 anni centro di solidarietà torinese

Dopo anni di attività dedicate all’accoglienza e alla cura, Casa Dei Mille riapre le sue porte in via Dei Mille 19 a Torino con nuovi progetti rivolti a persone fragili, donne sole, famiglie, minori e persone anziane.


Il 23 ottobre, il portone di via Dei Mille 19 a Torino, chiuso dal 2022 dopo la conclusione della gestione dell’asilo da parte delle suore, ha riaperto per annunciare l’avvio di una nuova fase della sua storia, con una serie di progetti di solidarietà rivolti alla cittadinanza e al quartiere.

La storia della casa risale al 1873, quando le Dame della Carità acquistarono la dimora a un piano dello scultore Pietro Butti per trasformarla in un nido d’infanzia. Nel corso degli anni, nuovi bisogni sociali hanno portato la struttura a crescere e trasformarsi, fino a raggiungere l’attuale configurazione su tre piani.

Una casa che cambia insieme ai bisogni del territorio

L’adattamento dell’edificio alle nuove funzioni ha richiesto importanti interventi di restauro e trasformazione, portati avanti da Gruppo Volontariato Vincenziano Accoglienza, Minori e Futuro e Gruppo Volontariato Vincenziano Nuova Aurora, con cui le Dame della Carità hanno stipulato un contratto di comodato.

ManagerNoProfit ha affiancato le associazioni in alcune fasi del percorso di rinascita, mettendo a disposizione competenze manageriali per accompagnare lo sviluppo dell’iniziativa e affrontarne le complessità organizzative.

Durante la serata inaugurale sono stati presentati i progetti che la struttura, ribattezzata per l’occasione Casa Dei Mille in riferimento alle tante persone che negli anni vi hanno trovato sostegno e accoglienza, si prepara a ospitare.

Tra le attività previste: formazione e occasioni di socialità per persone fragili, cohousing per donne sole, abitazioni per famiglie in difficoltà, attività dedicate alla terza età e sostegno a minori in situazione di fragilità.

Alcuni interventi sono già stati completati, mentre altri richiederanno ulteriori risorse. Per questo, durante la serata, le associazioni hanno rivolto un appello al quartiere, nella convinzione che la partecipazione della comunità possa continuare ad accompagnare la vita della Casa.

Un percorso che riparte dall’idea che ha guidato l’intera ristrutturazione: “rinascere insieme”.

18 novembre — Dalle idee ai progetti: l’AI cambia le regole dell’innovazione

Il 18 novembre alle 18:00, Rinascimenti Sociali ospita il primo appuntamento di un nuovo ciclo di incontri dedicato alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale alle piccole e medie imprese.


Come cambia l’innovazione quando trasformare un’idea in un progetto diventa sempre più semplice e accessibile grazie all’intelligenza artificiale?

È la domanda al centro di “Dalle idee ai progetti: l’intelligenza artificiale cambia le regole dell’innovazione – Ideas are Cheap, Execution is Cheaper”, in programma mercoledì 18 novembre alle 18:00 presso Rinascimenti Sociali a Torino.

L’incontro inaugura un ciclo di appuntamenti dedicati alle interazioni tra intelligenza artificiale e piccole e medie imprese, con l’obiettivo di esplorare strumenti, opportunità e trasformazioni che stanno ridefinendo il modo di sviluppare progetti, innovare e lavorare.

Attraverso esempi concreti, esperienze dirette e un confronto aperto, Maurizio Pelizzone e Vittorio Pasteris di Novajo approfondiranno le opportunità dell’AI per l’innovazione, le imprese e le professioni.

Al centro dell’incontro una domanda: in un contesto in cui realizzare le idee costa sempre meno, quali competenze e quali decisioni fanno davvero la differenza?

18 novembre 2026, ore 18:00
Rinascimenti Sociali – Torino

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5 dicembre — Concerto benefico per la Croce Rossa di Torino

Sabato 5 dicembre 2026 alle 21:00, la Cipo Sugar Band salirà sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino per un concerto benefico a sostegno della Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino. L’obiettivo è raccogliere fondi per l’acquisto di una nuova ambulanza a servizio della comunità.


Una serata di musica per contribuire concretamente al rafforzamento dei servizi di emergenza sul territorio.

Il 5 dicembre, la Cipo Sugar Band sarà protagonista di un concerto benefico al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, organizzato a sostegno della Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino.

I fondi raccolti contribuiranno all’acquisto di una nuova ambulanza, destinata a sostituire il Mezzo di Soccorso Avanzato Infermieristico rimasto gravemente danneggiato in un incidente stradale lo scorso 3 luglio, mentre era impegnato in un intervento di emergenza.

Il mezzo, entrato in servizio soltanto poche settimane prima dell’incidente, è diventato inutilizzabile, privando il territorio di uno strumento fondamentale per il soccorso sanitario.

Un nuovo mezzo al servizio della comunità

Disporre di una nuova ambulanza significa poter contare su un mezzo moderno, sicuro e dotato delle attrezzature necessarie per affrontare le emergenze sanitarie, mettendo gli equipaggi nelle condizioni di intervenire con efficacia e garantendo alle persone soccorse un’assistenza tempestiva e adeguata fin dai primi momenti dell’intervento.

Un investimento concreto nella sicurezza e nella salute della comunità.

«Quando abbiamo saputo dell’incidente, il nostro primo pensiero è andato alle persone a bordo. Oggi guardiamo avanti, con un obiettivo molto concreto: riportare sulle strade di Torino un’ambulanza moderna e pienamente attrezzata, a disposizione di tutta la comunità», dichiara Michele Furci, Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino.

«Siamo davvero grati alla Cipo Sugar Band per aver scelto di sostenerci con questa iniziativa. Invito tutte le torinesi e tutti i torinesi a partecipare: sarà una bella serata di musica e condivisione, ma soprattutto un’occasione per contribuire, insieme, a qualcosa di cui la nostra città ha bisogno».

Sabato 5 dicembre 2026, ore 21:00
Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

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