Dopo anni di attività dedicate all’accoglienza e alla cura, Casa Dei Mille riapre le sue porte in via Dei Mille 19 a Torino con nuovi progetti rivolti a persone fragili, donne sole, famiglie, minori e persone anziane.
Il 23 ottobre, il portone di via Dei Mille 19 a Torino, chiuso dal 2022 dopo la conclusione della gestione dell’asilo da parte delle suore, ha riaperto per annunciare l’avvio di una nuova fase della sua storia, con una serie di progetti di solidarietà rivolti alla cittadinanza e al quartiere.
La storia della casa risale al 1873, quando le Dame della Carità acquistarono la dimora a un piano dello scultore Pietro Butti per trasformarla in un nido d’infanzia. Nel corso degli anni, nuovi bisogni sociali hanno portato la struttura a crescere e trasformarsi, fino a raggiungere l’attuale configurazione su tre piani.
Una casa che cambia insieme ai bisogni del territorio
L’adattamento dell’edificio alle nuove funzioni ha richiesto importanti interventi di restauro e trasformazione, portati avanti da Gruppo Volontariato Vincenziano Accoglienza, Minori e Futuro e Gruppo Volontariato Vincenziano Nuova Aurora, con cui le Dame della Carità hanno stipulato un contratto di comodato.
ManagerNoProfit ha affiancato le associazioni in alcune fasi del percorso di rinascita, mettendo a disposizione competenze manageriali per accompagnare lo sviluppo dell’iniziativa e affrontarne le complessità organizzative.
Durante la serata inaugurale sono stati presentati i progetti che la struttura, ribattezzata per l’occasione Casa Dei Mille in riferimento alle tante persone che negli anni vi hanno trovato sostegno e accoglienza, si prepara a ospitare.
Tra le attività previste: formazione e occasioni di socialità per persone fragili, cohousing per donne sole, abitazioni per famiglie in difficoltà, attività dedicate alla terza età e sostegno a minori in situazione di fragilità.
Alcuni interventi sono già stati completati, mentre altri richiederanno ulteriori risorse. Per questo, durante la serata, le associazioni hanno rivolto un appello al quartiere, nella convinzione che la partecipazione della comunità possa continuare ad accompagnare la vita della Casa.
Un percorso che riparte dall’idea che ha guidato l’intera ristrutturazione: “rinascere insieme”.
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