Si è svolto oggi, nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi di Torino, il forum “Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice”, promosso dalla Camera di commercio di Torino, da Torino Social Impact e dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO), in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale.
L’evento è stato preceduto, nella serata del 19 febbraio, dall’illuminazione della Mole Antonelliana in arancione, con le grafiche della campagna Business, Social, One Vision, ideata da Marco Rubiola, per promuovere una narrazione capace di valorizzare il carattere innovativo degli argomenti al centro del forum e per affermare il messaggio chiave dell’iniziativa: impresa e impatto sociale non sono mondi separati, ma parti di un’unica visione di futuro.
A Torino si sono date appuntamento alcune delle principali voci istituzionali, europee e internazionali dell’economia sociale, confermando il ruolo crescente di questo modello come leva strategica per coniugare competitività economica, sostenibilità e giustizia sociale. Il forum si è affermato come un importante momento di confronto sul contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella costruzione di economie più inclusive, resilienti e orientate ai diritti umani e civili.
In una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, segnata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal rafforzamento delle politiche europee e globali, il forum ha offerto uno spazio di riflessione sulle opportunità e sulle sfide emergenti in un contesto internazionale caratterizzato da trasformazioni geopolitiche e cambiamenti nelle priorità strategiche dell’Unione Europea.
Al centro del dibattito, il ruolo dell’economia sociale come motore di innovazione e competitività, capace di integrare obiettivi economici e sociali, di contribuire a una politica di transizione più giusta e di giocare il ruolo di vera e propria infrastruttura democratica in un momento segnato da incertezze e nuove pressioni geopolitiche.
L’economia sociale rappresenta oggi una componente strutturale e in costante espansione del sistema economico europeo. Nei Paesi dell’Unione Europea, questo comparto genera un fatturato complessivo pari a circa 912,9 miliardi di euro, contribuendo per il 6,5% al PIL dell’UE e coinvolgendo 13,6 milioni di occupati distribuiti in circa 4,3 milioni di organizzazioni.
Le attività si concentrano principalmente nei servizi sociali, nella sanità, nell’istruzione, nella finanza etica e nell’agricoltura, ambiti in cui l’obiettivo economico si integra con finalità sociali e collettive. Negli ultimi quindici anni il settore ha registrato una crescita media annua compresa tra il 2% e il 2,5%, confermando la propria capacità di espansione e resilienza anche in contesti economici complessi (OECD 2025; Commissione europea 2024, 2025; Social Economy Europe).
In Italia, l’economia sociale assume un ruolo altrettanto significativo, con un valore aggiunto lordo stimato in 52,6 miliardi di euro, pari a circa il 3,5–4,0% del PIL nazionale. Il settore impiega tra 1,53 e 1,9 milioni di lavoratori retribuiti e comprende un numero di organizzazioni attive compreso tra 360.000 e 450.000 unità. Anche nel contesto italiano, i principali ambiti di intervento includono i servizi sociali, la sanità, l’istruzione, la finanza mutualistica, l’agricoltura e le attività legate alla tutela ambientale. I dati evidenziano inoltre una dinamica di crescita rilevante nel lungo periodo: tra il 2011 e il 2021 il valore aggiunto è aumentato del 25%, mentre l’occupazione è cresciuta del 13,8%, a conferma del rafforzamento progressivo del settore e della sua crescente incidenza nel sistema economico nazionale (Euricse 2023; Terzjus 2024; Unioncamere 2024).
A livello territoriale, il Piemonte rappresenta una delle regioni italiane più dinamiche in questo ambito. Nel 2024, il valore economico complessivo dell’economia sociale regionale è stimato intorno ai 5 miliardi di euro, pari a circa il 4,5–5% del PIL regionale, con un numero di occupati compreso tra 110.000 e 120.000 persone. Le cooperative sociali attive sono circa 950 e generano un fatturato complessivo di circa 1,8 miliardi di euro. I principali settori di attività includono il welfare, la sanità, l’educazione, l’agricoltura, la tutela ambientale e i progetti di rigenerazione urbana.
All’interno di questo contesto, la città di Torino si configura come uno dei principali poli dell’economia sociale a livello nazionale. Il valore economico complessivo del settore è stimato in circa 3,1 miliardi di euro, corrispondente al 4,8–5,0% del PIL metropolitano, con circa 70.000 addetti. Le cooperative sociali attive sono 448 e generano un fatturato di circa 1,13 miliardi di euro. Considerando l’insieme delle cooperative e delle cooperative sociali, il fatturato complessivo raggiunge circa 2,8 miliardi di euro, con oltre 42.000 addetti coinvolti. I principali ambiti di attività a Torino comprendono il welfare, la cultura, l’economia circolare, la finanza d’impatto e l’innovazione sociale, confermando il ruolo della città come laboratorio avanzato di sperimentazione e sviluppo di modelli economici orientati all’impatto sociale (Euricse; Unioncamere Piemonte; RUNTS; Legacoop).
Nell’area metropolitana torinese, se consideriamo il perimetro allargato dell’economia sociale che, oltre alle Imprese sociali e cooperative sociali (549), alle Società di mutuo soccorso (43), alle Associazioni di promozione sociale (2307), alle Organizzazioni di volontariato (1399), agli altri enti del terzo settore (621) agli Enti filantropici (32), include anche quei nuovi modelli di impresa che integrano elementi di impatto sociale come le società benefit (256) e le startup a vocazione sociale (26), contiamo un numero totale di oltre 5200 soggetti operanti, che sale a quasi 5900 se consideriamo anche le società cooperative (657).
Nel complesso, questi dati evidenziano come l’economia sociale costituisca un settore rilevante non solo per la sua dimensione economica, ma anche per la sua capacità di generare occupazione, promuovere coesione sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile a livello europeo, nazionale e locale.
Il forum è stato aperto dagli interventi delle istituzioni territoriali impegnate per l’economia sociale, in particolare: Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino, Chiara Foglietta, Vicesindaca con deleghe all’Innovazione, transizione digitale, clima e mobilità, Città di Torino, Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Silvio Magliano, Consigliere della Regione Piemonte.
Successivamente, dopo il discorso di apertura di Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact, il dibattito ha visto la partecipazione di relatrici e relatori di primo piano, tra cui Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale; Silvia Roggiani e Lorenzo Malagola, Deputati; Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea; Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe; Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro; Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities dell’OCSE; Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani; Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE; Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà; Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa del Governo della Spagna; Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe; e Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO.
Inoltre, sono state illustrate alcune iniziative e rapporti come il Documento Programmatico Congiunto per promuovere un’economia dei diritti umani attraverso l’economia sociale e solidale della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale (UNTFSSE), del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani e della Coalizione mondiale per la giustizia sociale e l’economia sociale, il Rapporto dell’OECD-OCSE intitolato “Social Economy in Europe Contributing to Competitiveness and Prosperity” e il Rapporto Economia Sociale 2025: Evidenze, Sfide e Traiettorie per l’Italia pubblicato dall’Euricse.
L’elevato livello dei contributi e la dimensione internazionale del confronto hanno rappresentato un ulteriore riconoscimento del posizionamento di Torino come uno dei principali ecosistemi europei dell’economia sociale e dell’impact economy.
A questo proposito, Massimiliano Cipolletta, Presidente della camera di Commercio, principale ente promotore di Torino Social Impact e dell’iniziativa, ha dichiarato:
“La presenza a Torino dei leader mondiali dell’economia sociale è un riconoscimento del lavoro di posizionamento svolto in questi anni dalla Camera di commercio di Torino per promuovere il nostro territorio come un modello in cui competitività e coesione sociale crescono insieme, non sono alternativi ma interdipendenti. Siamo orgogliosi di aver agito come pionieri, guidando questo percorso sin dal 2005 con la nascita dell’Osservatorio per l’Economia Civile presso l’ente camerale. Questo impegno è proseguito poi con il Comitato Imprenditorialità Sociale nel 2016 e la nascita di Torino Social Impact, piattaforma generativa di progetti fortemente innovativi, fino a consolidarsi, insiemealla Città Metropolitana, nella recente approvazione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030”.
La città si distingue infatti per la presenza di un sistema dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni pubbliche, attori privati, finanza a impatto, filantropia e centri di ricerca, impegnati nella promozione di modelli economici sostenibili e inclusivi.
In questo contesto opera Torino Social Impact, piattaforma nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio di Torino e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca.
L’ecosistema ha contribuito allo sviluppo di iniziative innovative come la Borsa dell’Impatto Sociale e all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030, rafforzando il ruolo del territorio come laboratorio di innovazione sociale.
Torino conferma inoltre la propria vocazione internazionale grazie alla presenza, dal 1964, del Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO), impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nello sviluppo delle competenze per la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile.
Il forum si inserisce nel percorso avviato con la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision, lanciata da Torino Social Impact nel 2025 per promuovere una visione integrata dell’economia, capace di unire mondo profit e non profit e di valorizzare il ruolo dell’impact economy come modello per il futuro.
Il successo dell’evento conferma la centralità di questa visione e rafforza l’impegno degli attori coinvolti nel promuovere l’economia sociale come pilastro strategico per uno sviluppo equo e sostenibile.
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