Anche nel 2026 la Comunità di pratica Parità di Genere ha proseguito il suo percorso con un incontro dedicato a “Progettazione europea e gender mainstreaming: programmi e buone pratiche”.


L’appuntamento si è svolto presso gli spazi di Nuova Collaborazione, partner dell’ecosistema, ed è stato co-organizzato con l’Hub Progetti Europei di Torino Social Impact e Impacto Centro Studi, realtà con consolidata esperienza nella progettazione europea.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Monica Cerutti, curatrice della Comunità di pratica, che ha sottolineato come la parità di genere sia un tema trasversale anche nella progettazione europea. Nelle politiche organizzative e nella costruzione dei progetti da candidare ai bandi, è fondamentale promuovere una cultura di cambiamento capace di integrare la dimensione di genere e le tematiche di uguaglianza.

Il confronto ha offerto una panoramica sui principali strumenti, a partire dai Gender Equality Plan, spesso percepiti come un vincolo ma che, se utilizzati correttamente, diventano motori di trasformazione culturale nelle organizzazioni. Monica Cerutti ha spiegato:

“Gender mainstreaming significa far sì che l’approccio di genere non sia confinato a un ambito specifico, ma diventi una lente con cui guardare tutte le politiche. La prospettiva di genere va messa al centro: in tutte le politiche, in tutti i progetti.”

È emerso come il gender mainstreaming migliori la qualità scientifica, aumenti la rilevanza sociale dei risultati e rafforzi l’impatto delle politiche e delle soluzioni sviluppate. È quindi una leva di innovazione e qualità, più che un adempimento formale, capace di generare opportunità e risultati positivi per le organizzazioni.

Successivamente, Alessia Ibba, Project Manager Hub Progetti Europei per l’Economia Sociale di Torino Social Impact, ha illustrato la dimensione teorica in “Progettazione europea, dimensione di genere e gender mainstreaming”, inquadrando i principali programmi europei che includono e valorizzano la dimensione di genere: Erasmus+, CERV e AMIF, evidenziandone approcci, obiettivi e opportunità.

  • CERV – Citizens, Equality, Rights and Values: sostiene società aperte, democratiche, inclusive e basate sui diritti; la parità di genere è sia una priorità autonoma sia un tema trasversale.

  • AMIF – Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione: favorisce una gestione equa e solidale della migrazione, garantendo i diritti fondamentali dei migranti; il genere è sia ambito specifico sia principio trasversale, con forte attenzione all’intersezionalità.

  • Erasmus+: promuove apprendimento, inclusione e partecipazione dei giovani; l’uguaglianza di genere rientra nella priorità orizzontale “inclusione e diversità” e nell’obiettivo trasversale del programma.

L’intervento ha quindi approfondito il concetto di gender mainstreaming, illustrando come integrarlo efficacemente nelle candidature e nei progetti europei. Adottato dall’UE dagli anni ’90, il gender mainstreaming integra sistematicamente la dimensione di genere in politiche, pratiche e tutte le fasi di un progetto, smantellando meccanismi di discriminazione e agendo a livello di policy. In particolare, implica:

  • Strategia per l’uguaglianza di genere;

  • Integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche (dalla progettazione alla valutazione);

  • Prevenzione e correzione delle disuguaglianze;

  • Strumento, non obiettivo, con approccio doppio: prospettiva di genere + misure specifiche per eliminare le disuguaglianze.

Nel contesto della Programmazione europea 2021‑27, il gender mainstreaming è un principio fondamentale, integrato in tutte le politiche e finanziamenti comunitari per promuovere la parità di genere. Nella progettazione di una candidatura si considera:

  • Come viene applicato il gender mainstreaming;

  • Composizione e gestione del partenariato;

  • Metodi e strumenti adottati da partner e fornitori;

  • Obiettivi e indicatori per valutare l’integrazione della dimensione di genere.

A chiudere l’incontro, Valentina Crepaldi e Silvia Fazio di Impacto Centro Studi hanno guidato un laboratorio pratico dal titolo “Rendere un’attività di progetto più equa: applicare il gender mainstreaming nella progettazione europea”, concentrandosi sul caso studio VOICES – Migration Stories for Inclusive Policies (CERV Remembrance, sotto-call sul tema delle migrazioni).

Attraverso l’analisi di un caso concreto, i partecipanti hanno applicato i principi del gender mainstreaming, sperimentando approcci, metodologie e strumenti utili. Il laboratorio ha evidenziato l’importanza del pensiero critico nella progettazione e della capacità di astrarsi dal proprio contesto locale per comprendere il quadro più ampio delle politiche e degli obiettivi UE.