Tampep è un gruppo di lavoro presente a Torino sin dal 1993 che nasce dal progetto europeo di ricerca-azione Transnational AIDS/STD Prevention among Migrant Prostitutes in Europe/Project con il fine di elaborare e diffondere nuove strategie e metodologie di lavoro con e per le donne migranti sex workers e di prevenire la diffusione di infezioni sessualmente trasmissibili e HIV. Il progetto è stato condotto da educatrici pari, ovvero da persone che vivono e conoscono il fenomeno del lavoro sessuale dall’interno, senza giudizio nei confronti di chi svolge sex work e attraverso metodologie specifiche di riduzione del rischio.
Il 23 luglio 2001 nasce l’Associazione Tampep: da allora, siamo impegnate nella promozione di interventi rivolti a persone con background migratorio e in condizioni di vulnerabilità. Sono al centro del nostro lavoro il rispetto dei diritti e della dignità delle persone socialmente discriminate e marginalizzate, con le quali realizziamo percorsi volti a favorire l’inserimento sociale e l’acquisizione degli strumenti necessari a condurre una vita autonoma. Da sempre, nell’attuazione dei nostri interventi, dedichiamo una particolare attenzione alle donne cis e trans, non solo in quanto più frequentemente bersaglio di violenza, esclusione sociale ed economica, ma anche e soprattutto perché promotrici di cambiamento e sviluppo per le loro famiglie e per l’intera comunità di appartenenza nella costruzione e ri-costruzione del tessuto sociale.

Gli ambiti di intervento entro cui operiamo sono diversi:

  • Contrasto alla tratta di esseri umani – siamo iscritte alla Seconda Sezione del Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: questo ci abilita a realizzare il Programma Unico di emersione, assistenza e integrazione sociale a tutela delle vittime del reato di tratta previsto, dall’articolo 18 del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. d286/98). Attraverso le attività di contatto sul territorio e i colloqui presso il nostro sportello, lavoriamo per fare emergere le situazioni di tratta e grave sfruttamento, offrendo allз sopravvissutз percorsi di assistenza che comprendono anche l’accoglienza residenziale in strutture protette, grazie ai quali è possibile sottrarsi alla condizione di coercizione costruendo un’alternativa di vita. L’autonomia e l’indipendenza delle persone che incontriamo sono gli obiettivi al centro di ogni nostro intervento;
  • Contrasto allo sfruttamento lavorativo – realizziamo interventi volti all’identificazione e all’emersione delle situazioni di sfruttamento lavorativo. Offriamo alle persone coinvolte informazioni, orientamento e accompagnamento ai servizi, sostenendole nel percorso volto alla regolarizzazione amministrativa sul territorio e al raggiungimento di un inserimento lavorativo regolare e dignitoso;
  • Presa in carico socio-sanitaria: promuoviamo un approccio alla salute inclusivo e integrato. Lavoriamo per garantire l’accesso alle cure alle persone con background migratorio regolari e non, così come a tutte le soggettività che incontriamo. Nei nostri interventi miriamo a mantenere alta l’attenzione antropologica verso altre concezioni del corpo e della cura, traducendo questo sguardo in pratiche il più possibile efficaci;
  • Orientamento e supporto legale – lavoriamo per costruire percorsi di libertà e dignità. Intendiamo il nostro lavoro come un ponte che faciliti l’accesso effettivo ai diritti, rimuovendo le barriere e colmando le distanze che spesso separano le persone in situazione di vulnerabilità dall’esercizio pieno dei loro diritti. Tra le diverse aree di intervento, ci occupiamo in particolare di favorire l’emersione delle persone dalla condizione di irregolarità, accompagnandole nei percorsi di regolarizzazione amministrativa. Lavoriamo inoltre per identificare chi ha subito persecuzioni e per offrire supporto nella procedura di richiesta della protezione internazionale;
  • Valorizzare le diversità di genere – le nozioni elaborate dai femminismi, dal pensiero transfemminista intersezionale e dagli studi decoloniali informano il nostro lavoro e contribuiscono a plasmare le nostre visioni del mondo. Dedichiamo una particolare attenzione alle donne cis e trans, spesso con background migratorio, in quanto soggettività che vivono stratificate forme di oppressione, violenza, esclusione sociale ed economica, sfruttamento. Il nostro intento è invertire le geografie di potere, sostenendo il movimento delle donne e delle soggettività non conformi dai margini al centro, acquisendo così uno sguardo alternativo sulle relazioni di genere e sulla mascolinità.

Gli ambiti di intervento si rispecchiano nelle attività che svolgiamo a contatto con le persone e in rete con altri enti del territorio:
– L’unità di contatto – con la nostra unità di contatto raggiungiamo chi svolge lavoro sessuale in strada e/o al chiuso e chi è coinvolto nel fenomeno dell’accattonaggio. Condividiamo informazioni sui temi della salute e dell’accesso ai diritti, forniamo materiale informativo e sanitario, prodotti alimentari e per l’igiene personale. Le persone contattate, in caso di richieste o particolari necessità, vengono orientate nell’immediato, laddove possibile, e vengono invitate al nostro sportello per eventuali approfondimenti;
– Lo sportello a bassa soglia – lo sportello a bassa soglia offre ascolto, orientamento e accompagnamento ai servizi del territorio a chiunque vi faccia accesso, con un focus su chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità. È qui che si attivano i percorsi di emersione dallo sfruttamento sessuale e/o lavorativo e si avviano percorsi di presa in carico delle persone. La presa in carico, oltre ad essere cucita sulla persona, mira ad essere il più completa possibile e a cercare soluzioni per ciascuno degli aspetti che vengono presentati in sede di colloquio. Ci occupiamo spesso di assistere chi ha difficoltà con le procedure di regolarizzazione e chi sta intraprendendo il percorso di richiesta di protezione internazionale;
 -L’accoglienza – nei nostri appartamenti accogliamo persone che si sono sottratte a situazioni di sfruttamento e/o alla tratta di esseri umani. All’interno dei programmi di emersione, protezione e integrazione, seguiamo ciascunə nell’elaborazione di quanto vissuto, nell’acquisizione delle competenze necessarie a muoversi nella nostra società e nella costruzione di un nuovo benessere, che consenta loro di raggiungere l’autonomia;
– Formazione e sensibilizzazione – realizziamo percorsi di formazione e sensibilizzazione nelle scuole e rivolti alle persone più giovani con l’obiettivo di divulgare alcuni degli aspetti di un fenomeno poco conosciuto come quello della tratta. Eroghiamo formazioni rivolte allз professionistз che lavorano con persone che hanno un vissuto migratorio e desiderano acquisire competenze più specifiche sui temi della tratta e del grave sfruttamento;
– Lavoro di rete – mettiamo in circolo le nostre competenze a sostegno di altri enti che operano con persone straniere, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale. Forniamo consulenze e affianchiamo lз colleghз nella presa in carico di persone con vulnerabilità riconducibili a vissuti legati alla tratta, allo sfruttamento, alla violenza di genere. Collaboriamo con enti di ricerca e monitoraggio quali Numero Verde Antitratta e IRES Piemonte, mettendo a disposizione le nostre conoscenze e il nostro lavoro di campo. Siamo parte della Piattaforma Nazionale Antitratta, del CCVD – Coordinamento Cittadino Contro la Violenza sulle Donne, del GRIS – GRuppo Immigrazione Salute Piemonte. Collaboriamo con istituzioni quali Commissioni Territoriali per il riconoscimento della Protezione Internazionale, Tribunali, Procure e Ispettorati del Lavoro ai fini della presa in carico e per l’espletamento di pratiche burocratiche di persone beneficiarie di percorsi di protezione.