Dalla network science all’impatto sociale: ripensare le smart city e il ruolo del Terzo Settore italiano
L’articolo di Daniel Iannaci (PhD, Direttore Programmazione e Controllo – strategia, impatto e governance), pubblicato sull’European Journal of Social Impact and Circular Economy, propone una riflessione approfondita su come ripensare le smart city andando oltre una visione esclusivamente tecnologica e infrastrutturale, per integrare in modo strutturale la dimensione sociale, civica e territoriale.
Il contributo prende le mosse dal modello cinese delle “otto reti urbane” (CEEC – China Eight Ecosystem Cities), basato su un approccio sistemico e interdipendente alle infrastrutture urbane (sanità, istruzione, cultura, ecologia, digitale, mobilità, sicurezza e sport), e ne esplora la possibile adattabilità al contesto italiano ed europeo.
Al centro dell’analisi vi è il ruolo del Terzo Settore, e in particolare delle cooperative sociali di tipo B, interpretate non solo come erogatrici di servizi, ma come veri e propri nodi infrastrutturali degli ecosistemi urbani: soggetti capaci di connettere bisogni sociali, risorse, stakeholder e comunità locali.
In questo quadro, Torino Social Impact viene assunto come caso di riflessione e come esempio di piattaforma territoriale in grado di abilitare collaborazione multiattore, innovazione sociale e governance orientata all’impatto. L’articolo evidenzia come ecosistemi di questo tipo possano svolgere una funzione trasversale di raccordo, favorendo integrazione tra reti, interoperabilità, standard condivisi di valutazione d’impatto e progettazione strategica.
Il lavoro mette in luce sia le potenzialità già presenti nel contesto italiano – forte presenza del non profit, radicamento territoriale, competenze sociali e civiche – sia alcune criticità strutturali, come la frammentazione delle politiche, la carenza di infrastrutture digitali condivise e l’assenza di un quadro unitario di valutazione dell’impatto.
Nel complesso, l’articolo offre una chiave di lettura utile per decisori pubblici, ricercatori, manager del Terzo Settore e attori territoriali interessati a costruire città non solo intelligenti, ma anche inclusive, sostenibili e orientate al valore sociale.

